Vera bontà
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02/12/2018 16:42:36 e modificato da ghennadi72 il 02/12/2018 17:26:29
svenn_potato ha scritto:
a prescindere dall'ambientazione
No, non esiste per me il discorso "a prescindere dall'ambientazione".
E' proprio tutto qui il problema. Un PG non è un elemento isolato che esiste a prescindere da quello che lo circonda.
Dov'è nato? Che educazione ha avuto? Che esperienze si è fatto? Come è sopravvissuto (di background) fino al giorno in cui inizia ad essere giocato come "buono puro"?
"A prescindere dall'ambientazione" per me non esiste. Non ripeto discorsi che hanno già fatto bordertown e edinburgh_staff, ma il succo è lo stesso.
Personalmente ho anche delle difficoltà a ragionare in termini di allineamenti, li ho sempre trovati delle sovrastrutture inutili e asfissianti se parliamo di esseri umani.
Se parliamo di creature non umane e magari di ambientazioni nelle quali c'è una fortissima componente magico/divina a orientare concetti come bene e male nella psicologia dei personaggi, il discorso può cambiare, ovviamente.
Non penso che i buoni siano il male. Ma penso che, al pari dei malvagi, non possano essere giocati "a prescindere dall'ambientazione" senza trasformarsi in stereotipi forzati e privi di solide basi per giustificare la loro esistenza in vita di background, ancora prima che le azioni dal momento in cui iniziano a essere giocati.
Credo che il buono come lo tratteggi ci sia e ci possa essere eccome, in termini di intenzione e di tensione ideale del personaggio. E può essere una bella sfida interpretativa.
Poi che riesca a comportarsi da buono sempre, è un altro paio di maniche e, di nuovo, il concetto "a prescindere dall'ambientazione" non esiste. E lì secondo me verifichi se la cosa è sensata, sta in piedi, o se stai giocando qualcosa di forzato e completamente avulso dal contesto quanto lo sarebbe giocare un Hare Krishna a Menzoberranzan o un Mormone alla corte di Mordor.
E sottolineo anche il discorso "attenzione alla modernità trasposta indebitamente in ambientazione".
Ambientazione far west, ambientazione skyrim... Ci sta il personaggio "buono" che non se la sente di fare il boia quando tocca impiccare qualcuno. Ma il personaggio che ragiona in ottica amnesty international e inizia una campagna contro la pena di morte in quanto tale, no.
E' una forma di metagame non diversa da altre che vengono più apertamente e comunemente stigmatizzate, è il giocatore contemporaneo che fa capolino in gioco trasponendo le sue convinzioni di cittadino del XXI secolo in una ambientazione che non ha niente a che fare, perchè per i personaggi esistenti in gioco un approccio alla amnesty international sarebbe fuori da qualunque ottica e concezione del mondo si suppone gli sia stata trasmessa dal momento in cui sono nati. Di nuovo, "a prescindere dall'ambientazione" non esiste.
Poi...
Se Gandhi fosse nato e vissuto in Germania anzichè viaggiare tra Sudafrica ed India (o anche solo se avesse continuato a operare in Sudafrica invece che tornare in India) oggi non sapremmo nulla delle sue teorie sulla nonviolenza.
Muovendosi in "ambientazione India britannica" Gandhi ha potuto permettersi quel tipo di "bontà" e quel tipo di approccio al "nemico" perchè ha potuto contare su una stampa e un'opinione pubblica che rilanciava le sue cause, premeva sulle autorità e impediva ai britannici di passare certi limiti.
Se avesse dovuto operare in una ambientazione "Germania hitleriana" la nonviolenza gandhiana avrebbe fatto la stessa fine della Rosa Bianca. E si ricorderebbe di lui solo qualche professore di storia contemporanea specializzatosi nello studio dei pochi movimenti che cercarono di opporsi apertamente a Hitler e Himmler.
O magari oggi ci ricorderemmo di un ufficiale della Wermacht di nome Gandhi, che al pari di altri personaggi "buoni" stile Canaris, stile Hosenfeld, hanno dovuto tenere la testa bassa per non finire davanti a un plotone di esecuzione e si sono dovuti accontentare di agire decentemente nelle poche circostanze in cui il "sistema" (l'ambientazione) attorno a loro gli consentiva di comportarsi da persone decenti. E magari avrebbe fatto comunque una brutta fine, esattamente come i su nominati Canaris e Hosenfeld.
Digressione storica a parte mi piace quotare una frase pronunciata da un personaggio del film La casa Russia: "Certe volte bisogna pensare da eroi per riuscire a comportarsi da gentiluomini appena passabili".
Credo sia il succo della condizione normale dell'essere umano. E il motivo per cui il "buono che spacca il culo a tutti", stereotipi e macchiette alla Inglorious Basterds a parte, è così gettonato.
O il motivo per cui le tre etichette "Il buono, il brutto, il cattivo" dell'immortale film di Sergio Leone sono tutt'altro che posticce. Il "buono" interpretato da Clint Eastwood é davvero un buono, considerando tutto quello che lo circonda. Ossia l'ambientazione. Dove il "buono" come lo descrivi tu farebbe una brutta fine di background molto prima di arrivare all'età adulta o farebbe la stessa fine che fa di default il pianista del saloon appena cominciano a volare le pallottole.
Il clichè del "buono che fa il buono quando gli conviene" è gettonato non perchè è comodo ma perchè è perfettamente sensato se circondato da una ambientazione in cui "buono" può essere considerato sinonimo di "coglione romantico che non sopravvive oltre l'adolescenza".
02/12/2018 21:01:06 e modificato da quod il 02/12/2018 21:02:55
ghennadi72 ha scritto:
"A prescindere dall'ambientazione" per me non esiste.
Sottoscrivo. Il massimo livello di bontà e dirittura morale che ha senso avere dipende dall'ambientazione... in ambientazioni tipo D&D (e a maggior ragione Planescape) la gente va letteralmente in giro con l'etichetta "buono/cattivo" scritta in faccia (rivelabile da appositi incantesimi), quindi in quel contesto chiaramente è più facile avere PG con atteggiamenti estremi. In una land storica, moderna o comunque ad alto tasso di realismo, ovviamente ci si aspetta che i personaggi abbiano contorni etici più sfumati... ma ritengo comunque che un personaggio buono-buonissimo possa essere giocabile in più contesti di quanto sembri (purchè, per l'appunto, venga innanzitutto rispettato il contesto).
Detto ciò, vorrei spezzare una lancia a favore delle macchiette...
edinburgh_staff ha scritto: Un buono se è solo buono, fa solo cose buone, non è un personaggio realistico, ma è una macchietta. I personaggi, a mio parere, un po' come le persone reali, devono avere mille sfaccettature.
Ecco, questo discorso mi convince fino a un certo punto.
Un personaggio buono che fa sempre e solo cose buone non è necessariamente un personaggio pensato male o incoerente con l'ambientazione... peraltro io difendo la possibilità dei giocatori di interpretare anche una macchietta, se ne hanno voglia (oserei dire che farlo bene è pure più difficile che non interpretare un personaggio a tutto tondo, visto che devi rendere interessante il PG pur muovendoti entro confini molto stretti).
E comunque non credo che i super-buoni debbano restare confinati a D&D e alle ambientazioni con angeli e demoni in giro... semmai in quelle ambientazioni saranno più diffusi, ma dire che nelle land storiche sia inconcepibile raggiungere vette eccelse di bontà non mi convince granché.
Che so, prendiamo Jean Valjean, quello de I Miserabili... non mi vengono in mente molti personaggi più buoni di lui, eppure agisce in un contesto ottocentesco e totalmente privo di elementi magico-soprannaturali (al di là della morale cattolica di fondo). Trovo difficile bollare come una macchietta il protagonista di un romanzo di oltre mille pagine...
10/12/2018 17:48:06
I buoni puri esistono fin quando non incontrano i veri cattivi.
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