Giocare il passato, vivere il presente, cambiare il futuro
Giocare il passato, vivere il presente, cambiare il futuro postato il 17/05/2015 10:53:40 nel forum giochi e dintorni
"E mi cambierò nome, ora che i nomi non cambiano niente"
Ciao. Vorrei porre a tutti solo una domanda, ma forse prima dovrei dire qualcos'altro.
È da un po' che non mi faccio vivo (a parte quel concorso su quel gioco di carte che ho ovviamente perso - cercavano una faccia per un serial killer, e forse la mia è solo da maniaco), per motivi che vanno dalle mie personali intemperanze a quelli relativi alla non facile (né a volte felice) gestione di una ludoteca nel 2015.
Sperando anche che non ve la siate presa troppo per quella mia pagina, quella sciocchezzuola che ha fatto infuriare qualcuno (o che magari ha semplicemente provocato risate di compatimento e sussiego), beh, rieccomi qui a scrivere. Il motivo del mio gesto?
...Continuiamo forse a interrogarci sul perché viviamo proprio in questo mondo abitato proprio da queste persone? Io ho smesso.
Sperando anche di evitare di essere nuovamente ribattezzato "araldo dell'arzigoggolume" (malachi rest in peace), passo subito all'argomento che avevo intenzione di delineare - ma che probabilmente riuscirò solo ad abbozzare perché è un idea in fieri - ovvero "Giocare il passato, vivere il presente, cambiare il futuro".
- Passato -
Conosciamo tutti la travagliata storia dei play by chat et similia in Italia, dagli arbori di Athenet al boom di Extremelot, passando per Due Città, Terre Invisibili, Lande di Shannara & compagnia danzante. Sin dall'osservazione più distratta è possibile cogliere un dettaglio: sono tutti giochi di ruolo ambientati in un passato fantasy o pseudo tale, città virtuali dove provare l'ebbrezza di tuffarsi in una storia così antica che i suoi contorni hanno le sfumature del mito ("fantasy"), o perlomeno questo è sempre stato il mio pensiero di sottofondo.
Perché questa nostalgia, questa ricerca così spasmodica di un contatto virtuale con mondi vagheggianti e individui che si ammantano di mistero dietro una tastiera, desiderosi di trovare finalmente un mondo che possa soddisfare i propri gusti?
Un'idea me la sono fatta.
- Presente -
Spento il computer, il giocatore viene attanagliato e soffocato dalla realtà viva e pulsante dei giorni del calendario, a volte dimenticandosi che forse occorre trovare la gloria in questa vita, e non in altre fittizie, posticce e virtuali.
Perché questa sequela di banalità?
Perché io stesso spesso dimentico che i paradisi artificiali, qualsiasi sia la loro natura, sono luoghi insidiosi e a volte più pericolosi di quelli reali. Ma non dimentico che, così come la spersonalizzazione e la massificazione dell'individuo sono processi tuttora in atto nella nostra società (e parlo da cittadino italiano che vorrebbe semplicemente sentirsi in una democrazia), anche nelle comunità virtuali abbiamo assistito ad una banalizzazione delle trame, delle ambientazioni, dei personaggi e dei loro sempre più prevedibili bisticci giornalieri.
Cos'è che si dice? Che c'è qualcosa di terapeutico nello scrivere, e chi altro può comprendere a fondo questa diceria se non gli utenti dei giochi di ruolo testuali, passati, presenti e futuri?
Mi piacerebbe analizzare anche i disturbi mentali del giocatore medio, sdoppiato e frammentato in un numero variabile di dimensioni ludico-virtuali, ma so con certezza che potrei confondervi (e confondermi) ulteriormente le idee - per non dire annoiarvi- e quindi concludo con la terza parte, coincidente con ciò che verrà.
- Futuro -
Va bene, magari non è vero che cercavate un paradiso. Magari eravate semplicemente stanchi e annoiati, magari non eravate soddisfatti della vostra vita vera, magari volevate solo rimorchiare qualche pollastrella su Msn o su Skype. O magari, insieme a tutte queste motivazioni, ce n'era anche un'altra: cambiare il futuro.
Non temete, non penso che siate tutti dei novelli Robespierre pronti a dare fuoco al mondo e a vedere poi cosa mai possa nascere dalle sue ceneri, quanto semplicemente delle persone che vorrebbero vivere in un mondo migliore, un mondo che si costruisce anche virtualmente, sondando i desideri della comunità di cui siamo membri, sperimentando giorno dopo giorno alternative alla squallida, piatta e marcescente realtà.
Non credo sia un caso che la stragrande maggioranza dei giochi di ruolo online in tutti questi anni abbiano avuto ambientazioni legate ad un passato lontano, vivificato da elementi fantasiosi (i cultori della fantascienza non me ne vogliano): da una parte è naturale cogliere una volontà forse un po' infantile di crearsi un proprio mondo ideale, con il proprio alter ego ideale, con i propri amici ideali, ma dall'altra mi è sembrato che io, voi, tutti, cercassimo gli errori che hanno caratterizzato l'evoluzione umana, le cause primigenie dei conflitti e degli scontri, le soluzioni peggiori atte ad ingabbiare l'individuo, e tutto il suo mondo, in una società prestabilita come i prefabbricati. Bum?
Mi succede sempre così: parto con un argomento ben chiaro in testa e poi parto per la tangente, con voli pindarici ipertrofici e destinati al fallimento. Spero, ad ogni modo, di avervi fornito qualche spunto di riflessione.
Comunque, per quei pochi coraggiosi che sono arrivati fino a qui chiedo gentilmente, oltre a darmi un qualsivoglia parere su quanto ho espresso (ma non è necessario, davvero), di tirare le somme sulla propria esperienza virtuale (passata e presente) rispondendo ad una "semplice" domanda:
Quanto i giochi di ruolo online hanno cambiato ciò che una volta era il vostro futuro?
Buona giornata.
Pagine → 1
17/05/2015 13:44:23
Dunque...
Premetto che io guardo sempre un po' con sospetto chi dice che nei libri/videogiochi/gdr fantasy si cerca una fuga dalla realtà. Chiaramente è possibile, certo, ma non più di quanto non la si cerchi nella musica di Mozart o che ne so, nel fare l'uncinetto. Il desiderio del fantastico nell'uomo è qualcosa di molto più profondo del chiudere gli occhi al mondo che lo circonda in cerca di uno migliore, anzi, secondo me è un po' l'esatto opposto, ma seguendo questa strada rischio di uscire completamente dal tema quindi metto un punto.
Io credo che la questione dell'ambientazione dei gdr online si inserisca in una tendenza più ampia: quando andavano i libri fantasy classico predominavano i gdr fantasy classico, ora che si sono diffusi un sacco di libri/film urban fantasy/post-apocalittico/etc i gdr hanno reagito di conseguenza. Probabilmente il fatto che siano nati nel fantasy significa che il fantasy aveva gli elementi più adatti a sviluppare i gdr di quel tempo e che questi elementi erano quelli i cui andava in cerca un determinato tipo di utenza, ovvero quello abituato al fantasy classico; insomma, una persona "adatta" a leggere/vedere/giocare libri/film/videogame fantasy è probabilmente anche una persona "adatta" a giocare ai gdr, che quindi si sviluppano secondo questi gusti. Ovviamente so che ci sono anche gdr non-fantasy, ma a volerci basare sui dati del portale, fantasy e fantastico sono comunque la gran maggioranza mi pare. Non so poi se in altri paesi si sia seguito il medesimo andazzo.
Non so se ho c'entrato il senso del discorso :P
Quanto alla domanda finale, la risposta è... niente O.o Nel leggerla mi sono resa conto che quello che consideravo "futuro" è più o meno esattamente come me l'ero immaginata XD E i gdr c'erano e ci sono ancora :P
17/05/2015 17:13:19 e modificato da strangefolk il 17/05/2015 17:36:09
Il gdr non è proprio una cosa semplice come uno sparatutto: c'è una componente recitativa e di ambientazione che non tutti sono abituati a considerare, e molti non impareranno mai a gestire.
La rottura (e qualche volta il fallimento) dell'equilibrio nei gdr è data dal conflitto tra persone che lo fanno come si deve e persone che lo fanno perchè vogliono essere un cavaliere/un demone/una pornostar a tutti i costi, e guai a contraddirli. Non sono due categorie nemmeno lontanamente simili, e il fatto che Elot si sia pubblicizzata per anni con la bandiera dello "sfigati di tutto il mondo unitevi" non vuol dire che a comandarla debbano essere per forza i secondi. Ma soprattutto non vuol dire che interpretazione ed escapismo siano sinonimi.
Certa gente tende ad autocolpevolizzarsi sotto la pressione sociale, ad associarsi all'archetipo del nerd ciccione dei primi anni novanta e a dare per scontato che la sua sia una fuga dalla realtà. Dal momento che i tempi sono ampiamente cambiati, sarebbe anche ora di rifletterci un attimo. Se immaginare le vite di altri personaggi (mentre si vive la propria) è escapismo, allora attori, scrittori, sceneggiatori e registi sono una masnada di poveracci, e le loro storie non valgono un centesimo. E buonanotte alla "supremazia culturale" dell'Occidente. Occidente che vive in uno stato di sudditanza forzata verso il passato, sotto la legge del "tanto ci ha già pensato qualcuno meglio prima di te, e se provi a fare qualcosa di nuovo stai fuggendo dalla realtà, che è tutta bollette e code alla posta."
La verità è che l'immaginazione si è sempre mossa su un binario diverso rispetto al sociale. Le persone che immaginano sono quello che hanno il coraggio di superare lo scoglio della soggezione verso i maestri, dell'imparare a memoria le poesie e fare la conta su facebook dei libri che hanno letto per definire il proprio grado di cultura.
Che ci sia ancora chi ha paura di fare questo piccolo passo è un altro discorso.
19/05/2015 16:40:43
Definire i gdr un modo per evadere dalla realtà la vedo come una definizione un po' banale, anche perché - come è già stato detto - ci sono milioni di modi per evadere dalla realtà. Quando ho iniziato a giocare ai gdr non l'ho fatto per evadere dalla realtà opprimente ma semplicemente perché sono una persona che si annoia facilmente ( e dopo tutto sto tempo continuo ad annoiarmi, ma vabbè )
Così come non condivido nemmeno che questa definizione sia associabile soprattutto ai fantasy classici o medievali che siano. Avere nostalgia di epoche mai vissute ( io sono la prima a dire che avrei tanto voluto nascere nel Rinascimento ma comunque ai fantasy classici non c'ho mai giocato ) non significa necessariamente voler scappare da quella in cui si vive. E poi, continuando a concordare con unaplayer, è anche vero che i gdr seguono - come tutte le cose - la moda del momento. Basti vedere tutte le land a tema Asoiaf che spuntano come funghi ogni volta che viene trasmessa una nuova stagione di GoT.
E, per rispondere alla tua domanda, il mio futuro ( anche se mi sembra davvero strano che un gdr online possa incidere sul futuro di una persona, a meno che in land una non conosca l'amore della sua vita ) non è stato cambiato. Ero e sono ancora la stessa che s'annoia, che è sempre in cerca di qualcosa di nuovo e salta da una land all'altra perché è un po' incostante e si stufa facilmente delle cose.
20/05/2015 11:44:51
Innanzitutto parto con il quotare quanto detto da strangefolk:
"tanto ci ha già pensato qualcuno meglio prima di te, e se provi a fare qualcosa di nuovo stai fuggendo dalla realtà, che è tutta bollette e code alla posta."
Questa è una delle tipiche risposte/pensieri che vengono date da persone prive di una qualsiasi tipo di fertilità emotiva, aride come il deserto, in modo tale da tranciare di netto gambe e braccia a chi un qualcosa nella propria vita sta riuscendo a portare avanti, che sia la semplice riuscita di una ricetta mai venuta che ad un qualcosa di più retributivo e concreto come un posto di lavoro di un livello superiore a quello precedente.
La realtà è la realtà, c'è chi l'accetta senza emettere sillaba; chi preferisce chiudere gli occhi ed attendere l'alba del giorno dopo e chi invece mal contento della propria, invidia quella altrui.. migliore o peggiore della propria non ha importanza, l'invidia non osserva questo genere di piccolezze.
Portandomi invece al discorso posto inizialmente da yoshi ho dovuto rileggerlo un paio di volte per comprendere effettivamente cosa volesse dire e forse ho in parte capito (soggettivamente parlando ovviamente).
- Passato e Presente -
No. Non conosco la travagliata storia dei play by chat, purtroppo non sono totalmente afferrata dato che i miei primi giochi di ruolo scansavano come la peste la categoria fantasy, questo per timore di errare in qualcosa. I fantasy li ho sempre visti e vissuti in seguito come generi piuttosto rigidi e difatti molti di questi ha regole talmente impossibili che se ne potrebbe uscire di matto. Dunque No. Non credo che i giochi fantasy siano nati da desideri di soddisfare gusti o ancor meno di poter dare un contributo per cambiare il mondo. Anche se ammetto che, come ogni buon gioco, anche i giochi di ruolo hanno la loro morale.. passata o presente che sia.
E' come il gioco del Monopoli, c'è chi dice che è nato per piccoli imprenditori, chi per far comprendere il valore dei soldi già dalla tenera età e chi soltanto per potersi svagare in un qualcosa che mai nella vita potrà permettersi: la borsa.
(*mai permettersi ovviamente rivolto a quel genere di persone che non hanno abbastanza studi o sicurezza di se per investire parte della propria vita nel circolo vizioso di ciò che alla fine dei conti è sempre un azzardo: un gioco)
Talvolta spento il computer io stessa ho sentito un vuoto, questo soprattutto nei primi periodi dopo l'accettazione che il gioco di ruolo non mi annoiasse (*si, i primi due mesi non sapendo giocare loggavo si e no due volte alla settimana per scrivere due righe che non si incrociavano nemmeno per scherzo). Non la definirei una sequela di banalità, perchè questa sensazione la si ha con tutto ciò che portiamo nel cuore:
- quando lasci tuo figlio all'asilo al suo primo giorno
- quando finisci un libro che ti ha lasciato con il fiato sospeso
- quando raggiungi degli obbiettivi di lavoro e non vorresti che la giornata finisse
- quando guardi un film assieme alla persona che ami da morire ma che al giungere della fine dovrai riportare a casa senza averle detto nulla
Dentro ognuno di noi si crea il cosidetto Vuoto, mescolato all'ansia, al disagio, all'euforia.
Siamo un conteiner di emozioni, siamo umani :)
Rapportandomi soltanto al gioco di ruolo, io stessa ammetto che i personaggi che creo sono una parte di me mescolata a ciò che non potrei mai essere ed è giusto così. Siamo tutti un piccolo gruppo di teatranti, attori che hanno questa passione in comune. Chi più bravo, chi meno. Chi prolisso e chi fugace. Non è importante come sei, ma il come lo fai.. con rispetto e passione.
Rapportare quindi a dover analizzare una terminologia grossa come: disturbo mentale del giocatore medio.. mi sento come messa in una stanza che non mi compete. Il disturbo mentale è tutt'altro paio di maniche e soprattutto non si può associarlo al giocatore medio, tale infatti, secondo il mio punto di vista è ciò che ho appena analizzato io stessa nella parentesi - passato e presente -
Il vero disturbo mentale d'analizzare è di coloro che non prendono il gioco di ruolo come tale, quindi con i suoi regolamenti ed i suoi piaceri, ma per coloro che prendono tale portale ed opportunità per creare disagio generico. Male lingue, rovinare rapporti sentimentali altrui, innalzarsi come dio onnipotente e supremo cercando di soffocare chiunque brilli di luce propria. Tutto rapportato alle invidie di cui parlavo precedentemente e purtroppo a tanto altro.
E' QUI che si dovrebbe far partire lo scanner ed analizzare a fondo.
- Futuro -
A questo proposito ho già risposto in parte, quindi non credo che serva per cambiare il futuro invischiarsi in diversi giochi di ruolo soprattutto a stampo fantasy. Il futuro è presente. Parola dopo parola è il mio futuro che si prospetta innanzi a me ed è del tutto casuale.
A questa domanda:
- quanto i giochi di ruolo online hanno cambiato ciò che una volta era il vostro futuro? -
Potrei rispondere semplicemente con un: a me? Parecchio.
In fin dei conti con i giochi di ruolo, io che non ho mai avuto la possibilità di uscire nella mia adolescenza per via di lavoro e scuola che si intercambiavano con una naturalezza disarmante, ho potuto conoscere amici che perdurano, amici che hanno cessato di essere tali e persino incontrare la persona che ancora oggi mi sopporta. Per questo dunque posso rispondere Parecchio.
Ma tendo a precisare che non sono i giochi di ruolo che cambiano ciò che per noi sarà il nostro futuro. Siamo Noi che diamo la possibilità a questo cambiamento di esistere, perchè basta una semplice risposta: No.
Con quel No, chiudiamo ogni qual tipo di cambiamento. Nei giochi di ruolo così come in tutto quello che ci circonda.
Spero di non essere uscita troppo fuori topic, ma devo ringraziarti yoshi, mi hai fatto fare una riflessione che non mi era mai capitato di fare.
Buona giornata a te :)
21/05/2015 20:18:47 e modificato da lom il 21/05/2015 20:19:14
yoshi ha scritto:
Quanto i giochi di ruolo online hanno cambiato ciò che una volta era il vostro futuro?
Molto, direi.
Ricordi e vissuti collegati ai gdr via chat hanno segnato il periodo dell'Università, hanno apportato nuove amicizie e relazioni, hanno scandito gli anni della specializzazione, hanno allargato la rete di conoscenze singole e fra realtà ludiche, mi hanno dato modo di fare esperienze e conoscenze che altrimenti non sarebbero state possibili e tutt'oggi continuano a divertirmi e alimentare la mia passione per il gioco di ruolo e il fantasy.
Sono solo giochi? Può darsi...
... di certo, pur essendo "solo giochi", c'è una parte importante di "play by chat" in ogni periodo dei miei ultimi 15 anni.
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