Tecnodipendenza: è ora di darci una regolata!
Tecnodipendenza: è ora di darci una regolata! postato il 29/09/2007 16:27:46 nel forum giochi e dintorni
E’ recentemente (28/09) apparso sul Venerdì di Repubblica (allegato del noto quotidiano) un articolo intitolato “Tecnodipendenze: quando web e tv diventano una droga” di Alex Saragosa.
Il testo è allarmante e non credo che il redattore abbia peccato di sensazionalismo: pochi giorni prima si era diffusa la tragica notizia della morte per arresto cardiaco di un ragazzo cinese crollato dopo 3 giorni di giochi online. Cito una parte dell’articolo (non è che uno dei tanti articoli sull’argomento…), che prende spunto da una ricerca scientifica condotta da La Barbera, direttore della Clinica psichiatrica dell’Università di Palermo:
”[…] Risulta difficile stabilire il limite fra un uso esagerato della tecnologia e una vera dipendenza. Alcuni parametri possono essere d’aiuto: i tempi per esempio. Tre ore giornaliere sono già un indizio di uso problematico. Un altro segno è il parlare solo e ossessivamente di quello che si è visto o fatto con il mezzo tecnologico. Ma ancora più chiaro, come campanello d’allarme, è il cambiamento delle abitudini: se un figlio abbandona progressivamente hobby, sport, amici, studio, per concentrarsi solo sulla tecnologia preferita, arrivando spesso a mostrare, quando è lontano, una vera e propria ansia di tornarci al più presto, è certo che si tratta di dipendenza. A rendere più facile la caduta verso l’abuso è anche il fatto che, a differenza di droghe o gioco d’azzardo, l’uso delle tecnologie non è sanzionato ne’ legalmente ne’ moralmente. Anzi, essere abili in questo settore è spesso motivo di orgoglio fra i ragazzi.”
A mio parere sarebbe giusto che i siti di giochi online si autoregolamentassero, colmando così la lacuna legislativa, e tutti i gestori delle varie city dovrebbero cominciare a fare la loro piccola parte in tal senso per quanto riguarda i giochi di ruolo.
Mi limito a suggerire 5 semplici accorgimenti che potrebbero arginare il problema della dipendenza dai giochi online (oltre che essere utilissimi a mantenere l’equilibrio di gioco e rendere il lavoro più facile agli stessi narratori):
1) limitare gli orari di attività dei giochi (ad esempio, bloccando gli accessi nelle ore del mattino, del pranzo, della cena e della notte – per consentire ai ragazzi un corretto svolgimento dell’attività scolastica, dei pasti e del sonno)
2) limitare in ogni caso la durata dei giochi a massimo 3-4 ore giornaliere
3) organizzare le sessioni di gioco a orari concordati con i giocatori (come per giochi da tavolo)
4) limitare l’uso delle “bacheche” ad un numero fisso e contenuto di messaggi giornalieri (da parte dello stesso utente, ovviamente)
5) limitare l’uso delle “missive private” tra utenti ad un numero fisso e contenuto di messaggi giornalieri
Sarei curiosa di sapere cosa ne pensate, in particolare cosa ne pensano i gestori delle city attive e se sono disposti a prendere in considerazione un problema che molti si ostinano a negare.
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29/09/2007 17:23:49
A mio avviso ciò che hai indicato purtroppo è sbaglio e mal studiato.
In primis, fossero anche giuste queste norme, bisognerebbe che circa 300/400 città virtuali si adeguassero all'unisono e con gli stessi identici orari al fine sortisca un minimo effetto. Questa è UTOPIA
Bisognerebbe poi che i MUD e simili si adeguassero tutti e all' unisono e li c'è anche una grossa questione di $. UTOPIA
Abbisognerebbe poi chesi adeguassero i giochi in linea (sicuramente non era un GDR by Chat nel caso della tragedia cinese) su CD o con Dawnload in locale di grossi Software.
Anche la Dama di windows può essere giocata in linea 24 su 24 se volgiamo.
POI
I GDR by chat altro non sono che Chat + Forum. Tutti i FORUM italiani sono aperti 24/24 e cosi anche tutte le chat 24/24. Circa l'80% di internet è porno e grossissimo problema è la pornodipendenza da una fonte pornografica infinita e immediatamente raggiungibile... li ci sono persone che ci passano giorni, ci sono i $ e non si fermerà mai.
IN REALTA'
Calcolando i milioni di ragazzi che stanno su internet e le poche migliaia che passano ore nei GDR by CHAT è come risolvere il problema degli incidenti stradali rendendo piu sicuri i monopatti.
E' NECESSARIO: che questi controlli siano fatti da Famiglie, Scuole ed Educatori in generale
E' INGIUSTO: chiudere un servizio impedendo magari a chi ha necessità e liberta di tempo in quel momento di accedervi.
UNICA SOLUZIONE: sarebbe l' irraggionevole (grazie a dio) chiusura oraria di Internet che nessuno auspica.
INTERNET è informazione, scambio, azzeramento delle distanze possibilità di espressione e condivisione, possibilità di gioco e svago spesso e volentieri per i servizi che offre il prezzo delle connessioni diventa gratuito. Ora, come demonizarre un entità cosi positiva? Chiunque passi 3 giorni di fila a fare qualcosa non stà tanto bene... anche passare 3 giorni di fila a leggere fumetti o a giocare a calcio non credo sia il massimo.
3 ore al giorno poi sono relativissime. Io sono uno sviluppatore e nell' Area Software della mia azienda passiamo 8ore della giornata come qualunque squadra di sviluppo software. Non stò davanti al PC solo se stò facendo interventi di sistemistica ma mi reputo e reputo i miei colleghi persone dalla vita sanissima. Quando torno a casa coltivo la mia passione per i GDR per 1 oretta e mezza prima di cena e un oretta la notte prima di andare a dormire dopo essere uscito nel dopo cena. Un conto rapido mi vede davanti allo schermo anche 10/11 ore al giorno e cosi per moltissimi colleghi e siamo persone che vivono una vita non solo normale ma anche migliore di moltissime persone essendo di solito l'informatico persona Civile, Moderata ed Educata.
29/09/2007 17:35:07
Profondamente contraria.
Non mi piacerebbe affatto l'idea di partecipare - seppure in modo minimo - alla diffusa cultura che tende a difendere il prossimo da se stesso, dandone per scontata l'irresponsabilità puerile e l'incapacità di massima di fare autonomamente le proprie scelte.
Ancora più sinceramente, faccio parte di quella ristrettissima minoranza che considera un poco etico l'eccesso di sorveglianza sulle abitudini altrui, che è preoccupata dalla sistematica patologizzazione di ogni comportamento che l'attuale senso comune non percepisce come assolutamente sano e costruttivo e che,infine , pensa che del modo in cui bambini e adolescenti fanno uso delle tecnologie dovrebbero preoccuparsi i loro genitori.
So che non è "simpatico", ma è il mio parere :)
29/09/2007 17:50:55
akabard-asd ha scritto: ahaha o_o"
naturalmente io sarei contrario. ho le mani fredde e non ho voglia di scrivere.
Uno deve essere in grado di autoregolarsi da solo.
grivious ha scritto: Ognuno è libero di fare ciò che vuole della propria vita, e se uno decide di passare intere giornate davanti ad uno schermo sono problemi suoi. Io, da parte mia, mi autoregolo. E' solo una questione di autocontrollo.
hoolabalooza ha scritto: Ma c'è sempre una scelta quando si fanno delle determinate azioni, e sta alla persona stessa valutarle, sta alla persona stessa auto-gestirsi, sta alla persona stessa auto-controllarsi!
Le ricerche che sono state pubblicate dimostrano appunto l'incapacità dei tecnodipendenti (o "aspiranti" tali) di autoregolamentarsi ed è di diffuso consenso che gli adolescenti (di età compresa tra i 12 e i 20 anni circa) non siano in grado di esercitare su se stessi un autocontrollo e un’autocritica sufficiente a difendersi contro le dipendenze. Ne consegue che chi può – in questo caso i gestori di giochi di ruolo online, che a mio avviso dovrebbero sentirsi responsabili dei servizi che offrono e del modo in cui gli utenti ne usufruiscono – dovrebbe contrastare l’instaurarsi di questi disturbi (peraltro con mezzi di semplice applicazione).
Mi preoccupa, del resto, vedere che si è sempre più proiettati su se stessi (“Ho le mani fredde e non ho voglia di scrivere. Uno deve essere in grado di autoregolarsi da solo” e “Se uno decide di passare intere giornate davanti ad uno schermo sono problemi suoi”) e sempre meno disposti a fare qualcosa per gli altri, anche quando questi “altri” sono le persone con cui condividiamo il nostro tempo libero.
grivious ha scritto: Mah..non saprei, molti dei punti da te proposti non sono attuabili..
Sono tutti attuabili attraverso la scrittura di qualche rigo di codice.
italico ha scritto: Io sono uno sviluppatore e nell' Area Software della mia azienda passiamo 8ore della giornata come qualunque squadra di sviluppo software.
Va fatto un distinguo sia tra “tempo libero” e “tempo lavorativo”, sia tra “adolescente” e “adulto”. Un tassista guida per ore e ore al giorno ma non per questo è veicolo-dipendente. Sono due discorsi diversi.
Ma soprattutto, quello che vorrei controbattere all’intervento di grivious è che, come ho detto
laryuzska ha scritto: i gestori delle varie city dovrebbero cominciare a fare la loro piccola parte in tal senso per quanto riguarda i giochi di ruolo
io non faccio un discorso generale ne’ utopistico. So bene che il problema è troppo vasto e sottovalutato perché sia possibile eliminarlo del tutto, ma questo non ci autorizza a fregarcene,individualmente. Sarebbe come dire “Non ha senso che io faccia la raccolta differenziata, tanto il mio intervento non salverà il pianeta”.
29/09/2007 18:02:21
Vedo che non impari laryuzska ^^
Mi sembrava di averti già detto che non è questo il posto per parlare di queste cose.
Prometto comunque di mandarti quella mail tra stasera e domani. ;-)
29/09/2007 18:05:51
gemini ha scritto: Vedo che non impari laryuzska ^^
Mi sembrava di averti già detto che non è questo il posto per parlare di queste cose.
Prometto comunque di mandarti quella mail tra stasera e domani. ;-)
In effetti... ^_-
29/09/2007 23:16:07
Un bel post sul quale ragionare.
Di questo tipo di problema, seppur in modo più ampio, ne stavamo parlando qualche giorno fa con alcuni membri dello staff.
Il problema della dipendenza potrebbe non essere un problema, mi spiego meglio:
Non troppi anni fa la valvola di sfogo per la gran parte dei ragazzi era uscire nel cortile, dare due calci al pallone, dire due battute e scherzare fino a quando la Mamma (in questo caso Gestore della vita familiare) richiamava tutti per la cena.
Negli ultimi anni la tecnologia ha fornito altre modalità di divertimento: ps1/2/3/P, X-box, Wii, pc, internet, tv satellitare e derivati. Tutti questi mezzi, perché di mezzi si tratta, sono stati creati allo scopo di intrattenere, in maniera sana o meno, un pubblico.
Come spesso succede e come del resto succedeva anche qualche anno fa, le persone tendono ad abusare dei mezzi che gli vengono forniti. Prima ci si attardava con gli amici nel cortile, ora ci si attarda con gli amici connessi in rete, o con il giochino di turno sulla console preferita.
Quante volte avete detto: “un attimo arrivo subito, batto il rigore e torno a casa”, “finisco la birra e rientro”, “devo finire il livello per salvare la partita”, “saluto gli altri e mi disconnetto”….
Cambiano i tempi, cambiano i mezzi ma il risultato è sempre lo stesso.
La differenza sostanziale è nell’attività fisica che i ragazzi svolgono in questi giorni di super tecnologie usa e getta. Un ragazzo cinese muore per un arresto cardiaco dopo 3 giorni ininterrotti di gioco online, ma nessuno dice che non è il gioco online che lo ha ucciso, nessuno parla del fatto che quel ragazzo raramente si alzava dalla sedia se non per espletare alcune funzioni fisiche non trascurabili, a nessuno viene in mente di ricercare le cause nel tipo di alimentazione, nel tipo di fisico, perché quello non fa notizia.
Quel ragazzo ha passato 3 giorni consecutivi attaccato al pc, aveva dei genitori? Perché passava tanto tempo isolato davanti ad uno schermo? Che problemi psicologici poteva avere?
Il fatto che sia morto per arresto cardiaco può avere due possibili cause: aveva una malformazione cardiaca, oppure conduceva una vita sregolata.
Nel secondo caso non è colpa del mezzo di intrattenimento, ma nell’educazione che gli è stata impartita dai genitori o da chi si è preso cura di lui durante gli anni di formazione.
Stare seduti tutto il giorno davanti ad uno schermo, qualunque esso sia, non è di certo salutare, calciare un pallone è sicuramente più remunerativo (fisicamente parlando) ma ciò non vuol dire che lo schermo uccida. Quanti ragazzi che giocano su dei gdr in PBC vanno in palestra prima o dopo la sessione di gioco, quanti fanno sport, quanti altri camminano per almeno 2 chilometri al giorno, tutto dipende dal singolo individuo al di là dello schermo.
Il vero problema si presenta quando il mezzo di intrattenimento diventa l’unico mezzo di socializzazione. I ragazzi che rimangono davanti al pc o alla console, escludendo il mondo esterno e fondendosi con l’alterego virtuale sono ragazzi a cui non è stata data una debita educazione, un genitore consapevole del suo ruolo può limitare e regolare l’uso del mezzo. Chiudere una land durante le ore notturne o costruire console che dopo un tot tempo di gioco salvano la partita e si spengono, non è una soluzione.
Una campagna informativa per i genitori potrebbe essere un buon punto di partenza, quando una madre o un padre vede il proprio figlio davanti al pc non si chiede cosa stia facendo e difficilmente si interessa all’attività ludica virtuale del figlio.
Proprio oggi parlavo con un giocatore per chiedergli se fosse o meno disponibile per il raduno, la sua risposta è stata:”mamma non capirebbe”.
Se un genitore comprendesse il significato di un gdr (PBC, cartaceo, live ecc….), la sua funzione e la modalità di interazione sarebbe forse più consapevole della tipologia di intrattenimento del figlio e saprebbe come regolarla.
Stiamo correndo verso un mondo tecnologicamente stimolante e potenzialmente dannoso perché gli andiamo incontro con gli occhi chiusi e le orecchie tappate. C’è un forte bisogno di informazione e non di proibizionismo.
Chiudiamo pure le land di notte e le persone che giocano in quegli orari troveranno un altro modo per intrattenersi che con ogni probabilità sarà di natura virtuale.
Penso di aver esposto gran parte del mio pensiero a riguardo.
Uno che prima tirava calci ad un pallone e ora tira calci ai paladini.
30/09/2007 04:30:13
Non sono gli oggetti ad essere corrotti ma la gente :)
La birra è buona ma c'è chi esagera. La aboliamo? :)
A tutti serve l'auto ma in molto corrono troppo o guidano in stati di salute non adatti. Che facciamo? Copri fuoco alle 9 di sera :)
etc...
Secondo la teoria "questa cosa fa male" dovremmo abolirci tutto. Il problema dei GDR, sia live che chat per non parlare dei cartacei è la poca, misera e falsa informazione che gira. Spesso i ragazzi che si affacciano al gdr non hanno altre persone con cui parlare dell'argomento se non il proprio gruppo di role player.
E questo lo noto anche con me. Praticamente parlo di gdr solo l'orgnizzatore dei live, il mio gruppo di D&D e Gabriele che è il cogestore di Xmen city. Perchè? Perchè questi sono gli unici a comprendere l'argomento. I miei genitori anche a spiegarlo non lo comprendono, gli amici lo considerano una cosa da Nerd sfigati e la mia ragazza manco sapev che segnificav GDR.
Quindi se il tuo hobby è fare GDR come puoi rapportarti se i tuoi compagni di gioco sonosolo online?
Come possono spiegarti i tuoi genitori che stare troppo tempo a ruolare online può(e dico può perchè non tutti ne sono soggetti) crearti problemi.
Il problema non è il mezzo. E' l'informazione e il modo di utilizzo che nella maggior parte dei casi è scorretto. Vedi tutti i ragazzini che provano ad usare il gdr come modo per rimorchiare e fre sesso che nella vita reale non riescono a fare.
30/09/2007 13:54:55
[
grivious ha scritto: Prefazione: quello che lavora nella azienda di software non sono io^_*
Pardon ^^° ho corretto l’errore… (era italico)]
grivious ha scritto: se chiudessimo i gdr nelle ore notturne, coloro che hanno magari solo la notte per potersi svagare (vuoi perchè dormono la mattina, lavorano il pomeriggio e hanno la sera libere, o perchè magari abito all'estero e quando qui è notte li è giorno..ecc ecc) non potrebbero farlo.
raizingher ha scritto: regolamentare gli orari degli accessi nei MMORPG è una cosa ridicola, visto che si parla di ambienti condivisi dalla popolazione di un globo che ha 12 differenti fusi orari. Per quanto riguarda i giochi di ruolo via chat, che dovrebbe interessarci di più, aggiungo che io non lo farei mai, visto che significherebbe discriminare tutti quei giocatori che non possono connettersi a giocare quando vogliono ma solo quando hanno tempo per farlo.
L’utenza dei giochi di ruolo online è formata in grandissima parte da adolescenti (che la mattina devono andare a scuola e di notte dovrebbero dormire) e comunque conosco pochissima gente che la mattina può dormire fino a tardi e ancor meno gente che abita ad un fuso orario di più di 3 ore distante dal nostro che gioca a gdr italiani… In ogni caso non fa bene a nessuno alterare il ritmo circadiano (dormire di notte e vegliare di giorno), specie se lo si fa per giocare di ruolo online.
grivious ha scritto: La gestione di un Gdr comporta molte attenzione verso i Player, dato che essi sono persone fisiche "raramente" identificabili per sesso/età.
Appunto per questo motivo è necessario “salvaguardare” la propria utenza (e nello stesso tempo “salvaguardarsi” il derriere, non istigando comportamenti dannosi come la dipendenza).
grivious ha scritto: è la stessa situazione del barista: un cliente arriva, si siede e inizia a bere. Teoricamente se quello vuole ubriacarsi, il barista deve stare zitto e continuare a versare poichè quello è il suo mestiere. Certo sarebbe nobile da parte sua intimare al cliente di smettere
E’ esattamente ciò che il barista dovrebbe fare. E qui assistiamo alla medesima lacuna legislativa (applicativa) a cui ho fatto accenno per quanto riguarda i giochi online: l’abuso di sostanze che creano dipendenza e che stimolano comportamenti socialmente pericolosi dovrebbe essere vietato (attenzione, ho detto “abuso” non “uso”).
grivious ha scritto: non è compito dei gestori dei Gdr quello di intimare ai propri player di "non giocare troppo"
Come dire che “non è compito degli spacciatori intimare alla propria clientela di non pippare troppo”. Perdonatemi la similitudine audace, ma il comportamento di alcuni gestori di gdr online è esattamente questo: sanno che giocare troppo fa male, ma gli fa comodo che la city sia piena di gente connessa a tutte le ore e quindi evitano accuratamente di regolamentare i tempi di gioco, inducendo gli utenti a restare connessi più a lungo possibile (attraverso i punti esperienza da cliccare, attraverso quest lunghe secoli, minacce di estromettere pg da gilde se nn si fanno vedere attivi tutti i giorni e soprattutto premiando chi sta connesso di più).
grivious ha scritto: ripeto comunque che questo è il mio punto di vista formato in base ai fatti e alla mia esperienza personale
Capisco le tue ragioni ma forse hai un po’ troppa fiducia nel buon senso di gestori e giocatori.^^
kaluin ha scritto: Il problema della dipendenza potrebbe non essere un problema, mi spiego meglio:
Non troppi anni fa la valvola di sfogo per la gran parte dei ragazzi era uscire nel cortile, dare due calci al pallone, dire due battute e scherzare
[…]
Come spesso succede e come del resto succedeva anche qualche anno fa, le persone tendono ad abusare dei mezzi che gli vengono forniti. Prima ci si attardava con gli amici nel cortile, ora ci si attarda con gli amici connessi in rete, o con il giochino di turno sulla console preferita.
E’ un bene che esistano i giochi come valvola di sfogo e come riposo dalle altre attività. Il problema dei giochi online, però, è proprio il mezzo. Un mezzo che agevola problemi di postura, di vista, di socializzazione… Un conto è abusare del pallone nel cortile, un conto è abusare del computer. Ben venga l’abuso del pallone nel cortile :) mia nonna ce la facevo diventare matta! E non posso certo dire che mi abbia nociuto in qualche modo. La cosa che mi preoccupa è vedere le nuove generazioni sempre più chiuse in se stesse, sui loro messenger, sulle loro playstation, sui loro sms, sui loro youtube… le bambine moderne giocano addirittura a Barbie online! I ragazzi devono imparare a relazionarsi fra loro, non con le macchine!
kaluin ha scritto: non è colpa del mezzo di intrattenimento, ma nell’educazione che gli è stata impartita dai genitori o da chi si è preso cura di lui durante gli anni di formazione.
Tutti i mezzi e i sistemi con i quali un ragazzo entra in contatto fanno parte della sua “educazione”. Se un ragazzo ha solide basi di educazione familiare o scolastica, è meno probabile che sviluppi problemi di dipendenza. Se al contrario (come più spesso capita ultimamente) un ragazzo non ha solide basi da queste due prime istituzioni, è molto facile che basi la propria educazione su ciò che gli viene insegnato dai mass media e dalle sue attività ricreative. Il mio consiglio, allora, è di fornire al ragazzo (quando non ce l’ha) o di coadiuvare i genitori (quando ce l’ha) una buona educazione, anziché una maleducazione. Maleducazione è, per esempio, non fargli notare l’errore o peggio indurlo a stare connesso a giocare tanto tempo. Non vedo sinceramente perché i mezzi potenzialmente educativi (come i giochi e la tv) debbano volutamente male-educare i ragazzi. Certamente “non è colpa del mezzo di intrattenimento”, come ha detto kaluin, bensì è colpa di chi ha in mano l’organizzazione di quel mezzo di intrattenimento. Il gioco di ruolo in sé non è sbagliato (anzi), è sbagliato il modo in cui viene proposto da alcuni gestori di giochi online.
kaluin ha scritto: Una campagna informativa per i genitori potrebbe essere un buon punto di partenza, quando una madre o un padre vede il proprio figlio davanti al pc non si chiede cosa stia facendo e difficilmente si interessa all’attività ludica virtuale del figlio.
Concordo. Ma intanto non ci costerebbe niente cominciare a fare quello che molti genitori non sono in grado di controllare (e non diamo per scontato che tutti i ragazzi abbiano davvero dei genitori che gli possano star dietro).
kaluin ha scritto: Stiamo correndo verso un mondo tecnologicamente stimolante e potenzialmente dannoso perché gli andiamo incontro con gli occhi chiusi e le orecchie tappate. C’è un forte bisogno di informazione e non di proibizionismo.
Non si tratta di proibizionismo, bensì di definire gli orari di un servizio. Questo è semplice, al contrario fare dell’informazione è spesso difficilissimo ma andrebbe ovviamente affiancata alla misura precedente.
kaluin ha scritto: Chiudiamo pure le land di notte e le persone che giocano in quegli orari troveranno un altro modo per intrattenersi che con ogni probabilità sarà di natura virtuale.
Probabile. Ma magari più noioso di un gdr^^ Potrebbe essere risolto dall’informazione di cui hai parlato prima (verso i ragazzi, le famiglie, le scuole). Cominciano a vedersi campagne del genere ma nn sono affatto allettanti per i più giovani secondo me, hanno un’aria oppressiva.
rhllor ha scritto: Il problema dei GDR, sia live che chat per non parlare dei cartacei è la poca, misera e falsa informazione che gira. Spesso i ragazzi che si affacciano al gdr non hanno altre persone con cui parlare dell'argomento se non il proprio gruppo di role player.
E’ vero, resta una cosa di nicchia. I gdr online avrebbero il grande vantaggio di diffondere la “cultura dei gdr” se solo fossero dei veri giochi di ruolo: purtroppo il più delle volte sono soltanto delle chat in cui “ruolare” che del gdr cartaceo conservano un pallidissimo e misconosciuto ricordo. Regolamentare gli orari di apertura costituirebbe un passo avanti per avvicinare le “land” al concetto originale di gioco di ruolo (riunirsi con degli amici ad un orario stabilito in un posto stabilito, per giocare).
30/09/2007 16:11:29
Stavo per rispondere quando ho visto il commento di Mook e mi sono accorto che lui ha risposto per me.
30/09/2007 16:56:14
Non scrivo un intero post di risposta, in quanto fondamentalmente la maggior parte dei punti ch'avrei voluto esprimere sono già stati abbondantemente trattati ed esposti.
@ Mook, Kaluin & co. :
Concordo su tutta la linea.
@ Laryuzska:
Postilla:
Indubbiamente nobile l'intento di fondo, ma sviluppato nel modo peggiore.
1. Basti guardare la stragrande maggioranza dei ragazzini che, non conoscendo i GdR, sono comunque saldamente ancorati 24h/24 alla PsP.
Conosco diversi 13-14enni, per parentele varie, che hanno a casa la play2, la psp, il DS, Sky.. E difficilmente se ne staccano, se non per andare a scuola.
2. Facciamo un piccolo paragone. Diciamo che i GdR sono i cartoni animati, ed il Web è la TV. Quando in tv trasmettono il film di DragonBall, o le puntate di chissà cos'altro, ad un orario specifico infilato fra i vari film e telegiornali [io mi ricordo di Bim Bum Bam], tutti i ragazzini fanno in modo di essere *Assolutamente* a casa per quell'ora. Cascasse il mondo, quel cartone c'è solo a quell'ora, e lo *devono* vedere. Prendi invece il caso dei cartoni su Sky: canali dipo Cartoon Network, o quella cosa che sta uscendo adesso.. Boing, o come si chiama. Lì i cartoni ci sono 24 ore al giorno. Non importa se il ragazzino non accende subito la tv, tanto sa che a qualsiasi ora potrà vedersi i cartoni.
Un pò come "la serie ad edizione limitata" di qualcosa. Si fiondano tutti, perchè limitata.
Quindi, sei sicura che riducendo gli orari venga ridotta conseguentemente anche la dipendenza che ne deriva?
[Quand'ero più piccola e mio padre mi mise il timer ad internet, imparai *subito* a sabotarlo per aumentare le ore XD Per la serie: Lupin mi faceva un baffo XD]
3. Se non ci sono i genitori a fermare i figli, sicuramente non possono fermarli i gestori dei GdR. Sia perchè mi sembra alquanto improbabile che *tutti* chiudano a determinate ore. Sia perchè se hai voglia di stare su internet, ci sono sempre i MMORPG, o i giochini in flash, o miriadi di altre cose simili. Alla peggio la chat di Yahoo.
4. In pratica, secondo te dovrebbero fabbricare computer che si spengono automaticamente dopo 3 ore che li utilizzi, senza riaccendersi prima di un'altra ora. Idem per televisioni e consolle. Vietare ai tabaccai di vendere alla stessa persona più di un pacchetto di sigarette al giorno, e al pub vietare ai barman di vendere ad una singola persona più alcool di quanto sia legale per guidare.
Mmmh.. E di conseguenza anche al supermercato, o anche li sarebbe possibile comprare alcool e sostanze nocive di cui abusare..
Limitare l'uso dei cellulari, che fanno venire i tumori con i campi elettromagnetici..
Capisci? Se una persona non è in grado di regolarsi spontaneamente, non c'è nulla da fare. Al limite, per i minori ci sono i genitori. Ma li si ferma la cosa.
Ah, P.S. ..Non sono affatto tutti "adolescenti" i giocatori <.< Posso dirti tranquillamente che al momento gioco assiduamente con pg che vanno dai 20 ai 38 anni. Non contando ovviamente i cartacei, che li si arriva ai 50.
Mmmh <.< Mi sa che alla fine ho scritto tanto comunque XD
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