Fato o non Fato ... questo è il dilemma.
Fato o non Fato ... questo è il dilemma. postato il 11/04/2026 10:25:30 nel forum giochi e dintorni e modificato da geko il 11/04/2026 14:35:28
Buongiorno a tutti,apro questo thread per confrontarmi con voi su un'idea che mi sta girando in testa da qualche giorno.Nei primi anni 2000, in diversi PbC, i capi gilda o corporazione avevano la possibilità di utilizzare il fato, spesso con una distinzione visiva chiara rispetto a quello dei master (ad esempio colori diversi per distinguere i ruoli).Con il tempo, mi sembra che questa pratica sia andata scomparendo: oggi, nella maggior parte dei casi, i capi gilda si occupano principalmente della gestione interna (membri, organizzazione, ecc.), con permessi limitati al loro ambito.Mi chiedevo quindi:1. Secondo voi avrebbe senso reintrodurre la possibilità per i capi gilda di utilizzare il fato?2. In caso affermativo, in che misura e con quali limiti?3. Dareste loro anche altri permessi "di gioco"? (ad esempio: assegnare exp, modificare parametri come vita, gestire oggetti, ecc.)4. Quali potrebbero essere i rischi o gli abusi da tenere in considerazione?(Modifica)A seguito delle prime risposte, aggiungo questo aggiornamento per facilitare chi si unisce ora alla discussione.Alcuni utenti hanno fatto notare che, in alcune realtà, si è scelto di tenere lo staff narrante (Master, Narratori, ecc.) separato dall’attività di gioco come giocatori attivi, per evitare possibili conflitti o squilibri.Partendo da questo spunto, vi chiedo:5. Se adottaste questa impostazione, come gestireste la separazione tra staff e gioco?6. Preferireste un blocco tecnico (ad esempio accesso limitato ai soli strumenti di narrazione) oppure un regolamento esplicito basato sulla fiducia?7. Ritenete che esistano soluzioni intermedie efficaci tra queste due opzioni?8. Nel caso in cui un giocatore entri a far parte dello staff, come gestireste il suo personaggio?9. Lo ritirereste dalla scena, lo rendereste un PNG, oppure prevedereste una chiusura narrativa (e in che forma)?(Fine modifica)Personalmente sto cercando di capire se una maggiore autonomia delle gilde possa arricchire l'esperienza di gioco o se rischi invece di creare squilibri.Grazie a chi vorrà condividere il proprio punto di vista
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11/04/2026 10:55:56 e modificato da liminal il 11/04/2026 10:58:46
Per me, almeno per come ho strutturato il mio progetto, i Capi Corp non esistono. La caccia al simbolino alto di corporazione è qualcosa di antidiluviano e anacronistico. Secondo la mia visione, ovviamente.Ci aggiungo che, sempre per come la vedo io, chi ha visione della trame non dovrebbe poter giocare un PG. Quindi un Master non possiede un personaggio. Diversa cosa è un Narratore, ovvero chi ha poteri solamente di fare picco ambient o quest single shot. Ma torniamo al punto di sopra, per cui non credo siano necessari né utili i Capi Corp.Alla luce di questi due aspetti, le risposte alle tue domande sono piuttosto ovvie.
11/04/2026 12:23:29 e modificato da petitamour il 11/04/2026 12:24:51
Parto da una base semplice: per me lo staff che gestisce le trame dovrebbe essere non giocante. È forse una visione un po’ utopica, ma resta uno dei modi migliori per mantenere un clima sano tra staff e player. Lo dico anche per esperienza diretta recente (ma mi è successo un miliardo di volte): poco tempo fa ero in una land dove tutto lo staff è giocante, e la gestrice usa platealmente png e forzature dell’ambientazione (non dichiarate o esplicitate in doc) per colpire chi non le va a genio e favorire il proprio personaggio e il suo gruppo nelle trame. In generale, lo staff giocante tende facilmente a creare problemi, tra favoritismi, scorrettezze e tensioni. Anche involontariamente, senza antipatie, perché si tende a pilotare anche in modo inconscio. Ed è uno dei motivi principali per cui molte land si svuotano o chiudono.Detto questo, capisco anche l’altro lato: partecipare a un progetto senza poter giocare è poco stimolante. Se quindi lo staff deve giocare, va fatto con criterio.Ad esempio, le quest di corporazione dovrebbero essere gestite da persone esterne a quella fazione, o a fazioni avversarie. Così eviti conflitti di interesse: chi mastera non ha motivo né di affossare né di esaltare quel gruppo. L’obiettivo deve restare il divertimento di tutti.Allo stesso modo, non ha molto senso costruire cicli di quest chiusi su una sola corporazione anche per dare colore. Si perde proprio l’idea di land come spazio condiviso. Le trame dovrebbero essere più ampie, pensate per coinvolgere più gruppi insieme, senza cucirle su misura.Questo permette di vedere davvero come interagiscono le corporazioni, se il sistema di gioco regge, e crea anche conflitti e dinamiche naturali, che sono poi la parte più interessante del masterato stesso a mio parere.
11/04/2026 12:39:54
Detto questo, capisco anche l’altro lato: partecipare a un progetto senza poter giocare è poco stimolante. Se quindi lo staff deve giocare, va fatto con criterio.
Mi aggancio a questo e ti dico espressamente che non concordo con questa apertura ed affermazione. Come te credo che si debba avere uno staff (soprattutto Narratori e Admin) non giocante, per tutte le difficoltà che effettivamente hai sottolineto.Se, però, una persona a gestire una land, o a fare da Narratore e creare eventi non si diverte: non deve farlo. O meglio, io trovo estremamente divertente e gratificante fare una quest, portare avanti una trama, muovere dei png, e lo trovo appagante molto di più che giocare. E questo per me è un prerequisito per una gestione ed una narrazione che funzionano. Per questo, come detto sopra a chi aperto il Post, non credo sia una scelta vincente quella di dare poteri di Narrazione a chi gioca (anche se copre un ruolo di fiducia, come Capo Corp).
11/04/2026 13:11:47
geko ha scritto: Mi chiedevo quindi:1. Secondo voi avrebbe senso reintrodurre la possibilità per i capi gilda di utilizzare il fato?2. In caso affermativo, in che misura e con quali limiti?3. Dareste loro anche altri permessi "di gioco"? (ad esempio: assegnare exp, modificare parametri come vita, gestire oggetti, ecc.)4. Quali potrebbero essere i rischi o gli abusi da tenere in considerazione?
Dipende da come è organizzato il gioco interno e per cosa viene utilizzato.Se il gioco è impostato credendo ancora nel valore del gruppo e di come un capogilda possa essere promotore e catalizzatore del gioco direzionando i giocatori (pur tuttavia scostandosi dagli anacronistici "giocate minime" e "giocate di addestramento" e altre cose che su due piedi non mi sovvengono), dargli la possibilità di masterare alcune cose va visto in ottica utilitaristica: quanto aiuta il Fato?Quindi: si ad addestramenti, serate mondane e feste, presentazioni, conferenze stampa e situazioni in cui è necessario che ci sia un PNG o un EVENTO come promotore del gioco.Le limitazioni devono essere forti: niente PX, informazioni, benefit, danni, ferite o in generale nulla di permanente come soldi/oggetti/PX extra.Se la festa te la gestisci tu senza sottrarre energie al corpo staff, o degli esiti per un addestramento per renderlo più bellino e quest-like sono due esempi, i primi due che mi vengono in mente, che aiutano lo staff e il fato togliendogli incombenze.Altri esempi potrebbero essere celebrazioni, resurgo (con esito preimpostato dallo staff) o piccole situazioni con esiti predeterminati che giocati con "la scrittina da fato che dirige i giocatori e da risalto alle cose" aiuta molto l'immersività.liminal ha scritto: Se, però, una persona a gestire una land, o a fare da Narratore e creare eventi non si diverte: non deve farlo. O meglio, io trovo estremamente divertente e gratificante fare una quest, portare avanti una trama, muovere dei png, e lo trovo appagante molto di più che giocare. E questo per me è un prerequisito per una gestione ed una narrazione che funzionano.
Tecnciamente è corretto, fattualmente con la penuria di giocatori e giocatori bravi che hanno mediamente le land, potresti trovarti nella spiacevole situazione di doverti privare di un giocatore o di un fato che potrebbero esserti utili.Secondo me esistono limitazioni più pragmatiche ed efficaci del "no pg giocanti" a chi fa il fato.Basta chiedergli di non assumere posizioni di rilievo, o di partecipare in quest di alto profilo, ma se uno si fa il culo 20 giorni a masterare per gli altri e poi vuole farsi due azioni con il suo PG (o magari partecipare ad una quest altrui) non vedo problemi.Il problema nasce se il giocatore inizia ad accentrare su di se una serie di poteri di alto profilo e potrebbe usarli male. Ma altrimenti con uno Staff che vigila, un pochino di buongusto e della sana comunicazione, entrambe le cose sono possibili.
11/04/2026 13:17:14
Sul tema dei capicorporazione ammetto che la visione presentata su Liminal ci ha dato uno spunto interessante di riflessione. In realtà era già qualcosa su cui stavamo iniziando a ragionare anche noi, facendo il classico bilancio dei mesi di apertura della land e cercando di capire cosa funziona e cosa invece può essere migliorato.In questi mesi non abbiamo visto un grande interesse da parte dei personaggi nel voler intraprendere vere e proprie “carriere” interne alle corporazioni. Ho l’impressione che, col tempo, questo modello stia un po’ cambiando in diversi contesti di gioco, non solo nel nostro — anche se naturalmente esistono realtà dove continua a funzionare benissimo.Per questo stiamo valutando se ripensare il ruolo del capocorporazione. L’idea sarebbe quella di non concentrare la responsabilità su una sola persona, ma distribuirla tra i membri della corporazione stessa. In pratica non ci sarebbe più una carica fissa e permanente, ma una gestione più condivisa: chi propone uno spunto, una trama o una mini-quest potrebbe anche occuparsi di portarla avanti, come una sorta di responsabilità temporanea.Per quanto riguarda invece il modello dei master o dei gestori senza personaggio, al momento non sentiamo ancora di essere pronti per fare quel passo. Rimane comunque uno spunto di riflessione molto interessante, soprattutto perché richiede una certa capacità di distacco dal gioco personale, e sotto questo aspetto è anche una scelta piuttosto coraggiosa.
11/04/2026 14:31:28 e modificato da geko il 11/04/2026 14:33:07
Ho modificato il thread in modo che le persone che leggeranno in seguito hanno già una panoramica di quello che è stato discusso fino ad ora e così possono rispondere, senza leggersi tutte le risposte ad altre domande, mentre a voi le lascio qui:Alcuni di voi hanno fatto notare che, in alcune realtà, si è scelto di tenere lo staff narrante (Master, Narratori, ecc.) separato dall’attività di gioco come giocatori attivi, per evitare possibili conflitti o squilibri.Partendo da questo spunto, vi chiedo:- Se adottaste questa impostazione, come gestireste la separazione tra staff e gioco?- Preferireste un blocco tecnico (ad esempio accesso limitato ai soli strumenti di narrazione) oppure un regolamento esplicito basato sulla fiducia?- Ritenete che esistano soluzioni intermedie efficaci tra queste due opzioni?- Nel caso in cui un giocatore entri a far parte dello staff, come gestireste il suo personaggio?- Lo ritirereste dalla scena, lo rendereste un PNG, oppure prevedereste una chiusura narrativa (e in che forma)?
11/04/2026 15:06:49
nyx insight ha scritto: In questi mesi non abbiamo visto un grande interesse da parte dei personaggi nel voler intraprendere vere e proprie “carriere” interne alle corporazioni. Ho l’impressione che, col tempo, questo modello stia un po’ cambiando in diversi contesti di gioco, non solo nel nostro — anche se naturalmente esistono realtà dove continua a funzionare benissimo.
dipende proprio come è organizzato il gioco della Land: se si basa di più sull'iniziativa personale con quest che non richiedono obbligatoriamente l'intervento di una parte giocante (mi verrebbe da dire la Polizia per la prosecuzione di un filone criminale) allora assolutamente non serve.Il discorso secondo me è staccarsi dalla visione che PGA è Mastercorp e quindi è un mio "superiore" (e occasionalmente mi riga le palle con i denti obbligandomi a giocare) e spostarlo verso quello di supervisore che quindi è un facilitatore di gioco.Oltre questo a volte le corp, soprattutto in GDR complessi, possono accogliere i nuovi e insegnargli il posto nel mondo nuovo che stanno accingendosi ad esplorare.Ma ritrovarsi come su Lot, con un PG vecchio di 26 anni, a fare giocate minime mensili, giocate di addestramento e soprattutto che qualsiasi giocata o ha il master presente o non ha valore (o qualcosa di molto simile) è sì qualcosa di anacronistico che anche basta.
11/04/2026 16:41:44 e modificato da petitamour il 11/04/2026 16:43:28
liminal ha scritto: Se, però, una persona a gestire una land, o a fare da Narratore e creare eventi non si diverte: non deve farlo. O meglio, io trovo estremamente divertente e gratificante fare una quest, portare avanti una trama, muovere dei png, e lo trovo appagante molto di più che giocare. E questo per me è un prerequisito per una gestione ed una narrazione che funzionano. Per questo, come detto sopra a chi aperto il Post, non credo sia una scelta vincente quella di dare poteri di Narrazione a chi gioca (anche se copre un ruolo di fiducia, come Capo Corp).
Mi riallaccio a questo per rispondere sommariamente alle domande fatte da @geko sul distacco tra staff narrante e il gioco.Come dice @Liminal, è fondamentale che il master si diverta a fare il master. Per il master, masterare è giocare: non è qualcosa di separato, è il suo gioco attivo. Lo scopo è fare worldbuilding, esprimere creatività e interagire con gli utenti.Anche per me l’ideale sarebbe il distacco totale. Lo trovo però poco fattibile, perché il ruolo dell’utente, per come sono strutturate le land, è spesso più divertente di quello del master e quindi, banalmente, “non ne vale la pena”. Anzi, spesso i limiti del ruolo portano a situazioni spiacevoli in cui il master finisce per poter gestire solo ciò che gli viene assegnato, senza la possibilità di agganciarsi davvero all’ambientazione e sviluppare idee proprie su come l'ha percepita.Nel mondo ideale che ho in testa, il master avrebbe una sua guida, un regolamento dedicato a parte oltre a quello del giocatore e strumenti pensati per la creatività: pannelli per gestire eventi, possibilità di inserire immagini o musica in chat durante le quest, e così via.L’idea è che creare un personaggio debba risultare meno interessante, per chi fa il master, rispetto al masterare. E per arrivarci, il ruolo deve essere impostato bene, come si imposta il ruolo di giocatore.
11/04/2026 16:51:52
Noi in primis abbiamo la gestione non giocante, quindi siamo avvicinabili solo per richieste, comunicazioni, gestione della land, togliendo l'ingombro del gestore giocante che si sa, tende a prevaricare che lo voglia o no senza contare gli stuoli di giocatore che chiedono role e di solito è solo per ingraziarsi il gestore.Noi abbiam scelto di lasciare il fato ai capicorp e capigilda, per un uso limitato.Muovere png interni, fare ambient, eventi con annesse stringhe e immagini, eventuali giocate interne della sola gilda. Il tutto NON a impatto ma solo ludico leggero di ambientazione o mini one shot di piccole trame per ravvivare gli interni al gruppo. Idem dare punti esperienza per chi gioca e rende viva la gilda, massimo una volta al giorno, un paio di punti giusto per premiarli un poco. Fine. Un uso limitato può essere di supporto e arricchire le role di ambientazione o dar quei piccoli spunti in giocata, limitato a quello può essere molto utile. Senza contare eventuali richieste di vidime, tiro dadi, esito e il capogruppo può fare un po' di ambient seguendo gli esiti definiti in vidima (esempio indagini, analisi, interrogatori ecc ecc), alleggerendo il fato.Ammetto che abbiam seri problemi a trovare potenziali capicorp capaci, quindi le corporazioni sono più blande su questo lato, attualmente ci sono solo un paio di capigruppo che usano il fato, uno per gli eventi leggeri della gilda, uno per la mala interrogare uno spacciatore che ha rubato roba, un negoziante che non paga il pizzo (collegato al racket automatico quindi sempre png) e solo in giocata coi membri di gilda, giusto per farli divertire a mettere un paio di scarpe di cemento e lanciare nel Mississippi. Ma il tutto sempre chiesto, via ticket, valutato e approvato in caso. Per noi il fato di gruppo (che sia corp o gilda) può essere uno strumento leggero di aiuto per rendere un po' la vita di gruppo più viva e dar corpo al gioco basico.Sulle carriere abbiamo sdoganato in accesso automatico le cariche base (esempio polizia si può scegliere in autonomia, recluta, agente, agente csi, agente swat) mentre definiamo noi e assegniamo noi le cariche degli ufficiali. Solo un esempio tutte le corporazioni quindi i gruppi istituzionali, sono settati con cariche base paritarie aperte e libera scelta senza dover per forza giocarsi da capo la gavetta, ma in caso partire dallo steep agente. Mentre se si vuole una carica di comando la si conquista con le promozioni. Questo dovrebbe agevolare un attimo la creazione del pg che non viene costretto a partire dal gradino più basso di new entry, ma già inserito di base nell'organico standard del gruppo, lo trovavamo più coerente.Per concludere fato e pg giocanti. Chi si cimenta come fato regala parte del suo tempo alla land e agli altri, non ce la sentiamo di impedirgli di giocare costringendolo a una vita ludica di abnegazione. Purtroppo capita chi è corretto e chi se ne approfitta, quando arrivano questi ultimi, appena notiamo le cose storte, interveniamo di pialla facendone un esempio di conseguenze per chi bara. Non me la sento proprio di condannare a priori, ne di dire a un player se fai il fato smetti di giocare, sarebbe una tirannia che non porterebbe a nulla, già c'è penuria di fati.
12/04/2026 15:44:04 e modificato da geko il 12/04/2026 16:09:58
Ricevuti questi feedback mi viene da dire che nel complessivo sono emerse 3 scuole di pensiero:1. Separazione totale staff / playerCioè, chi narra non deve essere parte giocante:Pro- Zero conflitti di interesse- Massima credibilità- Sistema stabile nel lungo periodoContro- Richiede persone motivate ma spesso sono rare- Non scala con poche risorse- Uccide parte del divertimento2. Flessibilità controllataCioè lo staff può giocare e masterare ma con delle limitazioni:Pro- Realistica- Sostenibile- Tiene in vita le landContro- Richiede maturità dello staff (non banale, perché non sempre ci sono persone mature)- I problemi emergono nel tempoQuesta secondo me è la soluzione più pragmatica3. Fato "leggero" ai capi gilda/corpUn specie di micro-fato per creare gioco interno:Pro- Aumenta il gioco spontaneo- Riduce carico staff- Migliora immersione localeContro- crea micro-feudi- incentiva gioco chiuso- rischio favoritismi silenziosi- degrada la percezione di equitàQuesta è la mia opinione, in sintesi, dopo aver analizzato le vostre descrizioni e incrociato le varie casistiche che mi avete presentato con le vostre esperienze di gestione e anche di giocatori, se non vi trovate in qualcosa siete liberi di correggermi a arricchire questo ragionamento.Quindi a questo punto a livello di sistema mi viene da pensarlo in questo modo:Abbandonare il concetto di Fato come è stato concepito ai suoi albori, sia per quanto riguarda i capi-gilda/corp sia per quanto riguarda la parte vera dello staff (master, narratori, admin, creatore etc.) e definirlo più come sistema di delega narrativa.Dove non è più confinato a un permesso generico, che può risultare poco tracciato e separato dagli strumenti per lo staff, ma diventa una funzionalità opzionale, limitata e configurabile.Io personalmente ho pensato a suddividerla in 3 livelli:Livello 1 - Delega locale- si possono aprire eventi narrativi- inviare messaggi "fato"- muovere elementi di scena predefiniti- usare PNG locali non persistenti- gestire scene senza impatto permanenteLivello 2 - Delega supervisionataOltre al Livello 1 possono anche:- usare alcuni esiti guidati- richiedere interventi strutturati- usare strumenti con audit completoMa non possono modificare:- exp- progressione- stati permanenti- economie- modifiche scheda- impatti cross-gilda/corp o world-levelLivello 3 - Delega completaRimane allo staff che può usufruire di tutti gli strumenti narrativi a disposizioneIn conclusione secondo me il punto non è tanto "dare o non dare il fato ai capi-gilda", ma come strutturare gli strumenti che permettono di generare gioco.Personalmente non trovo sbagliata l'idea di dare più autonomia ai gruppi, anzi: se fatta bene può alleggerire lo staff e rendere il gioco più vivo.Però capisco perfettamente anche tutte le criticità che avete citato (favoritismi, gioco chiuso, perdita di equilibrio), perché sono problemi reali e già visti tante volte.Quello che mi sto chiedendo, anche a livello progettuale, è se non abbia più senso cambiare proprio approccio:non più "chi può usare il fato", ma "quali strumenti possono essere delegati, con quali limiti e in quali contesti".Ad esempio, ha molto senso permettere a un gruppo di:- gestire scene interne- muovere elementi di contesto o PNG minori- creare eventi leggeri che arricchiscono il giocomentre diventa molto più delicato tutto ciò che ha un impatto reale su:- progressione- esiti importanti- conseguenze permanenti(In più sto anche ragionando su quello che di fatto sono i PNG in modo da differenziarli, ma questo è un tema che magari tratterò in un altro thread o più avanti.)In quel caso secondo me è lì che deve rimanere un controllo più forte, che sia sistemico o staff.Allo stesso modo, sul discorso staff giocante/non giocante, penso che il problema non sia tanto la presenza o meno del personaggio, ma quanto potere reale quella persona ha sugli esiti del gioco.Quindi più che una scelta "bianco o nero" (fato sì/fato no, staff gioca/staff non gioca), forse la via più interessante è lavorare su soluzioni intermedie, dove si aumenta la capacità dei gruppi di generare gioco ma si limita l'impatto di quello che possono decidere in autonomia.Sono curioso di sapere la vostra opinione in merito.Vi ringrazio a tutti per il vostro tempo e la vostra partecipazione.
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