essere un bravo giocatore.
01/09/2015 11:03:48 e modificato da limen il 01/09/2015 11:10:19
Un bravo giocatore, secondo me, dovrebbe esimersi dal dare patenti di "giocatore mediocre" al prossimo suo, se non altro per una forma elementare di buona educazione.
Personalmente mi è capitato di giocare con esordienti che non riuscivano a imbastire nulla più che quattro parole in croce, ma mi sono ben guardato dal mortificarli minacciandoli che non avrei mai più giocato con loro se non miglioravano il loro livello.
01/09/2015 14:47:11
@Tsm e Keneroff. Quelle di Manzoni si dice non fossero veramente feci ma (mi pare) segatura.
Suggerirei, comunque, di non prendere il discorso di cos'è l'arte, perché è un po' al di là delle nostre capacità. Senza offesa, ovviamente ;-)
@Tsm: Ti faccio due esempi che ricordo ancora adesso a memoria.
A chi ha giocato con enverfrasheri non è certamente sfuggito il fatto che è uno che ama la lunghezza delle azioni. Ha fatto azioni molto belle (soprattutto monologhi) di una certa lunghezza. Eppure una delle sue azioni meglio riuscite è stata quella di un rigo e mezzo circa nella quale il suo colossale PG si limitava a guardare male gli altri presenti senza alcuna aggiunta.
Ci sono rimasti tutti stecchiti dalla paura (che è, appunto, un'emozione), in off oltre che in on.
Il secondo viene da un giocatore piuttosto normale che, in una giocata tesissima dal punto di vista emozionale con più PG che lo incalzavano, si giocò alla grande la desensibilizzazione delle emozioni della PG rappresentandola con azioni brevi che descrivevano poche reazioni emotive e parlato molto breve.
In sintesi: non c'è bisogno di essere Ungaretti per emozionare essendo sintetici (anche se continuo a pensare che in qualche landa si beccherebbe la deduzione PX per troppa sintesi ;-) )
01/09/2015 18:47:27
@kenderof: hai ragione, letto male io 😊 👋
01/09/2015 19:31:53
henne ha scritto: Mi sfugge come si sia arrivati a
4 righe = 524 caratteri (circa!)
Anche se in effetti ho controllato, nel mio schermo, con la risoluzione attuale, su Omeyocan, 4 righe sono 514 caratteri a quanto pare...
E' un caso? Una coincidenza?
Noi di Voyager crediamo di no!
Come ho detto è lo spazio nella schermata base di un gdrcd con le due colonne ai lati.
01/09/2015 19:56:26
@Tsm: Ti faccio due esempi che ricordo ancora adesso a memoria.
A chi ha giocato con enverfrasheri non è certamente sfuggito il fatto che è uno che ama la lunghezza delle azioni. Ha fatto azioni molto belle (soprattutto monologhi) di una certa lunghezza. Eppure una delle sue azioni meglio riuscite è stata quella di un rigo e mezzo circa nella quale il suo colossale PG si limitava a guardare male gli altri presenti senza alcuna aggiunta.
Ci sono rimasti tutti stecchiti dalla paura (che è, appunto, un'emozione), in off oltre che in on.
Qui però si va in casi rari e particolari.
Mi pare abbastanza ovvio prima di tutto che se un tuo pg, non ha nulla da dire o fare la sua azione risulterà da una riga e ben venga, quando hai descritto tutto, il copia incolla non piace a nessuno.
E si, azionare un qualcosa si simile ha la sua parte di thug life.
Mi ricordo qualche anno fa, mi è successa una cosa simile, ma non avrei continuato una role, scrivendo solo una riga e basta.
Io parlo in un discorso generale, di una role che ha inizio e fine e non di qualche azione estrapolata qua e la in un intera giocata :)
Inoltre, ribadisco, che leggendo mi pare non si sia capito il mio commento riguardo a percepire emozioni e via dicendo :
1) nessuno dice che un azione da 500 caratteri è sbagliata e non rispetta le regole del buon gioco e del gdr in cui gioca
2) è abbastanza palese che se uno ne scrive 2000 caratteri ma è incoerente, pp e tutto il resto non viene neanche calcolato.
3) ognuno ha i suoi tempi il suo modo di scrivere e via dicendo , il gdr è un gioco di gruppo, o almeno questo è diventato, quindi basta trovare il proprio gruppo e tutto si sistema :)
04/12/2015 02:14:38
Ma una sana via di mezzo, no?
Io trovo a insulse a pari merito sia l'azione di due righe, in cui il pg entra, si sede e dice <Ciao>, senza dirmi cosa indossa, che espressione ha o simili, sia il WallOfText da millemila caratteri in cui il pg mi descrive tutto quello che ha fatto dalla mattina alle 8 fino alla nottata in corso, puntualizzando di quanti gradi si inarca il suo sopracciglio nel notare la cameriera del pub, ma magari senza mezza riga di parlato.
Penso che le chiavi siano una descrizione generale ma non troppo puntigliosa e soprattutto il dare uno spunto agli altri giocatori.
Quello che odio più di tutto sono quei pg talmente arroccati nella loro presunta superiorità (oppure totalmente privi di contenuti) che si limitano ad esserci.
A stare li, senza fare nulla, senza parlare, senza darmi un aggancio per portare avanti il gioco.
E spesso, senza reagire nemmeno quando io mi sbatto per dare il via alle danze.
04/12/2015 09:49:02
Penso che le chiavi siano una descrizione generale ma non troppo puntigliosa e soprattutto il dare uno spunto agli altri giocatori.
Quello che odio più di tutto sono quei pg talmente arroccati nella loro presunta superiorità (oppure totalmente privi di contenuti) che si limitano ad esserci.
A stare li, senza fare nulla, senza parlare, senza darmi un aggancio per portare avanti il gioco.
E spesso, senza reagire nemmeno quando io mi sbatto per dare il via alle danze.
Volevo tenermi alla larga dalla piega che ha preso il thread, ma non posso fare a meno di quotare tantissimo questo ultimo passaggio di argentea.
Tutto, in realtà, si riduce a questo.
04/12/2015 10:07:09 e modificato da karan il 11/01/2018 11:13:13
Partendo dal rispondere alla domanda iniziale...
Un bravo player è chi, oltre ad essere corretto (no metagame, no confusione tra on ed off, no pp/pk e tanto altro), sa riuscire a mostrare il proprio personaggio. Che sia strutturato da essere socievole od asociale portando la controparte a potersi relazionare ad esso. Sia in positivo che negativo. Una singola role secondo il mio punto di vista non basta a capire se i personaggi possano allacciarsi, perché ricordiamo bene che quando giochiamo interpretiamo un personaggio ben definito nella nostra mente (o così dovrebbe essere) quindi non sempre è possibile andare incontro alle esigenze altrui per scambiare opinioni in On.
Essere prolisso o restrittivo al minimo essenziale non porta ad essere bravo o meno, porta solo (come molti hanno già detto) ad essere apprezzati o meno da uno stile ad un altro (o gruppo volendo generalizzare).
Di solito mi adatto, nel senso che non richiedo ne l'uno ne l'altro. Lascio che il giocatore si esprima a suo modo, perché apprezzo prima il personaggio in se e come viene presentato nel gioco. Così come di rimando faccio io senza preoccuparmene.
Io solitamente scrivo. A volte poco a volte tanto. Il mio poco però solitamente sono quasi sempre dalle 4 righe in su di word (che cambia a seconda della risoluzione all'interno di una chat di land). C'è chi apprezza e chi no,sarà sempre così del resto.
Quindi un buon player secondo me è chi riesce ad interpretare il proprio personaggio senza incoerenze rispettando l'ambientazione e le regole di essa.
Dare un limite all'utilizzo dei caratteri non rientra nei miei standard. Conta ciò che viene detto / fatto.
Io ad esempio ho avuto si commenti sul fatto che scrivo molto, alcuni mi evitano altri invece nonostante scrivano decisamente meno apprezzano. Apprezzano che comunque rispetto il loro stile e mi ci diverto assieme.
Uno dei miei problemi é diverso. Da tempo ed un po' ovunque muovo un genere di personaggio che parla poco e se lo fa, lo fa solo perché serve. Descrivo molto i movimenti, le espressioni di come ti guarda e vari gesti atti a dare un contatto non labiale ma fisico. Non è il classico uomo che se fai la provola ti mette subito su un gradino di possibile interesse ed inciucio.
Questo mi ha portato a ricevere missive off da parte di femmine dove dopo la prima role (nonostante ci fosse stata interazione diretta) mi venivano a dire "non so come legarmi al tuo. Mi piace tanto il pv e come scrivi ma non potranno mai legare!!" Il che mi fa presumere che se non ti perdo bava addosso o ti faccio diventare importante/protagonista a te non vada bene.
Questo mi da fastidio. Io non sono un pv, io non sono un tipo di player che per piacerti devo per forza provarci o leccarti il culo. Sono un player che si gioca un personaggio con il suo modus operandi.
Di pro però ho ottenuto una cosa che si vede sempre più raramente nei gdr: player maschi che apprezzano giocare con te e non per inciucio (avendo i pg entrambi etero) ma perché si creano legami di amicizie e fiduce On.
Quindi riassumendo, ognuno troverà sempre qualcuno pronto a puntarti il dito addosso perché non sei come lui/lei vorrebbe, ma fidati: resta come sei.
Sii corretto con te stesso, il tuo personaggio e l'ambientazione/regolamento. Troverai chi ti apprezza, anche se il tuo stile è diverso dagli altri.
09/01/2018 19:46:33
Io trovo che molto stia proprio nell' adattamento.
Mi spiego. Parto dal presupposto che in una land qualsiasi, l'obiettivo principe di un Gioco di Ruolo è creare delle storie, storie che possibilmente comprendano il maggior numero possibile, se non la totalità, dei personaggi giocanti. Questo ovviamente non è mai scontato, ma credo che sia l'"obiettivo" a cui ci si deve rifare.
Di conseguenza, dovendo scrivere tutti insieme delle "storie", sarebbe assurdo evitare di giocare con chi magari ha uno stile di gioco troppo diverso dal mio. Perchè si creerebbero delle incoerenze veramente difficili da risolvere all'interno delle nostre storie, di cui sopra.
Quindi, in conclusione, penso che tendendo a giocare con tutti, ci sia bisogno di adattarsi anche al prossimo. Se a entrambi piacciono azioni enormi e lunghissime, perchè no? Se a entrambi piacciono corte e poco articolate, perchè no? L'importante è che la storia vada avanti con coerenza.
Ovviamente in casi come quello che hai posto ad esempio ad inizio di tutto il post, io credo che sia il giocatore che scrive di più a doversi adattare. Questo perchè credo che la sintesi sia molto più semplice da conseguire che non la prolissità. Tendo personalmente a scrivere molto, ma quando necessario so tagliare corto... ma quando invece altri scrivono il doppio di me non riesco a stargli dietro. Per rispondere al caso specifico, trovo dunque che l'altro giocatore/giocatrice avrebbe dovuto adattarsi un pochino alle tue esigenze, al fine di giungere ad una buona interazione.
Tutto questo poi, ovvio, non impedisce che ci siano persone con cui ci si trova meglio e si gioca più volentieri, direi che è naturale.
09/01/2018 21:48:58
Ragazzi è semplicemente impossibile definire il concetto di bravo giocatore in assoluto.
Al netto del rispetto delle regole d'italiano e di quelle del gdr ( no mp, no pp, no pk), le caratteristiche del bravo giocatore variano da land a land e sono anche cambiate nel tempo.
Vi sono land in cui le descrizioni minuziose devono essere completamente asettiche e slegate da qualsivoglia forma di pensiero. In quelle land, un giocatore che si dilunga in considerazioni personali sarebbe guardato con orrore. Vi sono land dove scrivere tanto è sinonimo di bravura ed altre dove scrivere poco viene premiato. Vi sono land dove i pensieri in azione sono addirittura favoriti come esempio di maggiore creatività. Nel tempo abbiamo potuto vedere come i giocatori abbiano cominciato, in media, a scrivere di più che in passato.
Ma non vi è un criterio oggettivo che qualifica il buon giocatore.
Al massimo, andando a cercare una qualche forma di oggettività, si potrebbe dire che tendenzialmente un buon giocatore ( a prescindere dalla lunghezza delle azioni) ha fantasia, intraprendenza, capacità di suscitare qualche emozione nel lettore. Questo è tutto quello che ci viene da dire al riguardo.
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