Pbc e cartacei
21/04/2016 22:50:36
Numenera.
Ambientazione e regole.
E addio mondo.
21/04/2016 22:58:33
xsin ha scritto:
>Numenera.
>Ambientazione
No ty.
27/04/2016 12:15:44
xsin ha scritto: Numenera.
Ambientazione e regole.
E addio mondo.
Numenera, non è male, sta seguendo la "nuova" linea adottata un po' da tutti i creatori di giochi sulla falsariga di D&D 5th edition, sistemi semplici, user friendly, senza discussioni.
Non mi ricordo più chi diceva che D&D in PbC è un ossimoro (ho condensato il senso del discorso, perdonatemi, o dovrei scrivere un papiro); concordo in parte con lui/loro se parlaimo di quell'obbrobrio che è stato e che è la 3.x; che, per è scritta con un linguaggio da avvocato che fa spavento, "ammazzando" di fatto la fantasia dei player; e, ancora, creando tutta una serie di caratteristiche "must" e "trappola" che riducono, e di molto, le opzioni viabili.
Questa è una lezione che alla WotC hanno capito bene e, il risultato, è stato il miglior sistema attualmente in circolazione...quello della 5th.
Certo lo Staff, deve essere chiaro su cosa intenda e come interpreti le regole, ma niente di diverso da un qualsiasi Torneo, dove gli organizzatori stendono le linee guida.
Per le tempistiche "diverse" tra PbC e cartaceo...bhe non c'è nulla da fare, non è minimamente pensabile di avere una land con, sono ottimista, 100 utenti connessi e averli sempre e comunque ognuno sempre in quest come si collegano!
Il cartaceo è questo, quando ci si riunisce intorno al tavolo il gruppo (6+ amici col DM) è automaticamente in quest; in una land online...come fai? I DM dovrebbero essere collegati 24/7 e chi ci riesce? Si suppone che tutti si abbia una vita nel mondo reale...o sbaglio?
Ecco che, quindi, il PbC diventa meno "heroic" e più incentrato sui rapporti interpersonali, meno roll-play e più role-play (non faccio differenze tra i due stili, sia chiaro, dico solo che ci sono).
Le ambientazioni:
Le scelte sono due, come ha detto qualcuno
1 - si fa una land da 0; lavoro improbo, lunghissimo, difficile (sempre per il concetto che si ha una vita in real), ma se si arriva in fondo è l'ambiente più "libero" che ci possa essere dove i Giocatori sono davvero, i protagonisti.
2 - Materiale già pubblicato; sempre tanto lavoro, sempre difficile (un po' meno del partire da 0), ma ti scontri con l'ambientazione se decidi di seguire un Canon, questo significa che i giocatori, per quanto liberi, saranno sempre sottoposti ai paletti dell'ambientazione (figure di spicco da manuale, magari di livello più basso del PG) ma, questo, invece di essere un ostacolo, potrebbe essere uno stimolo per uno stile di gioco differente dal solito: "sono grosso allora DEVO comandare".
Ecco, su una land online di stampo D&D, forse, l'unica cosa assurda che ci vedo sono i Livelli Epici; quelli sì diventano anacronistici in una cartina che, se non si vuole spezzettare il gioco eccesivamente, deve essere giocoforza finita; e lì, in quell'ambient, un Epico finisce per fare il grosso pesce nel piccolo stagno...alla lunga, muore; se fa quello che potrebbe toglie gioco a chi s'è appena iscritto; se non lo fa...si annoia lui...
Scusate il papiro, avevo detto che non l'avrei scritto: mentivo :-D
27/04/2016 12:43:58
A parte la mia spasmodica attesa per un pbc con il regolamento di maschiacce armate pesantemente (Macho woman with guns) in realtà se non sbaglio vista l'età in giro c'è qualcosa preso da regolamenti veri.
Ten Penny Novels avrà l'adattamento da Chtuluh se ben ricordo, ad esempio, e mi sembra qualcuno stia lavorando a cose basate su Sine Requie, oltre a aver colto un paio di land (non registrate tra i progetti) scritte per la next.
La realtà è che la maggioranza dei player penso prediliga il diceless, e sul diceless regolamenti non ce ne sono: ne ho avuto la riprova un paio di settimane fa che un nuovo iscritto mi ha chiesto in quanto turni poteva lanciare una freccia, se tre o due.
Chi scrive un regolamento homemade credo si senta "più figo" dei vari scrittori delle case editrici, faccenda ahimè tristemente non vera.
Anche Arshmork (sospiro di nostalgia doveroso) aveva un regolamento D&d, innestato su un'ambientazione custom.
27/04/2016 18:56:44
il d20 system non è per forza correlato a D&D eh... è un po come GURPS
29/06/2016 17:29:30
Io personalmente giocherei molto volentieri ad un gioco che usasse le regole di D&D 5 edizione, Scion o Runequest 6 (anche L5R o Traveller a dire il vero..).
Penso che il problema sia sempre legato al dilemma regole/interpretazione e a cosa privilegiare.
05/08/2016 03:22:51
Ah il d20. Quando ero bambino anche a me faceva impressione e sembrava così potente rispetto agli altri. Per carità, c'è ancora a chi piace, ma personalmente ne sono allergico. Mi piacciono i sistemi che hanno ovviato con metodi alternativi alla varianza estrema.
Ma tornando alla questione principale, le regolette e i dadi, gli immancabili dadi, servono davvero non quando un giocatore si misura col mondo o in una quest, dove decide che la gestisce, ma quando due giocatori cercano di superarsi a vicenda. Sia in un duello o sia per l'uso di determinate abilità. Lì purtroppo entra la mentalità da consumato giocatore di D&D dove il combattimento e le prove sono un mondo a parte, sono una zona interdimensionale dove ci si ferma dall'interpretare il personaggio e dove i giocatori giocano al gioco dell'oca tirando dadi e sparando numeri.
Quando la bagarre finsice, quindi, dopo mezz'ora di combattimento, dadi, sbuffi, applausi e risate, speculazioni, suggerimenti vicendevoli, improvvisamente il combattimento finisce e Piero, che fino a poco prima era l'avatar di tutti i ragionieri dell'ufficio sinistri, ricomincia con un "Ora che il drago è abbattuto, possiamo annunciare la lieta novella".
Viceversa il gioco di ruolo testuale è l'esatto opposto. Non ha momenti di vuoto per stabilire cose nemmeno quando potrebbe/dovrebbe, lasciando il tutto alla valutazione di gusto dei personaggi.
Ma io che diavolo ne so di quanto è forte in duello il tuo? Non so se devo lasciarti vincere o no! E non è questione di chi "sa giocare" il duello, ma proprio di abilità. Se io ho deciso di interpretare superman e tu il commissario montalbano, devi impegnarti a perdere tanto quanto mi impegno a vincere, non a farmi le scarpe. Il personaggio deve provare tutto, il giocatore deve essere conscio del suo ruolo. Il problema è che se si incontrano due guerrieri, per decidere, bisognerebbe contarsela su per ore. O ricorrere ai dadi, per semplificare.
Un bel circoletto vizioso.
E allora forse è questo il punto. Magari la soluzione sarebbe introdurre i dadi ma a quel punto molte cose sarebbero più noiose e meno inseguite, meno giocate. Magari non è quello che si cerca. Forse alcuni lo vogliono, ma sarebbe la morte settoriale della descrittività del gioco.
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