GDR testuale: siamo parte della letteratura?
GDR testuale: siamo parte della letteratura? postato il 28/07/2013 15:12:30 nel forum giochi e dintorni
"Noi siamo il movimento letterario del nostro tempo".
Sono le parole di un certo player in riferimento al fenomeno dei gdr testuali. Per non lasciare spazio alle interpretazioni, definiamo insieme la corrente letteraria come "una tendenza, riconducibile alla poetica, allo stile, ai contenuti che influisce sugli scrittori del tempo in cui si sviluppa".
Detto questo, condividete o meno l'affermazione iniziale? Pensate che la narrazione a più mani via web abbia le caratteristiche per essere annoverata nella nostra letteratura?
28/07/2013 15:18:11 e modificato da capitan spaulding il 28/07/2013 15:23:21
Assolutamente NO
Il GDR è cosa diversa dalla letteratura, la cosa diventa equivoca nel gdr a chat e by forum perchè il veicolo di scrittura induce a confondere erroneamente le cose, la similitudine che potrebbe sussistere è solo indiretta. Il fatto che il gdr vieti i pensieri nelle azioni ad esempio è un modo per stabilire che molte cose che sono fortunate nella Narrativa, sono antiregolamentari nel gdr. Quindi no, pensarla così porta ad una violenza sul normale ritmo del gioco, alla violazione del principio Tentativo-Esito sul quale il gdr in larga parte si basa, e quindi ad una distruzione dei veri aspetti regolamentari del gdr..no no, diffidiamo da queste retoriche che hanno rovinato il gdr a chat
28/07/2013 15:41:53
capitan spaulding ha scritto: Quindi no, pensarla così porta ad una violenza sul normale ritmo del gioco, alla violazione del principio Tentativo-Esito sul quale il gdr in larga parte si basa, e quindi ad una distruzione dei veri aspetti regolamentari del gdr..no no, diffidiamo da queste retoriche che hanno rovinato il gdr a chat
Che un pensiero del genere possa demolire i pilastri su cui si fonda il GDR mi pare un tantino eccessivo. Io la vedo più come una presa di coscienza, un pensiero forse un po' audace, che ci porta a riflettere sul significato che vogliamo attribuire a tutto ciò che esce dai nostri pensieri e si concretizza sulla nostra tastiera.
E il "principio Tentativo-Esito" non si può considerare come un elemento caratteristico del metodo di narrazione che è proprio del gdr? Gli stilnovisti avevano la donna-angelo, noi non possiamo avere l'uso del condizionale? ;)
28/07/2013 15:46:48
Assolutamente sì.
Dando semplicemente un'occhiata a wikipedia troviamo che la letteratura per definizione non solo rappresenta l'insieme delle opere scritte di una cultura (nel nostro caso quella italiana), ma anche la sintesi organica dell'anima e del pensiero d'un popolo.
Infine
In ambito occidentale si è via via affermato un significato di letteratura distinto dagli scopi pratici della scrittura in specifiche discipline (testi scientifici, filosofici ecc.): il termine "letteratura" venne associato alle scritture di tipo "artistico" e "creativo", che sono oggetto di studio dell'estetica.
Si determinò così un intreccio semantico con la più antica parola "poesia", un termine del latino medievale che deriva da poësis (a sua volta dal greco poíēsis, da poiêin, "fare") e che indicava eventi e oggetti "fatti" con le parole.
La poesia era dunque l'arte di creare realtà fittizie, mondi immaginari a imitazione dell'unico reale, in analogia con la pittura (Orazio usò la formula ut pictura poësis, "la poesia come la pittura").
28/07/2013 15:51:22
jira ha scritto:
Che un pensiero del genere possa demolire i pilastri su cui si fonda il GDR mi pare un tantino eccessivo. Io la vedo più come una presa di coscienza, un pensiero forse un po' audace, che ci porta a riflettere sul significato che vogliamo attribuire a tutto ciò che esce dai nostri pensieri e si concretizza sulla nostra tastiera.
E il "principio Tentativo-Esito" non si può considerare come un elemento caratteristico del metodo di narrazione che è proprio del gdr? Gli stilnovisti avevano la donna-angelo, noi non possiamo avere l'uso del condizionale? ;)
Beh, insomma, non è tanto eccessivo. posso capire allora che tu fai un discorso più "ampio", più metaforico, ma se devo vedere il gdr come un modo per pensare a "tutto ciò che esce dai nostri pensieri" allora preferisco appunto scrivere un racconto. Mi segui?...non dico che quello che dici non abbia senso, ma il gdr ti impone comunque dei limiti, non bisogna diminuire la propria fantasia o la grandezza dei nostri pensieri, ma solo applicarla ad un regolamento che, se viene violato inevitabilmente viene e messa a repentaglio la qualità del gioco. Per darti un giudizio vero dovrei capire cosa intendi di preciso comunque.
Sul principio "Tentativo-Esito":...Spesso l'uso del condizionale diventa molto castrante, soprattutto se fatto in maniera pedissequa come fanno tanti,personalmente non lo amo moltissimo e lo trovo necessario solo in rari casi..però anche qui, è difficile darti una risposta, dovrei capire bene cosa intendi di preciso
28/07/2013 16:07:01
capitan spaulding ha scritto: non bisogna diminuire la propria fantasia o la grandezza dei nostri pensieri, ma solo applicarla ad un regolamento che, se viene violato inevitabilmente viene e messa a repentaglio la qualità del gioco. Per darti un giudizio vero dovrei capire cosa intendi di preciso comunque.
In effetti il mio discorso cerca di essere generale, così da abbracciare il genere e non una land specifica. Di regolamenti ne esistono tantissimi, alcuni più restrittivi, altri più liberali.
Ma io qui vi invito a riflettere sul senso delle storie che raccontate e delle vite che intrecciate con le vostre parole. Vi chiedo: il valore letterario è qualcosa di asettico che rimane vincolato alla carta stampata (magari col timbro d'approvazione d'intere scuole di critici), oppure è una caratteristica che trascende la forma con cui una storia è raccontata, e marchia a fuoco il contenuto profondo delle parole?
Perdonatemi se filosofeggio, ma il discorso secondo me si pone in questi termini.
28/07/2013 16:33:40
Ma io qui vi invito a riflettere sul senso delle storie che raccontate e delle vite che intrecciate con le vostre parole. Vi chiedo: il valore letterario è qualcosa di asettico che rimane vincolato alla carta stampata (magari col timbro d'approvazione d'intere scuole di critici), oppure è una caratteristica che trascende la forma con cui una storia è raccontata, e marchia a fuoco il contenuto profondo delle parole?
Perdonatemi se filosofeggio, ma il discorso secondo me si pone in questi termini.
Il problema...è che, il Gdr "Testuale" non va valutato come una forma di gioco che usa una struttura letteraria. Se tu fai una partita a Neverwinter Night, non scrivi, perchè al posto della parte testuale (che costruisce la scena nei PBF e PBC)..c'è la grafica e il movimento di Pg e Png che la sostuisce, in un Boardgame o in un gioco in scatola oppure invece quel compito lo svolge il tabellone tridimensionale e le miniature, im un gdr cartaceo come Role Master o D&D o Pathfinder, insomma quello "che te pare", idem, con il master, le meccaniche, le skill usate e le miniature se ci sono..Quello che cerco di dire è che tu sei tratta in inganno ad accomunare le cose solo perchè nel gdr by chat e by forum puoi arricchire le azioni con licenze letterarie o perchè in quelle tipologie di gioco si scrive, ma non c'entra, quindi pur riconoscendo plausibile il tuo dubbio sono portato a dire che l'accostamento non è ammissibile, Nymeria e Ahngy sicuramente lo hanno detto meglio di me, quindi mi limito a dire che intendo ciò che hanno detto loro e sono d'accordo con loro. Poi ripeto, non riesco a capire bene cosa intendi quindi probabilmente sarò io che non ci arrivo. Per esempio: "oppure è una caratteristica che trascende la forma con cui una storia è raccontata, e marchia a fuoco il contenuto profondo delle parole?" cosa intendi dire?
Aggiungo una cosa..riguardo al significato di letteratura..: Eeeeh Yoshi, tu si che sai mozzarci il fiato, tutti noi dovremmo cercare le risposte nei sentieri più oscuri e intricati (Cioè Wikipedia!) quello che significa letteratura in senso lato sono capace anche io a reperirlo (Sempre che io non lo sappia già di mio). Anche le istruttorie dei processi negli uffici dei procuratori sono letteratura d'ufficio, ma che centra?..che diavolo centra vorrei sapere!...io non vorrei sembrare polemico ma perchè banalizzare sempre tutto con una sterile retorica, vabbè, sarò io a non capirci mai niente lasciamo perdere
28/07/2013 16:40:51
Perché no?
La storia ci insegna che la letteratura non è una e sola, bensì cambia e muta a seconda del periodo storico e del contesto cui essa si sviluppa.
Abbiamo passato la letteratura latina, quella medievale, quella religiosa per finire in correnti come l'Illuminismo ed il Romanticismo. Perché mai dovrebbe sorprendermi la letteratura digitale? È semplicemente un altro pezzo di storia reale, verificabile e soprattutto tangibile.
Sempre da storia sappiamo che non necessariamente tutto il mondo deve seguire una stessa corrente nello stesso momento. Possono anche esserci in circolo più stili, con diverso riscontro nel pubblico. Solo perché in Francia vissero i bohémiens non significa certo che qualunque altra forma di letteratura sia stata stroncata di netto (ad esser corretti in realtà sono proprio i primi che hanno fatto una brutta fine).
Concludendo, per me nel XXI secolo si può tanto parlare di continuazione della letteratura classica quanto di avvento della letteratura digitale. Non importa che i gdr abbiano "regole ferree", anche il Decadentismo aveva le sue regole, così come le avevano tutti gli altri stili a noi pervenuti. Che ci piaccia o meno, ogni volta che andiamo a giocare su una land produciamo del materiale, di qualità più o meno elevata. E sono abbastanza sicuro che questo materiale non sia pittura, musica o scultura, ma letteratura.
28/07/2013 16:56:35
Il gioco di ruolo sta alla letteratura come un jingle ad un'opera di Mozart.
In soldoni, NO.
Scrivere, spesso in modo sgrammaticato, in una chat o su un forum non è nemmeno lontanamente letteratura.
Usare il medesimo mezzo non significa fare la stessa cosa.
Se ti fai due uova al tegamino, non sei uno chef.
Se guidi un'auto per strada, non sei un pilota di Formula uno.
Nel gioco, la parola scritta è unicamente il mezzo usato dal gioco, non ha scopo, non ha finalità universalmente riconosciute.
Non c'è un "manifesto" del gioco di ruolo, una ideologia.
Il gioco è un divertimento, un hobby, un passatempo e se qualche giocatore vuole poi scrivere un romanzo sulle proprie avventure giocate è unicamente lui che fa un passo "oltre", cercando di avvicinarsi alla letteratura, ma finché non fa quel passo, resta nel mondo di una comunicazione, per altro non universale, in quanto quello che esprimerà potrà essere compreso unicamente dai suoi compagni di gioco.
28/07/2013 20:34:09
Anche il mio è un NO SECCO! E le motivazioni sono state esposte egregiamente da altri prima di me, non sto qui a riscriverle, Condiviso tutte le argomentazioni di chi ha espresso un NO.
28/07/2013 21:19:27
Assolutamente no, diciamo che è più una convinzione (per me un po' ridicola), quella di credere una cosa del genere solo perchè si usa il mezzo-scrittura, come hanno detto altri.
L'unico fenomeno che conosco in tal senso riguarda un personaggio di gdr e una land divenuti un popolare fumetto italiano, ma anche lì... sono passati nelle mani di sceneggiatori affermati e non sono certo rimasti in quelle dei giocatori.
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