Pensieri nelle azioni: it could be done?
Pensieri nelle azioni: it could be done? postato il 09/12/2009 23:00:05 nel forum giochi e dintorni e modificato da hinamarth il 10/12/2009 12:01:07
Allora, sono incappato in un problema giocando ad un particolare gdr. Mi hanno infatti detto di cambiare modo di ruolare perchè mettevo troppi pensieri nelle "<" ">" che vengono abitualmente utilizzate per le azioni. A questo hanno inoltre aggiunto che avrei dovuto saperlo poichè ciò è "l'abc del gdr". Ora vorrei chiedere il vostro parere, visto che non sono molto d'accordo. In una situazione in cui le azioni sono veramente poche ( si doveva solo stare seduti per ore e ore... ) si possono scrivere i pensieri del proprio pg? Dal mio punto di vista penso che rendano il gioco più interessante sia per l'ambiente sia per il giocatore stesso, che sarebbe, altrimenti, costretto a scrivere sempre le solite " guarda quello " / " ascolta che dice " / " prende appunti " , ecc...
Non so, posso anche sbagliare nel dire questo, ma penso che ogni giocatore debba crearsi il proprio stile di gioco, senza intaccare la libertà altrui, certo...
Boh, voi che ne pensate? 😳
P.S. Mi sarò spiegato XP? 🆘
@wren: no, ok mi sta bene. Però la situazione era diversa. Era una lezione accademica nella quale non c'era alcuna interazione tra pg: il professore parlava e tutti lo ascoltavano senza creare situazioni diverse ( senno si sarebbe perso troppo tempo @.@ ). Era praticamente una giocata da solo o.o. E' noioso scrivere AD OGNI AZIONE che si ascolta e che si prende appunti .-. . Questo intendevo XP
P.S. Vorrei mettere l'azione per cui sono stato richiamato, così si scende a parlare più nello specifico... Per razingher, bhe, sono d'accordo sul fatto che i pensieri collegati ad altri personaggi possano rovinare il gioco, ma... questo era quello che intendevo X3
< “Più difficile a dirsi che a farsi”? Ma questo sensei sa la differenza tra “difficile” e “facile”? Di che sta parlando? Impastare con cosa, incanalarlo dove, e soprattutto, plasmarlo come? Intanto guarda con occhi attoniti sia la trasformazione dell'insegnate, sia quello che dice uno dei due “sensei-biondi”. Sicuramente, se riesce ad apprendere questa tecnica, ha svoltato. Con questo jutsu potrebbe fregare le persone in una maniera assurda. Che bello!>
Bisogna sottolineare il fatto che il mio pg è un bambino dispettoso e molto svogliato @.@
09/12/2009 23:26:11
tra l'altro, e non per rompere le uova nel panieree, c'è un sondaggio che ripropone la stessa domanda, dove sono riportati i punti di vista di molte persone :)
Volendo ripetermi, non posso fare altro che quotare Wren comunque.
;-)
10/12/2009 07:10:19 e modificato da gemini il 10/12/2009 07:10:58
I "pensieri" in gioco bisogna saperli giocare e l'utilizzo presuppone una capacità di gioco in gruppo che è impensabile in un pbc.
Nelle idonee condizioni è un ottimo strumento per dar corpo alla trama e spessore ai personaggi.
10/12/2009 09:34:17
I pensieri possono indurre chi gioca con te a sbagliare, quindi vanno assolutamente evitati.
Questo non significa che il tuo pg non possa esprimerli in altra maniera, ma in maniera che sia comprensibile a chi gioca con te.
Usa espressioni facciali, gesti, cose insomma che possano far intuire senza dire direttamente.
A volte in questa maniera si creano anche situzioni assai divertenti ed impreviste grazie ai malintesi che possono nascere tra i pg.
10/12/2009 13:09:33
Giocare i pensieri in azione è una forma molto avanzata di interpretazione, che purtroppo non è compresa da tutti e non è alla portata di tutti.
Secondo me sentenziare che è una cosa sbagliata a prescindere in un gioco testuale interpretativo è una stupidaggine.
10/12/2009 14:09:57
I pensieri sono di norma sbagliati perché sono superflui e non sono un indice di buon gioco o spessore del personaggio (il personaggio deve essere coerente, di norma, se i pensieri sono incoerenti lo stai giocando male a prescindere...).
Quindi come risultato hanno quello di appesantire un'azione e renderla estremamente difficile da leggere, senza portare assolutamente nulla in gioco.
Se un regolamento rendesse effettivamente i pensieri influenti in qualche modo (ma tanto non è un problema, visto che tanto la maggior parte delle land continueranno ad usare lo steso pseudo-regolamento che è la negazione di ogni regolamento), allora avrebbe senso inserirli, ma ora come ora servono solo a rendere più noiosa una giocata...
La giocata di lezione era noiosa a tal punto da costringerti a scrivere pensieri per non scrivere per la centesima volta "sta fermo ad ascoltare"... Beh, allora abbandona la giocata, evidentemente sei capitato in una chat di masochisti... Se invece assistere a quello stillicidio è una parte importante del gioco ed il requisito per determinati eventi/potenziamenti/quelcheè, lascia immediatamente il gioco senza pensarci due volte, evidentemente i creatori si sono dimenticati per strada di inserire il divertimento nel loro gioco, che lo rende piacevole come mangiare una torta con il sale al posto dello zucchero...
10/12/2009 14:28:25 e modificato da gemini il 10/12/2009 14:31:34
I pensieri nel gioco di ruolo esistono da sempre al tavolo, tanto tra giocatori tanto riferiti ai propri PG; il fatto che poi non si sappia giocarli è un altro paio di maniche e concordo con tutti coloro che hanno scritto sopra: non è cosa utilizzabile in un pbc, a meno di non giocare in pochi e fidati intimi.
10/12/2009 15:46:36
Una volta la pensavo come Wren e tutti gli altri che dicono un "no" categorico.
Ovviamente penso ancora che l'azione tipo <tizio pensa che caio sia un idiota> sia sbagliata, in quanto offesa indiretta che non da possibilità di replica (e che gratta gratta sembra più riferita al giocatore che al personaggio).
Altresì ritengo per nulla costruttivi i pensieri riportati parola per parole del personaggio; al contrario, penso che , OGNI TANTO (ergo non ogni due parole), una battuta o una frase che alleggerisca il peso dell'azione (perciò non quello che pensa il personaggio, ma un pò alla narratore onnisciente in un libro) possa rendere più divertente il tutto.
Una pratica che nei fantasy/storici manca quasi del tutto, mentre nei moderni è già più diffusa (probabilmente anche per il modo in cui viene affrontato il gioco: uno più da "romanzo epico" l'altro per stile più simile ad un fumetto o così via).
Rimane il fatto che scrivere sbrodolamenti di cinque righe su un'azione di sei rimane infruttuoso perchè si costringe l'altro giocatore a leggere cinque righe di cose inutili, ma qualche tocco di colore qua e là smorza quel tono serioso che si è soliti dare quando si vuole assolutamente essere "bravi giocatori".
Ricordo che un tempo un mio amico mi disse che la sua corporazione gli aveva insegnato addirittura di descrivere SOLO ed esclusivamente i gesti fatti dal personaggio: niente intenzioni, niente "cerca di far capire che è contento" ma semplicemente "sorride stirando il muscolo facciale".
Insomma, i giocatori sono soliti essere estremisti: assolutamente sì, o assolutamente no. Io sono per l'automoderazione che, ne convengo con voi, è una cosa del tutto introvabile in qualsiasi gioco.
10/12/2009 17:02:50 e modificato da gemini il 10/12/2009 17:04:54
"[...] studia la reazione del compagno soppesandone la coerenza"
"[...] si lancia nel vuoto, certo di poter raggiungere incolume la sporgenza sottostante"
"[...] tenta di colpire l'avversario al volto"
"[...] cerca con lo sguardo tra i presenti un indizio che gli riveli l'identità della spia"
etc, etc, etc,
sono tutte indubbiamente espressioni di pensiero del PG eppure non vi ravviso tutte le incongruenze che sono state citate in precedenza; dirò di più: le ho viste spesso usate in gioco, quando non le ho addirittura usate io stesso.
Da ciò torno a quanto detto in precedenza: è l'attore che fa la differenza, non il mezzo. ;-)
Ah, aggiungo che quoto valchiria ^__^.
P.S. - Hai solo l'avatar preso da GW o ci giochi pure?
10/12/2009 18:03:38 e modificato da gemini il 10/12/2009 18:04:27
Non è esatto faber: quella è la tua (peraltro pienamente condivisibile) visione del problema.
Qualcuno però in precedenza ha parlato dell'uso dei pensieri tout-court come di un sistema edonistico-narcisistico-sessualmente autoappagante, concetto decisamente errato e fuorviante di quella che è la realtà del gioco.
Se poi si vuole andare nello spicciolo, ci sono anche esempi più banali come l'avventuriero che, trovatosi davanti ad un vicolo buio e tenebroso comunica al master che il suo PG pensa che ci sia qualcuno nascosto in agguato e quindi prende una stradina laterale (dove ovviamente il master ha prontamente spostato il Lich di 38°Lv).
Questo, checchè qualcuno possa dire, è giocare di ruolo. :D
10/12/2009 21:55:45 e modificato da mikee il 10/12/2009 21:57:34
raizingher ha scritto:
Quello che pensa un altro personaggio può influenzarti nell'azione che scriverai? No, se giochi correttamente, si, se fai metaplay.
Pertanto, ha senso inserire nell'azione qualcosa (pensieri) che non serviranno all'interazione? No, se vuoi allungare il brodo almeno cerca altri mezzi.
In più, se un personaggio "pensa" di volerti pugnalare appena giri le spalle, nella tua azione gli giri le spalle? Se non lo fai rischi di fare la parte del metaplayer (non per colpa tua), se lo fai puoi essere costretto a forzare il tuo gioco (magari non gli avresti dato le spalle comunque). Risultato: il pensiero nell'azione ha arrecato un danno a te, in forma diretta (metaplay indotto) o indiretta (personaggio pugnalato) e ha rovinato lo scorrimento della giocata.
Le azioni devono servire a mostrare il nostro personaggio agli altri giocatori, in modo che possano relazionare i loro personaggi al nostro. Tutto quello che non ha questo scopo è superfluo nella migliore delle ipotesi, dannoso nella peggiore.
Quanto sottolineato, è il vero problema che induce lo scrivere i pensieri nelle azioni.
Sia in un modo o in un altro, farai comunque una scelta "imposta" e sbagliata, non genuina come dovrebbe essere.
Aggiungo una postilla: il fatto che NON si scrivano i pensieri nelle azioni, "costringe" il giocatore a scendere in gioco e chidere in gioco, limitando il parcheggio e costruendo una sessione "meno pilotata".
Provare per credere. ;)
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