Overlook Palace GDR
Gioco Chiuso
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Nome Gioco: Overlook Palace GDR
URL:
https://overlookgdr.forumcommunity.net
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Categoria: Play by Forum
Genere: Urban Fantasy
Stato: Chiuso
Descrizione:
Anno 1722, Dicembre.
Era il XVIII secolo quando, finalmente, gli abitanti di Stovington presero in mano la situazione, decidendo di mettere fine una volta per tutte a quelle stranezze e quei misteri che caratterizzavano la città. Le streghe dovevano morire affinché la purezza e la tranquillità tornasse a regnare nella città.
«Ti voglio bene.» la voce di Audrina tremava. Il pensiero di quegli uomini che portavano via sua sorella sembrava essere più reale di quanto avrebbe dovuto. Afferrò la mano di Gwen e la strinse fra le sue: era ghiacciata, sua sorella stava sentendo freddo e quel piccolo e leggero vestitino non la riscaldava abbastanza. La neve fredda ricopriva i loro piedi nudi e silenziosa assisteva al loro cammino verso quella che sarebbe stata la fine della loro vita. Non avrebbero potuto fare altro, neanche scappare perché le avrebbero trovate, prima o poi. Arya, al contrario delle due sorelle schiave del timore che quelli fossero gli ultimi momenti della loro esistenza, aveva il viso illuminato da una strana luce, qualcosa che le allargava le labbra in un ghigno poco innocente. Camminavano sotto il vigile sguardo di tutti quegli occhi puntati addosso, e loro erano in netta minoranza rispetto agli uomini e le donne che con espressioni crudeli e corrucciate le incitavano a proseguire. Le streghe erano dirette verso quella grande fonte di calore e luce che illuminava tutta la radura: grandi e pesanti pezzi di legno ardevano creando un'alta nube di fumo che si disperdeva in mezzo al luccichio lontano delle stelle alte nel cielo. In mezzo al fuoco, sette alte staffe di legno si ergevano sovrastando le fiamme, una per ogni strega destinata a morire. Eppure, più la distanza tra loro e il rogo si accorciava, più Arya sembrava essere tranquilla, come se quella non potesse essere la sua fine, come se quegli uomini e quelle donne non fossero degni di assistere alla sua morte, quella notte... e probabilmente, aveva ragione.
«Che diavolo hai da ridere, strega?» chiese John Grady, afferrando il braccio di Arya con uno strattone. La fissò negli occhi, riversandole addosso uno sguardo carico di disprezzo e odio. La donna si avvicinò a lui, e in un sussurro rispose alla sua provocazione. «Pensi che basti un fuocherello per sterminare la mia razza, caro John?» poi scosse il capo e si allontanò da lui di qualche centimetro, per guardarlo bene in viso. John la fissò con espressione interrogativa, chiedendosi a cosa si riferissero quelle parole e per qualche breve istante, un brivido di paura attraversò la sua schiena, raggelandolo più di quanto la temperatura invernale non stesse già facendo. Lasciò andare il braccio della strega, e le permise di continuare a camminare insieme con le sue compagne di magie.
Una volta legate e sistemate ognuna attaccata alla propria staffa, John si stupì nel notare che le urla di dolore provenienti dalle gole in fiamme delle sette streghe, erano più forti di quanto si fosse mai aspettato. Voci sinistre e spaventose si levavano dalle fiamme, che nascondevano i corpi ormai ustionati delle giovani streghe. Ogni singola donna presente in quella piazza, coprì gli occhi ai propri figli, nonostante non bastasse quello per evitare che quei piccoli bambini avessero incubi una volta coricati nei propri rassicuranti letti, qualche ora più tardi.
Anno 1922, Dicembre.
Delbert Grady aveva ereditato da suo padre, ormai deceduto da quattro anni, l'impiego di guardiano dell'Overlook Hotel. Un lavoro di cui andava fiero: era l'Hotel più importante di tutta la cittadina, anche se ovviamente l'unico nel raggio di chilometri, ed era stato inaugurato nell'anno 1904. Per diciotto anni era stata la casa di Michael Grady, grande uomo dedito al lavoro, il quale si era incaricato di essere il guardiano migliore che l'hotel avrebbe mai potuto avere. E così era stato, per tutti quegli anni. L'Overlook Palace aveva raggiunto ben presto l'apice della sua fama, essendo anche considerato uno dei più splendidi hotel dello Stato. Quando Michael Grady era morto, suo figlio si era trasferito nell'hotel non appena aveva ricevuto l'incarico, e aveva portato con se sua moglie e le loro due figlie gemelle. Grady discendeva da una delle famiglie fondatrici di Stovington, per questo aveva sempre l'obbligo di svolgere al meglio ogni suo compito, nonostante non fosse poi così ben visto dal resto dei cittadini, al contrario di suo padre. Delbert era un uomo ingenuo, che permetteva a chiunque di imbrogliarlo, di trattarlo come una nullità. Probabilmente, fu anche per questo motivo che nessuno gli credette quando cominciò ad informare i cittadini di Stovington che quell'Hotel era infestato dai fantasmi. Sua moglie Lena, cercava in tutti i modi di farlo ragionare, facendogli notare che, probabilmente, le sue strane visioni erano dovute al suo brutto vizio legato all'alcolismo. Grady non voleva sentire ragioni, per lui erano tutte menzogne! Non stava inventando storie dal nulla, quei fantasmi che vedeva non era possibile che facessero visita solo a lui, dicendogli cose assurde riguardo a fatto che la storia stava per ripetersi ancora, a distanza di duecento anni. Delbert Grady non capiva, no riusciva a spiegarsi il perché di quelle apparizioni, e perché proprio a lui?
«Tu hai il nostro sangue sulle mani, Grady.» quella donna gli parlava, avvicinandosi lentamente a lui, sotto la luce accecante delle lampade dei corridoi. L'atmosfera era fredda, e Grady aveva paura. Tremava e cercava di allontanarsi il più possibile da lei, tastando con le mani le pareti ai suoi fianchi. Ma quella donna continuava ad avanzare minacciosamente, non sembrava avere intenzione di arrendersi. «Che... Che significa? Non ho fatto nulla di male, io! L-Lo g-giuro!» balbettava, intimorito.
La donna chinò il capo da un lato e le sue labbra sottili si aprirono in un ghigno soddisfatto. «Pagherete per ciò che avete fatto.» disse, e svanì nel nulla. Delbert Grady rimase fermo un istante, prima di accovacciarsi per terra con la testa fra le mani. Probabilmente stava impazzendo, sua moglie aveva ragione. Era arrivata l'ora di mettere fine a tutta quella storia. Non sarebbe passato un altro giorno chiedendosi se fosse realmente ammattito: quella notte, prima di tornare alla suite nella quale alloggiava con la sua famiglia, si recò nella sala attrezzi, accanto la grande cucina della sala ricevimenti. Prese un'ascia con titubanza, e poi uscì da quella caustica stanza, chiudendosi la porta alle spalle con sicurezza. Avrebbe fatto l'uomo per una volta, avrebbe preso in mano la situazione e avrebbe messo a tacere tutte le voci che giravano sul suo conto.
La mattina dopo, l'addetta alle pulizie si recò all'ultimo piano, e una volta giunta davanti alla camera 237, notò che la porta era socchiusa. Si avvicinò piano, e si spinse appena oltre la soglia della stanza. Le bastò essere entrata di mezzo metro affinché potesse assistere a quello scempio: c'era sangue sparso ovunque.
Il Signor Grady aveva ucciso sua moglie Lena e le sue due figlie, Shelley ed Eleonor, con l'ascia che aveva prelevato dalla sala attrezzi. Dopodiché, si era tolto la vita.
La sconvolgente e raccapricciante notizia, aveva raggiunto anche le orecchie di diverse città nelle vicinanze, allarmando chiunque fosse venuto a conoscenza della terribile storia. Tutti credevano che fosse stato uno scatto di rabbia, che Delbert Grady aveva presentato spesso problemi psichici e che, purtroppo, il fatto che nessuno fosse intervenuto prima era costato la vita ad altre tre innocenti persone.
Anno 1976, Dicembre.
Jack Torrance era uno scrittore fallito, con moglie e figlio a carico. Aveva il vizio di bere sempre un bicchiere di whiskey di troppo, per questo spesso si ritrovava ad essere ubriaco e violento, sopprimendo ogni suo piccolo lato razionale.
Aveva deciso di accettare l'offerta di lavoro nella città di Stovington perché la sua famiglia aveva bisogno di un po' di tranquillità, soprattutto suo figlio Danny, turbato a causa della violenza che le sbronze suscitavano in suo padre.
I primi tempi all'Overlook tutto sembrava andare per il meglio, Jack aveva avuto una nuova idea per il suo prossimo romanzo, e in quell'Hotel aveva tutto il tempo a disposizione per dedicarsi alla stesura della nuova storia che aveva in mente.
Solo che, come sua moglie Wendy aveva previsto ma sperato non accadesse, Jack perse subito le speranze che lo avevano legato alla scrittura del nuovo libro, e si era completamente rintanato nell'alcool.
Era una sera come tante quella in cui Wendy aveva trovato dei lividi violacei sul collo di suo figlio Danny. Immaginò fosse stato suo marito, tornato ad essere nuovamente violento nei confronti del prossimo, solo che questa volta ci era andato di mezzo suo figlio.
Danny, d'altra parte, non confermò la cosa. Era troppo preso da quello che, silenziosamente, accadeva nell'hotel quando si trovava da solo in giro con il suo piccolo triciclo. Aveva avuto modo di vedere, più volte, due gemelle che gli chiedevano di giocare con lui. Eppure, c'era dell'altro, oltre le visioni. Era come se ci fosse una voce nella sua testa, con cui gli capitava di comunicare spesso e che gli raccomandava di stare lontano dalla stanza numero 237. Scoprì successivamente essere la voce di un vecchio cuoco nero dell'hotel, il quale aveva lavorato presso quella stessa struttura molti anni prima. Gli raccontò che lui, Danny, aveva un dono speciale, chiamato "Luccicanza". Il cuoco, di nome Dick Halloran, custodiva lo stesso dono, il quale permetteva loro non solo di comunicare telepaticamente, ma anche di assistere ad avvenimenti passati e futuri. Peccato che, ben presto, anche Jack Torrance dovette fare i conti con la pazzia improvvisa che prendeva il sopravvento su di lui. Aveva continuamente visioni di un passato sfarzoso dell'hotel, e di un certo Delbert Grady, del quale aveva sentito parlare quando aveva accettato l'incarico di guardiano dell'Overlook Hotel. L'uomo, in preda alla follia, aveva ucciso tutta la sua famiglia, e il suo fantasma, suggeriva a Jack di imitarlo, sterminando anche la sua. Per questo, una delle tante fredde e solite notti nell'hotel, Jack prese la stessa strada che Delbert Grady aveva compiuto solo cinquant'anni prima, e si era diretto nella sala attrezzi accanto la grande cucina. Aveva preso un'ascia ed era andato in cerca di suo figlio e sua moglie. Wendy e Danny, tuttavia, avendo capito cosa stesse per succedere, cercarono in tutti i modi di fuggire dall'hotel prima che Jack potesse trovarli. I due però furono costretti a dividersi. Danny trovò un nascondiglio nelle cucine per poi fuggire all'esterno, avventurandosi nel labirinto di siepi dell'albergo, di cui aveva avuto modo di memorizzare il percorso giusto insieme con la madre. Jack però, riuscì a trovarlo e inseguirlo nel dedalo innevato. Fortunatamente, si perse perché il bambino, cancellando le proprie orme, ripercorse i suoi passi, uscendo così incolume e raggiungendo la madre pronta a fuggire con lui da quel posto maledetto. Jack Torrance aveva davanti a se lo stesso destino dell'uomo che l'aveva spinto ad agire in quel modo: morì congelato, sperduto fra le siepi del labirinto.
La voce che l'hotel fosse infestato raggiunse ormai gli abitanti di Stovington, i quali iniziarono seriamente a preoccuparsi riguardo ciò che accadde per davvero all'interno di quelle mura, ma solo qualche anno più tardi scoprirono che ormai, quell'hotel era maledetto, e che probabilmente, era colpa delle streghe che vennero un tempo bruciate proprio sullo stesso terreno che ora ospita le fondamenta dell'hotel, accanto al cimitero.
Anno 2013, Dicembre.
«L'Overlook Hotel è davvero infestato dai fantasmi. Il vero problema è che loro non sono solo qui dentro... sono ovunque. Gli abitanti non lo sanno, loro credono che quelli che vivono in mezzo a loro siano tutti umani, tutti innocenti, ma non è affatto così. Ho paura di finire come quelli che sono stati qui prima di me, ho paura di impazzire, di ammazzare la gente. Io non voglio, non voglio essere il mezzo che metterà in atto la loro assurda vendetta. E' tutta colpa delle streghe, della magia nera. Mitchell dice che mi sto creando troppi problemi, che se fingo che loro non esistano ce la caveremo. Ma ho paura, Annie è affascinata da loro, ci parla come se nulla fosse, permette loro di mostrarle delle cose... cose strane, spaventose. Cosa può succedere ancora? Mi chiedo come io abbia potuto farmi trascinare in questa storia! Sono loro gli amanti del paranormale, non io.
E poi c'è quella ragazza... non so nulla di lei, non riesco a capire cosa voglia da me. Mi segue per i corridoi, quando sono solo. Resta a metri di distanza da me e mi osserva, come se si aspettasse che facessi qualcosa. Ma io resto con lo sguardo sulla moquette e accelero il passo, e quando entro in un'altra stanza, sparisce. Mi inquieta, tutto questo posto e questa storia mi inquietano come mai era successo in tutta la mia vita.»
George Lycan
Anno 2014, Febbraio.
Mitchell, Annie e George sono i nuovi custodi dell'Overlook Palace Hotel. Sono giunti a Stovington dopo aver letto degli spaventosi eventi che animano il celebre Hotel a quattro stelle della cittadina, con lo scopo di saperne di più al riguardo. I tre, con caratteri completamente diversi, sanno perfettamente che accettando la proposta di lavoro che tutti hanno rifiutato prima di loro, si gettano a capofitto in una storia che potrebbe vedere ben presto la parole fine. Cosa vogliono i fantasmi? Perché stanno allarmando in questa maniera gli abitanti di Stovington e soprattutto coloro che alloggiano nell'Overlook Hotel? La risposta è più semplice di quanto si possa pensare: vogliono vendetta. Vendetta per tutto quello che gli antenati dei cittadini di Stovington hanno fatto alle streghe del tempo. E' ora che i ruoli si invertano, e che a morire non siano le creature soprannaturali, ma quegli umani che hanno rovinato la loro esistenza.
Tag:
#GdR
GdrID: 5124
Data Pubblicazione: 06/03/2014
Ultimo Aggiornamento: 27/04/2018
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