Benvenuti su GDR-online.com! "Echi di Phara" si fa subito notare per una proposta molto definita: un low-fantasy dalle forti ispirazioni solarpunk ed ecopunk, unito a un'estetica Art Nouveau. Come è nata l'idea di combinare questi elementi così particolari per dare vita alla città di Neapolis?Grazie a voi per averci invitato a parlare di Echi di Phara!Dunque, l’idea è nata nel lontano 2017 come un mondo all’interno in cui far incontrare varie declinazioni del -punk (dieselpunk, decopunk, teslapunk, solarpunk, etc.) con ogni quartiere della città che ne avrebbe rappresentata una in particolare: ad esempio, la zona industriale dell’Ara Techné era pensata per essere più dieselpunk, in contrasto con l’estetica decopunk dei quartieri dell’arte e del divertimento di Fora Ludus e Lusus. Naturalmente, era una fase molto precoce del progetto e ci siamo presto resi conto della difficoltà di far convivere generi così diversi, espressioni non solo di diverse estetiche ma di diversi sistemi tecnologici ed etici. Quindi abbiamo virato sulle sole ispirazioni solarpunk ed ecopunk, perché ci piaceva pensare a un mondo in cui, di fronte a una serie di “Disgrazie” terrene e sovrannaturali, la reazione sia uscirne grazie alla collaborazione e con un senso di speranza verso il futuro. I fondatori di Neapolis, con le loro specificità e i loro trascorsi, hanno deciso di dar vita a qualcosa di “migliore” rispetto agli sbagli del passato, un nuovo umanesimo in una città utopistica (benché con le sue ombre) che vede l’individuo come custode del mondo che ha ancora l’occasione di abitare… magari è stata colpa degli eventi che si sono susseguiti nel nostro, di mondo, da allora ad oggi!Al netto dei filosofeggiamenti, abbiamo pensato di optare per un retro-futurismo anche perché l’Art Nouveau con le sue ispirazioni floreali ci è subito sembrata l’estetica più adatta a rappresentare la nostra idea.

Nella presentazione parlate di "razze fantasy originali" che popolano la città. Potete darci qualche anticipazione su quali stirpi i giocatori possono interpretare e come queste si integrano nel tessuto sociale di Neapolis?Attualmente, è possibile giocare una tra cinque razze. Gli Umani potrebbero sembrare la più canonica di quelle disponibili ma a Neapolis non rappresentano la maggioranza dominante bensì una minoranza altamente discriminata, accusata degli errori/orrori del passato. Fautori della loro stessa ghettizzazione, tra le loro fila c’è ancora chi inneggia agli antichi fasti, benché per lo più a bassa voce. La vera maggioranza è rappresentata dai Meos, i “sangue misto per eccellenza” (come scriviamo spesso), che abbiamo creato come una sorta di evoluzione fanta-biologica dei “mezzi”... mezzelfi, mezzorchi, etc. che continuando a mescolarsi nel tempo hanno dato vita a una stirpe nuova e autonoma, il cui tratto caratteristico è l’eterocromia degli occhi. Contrariamente ai “mezzi” a cui ci ha abituato il fantasy, però, abbiamo pensato i Meos come una razza con usi e costumi propri e caratteristici, come la Prova per dimostrare il raggiungimento dell’età adulta, ma anche con una serie di modi di fare e di pensare che hanno influenzato le usanze dell’intera città. Gli Zoomorfi nascono, invece, come la più giovane tra le razze di Neapolis, nonché l’unica artificiale, creata in laboratorio a partire da Umani in cui è stato impiantato DNA animale in un’epoca precedente a quella di gioco. A differenza di quello che ci si potrebbe aspettare, però, sono anche la razza che vive meno l’attaccamento con la natura e gli Spiriti, essendo molto più votati all’idea di progresso civile, avanzamento tecnologico, e all’indipendenza dell’ingegno dei senzienti rispetto alle forze primordiali di Phara.All’estremità opposta di questa dicotomia natura/tecnologia, abbiamo i Geomis, l’unica razza nativa del luogo dove sorge la città di Neapolis. Si tratta di creature particolari con una cultura basata su una divisione dei ruoli in base al sesso del tutto contraria rispetto a quella umana, e che prevede femmine impegnate principalmente in attività militari e legate alla caccia, mentre i maschi nello studio, nella cura del rapporto con gli Spiriti e nell’accudimento della prole.Come ultima aggiunta, la più recente tra le razze introdotte in gioco e quella degli (spiriti) Incarnati. Si tratta di creature nate dal cosiddetto EGO - la nostra “energia magica”, il Chi che permea ogni cosa - che hanno assunto forma materiale a causa di una delle Grandi Disgrazie: il Silenzio del Creato, colpevole di aver privato Phara dell’utilizzo libero della magia. La città è descritta come un baluardo di civiltà, ma fuori dalle sue mura "l'ignoto scalpita". Che ruolo ha l'esplorazione e la "frontiera" nelle giocate di tutti i giorni? I giocatori hanno reali possibilità di fondare nuove pionierie?In breve, sì.Partiamo col dire che al momento in cui scriviamo il Corpo di Esplorazione e Difesa è il gruppo più numeroso, con già una trama in corso, quest e indagini in corso, e tante attività in programma proprio grazie all’intraprendenza dei giocatori che hanno dimostrato l’interesse per questa fetta di gioco. Ma, al netto delle quest e parlando piuttosto del gioco di tutti i giorni, il concetto di esplorazione dell’ignoto e di incontro-scontro con l’estraneo è parte integrante della vita e della politica cittadina, sia che vi siano reazioni di chiusura più conservatrici che, al contrario, di apertura votate alla scoperta di ciò che si cela oltre i confini di Neapolis. In questo senso, i giocatori sono chiamati non solo a giocare le fasi preparatorie per le missioni ma anche tutto quel livello di gioco sociale e politico volto a convincere le Famiglie a finanziare una spedizione o persino la fondazione di una nuova pionieria. A tal proposito, e per rispondere alla vostra domanda: assolutamente sì, fondare una pionieria non è solo possibile ma auspicabile, perché rappresenta proprio l’integrazione che cerchiamo tra il gioco cittadino e quello di frontiera, in cui le risorse fornite dalla città e dai suoi attori vanno a consentire le attività al suo esterno. Indipendentemente da missioni o compiti vari, insomma, la sensazione di trovarsi su una terra di frontiera si percepisce già nelle conversazioni quotidiane, nelle paure e nelle speranze che manifestano i vari personaggi: l’esterno è sempre presente.

Tra i vostri tag spiccano "sciamanesimo", "ricerca scientifica" e "spiriti". Come convivono in "Echi di Phara" l'aspetto più mistico e animistico con il progresso tecnologico degli anni '20/'40 del vostro mondo?Innanzi tutto, c’è una collaborazione attiva tra alcuni Spiriti maggiori - i cosiddetti Patroni - e gli individui che promuovono il progresso che, infatti, non viene visto come contrario alla spiritualità. Lo studio delle entità e degli Spiriti è materia affrontata in Accademia e la pratica dello sciamanesimo è un modo per applicarne le nozioni ed ampliarne le conoscenze a favore della comunità cittadina, non una pratica religiosa dai connotati esoterici. Gli Spiriti, d’altro canto, non sono propriamente “dei” e le loro benedizioni hanno risvolti assolutamente tangibili nella vita di chi stringe patti o decide di chiederne l’aiuto.In questo senso, lo Sciamano è visto sì come una guida spirituale ma anche e soprattutto come qualcuno in grado di guidare l’individuo nella realizzazione di se stesso, anche grazie alle benedizioni degli Spiriti, e non è raro che si occupi anche di altre attività pratiche oltre quella spirituale in linea con lo spirito a cui si lega. Ad esempio uno sciamano della Fiamma (Patrono della conoscenza e dell’ingegno) potrebbe essere un Ingegnere o un Chimico. Un aspetto che spicca immediatamente è l'assenza della classica moneta corrente, sostituita dal concetto di "Valore" basato sulla rilevanza dell'individuo per la comunità. Come si traduce questa meccanica nel gioco quotidiano e nell'accesso alle risorse?Da un punto di visto tecnico, le funzionalità legate al Valore devono ancora essere implementate *inserire pianto di G. qui* ma la meccanica è già stata pensata e descritta nel Manuale: a ogni individuo viene assegnato un Valore Personale, determinato dalle sue capacità e dalle sue qualità innate (pregi e difetti), che si modifica nel tempo in base alle azioni di gioco e al ruolo svolto nella società. Questo Valore (indicato da un numero) stabilisce il tipo di beni e servizi a cui può accedere un cittadino, per cui se ci si trova al di sotto di una certa soglia si potranno ottenere solo i beni e i servizi riservati a quella “fascia” di Valore. Il Valore Personale rappresenta la spesa mensile massima di un individuo: ad esempio, se ho 100 Valore vuol dire che ogni mese posso acquistare cibo, biglietti del teatro, vestiti, etc. fino a una spesa massima di 100. Il sistema è pensato per prevedere delle sezioni del Mercato visibili solo a partire da un certo Valore in poi, ma anche sezioni alternative riservate ai personaggi con ruolo di Contrabbandiere della Città Bassa, che consentono di ottenere delle versioni - talvolta difettate! - di beni o servizi “di lusso” e di venderle così ai personaggi che non avrebbero abbastanza Valore da accedervi autonomamente. Tra questi beni, figurano anche ingredienti rari provenienti dall’esterno, necessari per la produzione di oggetti speciali e non sempre disponibili nei mercati liberamente accessibili. Utilizzate un contesto prevalentemente PvE e "Slice of Life", ma avete definito il vostro PvP come "istituzionalizzato" e non letale, mirato a "farsi le scarpe a vicenda". Come avete bilanciato il sistema per supportare al meglio i conflitti politici tra le Famiglie e le Organizzazioni?Da un lato è l’ambientazione stessa a creare una sorta di “recinto” per il gioco politico, in cui muoversi con delle regole prestabilite, dei momenti in cui sfidarsi più apertamente e delle possibili conseguenze, dall’altro il sistema di gioco regolamenta i conflitti politici in modo non poi così diverso da come regolamenta gli scontri fisici. Esistono capacità sociali ed esistono Talenti che agevolano questo tipo di gioco. Ciò ovviamente non vuol dire che tirare il dado rende qualsiasi interazione automaticamente valida né che al contrario le buone idee di interazione vanno del tutto perse in caso di fallimento: i tiri sociali non vanno intesi come poteri magici (un tiro di Retorica non equivale a un potere tipo “dominazione mentale”, per intenderci) e dunque ogni azione va sempre interpretata con la giusta coerenza, esattamente come si dovrebbe fare durante uno scontro fisico.Approfittiamo per chiarire che abbiamo usato il termine “slice of life” per riferirci anche a quel gioco, per noi fondamentale, che riempie lo spazio tra una quest e l’altra. Il downtime, per intenderci, che consente ai giocatori di respirare tra le missioni e godersi un momento di riflessione e approfondimento da alternare alle fasi di gioco più serrato.

Leggendo i feedback dell'utenza, viene lodato il Sistema A.C.E. (Skill + Dadi) e, soprattutto, la grande indipendenza lasciata ai giocatori nello spendere punti e gestire i propri tratti in totale autonomia. È stata una scelta precisa per snellire il lavoro della gestione?Siamo sempre molto grati dei riscontri che il Sistema A.C.E. ha avuto e sta avendo, non saremmo riusciti a portarlo al punto dov’è oggi se non avessimo ricevuto feedback dai nostri giocatori. Sulla scorta delle nostre esperienze passate, abbiamo deciso di dare al giocatore più autonomia, sì, per darci il tempo e le energie da dedicare alle trame, a guidare i giocatori in gioco, a pubblicare approfondimenti, e a introdurre nuove funzionalità. Siete partiti dalla base di GDRCD 5.6, ma i commenti parlano di un'interfaccia molto elaborata, lancio dadi automatizzato e personalizzazione dei colori in chat. Quanto lavoro di programmazione c'è stato per adattare il codice alle vostre esigenze estetiche e funzionali?Qui la parola passa a G. (la-ju qui sul portale) che è la principale responsabile della programmazione di Echi di Phara - e anche dei pianti che si sentono in sottofondo a questa risposta. In breve, molto.Non perché Echi di Phara abbia la pretesa di essere un baluardo di innovazione tecnica ma perché sono una completa autodidatta. Dopo vari progetti affidati ad altri, sia perché non ero ancora sufficientemente autonoma che per mera sfiducia, mi sono data l’occasione di dare corda alla mia curiosità nei confronti di GDR-CD e della programmazione in generale. Per fortuna l’esperienza maturata negli anni ci ha consentito di partire con un’idea molto chiara del tipo di funzionalità di cui abbiamo bisogno e questo mi aiuta a tracciare una linea di priorità sulle innovazioni da sviluppare. La personalizzazione dei colori in chat (e in futuro anche in altre sezioni della land), ad esempio, è per noi un must che avevamo già implementato in passato e che siamo stati ben felici di poter riadattare e riproporre.Alle spalle ho avuto il supporto indispensabile di altri membri della community, in particolre lilihel, che si era già occupata della programmazione di un nostro precedente progetto, e annoyata, senza la quale la veste grafica della land (che gioca un ruolo così importante nel dare forma all’estetica Art Nouveau del gioco) non sarebbe stata pronta prima del duemilamai. Più in generale, sono grata del lavoro fatto dal team di sviluppo di GDR-CD e spero di potervi contribuire a breve con piccole patch che stiamo già testando. Tra le vostre recenti news spicca un aggiornamento intitolato "Di inclusività e altri aggiornamenti", e le recensioni confermano un ambiente molto sereno e accogliente (anche per tematiche mature o personaggi non-binari). Qual è la vostra filosofia nella gestione della community?Negli anni abbiamo potuto sperimentare vari approcci - siamo entrambi abbastanza vecchi da ricordare riunioni Staff su MSN - e oggi abbiamo scelto di evitare canali OFF ufficiali come server discord e simili per concentrarci sulla cura della community direttamente attraverso la land. A questo scopo, una delle prossime implementazioni sarà una chat OFF che da un lato ci consenta di seguire meglio i nuovi iscritti e dall’altro dia spazio ai giocatori per chiacchierare in sicurezza senza la necessità di scambio di contatti privati. In merito al resto, siamo contenti che la nostra gestione sia stata accolta positivamente e i toni delle recensioni ricevute ci fanno credere di essere sulla giusta strada. Oggi, rispetto al passato, siamo più fermi nell’applicare la nostra visione di “buon gioco” e di una comunità rispettosa per tutti. A tal proposito, nel Regolamento abbiamo pubblicato una sorta di Manifesto che descrive questa nostra visione e i principi alla base delle nostre decisioni, di cui è richiesta la lettura e l’accettazione all’iscrizione: come si dice, mezzi avvisati, mezzi salvati.Possiamo dire, però, che per ora siamo stati fortunati!

Emerge dalla documentazione un limite massimo per le azioni fissato a 2500 caratteri. Qual è la vostra visione sulle tempistiche di invio e sulla lunghezza delle descrizioni per garantire la fluidità e il miglior ritmo di gioco possibile?Due premesse importanti: prima di tutto per noi il limite (che è 2400 caratteri) è da considerarsi un massimo consentito e non una “normalità”, in secondo luogo distinguiamo nettamente il gioco libero da quello in quest. Per le free role, specialmente se a due e se in luoghi poco accessibili, siamo molto flessibili e lasciamo ai giocatori stabilire delle tempistiche che siano loro congeniali. Noi tendiamo comunque a consigliare di non superare i 10 minuti ad azione. Per le quest, però, siamo portati a essere più tassativi e a indicare tempistiche più strette con anche una riduzione dei caratteri ammessi. Abbiamo già testato chat numerose e possiamo dire che i tempi si sono mantenuti contenuti e l’interazione fluida anche grazie all’utilizzo di tag diversi in una stessa location di gioco. Il gioco è attualmente in fase di Beta Test. Quali sono i prossimi obiettivi tecnici o i bug da limare prima di considerare conclusa questa fase e passare allo stato di "Aperto"?Al netto di alcuni bug da risolvere, in particolare relativi ad alcuni automatismi della scheda che speriamo di aver terminato di correggere per quando questa intervista sarà pubblicata sul portale, ci siamo posti degli obiettivi sia tecnici che manualistici. Per quanto riguarda il comparto tecnico, in vista dell’apertura definitiva contiamo di implementare: il sistema di Valore e le diverse sezioni del mercato, il sistema di raccolta di ingredienti rari all’esterno della città, il pannello per l’assegnazione diretta in chat di danni e status alterati, il pannello per la creazione degli oggetti in chat. Dal punto di vista del manuale, invece, vorremmo arrivare alla fine della beta con buona parte della documentazione editata definitivamente e con i vari almanacchi (erbario, bestiario, etc.) completi di immagini in linea con lo stile grafico della land. Prima di salutarci: c'è qualche "spoiler" o funzionalità in arrivo che non avete ancora annunciato ma su cui state lavorando?Qualcosa l’abbiamo già accennata qui e lì ma - senza sbilanciarci troppo - abbiamo sicuramente alcune idee che bollono in pentola. Tra queste, l’introduzione di una nuova razza e lo sviluppo di una “griglia” di posizionamento per agevolare Master e giocatori durante le quest. Un po’ più in là, senza venir meno alle premesse low fantasy del progetto, pensiamo di introdurre delle società segrete che possiedono tecniche per usare l’EGO (insomma, una sorta di magia). Ma non vogliamo anticipare troppo e togliere il gusto della scoperta ai nostri giocatori.

Grazie per la disponibilità. Lasciamo a voi l'ultima parola: perché un appassionato di Play by Chat dovrebbe iscriversi oggi stesso a Echi di Phara?Un appassionato di pbc dovrebbe iscriversi su Echi di Phara se cerca un twist originale al genere fantasy ma anche per la garanzia di una documentazione scritta ed editata di nostro pugno (errori compresi!), per le opportunità di gioco sia per chi preferisce un ritmo di gioco più sostenuto sia per chi lo desidera più tranquillo, e per vedere valorizzate le scelte compiute sia in fase di creazione del personaggio che durante il gioco. E per gli schiocchetti! Grazie ancora una volta per la possibilità che ci è stata data! G. e D.