High-Fantasy vs Low Fantasy
High-Fantasy vs Low Fantasy postato il 26/12/2015 12:59:54 nel forum giochi e dintorni
Il Fantasy, com'è noto, è fra i generi più gettonati come setting per giocare di ruolo online.
Sulla scia di Games of Thrones si è diffuso abbastanza il Low Fantasy, scevro da elementi magici e incentrato maggiormente su battaglie e intrighi della sola razza umana.
Diametralmente opposta la concezione dell'High Fantasy, costellato di oggetti magici e creature di varie razze senzienti.
Quale Fantasy è più adatto e coinvolgente da "vivere" nelle campagne gdr?
26/12/2015 16:12:19
Quasi sempre Low Fantasy, senza alcun dubbio. Se posso cerco di plasmare in Low anche le mie eventuali campagne di D&D 3.5 (quelle poche volte in cui riesco a masterare), perchè come piattaforma regolistica in sè mi piace molto, ma l'eccesso di magia, mostri assurdi e razze ancor più assurde non l'ho mai amato.
In letteratura, Sapkowski vince su Tolkien, tutta la vita.
26/12/2015 16:29:23
lom ha scritto: Il Fantasy, com'è noto, è fra i generi più gettonati come setting per giocare di ruolo online.
Sulla scia di Games of Thrones si è diffuso abbastanza il Low Fantasy, scevro da elementi magici e incentrato maggiormente su battaglie e intrighi della sola razza umana.
Diametralmente opposta la concezione dell'High Fantasy, costellato di oggetti magici e creature di varie razze senzienti.
Quale Fantasy è più adatto e coinvolgente da "vivere" nelle campagne gdr?
Quotando sopra, è questione di gusti. A me piacciono entrambe, dipende molto da chi mastera e da come viene impostata l'ambientazione.
Nello specifico, l'High Fantasy è più tradizionale e rassicurante. L'uso della magia, delle capacità magiche e dei mostri è già stato ampiamente codificato da D&D e figli, e quello che viene dopo è solo un insieme di variazioni sul tema. Ci sono combo e formule (luce sulla pietra ela tiro nel pozzo/unto-scintilla/prestidigitazione per asciugarsi, detect a palla, 13 dardi incantati) che sono familiari anche al di fuori dei giochi che le hanno originate, e ormai sono proverbiali. Anche l'equilibrio tra razze, la distinzione tra arcano e divino, il concetto della non-morte, sono cose che sappiamo tutti anche senza leggerle sui vecchi manuali.
Nel cartaceo, la difficoltà sta in entrambe: se masteri high fantasy, devi stare attento alla diffusione della magia e di come influisce sulla vita delle persone. La magia è scandalosamente OP, ti permette di volare, teletrasportarti, dominare la volontà della gente a tocco, respirare sott'acqua, leggere i pensieri, creare cibo e acqua potabile, curare le ferite, aprire buchi di un chilometro in mura di pietra che qualcuno ha impiegato vent'anni a costruire. In generale, con la magia si bypassano i limiti fisici a cui i giocatori spesso faticano a sottostare. Si accorciano le distanze, i tempi, ed è tutto più semplice. Da master questo è un problema da controllare, perchè da qui a rendere insensato il concetto di "porta", di "viaggio" o anche di libero arbitrio il passo è brevissimo, e l'ambientazione potrebbe passare a non avere senso in un batter d'occhio.
Se masteri low fantasy, devi avere inventiva. Molto facile scadere nella noia eterna e ripetitiva, e parecchio difficile conoscere giocatori con la pazienza e l'applicazione sufficiente a giocare l'intrigo e la diplomazia.
Per quanto riguarda l'online, parere mio, l'high fantasy è quasi ingiocabile. Molti strutturano i libri d'incantesimi (chi se l'è inventato il termine "grimorio"?) a compartimenti stagni: entri in gilda, impari spell, ranki in gilda, impari altro spell, lasci gilda, scordi tutto. L'altra scuola è quella dei livelli, ma sappiamo tutti che livellare in un play by chat è una barzelletta.
Il Low Fantasy è molto più adatto al PBC - senza contare che le land high fantasy sono in realtà già abbastanza low: un vero incantesimo come nel cartaceo spazzerebbe via tre personaggi in un colpo solo, e in generale c'è la convinzione che dare "troppo potere" a un pg sia deleterio. Per cui si nerfa, e molto, lasciando i giocatori a menarsela sulle chiacchiere (che sono il punto del pbc). Caso vuole che le chiacchiere siano il pezzo forte anche del Low Fantasy. Sceglierlo direttamente e prendere due piccioni con una fava risparmia agli admin un sacco di lavoro preliminare e un sacco di grane in sede di gioco.
26/12/2015 16:29:50 e modificato da jameshowlett il 26/12/2015 16:32:00
Quella su Sapkowski era una mia opinione personale, accettabile o no.
Per il resto, la distinzione tra Low e High riguarda ANCHE la diffusione e la considerazione della magia ma non solo. È anche una questione di morale. Tolkien da quel punto di vista è quasi "infantile" (sto volutamente esagerando): i buoni sono buoni e sono di qua, i cattivi sono cattivi e sono di là. La saga del Witcher e di Game of Thrones (premetto che quest'ultima non l'ho letta, sono solo spettatore della serie tv) anche se magari hanno mondi leggermente meno dettagliati sono comunque MOLTO più complesse e realistiche, pur essendo comunque storie fantasy.
Le preferisco di gran lunga alle simil-favolette di stampo tolkieniano. Ergo, le trovo più godibili anche quando si tratta di giocare di ruolo. Molto più facile da gestire per gli admin, anche.
26/12/2015 16:35:18
jameshowlett ha scritto: È anche una questione di morale.
Onestamente non sono d'accordo.
Cioè sì, nell'high fantasy ci sono gli dei, i santi, le palle di luce infuocata che ti dicono molto chiaramente dove sta il paradiso e dove sta l'inferno, ma non è mica una regola universale.
Un autore che scrive un libro sceglie dove impostare la bussola morale della storia, se renderla una favola o un zaczaczac tra consanguinei, ma questo non ha niente a che vedere con il gioco di ruolo. Ho visto e sentito gente giocare campagne bene-male in game of thrones e gente giocare campagne neutrali in LOTR. A noi interessa il setting: quello che l'autore ha fatto con i suoi pg è valido fino a un certo punto.
26/12/2015 16:42:33
The witcher è un high fantasy regolamentato e politicamente coerente.
Ben diverso da Martin, in cui la sola capacità di castare una fiammella è sepolta da trenta chilometri di sabbia, neve, ghiaccio, terrore e pregiudizio.
26/12/2015 16:48:36
Preferisco una via di mezzo tra High e Low, perchè l'High spesso ha una morale troppo semplicistica, mentre il Low spesso non è nemmeno fantasy perchè non c'è presenza di sovrannaturale.
In questo senso apprezzo il fantasy epico che è una via di mezzo tra i due, pur avendo un alto contenuto di magia.
26/12/2015 17:39:11
Normalmente preferisco le land low fantasy, semplicemente perché è più facile farle bene e senza appiattarsi sullo scontato scontro fra razze classiche che si combattono la mappa di gioco.
Ma in linea teorica mi piacciono entrambi allo stesso modo.
26/12/2015 18:20:39
Preferisco il low fantasy.
Forse sono per il medievale io, chissa! Se solo non ci fosse quel maschilismo esasperato nelle land medievali...
Posso mettere come fantasy la "parita di genere" in un contesto medievale? Solo questo mi basta!
Perchè il maschilismo "E' storicamente accurato" dicono :(
26/12/2015 19:06:34
Ben venga la cultura, ma occhio a non confondere la simulazione con il gioco di ruolo.
Ora dirò forse una banalità per chi è esperto di GdR... chi si gioca un guerriero non necessita per forza di conoscere storicamente il medioevo, così come chi si gioca un cerusico non necessita di conoscere la medicina dei secoli bui.
Per di più in un fantasy. ;-)
26/12/2015 19:12:39
lom ha scritto: chi si gioca un guerriero non necessita per forza di conoscere storicamente il medioevo, così come chi si gioca un cerusico non necessita di conoscere la medicina dei secoli bui.
Forse, ma un quarto d'ora di cultura sull'arma che impugna non glielo leva nessuno. Può anche essere interessante imparare qualcosa di nuovo, una volta tanto.
Per quanto riguarda il maschilismo, non posso credere di aver letto quello che ho letto, spero che le cassatine mi abbiano dato alla testa. Passerò avanti.
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