Stile di scrittura?
05/04/2012 11:35:32
Dato che se ne parla butto anch'io una pietra nello stagno :-P
Com'è che tutti si accaniscono contro i pensieri nelle azioni, ma nessuno si ferma mai a riflettere che
"Tizio affonda la spada tra le scapole di Caio" seppur "autoconclusiva" (anatema!!!) è senza dubbio una azione del PG
mentre
"Tizio tenta di colpire Caio alle spalle" non è un'azione, bensì indica espressamente un'intenzione e quindi un pensiero del PG (anche se in questo caso è "ovviamente" un pensiero "buono" perché non dà fastidio a nessuno e lo usano tutti).
...Concordo con Ghennadi che 'sta menata del bando dei pensieri è iniziata circa dieci anni or sono, assieme a tante altre amenità similari... Sarà una coincidenza che ho smesso di giocare ai pbc da allora?
05/04/2012 13:04:22
Seguendo la mia personale evoluzione di giocatore, ho scoperto che sono aberranti molto più i "pensieri satellite" che i pensieri di gioco.
Ogni azione o intenzione è un pensiero del personaggio che tenta di mettere in atto (che poi ci sia intenzione o interazione sono diversi gradi di analisi che francamente sono soggettività di ogni regolamento), quello che fa veramente male al gioco è leggere che il giocatore del personaggio con il quale stiamo giocando ci sta raccontando gli scenari segreti del suo piano segreto per assassinare il re, mentre al fatto reale sta salutando amichevolmente il nostro personaggio.
Altro esempio di pensieri satellite sono quelle descrizioni infinite del valore espresso in megafonzie della figosità del personaggio, quando cioè per descrivere uno scatto fotografico, spiega che la foto che sta scattando sarà una di quelle che appenderà al frigorifero e che guarderà quando rientrato da una sessione di wind surf, si asciugherà i capelli e berrà getorade.
Se non si considerano questi come "pensieri" allora ok.
Personalmente aborro queste espressioni però, e le classifico come pensieri satelliti.
Dire che non esistono però è una vigliaccata.
05/04/2012 20:27:23
gemini ha scritto:
"Tizio tenta di colpire Caio alle spalle" non è un'azione, bensì indica espressamente un'intenzione e quindi un pensiero del PG (anche se in questo caso è "ovviamente" un pensiero "buono" perché non dà fastidio a nessuno e lo usano tutti).
...Concordo con Ghennadi che 'sta menata del bando dei pensieri è iniziata circa dieci anni or sono, assieme a tante altre amenità similari... Sarà una coincidenza che ho smesso di giocare ai pbc da allora?
Dai, non esageriamo, Gemini... l'espressione dell'azione sotto forma di tentativo é solo una banale convenzione descrittiva per lasciare aperta all'interattore la possibilità di decidere una linea di condotta. O di lasciare al Master la possibilità di far fallire/riuscire il tentativo. Una sorta di lancio del dado, mettiamola così.
Se mai anche qui, si é assistito negli anni alla deriva dell'assurdo: "+ tenta di aprire la porta ed entrare in taverna". Oppure "+ tenta di tirare un pugno a Caio". Ma come sarebbe a dire "tenta"?! Il pugno lo tiri. Poi se colpisci o no il bersaglio e quanto male gli fai é un altro paio di maniche...
Ps: a proposito di autoconclusive... hihih... i vecchi lottiani ricordano come fosse oggi episodi EPICI di abuso del "tenta". Situazione ideale: elfa a terra, svenuta, riversa, impotente. Il cattivaccio di turno (indovina chi, Clemence?) fa l'errore madornale di farsi prendere dagli scrupoli e anzichè dichiarare il taglio della testa dell'elfa svenuta riversa a terra, scrive che "tenta" di tagliarle la testa calandole l'ascia sul collo. E... magia.. l'elfa svenuta e riversa a terra SCHIVA "grazie alla sua agilità elfica". Aahahahah.
Nella lot di qualche anno fa forse avresti potuto anche risparmiarti lo scrupolo, beccandoti al limite qualche strascico polemico a latere. Oggi, se applicassi un banale principio di buon senso, ossia che in certi casi l'autoconclusiva é assolutamente realistica e giustificata, rischieresti "denunce" agli organi di vigilanza ludica competenti, processi che in confronto l'affaire Enimont é roba da 'un giorno in pretura'. E non solo nella lot originale. Anche nelle land aperte negli ultimi anni da chi si é formato ludicamente parlando in quel clima di formalismo esasperato, in cui il formalismo della regola finisce per avere il sopravvento sul SENSO della regola.
05/04/2012 21:32:40
ghennadi72 ha scritto: [quote]gemini ha scritto:
Ps: a proposito di autoconclusive... hihih... i vecchi lottiani ricordano come fosse oggi episodi EPICI di abuso del "tenta". Situazione ideale: elfa a terra, svenuta, riversa, impotente. Il cattivaccio di turno (indovina chi, Clemence?) fa l'errore madornale di farsi prendere dagli scrupoli e anzichè dichiarare il taglio della testa dell'elfa svenuta riversa a terra, scrive che "tenta" di tagliarle la testa calandole l'ascia sul collo. E... magia.. l'elfa svenuta e riversa a terra SCHIVA "grazie alla sua agilità elfica". Aahahahah.
O__O
Siamo a questo punto???
05/04/2012 21:43:26
talesdreamer ha scritto: Ho iniziato la mia carriera da Gdrista su Ultima Online prima, e sui PbF poi. Due dei GdR via forum su cui più ho giocato e masterato utilizzano entrambi un sistema ibrido: giocate compiute sul forum, quest giocate prevalentemente via chat.
Un giorno provo un Gdr totalmente via chat per curiosità, e la prima cosa che lo staff mi dice è "non scrivere i pensieri nei post". Farlo è un vero e proprio sinonimo di cattivo gioco, mi è parso di capire leggendo commenti ai PbC qui in giro.
La cosa mi ha totalmente spiazzato.
Potete spiegarmi il perché di questa regola? Quando avviene una quest via chat nei gdr "ibridi" in cui giro di solito la gente scrive come fa sul forum, inframezzando pensieri e azioni in eugual maniera. La cosa non ci ha mai dato problemi di metagaming o velocità di posting, anzi; i giocatori vengono incoraggiati a scrivere in questa maniera perché aiuta sia loro a caratterizzare il personaggio, sia i GM che così possono vedere se gli altri agiscono rimanendo in-character. Non posso dire se sia un buon sistema o meno, non sarei imparziale, ma mi ci son sempre trovata bene e trovo oramai impossibile l'idea di poter sviluppare appieno la psicologia di un pg senza poter metterne su carta (virtuale) i pensieri.
Non sto facendo critiche allo stile di scrittura da "telecamera che inquadra il pg dall'esterno", sia chiaro, ma vorrei cercare di capire perché sia la norma utilizzarlo. Sempre che non sia in realtà la norma e abbia preso io una cantonata a causa della mia scarsa esperienza nell'ambito, eh.
Versione 1
Hei ciao!
Mi son sempre trovato bene quando i pensieri venivano tolti, si evitano tanti tanti problemi ... problemi dove era non sò veramente se era peggio essere insultati/minacciati dai pensieri pensieri altri o sorbirsi la descrizione della figosità dell'altro.
Ho fatto role dove i pensieri DOVEVANO esserci e davano lo spessore giusto alla role ... ma son cose rare dove son previste o dove sei comunque di comune accordo con l'altro giocatore sull'eccezionalità della cosa.
Versione 2
<rimane perplesso davanti alla domanda, poi armato di pazienza verso l'ultimo arrivato in chat che probabilmente per pura ingenuità o semplice inesperienza non sà a cosa può andare incontro con simili stupidaggini>
Hei ciao!
Mi son sempre trovato bene quando i pensieri venivano tolti, si evitano tanti tanti problemi ... problemi dove era non sò veramente se era peggio essere insultati/minacciati dai pensieri pensieri altri o sorbirsi la descrizione della figosità dell'altro.
Ho fatto role dove i pensieri DOVEVANO esserci e davano lo spessore giusto alla role ... ma son cose rare dove son previste o dove sei comunque di comune accordo con l'altro giocatore sull'eccezionalità della cosa.
Versione 3
<ma stò noob che vuole? è cascato dal pero? certa gente dovrebbe star zitta e imparare ... anzi se lo becco in land gli strapazzo pure il pg>
Hei ciao!
Mi son sempre trovato bene quando i pensieri venivano tolti, si evitano tanti tanti problemi ... problemi dove era non sò veramente se era peggio essere insultati/minacciati dai pensieri pensieri altri o sorbirsi la descrizione della figosità dell'altro.
Ho fatto role dove i pensieri DOVEVANO esserci e davano lo spessore giusto alla role ... ma son cose rare dove son previste o dove sei comunque di comune accordo con l'altro giocatore sull'eccezionalità della cosa.
Ora, scherzi a parte, tralasciando che l'ambito è un pò diverso (un pò diverso ma ho letto pensieri ben più violenti di quelli che scherzosamente ho messo sopra), in un qualsiasi gruppo di persone, per quanto mature, quale delle tre versioni causerà meno attriti? la 1 la 2 o la 3?
Ai posteri l'ardua sentenza
05/04/2012 22:36:12
Sinceramente io la regola del "no pensieri, così limitiamo il metagame" non l'ho mai capita °__°
Se la gente fa metagame la cosa da fare non è impedire che vengano descritti i pensieri in chat, la cosa da fare è spezzare le "nivee ossa" ai metaplayers :D Non capisco perchè si debba limitare il player invece che punire il metaplayer ...
05/04/2012 23:33:51
shinsho ha scritto: Sinceramente io la regola del "no pensieri, così limitiamo il metagame" non l'ho mai capita °__°
Se la gente fa metagame la cosa da fare non è impedire che vengano descritti i pensieri in chat, la cosa da fare è spezzare le "nivee ossa" ai metaplayers :D Non capisco perchè si debba limitare il player invece che punire il metaplayer ...
Domanda troppo semplice, non ha mercato. 😶
06/04/2012 01:07:47
john galt ha scritto: Seguendo la mia personale evoluzione di giocatore, ho scoperto che sono aberranti molto più i "pensieri satellite" che i pensieri di gioco.
Ogni azione o intenzione è un pensiero del personaggio che tenta di mettere in atto (che poi ci sia intenzione o interazione sono diversi gradi di analisi che francamente sono soggettività di ogni regolamento), quello che fa veramente male al gioco è leggere che il giocatore del personaggio con il quale stiamo giocando ci sta raccontando gli scenari segreti del suo piano segreto per assassinare il re, mentre al fatto reale sta salutando amichevolmente il nostro personaggio.
Altro esempio di pensieri satellite sono quelle descrizioni infinite del valore espresso in megafonzie della figosità del personaggio, quando cioè per descrivere uno scatto fotografico, spiega che la foto che sta scattando sarà una di quelle che appenderà al frigorifero e che guarderà quando rientrato da una sessione di wind surf, si asciugherà i capelli e berrà getorade.
Se non si considerano questi come "pensieri" allora ok.
Personalmente aborro queste espressioni però, e le classifico come pensieri satelliti.
Dire che non esistono però è una vigliaccata.
Il gioco di ruolo purtroppo non è totale virtualizzazione di sensi e pensieri. Non è matrix necessita di informazioni per progredire , anche il tanto metagame ggi viene identificato con il semplice usare conoscenze non del pg in ogni ambito. >errato è usarle per mero vantaggio dle eprsoangio non per sviluppare e cercare di trovare punti in comune ocn master e altri giocatori per smuovere dalla situazione statica offerta dalla singola fisicità e relatività . Non parlweremmo mai con chi siede ad unt avolo e non conosciamo se non raramente tanto epr cominciare e la socialità necessaria per muovere trame e mondo virtuale sarebbe vincolata alal difficoltà e staticità delle realzioni sociali nel mondo reale.
08/04/2012 01:47:15
Okay, se questo è l'andazzo generale, dubito mi rivedrete mai in un PbC XD filosofie di gioco differenti, non mi troverei a mio agio.
A quelli che affermano che scrivere i pensieri è oggettivamente errato, vorrei far presente la definizione stessa di gioco di ruolo: si tratta per l'appunto di giochi in cui viene richiesto di recitare un ruolo diverso dal proprio, immedesimandosi nei panni di un soggetto fittizio e agendo in un setting più o meno fantasioso. Nulla nel concetto stesso di "gioco di ruolo" indica se sia "corretto" prediligere un gioco basato sulle azioni, tipico dei PbC, o un gioco più basato sulla narrazione come si usa nei PbF (che non è comunque GdN).
Grazie a voi ora comprendo meglio i motivi che spingono chi gioca in chat a preferire azioni veloci e zero introspezione, ma mi pare restrittivo dire che solo quell'approccio al gioco è "vero GdR". : P
08/04/2012 04:19:36 e modificato da ghennadi72 il 08/04/2012 04:21:39
talesdreamer ha scritto: Okay, se questo è l'andazzo generale, dubito mi rivedrete mai in un PbC XD filosofie di gioco differenti, non mi troverei a mio agio.
A quelli che affermano che scrivere i pensieri è oggettivamente errato, vorrei far presente la definizione stessa di gioco di ruolo: si tratta per l'appunto di giochi in cui viene richiesto di recitare un ruolo diverso dal proprio, immedesimandosi nei panni di un soggetto fittizio e agendo in un setting più o meno fantasioso. Nulla nel concetto stesso di "gioco di ruolo" indica se sia "corretto" prediligere un gioco basato sulle azioni, tipico dei PbC, o un gioco più basato sulla narrazione come si usa nei PbF (che non è comunque GdN).
Grazie a voi ora comprendo meglio i motivi che spingono chi gioca in chat a preferire azioni veloci e zero introspezione, ma mi pare restrittivo dire che solo quell'approccio al gioco è "vero GdR". : P
Attenta, come hai notato tu stessa ci sono differenti scuole di pensiero. Anche fra i gestori di gdr Play by Chat.
Velocità delle azioni: é ovvio che in un PbC é un fattore di differenza rispetto al PbF. L'interazione deve essere necessariamente più rapida. Poi su quanto sia un "tempo accettabile" ognuno ha le sue idee. C'è chi è disposto ad aspettare anche mezz'ora se la giocata lo/la interessa, ma tendenzialmente il giocatore medio inizia a innervosirsi se tra un'azione e l'altra passano più di 10 minuti, specie se quei 10+ minuti non giustificano l'attesa.
Comunque vorrei ricordare che la velocità delle azioni non ha alcuna relazione con la presenza o l'assenza di pensieri/introspezioni all'interno delle azioni. Temo che chi attribuisce esclusivamente alle introspezioni la causa dei tempi di attesa troppo lunghi sia completamente fuori strada.
Conosco non pochi giocatori che sono capaci di farti aspettare 20 minuti tra un'azione e l'altra senza inserire nell'azione alcun pensiero, introspezione o elemento emotivo. Ci mettono 20 minuti perchè - nella preoccupazione di non inserire introspezioni - cercano di trasmettere tutto con la fisiognomica e il linguaggio corporeo: e quindi ti descrivono persino la singola ciocca di capelli rigirata nel dito e l'intero gioco dei muscoli facciali, uno per uno, fotografandoti ogni microscopico movimento delle ciglia o tic nervoso.
Risultato: evviva, evviva, tutti contenti perchè non ha inserito alcuna introspezione.. però.. eccola là, 20 minuti prima di ricevere la loro azione.
Personalmente resto convinto che l'unico motivo per limitare le introspezioni al minimo indispensabile sia il fatto che in circa 12 anni di Play by Chat ne ho conosciuti meno di 10 di giocatori capaci di usarle in modo non pacchiano, non pesante e non invasivo per chi deve interagire col personaggio che le usa.
Ma sul principio di per sè continuo a pensare che quella del dover per forza epurare le azioni da qualunque cosa non sia prettamente fisica perchè questo sarebbe il solo vero e possibile "gioco di ruolo" sia una cagata pazzesca. Anzi, diciamo, "una proposizione altamente soggettiva" per un gioco basato sula narrazione.
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