Pensieri e ricordi
26/02/2015 14:04:00
Io più invecchio più mi rendo conto di due cose
a) ABORRO i pippozzi e i voli pindarici e i monologhi in azione e la narrazione delle tribolazioni del PG nei 10 anni passati. Aborro le scelte stilistiche ardite e i paragrafi interi di ipotesi.
b) IO li aborro. Ma aborro anche i carciofi, la fantascienza pura e le opere narrative con i mecha.
Pensieri/non pensieri, 500/3000 caratteri, consommè o brodo allungato sono, nel bene o nel male, qualcosa di cui è difficile giudicare l' "utilità". Se la maggioranza nel gioco in questione li trova utili, li apprezza e fa sì che il gioco giri non è controproducente. E' un modo di giocare.
Ed è anche un modo di giocare parecchio soggettivo visto che stringi stringi il concetto di "dettaglio inutile ai fini dell' azione" è MOLTO meno univoco di quanto si pensi.
Può piacere o non piacere - e dalla quantità di persone avverse alla cosa che vedo nel topic, e dalla quantità di persone favorevoli alla cosa che vedo in giro mi pare che ci sia ampio spazio per tutti.
L'unica cosa che mi sento di condannare è chi, in azione, infila nel dolce stil novo cose che riguardano il mio personaggio. Un esempio è il descrivere fantomatici sentimenti che lui/lei prova per il suo PG, suggerire la reazione che lui/lei dovrebbe avere e amenità simili o distorcere la realtà descrivendola a mo' di universo parallelo. In questo caso non si tratta di stile più o meno gradevole ma di un tentativo palese di pilotare la giocata torcendomi il braccino dietro la schiena.
26/02/2015 16:37:02
@Mary
...ma che per caso in un altro mondo ed in un altro tempo ti facevi chiamare Weps?
26/02/2015 17:11:44
I pensieri, per me in linea generale sono inutili, poi se a qualcuno gli "scappa" ci si può passare sopra senza fare tragedie, basta che non diventi un'abitudine
26/02/2015 21:56:47
unaplayer ha scritto: E poi, cos'è sta storia dei cinque sensi? O.o Se il mio pg vede un tipo che mastica, non può sapere se sta percependo dolce o salato come non può sapere se sta pensando di fare il bis o di andare a tagliarsi le vene XD Quindi se la logica è "niente che il pg con cui interagisce il mio non possa sapere", bisogna togliere anche tutto questo genere di cose.
Non capisco perchè "bisogna togliere anche tutto questo genere di cose". L'azione "Tizio mastica a bocca aperta", non è sbagliata, al massimo volendo esser pignoli è incompleta perchè non approfondisce se quanto di masticato emana odore. "Tizio mastica a bocca aperta una chewingum che ha in bocca da mezz'ora, rosa coi pois gialli" è sbagliata: che l'abbia in bocca da mezz'ora è un'informazione inutile e che Caio che guarda non può saperla, così come il fatto che sia rosa a pois gialli.
26/02/2015 23:27:38 e modificato da unaplayer il 26/02/2015 23:32:49
cocorocha ha scritto: L'azione "Tizio mastica a bocca aperta", non è sbagliata, al massimo volendo esser pignoli è incompleta perchè non approfondisce se quanto di masticato emana odore. "Tizio mastica a bocca aperta una chewingum che ha in bocca da mezz'ora, rosa coi pois gialli" è sbagliata: che l'abbia in bocca da mezz'ora è un'informazione inutile e che Caio che guarda non può saperla, così come il fatto che sia rosa a pois gialli.
Eh, ma io infatti non ho detto questo :) Credo che stiamo affermando la stessa cosa XD
Ribattevo a chi dice che i pensieri assolutamente no, ma i cinque sensi sì. Se scrivo "Tizio mastica a bocca aperta una chewingum alla fragola"? Fa parte dei cinque sensi, il mio pg lo percepisce, quindi secondo chi scriveva prima di me può andare in azione. Ma il mio pg che interagisce col tuo non sa che gusto ha quel chewingum come non sa se ti fa schifo o se ti piace. Quindi, da questo punto di vista, entrambe sono cose sbagliate da mettere nell'azione. Quindi, non è vero che tutto quello che rientra nei cinque sensi può essere inserito in azione e i pensieri no, secondo questa filosofia (che non è la mia). Era questo il mio discorso XD
27/02/2015 02:37:32 e modificato da sallycinnamon il 27/02/2015 02:38:15
Anche io sono d'accordo con Sway e con la "moderazione".
Non mi danno fastidio le note di colore o quando si cerca di spiegare un'espressione tramite una considerazione su ciò che quell'espressione vuole trasmettere. Non mi da neanche fastidio leggere "mastica una gomma alla fragola" invece di "mastica una gomma".
Credo che i pensieri dannosi siano i flashback, i ricordi, o quando si spiega perchè il pg si trova lì invece di un altro posto. Addirittura mi è capitato di leggere azioni in cui il player descriveva per filo e per segno tutte le informazioni che il suo pg stava nascondendo al mio. Ecco, in questo caso perdo tutta la voglia di portare avanti quella giocata, perchè sento stroncati sul nascere spunti di conversazione, oppure vedo rovinato il piacere della scoperta.
E' vero che si tratta sempre di pensieri, ma finchè le le note di colore non generano papiri, io le trovo anche piacevoli. Del resto c'è sempre qualcuno dall'altra parte dello schermo, gli farà anche piacere leggere qualcosa coinvolgente che non sia nè pieno di pensieri, nè eccessivamente "meccanico".
28/02/2015 14:32:29 e modificato da ilgrandeinverno il 28/02/2015 14:48:10
Quello che appare in chat sono stringhe lette dal giocatore. Quello che percepisce il personaggio non è necessariamente tutto ciò che appare scritto in chat o su una scheda avatar di un pg sconosciuto.
"I giocatori non sono i personaggi". Sta scritto su tutti i manuali introduttivi dei giochi di ruolo fin dagli anni 70 ed è il fondamento stesso del gioco di ruolo.
Basterebbe ricordarsi questo, allo stesso modo in cui ci si ricorda che se si legge l'azione di un pg che si sta nascondendo, il mio pg non SA che il pg si sta nascondendo solo perchè ho letto la stringa in chat. Allo stesso modo in cui ci si dovrebbe ricordare, se si è buoni giocatori, che leggere un'informazione su una scheda avatar è qualcosa che fa il giocatore, non qualcosa che percepisce il personaggio.
E' una teoria interessante ma anche molto parziale e riduttiva (per non dire, imho, inapplicabile) che nell'interfaccia di gioco debba transitare solo ciò che possono percepire i personaggi con i loro sensi.
Tutto ciò che è introspezione, pensiero o comunque non azione strettamente fisica è abbastanza chiaramente parte di ciò che il giocatore legge (quindi una descrizione diretta ai giocatori, non certo ai personaggi) e fa da contorno al gioco.
Torniamo ai fondamentali, all'ABC del gioco di ruolo: "I giocatori non sono i personaggi".
Di conseguenza ciò che può o non può vedere/percepire il personaggio con i suoi sensi è del tutto irrilevante ai fini di sapere se una stringa introspettiva diretta al giocatore e letta dal giocatore, sia ludicamente regolare o meno.
Se sia giusto o sbagliato e se e come/quanto impiegarli e in che modo lo può dire solo il regolamento in vigore nella singola land.
28/02/2015 14:59:11
staffdamasrei ha scritto:
Comunque, rispondendo alla discussione principale: pensieri e ricordi in azione vanno evitati come la peste.
Diciamo, forse più correttamente, che vanno evitati come la peste se sei convinto che nella chat di gioco debba apparire solo ciò che il personaggio può fisicamente vedere/sperimentare (che è un setting di gioco, non una regola universale) e che allo stesso modo i giocatori convinti del contrario (e in ultima analisi, convinti di saper distinguere tra ciò che vedono/percepiscono i loro PG e ciò che hanno letto in chat come giocatori) dovrebbero evitare come la peste le land in cui si suggerisce che i giocatori siano incapaci di applicare questa banalissima ma fondamentale regola del gdr: il giocatore non è il personaggio.
28/02/2015 15:45:48 e modificato da dyrr il 28/02/2015 15:49:07
Diciamo, forse più correttamente, che vanno evitati come la peste se sei convinto che nella chat di gioco debba apparire solo ciò che il personaggio può fisicamente vedere/sperimentare (che è un setting di gioco, non una regola universale)[...]
Diciamo però che è una regola abbastanza standard in quasi tutti gli altri ambiti di GDR.
In anni di gioco in cartaceo non ho mai sentito un master uscirsene con una frase.
"Arrivate di fronte a tizio che vi guarda con profondo odio notando come lo stemma sul tabardo del gruppo sia lo stesso visto sui soldati che hanno distrutto il suo villaggio dapiccolo"
Così come in un gdr live un pg che ho di fronte mai si sognerebbe di fermarsi e dirmi
"Guarda che ti sto guardando con odio non perchè sono psicopatico ma perchè hai lo stesso stemma dei soldati che hanno distrutto il mio villaggio da piccolo".
Anche perchè a dirla tutta in entrambi i casi SE mi interessa sapere perchè tizio mi guarda in cagnesco, cerco di scoprirlo in vari modi, o con il dialogo con il player o con il master o con altri metodi.
Vero che sono info che il giocatore sa e non il pg, però perchè spoilerarmele, cosa mi cambiava rispetto al non dirmele?
Nulla sapevo in entrambi i casi che er auno sguardo d'odio, magari potevano condirmele con aggettivi che rendessero l'effetto tipo sguardo di profondo odio ecc, ma l'ultimo pezzo è prettamente fuori luogo.
Potrei capirlo su un libro dove non ho la possibilità di interagire con il libro e ottenere determinate informaizoni, ma un libro non è un GDR così come un GDR, in qualsiasi sua forma anche play by chat o forum non è un libro.
28/02/2015 15:50:00 e modificato da ilgrandeinverno il 28/02/2015 15:52:40
staffdamasrei ha scritto: IGI, non è che nasciamo tutti imparati. Se un giocatore è nuovo di questi giochi, può starci benissimo che non sappia cose che per altri sono ovvie. I pensieri in azione disturbano, considerando il fatto che espongono al rischio di metagame, anche involontario.
Di vantaggi, invece, onestamente non ne vedo.
I pensieri in azione disturbano TE e chi è convinto che l'interpretazione tramite stringa debba esprimere solo la fisicità percepibile dal PG. Che, ripeto, è una legittimissima preferenza di gioco, al pari del preferire le chat a sfondo chiaro o scuro o le ambientazioni con/senza magia o i setting di gioco basati su dadi o diceless.
Alla pratica, a me (sia da giocatore che da master) disturba anche, soprattutto in quest, un giocatore fanatico della scuola interpretativa "don't tell, show", che per trasmettermi che se la sta facendo sotto dalla paura durante una missione pericolosa, mi invia 8 righe di descrittivo fisico dettagliato fino all'angolazione dell'apertura delle palpebre e alla frequenza di battito dei denti, quando un "+ se la fa sotto dalla paura", anche se stilisticamente meno ricercato e stilisticamente non conforme ai sacri dettami della scuola "don't tell, show", risulta di immediata comprensione sia per i giocatori che ci interagiscono, sia per il master chiamato a leggersi le stringhe di tutti.
Perchè francamente dal punto di vista della leggibilità di una chat non vedo alcuna differenza tra uno che si piscia addosso scrivendo 12 righe di ricordi e uno che si piscia addosso descrivendomi 12 righe di fisiognomica perchè vuol far capire che il suo pg ha paura, ma ha il terrore di violare i dettamni di una scuola stilistica di narrazione.
Sull'utilità della cosa o meno, esiste una cosa chiamata "immersione" del giocatore e l'utilizzo di descrizioni introspettive è chiaramente rivolta al giocatore che legge, non al personaggio.
Anche qui, non c'è una regola nè un giudizio universale, è una preferenza estremamente soggettiva e ogni preferenza in questo senso è legittima.
De gustibus.
Sulla questione del nascere imparati, mi vedi concorde, ma appartengo a quella scuola di pensiero per cui è preferibile insegnare ai ragazzini COME usare il fuoco anzichè far sparire fiammiferi e accendini da casa dicendo loro che il fuoco è cattivo.
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