Fato o non Fato ... questo è il dilemma.
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17/04/2026 11:46:40
Fato mi fa schifo, quindi utilizzerò Master o Narratore.
Il problema, secondo me, è che si continua a usare la parola Master per descrivere funzioni che col Master non hanno più quasi nulla a che vedere.
Perché chiariamoci: se uno non reagisce davvero a quello che i player fanno, non sta facendo il Master. Sta gestendo un contenuto per i fatti suoi.
Se uno prepara la "quest" dall'inizio alla fine e poi si limita a farla scorrere come un binario, non sta narrando. Sta eseguendo una sceneggiatura precompilata; bellissima eh, ma imbustata a dovere.
Se uno organizza quest autopilotate dove i partecipanti entrano, postano, annuiscono, prendono atto e tornano a casa, quella non è interazione. E' una cutscene collettiva travestita da gioco.
Se uno mette dentro venti persone contemporaneamente e nessuno ha il tempo, lo spazio o il peso per cambiare davvero qualcosa, quella non è una quest. E' un evento-vetrina. Una sfilata. Una presenza numerica: "Gioco", nel senso serio del termine, pochissimo.
E allora forse il punto non è chiedersi se "serve il Master".
Forse il punto è avere il coraggio di dire che in molte land il Master, semplicemente, non esiste più.
Esiste un apparato che muove PNG, manda stringhe, apre eventi e tiene in piedi un minimo di atmosfera.
Tutte cose legittime, anche utili. Ma non sono la stessa cosa del Master.
Il problema è che si continua a chiamarle col nome vecchio per dargli un "prestigio", onere e peso che non hanno più.
Perché “Master” suona bene. Fa pensare a una figura che entra in chat, legge il tavolo, capisce dove sta andando il gioco, rilancia, devia, sporca le mani nella scena, si fa sorprendere dai player e restituisce peso alle loro azioni. Ti fa sentire e vivere una Storia.
Ma quindi, in soldoni, che cos'è un Master?
Per me il Master non è uno che "fa partire le quest", non è uno che scrive in rosso, non è uno che riempie la chat di PNG e non è uno che somministra scene preconfezionate. Il Master, se vogliamo ancora usare questa parola con un minimo di serietà, è una figura reattiva: uno che prende quello che i player fanno, lo legge, lo restituisce al gioco sotto forma di improvvisazioni, conseguenze, ostacoli, rilanci, deviazioni, aperture. Non è solo uno sceneggiatore che pretende di essere seguito; è uno che mette pressione al gioco senza sostituirsi al gioco. Se i player possono solo assistere, allora non c'è un Master. C'è qualcuno che conduce. Che è una cosa diversa.
Poi nella pratica del play by chat attuale (wattpad 2.0) ti trovi:
- quest già scritte;
- esiti già impliciti;
- player che assistono;
- masse di gente buttate dentro a fare arredamento;
- nessuna improvvisazione vera;
- nessun rischio vero;
- nessun antagonista vero;
- nessuna incidenza vera;
- nessuna Storia vera.
... io direi anche basta raccontarsela.
Quello non è Master.
Quello è somministrazione di contenuto: ecco perché chat gpt funziona anche meglio, è instancabile ed è equo al 100% (se lo progetti bene).
Che poi sia il massimo che certe land riescono a fare, va bene. Che sia più sostenibile, pure. Che con l'utenza attuale sia più facile gestire roba prefabbricata che gioco vivo, verissimo.
Ma almeno chiamiamolo col suo nome.
Anche perché il play by chat attuale, in larga parte, non soffre per mancanza di scrittura. Soffre del problema opposto: è pieno di scrittura, ma vuoto contenuti e conseguenze. Pieno di scene, ma povero di Storia. Pieno di personaggi, ma quasi sempre fermi, immobili, non in evoluzione. Un sacco di gente scrive, pochissima roba si muove davvero.
In questo contesto il Master "moderno", se non è reattivo, non salva a nulla.
Peggiora soltanto il problema, perché aggiunge un altro strato di finta-narrazione sopra un sistema che spesso è già più vicino alla serialità relazionale (sleepover e swinging compulsivi) che al gioco con impatto reale.
Quindi no, per me non ha senso continuare a parlare di Master in modo generico.
Ha senso distinguere.
Se una figura:
- coordina eventi
- manda ambient / momenti pubblici
- muove PNG di supporto
- tiene in ordine la land
allora non è Master in senso pieno. E' aiuto-regia. E' animazione. E' facilitazione. E' supporto narrativo.
Ed è già anche troppo, senza bisogno di gonfiare il ruolo con etichette (passatemi il termine...) più nobili, perché non ne ha.
Perché alla fine la domanda vera è una sola: questa figura produce gioco, oppure produce solo contenuto sterile?
Se produce gioco, allora parliamone (dimostratemi come in termini di longevità e narrativa).
Se produce solo contenuto, basta dirlo e smettere di vendere per narrazione quello che è, molto più banalmente, un sistema di erogazione semi-automatica.
E forse, da lì, si riparte in modo un po' più onesto senza raccontarcela.
Fino ad allora per me state parlando di Animatore / Helper.
Il Master (Fato, Narratore...) è un'altra cosa.
17/04/2026 12:48:05 e modificato da geko il 17/04/2026 12:59:16
pauraditutto ha scritto: Fato mi fa schifo, quindi utilizzerò Master o Narratore.
Ti specifico subito che per me Fato non è la persona ma lo strumento utilizzato per narrare gli eventi, quindi quando dico: "dare il Fato ai Capi-Corp./Gilda" indico la possibilità di inviare un'azione narrativa (banalmente come hai detto tu) scritta in rosso.
Il problema, secondo me, è che si continua a usare la parola Master per descrivere funzioni che col Master non hanno più quasi nulla a che vedere.
Perché chiariamoci: se uno non reagisce davvero a quello che i player fanno, non sta facendo il Master. Sta gestendo un contenuto per i fatti suoi.
Se uno prepara la "quest" dall'inizio alla fine e poi si limita a farla scorrere come un binario, non sta narrando. Sta eseguendo una sceneggiatura precompilata; bellissima eh, ma imbustata a dovere.
Il discorso qui cambia profondamente, a me interessa fortemente la parte funzionale, applicativa e la possibilità oggettiva di dare degli strumenti in mano ai Master di orchestrare una narrazione in modo definito ma non deterministico.
Il fatto che esponi tu è un problema organizzativo e di forma mentis più che di strumenti.
Uno strumento se utilizzato bene può produrre ottimi risultati, se utilizzato male può produrre il copione prefabbricato che parte da un punto e obbligatoriamente assume un finale.
Io da Master di D&D cartaceo ti dico che quando preparo le quest gli do uno scopo, idealizzo un finale ma non lo fisso, nel corso della quest mi preparo più diramazioni in base alle scelte dei giocatori.
Se non ho previsto una scelta allora improvviso oppure blocco la sessione e riorganizzo la quest per riprenderla nella sessione successiva.
Quindi il problema non è avere una struttura con degli strumenti, ma come viene utilizzata.
Perché “Master” suona bene. Fa pensare a una figura che entra in chat, legge il tavolo, capisce dove sta andando il gioco, rilancia, devia, sporca le mani nella scena, si fa sorprendere dai player e restituisce peso alle loro azioni. Ti fa sentire e vivere una Storia.
Non aggiungo altro: il concetto è esattamente quello.
Se una figura:
- coordina eventi
- manda ambient / momenti pubblici
- muove PNG di supporto
- tiene in ordine la land
Questo è esattamente lo strumento che vorrei definire meglio, in parte è stato definito, in parte funzione e comunica.
Il punto critico, però, resta sempre lo stesso:
se viene usato male, si torna al problema organizzativo.
A quel punto la quest più che narrazione diventa un'orchestrazione di contenuto per attrarre visualizzatori e i partecipanti sono sempre i soliti giocatori veterani che intrattengono un pubblico non giocante che legge una bella storia ma non la vive e non la sente vivere.
In conclusione il dubbio che ho sollevato inizialmente con le mie domande su dare o non dare il Fato a giocatori scelti (Capi-Corp./Gilda) è anche un modo per definire all'interno della struttura gerarchica di un applicativo e a livello narrativo quelli che sono i creatori di contenuti statici da quelli che sono i creatori di narrative in evoluzione.
Spiego cosa sono per me queste due definizioni:
- creatori di contenuti statici: coloro che hanno una delega narrativa a basso impatto, organizzano un'evento che può animare uno specifico gruppo di persone, possono assistere le figure narrative vere per aiutarli nel dare una continuità alla narrazione, ma che non possono dare esisti e non possono usare strumenti per assegnare meccanicamente delle entità (oggetti, exp, hp etc.)
- creatori di narrative in evoluzione: sono di fatto quelli che hai descritto tu, dei Master nel vero senso della parola, hanno una delega narrativa ad alto impatto: organizzano quests, seguono la narrazione e sviluppano le scelte dei giocatori dando anche direzioni differenti da quelle che potenzialmente erano previste e assegnano delle entità (oggetti, exp, hp etc.)
*Nessun agente AI (ChatGPT / Claude o altri) è stato maltrattato per dare questa risposta: AI Freedom*
18/04/2026 10:03:56 e modificato da starbuck il 18/04/2026 10:05:50
geko ha scritto:
Mi chiedevo quindi:
1. Secondo voi avrebbe senso reintrodurre la possibilità per i capi gilda di utilizzare il fato?
2. In caso affermativo, in che misura e con quali limiti?
3. Dareste loro anche altri permessi "di gioco"? (ad esempio: assegnare exp, modificare parametri come vita, gestire oggetti, ecc.)
4. Quali potrebbero essere i rischi o gli abusi da tenere in considerazione?
5. Se adottaste questa impostazione, come gestireste la separazione tra staff e gioco?
6. Preferireste un blocco tecnico (ad esempio accesso limitato ai soli strumenti di narrazione) oppure un regolamento esplicito basato sulla fiducia?
7. Ritenete che esistano soluzioni intermedie efficaci tra queste due opzioni?
8. Nel caso in cui un giocatore entri a far parte dello staff, come gestireste il suo personaggio?
9. Lo ritirereste dalla scena, lo rendereste un PNG, oppure prevedereste una chiusura narrativa (e in che forma)?
Cerco di rispondere per punti:
1 e 2) ai capi corporazione "serve" la possibilità di avere dei comandi master, anche solo per ambient, per gestire la propria corp in autonomia (promozioni, retrocessioni, anche cose "tecniche" che però snellirebbero il lavoro di gestori e admin), perchè con un capo corp attivo e partecipe, ne beneficia la corporazione stessa e la land.
3) se un capo corp è diventato tale, si presuppone che abbia già la fiducia della gestione: l'unico limite che gli metterei sarebbe quello di non fatare scontri tra la sua corp e una rivale (per ovvi motivi). Ma se, supponiamo, deve fare un addetsramento, e durante l'addestramento un pg viene ferito, o durante l'addestramento un pg si comporta particolarmente bene, dovrebbe essere in grado di premiarlo direttamente.
4) rischi o abusi...beh, se ho il sospetto che una persona possa "abusare" dello strumento messo a disposizone, non lo avrei fatto capo corp in prima battuta. Se invece, col tempo, dovesse uscire dai binari, sono assolutamente certa che la cosa verrebbe notata in primis dagli altri giocatori, inizierebbero ad arrivare segnalazioni e di conseguenza a quel punto analizzerei i log e potrei decidere di revocare il master a quel determinato giocatore.
5) secondo me uno staff giocante non da problemi. Conosco casi in cui la gestione ha costruito per sè dei personaggi che sono quasi dei PNG, nel senso che sono mossi solo in determinate circostanze di trama. E di solito, quasi sempre, hanno un doppio (onestamente dichiarato) con cui invece giocano la vita di tutti i giorni. Sta alla serietà del gestore astenersi dal partecipare alle quest, se ne conosce la trama, o eventualmente giocarle lasciando spazio ad altri, assumendo uun ruolo di secondo piano. stessa cosa potrebbe valere per il capo corp (anche se di solito se si mastera non si gioca, personalmente non mi piace "autofatarmi")
Non vedo onestamente motivo per cui un player, cresciuto nel tempo, arrivando a diventare capo corp, debba essere solo un master senza più poter giocare il proprio PG, che magari gioca da un sacco, solo perchè "è bravo". Se entri nella staff è perchè la gestione ti ha giudicato meritevole, ti sta dando fiducia. Darti fiducia "con dei paletti" lo trovo inutile. Poi chiaro, la fregatura si può sempre trovare, anche più di una, però mettere limitazioni secondo me non invioglia l'utenza a prendersi responsabilità e ad aiutare.Se per diventare staffer devo sacrificare il mio gioco personale, mi diventa un lavoro e non un divertimento.
18/04/2026 12:01:54 e modificato da liminal il 18/04/2026 12:02:17
starbuck ha scritto: Non vedo onestamente motivo per cui un player, cresciuto nel tempo, arrivando a diventare capo corp, debba essere solo un master senza più poter giocare il proprio PG, che magari gioca da un sacco, solo perchè "è bravo". Se entri nella staff è perchè la gestione ti ha giudicato meritevole, ti sta dando fiducia. Darti fiducia "con dei paletti" lo trovo inutile. Poi chiaro, la fregatura si può sempre trovare, anche più di una, però mettere limitazioni secondo me non invioglia l'utenza a prendersi responsabilità e ad aiutare.Se per diventare staffer devo sacrificare il mio gioco personale, mi diventa un lavoro e non un divertimento.
Perché dove l'ho visto apllicare (a parte un singolo episodio) non ha funzionato. Di land ne ho girate tante (non tutte, per carità quindi sono certo che saprai citarmi land dove per te ha funzionato). Ma dalla prospettiva che ho avuto non funziona. E se la mia percentuale è 1% e la tua è molto, molto più alta, abbiamo evidentemente dei presupposti diversi su cosa significa: funzionare.
pauraditutto ha scritto: Fato mi fa schifo, quindi utilizzerò Master o Narratore.
Il problema, secondo me, è che si continua a usare la parola Master per descrivere funzioni che col Master non hanno più quasi nulla a che vedere.
Perché chiariamoci: se uno non reagisce davvero a quello che i player fanno, non sta facendo il Master. Sta gestendo un contenuto per i fatti suoi.
Se uno prepara la "quest" dall'inizio alla fine e poi si limita a farla scorrere come un binario, non sta narrando. Sta eseguendo una sceneggiatura precompilata; bellissima eh, ma imbustata a dovere.
Se uno organizza quest autopilotate dove i partecipanti entrano, postano, annuiscono, prendono atto e tornano a casa, quella non è interazione. E' una cutscene collettiva travestita da gioco.
Se uno mette dentro venti persone contemporaneamente e nessuno ha il tempo, lo spazio o il peso per cambiare davvero qualcosa, quella non è una quest. E' un evento-vetrina. Una sfilata. Una presenza numerica: "Gioco", nel senso serio del termine, pochissimo.
[...]
Poi nella pratica del play by chat attuale (wattpad 2.0) ti trovi:
- quest già scritte;
- esiti già impliciti;
- player che assistono;
- masse di gente buttate dentro a fare arredamento;
- nessuna improvvisazione vera;
- nessun rischio vero;
- nessun antagonista vero;
- nessuna incidenza vera;
- nessuna Storia vera.
Ed è il motivo, per cui torno a dire che serve una sorta di preparazione e pianificazione per fare il Master. Sapere cosa si fa, sapere cosa si vuole mettere in tavola come storia e Saper Adattare quello che "il mondo deve far succedere" con quello che i pg fanno, e qui si entra nell'improvvisazione.
Detta meglio, il ruolo del Master è quello di muovere un mondo in cui i pg si muovono e che reagisca attivamente a cosa i pg fanno.
Mi riaggiungo alle domande iniziali modificate da geko, spendendo i miei due centesimi
5. Se adottaste questa impostazione, come gestireste la separazione tra staff e gioco?
Netta. Se si è staff narrante (non moderatori ad esempio, ma chi attivamente porta avanti le macro trame) non si possiede un PG
6. Preferireste un blocco tecnico (ad esempio accesso limitato ai soli strumenti di narrazione) oppure un regolamento esplicito basato sulla fiducia?
Non ho capito la domanda onestamente. Di base gli account master dovrebbero avere delle funzionalità che i giocatori non hanno e viceversa.
7. Ritenete che esistano soluzioni intermedie efficaci tra queste due opzioni?
Non credo, o per mia inesperienza non ne ho trovate.
8. Nel caso in cui un giocatore entri a far parte dello staff, come gestireste il suo personaggio?
Di comune accordo con il giocatore che lo muoveva. Tipicamente un'uscita di scena magari soft.
18/04/2026 12:16:34 e modificato da starbuck il 18/04/2026 12:19:20
liminal ha scritto: Perché dove l'ho visto apllicare (a parte un singolo episodio) non ha funzionato. Di land ne ho girate tante (non tutte, per carità quindi sono certo che saprai citarmi land dove per te ha funzionato). [b]Ma dalla prospettiva che ho avuto non funziona. E se la mia percentuale è 1% e la tua è molto, molto più alta, abbiamo evidentemente dei presupposti diversi su cosa significa: funzionare.[/b]
Ma per me funzionare significa che la gente si diverte e che non ci sono problemi.
Non è mia intenzione sciorinare un curricula, ma gioco ai pbc da oltre 20 anni. Casistiche ne ho viste di ogni, e come ogni santra volta, il problema NON sta nei "poteri" di master messi in mano a un player, il problema sta nella MATURITA' del player stesso.
Motivo per cui, prima di affidare ruoli, quando in passato ho gestito land, ho sempre preferito aspettare. Perchè se una cosa te la conquisti ongame, ci pensi due volte prima di perderla. Ho visto questo sistema funzionare, ma non dubito delle tue esperienze perchè neho viste di land fallire per colpa di capi corp arroganti supponenti e desiderosi solo dei benfici del mastering senza assumersene anche gli oneri. Ma li, come ho detto, è la PERSONA. E si, si va a culo. Fidandosi e prendendola anche tante volte in quel posto. L'unica cosa che si può fare come gestori, è AVERE LE PALLE e togliere il mastering/capo corp alla persona che non usa gli strtumenti con saggezza, ma facebdone tornaconto personale
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