Personaggi di sesso differente
Personaggi di sesso differente postato il 28/11/2017 18:26:26 nel forum giochi e dintorni
Sto ricominciando a giocare da poco, ed all'attivo sul gb (posso dirla la land? Spero di si) ho un malato mentale con la doppia personalità, alla Mr.Robot per intenderci. La vede sempre accanto a sé, etc etc, quella roba lì.
Io ho sempre due pg all'attivo su due land diverse, un po' perché così se ho giorni "vuoti" posso riempirli ed anche per alternare lo stile di gioco e gli obiettivi dei pg, per non annoiarmi e stufarmi.
Stavo pensando di iscrivermi ad una land più "realistica" se vogliamo, ed il dubbio mi è sorto: che sesso prendo?
I miei pg non hanno mai avuto una costante nel sesso: decidevo un po' a caso, onestamente, e non so quanto fossero buoni quelli femminili.
Ma ora ci sto mettendo più cervello nella creazione del pg, e non riesco a risolvere il dilemma. Un lancio della monetina non basta, per intenderci.
Quindi chiedo a voi:
1) Come fate a scegliere il sesso del vostro pg?
2) In caso sia diverso dal vostro, come fate a trasportarlo bene in chat, senza che ricada nei soliti cliché?
Forse è una domanda idiota, ma tant'è. Son curioso di sentire i vostri pareri!
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28/11/2017 22:32:08 e modificato da ghennadi72 il 29/11/2017 08:13:24
Hai mai interpretato un pg psicopatico senza esserlo? :-P
Io estenderei un po' il campo della domanda. Direi che il succo della domanda è "come fai a giocare di ruolo".
Il gioco di ruolo presuppone l'interpretazione di qualcosa diverso dal sé a volte radicalmente diverso da sé. Credo che il problema non siano tanto i clichè ma l'interpretare qualcosa che non si conosce in prima persona ma solo attraverso l'osservazione di altri, o attraverso modelli che ci siamo costruiti e ai quali ci ispiriamo.
Il sesso del pg è solo uno degli elementi in cui il giocatore di ruolo è chiamato a interpretare, e a volte neanche il più importante o il più difficile (poi fossi in te, prima che qualche cima del pensiero contemporaneo si senta in dovere di darti dell'omofobo/transfobo, ci sarebbe da distinguere, tra sesso biologico, precezione di sè ed orientamento sessuale, con tutte le sfumature possibili degli stessi).
Provare a interpretare un pazzo, un dissociato, un sociopatico o uno psicopatico senza esserlo, provare a interpretare un personaggio profondamente credente essendo atei/agnostici, provare a interpretare un pezzo di c4cc4 ambulante essendo persone nell'insieme dignitose, comporta lo stesso identico tipo di necessità di immedesimazione e proiezione in qualcosa di radicalmente diverso da ciò che si è.
1) Come scelgo qualunque altro elemento che vada a toccare cose di cui non ho un'esperienza diretta. Tendenzialmente cerco di non mettermi in condizioni di interpretare cose troppo lontane dalla mia esperienza personale o comunque da modelli interpretativi che potrebbero mettermi troppo spesso in condizione di nno riuscire a immaginare "cosa farebbe il mio pg se". Tendenzialmente quindi scelgo un sesso differente solo quando ho voglia di una sfida interpretativa più rognosa.
2) Come faccio in ogni circostanza in cui devo interpretare qualcosa di molto lontano dal mio essere. Ispirandomi a modelli derivati dall'osservazione del prossimo o costruiti sulla base di come mi immagino quello che sto andando a interpretare. Il che significa che mentre abbiamo "modelli" comportamentali in abbondanza a cui ispirarci, perchè li vediamo di continuo attorno a noi, e quindi è abbastanza facile interpretare comportamenti e atteggiamenti esteriori senza cadere nei cliché e nelle macchiette, la difficoltà a mio parere maggiore se mai è l'interpretazione della sfera emotiva, dei processi decisionali, delle priorità del personaggio davanti a certe scelte, e via dicendo.
Va anche detto che tanto dipende dal setting del gioco. Se il gioco è molto orientato all'azione e assai poco alle sfumature interpretative e motivazionali del personaggio, scegliere l'uno o l'altro ha più o meno lo stesso significato e lo stesso grado di difficoltà di farti, da giocatore uomo, la pg amazzone in diablo, o farti il pg druido/paladino da giocatrice donna: fondamentalmente scegli un avatar, più che un pg da interpretare nelle sue sfaccettature, e per evitare clichè e scivoloni ti basta tenere l'interpretazione ben lontana dalla sfera emotiva/motivazionale.
Proprio perchè è difficile cannare in modo marchiano sull'imitazione dei comportamenti esteriori. Al massimo puoi eccedere in qualche sottolineaura di troppo, ma se non hai deciso intenzionalmente di interpretare una macchietta/caricatura del sesso opposto, difficilmente fai sciocchezze nella sola interpretazione degli atteggiamenti e comportamenti esteriori.
Comunque consolati, ci sono scritori e scrittrici di successo che falliscono miseramente appena provano a sondare i personaggi di sesso opposto.
Vedi la Zimmer-Bradley, per restare sul fantasy, che pur essendo una eccellente inventrice di trame e una eccellente esploratrice della psiche femminile, ogni volta che racconta un uomo si fa condizionare dalla sua visione marcatamente veterofemminista e passa senza soluzione di continuità dal disegnare delle merdacce umane al disegnare dei ritratti monodimensionali talmente virtuosi da essere non meno idealizzati e irrealistici di quanto lo fosse la donna nella letteratura medievale del dolce stilnovo, e gli unici personaggi maschi vagamente di spessore che sia riuscita a tratteggiare sono proprio quelli dei quali non si è azzardata ad approfondire la psicologia.
29/11/2017 18:51:07 e modificato da eina il 29/11/2017 19:09:27
Quindi chiedo a voi:
1) Come fate a scegliere il sesso del vostro pg?
2) In caso sia diverso dal vostro, come fate a trasportarlo bene in chat, senza che ricada nei soliti cliché?
1) Avere solo personaggi femminili non mi ha propriamente annoiato, ma il gestirne di maschili m'incuriosiva. Una volta che ho iniziato a variare, non ho più mantenuto pg dello stesso sesso, perché mi permetteva di esplorare le stesse situazioni in modo del tutto differente. Quindi, se ho un pg femminile da una parte, quasi sicuramente nella land successiva farò uno maschile. Li alterno.
Oppure mi baso sulla mia voglia del momento: in periodi in cui non sopportavo poi molto le donne che mi circondavano, ho virato su pg maschili o su pg donna che di femminile avevano la "f" in scheda e basta.
2) Eh, ci sto ancora provando. O, almeno, vorrei provarci ancora perché sono piuttosto certa di non essere riuscita a dipingere davvero bene un personaggio maschile nelle mie precedenti esperienze, non come avrei voluto. Come mi pare di aver letto sopra, c'è differenza fra il rendere il comportamento esteriore e l'emotività interiore: se i primi sono più facilmente replicabili, i secondi non sono così immediati da portare in gioco.
Questo perché - brutto da dirlo, ma mi pare piuttosto vero - non si conosce poi così bene l'altro (maschile o femminile che sia), per quanto si pretenda di riuscirci.
Ma, se è più difficile interpretare un sociopatico o uno psicopatico perché talvolta l'unica esperienza che abbiamo di queste categorie è dovuta a intepretazioni altrui (filtri che danno una loro visione e che allontananno conseguentemente la nostra visione dalla verità nuda e cruda), sia in film che in libri o altri media, ben diverso è avere esperienza del maschile e femminile, qualcosa che è alla diretta portata di tutti.
Non importa quanti filtri la società ci voglia imporre, se vogliamo chiedere a qualcuno del sesso opposto perché faccia una certa cosa, possiamo semplicemente e direttamente domandarglielo e, magari, saremo fortunati nell'avere una risposta sincera. Anche una risposta che segue i filtri sociali andrebbe bene, purché chi risponde ci creda sul serio: è sempre qualcosa che lo condiziona e che determina le sue scelte, quindi ha valore per essere riprodotto, interpretato e reinterpretato. Anzi, aiuta anche a stendere un background più credibile.
Tenendo da parte il discorso su cosa sia femminile o maschile oggi (che pure influisce di caso in caso nella resa del personaggio in base alle diverse esperienze del giocatore), ho quindi diversi metodi per rendere al meglio il pg maschile senza cliché:
- continuare a interrogarsi sulle differenze di genere, senza pretendere di sapere già tutto di un mondo in continua evoluzione;
- chiedere informazioni e spiegazioni agli uomini su emozioni e comportamenti, senza supporre di sapere già la risposta;
- chiedere informazioni e spiegazioni ai giocatori su come rendono al meglio questo o quel comportamento o su come gestire questa o quell'altra emozione in base ai casi;
- provare e riprovare, perché se la prima volta esce un pastrocchio non è detto che non si possa migliorare;
- prendere spunto dal vero il più possibile, perché trovo che nella realtà ci siano meno stereotipi di quanto si immagini;
- stabilire un background coerente che contiene punti critici a livello sociale (come si comporta con i bambini, con le donne, religiosamente, etc.), in modo da non ritrovarmi con il pensiero "e adesso come lo faccio comportare?", ma sempre con una base da cui partire;
- controllare due volte l'azione: revisiono comportamenti e azioni per accertarmi di aver mantenuto l'aderenza al personaggio e non essere sfociata in quello che credo "dovrebbe" fare.
Mi fermo su quest'ultimo punto. Certo, tutti interpretiamo un pg come pensiamo dovrebbe comportarsi, ma talvolta il personaggio che creiamo va oltre i binari che noi gli abbiamo imposto e lasciarlo deragliare non sempre è un male, purché sia mantenuta la coerenza a tutte le sue caratteristiche e non se ne tarpi una poteziale crescita ed evoluzione.
Permettere al personaggio di evolversi e cambiare è il primo passo per evitare qualunque stereotipo, ma questo vale per qualunque tipo di pg si voglia giocare, non solo quelli di sesso diverso dal nostro.
30/11/2017 12:13:06 e modificato da aerin il 30/11/2017 12:13:29
Sinceramente è una sfida che non mi ha mai entusiasmata, credo che interpretare un personaggio dell'altro sesso sia particolarmente complesso, perchè se è vero quello che diceva Ghennadi, che è la stessa cosa che interpretare uno psicopatico senza esserlo o un assassino senza aver mai ucciso qualcuno, è anche vero che tutti noi abbiamo una conoscenza piuttosto approfondita dei due sessi, da dentro, in quanto facenti parte di una categoria, o da fuori, in quanto persone con cui spesso ci relazioniamo (ok, forse non proprio tutti). Questo implica che qualsiasi stereotipo, qualsiasi incongruenza, qualsiasi cosa possa stridere, salta all'occhio molto più facilmente rispetto, mettiamo caso, alla psicologia di un serial killer, che conosciamo al massimo da libri e cronache. Personalmente mi accorgo subito quando personaggi maschili sono mossi da donne (e viceversa eh) e questo per me è già indice di un grosso fail.
30/11/2017 12:20:37
Entro a gamba tesa nella mia stessa discussione per domandare ad Aerin: cosa ti fa capire che un pg di un determinato sesso è mosso dal sesso opposto?
30/11/2017 17:43:21
svenn_potato ha scritto: Entro a gamba tesa nella mia stessa discussione per domandare ad Aerin: cosa ti fa capire che un pg di un determinato sesso è mosso dal sesso opposto?
Dovessi spiegartelo razionalmente non sono mica sicura di riuscirci, è una sensazione. Già anche solo a vedere l'avatar, per dire, dalla scelta del pv alla costruzione del bg. Per continuare con il modo in cui interagisce in chat, lo stile di scrittura, ecc ecc. Sono particolari, ripeto non è facile neanche spiegarli, perchè nessuno di questi, presi singolarmente (ma anche contemporaneamente), è sufficiente a darmi la certezza che dall'altra parte ci sia una persona di sesso diverso da quello del pg, però è una sensazione che nel 90% dei casi si rivela poi corretta.
30/11/2017 19:58:52 e modificato da fsociety il 30/11/2017 20:01:28
Vabbè, lo scrivo pure quà và (anche se ti ho scritto via messaggio)!
I cliché accadono soltanto se, in off, sei predisposto a cadere nei ruoli di genere. Ammetto, e lo faccio con una certa sofferenza, che nelle land (da sempre) si tende ad estremizzare tratti femminili e maschili nei personaggi - oppure si finisce a farli con dei canoni opposti al sesso d'appartenenza, sempre estremizzando e finendo comunque sempre in un bacino di PG con la personalità sempre un po' scontata.
Hai citato Mr. Robot, e per me Elliott - per farti capire - non ha sesso. O meglio, il suo sesso è completamente inutile ai fini della trama o della sua costruzione, e non serve a nient'altro che a dare una caratteristica secondaria.
Il trucco nel non cadere nei cliché (se non hai una razza come quella di cui ti parlavo via messaggio) sta nel discostarsi completamente da tutto ciò che di solito associ a maschi o femmine. Ma è un discorso troppo lungo da fare ed è cosa che si rispecchia moltissimo anche nella società che abbiamo, non solo nei GdR, quindi mi fermo quì sperando di esser stato in qualche modo utile!
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