Dadi: sì o no?
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30/04/2018 22:21:11
digital-destiny ha scritto:
Il dire una bugia, per esempio, è un caso molto calzante: evitare completamente ogni ingerenza delle mie capacità di giocatore nell'interpretare quel lato del PG, è (per esperienza) molto difficile.
Non sono d'accordo, per me è invece facile rimanere coerenti in questi casi, se non è l'altro giocatore a voler strafare (ma, appunto, mostrandosi incoerente, nulla che lo staff non possa risolvere).
Se, per esempio, la mia pg è la figlia della Regina d'Inghilterra e tu sei un suddito inglese, al mio "Guardate, ve lo assicuro, ho informazioni certe secondo cui Lord Black si trova in Cornovaglia"... è ovvio che ci credi.
A meno che tu non abbia altre informazioni (tipo sai che sono una bugiarda, sai che sono di una fazione nemica rispetto alla tua, o cose simili) è naturale che crederesti a cosa la tua principessa ti dice.
Se dal nulla ne dubiti solo perché tu player off sai che Lord Black lì non c'è, o sai che sono in una fazione nemica e quindi è più probabile voglia mandarti incontro a morte certa (ma lo sai tu off, non il pg on) sei tu che ti stai comportando in modo incoerente, non la situazione che richiede un dado.
E questo vale per tutte le situazioni, di norma - anche nella realtà, dico - se uno dubita della parola di un'altra persona c'è un motivo, che si basa su:
A) E' una cosa troppo esagerata da credere
B) Non ti fidi per nulla della persona che hai di fronte, ma di norma vuol dire che ci sono dei motivi per non farlo
C) Il tipo che ti parla è un esimio sconosciuto e hai paura che voglia truffarti
Fuori da questi casi, è più normale fidarsi che non fidarsi, se la tua professoressa ti dice "Per favore, vai in aula insegnanti, il registro è lì, portamelo" non stai lì a chiederti "Mha, ma sarà vero o invece ci ha nascosto un Black Mamba pronto a uccidermi?", se in gioco fai sì che il tuo PG studente le risponda "Ma no, ci mandi Sempronio va, non mi fido", i casi sono due, o il tuo pg ha dei motivi fondati on per credere che la sua prof voglia ucciderlo, o tu stai facendo metaplay
01/05/2018 13:06:38 e modificato da kinch il 01/05/2018 13:10:00
Sistema diceless con parametri non lo so, ma sistemi con i dadi che però non vengono usati per cose del genere ma solo in combattimento sì
Io ci gioco, esistono i parametri Forza, Destrezza e Mente, e si usano in combattimento (associati al tiro di dado), ma non si usano per nient'altro, tutto il resto è dato dall'interpretazione e dallo status del pg, che ovviamente conta (piaccia o meno, un membro del governo avrà più autorità del primo tizio che passa per la strada, il Comandante dell'esercito avrà più autorità del salumiere sotto casa ecc)
Onestamente non vedo il problema di utilizzare l'interpretazioni in questi casi, e non riesco a immaginare casi "dubbi" in cui sia necessario un tiro di dado (se voi li avete, a questo punto sono curiosa di un esempio)
Faccio un esempio concreto, effettivamente successo:
La mia pg conosce un tizio (Pinco), con cui fa amicizia, viene a sapere che lavora in un negozio magico, e a lei servono dei manufatti magici, quindi si rivolge a lui.
Lei non ha la più pallida idea di come funzioni la creazione di quei manufatti, delle regole del negozio o di qualsiasi altra cosa del genere.
Lui fa parte di una gilda avversa alla mia pg, inoltre ce l'ha con lei per motivi personali, ma lei non lo sa, non sa che lui fa parte di quella gilda, nè può sapere che lui quindi abbia dei problemi con lei, per quello che ne sa lei sono amici.
Lui le dice che può costruire quei manufatti, ma che è necessario un piccolo prezzo in energia da parte di chi avanza la richiesta, quindi le "succhia" energia per costruirli.
Ora, devo davvero tirare un dado per decidere se lui la convince o a lei venga il dubbio che - invece - quel prezzo dovrebbe pagarlo l'incantatore e non il cliente?
Perché dovrebbe pensare una cosa simile, se non conosce nulla di quel genere di magia e se non ha motivo di non fidarsi di lui, dal momento che lo ritiene un amico?
Non è forse più metaplay dire "eh, no, aspetta, tiriamo un dado, magari alla mia pg vengono dei dubbi sulla sua affidabilità, così, dal nulla"?
Per me non ha senso: la mia pg non ha alcun motivo on concreto per dubitare, quindi non dubita e accetta di pagare il prezzo di energia, non serve il dado.
01/05/2018 19:14:23
Le stesse identiche perplessità di chi ha aperto il thread ci hanno spinto a studiare per anni un sistema che mediasse descrittivo e struttura di un gioco cartaceo. Utilizzando, anche, un insieme di applicazioni che vanno tarate sul gioco e che devono essere adattabili anche alle evoluzioni del gioco.
Inutile ripetere quanto detto in apertura. Il dado stona, è forzato, sbugiarda spesso un talento e una capacità di logica nel gioco che milioni di skill non possono regalare a nessun giocatore e non si tratta di "saper scrivere", si tratta di saper pensare.
La risposta per noi è stata un descrittivo logico, fatto di regole precise e dettagliate sul concetto di convenzione che fonda un sistema di gioco, lo media con le skill e di fatto determina gli esiti con un criterio. Può piacere o meno, ma c'è ed è tracciabile dai giocatori.
Per altri (e non mi dispiace) è lo sforzo di legare il dado a un calcolo algoritmico determinato da un insieme di parametri che maturano con le skill e l'esperienza. Anche questa è una soluzione accettabile, ma di fatto, senza un collegamento con la convenzione del descrittivo, limita di molto lo sforzo del giocatore nel rendere una scrittura logica e adeguata a un gioco semplicemente perchè ne perde la necessità.
Però è un sistema logico e ci sta, ben migliore del dado casuale, o legato alle sole skill.
02/05/2018 13:30:32
ilgrandeinverno ha scritto:
Per altri (e non mi dispiace) è lo sforzo di legare il dado a un calcolo algoritmico determinato da un insieme di parametri che maturano con le skill e l'esperienza. Anche questa è una soluzione accettabile, ma di fatto, senza un collegamento con la convenzione del descrittivo, limita di molto lo sforzo del giocatore nel rendere una scrittura logica e adeguata a un gioco semplicemente perchè ne perde la necessità.
Però è un sistema logico e ci sta, ben migliore del dado casuale, o legato alle sole skill.
Un approccio ibrido interessante! Noi basiamo l'esito dell'azione su tre fattori per esempio:
Il dado casuale è un d20 che deve stare sotto un valore x determinato da tre fattori:
- Il livello della skill su cui si lancia
- Il livello della caratteristica-nativa associata a quella skill
- Un eventuale bonus attribuito dal master all'azione in base alla descrizione ed al contesto in cui l'azione viene tentata (vantaggio/svantaggio)
Per quanto possa generare -ancora- alcune delle problematiche che stanno emergendo nel thread, è (appunto) sempre meglio del dado casuale...
03/05/2018 20:53:08
digital-destiny ha scritto: [quote]ilgrandeinverno ha scritto:
Per quanto possa generare -ancora- alcune delle problematiche che stanno emergendo nel thread, è (appunto) sempre meglio del dado casuale...
Quello è inevitabile:-)
Mettere in piedi soluzioni sperimentali, poi, richiede sempre aggiustamenti, nuove sperimentazioni, però da soddisfazione.
certo non tutti, alla fine, ci si trovano.
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