Il giocatore che sei vs chi pensi di essere
04/10/2018 13:25:36
Bordertown ha portato un esempio specifico, diventano Admin da giocatore ha deciso di farsi l'esame di coscienza in qualità di giocatore che si spostava ad un altro livello di attenzione, capacità e competenze reali vs percepite messe sotto esame. Che è un'ottima cosa sia chiaro, ma ovviamente il giocatore medio non aprirà una land si spera, lo scopo è che giochi nelle land disponibili, o avremmo solo gestori.
La sfida di aprire una land è sicuramente una spinta notevole per farsi la famosa autovaluzione onesta. Esiste una cosa simile per i giocatori che restano giocatori?
Contro cosa si deve impattare per farsi l'esame di coscienza?
Come mai non basta il fisiologico scontro con una nuova realtà? Land, ambientazione, stile di gioco etc, a motivare la presa di coscienza del giocatore?
Ci sono troppe land tra cui scegliere e quindi sbattere porte può diventare uno sport? Perchè francamente non sono infinite le land, soprattutto se si valuta una tipologia specifica, e si cerca trame e non simming.
04/10/2018 13:58:44 e modificato da mikee il 04/10/2018 13:59:21
psycho-corvo ha scritto:
La sfida di aprire una land è sicuramente una spinta notevole per farsi la famosa autovaluzione onesta. Esiste una cosa simile per i giocatori che restano giocatori?
Contro cosa si deve impattare per farsi l'esame di coscienza?
Come mai non basta il fisiologico scontro con una nuova realtà? Land, ambientazione, stile di gioco etc, a motivare la presa di coscienza del giocatore?
Non credo che mai riuscirà.
Per il semplice motivo che gli ambienti gidierristici non sono sani.
Tutti fanno tutto, tutti dichiarano di tutto e tutti si comportano nei modi più insani che esistono senza conseguenze.
E' considerato normale tante cose che normali non sono.
Come faranno a fare un paragone?
Certe volte, i giocatori parlano in chat off e leggevamo le discussioni. Raccontavano le esperienze di altre land che sono al limite dell'assurdo e del preoccupante.
La loro reazione è che ci ridevano su.
E' normale fare certe cose, è normale bullizzare la gente su cose che non c'erano niente da ridere.
Non ci sono più limiti da ciò che è bene fare e ciò che non è bene fare, non parlo di gioco ma di atteggiamento civile fra persone.
Non sono sorpreso se poi le persone finiscono ad essere così, hanno paura di sbagliare, questa fobia di non chiedere per non rischiare questi atteggiamenti e dopo tanto sopportare per giocare, se si tocca il gioco si incavolano come biscie.
Hanno ragione, ma questo è un'atmosfera di gioco?
Sono stati richiamati, anche perchè stavano bullizzando gente che non c'era e raccontando cose abbastanza gravi con una leggerezza disarmante. Noi siamo stati tacciati di quelli che non sapevano ridere, ma è un gioco.... e non si sono loggati più.
Grazie a Dio meglio così.
Esistono dei confini che non devono essere superati, altrimenti, non c'è da stupirsi se la gente si comporta così.
05/10/2018 08:56:52
Io penso di essere un giocatore mediocre.
In realtà sono il numero 1.
05/10/2018 09:45:52 e modificato da cricetosauro il 05/10/2018 09:49:45
Mi trovo a concordare con chi prima di me ha già detto che è un discorso complesso e chi ha sottolineato che essere un giocatore esperto in una land non ti rende automaticamente esperto anche in un'altra ambientazione, ma il discorso si estende anche per land della tessa ambientazione poiché le land alla fine sono tutte uguali ma tutte diverse.
Il problema credo sia proprio come il giocatore vede se stesso, essendo stata staff in diverse land mi sono sempre trovata ad avere a che fare con soggetti che ad un certo punto, quando venivano ripresi o corretti "uscivano" la fatidica frase: "io gioco da x anni, sono esperto, so quello che faccio".
L'autocritica è estremamente difficile, sopratutto se si è sempre stati elogiati per il proprio modo di giocare si è stati indirizzati ad un certo tipo di gioco.
05/10/2018 17:51:34
psycho-corvo ha scritto: Contro cosa si deve impattare per farsi l'esame di coscienza?
Come mai non basta il fisiologico scontro con una nuova realtà?
Se puoi semplicemente passare a una land diversa per allontanarti dai caproni che non capiscono il tuo valore, se lo puoi fare cambiando nick ogni volta e quindi puoi non farti riconoscere da nessuno, allora vengono a mancare due cose che portano in generale una persona, se non a farsi un auto-analisi, quantomeno a moderare i propri comportamenti:
- ricerca di confronto;
- consapevolezza di responsabilità.
Per quanto ho potuto notare, chiunque si autoproclami gran re dei gdr non mette mai il suo nick o il nome della land di cui sta srotolando il curriculum.
Il non mettersi davvero in gioco come persone "rintracciabili" porta a non provare mai vergogna, così come a non avere necessità di ascoltare i pareri altrui, perché non c'è vera conseguenza e/o punizione che loro debbano affrontare realmente. Tolgono ogni possibilità di valutazione del loro operato.
Se non c'è vergogna (che deriva dal voler ascoltare il giudizio della comunità e affrontarne conseguenze e penalità), la persona continua a gonfiare il suo ego come meglio crede.
E questo non succede solo nei gdr, ma in qualsiasi contesto: quelle persone che trovano una zona franca, un buco nelle regole, ci si buttano a capofitto per poi innalzarsi in quell'angolino auto-elogiandosi.
E se proprio sono costrette a vivere fuori da quell'angolino, ci ritornano appena possono, perché lì nessuno li giudica e li disturba, lì sono loro al primo posto. Posto che quindi difenderanno con maggior veemenza, essendo anche disposti a spostare il loro angolino di "superiorità" ovunque abbiano meno rogne possibili, lasciandolo però intatto.
L'unico modo per cambiare qualcosa nei gdr - secondo me - si trova nell'interazione staff-utente, un cambiamento che però deve partire dall'alto: il gestore dovrebbe avere un atteggiamento fermo e inclusivo, non aggressivo, con questo genere di utenti e deve spostare l'attenzione dall'utente a quello che lo circonda. Ci vuole molta calma, tranquillità e considerazione per l'utente stesso; sono in genere persone che si mettono subito sulla difensiva, quindi non bisogna fornire loro alcun appiglio per giocare al rialzo se si vuole provare a instaurare un qualche tipo di comunicazione.
Quindi delle buone tecniche sono:
- complimentarsi quando fa qualcosa di buono, senza eccessi, così come si può fare con qualsiasi altro utente;
- allargare i suoi spunti di gioco validi agli altri, così come si può fare con qualsiasi altro utente;
- ogni volta che va fuori dal seminato, intavolare una conversazione tranquilla senza partire da "hai sbagliato" o da "non si fa così", ma da "guarda, qui habbiamo questo";
- spiegare il perché c'è quella regola, o perché si è impostata l'ambientazione in quel modo, puntando sul concetto di necessità di gioco;
- invitarlo a fare domande e ripondergli senza farlo aspettare troppo;
- parlare degli effetti che il suo comportamento ha sugli altri (tizio e caio non hanno potuto fare questo e si sono sentiti a disagio) senza mai esporre un giudizio su di lui;
- spingerlo a considerare il loro punto di vista con una banale domanda: se gli altri si comportassero con te allo stesso modo, come ti sentiresti?
- non insistere nell'avere una risposta;
- ricordargli che è nel tuo interesse tutelare tutti, lui compreso;
- arrivare all'assunto "si fa così perché è necessario, tutela gli altri come tutela te" solo dopo quanto scritto prima. Tanto che eventualmente si può anche evitare se è chiaro.
NOTA: Avere questo atteggiamento con tutti gli utenti, li porta spesso e volentieri e replicarlo. Quindi si potrebbe effettivamente ottenere sul medio periodo un clima di gioco molto tranquillo, dato che gli errori non sono demonizzati (e quindi non c'è nulla di male nemmeno ad approcciarsi a cose nuove, senza arroccarsi in quello imparato altrove).
Mantenere la calma è assolutamente necessario (sì, mi ripeto). E con "mantenere la calma" intendo anche evitare di essere scortesi, evitare di essere passivo-aggressivi, evitare di punzecchiare l'altro con virtuali tirate d'orecchie. Significa essere gentili senza essere condiscendenti o supponenti (che è quello che non sopportiamo quando ci si rivolgono a noi, giusto?).
Anche perché buona parte di questi soggetti si sentirà accusato lo stesso, leso nell'orgoglio. Ma non potrà dirvi nulla, salvo arrampicarsi sugli specchi, perché siete stati davvero supportivi. Molto probabilmente, dato che la gentilezza è vista come una debolezza, cercheranno di prevaricare lo staff, così come di manipolarlo più sottilmente. Quindi alla gentilezza va affiancata la fermezza di dire "qui facciamo così per questo motivo che ti tutela" tutte le volte che è necessario, senza perdere la calma.
Qui poi abbiamo quelli che si sentono spiazzati da un comportamento del genere e restano per capire come sono le cose (e dove trovare il loro angolo/posto - cosa che potete lasciargli fare, perché con l'atteggiamento di cui sopra il loro angolo in cui primeggiare sarà perfettamente dentro le regole stabilite da voi) o vanno via perché non sanno come affrontare una disponibilità con cui non sanno relazionarsi. Possono andare via anche per l'imbarazzo (alcuni si rendono conto di aver esagerato ma non sanno affrontare le conseguenze in modo maturo), o semplicemente perché sono troppo irrigiditi nella loro convinzione di essere i migliori.
Ma qualcosa sarà cambiato. Perché nell'elenco di cui sopra si ovvia a quello che davvero questo genere di persone cerca: un luogo dove sono ascoltate e valorizzate, e in cui possono avere un impatto. Questo lascia comunque un segno ed è probabile che questa gente ritorni dopo aver ricevuto altri generi di negazioni.
Perché è comunque più gratificante quello che ti dice sì e no con criterio e considerazione per i tuoi veri bisogni, rispetto a quello che ti dice sì sempre (che dopo un po' viene a noia). A livello inconscio si percepisce che si ha più impatto nel primo caso, perché il limite - paradossalmente - è una sicurezza: permette di camminare ben dritti nei tracciati definiti da noi e i cui lui può esprimersi e brillare.
Cosa succede quando questo tipo di giocatore non va via e continua a fare come vuole, giustificandosi con il curriculum? Be', voi avete fatto il possibile. A questo punto applicate il regolamento, perché vi ritrovate con qualcuno che non gioca con coerenza.
È importante comunque non far partire la "gogna mediatica" in forum, bacheca, chat, skype, discord, quale che sia il mezzo. Ha fatto quello che non doveva, è stato allontanato (o qualsiasi cosa il vostro regolamento preveda) con dispiacere perché poteva avere potenzialità che non ha espresso. Ha sbagliato, ma non è caduto il mondo. Non vi ha tolto nulla e voi avete tutelato gli altri giocatori per tempo.
Anche questo è qualcosa che lascia un segno, qualcosa che sarà ricordato. E qualcosa che, forse, potrà spingere quel giocatore a tornare con un pizzico in più di voglia di capire quello che non conosce.
18/10/2018 01:59:27
eina ha scritto:
L'unico modo per cambiare qualcosa nei gdr - secondo me - si trova nell'interazione staff-utente, un cambiamento che però deve partire dall'alto: il gestore dovrebbe avere un atteggiamento fermo e inclusivo, non aggressivo, con questo genere di utenti e deve spostare l'attenzione dall'utente a quello che lo circonda. Ci vuole molta calma, tranquillità e considerazione per l'utente stesso; sono in genere persone che si mettono subito sulla difensiva, quindi non bisogna fornire loro alcun appiglio per giocare al rialzo se si vuole provare a instaurare un qualche tipo di comunicazione.
Quindi delle buone tecniche sono:
- complimentarsi quando fa qualcosa di buono, senza eccessi, così come si può fare con qualsiasi altro utente;
- allargare i suoi spunti di gioco validi agli altri, così come si può fare con qualsiasi altro utente;
- ogni volta che va fuori dal seminato, intavolare una conversazione tranquilla senza partire da "hai sbagliato" o da "non si fa così", ma da "guarda, qui habbiamo questo";
- spiegare il perché c'è quella regola, o perché si è impostata l'ambientazione in quel modo, puntando sul concetto di necessità di gioco;
- invitarlo a fare domande e ripondergli senza farlo aspettare troppo;
- parlare degli effetti che il suo comportamento ha sugli altri (tizio e caio non hanno potuto fare questo e si sono sentiti a disagio) senza mai esporre un giudizio su di lui;
- spingerlo a considerare il loro punto di vista con una banale domanda: se gli altri si comportassero con te allo stesso modo, come ti sentiresti?
- non insistere nell'avere una risposta;
- ricordargli che è nel tuo interesse tutelare tutti, lui compreso;
- arrivare all'assunto "si fa così perché è necessario, tutela gli altri come tutela te" solo dopo quanto scritto prima. Tanto che eventualmente si può anche evitare se è chiaro.
NOTA: Avere questo atteggiamento con tutti gli utenti, li porta spesso e volentieri e replicarlo. Quindi si potrebbe effettivamente ottenere sul medio periodo un clima di gioco molto tranquillo, dato che gli errori non sono demonizzati (e quindi non c'è nulla di male nemmeno ad approcciarsi a cose nuove, senza arroccarsi in quello imparato altrove).
Mantenere la calma è assolutamente necessario (sì, mi ripeto). E con "mantenere la calma" intendo anche evitare di essere scortesi, evitare di essere passivo-aggressivi, evitare di punzecchiare l'altro con virtuali tirate d'orecchie. Significa essere gentili senza essere condiscendenti o supponenti (che è quello che non sopportiamo quando ci si rivolgono a noi, giusto?).
Anche perché buona parte di questi soggetti si sentirà accusato lo stesso, leso nell'orgoglio. Ma non potrà dirvi nulla, salvo arrampicarsi sugli specchi, perché siete stati davvero supportivi. Molto probabilmente, dato che la gentilezza è vista come una debolezza, cercheranno di prevaricare lo staff, così come di manipolarlo più sottilmente. Quindi alla gentilezza va affiancata la fermezza di dire "qui facciamo così per questo motivo che ti tutela" tutte le volte che è necessario, senza perdere la calma.
Qui poi abbiamo quelli che si sentono spiazzati da un comportamento del genere e restano per capire come sono le cose (e dove trovare il loro angolo/posto - cosa che potete lasciargli fare, perché con l'atteggiamento di cui sopra il loro angolo in cui primeggiare sarà perfettamente dentro le regole stabilite da voi) o vanno via perché non sanno come affrontare una disponibilità con cui non sanno relazionarsi. Possono andare via anche per l'imbarazzo (alcuni si rendono conto di aver esagerato ma non sanno affrontare le conseguenze in modo maturo), o semplicemente perché sono troppo irrigiditi nella loro convinzione di essere i migliori.
Ma qualcosa sarà cambiato. Perché nell'elenco di cui sopra si ovvia a quello che davvero questo genere di persone cerca: un luogo dove sono ascoltate e valorizzate, e in cui possono avere un impatto. Questo lascia comunque un segno ed è probabile che questa gente ritorni dopo aver ricevuto altri generi di negazioni.
Perché è comunque più gratificante quello che ti dice sì e no con criterio e considerazione per i tuoi veri bisogni, rispetto a quello che ti dice sì sempre (che dopo un po' viene a noia). A livello inconscio si percepisce che si ha più impatto nel primo caso, perché il limite - paradossalmente - è una sicurezza: permette di camminare ben dritti nei tracciati definiti da noi e i cui lui può esprimersi e brillare.
Cosa succede quando questo tipo di giocatore non va via e continua a fare come vuole, giustificandosi con il curriculum? Be', voi avete fatto il possibile. A questo punto applicate il regolamento, perché vi ritrovate con qualcuno che non gioca con coerenza.
È importante comunque non far partire la "gogna mediatica" in forum, bacheca, chat, skype, discord, quale che sia il mezzo. Ha fatto quello che non doveva, è stato allontanato (o qualsiasi cosa il vostro regolamento preveda) con dispiacere perché poteva avere potenzialità che non ha espresso. Ha sbagliato, ma non è caduto il mondo. Non vi ha tolto nulla e voi avete tutelato gli altri giocatori per tempo.
Anche questo è qualcosa che lascia un segno, qualcosa che sarà ricordato. E qualcosa che, forse, potrà spingere quel giocatore a tornare con un pizzico in più di voglia di capire quello che non conosce.
Sono decisamente d'accordo con te! Se tutti applicassero questa semplice filosofia, l'errore sarebbe un occasione di miglioramento e non una vergogna marchiata a fuoco (parlo comunque di errori a fin di bene chiaramente, non di PP o unfair-play reiterati). Le teorie moderne di didattica dicono, non a caso, che l'errore è parte fondamentale dell'apprendimento.
18/10/2018 11:11:28
scusatemi ma sono un po' confuso, io parlo di soggetto che vede il suo gioco come corretto, anche se di fatto ci sono lacune nozionistiche dovute al fatto che è appena arrivato, e magari non ha nemmeno capito a pieno l'ambientazione dove si trova, ma vanta capacità e bravura perchè era un "esperto" altrove, attitudine che ovviamente mette in crisi il dialogo. Ora voi mi dice che tutto questo è evitabile se lo staff adotta lo stile di cui sopra, ma la mia domanda è come si affronta un soggetto così.
Francamente fare un pronostico su come evitare che nasca tale soggetto non è davvero utile, ogni land è a se stante, e queste procedure di armonizzazione tra staff e utente non impediscono il nascere della bivalenza come sono come giocatore vs come credo di essere. E' una cosa personale di ogni utente, quanto onesto è con se stesso? nelle valutazioni?
Dire che lo Staff ha il compito di evitare il nascere di questi soggetti è un po' come dire che tutti hanno la responsabilità della pace del mondo, cosa verissima, ma all'atto pratico non realistica, sappiamo che sono in pochi a gestire il mondo, i molti vivono nei loro piccoli mondi, e quando piomba un soggetto di questo tipo in una Land lo staff, gli untenti della land etc sono già oltre il progretto evitiamoli no? Perchè sono arrivati così. Quindi la domanda diventa, in attesa che il mondo diventi migliore con meno di questi soggetti grazie a questi comportamenti preventivi dello staff, come si fa a far realizzare il come stanno davvero le cose a questi utenti?
18/10/2018 14:22:26 e modificato da bordertown il 18/10/2018 14:23:17
psycho-corvo ha scritto: Quindi la domanda diventa, in attesa che il mondo diventi migliore con meno di questi soggetti grazie a questi comportamenti preventivi dello staff, come si fa a far realizzare il come stanno davvero le cose a questi utenti?
Applicando le regole del gioco in modo ferreo e inequivocabile, senza timore di perdere quell'utente, il quale certamente sarà scontento di essere ripreso. O almeno senza troppi sofismi, io agisco così (dopo aver riflettuto 100 volte su come dire le cose e come cercare di farle recepire al meglio).
18/10/2018 15:16:42
Secondo me la scelta riprendi l'errore e senza timore di rimostranze applica logiche di regolamento etc. è ancora la situazione facile, quando il problema è chiaro ed anche come intervenire non è un mistero. I drammi ruolistici che noto incasinano il gioco di più non sono errori dove la risposta è bianco o nero, ma nelle scale di varianti di grigi e grigini.
Il giocatore autoeletto esperto non dico che non sappia giocare in toto, dico che non è il dio che crede in ogni land ed ambientazione, ma sa mettere insieme un'azione, il problema è gestirne la coerenza negli effetti collaterali, tutelare il gioco in corso di altri utenti e via discorrendo. E' li che servirebbe che scattasse la consapevolezza "cacchio non sono così perfetto", ma non scatta, e non è nemmeno detto che il soggetto davanti ad un errore in cui viene ripreso prende e se ne va, restano anche, persistono a fare deliri vari ed eventuali quando si accaniscono che sono il meglio e non gli sta venendo riconosciuto.
Tra l'altro ci sono situazioni di danno che è puramente on, ossia le trame vanno a ramengo, ma off parlando non c'è niente di scorretto tecnicamente, ma di contro c'è il gioco devastato degli altri.
18/10/2018 16:02:11
In quel caso credo che "un gioco sano" selezioni in automatico l'utente che tu dici e lo sputi fuori. Mi spiego, il giocatore che si autoelegge perfetto, ma che a conti fatti non ha consapevolezza di non esserlo, spesso On Game imbrocca strade sbagliate oppure adotta soluzioni che gli si ritorcono contro in gioco. In questo caso puoi essere perfetto quanto vuoi, ma arrivi anche a perdere il personaggio o "bruciarlo" laddove il tuo gioco -pur non avendo formalmente delle pecche come evidenzi tu- ti porta ad autoeliminarti per scelte sbagliate, contrasti on game e situazioni invivibili on game che alla fine o ti fanno capire che hai dei limiti e non sei tutto 'stò campione oppure cambi land convinto che gli altri giochino di merda.
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