Quando il GDR diventa una bolla
Quando il GDR diventa una bolla postato il 04/10/2026 01:42:08 nel forum giochi e dintorni
La notte porta consiglio e riflessioni, non ne sono esente. Alla luce di innumerevoli discussioni, pensieri, opinioni lette, mi sono presa anche io un bello spazio di riflessione che mi piacerebbe condividere. Sono arrivata a pensare che a volte il problema di un GDR non è il gioco. È tutto quello che gli gira intorno.Può succedere che una community, lentamente, smetta di essere soltanto un posto dove giocare e diventi una piccola bolla sociale: ci sono le persone "giuste", le opinioni "giuste", chi ha più voce, chi viene ascoltato e, soprattutto, qualcuno di cui ci si fida quasi per default.È qui che mi piace citare il fenomeno del fuffaguru, che sul web conosciamo fin troppo bene, e che diventa interessante anche nel GDR.


04/10/2026 09:58:54
Sono parzialmente d'accordo e ti spiego il motivo.La differenza fra i gdr di adesso e queli della wawe del 2005 e' che la gente cagava meno il cazzo. Loggava, faceva free role e bramava quest.Ok dopo la versione breve, cerco di argomentare, imho nel 2005 il gioco era veramente il fulcro, nonostante ci fossero i gruppetti, le role in base alla mia esperienza erano viste come una sequenza di eventi on che generavano una trama collettiva in continuo sviluppo.Adesso si parla dei massimi sistemi, ma si fa poca sostanza. Imho questo è dovuta anche dalla presenza di tanti nuovi progetti, ma poco cambio generazionale.Nonostante sulla carta basti solo il gioco, aspetto di cui ero particolarmente convinto tempo fa, sopratutto lato gestione senza dubbio bisogna avere una visione chiara di come sviluppare le varie singole trame. Imho con le 1000 alternative che il mondo odierno propone,il giocatore ha bisogno di un motivo extra per fedelizzare la gente.Senza player un gdr non va avanti, atm la società è polarizzata già su altre cose, quindi c'è la nicchia dei simmer ecc. Credo che alla base serva una migliore dichiariazione d'intenti fra gestore e player."Ti lamenteresti di non avere un kebab in un ristorante di cucina giapponese?"enjoy my 2 cent
04/10/2026 10:30:28
dreamboy ha scritto: La differenza fra i gdr di adesso e queli della wawe del 2005 e' che la gente cagava meno il cazzo. Loggava, faceva free role e bramava quest.Ok dopo la versione breve, cerco di argomentare, imho nel 2005 il gioco era veramente il fulcro, nonostante ci fossero i gruppetti, le role in base alla mia esperienza erano viste come una sequenza di eventi on che generavano una trama collettiva in continuo sviluppo.
No, per niente, la tossicità era presentissima anche al tempo, sia nei gestori che nei giocatori, ci sono storie di quell'epoca che se raccontassi ci si potrebbe fare un libro sul narcisismo tossico dell'era di internet.Il problema è proprio che la gente che ora si lamenta, perché vuole diritti, vuole qualità, vuole sistemi ben pensati è diventata quella che "caga il cazzo", non pensi che semplicemente quelli che se ne sono andati volessero le stesse cose ma non te lo hanno detto o voluto dire proprio per non passare per quelli che "cagano il cazzo"?Io nel mio lavoro quando mi devo presentare a fare da garante ci sono attestati, corsi di formazione, iscrizioni ad albi, esperienze tracciabili. Quando un gestore come unica cosa che offre sul piatto è il "fidati" o il "eh ma è la mia terza land so fome si fa" o peggio ancora il solito piagnisteo che tutti ce la hanno con loro ma loro sono bravissimi, pulitissimi e gestorissimi, forse è normale che la gente non si fidi più? È proprio il motivo per cui le land muoiono presto, non c'è più il boom di iscritti iniziale come un tempo, la gente ormai è cauta, ci va con i piedi di piombo, non è più come un tempo che dà fiducia a chiunque, ovvio poi, è stata sempre trattata malissimo.Quindi finiamola di dire che la colpa è che venti anni fa la gente si accontentava di giocare, soprattutto se si è gestori/si è stati gestori di dieci land negli ultimi dieci anni e nessuna ha fatto successo.
04/10/2026 13:40:13

04/10/2026 13:48:10 e modificato da crossfire il 04/10/2026 13:48:40
dreamboy ha scritto: Senza player un gdr non va avanti, atm la società è polarizzata già su altre cose, quindi c'è la nicchia dei simmer ecc. Credo che alla base serva una migliore dichiariazione d'intenti fra gestore e player."Ti lamenteresti di non avere un kebab in un ristorante di cucina giapponese?"enjoy my 2 cent
Indubbiamente in questo passaggio mi trovi concorde, ma faccio molta fatica nel panorama attuale trovare una land che non dica chiaramente cosa si gioca al suo interno.Siamo in un periodo storico nel nostro hobby in cui ci sono mille specifiche in ogni scheda gioco, apri le documentazioni e ci sono istruzioni al cucchiaino, quindi non penso che sia proprio questo il problema.E in parte quoto:unicornprincess ha scritto: No, per niente, la tossicità era presentissima anche al tempo, sia nei gestori che nei giocatori, ci sono storie di quell'epoca che se raccontassi ci si potrebbe fare un libro sul narcisismo tossico dell'era di internet.Il problema è proprio che la gente che ora si lamenta, perché vuole diritti, vuole qualità, vuole sistemi ben pensati è diventata quella che "caga il cazzo", non pensi che semplicemente quelli che se ne sono andati volessero le stesse cose ma non te lo hanno detto o voluto dire proprio per non passare per quelli che "cagano il cazzo"?
Su questo mi trova concorde, fa un po' parte dell'effetto bolla di cui dicevo all'apertura del thread.unicornprincess ha scritto: Io nel mio lavoro quando mi devo presentare a fare da garante ci sono attestati, corsi di formazione, iscrizioni ad albi, esperienze tracciabili. Quando un gestore come unica cosa che offre sul piatto è il "fidati" o il "eh ma è la mia terza land so fome si fa" o peggio ancora il solito piagnisteo che tutti ce la hanno con loro ma loro sono bravissimi, pulitissimi e gestorissimi, forse è normale che la gente non si fidi più? È proprio il motivo per cui le land muoiono presto, non c'è più il boom di iscritti iniziale come un tempo, la gente ormai è cauta, ci va con i piedi di piombo, non è più come un tempo che dà fiducia a chiunque, ovvio poi, è stata sempre trattata malissimo.Quindi finiamola di dire che la colpa è che venti anni fa la gente si accontentava di giocare, soprattutto se si è gestori/si è stati gestori di dieci land negli ultimi dieci anni e nessuna ha fatto successo.
Ho evidenziato la parte in cui mi trovi d'accordo in realtà, perché è proprio il punto che cercavo di affrontare: un gioco non dovrebbe basarsi sul "fidati, io so come si fa. Io lo faccio così per proteggervi" non è la premessa corretta né sana del tutto.Il rapporto di fiducia, però, va costruito con un investimento iniziale da entrambe le parti.E l'investimento iniziale lo puoi avere se offri un regolamento chiaro, equilibrato, solido e che valga per tutti, non solo sulle parole dette in un momento di love bombing gestore-utente.Non esiste l'università del gidierre, in soldoni. Quando si compra un manuale si compra un libro che ti spiega come raccontare una storia, ma nemmeno quello è sostanzialmente scienza infusa. È un libro a cui dai un investimento iniziale di fiducia (=comprandolo) e poi ci costruirai sopra il resto.Se il manuale ti soddisferà comprerai le espansioni e altre implementazioni per il tuo gioco, altrimenti lo butterai o rivenderai.Ma a prescindere un minimo devi investirlo e questo, nel pbc, non accade mai. Ora il mio thread tutto è fuorché l'incip per l'ennesima disanima senza speranza sul perché le land muoiono, ci possono essere mille motivi:- inesperienza;- progetto non solido;- scelte di staff discutibili;- mancanza di utenza.Queste cose però non significano automaticamente chiusura perché di land con gestioni inesperte, progetti non solidi, scelte staffer discutibili ne vediamo piene. Abbiamo già affrontato e ri-affrontato questi discorsi in mille modi, ci sono troppe variabili e verità coesistenti per dare un assunto concreto e generale.
04/10/2026 17:15:55 e modificato da abisso_gestione il 04/10/2026 18:11:33
Il tuo post, per come l'ho letto, gira intorno a una domanda. Perché in un GDR smettere di dire la propria è così facile, anche quando nessuno lo impone?Provo a rispondere partendo da una cosa che hai scritto quasi di passaggio, quel sentirsi orfani, quasi in lutto.Negli anni Settanta un economista, Albert Hirschman, ha scritto un libro su che cosa fa una persona scontenta di un gruppo a cui appartiene. Ha due strade: andarsene, oppure alzare la voce. Quanto è legata al gruppo decide quanto a lungo resta prima di scegliere.In un GDR andarsene costa moltissimo. Con la land lasci un personaggio a cui hai dato anni, le giocate, relazioni che esistono solo lì dentro e che altrove non puoi portarti. Il lutto di cui parli, secondo me, viene da qui.Quando uscire costa così tanto, resta la voce. E qui si chiude il cerchio che descrivi tu. Se anche la voce costa, perché fa passare per quello del drama, rimane solo restare e stare zitti. Da fuori sembra fedeltà, e il <nessuno si lamenta> nasce lì.Il prezzo della domanda, però, secondo me lo fissano più i giocatori che la gestione. Il gestore il suo "fidati" lo dice una volta. Le occhiate, il "ma chi te lo fa fare", l'etichetta di problematico arrivano dagli altri giocatori. Spesso arrivano da persone in buona fede, che difendono un posto a cui tengono. È il punto in cui dici che il meccanismo esiste anche senza che nessuno lo progetti, e sono d'accordo.Allora la cosa utile la può fare chiunque, senza aspettare nessuno. Quando qualcuno fa una domanda scomoda, la si tratta come una domanda. Si può essere in disaccordo con lui, ma la risposta riguarda quello che ha chiesto. Ogni volta che succede, la domanda successiva costa un po' meno a chi la deve fare.Grazie del post.
04/10/2026 17:50:11
abisso_gestione ha scritto: Il tuo post, per come l'ho letto, gira intorno a una domanda. Perché in un GDR smettere di dire la propria è così facile, anche quando nessuno lo impone?Provo a rispondere partendo da una cosa che hai scritto quasi di passaggio, quel sentirsi orfani, quasi in lutto.Negli anni Settanta un economista, Albert Hirschman, ha scritto un libro su che cosa fa una persona scontenta di un gruppo a cui appartiene. Ha due strade: andarsene, oppure alzare la voce. Quanto è legata al gruppo decide quanto a lungo resta prima di scegliere.In un GDR andarsene costa moltissimo. Con la land lasci un personaggio a cui hai dato anni, le giocate, relazioni che esistono solo lì dentro e che altrove non puoi portarti. Il lutto di cui parli, secondo me, viene da qui.Quando uscire costa così tanto, resta la voce. E qui si chiude il cerchio che descrivi tu. Se anche la voce costa, perché fa passare per quello del drama, rimane solo restare e stare zitti. Da fuori sembra fedeltà, e il <nessuno si lamenta> nasce lì.Il prezzo della domanda, però, secondo me lo fissano più i giocatori che la gestione. Il gestore il suo «fidati» lo dice una volta. Le occhiate, il "ma chi te lo fa fare", l'etichetta di problematico arrivano dagli altri giocatori. Spesso arrivano da persone in buona fede, che difendono un posto a cui tengono. È il punto in cui dici che il meccanismo esiste anche senza che nessuno lo progetti, e sono d'accordo.Allora la cosa utile la può fare chiunque, senza aspettare nessuno. Quando qualcuno fa una domanda scomoda, la si tratta come una domanda. Si può essere in disaccordo con lui, ma la risposta riguarda quello che ha chiesto. Ogni volta che succede, la domanda successiva costa un po' meno a chi la deve fare.Grazie del post.
Innanzitutto grazie di aver compreso la vera domanda che mi ha guidata in questa riflessione. Ho evidenziato la parte che penso sia un primo passo per disinnescare questo meccanismo perché poi il passo verso la perdita della nostra capacità di confutare un'affermazione, una regola e in sostanzia, cediamo lo spirito critico costruttivo (essenziale per la crescita di un ambiente di gioco così come quello relazionale) a favore di una pace che è solo fittizia in definitiva.
04/10/2026 18:27:41
Ma questo è perchè quasi nessun gestore è competente in ciò che propone e a cascata non lo è quasi nessuno dello staff, master compresi.Come ho detto: io sul mio posto di lavoro, e lavoro appunto con il Gioco di Ruolo, io mostro la mia competenza con un portfolio formato da progetti passati, corsi che ho fatto, abilitazioni, iscrizioni ad albi riconosciuti, esperienza nel ruolo tramite fatti accertati.Se un gestore non sa nemmeno come si gestisce un sistema di feedback anonimi come pensa di poter fare il gestore?
04/10/2026 18:40:32 e modificato da konnakol il 04/10/2026 18:41:08
unicornprincess ha scritto: Ma questo è perchè quasi nessun gestore è competente in ciò che propone e a cascata non lo è quasi nessuno dello staff, master compresi.Come ho detto: io sul mio posto di lavoro, e lavoro appunto con il Gioco di Ruolo, io mostro la mia competenza con un portfolio formato da progetti passati, corsi che ho fatto, abilitazioni, iscrizioni ad albi riconosciuti, esperienza nel ruolo tramite fatti accertati.Se un gestore non sa nemmeno come si gestisce un sistema di feedback anonimi come pensa di poter fare il gestore?
Perché stai cercando di mandare il topic fuori tema? Te lo chiedo proprio con tantissima onestà. La discussione sta analizzando le dinamiche psicologiche e sociali di un gruppo, tu stai decontestualizzando il discorso riducendolo a una mera polemica personale sulla mancanza di qualifiche professionali di un gestore.@crossfire e @abisso_gestione stanno analizzando tutt'altro, la tua risposta riduce e liquida il tutto come una semplice incompetenza della gestione e del suo staff. Non solo, stai mischiando l'ambito professionale con quello ludico ed è un accostamento forzato che non risolve il problema evidenziato dall'autrice del topic. Hai ripetuto la stessa cosa anche prima, qual è lo scopo di farlo nuovamente?Per quanto tu abbia fatto delle riflessioni in parte corrette e condivisibili, questa è il fulcro di ciò che, invece, deraglia la conversazione. Sull'ultimo spunto di riflessione condiviso proprio da te, il problema di questa "bolla" non può essere risolto con nessun tipo di strumento tecnico. Se l'utente viene punito perché ha posto una domanda scomoda, oppure ha detto qualcosa di scomodo, il problema persiste anche se la critica viene fatta in anonimo. Nessuno, infatti, ne ha parlato.
04/10/2026 18:47:21
unicornprincess ha scritto: Ma questo è perchè quasi nessun gestore è competente in ciò che propone e a cascata non lo è quasi nessuno dello staff, master compresi.Come ho detto: io sul mio posto di lavoro, e lavoro appunto con il Gioco di Ruolo, io mostro la mia competenza con un portfolio formato da progetti passati, corsi che ho fatto, abilitazioni, iscrizioni ad albi riconosciuti, esperienza nel ruolo tramite fatti accertati.Se un gestore non sa nemmeno come si gestisce un sistema di feedback anonimi come pensa di poter fare il gestore?
Nessuno ha parlato di sistema feedback anonimo. Non so nemmeno da dove sia uscita questa tua ipotesi ma ok.Credo profondamente però che accostare l'ambiente ludico a quello che è un ambiente professionale, sia proprio sbagliato come concetto di fondo.Per la tua professionalità vieni valutata, assunta e pagata ed è giusto così.Noi stiamo parlando di un hobby che ha vari gradi di competenze richieste e vari gradi di esperienze, ma in cui tutti hanno diritto a partecipare. Altrimenti finiamo col dire che siccome sei incapace allora non hai diritto a giocare, mi sembra un concetto non solo errato ma concettualmente pericoloso: chi decide chi è capace e chi no? Qual è il metro di giudizio universalmente riconosciuto? E come ha fatto ad essere diventato tale?Quesiti a cui non è possibile dare una risposta - per fortuna, non stiamo qui a fare "tu sì, tu no". Anzi, questo thread aveva proprio tutt'altra finalità.
04/10/2026 19:24:20 e modificato da soizora il 04/10/2026 19:24:41
Se non si pretende professionalità, allora non si dovrebbe pretendere nemmeno che i giochi funzionino. Perché gestire una community di persone richiede competenze, si ci puo contarsela quanto si vuole, ma è questo il core. Il resto sono chiacchiere
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