Il giocatore che sei vs chi pensi di essere
Il giocatore che sei vs chi pensi di essere postato il 03/10/2018 10:44:14 nel forum giochi e dintorni
Buon 3 Otttobre a tutti, voglio ammorbarvi questa mattina con un altro dilemma esistenziale da giocatore di PBC. Qualcosa che credo tutti vivano, o ignorino in modo più o meno sottilee, perchè convine o semplicemente da noia pensarci.
La domanda del giorno è il tragico divario tra il livello di gioco e ruolistica che uno pensa di saper realizzare opposto a cosa davvero sa fare, soprattutto quando cambia Land.
Spiego meglio, quando un giocatore definibile esperto in una Land migra in un'altra spesso si porta dietro il concetto (errato) che è un Esperto e questa cosa varrà sempre a prescindere da dove si trova, spesso pretende pure un certo tipo di riconoscimento dagli altri giocatori che incontra nella nuova ambientazione dove è approdato.
Per fare riferimento al post del Gioco Politico, faccio un esempio connesso: se uno è giocatore esperto nella Land Battipanni dove la massima espressione di gioco Politico è passare un'informazione "segreta" sui battipanni ultimo modello pubblicata dal Master in una quest ogni tot, quando il soggetto in questione si sposta in altri lidi tipo Land BurocraziaItalianaeSvedese impatta contro la realtà che prima di tutto è nuovo e quindi non sarà esperto dal giorno uno e secondo il suo stile di gioco politico non è da livello esperto nella seconda Land.
Quello che sarebbe bello succedesse è che alla prima botta di muso con la realtà il giocatore, si prendesse un attimo per capire il nuovo ambiente e magari realizzare che deve prima immergervisi per diventare esperto e capire i meccanismi. Spesso questo non succede però e partono deliri tramite mezzi off di comunicazione in cui il soggettone spiega come lui ha anni di esperienza di ruolistica, ed è un mostro, il tutto magari quando altri giocatori della Land si sono semplicemente permessi di puntare a qualche errore per aiutare il soggetto.
Tutto questo preambolone per chiedervi: è così difficile vedere il proprio livello di gioco per quello che è invece che per quello che noi crediamo che sia?
03/10/2018 11:39:18
psycho-corvo ha scritto: è così difficile vedere il proprio livello di gioco per quello che è invece che per quello che noi crediamo che sia?
Lo è. A livelli inimmaginabili. Io ormai lo definisco il paradosso del gioco di ruolo, in cui tutti giocano bene e sanno individuare/criticare quelli che giocano male o sbagliano, i quali però... non esistono, perchè tutti giocano bene.
E questo non riguarda solo le "tecniche/dinamiche" che variano di land in land, come tu fai l'esempio del gioco politico, ma riguarda proprio la percezione che uno ha di sé stesso come giocatore, che è sempre ipervalutata (per non dire perfetta).
Io nel passaggio da giocatore ad Admin ho dovuto farmi in questo un luuuuuuuuuuuungo esame di coscienza. E non è stato bello.
03/10/2018 11:49:37
Mattogatto ti ha spiegato che è una cosa che succede dappertutto in ogni ambito. Io ti aggiungo che hai evidentemente avuto pessime esperienze ultimamente, quindi coraggio!
Questo detto, la valutazione razionale di una situazione è qualcosa che chiunque difficilmente fa a prescindere, figurati nell’ambito di un hobby. L’autovalutazione è poi la cosa più rara perché come dice Bordertown ti porta a scoprire lati molto spiacevoli di te.
Comunque, in linea più generale, io ho risolto con l’ironia: se vedi qualcosa che ti irrita, non arrabbiarti e ridici sopra ;-)
03/10/2018 14:17:38 e modificato da thecircle il 03/10/2018 14:21:03
Io credo che il discorso sia enormemente complesso.
Premetto che sono perfettamente d'accordo sul fatto che se uno è espertissimo di una land, quando lo stesso cambia ambiente sicuramente parte con uno svantaggio non indifferente rispetto ad altri giocatori che la bazzicano da più tempo. Questo perché ogni Land è a sè. Si appende a dogmi precisi, e sopratutto perché, diciamocelo, anche i gestori sono essere umani e ex-giocatori, con le loro vulnerabilità e preferenze. Inevitabilmente, quindi, avranno strutturato la land impregnandola della loro personalità, dei loro gusti e delle loro esperienze pregresse. Anche i "premi on" (per quanto sia un concetto superabile) risentiranno di tutto questo.
Non è assolutamente sempre un male, anzi, molto spesso una land ha quel Non-so-ché che tanto stavi cercando, proprio perché i gestori sposano certi ideali, magari ne accantonano altri, e ti offrono un gioco diverso da altri.
Fatta questa premessa, direi che non si può fare di tutta l'erba un fascio. Ogni giocatore è a sé. C'è quello più maturo che magari li per li può anche rimanerci male ma poi riflette sulla musata che ha preso. C'è quello che "apriti cielo il mio orgoglio, sono già perfetto così". C'è quello che..magari ha preso la musata ma forse non aveva tutti i torti, è che proprio il tipo di land o l'altro giocatore, ha sbagliato, ma magari la land è a valori inversi.
Insomma, alla fine, l'importante è trovare il proprio Habitat, dove la gestione e i valori che vengono seguiti si sposano con i tuoi. E ovviamente anche essere aperti al fatto che non si finisce mai d'imparare e che, come nella vita, esiste il long life learning, ovvero l'abilità di cambiare, di adattarsi, di mettersi sempre in discussione.
03/10/2018 16:50:34
bordertown ha scritto:
Io nel passaggio da giocatore ad Admin ho dovuto farmi in questo un luuuuuuuuuuuungo esame di coscienza. E non è stato bello.
Non vorrei rischiare di andare ot, ma sarei curiosa di sapere come hai proceduto per fare questo esame di coscienza e cosa tu, come altri giocatori possono aver fatto, hai riscontrato
03/10/2018 16:52:16
Il problema è che i giocatori di PBC non sanno, nella maggior parte dei casi, di essere dei giocatori.
Cambiamo settore e prendiamo i videogames. I videogames prevedono sempre delle fasi di tutorial, di spiegazione delle regole, di sfide inizialmente molto facili per far impratichire il giocatore.
Il giocatore di videogiochi, quando accede ad un nuovo prodotto, è già nel mindset di dover imparare qualcosa di nuovo, cimentarsi con nuove tecniche, perdere e ricominciare la partita un discreto numero di volte prima di riuscire a fare le cose come si deve.
E in parte questo processo di apprendimento è anche stimolante e divertente.
Nessuno di noi si arrabbia per il fatto di dover partire dalla fase tutorial di Civilization, anche se si è un fenomeno a Call of Duty. Sono giochi diversi, autori diversi, logiche diverse. Nessuno pretende di essere immediatamente a proprio agio passando da PES a The Witcher.
Tutta questa forma mentis secondo me manca un sacco alla nostra comunità. Diamo per scontato che solo perché ci basiamo sulla stessa tecnologia allora stiamo per affrontare lo stesso tipo di gioco. Da qui derivano molte delusioni.
Certo poi possiamo disquisire su quanta effettiva varietà di approcci e regole ci sia nel mondo dei PBC, dove ho qualche difficoltà a dire che si passi così di frequente da un Baldur's Gate ad un Far Cry. E anche questo sicuramente contribuisce a far dare per scontato che la propria "esperienza" vada bene ovunque.
Probabilmente, se avessimo una maggiore eterogeneità di prodotti, per il giocatore sarebbe più facile fare un passetto indietro e dire: sì, devo imparare tutto da capo.
Purtroppo, quando passi da The Man in The High Castle GDR a The Man in The High Castle Play By Chat o da Westeros.it - Cronache del Ghiaccio e del Fuoco a Westerosgdr.it - Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, viene più difficile pensare di dover "imparare le cose da capo".
03/10/2018 19:55:19 e modificato da mikee il 03/10/2018 19:59:18
psycho-corvo ha scritto:
Spiego meglio, quando un giocatore definibile esperto in una Land migra in un'altra spesso si porta dietro il concetto (errato) che è un Esperto e questa cosa varrà sempre a prescindere da dove si trova, spesso pretende pure un certo tipo di riconoscimento dagli altri giocatori che incontra nella nuova ambientazione dove è approdato.
Per fare riferimento al post del Gioco Politico, faccio un esempio connesso: se uno è giocatore esperto nella Land Battipanni dove la massima espressione di gioco Politico è passare un'informazione "segreta" sui battipanni ultimo modello pubblicata dal Master in una quest ogni tot, quando il soggetto in questione si sposta in altri lidi tipo Land BurocraziaItalianaeSvedese impatta contro la realtà che prima di tutto è nuovo e quindi non sarà esperto dal giorno uno e secondo il suo stile di gioco politico non è da livello esperto nella seconda Land.
Quello che sarebbe bello succedesse è che alla prima botta di muso con la realtà il giocatore, si prendesse un attimo per capire il nuovo ambiente e magari realizzare che deve prima immergervisi per diventare esperto e capire i meccanismi. Spesso questo non succede però e partono deliri tramite mezzi off di comunicazione in cui il soggettone spiega come lui ha anni di esperienza di ruolistica, ed è un mostro, il tutto magari quando altri giocatori della Land si sono semplicemente permessi di puntare a qualche errore per aiutare il soggetto.
Uno può essere esperto in un tipo di land, trovarcisi bene e riuscire a dare il massimo in quella land.
Non è detto che in un'altra land accada la stessa cosa.
Land che vai meccanismi che trovi.
Uno prima bisognerebbe che conoscesse quei meccanismi a mente aperta e libera, poi applicare e adattarla in base alla propria esperienza.
psycho-corvo ha scritto:
Tutto questo preambolone per chiedervi: è così difficile vedere il proprio livello di gioco per quello che è invece che per quello che noi crediamo che sia?
Assolutamente SI.
Noi abbiamo la clausula che TUTTO quello che avviene dentro alla land è documentata, salvata e archiviata.
Perchè questo tipo di dinamiche devono essere sradicate a monte con prove alla mano.
Alcuni neanche si riconoscono quando rileggono le cose che scrivono.
Altri negano l'evidenza anche se più persone, hanno salvato le cose che tengono come promemoria per altro, andando poi a ricontrollare, si capisce la situazione.
La necessità di dipingersi a se stessi meglio di quanto fanno, è una necessità umana che non puoi sradicare.
Molti non capiscono che fare un'azione sbagliata, dire una fesseria, non ti definisce come un giocatore inesperto o una persona che dice cavolate.
Solamente che in quel momento, hai sbagliato a fare quell'azione o hai scelto male le parole con cui esprimerti. Sbagliare è umano, a volte si fanno anche scelte sbagliate.
SBAGLIARE NON E' UN TRAGEDIA.
Tutti dovrebbero prendere l'abitudine di salvarsi giocate e le missive che mandano.
La gestione di un gioco non dev'essere un fatto d'opinione.
Non dev'essere nemmeno una questione di fiducia bensì di fatti.
Come avevo proposto anche dentro alla mia land, tante cose dovrebbero essere pubblicate.
Penso che tante persone potrebbero crescere come atteggiamento, si vedrebbe finalmente la fine di queste lotte intestine e si potrebbe finalmente vedere la radice dei problemi e risolverli sul serio.
Se si rileggessero, capirebbero non solo tanti errori di gioco e giocherebbero meglio, ma anche l'origine di tanti litigi e magari, ammettere che non si sono comportanti proprio benissimo e fare meglio.
03/10/2018 20:48:02 e modificato da ghennadi72 il 03/10/2018 20:54:17
psycho-corvo ha scritto: tragico divario tra il livello di gioco e ruolistica che uno pensa di saper realizzare opposto a cosa davvero sa fare, soprattutto quando cambia Land.
(...)
Spiego meglio, quando un giocatore definibile esperto in una Land migra in un'altra spesso si porta dietro il concetto (errato) che è un Esperto e questa cosa varrà sempre a prescindere da dove si trova, spesso pretende pure un certo tipo di riconoscimento dagli altri giocatori che incontra nella nuova ambientazione dove è approdato.
Direi che hai riassunto un atteggiamento molto comune. Personalmente quando entro in un nuovo gioco tendo a tenere sempre un profilo basso finchè non sono sicuro di aver capito come gira il gioco: sia a livello di trame di mastering ma soprattutto a livello di giocato standard dei compagni di gioco che già ci sono, cosa che spesso dà "l'impronta" a un gioco tanto quanto regole, consuetudini e modalità operative dello staff.
Nota bene che questo vale anche per giocatori di lungo corso e che hanno davvero un'esperienza molto lunga alle spalle. Non credo neanche che in questo caso sia (solo) un problema di mancata percezione dei propri limiti, ma del presupposto errato che nasce dalla convinzione di aver già visto tutto e provato tutto e di mancare quindi della necessità di guardarsi attorno.
Io la chiamerei piuttosto sindrome di San Germano, intendendo il personaggio fittizio de "Il Pendolo di Foucault", a.k.a. Conte Aglié, che si era convinto di essere immortale, di aver già visto tutto e di poter guardare al mondo in generale e anche a qualsiasi (presunta o reale) novità dall'alto di un piedistallo di superiorità.
Non è neanche solo un problema di giochi con meccaniche e regolamenti diversi o ambientazioni diverse, ma anche di linee di gioco che si sedimentano in base a come giocano i giocatori che ci sono già alle abitudini e modalità gestionali dello staff, e via dicendo.
Il che significa che anche in un gioco che applica regole e meccaniche di gioco ben note e consolidate, anche con una ambientazione che magari si conosce a menadito, si dovrebbe avere sempre quel minimo di prudenza, per non dire di umiltà, di attendere di aver veramente capito dove si è finiti e qual é il modo più adatto per inserirsi in gioco.
Personalmente credo che sia anche un problema non circoscrivibile alla caricatura del giocatore medionabbo convinto di essere (citazione romanesca) Fracazzo Da Velletri, ma di una sindrome che colpisce anche e soprattutto i giocatori di lungo corso.
Uh se ne ho visti di giocatori appartenenti a questa categoria, di incarnazioni del Conte Agliè. Ai quali, sia staff che giocatori certe volte dovrebbero solo rispondere con la stessa calma, dignità e classe con cui un altro personaggio fittizio dello stesso romanzo apostrofa l'autoproclamato San Germano:
"Ma gavte la nata! È torinese. Significa levati il tappo, ovvero, se preferisci, voglia ella levarsi il tappo. In presenza di persona altezzosa e impettita, la si suppone enfiata dalla propria immodestia, e parimenti si suppone che tale smodata autoconsiderazione tenga in vita il corpo dilatato solo in virtù di un tappo che, infilato nello sfintere, impedisca che tutta quella aerostatica dignità si dissolva. Talché, invitando il soggetto a togliersi esso turacciolo, lo si condanna a perseguire il proprio irreversibile afflosciamento, non di rado accompagnato da sibilo acutissimo e riduzione del superstite involucro esterno a povera cosa, scarna immagine ed esangue fantasma della prisca maestà."
Uh se ne conosco di giocatori così. Insopportabili sia lato player (quando hai la disgrazia di doverci giocare assieme) che lato staff, quando hai la disgrazia che "oggi tocca a te" perchè quel giorno hanno deciso di omaggiarti con la loro augusta presenza e sono discesi dall'Olimpo in cui abitano per camminare fra i mortali e valutare il tuo gioco. 10 volte peggio del niubbo armageddon.
Quello che sarebbe bello succedesse è che alla prima botta di muso con la realtà il giocatore, si prendesse un attimo per capire il nuovo ambiente e magari realizzare che deve prima immergervisi per diventare esperto e capire i meccanismi.
Raro. Le reazione media è "non mi meritate, siete voi (giocatori, staff, gestione, nazione, continente, sistema solare, galassia e universo) che siete delle cacche".
04/10/2018 09:40:21 e modificato da bordertown il 04/10/2018 10:09:55
quartz ha scritto: L’autovalutazione è poi la cosa più rara perché come dice Bordertown ti porta a scoprire lati molto spiacevoli di te.
Vero, ma non giustifica il non farlo. Perchè il giocatore egotico nell'estatica contemplazione di sé e della sua perfezione, che critica gli altri dal suo scranno di esperienza, difficilmente diventerà un admin illuminato, a meno di quella autoanalisi in cui si rende conto che no, non è affatto un giocatore perfetto con tutti gli assi in tasca, ma difficilmente sarà pure un giocatore "positivo" laddove resti tale. E' certamente spiacevolissimo fermarsi e dire... n'attimo, forse sono l'ultima persona che può criticare il gioco degli altri, crollano miti, convinzioni e la visione del gioco può cambiare, non dico radicalmente, ma di sicuro assume una prospettiva diversa, più completa.
04/10/2018 12:23:36
"[Ho smesso di giocare]soprattutto in assenza di giocatori interessanti XD"
"beh, ovviamente da quanto ho smesso io XD XD XD"
E come gli dovresti rispondere se non "veramente ho smesso mentre tu giocavi ancora"?. Però per quieto vivere eviti e chiudi lì il discorso.
04/10/2018 12:36:17
bordertown ha scritto:
Vero, ma non giustifica il non farlo. Perchè il giocatore egotico nell'estatica contemplazione di sé e della sua perfezione, che critica gli altri dal suo scranno di esperienza, difficilmente diventerà un admin illuminato, a meno di quella autoanalisi in cui si rende conto che no, non è affatto un giocatore perfetto con tutti gli assi in tasca, ma difficilmente sarà pure un giocatore "positivo" laddove resti tale. E' certamente spiacevolissimo fermarsi e dire... n'attimo, forse sono l'ultima persona che può criticare il gioco degli altri, crollano miti, convinzioni e la visione del gioco può cambiare, non dico radicalmente, ma di sicuro assume una prospettiva diversa, più completa.
Una volta, questi atteggiamenti venivano risolti in modo molto semplice: con il ban.
Esisteva la regola che se il giocatore adottava un comportamento non consono senza di facto violare le regole, veniva punito.
Ed è giusto che succeda.
Se viene colto da un momento di ego folle, perchè il fatto che una persona debba imparare a gestirsi emotivamente da sola è uno dei requisiti base per partecipare ad una land, un gestore deve escluderlo, per impedire che il gioco non si trasformi in quello che non è.
Sfogare le proprie frustazioni, trovare sesso facile, crearsi una vita alternativa on line che nella vita non può avere.
Trovare gente che li sopporta perchè nella vita vera, verrebbe giustamente mandato a quel paese perchè questa gente, oltrepassa sempre ogni limite.
Inoltre, la pazienza arriva in funzione che tu debba imparare le meccaniche di un gioco, non che la gestione è un gruppo di psicologi specializzati a sopportare il giocatore difficile di turno.
In secondo luogo, il giocatore deve avere sempre a mente che non è solo a giocare e non è un protagonista assoluto della land.
Se collabora a rendere l'atmosfera pesante ed insostenibile con i deliri di onnipotenza, finisce che diventa un danno per il gioco e per la land e dev'essere escluso.
Esisteva questa bella regola che le persone che entrano in una land, non dovevano creare problemi ma essere un contributo per la stessa, altrimenti la land moriva.
Oltre a questo, se un giocatore non accetta il ruolo del gestore, allora dovrebbe giocare da un'altra parte. Bisogna che i ruoli vengano rispettati per la loro funzione. Un giocatore che pone sempre ostilità nei confronti dello staff, non si regge una settimana ed è contro a quello che dovrebbe essere un gioco, un luogo di aggregazione e svago.
Esistono anche gestori dall'ego folle ma il discorso è lo stesso.
Giocatore o gestore, un gioco con certe atmosfere, chiude.
Se non chiudono sono i giocatori che, in un modo o in un altro, non hanno l'atteggiamento costruttivo e si dovrebbero autoescludere da certi giochi per la propria sanità mentale.
Non ci si può limitare al discorso di "ma mi piace quel gioco", bisognerebbe imparare anche a fare la cosa giusta.
Ho incontrato tanti bei giochi ma con gestori folli, andarmene mi ha permesso di conoscere giochi migliori e a non rovinarmi l'hobbie.
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