Quando il GDR diventa una bolla
04/10/2026 19:39:41
soizora ha scritto: Se non si pretende professionalità, allora non si dovrebbe pretendere nemmeno che i giochi funzionino. Perché gestire una community di persone richiede competenze, si ci puo contarsela quanto si vuole, ma è questo il core. Il resto sono chiacchiere
Secondo me confondete professionalità con capacità, che non sono la stessa cosa.Un prodotto professionale ha un tipo di risorse e gestione del tutto differente da un prodotto amatoriale.Mi sembra assurdo ancora una volta far sfociare una discussione del tutto indipendente e con focus su altro, nuovamente su queste diatribe che nulla c'entrano con ciò di cui sto discutendo. In nessun punto del mio thread, infatti, ho parlato di professionalità o capacità ma di altro.Eppure here we go again.La mia riflessione riguarda il rapporto tra gestione, autorità, fiducia e responsabilità.Tutti hanno diritto di giocare. Non tutti devono necessariamente avere ragione perché giocano E sono gestori.Il punto del mio post era proprio smontare l'idea che la fiducia debba sostituire il giudizio critico. Non stabilire chi è degno o meno di stare in un GDR, men che meno stilare il decalogo della Gestione professionista o aprire l'università del gidierre.Quindi, per favore, cerchiamo davvero di rimanere in tema e non sfociare sempre nella polemica fine a sé stessa che qui nessuno ha la verità in tasca e se la porta a spasso.
04/10/2026 19:45:11
Scusami crossfire, però dici che un gestore deve prendere un'opinione anche contrastante per quella che è,poi però inviti ad un non deviare dal tema( non si sta affatto deviando perché il motovo per cui tu hai riscontrato quella riflessione è divuto alla mancanza di competenze e contezza di chi crea giochi di quello chw fa) in maniera tale che sembra tanto uno zittire chi la pensa diversa...Le competenze come ho scritto tra parentesi servono, non serve il diploma di gdr ma serve sapere cosa si sta costruendo e come lo si sta costruendo e a che target di utilizzatori si ci riferisce. Se no succede proprio quello che hai detto, l'uno è conseguenza semplicemente dell'altro ti possa piacere o no
04/10/2026 19:55:07
soizora ha scritto: Scusami crossfire, però dici che un gestore deve prendere un'opinione anche contrastante per quella che è,poi però inviti ad un non deviare dal tema( non si sta affatto deviando perché il motovo per cui tu hai riscontrato quella riflessione è divuto alla mancanza di competenze e contezza di chi crea giochi di quello chw fa) in maniera tale che sembra tanto uno zittire chi la pensa diversa...Le competenze come ho scritto tra parentesi servono, non serve il diploma di gdr ma serve sapere cosa si sta costruendo e come lo si sta costruendo e a che target di utilizzatori si ci riferisce. Se no succede proprio quello che hai detto, l'uno è conseguenza semplicemente dell'altro ti possa piacere o no
No Soizora, io non ti sto zittendo.Sto specificando che la tua opinione, per quanto possa essere valida per te stesso, non è ON TOPIC perché in nessun punto del mio discorso ho menzionato professionalità o capacità. E non ho manco detto che ogni gestore deve prendere le opinioni per forza. Ho detto che una Gestione sana dovrebbe saper gestire il dissenso senza sfociare in un clima quasi da setta (perdonatemi il parallelismo) in cui qualsiasi opinione appena fuori dai binari è considerata il male. Ho anche specificato che spesso il sistema si crea da solo ed esprimersi può costare caro emotivamente perché si viene esclusi, emarginati, bannati all'interno di una land.In tutto questo discorso, mettere in mezzo una professionalità che francamente nessuno di noi ha perché appunto l'università del gidierre non esiste, mi sembra fazioso. Io posso concordare sul fatto che le Gestioni devono essere preparate, predisposte e tutto. Non concordo sull'ergersi dal nulla e iniziare a giudicare a destra e manca in un discorso che vuole proprio fare tutt'altro. Ricordare di essere on topic, inoltre, non è né reprimere il dissenso, né zittire nessuno.Apri un thread in merito a questo argomento allora se ti sta a cuore, ma infilarlo in un discorso diverso non vedo come possa apportare qualcosa di buono e costruttivo.Parere mio eh, chi sono io per fermarti dopotutto.
04/10/2026 19:57:28 e modificato da unicornprincess il 04/10/2026 19:58:17
Perché io lavoro nel campo ludico, se i gestori hanno così tanta paura dell'opinione delle persone cominciate a pretendere sistemi dove, grazie all'anonimato, potete avanzare critiche e pregi di qualcosa, e anche la critica che una cosa fa schifo senza spiegare perché è una critica legittima, questo è proprio quello che stai dicendo tu, ti sto dando una soluzione al problema.Funziona così nel mio lavoro, dopo un progetto, ripeto LUDICO, si fa un bel Google Form anonimo tra i partecipanti e si prendono i feedback, oppure alla fine di ogni sessione e poi anche alla fine del progetto si prende un quarto d'ora o mezz'ora o quello che serve per parlare di come sono andare le cose e appunto dare un feedback.Questo nei PbC manca, ed è ora che gli utenti comincino a esigere queste cose, che mancano proprio per mancanza di competenza, e la competenza si acquisisce, non è una cosa intrinseca nella genetica, io ho studiato per avere una certa competenza, ho fatto esperienza per avere questa competenza, mi sono messa in gioco. Se i gestori non vogliono studiare, che è una cosa gratuita ed è pieno di video anche su YouTube che spiegano queste competenze, allora non sono adatti al ruolo, così come non sono adatti moltissimi Master che non sanno cosa vuol dire dirigere una sessione.Come dice Soizora: non puoi pretendere competenza dagli altri senza che tu ne abbia, non puoi pretendere che i giocatori siano perfetti, bravi, sorridenti e superprofessionali se non dai la stessa cosa indietro.
04/10/2026 20:01:50 e modificato da soizora il 04/10/2026 20:02:24
Il fatto che tu non l'abbia menzionata la competenza, non significa che non sia collegata al discorso, perchè, ripeto, ciò che tu hai spiegato nella tua riflessione, ovvero la meccanica da branco, specifcando che avviene anche involontariamente, deriva proprio dal fatto che chi gestisce e gioca(perchè sono al stessa categoria player e gestori), non hanno la conoscenza adatta a gestire le dinamiche di un gruppo complesso(vedi il prendere anche le critiche costruttive per un attacco diretto, che da come effetto secondario l'autodistruzione dell'ambiente.)LE DUE COSE SONO UNA CONSEGUENZA DELL'ALTRA.e francamente è in tema con ,l'argomento.Poi ti posso spiegare perchè noi(mi ci includo non le ho manco io le competenze adatte) non dovremmo aprire a mio avviso giochi a cuore leggero ma quello davvero un altro discorso che esula dal thread.
04/10/2026 20:15:04
soizora ha scritto:
La meccanica di branco si innesca in qualsiasi ambiente sociale in cui si smette di pensare come autonomo e si inizia a delegare il proprio pensiero critico.Accade a scuola, nei posti di lavoro, nell'ambito sportivo e in politica. Non a caso ho citato un esempio banale, le fake news che possono ingannare davvero chiunque se postate da un profilo, per esempio, che ha un largo consenso.Ci sono state fake news riportate per errore da colossi dell'informazione, lì come la giustifichi? Pure loro peccano di competenze? Non direi.@unicornprincess io vorrei capire esattamente come mai sei arrivata alla conclusione che io stia parlando in difesa dei poveri Gestori che hanno timore delle critiche, quando letteralmente ho quotato @abisso_gestione concordando sulla necessità di smettere di stare sulla difensiva e iniziare a trattare le domande solo come domande e non come attacchi personali. Mi fa molto piacere che lavori nel campo ludico e che hai una bella carriera, ripeterlo però che pro ha? Posso comprendere a grandi linee cosa vuoi dire, cosa vuoi suggerire, ma proprio perché si sta parlando di comunicazione e non di giudizio, forse si potrebbe esprimere tutto diversamente.
04/10/2026 20:21:53 e modificato da soizora il 04/10/2026 20:22:27
Hai detto bene con l'esempio delle fake news: Chi è al vertice del consenso deve capire quando una cosa va avallata o meno, infatti le grandi testate competenti avallano le fake news solo per errore, e quindi raramente, molto raramente...proprio perchè hanno contezza e competenza su quel che fanno. Così chi sta al vertice di una land non capisce ad acchitto che il dissenso non c'è perchè l'utenza sta scappando, perchè non ha contezza e competenza delle dinamiche di gruppo e delle dinamiche di promozione di un prodotto. Le grandi aziende pagano oro letteralmente social media e motori di ricerca per sapere cosa ci piace e cosa non ci piace...è il motivo è proprio per arrivare agguantare quanta più gente possibile perchè hanno tra chi ci lavora, gente che è competente proprio in questo campo.
04/10/2026 21:15:47
Ti ringrazio innanzitutto per aver aperto questo post, perché è un argomento che trovo molto interessante e sul quale, personalmente, mi è capitato di riflettere più volte.Mi è capitato proprio di recente — e non è nemmeno la prima volta — di essere etichettata come “problematica” semplicemente perché faccio domande, chiedo delucidazioni e mi interesso di ciò che ruota intorno all'ON.Perché lo faccio? Perché, se devo scegliere di investire il mio tempo in una piattaforma, vorrei sapere dove lo sto investendo. Il gioco non è soltanto ciò che accade durante una giocata: intorno ci sono regolamenti, dinamiche comunitarie, decisioni della gestione, modalità di interazione e, soprattutto, persone. Se qualcosa non mi è chiaro, personalmente preferisco fare una domanda piuttosto che costruirmi un'idea per supposizioni.E credo che sia proprio qui che, a volte, si crea il cortocircuito.Una domanda non dovrebbe necessariamente essere una contestazione. Una richiesta di spiegazioni non dovrebbe automaticamente trasformarsi in una messa in discussione dell'autorità. E soprattutto, non credo che il fatto di chiedere “perché?” significhi necessariamente voler creare drama.Molto spesso, invece, ho visto accadere proprio questo: una gestione interpreta la messa in discussione di una decisione come un attacco personale e, da quel momento, il problema non diventa più ciò che è stato contestato, ma la persona che ha osato contestarlo.E qui mi collego anche alla questione dei regolamenti. A volte ci si trova davanti a regolamenti estremamente articolati, pieni di punti e sotto-punti, che possono diventare quasi uno strumento per ricondurre qualsiasi comportamento sgradito a una qualche violazione della Netiquette.Ma quanto c'è di sostanza in questo meccanismo? E quanto, invece, dipende dall'interpretazione che viene data di quelle regole?Perché un regolamento dovrebbe servire a rendere più chiaro il rapporto tra gestione e utenza, non a fornire alla gestione una serie infinita di appigli per giustificare a posteriori qualsiasi provvedimento. Se ogni comportamento può essere ricondotto, volendo, a una violazione di una regola sufficientemente generica, allora il problema non è più soltanto il comportamento del player: diventa anche il modo in cui quelle regole vengono utilizzate.Detto questo, credo che esista anche una responsabilità dall'altra parte.Nel momento in cui una persona arriva a non fidarsi più della gestione, e ogni decisione diventa motivo di dubbio, ogni regolamento motivo di contestazione e ogni situazione occasione per lamentarsi con altri player, secondo me bisogna anche fermarsi e chiedersi: perché continuo a stare qui?Non lo dico con l'intenzione di liquidare qualsiasi critica con il classico “se non ti piace, vattene”. Anzi, penso che una critica abbia valore proprio perché può mettere in luce qualcosa che non funziona. Però c'è una differenza tra avere un problema con una determinata decisione e vivere costantemente il gioco attraverso il filtro del problema.Se arrivo al punto in cui non mi fido più della gestione, non condivido quasi nessuna delle sue scelte, discuto continuamente con altri giocatori e il tempo che passo sulla piattaforma è ormai composto più da frustrazione che da divertimento, personalmente mi chiederei se abbia ancora senso restare.Ed è qui che probabilmente abbiamo approcci diversi: io faccio abbastanza fatica ad affezionarmi al punto da considerare una land, un personaggio o una community qualcosa da cui non riesco più a separarmi. Per me il gioco rimane, appunto, gioco. Posso affezionarmi alle persone, alle storie, ai personaggi e ai momenti vissuti, ma non al punto da continuare a investire tempo in un ambiente che non mi fa più stare bene.Anche perché, alla fine, il tempo che spendiamo lì dentro è comunque tempo nostro. E se quel tempo viene utilizzato quasi esclusivamente per lamentarsi, discutere, sentirsi incompresi o cercare continuamente conferme del fatto che qualcosa non funziona, forse vale la pena chiedersi se non sia arrivato il momento di fare un passo indietro.Questo, però, non significa che chi se ne va avesse torto e chi rimane abbia ragione. E nemmeno significa che una gestione non debba mai essere criticata. Al contrario: criticare, chiedere spiegazioni e pretendere coerenza è perfettamente legittimo.Semplicemente, credo che debba esistere anche un limite oltre il quale bisogna riconoscere che il rapporto di fiducia si è rotto e che continuare a rimanere, anziché migliorare la propria esperienza, finisce soltanto per peggiorarla.Forse la vera libertà, in una community, sta anche in questo: poter dire “questa cosa non mi convince” senza essere considerati problematici, ma anche poter dire “questa community non fa più per me” senza viverlo come una sconfitta.Alla fine, nessuno dovrebbe essere costretto né a fidarsi ciecamente della gestione, né a restare in un posto nel quale non si sente più a proprio agio. Il confronto è sano finché porta da qualche parte; quando diventa soltanto una spirale di risentimento, forse è il momento di scegliere altro.
04/10/2026 21:23:01
Rientro per due punti. Il primo è in tema, il secondo no, e lo segnalo quando ci arrivo.Mi sembra che il thread si sia diviso su una domanda che ne contiene due. La prima è da dove nasce il meccanismo. Soizora dice che nasce da gestioni che non sanno leggere le dinamiche di gruppo, crossfire che nasce anche dove nessuno lo vuole, a scuola come al lavoro. Io sto con crossfire, e l'esempio delle testate secondo me lo mostra bene. Le redazioni grosse sbagliano di rado, e non perché lì dentro siano tutti più bravi. Hanno qualcuno che rilegge, una rubrica delle rettifiche, l'abitudine di scrivere "qui abbiamo sbagliato" senza che nessuno ci perda la faccia. La competenza c'è, però lavora dentro un'abitudine condivisa. La seconda è che cosa si fa. Un form anonimo può servire a una gestione per capire che aria tira, ma su questo konnakol ha ragione: se dire una cosa scomoda costa caro, l'anonimato nasconde il prezzo e non lo abbassa. Il giorno dopo la stessa persona torna in chat e continua a stare zitta.Adesso esco dal tema, e chi vuole restare sul punto di crossfire può fermarsi qui.Il sabato sera c'è sempre qualcuno che prenota il campo da calcetto, porta il pallone e scrive nel gruppo per vedere chi c'è. Nessuno gli chiede il patentino da allenatore. Se un sabato la partita arriva al punto che qualcuno gli chiede le qualifiche, quella partita ha smesso di essere un gioco, e lui c'entra poco. Un PbC o un forum è quel campo. Chi lo gestisce non ci guadagna niente, spesso ci rimette soldi suoi, e ci lavora la sera dopo il lavoro vero. Chiedergli titoli, portfolio e albi vuol dire trattare un passatempo come un servizio a pagamento, e a quel punto cambia tutto il resto: il giocatore diventa un cliente, la gestione un fornitore, e ogni cosa che non va diventa un'inadempienza.Nel primo post ho scritto che a una land ci si lega tanto, e lo penso ancora. Proprio per questo mi preoccupa quando il legame diventa così pesante da far dimenticare che cosa c'è sotto. Studiare e migliorarsi fa bene a chiunque gestisca, ed è un regalo che fa a chi gioca. Pretenderlo come requisito trasforma il gioco in un tribunale, e in un tribunale anche la domanda scomoda cambia natura: chi la fa sembra un accusatore, chi la riceve un imputato. È lì che la gente smette di farla.Il prezzo di una domanda scende quando, fatta a viso aperto, riceve una risposta su quello che ha chiesto. E scende ancora di più dove ci si ricorda che stiamo giocando.
05/10/2026 10:17:01 e modificato da lubecca il 05/10/2026 10:22:16
Post interessante e complesso perchè mescola antropologia, psicologia e sociologia.I miei complimenti.Provo a dare i miei due centesimi partendo dal quello che credo sia il fulcro:
crossfire ha scritto: Il meccanismo è abbastanza tipico del mondo di internet:
Discussione seguita da
Rispondi alla Discussione Segui Discussione Inoltra Discussione Forum Giochi e Dintorni Elenco Forum
Articoli, Interviste e altre Risorse!