Pensieri e ricordi
28/02/2015 16:04:04
owli1 ha scritto:
Io lo ho visto troppe volte, perchè poi descrivono questo e la domanda che ti fai è "ok, ma il personaggio dove è? da dove viene? come? è armato? se sì cosa è visibile tra le armi? quale è il suo aspetto se nella scheda hai l'immagine di un'ombra nera e non c'è uno straccio di descrizione fisica?".
Concordo, ma difatti a cosa serve uno staff? Dal giocatore dovresti attenderti che IMPARI a usare sia narrazione fisica che (se e dove concesso) narrazione introspettiva senza ammorbare il prossimo, usarla in modo scorretto per condizionare il gioco altrui e senza appesantire le chat ed il gioco.
Se è per questo, se cominciamo col "ho visto cose che voi umani..." non ne usciamo più. Ho visto gente che per scrivere che si mette a braccia conserte è capace di inviarti una descrizione di 15 righe che sembra la descrizione della macarena.
Il giocatore che ama pisciarsi addosso perchè convinto di essere un novello Leopardi trova il modo di farlo a prescindere, sia con la narrazione fisica che con quella introspettiva. Ma è quello che devi prendere - ludicamente ed 'educativamente' parlando s'intende - a mazzolate: il giocatore che si scorda cos'è l'interazione perchè è troppo concentrato a dare dimostrazione della sua perizia stilistica.
Che lo faccia con la narrazione fisica o con quella introspettiva è del tutto irrilevante.
28/02/2015 16:10:43
Ho, bene o male, letto alcune delle risposte e in alcune cose ovviamente mi trovo concorde. Innanzitutto vorrei dire che sono ASSOLUTAMENTE CONTRARIO ai pensieri nelle azioni, questo perchè a parte il fatto che appunto svelano e spezzano parte del phatos, possono essere usati in maniera improria. Ho più volte visto giocatori che lo usavano per insultare, provocare o altro un altro personaggio senza farlo in prima persona.
Esempio:
"Ciccino si trova davanti a pippolo, ma ciccino sà che pippolo è solo un'idiota, sà benissimo che per come è vestito farebbe bene a darsi all'ippica."
Tutto questo in un'azione, senza ovviamente dirlo direttamente al pg, e questa è una cosa che sinceramente odio. La prendo come violenza psicologica ig, provocazione fra player.
Per i ricordi non saprei, ma se non ledono come nel caso dei pensieri, allora non sarei contro. Tutto potrebbe essere usato in maniera positiva ma anche in maniera negativa.
28/02/2015 16:14:50
enverfrasheri ha scritto:
Tutto questo in un'azione, senza ovviamente dirlo direttamente al pg, e questa è una cosa che sinceramente odio. La prendo come violenza psicologica ig, provocazione fra player.
Per i ricordi non saprei, ma se non ledono come nel caso dei pensieri, allora non sarei contro. Tutto potrebbe essere usato in maniera positiva ma anche in maniera negativa.
Assolutamente d'accordo. Tengo a specificare che anche in un setting come il nostro in cui l'utilizzo della narazione introspettiva è tollerato 8con specifiche ben definite su quello a cui deve servire e come NOn usarlo) verrebbe sanzionata gravemente.
28/02/2015 16:28:48
Secondo me i pensieri nelle azioni possono comunque generare un sacco di problematiche perchè un pensiero espresso in una frase da giocatore A che svela un dettaglio può far passare per metaplay una interazione di Pg B che magari è solo paranoico e avrebbe comunque la stessa azione pur non sapendo il dettaglio.
Ti faccio un esempio di una semplice situazione con pensieri o meno:
Caso 1
Pg A: offre la bottiglia di vino a B sorridendo mentre gliela porge.
Pg B: Accetta volentieri il vino facendo comunque per sicurezza prima una individuazione dei veleni.
Caso 2
Pg A: offre la bottiglia di vino a B sorridendo mentre gliela porge pensando gia al piacere di vederlo contorcere in preda al veleno.
Pg B: Accetta volentieri il vino facendo comunque per sicurezza prima una individuazione dei veleni.
Quanto più difficile diventa gestire il fatto di considerare "valida" l'azione di B nel secondo caso rispetto al primo, e quanto diventa difficile per b spiegare che è una cosa fatta per paranoia che avrebbe fatto comunque visto che A ha specificato di aver avvelenato la bottiglia.
Per questo dico che pensiewri che spieghino cose che non posso sapere sono problematiche a andrebbero omessi comunque sempre
28/02/2015 20:41:45
staffdamasrei ha scritto: Finché è moderato e descrive comunque una situazione PRESENTE in quel momento (nella fattispecie, il freddo), neanche ci si fa tanto caso e direi che non è sbagliato. Che fa freddo lo possono comunque notare tutti consultando il meteo, l'errore è fornire informazioni di altro tipo, specialmente pensieri, considerazioni personali del pg, episodi passati giocati o solamente inventati.
Perchè? Alla lettera: perchè è un errore?
28/02/2015 20:49:50 e modificato da ilgrandeinverno il 28/02/2015 20:51:45
dyrr ha scritto: Secondo me i pensieri nelle azioni possono comunque generare un sacco di problematiche perchè un pensiero espresso in una frase da giocatore A che svela un dettaglio può far passare per metaplay una interazione di Pg B che magari è solo paranoico e avrebbe comunque la stessa azione pur non sapendo il dettaglio.
Sono tante le cose che "possono" indurre al metagame. Partiamo dal presupposto che il metagame è SEMPRE un errore di chi lo fa, quali che ne siano le circostanze innescanti (ovviamente parliamo di metagame preterintenzionale, immagino) quindi se io considero una cosa che ho letto in chat come automatica conoscenza acquisita del mio PG sono IO che sbaglio.
Tanto per chiarire un confine basilare.
Detto questo, sì può accadere quello che dici, anche se onestamente la trovo una circostanza abbastanza limite. Nel caso di informazioni sensibili che potrebbero "sputtanare" un gioco coperto o nascosto in genere sono per primi i giocatori a evitare di trasmettere informazioni che potrebbero rovinargli il gioco, se prese e abusate da chi interagisce con loro.
Qui la differenza è tra un PG un po' paranoico, che magari a causa della sua paranoia una o due volte ci piglia anche se non ha effettivi indizi a conferma, mentre 8 volte su dieci prende dei granchi colossali a causa della sua paranoia.
Questo è un PG paranoide. Un PG che usa la paranoia come giustificazione per riuscire a "prenderci" 10 volte su 10, è già più difficile da spiegaree quasi sicuramente indica che c'è sotto una abitudine al metagame: che, di nuovo, è un errore di chi legge una informazione in chat (o vede un simbolo di gilda sulla scheda, o legge un'info di background sulla scheda avatar, o ha letto il manuale dei mostri di D&D anche se gioca un personaggio che non dovrebbe sapere nulla dei mostri in circolazione perchè è ancora al primo livello) e dà per scontato che la conosca anche il suo pg.
Gli staff, ribadisco, esistono proprio per questo. Per capire quando sei davanti a un pg paranoico ben giocato e quando sei davanti a un paraculo che trasferisce indebitamente informazioni da sè stesso al suo pg.
28/02/2015 21:08:44
Io parlo di questo concetto e mi fa piacere vedere che non sono il solo che ha visto esempi di questo genere:
Ecco anche la cosa di Dyrr, ho visto anche usare la cosa del dire cosa c'è in azione solo per poter accusare di metagioco l'altro.
Prendi l'esempio che ho portato io. Nel primo caso B non deve trovare nessuna giustificazione al suo modo di reagire, nemmeno se è la prima volta che decide di controllare s eil vino è avvelenato.
Nel secondo caso deve stare attento a come si muove, perchè come ben sappiamo, e non ditemi di no la polemica è all'ordine del giorno specie quando ci sono contrasti dei pg.
Sarò strano io ma non capisco il perchè della necessità di mettere in generale informazioni che non è possibile conoscere nei post o dire "si ma tanto è una conoscenza del giocatore non del pg".
Concordo sull'ultima frase, ma permetterai che possa togliere buona parte del piacere di scoprire determinate cose di un altro pg l'averle spoilerate in off, perchè il saperle attraverso i pensieri o il ricordi descritti in un post, è off e su questo non ci piove.
28/02/2015 21:22:07
ilgrandeinverno ha scritto: Sull'utilità della cosa o meno, esiste una cosa chiamata "immersione" del giocatore e l'utilizzo di descrizioni introspettive è chiaramente rivolta al giocatore che legge, non al personaggio.
Anche qui, non c'è una regola nè un giudizio universale, è una preferenza estremamente soggettiva e ogni preferenza in questo senso è legittima.
Si sfocia nel GdN, non più nel GdR.
Se io giocatore voglio una cosa chiamata "immersione" vado a leggermi un libro, una fanfic, le istruzioni della candeggina mentre sono al cesso o il manuale di fisica quantistica di Sheldon Cooper. A me giocatore, della descrizione introspettiva che allunga solo il brodo senza darmi nulla in termini di "gioco" (perchè non è ruolisticamente sano giocare a "immergiamoci nei ricordi/turbe/elucubricazioni mentali del pg" in stile rimpiattino) non me ne faccio nulla.
Se Asdrubale fissa Lella e nel mentre dell'azione sorseggia la birra e il resto è "immersione", Lella cosa dirà nell'azione dopo? "Fissa Asdrubale". Che dire, un'immersione che mi ha dato molto.

28/02/2015 21:33:58
staffdamasrei ha scritto:
Infatti il discorso è che le percezioni attraverso i cinque sensi da descrivere sono quelle DEGLI ALTRI, non quelle del nostro pg. Ad esempio, se il mio pg guarda in un punto e vede che c'è un pericolo di qualsiasi tipo, non è tenuto a scriverlo nell'azione se gli altri non possono vederlo. Ma se lui porta, ad esempio, una spada al fianco, deve scriverlo perché gli altri la vedono. Lo stesso vale per il gusto: se il mio pg mastica una gomma alla fragola, non deve specificarlo, ma se la offre e l'altro pg la mastica, il primo deve scrivere che è alla fragola perché in quel momento l'altro può sperimentarlo.
Per l'appunto, questo è quello che volevo far emergere XD E' diverso dire (cito testualmente) "Tutto ciò che si può vedere, ascoltare, toccare, gustare e odorare della scena va descritto" (che tra l'altro "tutto" implica anche quello che solo il mio pg percepisce, ma immagino non fosse quello il senso che voleva trasmettere chi l'ha scritto, altrimenti non ha davvero senso O.o) e dire "tutto quello che può essere utile al player che interagisce con me". Sinceramente? Preferisco leggere "Caio guarda il suo interlocutore, provando una paura che però non vuol dargli la soddisfazione di mostrare" piuttosto che "Tizio guarda la piega scura formata dalla filigrana in filo d'oro su raso di seta bordeaux con orlo a giorno a trama larga del suo mantello, raffigurante minuscole foglioline di quercia disposte casualmente come portate dal vento" (il tutto naturalmente inventato, non sono una sarta XD). Sono tutte cose che il pg con cui il mio interagisce può sapere? Sì. Sono utili per lui? Discutibile. Rendono gradevole l'azione? Molto discutibile.
28/02/2015 21:39:26 e modificato da ilgrandeinverno il 28/02/2015 21:43:11
cocorocha ha scritto:
Si sfocia nel GdN, non più nel GdR.
Hm. Dissento. Altrimenti gli appassionati di sparatutto giocherebbero ancora a Quake I, che motore fisico a parte, ha poco da invidiare ai più recenti sparatutto.
Al personaggio che spara cambia un cavolo l'immersione, ottenuta tramite il perfezionamento del suono, delle atmosfere e degli effetti visivi. In fondo al PG importa solo riuscire a spappolare più nemici possibile senza farsi ammazzare. Che il giocatore si "immerga" o meno non gliene importa un tubo.
Eppure ci sarà un motivo se, avendo un PC in grado di reggerlo, un appassionato di sparatutto accantona il buon vecchio Quake I in favore magari dell'ultima versione dello stesso Quake o di Fallout.
Ecco cosa intendo per immersione.
Chi diamine stabilisce se c'è un limite di "immersione" che definisce se un gioco è un gioco di ruolo, un gioco di narrazione, un gioco di vita simulata, ecc?
Se da qualche parte esiste un Ente Internazionale che ha emanato direttive di classificazione di valore universale per definire se e quanto un GDR possa essere definito dall'immersione narrativa, fatemelo sapere :)
Se io giocatore voglio una cosa chiamata "immersione" vado a leggermi un libro, una fanfic, le istruzioni della candeggina mentre sono al cesso o il manuale di fisica quantistica di Sheldon Cooper.
A me giocatore, della descrizione introspettiva che allunga solo il brodo senza darmi nulla in termini di "gioco" (perchè non è ruolisticamente sano giocare a "immergiamoci nei ricordi/turbe/elucubricazioni mentali del pg" in stile rimpiattino) non me ne faccio nulla.
Benissimo niente da dire. Sceglierai un GDR nel quale l'immersione è ridotta al minimo e non sono consentiti innesti introspettivi. Chi non ha problemi, o magari ricerca anche un tipo di immersione che può essere facilitata dal non limitare la stringa in chat al solo descrittivo fisico, sceglierà GDR nei quali questo è consentito.
Dov'è il problema? Il mondo del gdr è (o meglio dovrebbe essere) bello proprio perchè vario.
Per inciso: i pipponi filosofici in stringa non li reggo neanch'io.
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