Sons of Sparda
Gioco Chiuso
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Nome Gioco: Sons of Sparda
URL:
https://sonsofsparda.forumfree.it
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Categoria: Play by Forum
Genere: Manga e Anime
Stato: Chiuso
Descrizione:
Località sconosciuta, città-stato in degrado : ? Anni A.F.
Da qualche parte nei sotterranei della città in degrado a causa delle continue scorribande dei demoni dire che si stava svolgendo un incontro strano quanto importante è veramente poco per rendere l’idea di cosa stava succedendo. Da anni ormai gli umani sottostavano ai demoni, chi perché ne voleva apprendere il sapere, chi perché ne diventava un manichino senza volontà posseduto dai loro animi e altri motivi; poteva a tratti sembrare una dittatura, ma era un vero e proprio massacro di carne umana e borghi bruciati. La città che ci interessa nasce sulle coste di un mare e non ci è dato conoscerne il nome dato che sono anni che gli abitanti si nascondono nei sotterranei mentre le loro case in superficie cadono a pezzi e quelli che provano a combattere i nemici soccombono sporcando di sangue le strade. Sotto quella città in rovina, il silenzio e la calma della comunità viene disturbata da una specie di urlo di uno degli uomini nella stanza dell’incontro. ‘’E’ una follia, non vorrai mica dargli una possibilità ? E’ un demone diamine !’’ la voce dell’uomo, nonostante il suo timbro possente, non cela bene dietro quel tono iracondo una forte paura nei confronti della figura che sta nell’ombra a fissarli con i suoi tre occhi. Ma non è con essa che l’uomo parla, bensì con colui che gli sta davanti, un essere decisamente più normale considerando la sua natura umana. La stanza è illuminata da una trentina di candele ed è molto ampia, al centro i due discutono ma la luce non giunge nell’angolo dove la figura si erge silenziosa. Il reggente della cittadina che ormai non esisteva più gli fa segno di tacere calando piano la sua mano dicendo con tono calmo : ‘’Non vorrai mica svegliare il vicinato, Sagrot ?’’ L’uomo a stento si calma, è così nervoso che viene smosso da un paio di spasmi seguiti da un formicolio della pelle prima di riuscire a calmarsi e a parlare con calma, sforzandosi di non considerare la figura che li osservava in silenzio. ‘’La prego mi ascolti’’ dice riprendendo un tono formale, anche se sembra fare uno sforzo immane, probabilmente a causa della tensione che lo pervade ‘’Non possiamo fidarci, è già tanto se non ci ha uccisi ! Non molla la mano dall’impugnatura dalla sua lama !’’. Il reggente sposta lo sguardo sulla figura, cercando di fissare il più possibile i suoi occhi come per carpirne i segreti, ed essa risponde fissandolo in silenzio, quando poi il reggente si gira rispondendo al capitano : ‘’Neanche tu togli la mano dall’elsa della tua lama Sagrot. Ormai non possiamo che accettare tutto ciò che possiamo avere in nostro aiuto. Sono secoli, forse millenni, non se ne conserva memoria da che tempo, che i demoni di oltraggiano e riducono di numero ogni giorno, un aiuto potente è ciò che ci serve, secondo me possiamo fidarci’’. Il capitano Sagrot toglie la mano dall’elsa e inizia a camminare attorno al tavolo agitando le braccia e cercando sempre di evitare con lo sguardo la figura nera, dicendo : ‘’Così io dovrei mettere i miei uomini ulteriormente a rischio ? Che immane follia mi state proponendo signore ? Io ci tengo ai miei uomini come lei ci tiene al bene della città che ormai è in rovina ! Non che le vostre intenzioni non siano ammirevoli, tutti noi vorremo liberarci di quegli esseri senza animo e cuore ma non possiamo ! Loro sono tanti, e i Comandanti delle Legioni sono dannatamente invincibili ! Potrebbero con un solo fendente eliminare un nostro plotone, mentre le truppe di terra ci assaltano e schiacciano di numero nonostante il nostro valore. Quindi noi già così siamo rovinati, e voi vorreste che combattessimo assieme a lui ? Che si faccia vedere in una forma decente, e che ci dia un nome da utilizzare, poi decideremo’’. Il reggente non può far altro che sospirare pazientemente e chiede se è possibile alla figura, la quale sembra annuire dato il movimento degli occhi luminosi, che sono l’unica cosa visibile. Quando esce dall’ombra ecco che si rivela un giovane dall’aspetto di un ventenne, con i capelli bianchi rialzati e gli occhi azzurri, portando sotto il braccio destro l’elmo dal colore nero con due corna e un terzo occhio sulla fronte che come uno smeraldo. Nella sinistra la lama era raffinata come quella di un dio, dall’elsa con iscrizioni dorate e un doppio filo tagliente, e terminava in punta. L’uomo sposta lo sguardo prima su Sagrot, poi sul reggente dicendo con tono affabile che avrebbe piegato qualunque interlocutore : ‘’Se volete un nome, chiamatemi Sparda’’
Arkalessan, Avamposto abbandonato : ? Anni ? Mesi ? Settimane ? Giorni A.F.
‘’Ok ci siamo, il posto è questo : aprite la porta’’ dice Sagrot fissando la torre che si parava dinanzi a lui e alle sue truppe. Continua a non credere in quel demone, ma non hanno scelta come ha detto il reggente e forse la cosa avrebbe portato dei vantaggi… forse anche un nuovo futuro. Ma il piano deve funzionare o non potranno neanche immaginare cosa verrà dopo. Sono tutti armati almeno di una lama, arco e faretra oltre che delle protezioni in cuoio e qualche rinforzamento in ferro e bronzo. Quattro uomini aprono la porta mentre altri nove si posizionano davanti all’entrata, pronti a scoccare le loro frecce su eventuali bersagli, ma non vi è bisogno di ricorrere a ciò considerando che l’androne è vuoto. ‘’Bene, Salem le picche rimangano all’esterno e formino un perimetro da mettere al sicuro, Lecross gli arcieri salgano con noi e rimangano al secondo piano in modo da avere la visuale libera, gli altri con me’’ dice sguainando la propria lama ed entrando all’interno della torre, iniziando a salire e lasciando gli arcieri al secondo piano come ordinato. Si ferma con gli spadaccini un po’ di scalinate dopo dato che nonostante la loro resistenza Sagrot preferisce non rischiare di arrivare stanchi. Si siedono sulla scalinata e uno dei soldati domanda al capitano : ‘’Di preciso quanto dovremo resistere una volta sotto attacco ? Sinceramente non mi fido di quel tipo, anche se ha aiutato alcune città dagli assedi dei demoni : dicono abbia spazzato via un’intera orda con un solo fottutissimo fendente ! E’ inumano ascoltare e fidarsi di un demone, soprattutto quando è un Comandante di una Legione !’’. Sagrot si sistema la spalliera che stava scivolando sul braccio sinistro prima di rispondere : ‘’Si neanche io mi fidavo, e anche se tutt’ora mi rimangono dei dubbi sulla sua lealtà una volta gli parlai e quel tizio, Sparda… mi sembra davvero dedito alla nostra causa. E dato che è così potente, non pensi che avrebbe potuto già eliminarci ? Non avrebbe avuto la necessità di perdere tanto tempo. So che è durata poco, ma pausa finita, saliamo le ultime scalinate e prepariamo l’altare, al resto ci penserà il nostro amico… muoviamoci’’.
‘’Eccoci, siamo in posizione. Non si è sentito il corno, direi quindi che non hanno ancora iniziato ad attaccarci : avremo un po’ di tempo in più da sfruttare. Mettete quel medaglione al centro dell’altare, sguainate le lame e state pronti a qualsiasi evenienza. Se le informazioni del nostro amico sono precise, dovrebbero impedirci di fare anche solo un movimento appena saremo nella traiettoria delle loro lame, e comunque ci attaccherebbero a prescindere’’ dice Sagrot tenendo la lama abbassata. ‘’Sembra stia per scoppiare una tempesta’’ dice uno dei soldati osservando il cielo praticamente nero nonostante fosse piena mattina. ‘’Già, speriamo che passi in fretta o potremmo venirne rallentati’’ risponde Sagrot mentre si siede sul bordo e il suo sguardo si perde nel vuoto sotto di loro mentre pensa. Un lampo. Ora un tuono, e un altro più forte di prima, quando poi iniziano a cadere le prime gocce di pioggia leggera, si sentono le urla ai piani inferiori. ‘’Signori, sono qui’’ dice Sagros portando anche la mano sinistra sull’impugnatura della lama e girandosi verso la scalinata in attesa dello scontro. Sembra passare un’eternità, la pioggia cade pesante sul terrazzo della torre. Scroscia sul pavimento, bagna le lame insanguinate; mentre i lampi fanno splendere le lame e i tuoni coprono le urla dei demoni e degli uomini, e ci vogliono circa 13 secondi prima che tutti gli uomini vengano trucidati. Ormai Sagrot è solo contro altri tre di loro, e l’unica cosa che può fare è alzare la lama per parare un attacco, e perire sotto il secondo, ricevuto all’addome. Si accascia a terra e fissando l’altare pensa : ‘’Sparda ci ha traditi’’. Dopo un paio di secondi, una figura nera elimina con velocità disumana i demoni, per poi chiudere sulla schiena quelle che sembravano le ali di un insetto e trafigge qualcosa sull’altare. L’unica cosa che riesce a distinguere è un’esplosione di luce bianca seguita dal buio, anche se a tratti sentiva qualcosa. ‘’Sono tutti morti’’dice una voce, probabilmente quella di Lecross. ‘’Non quello in fondo. Sagrot se non erro’’ dice l’altra voce. Qualcuno lo gira a pancia in su e gli fa aprire gli occhi : ha smesso di piovere e il cielo è ancora grigio. ‘’Tranquillo va tutto bene, ha funzionato Sagrot, HA FUNZIONATO ! Le porte degli Inferi sono state chiuse, che gran giorno !’’. Vede quasi tutto sfumato ma riconosce il volto di Lecross e quello della forma umana di Sparda. Si rivolge a quest’ultimo dicendo : ‘’Per un attimo ho pensato che ci avessi abbandonato…’’. Non fa in tempo a sentire la risposta del demone che spira quasi con un sorriso sulle labbra. ‘’Lecross andiamo. Lasciamolo qui per ora, dobbiamo occuparci dei demoni di sotto. E non cantar vittoria troppo presto, ne abbiamo di risorse noi demoni… di sicuro troveranno una via alternativa prima o poi’’ dice Sparda iniziando a scendere le scale con calma tenendo la Sparda nella mano destra. C’era ancora una cosa da fare prima di riporre la lama, e probabilmente non avrebbe dovuto attendere molto, giusto… il tempo di un ululato. La pioggia non accennava a fermarsi. Non che gli interessasse, ma non poteva fare a meno di notare quel particolare che aggiungeva un senso di drammaticità a ciò che accadeva e stava per succedere : sa che sta arrivando, e sa che potrebbe non farcela se non si sbriga. ‘’Prendete i feriti e se vi preme i cadaveri dei vostri amici, poi filate via di qui’’ dice Sparda, dopo aver incrociando le braccia, a Lecross e ai pochi che camminavano ancora, conficcando la lama nel terreno alla sua destra. Lecross si limita ad annuire cercando, aiutato dagli altri, di sollevare i feriti e iniziando ad andarsene dalla torre. Quando sono lontani Sparda lascia cadere le braccia sul suo fianco, assumendo il suo vero aspetto. Un ululato, e poi un altro, e poi due macchie bianche in lontananza che si avvicinano velocemente a lui, fermandosi a circa 7 metri di distanza da lui. Sparda non si muove, rimane fermo osservando prima Freki e Geri poi negli occhi, vedendo un scintillio nelle pupille di entrambi : sembravano quasi chiedergli di metter fine alle loro vite, perché anche se rinchiusi in due corpi di bestie le anime dei guerrieri caduti non hanno perso i loro ideali. Il Demone nonostante si senta impietosito deve fingere di non notare questi dettagli, e dice con volto e voce indifferente : ‘’Vieni fuori Bolverk, i tuoi cuccioletti non mi intimoriscono’’. Arriva come un sospiro, uno spiffero di vento, e il guerriero appare tra i due lupi : robusto, scheletrico, con una luce dorata che esce dalle cave degli occhi e con una grossa lama nella mano sinistra. Entrambi sanno che uno dei due deve morire con un colpo, altrimenti l’altro avrebbe avuto il sopravvento. Un tuono, e che inizino le danze : in una frazione di secondo Sparda prende la sua lama con la mano destra scattando verso l’avversario, ma l’intervento di Freki lo costringe a rotolare sul lato sinistro per poi tentare un veloce affondo sul lupo dopo aver ripreso equilibro, prendendolo alla schiena e girandosi in tempo per effettuare un istintivo fendente a Geri il quale, approfittando della situazione, si era scagliato contro Sparda. Per il momento la coppia deve ritirarsi, ma non prima di aver lanciato occhiate maligne con quegli occhi profondi che li caratterizzano. Bolverk è rimasto fermo tutto il tempo, convinto che forse non si sarebbe dovuto impegnare. Quando Sparda si prepara a scattare nuovamente un pensiero lo ferma : rimanendo al suo posto, il demone rinchiude del tutto il potere della Sparda sotto forma di Force Edge e rimane fermo in attesa di qualcosa. Bolverk non sembra interessarsene e lo attacca prima frontalmente con un affondo, evitato per un soffio da Sparda il quale si è slanciato sul lato opposto, e poi con un fendente che provoca una lieve ferita sul fianco sinistro del demone. Bolverk sembra quasi sul punto di sorridere, ammesso che gli sia possibile data la sua conformazione facciale, e con un salto si prepara a dare quello che secondo lui sarà il colpo decisivo per Sparda. Quest’ultimo tuttavia effettua una giravolta su sé stesso, facendo andare a vuoto il colpo del demone avversario, e girandosi riesce a ferire uno degli occhi del demone. Le urla del demone sono alte e lamentose, accecato dalla furia tanto quanto dalla lama vorrebbe scagliarsi contro il traditore, ma qualcosa lo trattiene, costringendolo alla ritirata. La pioggia avrebbe smesso di cadere qualche ora dopo, quando Sparda si sarebbe deciso a tornare alla città dopo alcune riflessioni, quella città che avrebbe chiamato Fortuna, ovviamente nella forma umana, che avrebbe mantenuto a lungo… o almeno fino alla chiamata del clan Vie De Marli per eliminare la minaccia di Argosax.
‘’The legend of the sons of Sparda’’
Negli anni successivi le azioni di Sparda vengono adorate nelle leggende che lo riguardano, ma di che fine fece nessuno seppe dare risposta. Dopo aver rinchiuso anche Argosax nel mondo demoniaco, poté concedersi del meritato riposo continuando a governare su Fortuna, del quale era il signore feudale, sposandosi con Eva e dalla quale ebbe due figli : Dante e Vergil. Quando Sparda sparì senza lasciare nessun messaggio si fecero varie ipotesi sulla sua fine : qualcuno diceva che era morto in una imboscata di un demone più potente di lui, qualcuno che ormai aveva raggiunto il limite di vita imposto a un demone senza potere completo, e altre varie ipotesi tra le più verosimili o meno. Fatto sta che Eva rimase sola con i due figli e non erano più a Fortuna, bensì in una località sconosciuta. I due gemelli crebbero tra alti e bassi come dei normali umani, anche se erano a conoscenza delle loro origini : frequentavano lezioni, avevano amici, formavano il loro carattere come normali adolescenti… almeno fin quando i demoni non uscirono dall’inferno per ordine di Mundus e uccisero Eva. I due non erano in casa ne sospettavano qualcosa, ma tale fu il loro dolore da separarli : Dante voleva sterminare i demoni, trovarli, estirpare ogni briciola del loro essere dal mondo e creò un’agenzia apposita per lo sterminio di demoni su pagamento, senza trovare un nome adatto; Vergil reagì a modo suo alla perdita, diventando un freddo calcolatore in cerca del potere, allontanandosi dal fratello. A pochi mesi di distanza dall'apertura della sua attività, un diciassettenne Dante riceve una visita inattesa. Nel suo ufficio, si presenta un uomo dall' aria palesemente infida, che asserisce di essere giunto per conto del fratello, che lo invita ad un duello. Nell' istante seguente Dante viene attaccato da alcuni demoni che neutralizza con poca fatica e si accorge che l'uomo non c'è più. Prende le sue armi e si incammina attraverso la città, completamente devastata dall'irruzione dei demoni, verso il Temen' Ni' Gru, una gigantesca torre emersa dal sottosuolo, dove Vergil lo attende. La scalata alla torre presenta non poche difficoltà: appena giunto all' ingresso, Dante si ritrova ad affrontare il guardiano Cerberus, si imbatte nelle logorroiche spade guardiane Agni e Rudra e si scontra più volte con Jester, una sorta di clown dall'aria grottesca. Nel suo cammino incrocia anche le armi con una ragazza che sostiene di chiamarsi Lady, che come lui nutre una particolare avversione nei confronti dei demoni, riversando di conseguenza tale ostilità sul ragazzo. Raggiunta la cima della torre, Dante incontra finalmente Vergil, e i due si battono. Dante viene sconfitto e precipita dalla torre, ma rimane illeso e scopre che la parte demoniaca in lui si è ridestata. Riprende la scalata alla torre e affronta la succube Nevan, che afferma di avere conosciuto Sparda. Ha un breve scontro con il demone Beowulf, intenzionato ad uccidere quello che quest'ultimo definisce "il figlio del traditore" (ennesimo riferimento a Sparda). Incontra ancora una volta Lady, con la quale si batte nuovamente, ma chiarito l'equivoco i due decidono di allearsi ed insieme arrivano alla cima della torre. Sul luogo Arkham, l'uomo presentatosi nell'ufficio di Dante, ultima il rituale grazie ai Memento e alla Force Edge sottratti a Vergil con l'inganno, riuscendo così ad aprire il portale degli Inferi e ad attraversarlo. Dante lo segue e arriva in una sorta di labirinto dove affronta tutti i demoni sconfitti in precedenza per poi trovare finalmente Arkham, ormai tramutato in una creatura mostruosa e al di fuori della sua portata. Inaspettatamente giunge Vergil, che aiuta il fratello ed insieme riescono ad eliminarlo, poi inevitabilmente i due si scontrano ancora. Dante colpisce Vergil, che si lascia cadere nel vuoto retrostante con il medaglione onde evitare che qualcuno all’infuori di lui prenda il potere di Sparda. Dante torna nel mondo terreno con il proprio medaglione e la Force Edge e raggiunge Lady, ed insieme combattono contro un'orda di demoni. Le strade dei due si separano, cosa fa Lady in seguito non è chiaro, ma Dante torna al suo ufficio, che chiama "Devil May Cry" per le parole di conforto dategli da Lady sulla morte di Vergil, e continua la sua professione di cacciatore. Vergil invece dopo la sua caduta negli Inferi, si scontra con un'entità ma non potendo batterla ne rimane soggiogato.
Verso una tarda sera del 2001, piove dal cielo una donna dai lunghi capelli biondi, che irrompe presso il Devil May Cry. Dante non sembra far caso al brusco ingresso della donna, ma si incuriosisce quando lei accenna al passato dell' "uomo". Senza preavviso, la donna lo attacca ma Dante risponde e la mette fuori combattimento. La donna, sorpresa, si scusa e si presenta dicendo di chiamarsi Trish.La donna dice di essere andata dal mezzo demone per chiedere il suo aiuto sconfiggere Mundus, responsabile dell’assassinio della madre del cacciatore, il quale liberatosi dalla sua prigionia intende conquistare il mondo con le schiere demoniache. Dante si dimostra inizialmente riluttante, ma quando si accorge dell'incredibile somiglianza di Trish con sua madre, accetta di seguirla e si recano alla volta di una misteriosa isola, Mallet Island. Giunti ai cancelli dell'immenso castello che sovrasta l'isola, Trish propone di agire separatamente e prende una strada diversa. Dante esplora le varie aree del castello, saturo di demoni. Si imbatte in Phantom, un gigantesco demone dalle sembianze di un aracnide che vuole fare di Dante il suo pasto. Ma una creatura che interessa particolarmente Dante è il Nelo Angelo, un demone dotato delle sue stesse abilità e delle sue stesse fattezze demoniache, con il quale Dante sembra avere un nesso. Al loro primo scontro la creatura sembra avere la meglio ma alla vista del ciondolo che Dante ha al collo, il Memento, ha come una sorta di conflitto interiore e si dilegua. Dante ritorna sui suoi passi e si dirige nelle lande desolate che circondano il castello, dove incrocia il suo cammino con il demone Griffon, subordinato di Mundus, che affronta più volte. Incontra ancora il Nelo Angelo, contro il quale ha un altro scontro. Sconfitto definitivamente Griffon, incontra di nuovo Trish, che dopo una breve conversazione scompare di nuovo. Dante ritorna al castello, ora avvolto nell'oscurità, e affronta Nightmare, un'entità amorfa capace di risucchiare gli avversari in un altro piano esistenziale. Lo mette in fuga e attraverso dei varchi celati da dei dipinti, Dante giunge in una dimensione parallela. In una sala da trono Dante ha lo scontro decisivo con il Nelo Angelo, che mostrando il suo vero volto rivela la sua identità : egli altro non è che Vergil, corrotto nell' anima e nel corpo da oltre venti anni di reclusione negli Inferi, diventato poi l'involontaria pedina di Mundus. Lo sconfigge e recupera il suo amuleto, grazie al quale la spada Sparda. Grazie ad un artefatto conosciuto come la "Pietra Filosofale", Dante entra negli Inferi e si dirige verso il suo cuore, dove risiede Mundus. Per la strada ritrova Trish a terra che chiede il suo aiuto ed ancora una volta compare Nightmare. Dante lo attacca e riesce quasi ad ucciderlo ma viene colpito a tradimento da Trish, che è in realtà una creatura al servizio di Mundus. Sconfigge definitivamente la creatura amorfa e la zona circostante inizia a crollare. Paradossalmente, Dante salva la donna che ha cercato di ucciderlo, ma la minaccia di morte nel caso dovesse incontrarla nuovamente. Raggiunge la sede del demone, con il quale Dante ha un breve dialogo. Mundus cerca di colpirlo con un suo incantesimo, ma si fa avanti Trish, che con il suo corpo, impedisce a Mundus di ucciderlo, morendo a sua volta. La collera di Dante, unita alla Sparda, gli consente di trasformarsi nel Leggendario Cavaliere Nero, ed ha uno scontro mortale con Mundus. Al termine di tale scontro Dante ritorna alle sue fattezze umane e fugge verso la dimensione terrena, ma anche dopo essere uscito dagli Inferi Mundus continua a braccarlo. Dante ha ormai esaurito tutti i suoi poteri e non riesce ad eliminarlo ma a dargli man forte appare Trish, sopravvissuta al colpo mortale del suo padrone, che drena i suoi poteri nel corpo di Dante, facendo sì Mundus venga imprigionato negli Inferi una volta per tutte. I due riescono ad abbandonare l'isola a bordo di un aeroplano ed insieme si dedicano alla caccia dei demoni.
L' anno seguente Dante si reca nella città fortezza di Fortuna, che è stata molti secoli addietro un feudo di suo padre, situata in una località imprecisata dell'Europa, dove stermina alcuni membri de L' Ordine della Spada, una setta religiosa che venera Sparda . Lì Dante fa ben presto conoscenza con Nero, un giovane che sembra avere diversi fattori in comune con lui a partire dalla sua natura ibrida. Sebbene all'inizio il gesto di Dante possa apparire inspiegabile, il mezzo demone è in realtà intento a porre fine ai piani di Sanctus, l'anziano sacerdote a capo della setta che sfrutta la devozione dei suoi vicari per poter eliminare Dante e ottenere la Yamato e la Sparda, le due spade appartenute al leggendario Sparda, che fungono da sigillo per le porte degli Inferi e riversare questi ultimi sulla Terra. All'inizio tuttavia Dante si ritrova spesso a combattere contro Nero, ignaro delle sue reali intenzioni e incaricato di uccidere l'uomo, o a fronteggiare diverse entità demoniache fuoriuscite da diversi varchi dimensionali che distrugge ad uno ad uno. Dopo alcuni chiarimenti e dopo aver fatto scoperto il doppio gioco del suddetto Ordine al giovane, i due uniscono le forze e fronteggiano Sanctus, Dante tiene a bada il Salvatore (una statua con le fattezze di Sparda umano, o almeno così vuole la tradizione) per impedirgli di distruggere la città e aiutare Nero dall’esterno, mentre quest’ultimo all’interno si fa strada tra i vari demoni maggiori sconfitti in precedenza per giungere al cuore della creatura e fronteggiare Sanctus, sconfiggendolo. Infine i due si separano e Dante lascia a Nero la Yamato come segno di fiducia nei suoi confronti.
A distanza di pochi anni, un ormai maturo Dante compie quella che sembra essere la sua ultima missione : convocato da Matier per sconfiggere Arius (proprietario della multinazionale Uroboros) e impedire la liberazione di Argosax, il mezzo demone viene aiutato da Lucia. Arius ha preso controllo totale sull’intera isola di Vie de Maril, creando un vero paradiso per i demoni. Questa volta l’aiuto dell’infernale cacciatore di demoni non verrà richiesto dalla bella Trish, ma da un’anziana vecchietta, Matier, la quale mostra di conoscere molto bene le origini di Dante ed inoltre promette di rivelargli diverse notizie sul padre, il leggendario demone Sparda, sempre se lui darà il suo aiuto ad eliminare Arius. Lucia, anch’essa demone nonostante non sia inizialmente a conoscenza di ciò che è, sembra essere molto legata a Matier ed avere qualche legame con Arius, inoltre mostra una spiccata antipatia (o rivalità se vogliamo essere precisi) nei confronti di Dante fin dal loro primo incontro, quando il bianco cacciatore irrompe in una cattedrale spaccando il soffitto e facendo fuori in una manciata di secondi diversi demoni volatili. Il mezzo demone accetta l’incarico tirando a sorte con una moneta che riporta l’icona di Trish e che verrà utilizzata ogni volta che Dante dovrà prendere una decisione. Affrontando ogni demone presente sull’isola, la vicenda viene approfondita da Matier : Argosax era un antico sovrano degli inferi, fin quando Sparda non lo rinchiuse nel mondo demoniaco assieme alla stessa Matier, al cui clan è stato affidato il compito di proteggere i quattro pezzi dell’Arcana, le chiavi per liberare il prigioniero. Arius è interessato ad aprire il portale al fine di ricevere come ricompensa il potere di Argosax, ma viene fermato da Dante e Lucia anche se il portale viene comunque aperto. Usando la moneta per decidere chi dei due deve recarsi a combattere, Dante viene scelto e lascia la moneta a Lucia, la quale scoprirà che il simbolo scelto da Dante era lo stesso su entrambe le facce della moneta, segno della sua volontà e nobiltà d’animo nell’aiutare gli altri. Intanto, Dante sconfigge Argosax nel mondo demoniaco, rimanendone tuttavia intrappolato e cercando con la moto una via d’uscita. Non è dato sapere se Dante vi sia riuscito, fatto sta che Lucia ha incontrato qualcuno dopo quella separazione, mentre attendeva il cacciatore nella sua sede.
‘’Revenge in progress’’
Qualche anno prima della scomparsa di Dante a Fortuna si ebbe un periodo di forte instabilità, causati principalmente dalla condizione della gente dopo l’assalto dei demoni e soprattutto dalla sfiducia del popolo una volta scoperti i piani di Sanctus. La gente si divise principalmente in due fazioni : da una parte vi era la Legio, un gruppo di ex appartenenti all’Ordine della Spada che tentava di prendere il controllo di Fortuna imponendo la propria potenza militare nella folle convinzione di essere l’unica difesa contro i demoni; dall’altra si imponeva la Vox Populi, un gruppo di cittadini della medio borghesia che si ribellava all’ideologia della Legio. Mentre quest’ultima aveva una specie di capo, la Vox Populi aveva cinque comandanti che all’unanimità prendevano decisioni riportando le idee dei loro ‘’reparti’’. In questa lotta Nero non ebbe alcun ruolo in quanto aveva lasciato subito la città per motivi non meglio precisati, portando Kyrie con sé. Per anni continuarono a essere in lotta tra loro, ma quando si accorsero che si stavano semplicemente indebolendo e facilitando il lavoro dei demoni si costrinsero in un vertice di pace a trovare una via di mezzo che accontentasse ambedue le parti. Si decise per prima cosa di sciogliere i distretti e far tornare Fortuna un’unica città, la fortificazione delle mura e la Chiesa come ritrovo per i vertici d’urgenza tra i comandanti. Le altre città non lontane da Fortuna, che avevano partecipato alla fondazione dell’Ordine della Spada prima e alla guerra civile dopo, accettarono le condizioni (in particolare perché la loro struttura era simile a quella di Fortuna e le perdite non sono state da meno) e gli ormai sei comandanti si divisero le città, facendo rimanere Fortuna un luogo neutrale in cui riunirsi una volta al mese o in casi di emergenza. La Concilium Concordiae (Il concilio della concordia, nominato così come buon augurio) non durò a lungo : la trentaseiesima notte di concilio, quindi tre anni dopo la stipulazione degli accordi di pace, furono uccisi i comandanti mentre erano chiusi in Chiesa e discutevano sulla sempre più costante presenza di demoni nei confini. I corpi vennero trovati la stessa mattina sul sorgere del sole, orrendamente mutilati e tutti con delle lettere che formavano un verbo: ‘’IO SIAMO’’. Nessuno sa cosa sia successo, ma le fazioni ebbero il buon senso di non accusarsi subito l’un l’altra, nonostante la tensione sia palpabile e i comportamenti di entrambe le parti non aiutino. Prima o poi rientreranno in guerra, e oltre che a combattersi tra di loro dovranno vedersela con i demoni. Dante, Nero : scomparsi. Nessuno che riesca a riportare l’ordine o a spiegare cosa sia successo. Chiunque abbia la sfortuna di nascere in quell’era farà meglio a nascere dalla parte giusta e a rimanerci : non ci sarà pietà per nessuno, e la vendetta come un fantasma falcerà molte vite. Tu da che parte starai ?
GdrID: 7099
Data Pubblicazione: 07/03/2016
Ultimo Aggiornamento: 27/04/2018
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