News e Annunci Opéra
Maître
News di Opéra del 08/10/2020

Sono passati solo pochi mesi da quando qualcuno, nelle Catacombe, ha provato a trasformare l'Inferno in Paradiso.
Adesso qualcun altro è riuscito a trasformare il Paradiso in Inferno in un altro ventre: quello di Notre Dame. Una storia narrata per mezzo di precisi versi del Vangelo. Caustici, anziché vino, per una comunione con Dio che non si è riusciti a interrompere abbastanza presto.
A tanto portano fame, povertà e disperazione: a cercare una guida tra gli ultimi, a rifiutare i dettami di una Chiesa e di istituzioni che sempre di più si mostrano sorde ai bisogni di chi ha meno, o che non ha affatto.
Questa volta la Giustizia è intervenuta prima che fosse troppo tardi. E non importa che sia stata aiutata da una mano insospettabile: Parigi sa di essere al sicuro.
Fino alla prossima volta.
Complainte de la Butte
News di Opéra del 04/10/2020

Qualcosa ha iniziato a scuotere Montmartre.
Un vecchio conto aperto, i cui interessi ora serpeggiano tra i vicoli della collina, s'insinuano nelle sue bettole, si nascondono tra i suoi mulini.
Così si muovono gli alfieri di un sovrano che non c'è più per reclamare il trono che gli è costato la vita. Così si muovono gli alfieri di chi sul trono è rimasto seduto, in un sadico gioco al rialzo.
Ed è così che si è aperto un cerchio di violenze talmente brutali da valicare i confini di un reame finora inaccessibile; Parigi inizia a sapere.
Sangue chiama sangue, morte chiama morte: la guerra di ultimi e spettri è appena iniziata.
Mentre chi ultimo e spettro non vuole più essere sta facendo sentire la propria voce tra le sale di rue d'Arras, in seno al primo Congresso operaio della città.
Les feuilles d'automne
News di Opéra del 28/09/2020

L'Opéra ha tremato.
Tutti l'hanno sentito ma nessuno l'ha ascoltato.
Il gorgoglio che ne infiammava le viscere è esploso nell'indifferenza di chi è rimasto sordo al suo richiamo e che ora si crogiola nel silenzio senza immaginare né quando né come il teatro chiederà il conto. Un conto al quale con l'indifferenza non si potrà più rispondere.
E' così che Parigi dimostra la propria ingenuità: volgendo l'attenzione là dove di attenzione non ne serve.
Si sdegna e si meraviglia per i quadri già esposti dagli Impressionisti e non fa caso a cosa sta prendendo forma sotto i suoi occhi in uno dei mulini di Montmartre. Mostra, e mette in mostra, e per non esserne turbata stringe in catene creature che di umano hanno poco per potersene far beffa nell'anello di un circo, trasfigurati nei Quattro Elementi.
Celebra la luce dell'estate tra inaugurazioni di nuove attività commerciali, feste e balli mentre, nel dedalo scavato ai suoi piedi, sangue innocente viene sacrificato alle tenebre. Tenacemente attaccata al proprio lusso e alla propria sopravvivenza ignora chi fa appello alla salvezza dell'anima e ha innescato una corsa contro il tempo perché arrivi presto una fine catartica e su ognuno si abbatta un giusto giudizio.
Veste di stoffe leggere e svela le proprie grazie dimenticandosi quant'è difficile non farsi soffocare dalle trame fitte dell'illecito.
E, nel suo credersi unica, non si rende conto di poter essere smembrata in pezzi, sparsi su un tavolo come un mazzo di tarocchi.
D'altra parte è questo il mestiere dell'estate: ottundere i sensi, ritemprare corpo e spirito e illudere d'avere infuso nuove energie per affrontare stagioni meno clementi... che prima le incrinino e poi le spezzino.
Benvenuti nell'autunno di Parigi.
Le lacrime di Parigi
News di Opéra del 17/03/2020
Piange per chi ha perso tutto, persino la vita, in un fuoco del quale non s'è mai trovato un responsabile.
Piange per chi cerca e non trova che briciole.
Piange per chi s'ostina a far valere le proprie ragioni dissennatamente, arrivando a imbrattare in ogni senso il cartellone più importante.
Piange per chi, nelle proprie viscere, trova veleno anziché cibo.
Piange perché le opere di bene non sono sufficienti a contrastarne il male.
Parigi piange tanto da arrivare a urlare.
La sua voce s'è levata alta e terribile nell'uragano che, il 12 marzo, l'ha squassata con violenza, trascinando con sé pezzi di strade, di case, di vite.
A poco è valso esorcizzare il dolore aprendo per la popolazione il nuovo scrigno di meraviglie che è l'Hammam des Mathurins: la Senna, già colma, ha iniziato a risalire gli argini.
In prossimità del fiume le fogne gorgogliano trasformando le strade in piccoli torrenti e costringendo fabbriche e telegrafi a fermarsi, la circolazione a interrompersi, la gente a guardare.
Un'affascinante desolazione che richiama il genio di pittori e fotografi, intenzionati a testimoniare per i posteri questi strani giorni.
D'altra parte, Parigi è bella anche quando piange.
E la Seconda Esposizione impressionista è ormai alle porte...
#iorestoacasa #iorestoacasaagiocare (su Opéra!)
News di Opéra del 10/03/2020
Per "consolare" chi decide di passare il suo tempo con noi questo è il nuovo assetto fino al 3 aprile o a nuove direttive dal Governo:
PER I PG GIA' ISCRITTI
- I px normalmente dati per ambient/quest/e giocate corporative sono raddoppiati.
- Ogni giocata libera effettuata da domani sarà premiata con px extra (fino a un massimo di 10 px escluse le giocate in privato).
PER I NUOVI ISCRITTI
- I px normalmente dati come bonus età dopo l'approvazione del BG sono raddoppiati.
- La somma di denaro disponibile all'iscrizione (sempre dopo approvazione del BG) è raddoppiata.
E aspettatevi qualche sorpresa da parte dei Master!
Buon gioco a tutti! E resti a casa chi può :-)
Cenere e resti sulla neve
News di Opéra del 11/02/2020
L'incendio che ha devastato il fianco della collina ai piedi del cantiere per il Sacré Coeur, visibile da quasi ogni punto di Parigi, ha fatto crollare abitazioni e reciso vite senza distinzioni di età o sesso. Ai pochi superstiti non è rimasto nulla del poco che già avevano.
Le fiamme saranno anche state spente ma sulla cima della collina la cenere non è l'unica cosa che si respira. C'è paura, c'è odio, ci sono sospetti rivolti verso il bel mondo che per primo è stato offeso e che ora potrebbe essere subdolamente passato al contrattacco.
Saint-Martin sanguina.
Quattro operai sono scomparsi e altri ne sono arrivati da Passy per soffocare nel sangue qualunque voce inciti allo sciopero, alla protesta, alla pretesa di diritti legittimi.
In questa lotta tra ultimi sono ancora i padroni a dettar legge, concedendo briciole insufficienti a placare il bisogno, viscerale, di giustizia.
Parigi ha fame.
Lontani dalle luci sfolgoranti dei Grands Boulevards, nell'ombra degli anfratti più sordidi della Senna dove gli uomini sono considerati poco più che animali, da animali si comportano.
Ché la carne di un simile è assai migliore di quella di un ratto.
Il Carnevale è vicino.
Mentre frivoli incoscienti si preoccupano di sete e trine per le maschere da sfoggiare nei loro ricchi ricevimenti privati le forze dell'ordine si stanno già muovendo per scongiurare qualsiasi incidente nel corso delle manifestazioni pubbliche.
Impossibile prevedere di chi sarà la prossima mossa.
La città si tenga pronta.
Riapertura iscrizioni e protocollo https
News di Opéra del 02/01/2020
Buon 1876!
Pausa natalizia
News di Opéra del 23/12/2019
Le quest torneranno a essere programmate dalla prima settimana di gennaio.
Approfitteremo di questa finestra per apportare qualche piccola novità - ma non vi anticipiamo quale :P
Lo staff di Opéra augura a tutti buone feste. Al nuovo anno!
Vento d'Inverno
News di Opéra del 17/12/2019
Vigore tra proletari e operai organizzati che per mezzo dello sciopero rivendicano non solo diritti finora negati ma anche un sovvertimento della società dalla sua base.
Corpo tra i derelitti, davanti ai quali sorgono nuovi luoghi di celebrazione di lusso sfrenato e di ipocrisia malcelata, esasperati al punto da non trovare altra forma che la violenza per far sentire la propria voce.
«Operai, compagni, unitevi e reagite!»
«Vi mangeremo e vi ingoieremo e non potrete fare niente per difendervi.»
«Avrete paura.»
La linea grigia che finora s'è frapposta fra le ombre e le luci della città si sta facendo sempre più sottile, come se qualcuno avesse disposto le proprie pedine sulla scacchiera e ora attendesse trepidante l'inizio della partita.
Mentre tra gli stucchi d'oro e i drappeggi scarlatti dell'Opéra Garnier qualcos'altro ha iniziato a muoversi: la volontà di un re che, a conclusione della prima stagione del nuovo teatro, di venire ignorato, calpestato e irriso non ha più alcuna intenzione.
Questa è Parigi, all'alba della petite saison e in prossimità del Natale: una città spaccata da realtà apparentemente ancora inconciliabili che, ognuna a proprio modo, si carica sulle spalle il peso di differenze secolari e mai sanate, nemmeno con la nuova repubblica. C'è chi la chiama invidia. C'è chi la chiama ingiustizia. C'è chi la ignora e c'è chi ci marcia.
Ed è vero ciò che molti hanno già intuito: se si sta preparando una tempesta, l'ennesima, i lampi hanno già squarciato le nubi.
E i tuoni, a quanto pare, non tarderanno ad arrivare.
Modifiche al regolamento
News di Opéra del 17/11/2019
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