Pensieri in azione, che passione
25/11/2013 02:51:27
Credo che una buona percentuale dei "contro" ai pensieri in azione non abbia inteso la riflessione di Igi e ghennadi.Non si parla solo di pensieri espliciti, ma di qualsiasi caratterizzazione psicologica del personaggio.Per quanto si possa essere abili scrittori e giocatori, a mio parere, descrivere efficacemente e dettagliatamente le espressioni del viso senza avvalersi di metafore, paragoni e altre figure retoriche riconducibili alla generica categoria dei "pensieri in azione", non è possibile e porta a fraintendimenti.Se scrivo "Stende le labbra in un sorriso, mostrando i denti" mi dà informazioni a metà.Si riconosce un sorriso vero e spontaneo da un sorriso palesemente falso, per esempio (stile paresi facciale di Sheldon Cooper), ma se si limita la descrizione alla sola fisicità è molto difficile se non quasi impossibile distinguere le due espressioni, a meno che non si aggiunga, ad esempio, l'aggettivo "falso".Ma a quel punto..si svelano intenti, si descrive qualcosa che gli altri pg non possono sapere, in teoria.Insomma.. tutto ciò per rafforzare la distinzione tra pensieri in azione e interiorità del pg.Poi per carità, come eccellentemente argomentato da quartz, è una questione di stile e di gusti.Però non mi sento, da gestore, in potere di impedire a qualcuno di esprimere il proprio stile di gioco qualora non danneggi quello altrui.
25/11/2013 10:05:24
staff_obliviongdr ha scritto: Però non mi sento, da gestore, in potere di impedire a qualcuno di esprimere il proprio stile di gioco qualora non danneggi quello altrui.
Applausi. Tolto quel 10-20% di casi in cui l'introspezione assume effettivamente la forma del pensiero diretto offensivo/denigratorio scorretto nei confronti di alti PG/Giocatori, nel restante 80-90% dei casi il boccino é nelle mani dei giocatori che interagiscono e, in caso di metagame, sono loro a sbagliare non hi ha inserito una componente introspettiva dell'azione.Il problema qual é? L'induzione in errore?Ce ne sono a dozzine di circostanze che possono indurre un giocatore poco accorto al metagame. A partire dalla messaggeria privata tra PG, ai forum/bacheche interni, a una chiacchierata su skype a latere di una giocata....Vietiamo tutto?Anche qui: scelte libere. Se si vuol estendere al gdr la cultura italica del divieto burocratico nella (inutile, ridicola e plurismentita) illusione che siano i cartelli "é severamente vietato [XXX]" a spingere i cittadini a comportarsi bene, i gestori sono liberi di vietare quello che gli pare.Ma non di spacciarlo per standard di "buon gioco".
27/11/2013 10:02:42
owli1 ha scritto: Quindi diciamo che i pensieri in azione secondo me sono una di quelle situazioni al limite che il bravo giocatore sa quando dire "ok li faccio" e quando dire "no, ora non li faccio perchè allungo con cose inutili".
Quello che a me sfugge é perchè la cosa continui ad essere buttata su "chi li fa", nel momento in cui non viola alcuna regola (tipo quella del formulare giudizi offensivi/provocatori al di fori di ogni possibilità di interazione) e non sull'eventuale errore di chi riutilizza male quello che ha letto in chat.Ribadisco: anche un MP ongame (e persino offgame se si tratta magari di una comunicazione a latere di una quest o di una chiacchierata tra giocatori) si presta a "indurre in errore" i giocatori occasionalmente o stabilmente distratti, i niubbi inesperti, ecc.Vietiamo anche quelli? Togliamo uno strumento di comodità assoluta per il giocatore solo perché qualcuno potrebbe abusarne per sbaglio?troppo spesso ho visto gente scrivere "pensa che chissà perchè ha tutta questa sfortuna dopo aver fatto tutta quella fatica e tutto alla perfezione" dopo che una loro azione è stata fallimentare (per svariati motivi, spesso a ragione del master).
In questi casi di solito un avviso bonario da un moderatore (quasi tutti i gdr prevedono il divieto di commentare le decisioni dei master) e un ban di XY giorni in caso di recidività risolvono il problema :-)
27/11/2013 13:22:10 e modificato da *jen* il 27/11/2013 13:28:16
E’ giusto che il gioco sia un divertimento per tutti quindi, purché non siano mai presenti i pensieri diretti nelle azioni (se non dove giustificati dall’ambientazione), non reputo giusto imporre, da regolamento, determinati stili di gioco piuttosto che altri. Ognuno ha le sue preferenze, i propri gusti personali, le proprie idee in merito. E vietare a qualcuno di scrivere come più gli è congeniale, finisce solo per rovinargli il divertimento. Divertimento che è poi, assieme all’iterazione, lo scopo ultimo del gioco. Chiaramente ho anch’io le mie preferenze di gioco e anch’io, come tutti, pecco di etnocentrismo e reputo il mio modo di giocare il migliore: descrivere solo la gestualità del mio pg, di modo da creare più spunti di gioco e favorire l’iterazione con l’altro il più possibile. In questo modo il gioco è più fluido e con meno occasioni di metagame (perché, dopo aver letto qualcosa di 'disturbante' in un'azione interiorizzata, se anche non scatti al momento, nelle giocate seguenti puoi anche dimenticare dove hai letto quell’informazione ed utilizzarla, sbagliando, come se te l’avesse detto l’altro pg, e non il player tramite l’azione interiorizzata). Come già detto, però, capisco perfettamente che non sia giusto, da parte mia, pretendere che l’altro giochi come me. Né è giusto, da parte di una gestione, imporre un tipo di gioco piuttosto che un altro.Tuttavia, nel corso degli anni che ho trascorso a giocare e soprattutto negli ultimi, sono giunta alla triste conclusione che il moderno giocatore di ruolo non sia dotato di quel proverbiale buon senso che, alla mia epoca, portava non solo a migliorarsi ma anche, e soprattutto, a capire quando e come limitarsi. Ciò che mi sconcerta maggiormente, infatti, non è tanto attendere 20 minuti ad azione (se siamo in due ed io sono particolarmente fortunata. Non fatemi neanche pensare a quanto ho dovuto attendere per lanciare la mia SECONDA azione in una giocata a quattro. E non ditemi che non ho pazienza e che, se entro in un gdr, posso benissimo passare 6 ore della mia vita a non fare altro che, in definitiva, presentare il mio pg e leggere le presentazioni degli altri. Perché non è sano né divertente e fa passare del tutto la voglia di giocare). Ciò che veramente mi rovina il gioco è quando, dopo un’attesa che manco Vladimiro ed Estragone, questi scrittori in erba partoriscono un elaborato che definire barocco sarebbe abbondantemente riduttivo. Trovo spesso logoranti e tediose le azioni ‘introspettive’ , nella maggior parte dei casi scritte grammaticalmente malissimo (e spesso chi le scrive neanche se ne rende conto) ed inutili ai fini del gioco (iterazione e divertimento) visto che sono, appunto, introspettive, e dunque concentrate quasi interamente sul proprio pg (a livelli che, molto spesso, l'unica cosa che in un'azione di 30 righe fa un pg, è mormorare un misero 'Mmm', facendomi dannare, quindi, per trovare argomenti di conversazione. E vi rendete conto della difficoltà quando non potete usare niente dell'azione dell'altro come incentivo per una conversazione perché l'azione era al 90% interiorizzata?). Ma poiché capisco anche che si tratta di gusti e che s’impara sbagliando (purché si capisca lo sbaglio e si cerchi di migliorare sempre), direi che l’unica soluzione è, da parte mia, stringere i denti e affrontare anche questi Petrarca mancati.Credo però che due provvedimenti potrebbero andare presi per rendere meno ‘pesante’ il gioco anche per chi, come me, non ama particolarmente le azioni introspettive:1. Inserire un tempo massimo per l’azione. Non importa se, essendo alle prime armi, si riesce a scrivere solo 4 righe in 10 minuti. Basta he si scriva qualcosa di giocabile e di grammaticamente corretto. Tutti i fronzoli vari verranno poi con la pratica. L’importante però è non bloccare il gioco degli altri (a meno di non avere problemi off e di aver avvisato) e di tutelare così il divertimento di tutti, non solo quello degli ‘introspettivi’.2. Limitare al minimo le interiorizzazioni durante le quest, seguendo così maggiormente le direttive del master e rendendo la giocata più fluida. Perché, tra le direttive del master e le pippe mentali di taluni, si finisce sempre per finire la quest con un gran mal di testa.
ilgrandeinverno ha scritto: [quote]owli1 ha scritto: Quindi diciamo che i pensieri in azione secondo me sono una di quelle situazioni al limite che il bravo giocatore sa quando dire "ok li faccio" e quando dire "no, ora non li faccio perchè allungo con cose inutili".
Quello che a me sfugge é perchè la cosa continui ad essere buttata su "chi li fa", nel momento in cui non viola alcuna regola (tipo quella del formulare giudizi offensivi/provocatori al di fori di ogni possibilità di interazione) e non sull'eventuale errore di chi riutilizza male quello che ha letto in chat.[/quote]Il punto, almeno per quanto mi riguarda, è che in un gioco di ruolo ci sono diversi tipi di giocatori. Quando si gioca tra persone che hanno un stile di gioco simile al nostro possiamo allargarci quanto ci pare perché l’altro apprezzerà sicuramente. Ma, se si tratta di una giocata ‘mista’, ritengo sia buona creanza adeguarsi anche allo stile dell’altro, almeno è quanto faccio io. Magari ci divertiremo meno del solito, ma neanche avremo annoiato del tutto chi ci legge. edit: oddio, scusate il papiro.
27/11/2013 13:44:13 e modificato da ilgrandeinverno il 27/11/2013 13:57:06
verdux ha scritto: Per divertirsi giocando di ruolo è realmente necessario arrovellarsi filosoficamente su tutto ciò?
No. Lo facciamo perchè é sempre un piacere leggerti, quando hai queste uscite di concretezza del "fare", anche se a volte ricordi un po' la Cortellesi quando imita la Santanché. In attesa di assegnazione la parte per Cortellesi-Prestigiacomo (anzi no, un'idea ce l'avrei), poi scatta l'intervista doppia :-)
27/11/2013 18:53:38
"Non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che piace" è la più grossa cazzata creata dall'uomo.
27/11/2013 20:06:40
Non leggo tutta la trafila di pagine sull'argomento, per ora(tanto le risposte le immagino comunque, sia da parte dei pro che dei contrari), limitandomi ad esprimere il mio pensiero.Quel che dice GrandeInverno è per me non solo lecito, ma sacrosanto.Sono tipa che ha giocato un po' in tutti gli stili e che gioca sia con chi scrive 3 righe che con chi ne scrive 10, ma l'assenza totale di introspezione (moderata, sempre, usata a dovere a rimarcare ovviamente espressioni, determinate azioni, gesti e parole) mi smonta. Così come io non riesco a giocare solo di azione pura, pur essendone capace: non ci trovo divertimento.Al di fuori delle considerazioni personali, io non mi sono mai trovata, negli ambienti in cui ho giocato, se non forse qualche anno fa, a dover ridimensionare il mio stile di gioco (salvo errori che vanno dovutamente corretti, chiaro, non gusti) in funzione del gusto altrui. Perché siamo onesti, qui si parla del gusto altrui, ormai e in questo senso sono perseguibili sia i fanatici del papiro introspettivo/descrittivo (che pretendono un certo numero di righe, meno del quale non ti considerano), ma allo stesso modo chi limita al tutto al mimino, senza sfumatura e senza colore. Per me, è proprio assenza di colore: ci sarà qualche fan del bianco e nero ma non sono io. Poi certo, come ho letto di sfuggita da alcune risposte ognuno si fa le sue regole e per fortuna il panorama ludico non manca di land per la scelta. Ergo evito i posti con queste regole a prescindere, senza troppi problemi, dando per scontato che dove sia permesso ci sia gente che come me apprezza qualcosa che, effettivamente, non nuoce a nessuno.A chi parla di "leggere righe inutili" chiedo perché giocare su un gioco di TESTO allora. Tanto vale prendersi a botte su un qualsiasi mmorpg, nemmeno la fatica di descriverlo il pg. Sono scelte, per alcuni discutibili ma per fortuna scelte stilistiche, come ce ne sono altre. Finché non ledono il gioco, come dice IGI, vietarle a propri significa solo imporre il proprio stile come "buono", ma non per forza sensato. Un biglietto da visita eloquente.
27/11/2013 20:54:16 e modificato da poporoso il 27/11/2013 20:54:59
La via di mezzo è la scelta migliore.Nel senso, che uno non deve divenire logorroico cn i suoi belin di pensieri e per cui, spendere 5 righe in tal merito e 2 invece in qualcosa di più concreto. Ci si deve dare una regolata. E' vero che i pensieri in azione danno un tocco di "vivacità" alla cosa e ci sembra di leggere per cui un libro. Ma attenzione! Un libro è un libro! Il pensiero ci sta, ma deve anche essere "utile" al gioco, non offensivo e non logorrioco.
28/11/2013 00:27:21
"Si avvicina a questo topic, grattandosi la testa e corrugando la fronte, gli occhi che scorrono sulle righe mentre la fronte continua a rimanere aggrottata, piega la testa di lato, la scuote leggermente e poi sospira sollevando per un breve istante lo sguardo al cielo. Per qualche secondo si mordicchia l'unghia dell'indice della mano destra e alla fine decide di posare quel dito così come le altre sulla tastiera, per tracciare la sua risposta a questo topic, un leggero sorriso compare sulle sue labbra mentre vede scorrere i caratteri sullo schermo e completare la sua risposta."Come avrete intuito a me i pensieri in azione non è che non piacciano, ma li trovo un poco dannosi per quella parte del gioco che è "immaginare cosa l'altro sta pensando", ho iniziato con un esempio di azione, non pretendo di essere chissà chi, ma spero che chiunque leggendo un azione del genere si faccia delle domande, e quindi abbia modo di immaginare cosa abbia pensato il mio PG, che poi, in fondo, è quello che accade anche nella normale interazione... in questo modo è più facile fraintendersi (senza forzare un fraintendimento) oppure notare come dall'azione di un personaggio si sia riusciti ad azzeccare quello che l'altro giocatore voleva mettere nella testa del suo PG... secondo me resta parte del gioco anche questo, ed è una parte che a me piace in fondo, anche quella di interagire in modo "verosimile" con gli altri personaggi. Poi se mi diranno quel che pensano sarà effettivamente una sopresa "hey, c'ho preso" oppure "ma come?! stava pensando questo?"Non credo che sia veramente necessario scrivere quello che uno pensa per rendere un'azione non piatta... anzi... se si cerca di descrivere quali possono essere le posture o i gesti di un personaggio di fronte a un'emozione o un pensiero secondo me si arricchisce molto l'azione stessa... poi, beh, ovviamente gusti e gusti eh!
28/11/2013 00:47:31 e modificato da ilgrandeinverno il 28/11/2013 01:00:14
aydo ha scritto: "Si avvicina a questo topic, grattandosi la testa e corrugando la fronte, gli occhi che scorrono sulle righe mentre la fronte continua a rimanere aggrottata, piega la testa di lato, la scuote leggermente e poi sospira sollevando per un breve istante lo sguardo al cielo. Per qualche secondo si mordicchia l'unghia dell'indice della mano destra e alla fine decide di posare quel dito così come le altre sulla tastiera, per tracciare la sua risposta a questo topic, un leggero sorriso compare sulle sue labbra mentre vede scorrere i caratteri sullo schermo e completare la sua risposta."
Bellissimo descrittivo facciale. Ma sono sempre cinque righe. Come dici - e come diciamo anche noi e come hanno detto anche altri - é questione di gusti. C'è chi salta per principio una descrizione introspettiva e chi comincia a perdere battiti della palpebra alla seconda riga di descrittivo facciale.Crediamo che entrambi gli approcci, usati cum grano salis e con intelligenza, offrano pari spunti. Sul chi li raccoglie, poi, quello dipende da chi legge, non da chi scrive. Quindi è perfettamente inutile dire "tanto non vi leggono", detto da chi non ama uno dei due stili di interpretazione. Quell'interpretazione non gli piace, non la usa, quindi non la legge. Ma leggere o non leggere sta a chi interagisce.E mi pare chiarissimo che qui c'è parecchia gente che l'introspezione la legge eccome. Se e come ne fa uso dopo è un altro paio di maniche.Qualcuno ha detto che chi inserisce introspettivo nell'azione lo fa più per sè stesso che per l'interazione. Sì, no, chissà. Dipende da chi legge, sempre. Incluso il fatto che a volte anche 5 righe di eccellente descrittivo facciale di ogni alzata di sopracciglio e incurvarsi di labbra possono essere legittimamente scambiate per un "pisciarsi addosso" e finire nel cesso del "non ti leggo per principio, datti una regolata". A prescindere dalle intenzioni di chi scrive.
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