Quando -è solo un hobby- non basta più: responsabilità e regole
18/05/2026 18:25:38
soizora ha scritto: criptazione password(già e insita in gdrcd), archiviazione dati personali in tabelle apposite del db per 90 giorni almeno se un utente si cancella dal sito, non uso di immagini e temi coperti da copyright e citare le fonti in ogni caso...un bel po' di roba si può fare
Che è esattamente ciò che ho detto e che le Gestioni già fanno.
18/05/2026 18:26:28
crossfire ha scritto:
Non è rimanere ancorati a 25 anni fa, è far notare che a livello normativo una volta indicati chiaramente in homepage i PEGI, condizioni e termini di utilizzo, disposizioni di legge e banner per cookie e privacy, oltre che flag ulteriore per la maggiore età, aggiungi la totale cancellazione dei dati dal database al momento di ban / cancellazione, non si può fare altro.
Se il gioco non è monetizzato, non è a scopo di lucro, dal lato Gestione cosa altro puoi fare? Legalmente parlato penso ben poco.
I PEGI non sono di libero utilizzo però.
Sono marchi registrati protetti da copyright e gestiti da PEGI S.A. e il loro utilizzo è regolato da un rigido codice di condotta.
Si possono usare su di un sito libero e non a scopo di lucro?
Sì ma non li devi modificare in alcuna parte (soprattutto esteticamente) e devi rispettarne le linee guida ufficiali.
Mi fermo qui ma questo è solo per dire che tante cose che vengono esposte ed utilizzate nei giochi pbc per "convenzione" (ovvero perché l'ha fatto l'altra land prima di me e quindi copio che se l'hanno fatto loro vuol dire che si può fare) non sono in realtà possibili a livello legislativo.
Ci sono tanti tranelli nel modo in cui viene visto il pbc da troppe persone che lo frequentano passivamente senza porsi domande e in questo Geko ha ampiamente ragione ad accendere i riflettori.
Non ho ho la soluzione per tutti i problemi del pbc e purtroppo ce ne sono così tanti di questo tipo che non bastarebbe un topic per elencarli imho.
18/05/2026 18:35:09
racoonicorn ha scritto:
I PEGI non sono di libero utilizzo però.
Sono marchi registrati protetti da copyright e gestiti da PEGI S.A. e il loro utilizzo è regolato da un rigido codice di condotta.
Si possono usare su di un sito libero e non a scopo di lucro?
Sì ma non li devi modificare in alcuna parte (soprattutto esteticamente) e devi rispettarne le linee guida ufficiali.
Mi fermo qui ma questo è solo per dire che tante cose che vengono esposte ed utilizzate nei giochi pbc per "convenzione" (ovvero perché l'ha fatto l'altra land prima di me e quindi copio che se l'hanno fatto loro vuol dire che si può fare) non sono in realtà possibili a livello legislativo.
Ci sono tanti tranelli nel modo in cui viene visto il pbc da troppe persone che lo frequentano passivamente senza porsi domande e in questo Geko ha ampiamente ragione ad accendere i riflettori.
Non ho ho la soluzione per tutti i problemi del pbc e purtroppo ce ne sono così tanti di questo tipo che non bastarebbe un topic per elencarli imho.
Per PEGI non intendo specificatamente i loghi sottoposti a marchio registrato, bensì l'indicazione grafica in homepage per esempio "contenuto sessuale / riferimenti a uso di sostanze stupefacenti e violenza / gioco +18 /+16" e via discorrendo.
Se utilizzi i PEGI ufficiali non li puoi toccare ma nulla ti vieta a livello normativo creare delle icone che richiamino i warning che vuoi lanciare poiché rientrano nella tua produzione grafica e non violano i diritti di proprietà intellettuale del marchio registrato PEGI.
18/05/2026 18:44:21
crossfire ha scritto:
Per PEGI non intendo specificatamente i loghi sottoposti a marchio registrato, bensì l'indicazione grafica in homepage per esempio "contenuto sessuale / riferimenti a uso di sostanze stupefacenti e violenza / gioco +18 /+16" e via discorrendo.
Se utilizzi i PEGI ufficiali non li puoi toccare ma nulla ti vieta a livello normativo creare delle icone che richiamino i warning che vuoi lanciare poiché rientrano nella tua produzione grafica e non violano i diritti di proprietà intellettuale del marchio registrato PEGI.
Comprendo ma i PEGI non sono un sinonimo di "warning" ma sono il sistema ufficiale europeo, per questo se scrivi che basta mettere i PEGI in home ti rispondo avvertendoti del problema come prima.
Tra l'altro attenzione a pensare di poter ricreare le icone personalizzandole perché c'è il rischio a livello normativo di essere tacciati di plagio e "confusione per il consumatore" anche detto contraffazione del layout.
La cosa importante è mettere un content warning semplicemente.
18/05/2026 18:48:59 e modificato da geko il 18/05/2026 18:50:06
Attenzione, @kasa @meleys: non confondiamo le alternative con una soluzione unica e obbligatoria.
Quando dico che, se un PbC vuole essere considerato un hobby puramente privato, allora dovrebbe chiudersi a un’utenza pubblica, non sto dicendo che questa sia la soluzione valida per tutti a prescindere.
Sto dicendo che è una possibile strada per ridurre molte delle problematiche emerse negli ultimi giorni. Se un gestore vuole mantenere il progetto in una dimensione privata, ristretta e realmente hobbistica, può scegliere di limitare gli accessi, evitare iscrizioni pubbliche e gestire gli utenti in modo controllato.
L’alternativa opposta, però, è altrettanto chiara: se per natura il tuo GDR online vuole attrarre utenza esterna, aprire le iscrizioni, essere raggiungibile pubblicamente e magari indicizzato dai motori di ricerca, allora devi accettare che entrano in gioco regole, responsabilità e obblighi.
Non si tratta di un regolamento scritto da me o da qualcuno del portale. Parliamo di normative europee e nazionali che riguardano privacy, trattamento dei dati, cookie, responsabilità sui contenuti, diritto d’autore e uso pubblico di materiali altrui.
Sono temi che esistono da anni. Dagli inizi degli anni 2000 a oggi sono già stati affrontati in moltissimi contesti, e oggi esistono anche strumenti, guide, moduli e checklist messi a disposizione da aziende, consulenti e piattaforme specializzate per aiutare i gestori ad adeguarsi almeno alle basi.
@crossfire, il fatto che sia un hobby non ti esonera dal rispettare le regole.
Se vuoi evitare del tutto certe responsabilità, allora puoi chiudere le iscrizioni pubbliche, raccogliere gli utenti tramite canali esterni, inserirli manualmente e mantenere il progetto in una dimensione privata e controllata. Questa può essere una strada.
Ma se apri il PbC al pubblico, raccogli dati, gestisci account, pubblichi contenuti e usi immagini, allora l’etichetta "hobby" non basta più come scudo.
Lo stesso vale per il diritto d'autore. Se uso un'immagine di un autore senza verificarne licenza, permessi o condizioni d’uso, e il titolare dei diritti decide di intervenire, il fatto che il mio progetto sia amatoriale non elimina automaticamente il problema. Potrebbero arrivare richieste di rimozione, contestazioni, richieste economiche o altre azioni formali.
Possiamo anche dire che è un hobby, ma se stai usando pubblicamente materiale altrui senza autorizzazione, la natura hobbistica non rende quell'uso automaticamente legittimo.
Per questo trovo che questo sia il momento migliore per discuterne. Non per fare terrorismo, né per puntare il dito contro qualcuno, ma perché è il momento in cui tutti dovrebbero iniziare a fare una presa di coscienza.
Bisogna fare backup, verificare cosa si sta usando, capire quali dati si raccolgono, leggere meglio le normative, sistemare privacy policy, cookie, responsabilità, licenze e contenuti. In questo modo si riduce il rischio di nuove segnalazioni di massa o, quantomeno, si circoscrive il problema a chi sceglie consapevolmente di non adeguarsi.
parlo delle basilari regole come eliminazioni dati raccolti alla cancellazione del pg, indicazione responsabilità legale in homepage, cookie e privacy in home, normativa all'atto della registrazione?
A questo punto, però, la domanda diventa: quali PbC rispettano davvero questi aspetti?
Non fermiamoci alla superficie. Andiamo più nel concreto:
- Quanti PbC conservano nel database le email in chiaro?
- L’email viene trattata correttamente come dato personale, soprattutto quando permette di identificare direttamente una persona, ad esempio con un indirizzo del tipo [email protected]?
- Esiste una procedura chiara per richiedere l'esportazione dei propri dati, come previsto dal GDPR?
- È indicato formalmente quali dati vengono raccolti, per quale finalità, per quanto tempo vengono conservati e come vengono utilizzati?
- È chiaro chi sia il titolare o responsabile del trattamento dei dati con nome e cognome, codice fiscale o partita iva?
- È indicato un contatto reale a cui l'utente può rivolgersi per richieste di accesso, cancellazione, rettifica o opposizione?
- Esiste una cookie policy, se il sito usa cookie tecnici, analitici o di terze parti?
- Durante la registrazione l'utente accetta privacy policy, regolamento e condizioni d'uso in modo tracciabile?
- Alla cancellazione del personaggio o dell’account, è chiaro cosa viene eliminato, cosa viene anonimizzato e cosa eventualmente viene conservato per motivi tecnici o legittimi?
Queste domande non smettono di essere valide solo perché il progetto è amatoriale o nato per hobby.
Ed è proprio questo il punto: nessuno sta dicendo che un PbC debba diventare un'azienda o perdere la sua natura ludica. Ma nel momento in cui raccoglie utenti, dati e contenuti, deve essere gestito con un minimo di consapevolezza. L'hobby spiega la motivazione con cui nasce il progetto, non cancella automaticamente le responsabilità che derivano dal renderlo pubblico.
Quindi, come dicevo all'inizio, non vorrei che questo thread diventasse l'ennesimo spazio per discutere se il tema sia utile oggi, domani o forse mai, né per fare il "capello in quattro" sul significato di "amatoriale" o sulla sua etimologia.
L'obiettivo è un altro: creare una traccia di discussione utile per una presa di coscienza collettiva, capire quali responsabilità esistono davvero e ragionare su come porre rimedio, così da evitare che situazioni simili si ripetano ancora.
Non lo faccio per interesse personale, né per puntare il dito contro qualcuno. Lo faccio perché conosco questi temi, li ho affrontati anche nella mia esperienza professionale, e credo che possano essere utili soprattutto a chi vuole tutelarsi, gestire meglio il proprio progetto e non ritrovarsi impreparato davanti a problemi che si potevano prevenire.
18/05/2026 18:56:20 e modificato da crossfire il 18/05/2026 18:57:11
racoonicorn ha scritto:
Comprendo ma i PEGI non sono un sinonimo di "warning" ma sono il sistema ufficiale europeo, per questo se scrivi che basta mettere i PEGI in home ti rispondo avvertendoti del problema come prima.
Tra l'altro attenzione a pensare di poter ricreare le icone personalizzandole perché c'è il rischio a livello normativo di essere tacciati di plagio e "confusione per il consumatore" anche detto contraffazione del layout.
La cosa importante è mettere un content warning semplicemente.
I PEGI nell'ambito ludico indicano i warning ormai sono diventati quasi un aggettivo culturale, non solo un’etichetta ufficiale e si utilizzano per indicare chiaramente di cosa sto parlando senza ricorrere a definizioni più complesse.
Chiaramente io citando PEGI non sto invogliando nessuno a delinquere ma mi sto riferendo a un contenuto specifico.
Sotto marchio registrato ci sono forme grafiche ben precise, se io con photoshop mi metto e descrivo un cerchio, dentro ci metto +18, sto mettendo un warning non sto plagiando i PEGI e non sto nemmeno vendendo un prodotto quindi tecnicamente non si può parlare di comunicazione commerciale scorretta (quindi confondere il consumatore) giacché manca il presupposto di uno scambio commerciale in primis.
geko ha scritto:
@crossfire, il fatto che sia un hobby non ti esonera dal rispettare le regole.
Se vuoi evitare del tutto certe responsabilità, allora puoi chiudere le iscrizioni pubbliche, raccogliere gli utenti tramite canali esterni, inserirli manualmente e mantenere il progetto in una dimensione privata e controllata. Questa può essere una strada.
Ma se apri il PbC al pubblico, raccogli dati, gestisci account, pubblichi contenuti e usi immagini, allora l’etichetta "hobby" non basta più come scudo.
Sono le stesse cose di prima e che mi sembra, nella mia esperienza, che la maggior parte delle land già faccia.
Nessuno di questi tempi si apre una land con leggerezza e senza prestare attenzione a queste cose, così come da utente bisogna prestare attenzione a chi fornisci i tuoi dati personali.
E nessuno, ma proprio nessuno, dei Gestori che conosco usa la parola "hobby" come scudo.
18/05/2026 19:01:05 e modificato da geko il 18/05/2026 19:06:08
racoonicorn ha scritto:
Devi sottoscrivere un modulo e ti viene rilasciata una classificazione, non sei tu a decidere, in Italia è l'AGCOM.
https://www.agcom.it/provvedimenti/delibera-359-19-cons ↗
crossfire ha scritto:
Sono le stesse cose di prima e che mi sembra, nella mia esperienza, che la maggior parte delle land già faccia.
Nessuno di questi tempi si apre una land con leggerezza e senza prestare attenzione a queste cose, così come da utente bisogna prestare attenzione a chi fornisci i tuoi dati personali.
E nessuno, ma proprio nessuno, dei Gestori che conosco usa la parola "hobby" come scudo.
Ti confermo invece il contrario, almeno una con cui ho avuto a che fare direttamente che ha dimostrato la sua leggerezza.
Non faccio nomi ovviamente perché mi pare giusto mantenere la loro riservatezza, in ogni caso hanno ricevuto una e-mail di diffida e alla quale se non risponderanno provvederò a farla recapitare tramite Raccomandata.
Quindi fare sempre dell'assolutismo non è corretto, perché i casi ci sono, indubbiamente saranno meno di tanti anni fa, ma c'è sempre qualcuno che prova a fare il "furbo".
18/05/2026 19:06:51
geko ha scritto:
Devi sottoscrivere un modulo e ti viene rilasciata una classificazione, non sei tu a decidere, in Italia è l'AGCOM.
https://www.agcom.it/provvedimenti/delibera-359-19-cons ↗
Ti confermo invece il contrario, almeno una con cui ho avuto a che fare direttamente che ha dimostrato la sua leggerezza.
Non faccio nomi ovviamente perché mi pare giusto mantenere la loro riservatezza, in ogni caso hanno ricevuto una e-mail di diffida e alla quale se non risponderanno provvederò a farla recapitare tramite Raccomandata.
Come il mio professore di statistica amava ripetere, l'esperienza personale non fa statistica, altrimenti potrei citarti quella in cui gioco in cui la pulizia di log e account è sistematica a cadenza mensile, con annessi dati sensibili.
Libero di provvedere a tutelarti come meglio credi, pur ricordandoti che nell'ambito ludico a volte basta una comunicazione onesta e diretta per derimere le questioni.
18/05/2026 19:12:30
geko ha scritto:
Devi sottoscrivere un modulo e ti viene rilasciata una classificazione, non sei tu a decidere, in Italia è l'AGCOM.
https://www.agcom.it/provvedimenti/delibera-359-19-cons ↗
Ti confermo invece il contrario, almeno una con cui ho avuto a che fare direttamente che ha dimostrato la sua leggerezza.
Non faccio nomi ovviamente perché mi pare giusto mantenere la loro riservatezza, in ogni caso hanno ricevuto una e-mail di diffida e alla quale se non risponderanno provvederò a farla recapitare tramite Raccomandata.
Quindi fare sempre dell'assolutismo non è corretto, perché i casi ci sono, indubbiamente saranno meno di tanti anni fa, ma c'è sempre qualcuno che prova a fare il "furbo".
E' quello che sto cercando di far capire da prima ma non sembra che venga recepito.
Io apprezzo l'idea di questo topic, il punto è che si va a scontrare con il pensiero radicato e spesso sbagliato che i pbc sono in una botte di ferro perché non ci sono mai stati problemi di natura legale fino ad ora.
Lo spunto della situazione generatasi su Altervista dovrebbe aiutare ad aprire la mente all'idea che le cose che si fanno dai primi del 2000 non sono mai state a norma di legge e che a livello legislativo basta un solo precedente favorevole per applicarlo ad altre casistiche allargate.
18/05/2026 19:40:39
racoonicorn ha scritto:
Esattamente.
In sintesi oggi è una segnalazione di massa di Pinco, domani è un'altra di Pallo, ne susseguono altre 3 e alla a fine a qualcuno suona un campanello d'allarme, controlla e ti trovi tutta una parte dei gestori di PbC che deve pagare un conto.
Io apro il tema e lo espongo, ma è discapito altrui voler arrivare a fare chiarezza e tutelarsi.
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