Ha ancora senso costruire qualcosa a lungo termine in un PbC?
13/07/2026 16:53:24
Sto chiedendo se gdronline, con i dati che ha in DB ha fatto mai una analisi degli stessi, per vedere una tendenza o fare una fotografia , uno studio sull'andamendo dei gdr.Attraverso i dati che ha già in DB, e che ha raccolto negli anni.Fare una indagine richiede tempo, risorse, io sto chiedendo se partendo dai dati attualmente presenti, senza fare una ricerca, ci sono dei dati estraibili che potrebbero essere di interesse, per capire come sta evolvendo il mondo dei GDR (DATI ALLA MANO)anche per rispondere alla domanda del forum, cosa significa investire in un progetto a lungo termine, se magari i dati evincono che le land resistono poco tempo, per tutte le motivazioni che sono state scandagliate in questa discussione? se resistono solo le land secolari, che sono diventate ormai istituzioni? (ipotizzo, non lo so non è nemmeno una visione che sostengo, ma è per fare un esempio)
18/08/2026 09:42:43
La risposta breve è no, perché credo che ci sia meno effort di media nel portare avanti una trama.
18/08/2026 12:25:46
dreamboy ha scritto: La risposta breve è no, perché credo che ci sia meno effort di media nel portare avanti una trama.
Non credo che ci sia poco interesse, credo non ci sia piu il tempo che avevamo una volta. Ora gran parte di noi ha superato gli ANTA, ha famiglia, figli, nipoti, trentordici problemi con la vita di tutti i giorni a cominciare dal lavoro o da genitori/suoceri. Si parte tutti con un sogno da voler portare avanti, poi la vita prende il sopravvento e non vorremmo mai dover cedere il nostro "Frankestein" a nessuno perche' ci abbiamo sputato sangue e bestemmie sopra, passato le notti insonni a sistemare 100+ pagine di php per integrare qualche particolare opzione, o capire anche solo come implementarla.Passarla inoltre significa anche cedere quello che c'e' dentro dalla grafica ai documenti, ore passate su photopea o a creare immagini con AI.E quindi di preferisce chiudere, mandando tutti a pascolare.
18/08/2026 21:07:19 e modificato da brom87 il 18/08/2026 21:11:25
firstartdc ha scritto: Non credo che ci sia poco interesse, credo non ci sia piu il tempo che avevamo una volta. Ora gran parte di noi ha superato gli ANTA, ha famiglia, figli, nipoti, trentordici problemi con la vita di tutti i giorni a cominciare dal lavoro o da genitori/suoceri. Si parte tutti con un sogno da voler portare avanti, poi la vita prende il sopravvento e non vorremmo mai dover cedere il nostro "Frankestein" a nessuno perche' ci abbiamo sputato sangue e bestemmie sopra, passato le notti insonni a sistemare 100+ pagine di php per integrare qualche particolare opzione, o capire anche solo come implementarla.Passarla inoltre significa anche cedere quello che c'e' dentro dalla grafica ai documenti, ore passate su photopea o a creare immagini con AI.E quindi di preferisce chiudere, mandando tutti a pascolare.
Stiamo andando OT... Non si è mai parlato di cedere le proprie land ad altri ma se vale la pena da GIOCATORE costruire un gioco duraturo in qualunque land.Che le land chiudano è un normale ciclo della vita, neanche le sessioni di D&D durano in eterno, si passa ad altro. Il discorso è rendere godibili quei pochi anni di vita dando un vero contributo anche da semplici player. A volte se le land chiudono è soprattutto perchè non ci sono persone che si mettono in gioco per tenerle vive.
03/09/2026 14:14:49 e modificato da magoconmutuo il 03/09/2026 14:54:10
godofexcess ha scritto: E allora viene da chiedersi: che senso ha?Che senso ha stare ore e ore a costruire qualcosa se può essere cancellato da una decisione improvvisa, da una chiusura, da un cambio d’umore gestionale, da dinamiche interne che il giocatore nemmeno vede? Che senso ha ragionare in termini di crescita, reputazione, progetti e conseguenze se tutto può diventare irrilevante da un giorno all’altro?
Secondo me sì, ha ancora senso costruire qualcosa sul lungo termine in un PbC, a una condizione: che ti piaccia costruirlo anche mentre lo stai costruendo.Se il valore di quello che faccio oggi dipende dal fatto che fra quattro anni la land sia ancora aperta, i Pg siano ancora presenti, lo staff sia lo stesso e la mia trama arrivi PRECISAMENTE dove avevo previsto... più che giocare sto sottoscrivendo un mutuo narrativo a tasso variabile. E di mutui ne basta uno, grazie.Capisco il punto del post iniziale: una land può chiudere, un giocatore importante per il tuo gioco sparire, uno staff stancarsi o decidere che non siete più compatibili; esistono anche gestioni pessime e decisioni arbitrarie. Questa fragilità però non appartiene solo al PbC, ma alle attività fatte da e con altri esseri umani e non rende inutile quello che si è fatto prima che un rapporto o un progetto finissero.C'è però una differenza che riconosco: in una land la gestione ha poteri che il singolo giocatore non ha, fino a poter interrompere il suo accesso a quel contesto. Questa asimmetria esiste e proprio per questo trovo legittimo pretendere regole leggibili, motivazioni serie e un confronto franco quando nasce un problema.Dove invece mi separo dal ragionamento è qui: posto che il lungo termine non è garantito, costruisco una traiettoria che abbia valore a ogni passo. Se smettessi di credere in un lungo termine per proteggermi da una possibile fine, mi toglierei da solo buona parte del piacere di giocare.È capitato anche a me che una campagna al tavolo morisse perché il master ha avuto un figlio, due giocatori hanno cambiato lavoro e trovare una sera libera fissa dopo i 30 è archeologia. Questo non trasforma i mesi o gli anni precedenti in tempo buttato: ci siamo divertiti, abbiamo giocato qualcosa che valeva la pena giocare ed è stato bello così, non è neppure escluso che giocheremo ancora in futuro.Del resto non abbiamo garanzie di lungo termine quasi su niente di ciò in cui investiamo tempo, energie o affetto. Un lavoro si perde, un gruppo si scioglie, un rapporto finisce, un progetto deraglia, ma non per questo smettiamo in partenza di costruirli: sappiamo che potrebbero finire e decidiamo comunque se ciò che ci danno mentre esistono vale il rischio.Per questo l'esempio del salvataggio corrotto di Skyrim mi torna fino a un certo punto. Quando perdo il save, perdo la partita. Se una land chiude dopo tre anni, quei tre anni non vengono cancellati dal disco rigido della realtà. Quello che abbiamo giocato resta. Magari una parte di quei rapporti o di quella storia può sopravvivere altrove, trasformandosi in qualcosa di nuovo. È diverso.E secondo me nel tuo stesso esempio c'è già una parte della risposta, quando dici che anche sapendo che i salvataggi potrebbero corrompersi puoi ancora divertirti, fare una quest, esplorare. Il punto su cui divergiamo è cosa farne di questa consapevolezza: tu arrivi a "meno investimento, meno aspettative, meno fiducia nella continuità", io tendo piuttosto a investire in modo che il valore non sia tutto rimandato alla fine.Poi certo: se ho passato tre anni a preparare il momento in cui finalmente il mio Pg diventerà interessante, abbiamo un altro problema.È anche il motivo per cui mi convince poco l'idea, letta in un altro topic, di conservare certi agganci importanti finché il giocatore non sia abbastanza "fidelizzato". Capisco il timore di investire ore su qualcuno che potrebbe sparire domani, ma c'è un paradosso: gli stiamo chiedendo di affezionarsi prima ancora di dargli qualcosa di concreto a cui affezionarsi. Se nel frattempo qualcosa va storto, o il giocatore lo percepisce così, la frustrazione ha già parecchio terreno fertile.Sono al punto playbychattistico in cui preferisco costruire un Pg a rendimenti intermedi: un evento o un'interazione con un Pg/Png cambia qualcosa oggi, una scelta produce una conseguenza immediata e magari altre sul lungo termine, un progetto apre gioco subito e prepara terreno per altro, possibilmente anche per altri. Se fra due anni è ancora vivo e cresce, ottimo; se tra otto mesi salta tutto per aria, almeno negli otto mesi precedenti ho giocato e mi sono dedicato a qualcosa che mi ha dato soddisfazione subito, perché sì: io cerco anche quella.Per questo mi ritrovo negli interventi che distinguono la durata dalla solidità del progetto. Una land che nasce per raccontare qualcosa in nove mesi, lo fa e poi chiude può essere più riuscita di una rimasta aperta quindici anni perché nessuno ha mai avuto il coraggio di spegnere il server. La longevità da sola mi dice poco, come mi dicono ben poco, da soli, iscritti, presenti e numero di azioni settimanali/mensili.Per me è centrale la compatibilità tra proposta e giocatore: conviene essere più sereni nel dire che non tutte le land/quest devono andare bene a tutti e avere il coraggio di lasciare andare quando un rapporto, qualsiasi tipo di rapporto, nonostante vari tentativi non funziona.Se cerco politica, intrigo e conseguenze e mi iscrivo in una land che vive di slice of life e relazioni posso trovare il setting bellissimo... ma sto comprando il biglietto per un film che non voglio vedere. Vale anche al contrario: quella land può avere una struttura impeccabile e un gruppo affiatato e accogliente con i nuovi, ma essere incompatibile con quello che cerco io.Qui la gestione può fare molto dichiarando con chiarezza la sua proposta e a che tipo di giocatore si rivolge: "Siamo un fantasy medievale ambientato nel Granducato di Bedonia" certo che lo voglio sapere, ma è ancora poco. Per decidere mi serve anche capire la situazione ON attuale, il livello del mio Pg rispetto agli altri (per sommi capi va benissimo: tu sei di livello 1, loro in media di 5) e se esiste un modo per farmi giocare con loro senza essere la zavorra, oppure un gruppo di nuovi a cui aggregarmi. Mi interessa sapere se ci sono trame, master e giocatori che condividono ciò che piace a ME (es. avventura con intrigo politico su base high magic) e con che ritmi viene giocato. Questa è giusto la base-base che mi fa capire se siamo compatibili o no.E ribadisco: non serve il DURC della land. Sono cose che in dieci righe si dicono.Quello che una gestione NON può promettermi - e sarebbe ingenuo da parte mia pretenderlo - è un ambiente privo di self-misunderstanding, errori e margine di giudizio umano. Prima o poi qualcuno dovrà interpretare una situazione, prendere una decisione, sbagliare una valutazione o concludere che due persone non riescono più a giocare bene insieme.E qui per me va tenuta una distinzione: una gestione che mi allontana perché le sto antipatico e una che, dopo tentativi di chiarimento, conclude che non riusciamo più a giocare bene insieme possono produrre per me lo stesso risultato, ma non sono la stessa condotta. Posso chiedere dialogo franco e rispettoso, ma non posso ottenere né dare la garanzia che nessuna decisione o evento futuro, mio o altrui, interromperà quello che sto/stiamo costruendo.E vale anche dall'altra parte! Una gestione non sa se il giocatore che sta integrando sarà ancora lì tra sei mesi, non ha neppure la garanzia che, letto e corretto il Bg, resti per fare la prima giocata. Il master che prepara un "gioco lungo" per un gruppo, per quanto piccolo, si prende lo stesso rischio. Sul lungo termine quindi io la vedo terra terra: il giocatore e la gestione si devono franchezza e rispetto per il tempo che investono l'uno sull'altro. Il giocatore non può promettere di esserci per sempre e la gestione non può promettere che la land esisterà ancora, granitica e immutata, nel 2032.Io posso scegliere dove iscrivermi, vedere come funziona il posto, investire col tempo e costruire cose che abbiano senso da subito e durante il percorso. Cerco di non depositare tutto il valore del mio gioco in un ipotetico payoff nel 2032. Durerà dieci anni? Dieci mesi? Va bene lo stesso (cit.). Il lungo termine, per me, è una direzione, un auspicio, non una garanzia contrattuale né la ragione ultima della mia felicità ruolistica.Se durante il tragitto mi sono divertito, ho dato gioco e ne ho ricevuto, ho conosciuto persone con cui condividere questo hobby, ho visto un Pg cambiare e qualcosa del mondo cambiare con lui, quel tempo ha già prodotto quello per cui ero lì.Se poi la land chiude mi dispiacerà. Di alcune mi è dispiaciuto parecchio, tanto che ho fatto lunghi periodi di stacco perché la voglia di rimettermi in gioco non superava il dispiacere. Ma oltrepassato quel momento resta una verità: un capitolo che finisce non diventa tempo perso perché si è concluso (a volte la fine coincide persino con un nuovo e più promettente inizio).Quindi, se pretendessi la garanzia di longevità prima di cominciare, più che un PbC mi servirebbe un notaio.
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