Ha ancora senso costruire qualcosa a lungo termine in un PbC?
21/05/2026 20:48:46
Il problema è che molte land, oggi, non superano nemmeno il primo punto.
Anche a superarlo e ad avere anche altri di questi punti, ti assicuro che non è abbastanza.
21/05/2026 22:27:21
petitamour ha scritto:
[...]Beh, ma io non ho mai detto che valorizzare il proprio giocato significhi pensare solo a sé stessi. Anzi, per me è esattamente il contrario. Proprio perché ci si impegna a creare gioco insieme agli altri, e sono gli utenti stessi, interagendo tra loro, a costruire davvero la community, il valore del proprio giocato diventa ancora più importante.
Il punto è che poi ci si ritrova a pensare: “Ho costruito tutto questo, ci ho investito tempo e presenza, e ora mi viene tolto da sotto i piedi, oppure viene premiato il gioco di qualcun altro anche se non è coerente con quanto promesso dal manuale”.
In generale, la collaborazione tra utenti è sicuramente una delle prime cose che si nota in una community, ma secondo me non basta dire “se siamo uniti, allora funziona tutto”. È un ragionamento un po’ ingenuo. Perché un PbC funzioni davvero servono più cose insieme:
- una gestione sana;
- un’utenza attiva e propositiva;
- un manuale leggibile, seguito e giocato da tutti allo stesso livello;
- accesso equo a tool, eventi e trame;
- a mio parere, una gestione che gestisca e non giochi, oppure che, se gioca, lo faccia con estrema correttezza verso gli utenti;
- una premessa più semplice, un progetto pulito e pensato per giocatori reali, non giocatori IDEALI.
Il problema è che molte land, oggi, non superano nemmeno il primo punto.
Perdonami, ma secondo tra il tuo messaggio precedente e questo ci sono cose che fanno a cazzotti come manco tra Quartz e Ghennadi a tempi d'oro 🪨👵🏻
Nel primo messaggio, il concetto centrale era:
La cosa più preziosa per un utente è il suo giocato.
Da lì derivava una filosofia piuttosto individualista del PbC:
• Proteggere il proprio investimento emotivo 🛡️
• Evitare frustrazioni ⚠️
• Non affezionarsi troppo alle land 🏃
• Entrare, giocare finché conviene, poi andarsene 🔄
• Non cercare di cambiare la community ❌👥
Il focus era molto sul rapporto utente ↔ proprio giocato.
Questo secondo messaggio invece me pare nà retcon... Il discorso cambia parecchio:
• costruzione collettiva 🤝
• community 👥
• collaborazione 🎭
• equità ⚖️
• ecosistema sano 🌱
• responsabilità della gestione 🧩
Qui il focus diventa utente ↔ sistema condiviso.
Anche emotivamente i due messaggi trasmettono approcci molto diversi.
Nel primo:
Non investite troppo nelle land, godetevele finché durano.
Nel secondo:
È doloroso perdere ciò che si è costruito insieme agli altri.
Insomma, il primo comunica distacco pragmatico, il secondo comunica coinvolgimento comunitario.
Quello che voglio dire è che non sono per forza atteggiamenti incompatibili, ma sono due visioni molto diverse del PbC. Per questo il secondo messaggio mi sembra se non una rettifica del primo messaggio quantomeno un tentativo di riequilibrarlo.
Personalmente trovo molto più sano il secondo approccio 🤝🎲.
Il gioco di ruolo funziona quando il focus è sulla costruzione condivisa, non sulla "tutela del proprio giocato" come se fosse una proprietà individuale 🏰👤.
Ed è proprio qui che secondo me nasce la contraddizione: non vedo come possano convivere davvero individualismo e costruzione collettiva ⚖️❌.
Un atteggiamento basato sul "entro, faccio le mie cose e poi passo oltre" difficilmente può andare d'accordo con l'idea di creare qualcosa insieme nel lungo periodo (per fortuna ci sono ancora gestori che allontano i giocatori del genere, e per me fanno benissimo).
Per questo leggere contemporaneamente entrambe le posizioni mi lascia una sensazione di forte ambiguità 🤷♂️
22/05/2026 10:34:03
baboomba ha scritto:
Perdonami, ma secondo tra il tuo messaggio precedente e questo ci sono cose che fanno a cazzotti come manco tra Quartz e Ghennadi a tempi d'oro 🪨👵🏻
Considerando che il giocato di ogni singolo utente, per forza di cose e anche matematicamente, finisce per riguardare anche quello degli altri, visto che nei Play by Chat si interagisce tra utenti, non capisco in che modo questo possa cozzare con il mio messaggio precedente.
Il proprio giocato non significa “il proprio pg” preso da solo. Significa il mondo che quel pg ha contribuito a creare insieme agli altri. Se vai a toccare il gioco dei tuoi utenti in modo malsano, con una gestione invadente, con poca trasparenza o con dinamiche poco corrette, allora quel gioco è destinato a crollare.
Non c’è nulla di individualista in un Play by Chat. Di base, si gioca con gli altri: è letteralmente l’unico modo in cui funziona un PbC, a parte quelle pochissime piattaforme che permettono di giocare da soli in chat.
Le cose che hai elencato subito dopo, comunque, non riguardano utenti individualisti, ma gestioni che non riescono a fornire un ambiente capace di valorizzare il gioco e il giocato dei propri utenti. Appunto.
Ed è proprio questo che porta al riciclo continuo di personaggi e utenti: persone che restano poco, non si affezionano davvero al progetto e quindi non arrivano mai a investire nella community.
Insomma, per me il meccanismo è abbastanza semplice:
Gestione valorizza il gioco e il giocato dei suoi utenti tramite gli strumenti già elencati -> gli utenti creano la community attraverso il loro gioco -> l’ambientazione viene effettivamente giocata -> le persone restano e costruiscono
Se invece accade il contrario:
Gestione non valorizza il gioco e il giocato dei suoi utenti -> gli utenti non riescono a creare una vera community perché il gioco è fine a sé stesso -> l’ambientazione non viene giocata -> non si investe davvero nel progetto e si finisce per creare pg solo per sfogare la fantasia.
Ripeto: secondo me la tua lista non è nemmeno sbagliata. Il punto è che è l’ordine a non tornarmi. Per arrivare al tuo primo punto, cioè la “costruzione collettiva”, servono prima tutti quei passaggi che rendono l’ambiente adatto a farla nascere.
thelandshark ha scritto:
Anche a superarlo e ad avere anche altri di questi punti, ti assicuro che non è abbastanza.
La land perfetta non esiste, ovviamente. Però la mia esperienza recente, sia con una land estremamente terribile sia con realtà che invece si impegnano davvero a fornire un ambiente sano e strumenti adeguati, mi ha dimostrato che giocare e divertirsi è ancora possibile.
Una gestione sana, insieme agli strumenti giusti, non elimina ogni problema, perché i difetti ci saranno sempre, ma può almeno riconoscerli, affrontarli e correggerli quando si presentano. Invece di incolpare costantemente il resto del mondo, si autocritica e si evolve.
22/05/2026 12:47:14 e modificato da blue_clementine il 22/05/2026 12:54:29
Trovo ci sia una fallacia nella domanda stessa.
Entrare in una land con l’idea di costruire qualcosa “a lungo termine” presuppone già l’idea di mettere radici finché morte non ci separi dal PG, senza considerare una serie di fattori che esulano da una gestione malvagia. Non credo sia realistico. Se non altro perché le land duravano “un sacco” anche quando avevamo “un sacco” di tempo libero. Non si può certo dire che l’ambiente si sia rigenerato di nuove leve: siamo sempre “noi”, ma abbiamo quarant’anni e non vogliamo mollare un mondo che ci ha dato tantissimo e può ancora farlo, nonostante la vita sia cambiata… e questo mondo, pure.
Le land sono e restano prodotti amatoriali che qualcuno mette su per hobby e per passione, propria e di chi quella land la gioca. Non vengono tirate su per mestiere, benché con un mestiere condividano più di un elemento, come ogni hobby: una certa costanza, competenze più o meno tecniche, studio, l’impegno a fare il meglio possibile con le risorse a disposizione, e così via. Una land potrebbe chiudere da mattino a sera per il solo fatto che chi la gestisce vive un momento IRL tale da rendere quell’impegno incompatibile con la vita reale. Una gestione, per me, “deve” ai giocatori rispetto per il loro tempo e l’impegno a rendere la loro esperienza la migliore possibile per il tempo che dura, ma non deve sacrificio né abnegazione totali, e men che meno orari da fabbrica o da call center. Elementi che non dovrebbero essere considerati “dovuti” neanche quando c’è uno stipendio nel mezzo, e quindi si parla di lavoro.
Quindi no, per me non funziona entrare in una land con lo scopo primario di costruire qualcosa sul “lungo termine”. Nei giochi da tavolo ci sono campagne che un GM progetta sperando durino mesi, e poi non succede. Il gruppo si sfalda, accade qualcosa, magari l’avventura stessa non funziona e la si cambia. Nel mezzo c’è l’aver condiviso qualcosa di divertente per il tempo che è durato. Da qui, ha senso entrare in una land e giocare vivendosi l’esperienza passo dopo passo. Perché giocare è bello, punto.
Tuttavia, prima ancora di qualsiasi proposta accessoria lato pbc tra simil “talent scout” (mi ha fatto sorridere, non lo dico con acredine!) o altro, per me nel pbc sono venute a mancare una serie di basi e visioni che negli anni si sono perse tanto nei giocatori quanto nei gestori, che considero sempre e comunque anche giocatori nel senso più puro del termine. Non esaustive, ma hanno contribuito a creare lo stato di cose attuale.
1. I giocatori non sono tutti cretini analfabeti funzionali, scorretti e furbastri. Se ci si riflette, la percentuale di giocatori davvero “tossici” (stalking, cyberbullismo vero, attacchi “hacker”, adescamenti a sfondo sessuale e così via) è nettamente inferiore rispetto al resto, compresi quelli che hanno solo bisogno di un supporto maggiore per integrarsi. Dare un briciolo di fiducia e libertà in più al giocatore, per quanto difficile, credo stia diventando necessario quanto non abusarne, quando date. Abbiamo tutti vissuto esperienze orribili nei pbc, ma costruirci sopra l’intera esperienza futura, propria e altrui, ritengo sia poco costruttivo e genera mostri. Tra questi, la demonizzazione dell’errore anche quando in buona fede. Lo stesso vale lato giocatore verso i gestori: se una gestione è stata un incubo (a propria personale percezione), non significa che lo sarà la prossima. Ancora, se un gestore sbaglia, ne ha diritto quanto il giocatore. A volte, una pausa per far scivolare via una brutta esperienza è tutto ciò che ci serve! E per ogni land che “distruggiamo” in gogna pubblica non c’è solo una gestione che non ci è piaciuta a pagarne le conseguenze, ma una community di altri giocatori che vogliono, solo, giocare. Si è persa, in soldoni, la capacità di discernere le cose davvero gravi e davvero molto dannose, quando non pericolose, dal resto.
2. Ho visto tantissime land nascere dalla nube del rage quit di giocatori che hanno sbattuto la porta altrove, per poi creare il loro mondo. Lecito, ma i pbc, prima di essere pbc, sono un tipo di gioco di ruolo tra gli altri, e non possono nascere solo dalle ceneri di altri pbc più o meno fallimentari come unico bagaglio da usare per costruire nuove fondamenta, o quasi. Prima di aprire, è necessario capire o ricordarsi cos’è un gioco di ruolo, magari anche scoprirlo se non si è mai avuta altra esperienza diversa da un pbc. Esistono centinaia di manuali con interi capitoli dedicati alla creazione di mondi condivisi, alla gestione delle trame, al ruolo del GM, ai sistemi di gioco e a cosa rende un’esperienza soddisfacente per i giocatori e cosa no. Sì, è una palla pensare di mettersi lì a studiare per giocare e basta o far giocare la gente, e ci vuole tempo. Sì, tra TTRPG e pbc ci sono differenze importanti e sta da capire come adattare cosa e perché, dove e a quale scopo. No, non è obbligatorio, ma se poi i giocatori lamentano meccaniche improbabili, scelte di staffer discutibili fatte su persone non così in grado di gestire una community oltre al gioco o trame in cui non si può fare altro che subire la storia del master di turno (che non viene quasi mai formato con una documentazione dedicata!), magari hanno ragione. Di contro, come giocatori, se in ogni land mi succede sempre di trovarmi escluso da tutto o vivo le stesse esperienze negative con dinamiche simili, forse è perché non mi ricordo com’è che si fa a giocare insieme.
3. Una land è un gioco e quando un gioco succhia pensieri, tempo ed energie emotive oltre il margine che scegliamo o possiamo dedicarvi, qualcosa non va. Si entra, si gioca, si esce e si pensa ad altro. Integrare nelle documentazioni sistemi di sicurezza adattati a un’esperienza online, che come tale porta con sé pericoli e lati oscuri indipendenti dalla qualità della land, mi sembra, nel 2026, quasi un minimo sindacale. Oggi siamo bombardati di schifo nello schifo online anche fuori dai pbc e in modi maggiori e diversi rispetto a ieri. Senza considerare che il mondo attorno a noi è pura distopia. Questo andrebbe tenuto di conto, sempre. Ragionare e pensare i pbc e le esperienze di gioco comunitarie e condivise come se non fosse cambiato nulla fuori dai pbc (e quindi dentro di noi) è per me impensabile.
4. Così come una land non esiste senza i suoi giocatori, allo stesso modo il personaggio che iscriviamo “non esiste” senza gli altri, noi “non esistiamo” senza gli altri giocatori (compresi gli staffer che, lo ripeto, sono giocatori!). I giochi di ruolo sono giochi condivisi, si “vince” insieme, si “perde” insieme e si “vince” anche e soprattutto quando si “perde” insieme, perché anche quando un singolo ottiene un grande successo o subisce una grande sconfitta è concretamente impossibile l’abbia fatto da solo. Attorno c’è il suo gruppo di gioco, più o meno nutrito, ci sono gli altri giocatori, uno staff e c’è un mondo creato, appunto, per essere condiviso, modificato, cambiato. Un mondo che si evolve e cresce, rispondendo al gioco, come cosa viva (quale è) e in modi che il singolo giocatore non può in nessun modo prevedere né conoscere (a meno di un tool che gli permetta di leggere tutte le role in tutte le chat e tutte le conversazioni in tutti i MP, che incubo, aiuto). Giochiamo ai pbc (e li gestiamo) nelle nostre stanze, soli davanti a uno schermo, ma non siamo davvero soli. Per me, questa consapevolezza e corollari dovrebbero essere il primo mattone di qualsiasi neo-gestione e di qualsiasi giocatore, la bussola, il Nord.
5. Sfido chiunque a giurare e spergiurare che la tendenza generale, prima di iscriversi da qualche parte, sia il giocatore che sta lì a leggersi davvero documentazione, regolamento e tutto, prendendosi il giusto tempo per farlo. L’abitudine è leggere due o tre cosine al volo, farsi un’idea (parziale e soggettiva) della land che “massì, tanto so tutte uguali” (spoiler: no), iscriversi immergendosi prima nel proprio PG e poi, come contorno, nell’ambientazione e via, si gioca. In fin dei conti, se posso avere “una pelle perfetta e addominali scolpiti in soli otto giorni”, vuoi mai io non riesca ad avere una qualsiasi esperienza soddisfacente in un tempo piccolo? Eppure, questo è il modo migliore per scoprire, dopo qualche tempo, che quella land non fa per noi. Non ne siamo il target, non lo siamo mai stati, oppure viene gestita in un modo che di partenza non è adatto a quello che cerchiamo. Peccato che ormai abbiamo giocato, ci siamo affezionati al PG (e alla sua ship…), a qualche altro giocatore e scatta la frustrazione di cose che “non ci piacciono”, ma sono sempre state lì e non è detto siano per forza scorrette. Se solo avessimo letto bene il manuale di gioco prima di “sederci al tavolo”, probabilmente quella sedia l’avremmo lasciata vuota, anche se l’ambientazione ci piaceva un sacco. Di contro, per esempio, ho visto gestioni mettere una fretta assurda ai neo iscritti per completare la scheda, il background, tutto, manco vivessero con l’ansia di avere davanti una spia del KGB: pena, la cancellazione dell’account. Oh, calmi tutti.
6. Se voglio un’esperienza in cui ho il pieno e totale controllo di quanto succede al mondo, ai personaggi, alle situazioni, allora scrivo un romanzo. Non gioco di ruolo, non ne apro uno, non mastero. Scrivo un romanzo e anche lì, se sto facendo tutto giusto, mi accorgerò che non mi basta avere una "grande idea" a cui sono molto affezionato.
Infine, ma non lo metto nei punti, trovo sia lecito anche entrare in una land per farsi i fatti propri, coltivare il proprio orticello, contribuire marginalmente al tutto e viversela nel “chill” più totale, magari tappandosi il naso perché quella data land non è nelle mie corde e lo so dall’inizio. Meno lecito è iscriversi con questa idea, ma anche con quella di pretendere che la land si adatti a questa modalità. Se entro per fare il mio e levarmi di torno, allora faccio il mio e mi levo di torno. Quando mi stanco o quando è troppo, ringrazio per il pesce, accosto la porta senza sbatterla e vado.
Che il compagno Pingu sia con voi.
22/05/2026 16:32:47
Rimossa tutta l'inutile deriva. Potete continuare in privato così da lasciare il thread all'argomento a cui è dedicato. Grazie
22/05/2026 20:37:06
Faccio un'intervento breve e conciso senza esporvi troppi ragionamenti complessi e forvianti.
Ma di fronte ai numeri mi viene da dire:
- 2.000 censiti
- 300 tra aperti (stabili, beta e alpha) e qualche "attualmente chiuso"
- 1.700 chiusi
Di fatto a parte PbC storici che ci sono da 15/20 anni, per il resto non è mai stato investito e costruito a lungo termine o con la prospettiva di fare qualcosa di più per il settore.
22/05/2026 21:05:10 e modificato da soizora il 22/05/2026 21:05:35
Estremamente vero, geko. Ma d'altronde chi dovrebbe avere l'interrogazione a fare qualcosa di piu per il settore? Non è una domanda provocatoria, semplicemente non vedo un motivo per un hobby così di nicchi e che ha vissuto di antichi fasti e falsi miti, un motivo per qualcuno di investire realmente in un progetto che andasse oltre il suo personale divertimento del momento.
22/05/2026 21:16:29
geko ha scritto: Faccio un'intervento breve e conciso senza esporvi troppi ragionamenti complessi e forvianti.
Ma di fronte ai numeri mi viene da dire:
- 2.000 censiti
- 300 tra aperti (stabili, beta e alpha) e qualche "attualmente chiuso"
- 1.700 chiusi
Di fatto a parte PbC storici che ci sono da 15/20 anni, per il resto non è mai stato investito e costruito a lungo termine o con la prospettiva di fare qualcosa di più per il settore.
Mi sembra che si stia mischiano un po' le pere con le mele, prendendo dati dei pbc aperti e collegandoli alla costruzione di qualcosa a lungo temine o la prospettiva di fare qualcosa di più per il settore.
Perché non necessariamente un pbc deve essere a lungo termine. Ci sono progetti che hanno / hanno avuto un senso per un determinato lasso di tempo e la cui chiusura non coincide con un fallimento ma con il naturale e giusto esaurirsi del gioco stesso, e altri in piedi da anni che sono del tutto marginali nel contributo al settore.
Su quest'ultimo, anzi, mi sentirei di affermare tranquillamente che hanno avuto più peso altre cose, come il santo GDRCD, slice&dice, la (non) community creatasi e infrantasi intorno a gdr-o (:
22/05/2026 22:11:27
antistar ha scritto:
Effettivamente, hai ragione.
(:
23/05/2026 00:47:30
Mi affaccio per ribaltare la prospettiva data dall'intervento iniziale solo per chiarire quali sono i punti di partenza (comuni e) speculari di questo discorso.
godofexcess ha scritto: Che senso ha stare ore e ore a costruire qualcosa se può essere cancellato da una decisione improvvisa, da una chiusura, da un cambio d’umore gestionale, da dinamiche interne che il giocatore nemmeno vede? Che senso ha ragionare in termini di crescita, reputazione, progetti e conseguenze se tutto può diventare irrilevante da un giorno all’altro?[...]
Perché alla fine tutto quello che costruisci in una land non è mai davvero tuo. Esiste finché altri decidono che può esistere.
Che senso ha stare ore e ore a costruire qualcosa se può essere cancellato da un litigio improvviso tra giocatori che spacca la community, da gelosie tra partner di gioco, dal capriccio di un singolo, da un cambio d'umore nei confronti delle scelte gestionali (magari quando non più ritenute a proprio favore), da dinamiche off che il gestore a volte nemmeno vede o in cui difficilmente potrebbe intervenire pur vedendole? Che senso ha ragionare in termini di impegno, reputazione, impiego di risorse (tempo, energie, denaro) e responsabilità se tutto può crollare da un momento all'altro?
Potremmo dire, in questo senso, che tutto ciò che costruisci non è che una scatola vuota. Vive finché altri decidono che vale la pena viverci dentro.
Mettendo da parte schieramenti e massimi sistemi, il cuore del problema credo sia - come ha detto qualcuno prima di me - lo scollamento tra due diverse visioni: quella di chi si diverte giocando e quella di chi si diverte costruendo il gioco.
Non parlo di giocatori e gestori qui, perché il gioco può essere fruito e costruito da entrambi, bensì di un approccio diverso, né sbagliato né corretto ma certamente opposto.
Una volta capito qual è il proprio, la risposta alle domande di sopra risulta semplice: che senso ha costruire qualcosa anche se può concludersi? Se ti piace costruire, il senso è proprio divertirsi costruendo.
Però bisogna far pace col fatto che se invece NON piace costruire, se il proprio divertimento passa attraverso il gioco prima di tutto, anche saltellando da una land all'altra provando un po' questo e un po' quello per trovare il gioco che diverte (assolutamente legittimo), allora non ci si può lamentare che di questo o quel gestore che si diverte ad aprire e chiudere svariati progetti. Perché l'assunto di base è lo stesso.
Non si può pretendere un senso di responsabilità lato gestionale se non si è disposti a offrirne lato utenza.
Detto questo.
geko ha scritto: Di fatto a parte PbC storici che ci sono da 15/20 anni, per il resto non è mai stato investito e costruito a lungo termine o con la prospettiva di fare qualcosa di più per il settore.
Secondo me si sta travisando un errore progettuale (l'assenza di un progetto strutturato alle spalle di una land) facendolo passare per un problema temporale (land che chiudono dopo poco).
Un progetto con un intento programmatico alle spalle è sempre più solido di un progetto aperto e tenuto aperto perchessì vita natural durante, anche se il primo dura "solo" un anno o sei mesi.
Tutt'è capire qual è l'offerta che si intende proporre e quale il genere di community a cui si vuole dar vita, se legata al singolo progetto oppure a una visione del GDR che prescinde dal singolo progetto. Penso ai giocatori che sono tornati in land che hanno cambiato forma/nome/ambientazione nel tempo perché attratti/affezionati a un certo modo di fare/vedere il GDR.
Penso che soprattutto oggi, soprattutto perché siamo tutti vecchie cariatidi (!?), costruire qualcosa a lungo termine passa prima per la creazione di una community e/o la proposta CHIARA di un proprio modo di fare/vedere il GDR. Il singolo progetto è solo un'appendice di questa proposta, uno dei frutti che essa può generare.
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