Sondaggio: Restrizioni età
21/03/2012 12:12:24
Capisco. Ma perchè usi caratteri cubitali?
22/03/2012 19:24:54 e modificato da ghennadi72 il 22/03/2012 19:40:58
owli1 ha scritto:
Calma calma,veramente non è così per i videogame.
Il PEGI per i videogame non è un'autoregolamentazione ma è una cosa che mette un'ente che è stato addetto dai governi a fare ciò (in Europa abbiamo il PEGI e un altro paio di enti che lo fanno,negli USA hanno un altro ente ancora),quindi non è un'autoregolamentazione.
Inoltre il PEGI nei videogiochi in teoria vieta ai rivenditori di vendere quel gioco ai minori dell'età segnalata sulla scatola.
Quindi per farti un esempio un rivenditore non può vendere Dragon Age (18+) a un ragazzo di 17 anni,e Dragon Age non è certamente un gioco pornografico (ci sono scene di "sesso",ma sono meno volgari e più velate rispetto a un American Pie che invece è 14+).
Ma anche no. Il PEGI é un sistema di classificazione dei videogame, i cui criteri di classificazione sono quelli ritenuti validi dalla commissione per i media e la società dell'informazione dell'Unione Europea. Non stabilisce alcun divieto d'acquisto.
Il PEGI utilizza espressamente la formula "NON ADATTO". "Non adatto" non significa "vietato". Il che é guardacaso una delle vecchissime diatribe sulla vecchia formulazione del PEL che definiva "disclaimer esca" formule come "non adatto" o "sconsigliato", quando ci sono direttive europee (alle quali il sistema PEGI si conforma e alle quali dovranno conformarsi anche le legislazioni degli stati membri) che ritengono valide quelle formule.
Morale: il negoziante che ti vende Age of Conan o Playboy the Mansion non deve affatto chiederti la carta di identità per verificare se hai un'età "adatta" al bollino PEGI.
Quindi calma,il PEGI nei videogiochi non è un'autoregolamentazione e di fatto è una cosa che vieta anche la vendita e l'accesso a tale videogioco ai minori. Infatti ci sono spesso grosse critiche da parte di alcune case di videogiochi.
Non é una autoregolamentazione nel senso che i produttori sono obbligati a indicare la classificazione PEGI per informare i consumatori. Ma non prescrive nessun divieto di vendita ... e anche così il sistema di classificazione PEGI é decisamente morbido sull'aspetto violenza.
Mentre sull'aspetto sessualità & turpiloquio il PEGI é molto rigido (salvo eccezioni come The Sims, tanto per dirne una) sull'aspetto violenza é ridicolmente blando.. e in questo é facile vedere la longa manus del profitto: se certi picchiaduro in cui si spargono pezzi di corpi insanguinati a destra e a manca avessero la classificazione che meriterebbero per semplice logica, il mercato dei picchiaduro (e conseguentemente il mercato delle varie Xbox, WII, PS*, Nintendo e compagnia bella) andrebbe in crisi per impossibilità di vendere ai bimbiminkia che sono il principale segmento di mercato interessato.
Il problema dell'età nasce invece per la legislazione italiana in materia di diffusione di materiale pornografico. Si potrebbe discutere a lungo se accedere a una chat in cui occasionalmente é possibile leggere descrizioni esplicite di natura sessuale sia equiparabile all'entrare in un sito che mette a disposizione immagini e video porno. Sta di fatto che le regole, in questo caso, ci sono e saggiamente il PEL prescrive di adottarle, sia per il dovere di informazione nei confronti dell'utenza, sia per una legittima tutela a beneficio del gestore.
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