Vita reale/ gdr
01/01/2012 23:13:42 e modificato da aggiornatore il 01/01/2012 23:14:20
Mi hai confuso.
Non era una allusione o un riferimento personale.
Era un discorso un po' più generale, diretto "a-chi"
02/01/2012 02:04:00 e modificato da mirmidone il 02/01/2012 02:42:21
Mhh...
... no, per quanto mi ci metta 'impegno, non sono daccordo con chi dà dell'ossessionato a chi salta un impegno "real" per uno virtuale.
Proviamo a pensare all'altro/i che magari per quella giocata ha spostato impegni(spostato tirandosi il collo, non dico cancellato), incastrato tutto più o meno alla perfezione ecc ecc...arrivi tu e gli dici "no guarda facciamo domani che ora ho di meglio da fare"
Non è corretto buttare nel cestino il tempo di un'altra persona con leggerezza ... il fatto che sia uno sconosciuto è anche PEGGIO di un conoscente (troppo facile essere educati e gentili con chi conosciamo a fondo/con chi abbiamo solo da guadagnarci ... più difficile è esserlo con tutti -> la vera educazione/pseudoetica del giocatore)
Posso capire il pacco tirato per motivi di un certo peso ... ma devono essere GLI STESSI che ti farebbero saltare la seata con gli amici per dire.
Se ci si comporta male in un gioco, se non sappiamo essere "corretti" in un contesto simile come potremo esserlo nella vita reale? non potremmo, saremmo solo degli ipocriti che cercano scuse per fare i propri comodi.
02/01/2012 06:50:47 e modificato da ghennadi72 il 02/01/2012 07:01:27
aggiornatore ha scritto: Francamente? Sì, non ti conoscono ed è un gioco, quindi me ne frego.
{...}
Avrò la sensibilità di un Unno per ste' cose, ma un minor grado di transfert.
Credo stiamo arrivando al nocciolo della questione.
"Non ti conosco" -> "me ne frego".
Un approccio legittimo, per carità. Spiega anche tante cose di come va il mondo. Non volendo fare del catastrofismo (bastano già i Maya e le previsioni sulla crescita del PIL cinese per i prossimi 5 anni), diciamo pure che spiega tante cose di come va il piccolo mondo del gdr-online. Mi limiterò a dire che coloro che applicano questo approccio appartengono esattamente alla categoria di utenza non interessante, se non dannosa, per la gestione di un gioco.
Un vero peccato che, come gestori, non ci sia concesso lasciare commenti sufficientemente... coloriti... sugli utenti che si attengono a questa illuminante prassi, quando in genere il gestore medio viene crocifisso in sala mensa come "menefreghista", inaffidabile, etc, alla prima occasione in cui rimanda una quest o non risponde a un MP entro un arco di 15 secondi dall'invio.
Il discorso del "transfert", termine che ha precisi risvolti psicanalitici, potresti chiarirmelo? Sono curioso.
02/01/2012 09:43:46 e modificato da gargamella il 02/01/2012 09:54:14
La cosa mi smebra di una banalità impressionante, se mediante un mezzo di comunicazione riesco ad ottenere un rapporto più o meno articolato con delle persone avrò con queste più o meno rispetto e più o meno interesse nel mantenere impegni e a partecipare ad eventi,( le giocate insommanel caso specifico) ecc.
Il come questi rapporti si sono venuti a formare, conoscenza extragioco real o mediante sistemi di comunicazione a distanza, partecipazione ed accettazione a regole e sistemiche forme di partecipazione ecc è solo una scelta personale non discutibile e dalle mille e più variabili che ridurle al confornto vita reale ( conosenza fisica personale) vita virtuale( conoscenza mediante altri metedi di comunicazione) è non solo limitativo ma grossolano e fuorviante per ogni analisi seria di stampo sociologico.
Un po come dividerele categorie lavorative in lavoratori real e lavoratori virtuali a seconda se il lro mestiere sia o meno eseguito mediante un contatto fisico.
my two cents.
Sia la posizione di ghenny che quelle opposte di aggionratore e altri sono entrambe valide dipende sempre e solo da che e come si è stabilito di comportarsi con le persone che abbiamo incontrato in un ambito ludico, in certe occasioni potremmo aver scelto di aprtecipare a organizzazioni( siti fdi gioco) in cui si richiede maggiori comportamenti in altri invece la libertà e la anrchica regolarizzazione dei comportamenti ed incontri di giochi è cosa normale accettaae voluta.
Come per tante altre cose sta alal gestione dare chiara indicazione e ai giocatori essere coerenti della scelta fatta nella partecipazione al gioco scelto o al forum o alla amiling list etc.
OK si sono diventato più buono come Gargamella rispetto al vecchio Aceboy che ci volete fare invecchio mi cresce la barba sempre piu macchiata di bianco e da disoccupato cerco ed aspiro a fregare il posto al ciccione che quest'anno non mi è venuto a trovare perche non ho un camino per entrare e pollo congelato in frigo. E se faccio flame ancora una volta Gianluca ha una nuova funzione nuclearizza reeal person e non solo virtual lol.
02/01/2012 11:50:44
Mi rendo conto che non parliamo la stessa lingua,
o non vogliamo parlarla.
Considerando che mi sono espresso abbondantemente e che l'intenzione non è "convincere chi è contrario" ma "dare un differente elemento", citando un caso estremizzato di menefreghismo appunto per permettere una comparazione chiara e osservabile (perchè è così che si usa fare negli esempi): mi chiamo fuori dalla discussione che ormai procede, essenzialmente, senza più dare nulla. Un pò tutti hanno appeso la propria palla all'albero e tra una settimana tornerà smontato in soffitta in attesa del prossimo anno.
Riguardo il transfert: senza che mi occorra cavillare sul suo riferimento ai rapporti umani nel gdronline (perchè sono pigro), invito il signore con l'avatar da simpatico venerabile venerando a non fare come me: a non peccare di pigrizia e di intuire l'ovvio, senza che sia necessaria una mini-trattazione a parte su un argomento accessorio al discorso reale.
Statemi bene!
03/01/2012 02:24:01 e modificato da ghennadi72 il 03/01/2012 02:27:01
aggiornatore ha scritto: Mi rendo conto che non parliamo la stessa lingua,
o non vogliamo parlarla.
Questo é altamente probabile. E, per quanto mi concerne, auspicabile.
mi chiamo fuori dalla discussione che ormai procede, essenzialmente, senza più dare nulla.
Beh in effetti é un peccato. Ero curioso di vedere fin dove eri disposto a spingerti nel parlare di "transfert", laddove si sta parlando sostanzialmente di requisiti minimi di educazione e rispetto per il prossimo nei rapporti online, senza che questo comporti alcuna forma di "transfert", che è e resta una forma patologica nota in psichiatria e in psicanalisi.
Riguardo il transfert: senza che mi occorra cavillare sul suo riferimento ai rapporti umani nel gdronline (perchè sono pigro), invito il signore con l'avatar da simpatico venerabile venerando a non fare come me: a non peccare di pigrizia e di intuire l'ovvio, senza che sia necessaria una mini-trattazione a parte su un argomento accessorio al discorso reale.
L'unica cosa che mi dice il mio venerando intuito é che mettere sullo stesso piano educazione / rispetto per il prossimo, anche se di mezzo c'è un monitor, e una patologia psichiatrica significa averla sparata un po' grossa (ma giusto un po', eh?), ma a capodanno è comprensibile sparare un po' di botti per impressionare il vicinato.
Happy new year :-)
03/01/2012 10:04:28
L'utilità del transfert a scopo terapeutico, è di freudiana memoria, Laharal, ma l'accezione in cui viene usato in questo thread è il transfert negativo, che è connesso a forme patologiche, in esse può identificarsi e nel caso del gdr spesso viene associato in modo improprio, al processo di identificazione tra pg e personaggio.
Rimanendo nel contesto del thread in questa accezione viene letto.
Nel caso specifico, comunque, il trasnfert con il fatto che un'assenza ongame possa essere più o meno presa bene da un giocatore bidonato, non c'entra nulla.
Se do a una buca online lo stesso peso di una buca real, dipende dal modo di relazionarsi al contesto virtuale che evidentemente viene, come dicevamo all'origine del thread, vissuto da alcuni come *irreale*, dando un peso all'utenza inconsistente.
03/01/2012 17:29:49
E' appunto questo il succo del discorso. Transfert é una dinamica normale che *può* avere dei risvolti patologici. Se una cosa é normale non servirebbe nemmeno nominarla, presumo. Torno ad affidarmi al mio vetusto intuito e azzardo l'ipotesi che il nostro esimio uomo di mondo qua sopra non si riferisse proprio alla accezione al transfert nella sua dimensione di normalità, quando l'ha citata. :-)
Ad ogni modo mi pare che il succo sia più o meno questo: "virtuale", almeno credo io, é il medium, il mezzo, il contesto in cui si svolgono queste relazioni. Dietro quel medium però ci sono persone in carne ed ossa, con le loro vite.
Personalmente credo ci sia qualcosa di autopunitivo nel continuare a battere il tasto sulla presunta anormalità, devianza, patologia (e tutto il corredo terminologico sgradevole che certa scuola di pensiero associa in genere ai rapporti "virtuali" in generale e nel mondo dei gdr online in particolare), fosse quasi un voler rimarcare forzatamente e con toni/aggettivi/sostantivi anche eccessivi e più sgradevoli del necessario la propria "normalità", insistendo con la ambigua ripartizione tra "reale" e "virtuale".
Posso mettermi al telefono, chiamare una vecchietta e, con la scusa che tanto non la conosco perchè sta dietro una cornetta e quindi "me ne frego", raccontarle che l'hanno sfrattata e che entro uan settimana deve trovarsi una nuova casa. Ci sarebbe una parola per definirmi, una che non sarebbe certo "sano e normale" e che farebbe rima con "sbronzo".
Ragionare per iperboli, tanto per buttare lì la frase d'effetto (é virtuale quindi me ne frego) e impressionare il vicinato, non porta da nessuna parte.
04/01/2012 02:17:09
Delilah, l'argomento del thread, non è il questionario di Zuffy.
Nessuno ha alluso a uno scandalo.
Nessuno si sente *offeso* dal questionario.
Tre domande del questionario sono uno spunto per un argomento più vasto, quindi, poichè diverse volte richiesto nel thread, sarebbe auspicabile evitare di tornare a ricicciare Zuffy e il suo questionario.
Il thread parla di una diffusa attitudine a considerare la virtualità come irrealità e non sfiora neanche lontanamente la questione "esiste gente malata che scambia il pc per vita".
Esiste, come esiste gente che vive per il calcio o gente che vive nell'assolutezza altro genere di contesto.
Ma questo thread nello specifico parla di una prospettiva, precisa, forzata e strumentale in cui si vuole leggere chi gioca e gioca coltivando lo spazio del gioco dedicandogli il tempo che in un ambito virtuale di relazione e scrittura è normale, come anormale.
La bolla a prescindere per cui SE mangi al pc per non saltare una giocata o SE non esci con un amico della tua quotidianità fisica per rispettare un impegno preso online sei anormale DOVREBBE essere combattuta culturalmente da chi gioca di ruolo.
Dovrebbe.
Poi si può aderire o meno a questo modo di vedere le cose. Ma di sicuro prescinde da un questionario che dovrebbe rimanere uno spunto.
04/01/2012 07:35:50 e modificato da staff_bn il 04/01/2012 07:37:48
Mi purifico alla traboccante fonte della Verità che tanto misericordiosamente ci elargisci, Ghennadi. 😏
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