Bullismo e Gdr
17/04/2012 11:46:08
Ordunque, considerato che non ho colto i tuoi sottili quesiti, ribadiscili.
Infine, vorrei proprio sapere quali siano le tue competenze, visto che ti permetti di commentare il mio operato come se fossi un primario di psichiatria.
17/04/2012 11:58:11
Ragazzi ma se abbassassimo un pochinino i toni? :)
L'argomento è molto interessante, come lo è anche il dibattito che ne è nato. Vorrei evitare che sfociasse nel solito flame "tu sei cattivo e mi odi" "no tu non capisci niente", portando alla chiusura del post. :)
A me, come penso ad altre persone, piacerebbe continuare a leggere gli argomenti esposti con maturità da ambo le parti. :)
17/04/2012 12:09:44
Primario di psichiatria non so per cosa sia utile a questa discussione.
Sebbene non laureato in questo ambito (per altri motivi personali che non credo siano necessari) ho seguito tre anni di studi di sociologia, due di teorie di comunicazione/comunicazione di massa, e quasi due di filosofia.
Mi sto approcciando al PNL sempre per studi formativi personali.
Trovo avvilente cadere in questa farsa per l'analisi dei "meriti" personali. Le mie domande, di fatto, erano esclusivamente solo su ciò che hai riflettuto e attuato essere vere e giuste.
Fra punti di vista differenti poi è ovvio avere divergenze, non lo vedo così drammatico.
Drammatico, è affermare che l'imposizione di un proprio parere su altre persone ancora in crescita, sia la strada giusta e conclamata.
L'esempio virgolettato dei genitori, NON è il mio pensiero, ma possibili interpretazione dei genitori reali.
17/04/2012 14:37:25
Ottimo ragazzi, ora è tutto più chiaro.
Vi ringrazio per gli interventi ;-)
17/04/2012 16:33:33
Non mi risulta che hai posto a me una domanda.
O sbaglio? :)
17/04/2012 16:37:06
Non credo proprio che l'unica causa che trasforma un ragazzo in un bullo sia la famiglia. Si tratta solo di generalizzazione. Occorre guardare ogni contesto in cui il bambino vive: casa, scuola, amici. Non solo: occorre studiarne il passato e le precedenti conoscenze. Insomma dire che la causa sono solo i genitori e su essi occorre lavorare è riduttivo. Inoltre se il comportamento è stato realmente preso da un genitore, nella maggior parte dei casi non ci sarà dapprima nel genitore la volontà di cambiare. Dunque meglio lavorare sulla mente più giovane ed elastica, che su quella ormai ferma e radicata nelle sue convinzioni. Ovviamente il meglio sarebbe lavorare su entrambe. Tuttavia nell'ambito di una scuola si lavora sugli studenti, e dovrebbe essere compito degli insegnanti appunto osservare questi comportamenti e correggerli. Dapprima dovrebbe essere addirittura lo stato ad interessarsene: invece diminuisce addirittura le ore di diritto giusto per togliere almeno l'unico riferimento su ciò che la legge definisce come "giusto" e "sbagliato" (termini riduttivi). Inserire nell'orario scolastico almeno un ora di etica non farebbe poi così male.
Anche le "vittime" spesso subiscono non solo a causa dei bulli, ma dietro ci sono altre motivazioni psicologiche che gli spingono a non reagire.
In ogni caso la violenza è normalmente sfruttata dai giovani (film, tv, videogames, giochi...). La forma di "violenza" non è ai livelli della realtà o già dei bombardamenti telematici che subiscono costantemente. Se vogliamo polemizzare sul gioco di ruolo così applicato, perchè potrebbe creare danni etc, allora si dovrebbe proibire anche il classico "guardie e ladri". Trattasi di gioco infatti, e come detto è stato un gioco per i bambini, un gioco in cui i ruoli si sono invertiti.
Spesso chi compie violenza (fisica e/o mentale) non si rende conto realmente di quello che sta facendo. Subire per una volta, seppur in forma minore, può veramente aprire gli occhi. Tutti noi dovremmo ragionare sul: non devo fare ciò che non vorrei mai che venisse fatto a me. E' il lavoro d'altronde che si fa sempre nella vita, almeno chi cerca di correggere i suoi difetti: non sempre ci riusciamo, però almeno dal momento in cui ti rendi consapevole che il tuo atteggiamento è odioso e non vorresti mai subirlo, si può procedere solo verso un miglioramento. Invece se non ci si rende conto di ciò neanche subendo ciò che generalmente si fa agli altri, vuol dire che ci sono problemi più gravi.
Io parlo per esperienze personali, per le persone che mi circondano (molte delle quali a me molto vicine), non che per informazione personale tramite giornali e quant'altro.
Alla psicologa (che non si tratta di una ragazza, ma di una donna che fa la psicologa ormai da 20 anni) ho riferito esattamente quello che bug's ha detto qui, e anche lei è rimasta affascinata e colpita da questo esperimento.
17/04/2012 16:48:15
Passale pure la mia e-mail, nel caso sia interessata a prendere contatti con il sottoscritto :-)
17/04/2012 17:22:06 e modificato da arthas86 il 17/04/2012 17:24:30
Da profano che in passato ha subito bullismo per svariati motivi, avrei pagato per avere qualcuno che avesse un'iniziativa del genere. Non ho visto nell'iniziativa un combattere la violenza con la violenza, come ho letto nel topic. A primo impatto, lo scopo mi è sembrato far prendere coscienza da ambo le parti di due cose.
1. Da parte dei veri bulli, che subire certi atteggiamenti non è divertente. Hanno sperimentato sulla loro pelle che non è facile vivere un paio d'ore in questo modo, figurarsi 5 anni di scuola.
2. Da parte delle vere vittime, che facendo quadrato tra loro possono contrastare i bulli e, passatemi l'estremizzazione, mille volte meglio che le vittime pestino i bulli che un bambino costretto a rimanere chiuso nel proprio guscio perchè gli altri se ne infischiano altamente o perchè non riescono ad arginare il problema.
Al di là di competenze accademiche, sociali e chi più ne ha più ne metta, ma la questione è decisamente molto più semplice. Si potrebbe dire che bugs avrebbe dovuto avere qualcuno alle spalle che ne sapesse di psicologia infantile, ma nel momento in cui l'attività viene proposta come un gioco, in cui nessuno si fa male, perchè non tentare? Sappiamo poi benissimo che i metodi tradizionali non sono serviti a niente, perchè altrimenti non staremmo qui a parlarne.
E parlo da ex-bambino preso in giro per il peso di troppo, per la balbuzie (che ancora mi porto dietro) e per gli occhiali. Non posso sapere se "esorcizzare" il bullismo come ha permesso bugs mi avrebbe liberato del mio piccolo difetto verbale. I bambini che non hanno avuto la forza di rendere un'arma i motivi per cui vengono sbeffeggiati, come ho imparato a fare io, sono destinati a pensare di essere inferiori in qualche modo.
Quindi, in sintesi, ben venga un bugs che cerca di mettere i bulli di fronte alla realtà delle loro vittime con un gioco dove non si fa male nessuno.
17/04/2012 17:32:57
Ti ringrazio per avermi arricchito della tua esperienza da vittima di bullismo.
Ne farò tesoro.
17/04/2012 18:45:24
Al di là di competenze accademiche, sociali e chi più ne ha più ne metta, ma la questione è decisamente molto più semplice. Si potrebbe dire che bugs avrebbe dovuto avere qualcuno alle spalle che ne sapesse di psicologia infantile, ma nel momento in cui l'attività viene proposta come un gioco, in cui nessuno si fa male, perchè non tentare? Sappiamo poi benissimo che i metodi tradizionali non sono serviti a niente, perchè altrimenti non staremmo qui a parlarne.
D'accordo in tutto e per tutto. Perdonatemi se sarò rude o volgare, ma ho letto del timore di "danni" o "fobie che potrebbero venir fuori dopo anni" quando parliamo di bambini che infilano la testa degli altri nella tazza del cesso da un lato ed infilati con la testa nella tazza del cesso dall'altro: anche a voler supporre la necessità di un titolo specialistico per esperimenti del genere, credo che - a fronte di esperienze di vita simili già vissute sia dai piccoli bulli che dalle piccole vittime - le possibilità che un esperimento del genere possa causar danni psicologici a qualcuno di loro, abituati tutti i ragazzini in questione a realtà di quel tipo, mi sembra vieppiù inverosimile.
Quel che voglio dire, in sintesi, è: i bulli sono (riprendo le parole di qualcuno diversi post fa) incapaci di empatia con le proprie vittime e si divertono ad infilare bambini piccoli testa nel gabinetto. Immaginabile che un esperimento simile possa scuoterli e danneggiarli nel profondo? Parimenti: le piccole vittime subiscono danni devastanti con esperienze di quel tipo, che probabilmente li segneranno a vita. Immaginabile che un esperimento simile possa produrre loro danni di sorta a confronto con quel che già passano ogni giorno?
E se anche non ci fosse stata quella situazione precaria di bullismo dietro, non si è trattato in fin dei conti che di un gioco di ruolo: da quanto ha spiegato Bugs, non ha mai detto ai piccoli "Fatevi picchiare e seviziare"; ha solo detto loro "Mettetevi nei panni altrui". Se per fare una cosa simile serve un pezzo di carta o una specializzazione in psicopediatria, allora tanto varrebbe impedire a qualsiasi maestro ogni tipo di approccio diverso dall'insegnamento ordinario "poichè non qualificati".
Insomma, non vogliatemene: penso che tutte le parti principalmente coinvolte nella discussione (herduk, john_galt, bugs) siano persone mature e coi piedi per terra - lo si vede da come parlano e da tanti loro interventi passati - ma in generale.. non so, dati i motivi che ho esposto poco su, mi pare un po' fuori luogo mettersi a giocare agli inquisitori chiedendo "Che tipo di pezzo di carta hai per fare una cosa simile?".
Per carità, vedo bene che in più occasioni Bugs ha - temporaneamente almeno - glissato su alcune richieste di chiarimenti, ma.. non so, mi pare che a prescindere sia iniziato tutto già col tono da Santa Inquisizione piuttosto che mosso da semplice curiosità; e temo che l'ostruzionismo "burocratico" tipicamente italiano sia qualcosa di anche peggiore delle diffuse facilonerie da "Ma sì, facciamo tutto in casa senza bisogno di lauree e permessi, tanto chi vuoi che controlli?!".
Detta la mia, pace e amore senza rancori! :-P
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