Cosa ne pensate della serietà in un gdr?
15/07/2018 18:25:27
I pg giocherelloni non mi piacciono proprio, non si tratta di perfezione, ma di contesto. Un conto è fare battute per sdrammatizzare, un conto è comportarsi come un bimbetto isterico di risate in chiesa menre nel mondo di gioco hai a che fare con un'autorità o qualcosa di sacro, un taboo, o chissa' icché.
Alcuni sono divertenti, a meno che non tirino fuori il rum dove non ci dovrebbe stare, ma se lo scopo è fare personaggi che non sono umani ma solo dispensatori di battute squallide allora nel mondo che vorrei andrebbero bannati proprio malamente. Che poi per permettersi di fare battute, quindi sminutendo una situazione mortale, sarebbero considerabili pure dei pp, chi cavolo si metterebbe a fare battute, tipo, davanti a un drago? un pessimo personaggio di un pessimo film, o qualcosa tipo deadpool, che probabilmente nell'ambientazione di quel gioco sarebbe incoerente.
16/07/2018 02:48:28
Le questioni, come detto, sono due.
1- Pg "leggero".
In buona sostanza ci sta, purchè chi lo gioca vada incontro alle conseguenze di quella leggerezza in gioco.
Facciamo un esempio nella nostra ambientazione: il pg ridanciano ride in taverna, in un mare di volgo e nulla succede.
Lo fa davanti a un Bolton e non ha capacità di difendersi, o non lo fa in modo intelligente, studiando come evitare di avere una reazione schiacciante, tipica del personaggio che in questo caso avrebbe di fronte, rischia e molto.
Basta che poi, chi lo muove, non si lamenti della conseguenza ongame, perchè di fatto, se si è pazzi o sopra le righe giocando in un'ambientazione e una società cupe, va sempre ricordato che il rispetto del proprio personaggio non significa che gli altri, magari in linea e coerenti col clima prevalente, debbano forzare il proprio.
Se, quindi, pg leggero, significa originale a ogni costo, va sempre considerato che l'originalità non può e non deve distruggere il clima di gioco nè l'ambientazione.
2- Le regole grammaticali.
Ahinoi. Siamo e restiamo fieramente controcorrente.
Pensiamo da sempre che il PBC è un modo straordinario di maturare e migliorare la scrittura e la lettura: consente un esercizio quotidiano divertendosi.
Abbiamo visto negli anni tanti giocatori entrare a un livello grammaticale basso e maturare pian piano correttezza, spessore, concretezza. Non solo: esiste anche, oggi, disturbi cognitivi. Ho visto disgrafia e dislessia, trovare un contesto di crescita meraviglioso, oltre che insegnare ai player la pazienza e la collaborazione. Una faticata per uno staff? Sì.
Per i giocatori? Ni.
Il PBC è un contesto di scrittura.
Nessuno è insegnante nel ruolo di staffer e gestione e men che meno di giocatore, perchè una land non è una scuola e nessuno si dovrebbe permettere di fare correzioni da biro blu e perchè non ha qualifica, ma non può neanche trasformare in una classe un contesto ludico, dove chiunque ha il diritto di giocare senza condizionamenti. Almeno fin quando non c'è una reale conoscenza in off che non comporti una confidenza e limiti il rischio di ferire la sensibilità di una persona.
In casi di vera e reale difficoltà di scrittura che mette a rischio la comprensione in gioco, allora deve intervenire la gestione con estrema chiarezza: con chi gioca e con la persona che ha problemi in tal senso.
La "bellezza" delle azioni è molto soggettiva: la comprensibilità è cosa diversa.
Far arrivare un giocatore che non sa scrivere una grammatica corretta a "regolarsi" nell'interazione, scegliendo personaggi semplici e meno inclini a ruoli dove le convenzioni sono essenziali per l'interazione (esempio il bellico) va fatto con fermezza e con il massimo rispetto, stabilendo confini ed essendo onesti.
Spiegare ai player senza il problemi che in un gdr online hanno tutti il diritto di divertirsi e che basta trovare un compromesso in tal senso, cercando di tutelare loro e con immensa discrezione, chi ha il problema grammaticale, è un dovere per quello che ci riguarda: morale.
Ma sono scelte, gestionali, di cui occorre rendere conto all'utenza.
La nostra esperienza è positiva in tal senso: magari avremo perso qualche purista della lingua ma la soddisfazione corale, nostra e dei giocatori che dividono le serate con noi, di vedere persone che non hanno una grammatica perfetta per le più disparate motivazioni, crescere uno stile e giocare serenamente, peraltro spesso oltrepassando la barriera del descrittivo forbito perchè magari hanno contenuti e soluzioni migliori, non ha prezzo ed è una delle cose che veramente dà un valore aggiunto al gioco di ruolo in chat.
Ghennady, Enelya e Mellyrn
16/07/2018 10:49:37
Trovo che i personaggi "leggeri" siano di difficilissima interpretazione, così come penso che sia stilisticamente più difficile scrivere una commedia che una tragedia.
Il personaggio "leggero", per non risultare semplicemente fuori contesto e macchiettistico, ha bisogno di un grado di consapevolezza del giocatore veramente elevato. Io ad esempio non ci riesco. Mi manca proprio quel tipo di tecnica.
(Il che non significa che sia impossibile: ricordo una giocatrice i cui personaggi "leggeri" erano una meraviglia da leggere; ma era proprio un suo talento personale.)
Condivido l'esempio de ilgrandeinverno sulle conseguenze dell'eccessiva leggerezza: in molti giochi, la leggerezza senza cautele vorrebbe dire la morte del personaggio entro tempi brevi.
Per quanto riguarda la grammatica, sono d'accordo che si debba fare dei distinguo fra persone che hanno problemi tipo disgrafia, persone che sono occasionalmente distratte, giocatori giovanissimi che sono ancora in una fase di apprendimento e giocatori che invece sistematicamente, per pigrizia, se ne fregano.
In quest'ultimo caso, penso che la gente spesso si trinceri dietro la scusa "è un gioco", come per dire "non è serio, è tutto irrilevante".
Io sono convinta che giocare di ruolo sia una cosa serissima e che se anche lo si fa per staccare il cervello da una giornata pesante, non si può pretendere di spegnersi intellettualmente come quando si gioca a Candy Crush.
Così come non pretenderei di giocare a calcetto, io che coi piedi faccio fatica pure ad usare una frizione, mi sembra sciocco pretendere di giocare ad un gioco basato su lettura e scrittura fregandosene delle più essenziali regole della propria lingua madre.
16/07/2018 11:51:16
Secondo me il problema non è il livello di serietà, ma il contesto in cui muovi il PG "spiritosone", quanto coerente è all'intorno in cui lo muovi?
Se ti iscrivi in una land dai toni gotici, oscuri etc e vuoi giocare il PG buffone a prescindere dalla situazione non credo ti troverai benissimo per un mero problema di non compatibilità.
Ora non so tu ma io gioco di ruolo per la ruolistica, il mio PG si muove in un universo strutturato, ci sono circostanze quindi dove il giocherellone ci sta e altre dove non ci sta e semplicemente in on game ne deve pagare le conseguenze. Ho visto pg "bambocci" fuori contesto dare davvero noie, non essere coerenti e quindi impattare sulla situazione in cui forzavano attitudini a caso, perchè scherzavano anche davanti a situazioni che avrebbero richiesto tutt'altre reazioni. Onestamente, per farti un esempio, da fastidio che in una disputa tra politicanti arriva l'imbecille a buttare li la battuta, nemmeno turbato dall'essere in un angolo buio, in cui non si sa come è capitato per caso, con assassini e tessitori di inganni. Spesso poi questi soggetti vengono anche a dirti: no ma sono qui a creare gioco. Ma che gioco crea esattamente?
Per quanto riguarda l'italiano, io non credo che nessuno ti uccida per errori di battitura o ditteggio, ma se le frasi sono sconnesse, la punteggiatura non si è mai vista e il congiuntivo è work in progress, qualche problema lo si ha. E' gioco testuale, si legge e si scrive, quindi un livello normale decente è una requisito minimo.
E chiariamo io non parlo dei finti Dante e Petrarca della situazione, niente "incedere con le iridi nella stanza" o "la manca ravviva i capelli flulgidi con angolo acuto", parlo di azioni scritte in italiano con l'utilità richiesta ad un'azione.
22/07/2018 16:05:11
Capisco che e' un gioco descrittivo dove farlo bene dovrebbe essere la prima cosa, ma come diceva il grande inverno, ci sono persone con problemi reali e allora che senso ha ammonirli? Io conosco una persona che e' andata in ansia perche' si era dimenticata una parentesi ( 2 dai ) e aveva scritto male qualche parola. Non parliamo del tag dopo 5 azioni....non e' troppo? Io son scappato dai gdr per ste cose, la vedo soffrire e non va bene. Ok leggere congiuntivi sbagliati e h sparite e' un pugno per chi gioca, ma non tutti han diritto a giocare?
23/07/2018 14:46:23
[b]aluka ha scritto:
Ok ci son delle regole,ma se uno deve farsi venire l ansia ogni volta che ruola,forse meglio un libro. Che ne pensatd di questa serieta'? Non sto parlando di quest dove BISOGNA ESSERE PERFETTI O QUASI.ma di role normali, dove bisognerebbe giocare leggeri. E chissefrega se uno scrive sbagliato no?
Tenendo conto che un play by chat (come altri meccanismi di gioco di ruolo testuale) si fonda esclusivamente sul testo scritto, non vedo dove possa esserci ansia nel mettersi lì a scrivere in italiano. Capisco errori di battitura (capitano, non è grave) ma certi errori come le k, le x, e modi di scrivere che fanno un baffo ai geroglifici per interpretazione, dico che è inammissibile per un gioco di ruolo testuale. La disabitudine di molti (direi anche la pigrizia) a scrivere in un italiano accettabile (non dico eccelso) diventa difficoltà per gli altri ad interpretare ciò che si scrive.
Si presume che a giocare di ruolo non siano bambini di prima elementare e che quindi i giocatori in questione sappiano almeno i rudimenti di grammatica italiana. Ho sempre ammesso che possano anche giocare stranieri che stanno ancora imparando l'italiano (ci può stare) ma è una questione di rispetto per gli altri che giocano con te o chi per te scrivere in un modo almeno immediatamente comprensibile.
Posso anche ammettere chi gioca da cellulare per cui spesso, si sa, il T9 cambia le parole creando addirittura frasi a dir poco esilaranti per nonsenso ma comprensibili ad ogni modo.
Nessuno tuttavia punta il fucile alla tempia di qualcuno che gioca con un linguaggio meno corretto ma è anche lecito per tutti poter scegliere di giocare con persone con cui il gioco sia più piacevole. Personalmente penso che nemmeno sia necessario rispondere a persone che chiedono di giocare ad altri senza prima aver completato una scheda o con schede con immagini senza notizie del personaggio oppure a richieste di role standardizzate o fondate solo sul gradimento di immagini in scheda.
Se una persona ha paura di scrivere o, addirittura, l'ansia, allora è bene che scelga una tipologia di svago differente da quello che si fonda sulla scrittura. Ci sono tanti svaghi che non richiedono l'esercizio mnemonico della lingua italiana o azioni postate di mezza riga perché di più non si sa cosa scrivere. Badiamo anche che scrivere a volte dieci righe per descrivere con termini aulici solo il colore degli occhi lo stesso non è indice di una azione in gioco.
Per quanto riguarda invece la volontà di molti di preferire determinati cliché di personaggi è chiaro. Un personaggio cliché è un personaggio che è più semplice da interpretare e con cui è più semplice relazionarsi in gioco (direi anche più scontato). Se sei una persona che si crea personaggi che non rispondono a certi cliché ma li caratterizzi in un modo particolare rispetto agli standard del guerriero con l'armatura lucente o la canaglia piacente, sai già che parte del gioco potrà avere limiti. E, a mio dire, proprio quei limiti sono il bello del gioco di ruolo di qualità e non della quantità. Il politically correct standardizzato in gioco di ruolo spesso trova più consensi in gioco; chi esce fuori da questa sfera può invece cercare gioco più di qualità.
Lo stesso per il testo scritto. Non stai parlando semplicemente di gioco leggero. Il gioco leggero è preordinato lo trovi nei videogiochi. Il gioco di quantità è quello che si fonda su quanto un pg possa ricevere consensi di gioco (spesso è il pg standardizzato, talvolta del linguaggio come capita). Il gioco di qualità invece è il binomio per un play by chat di testo e di un personaggio caratterizzato, personale, ma non per forza "pesante" da giocare in role solo seriose.
15/08/2018 17:43:49 e modificato da loonymel il 15/08/2018 17:45:03
"'nnamo! Quando si scherza bisogna esse seri!"
Credo che in poche iniziali battute Alberto Sordi abbia perfettamente definito il livello di gioco da mantenere anche per un personaggio "buffone".
Non è importante la condotta di per se, ma il modo coerente con cui si affronta il gioco. Bisogna fare il buffone ad arte, se no non si è credibili né divertenti, solo squallidi.
16/08/2018 11:18:53
Sulla prima parte me ne frego altamente. Ho fatto pg di svariate tipologie, dalla ragazza tutta fru fru,sole,cuore,amore alla stronza di prima categoria. Stessa cosa per i maschi, sono passata dal cazzone a quello problematico a quello invasato dal buddismo. Insomma chi più ne ha più ne metta, il pg che muovi deve piacere a te,devi sentirlo tu, qualcuno nei meandri del gioco lo apprezzerà.
(proprio quello invasato dal buddismo,è stato fortemente criticato ON,e credo pure molto off,ma sai che ho fatto? Ho mollato la land e sono andata altrove).
Per la seconda parte,ametto che anche a me da un pò fastidio la scrittura a caso. E anche i modi di dire tipicamente di una precisa località. Molte persone li usano all'ordine del giorno e non se ne rendono conto, non si rendono conto che non è italiano,ma dialetto.
Pensa se tutti noi ci mettessimo a scrivere in dialetto,ne verrebbe fuori un gran casino.
Non chiedo la divina commedia,però l'italiano che dovrebbero conoscere tutti si.
16/08/2018 11:46:21
Io credo che l'uso invece di determinate forme dialettali, diluite nell'azione e di facile comprensione per il resto dell'utenza, possano invece andar bene.
Ad esempio in una Land moderna, se non erro, mi sono giocato il classico red neck, il contadino americano senza istruzione e che ha conosciuto sua moglie ad una cena in famiglia, appassionato di macchine e trattori.
Per rendere ancor più marcata la sua non appartenenza al mondo cittadino (la Land si estendeva pure alle zone periferiche della città, quindi nella parte rurale) usavo di tanto in tanto qualche espressione dialettale.
Risultato? Io non capivo quelli di città, a volte quello di città non capivano me.
In queste tipologie di contesto, in realtà, l'uso del dialetto (non nella sua forma più stretta ma in una forma più giovanile, dove si mischka italiano e qualche espressione dialettale) per me può funzionare.
18/08/2018 13:05:42
Questo però è un caso atipico.
Io sto parlando di persone che lo usano come italiano perché conoscono quel modo di dire così e basta.
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