Quando -è solo un hobby- non basta più: responsabilità e regole
Quando -è solo un hobby- non basta più: responsabilità e regole postato il 18/05/2026 17:27:00 nel forum giochi e dintorni e modificato da geko il 18/05/2026 17:34:32
Come richiesto, apro un thread separato per affrontare il tema che ha dato origine all’evento delle "segnalazioni di massa su AlterVista".
Riporto qui il testo integrale del mio ultimo intervento, così da poterlo discutere in modo più ordinato e concreto. L'obiettivo non è alimentare polemiche, ma ragionare con maggiore consapevolezza su aspetti che possono coinvolgere anche il nostro amato mondo ludico.
Quindi la domanda che mi faccio è: la community sta davvero cercando di tutelare i propri utenti e di offrire garanzie adeguate per continuare questo hobby in modo sereno?
E ancora: vengono forniti strumenti tecnici e organizzativi coerenti con le norme vigenti, oppure ci si limita a gestire i problemi solo quando esplodono in massa?
Io, leggendo certe risposte e vedendo come alcuni argomenti vengono liquidati o messi a tacere, mi sono fatto l’idea che ci sia una certa tendenza a evitare il problema. Non voglio dire che ci sia necessariamente malafede, ma il risultato rischia di essere quello: ignorare questioni che, se osservate da qualcuno con competenze o responsabilità maggiori, potrebbero creare problemi molto più seri all’intera community.
Gran parte dei gestori di PbC tende a giustificarsi dicendo che si tratta solo di un hobby e che il mondo dei PbC è amatoriale. Questo può essere vero nelle intenzioni, ma non significa automaticamente essere esenti da responsabilità, regole o possibili conseguenze legali.
Il fatto che un progetto sia amatoriale non lo mette al riparo da eventuali segnalazioni. Se qualcuno decidesse di fare controlli più approfonditi e segnalare determinate irregolarità alle autorità competenti nei vari ambiti, privacy, fiscalità, copyright, trattamento dei dati, contenuti pubblicati, pubblicità, responsabilità del gestore, potrebbero nascere problemi molto più seri della semplice chiusura di uno spazio web.
Un esempio semplice: anche i raduni di auto d'epoca sono spesso organizzati da appassionati e hanno natura amatoriale. Questo però non significa che chi partecipa possa circolare senza assicurazione, senza documenti in regola o ignorando le norme stradali. Se il raduno occupa suolo pubblico, servono autorizzazioni. Se coinvolge persone, spazi e attività pubbliche, bisogna rispettare regole, permessi e responsabilità previste dalla legge.
Lo stesso ragionamento vale per i PbC. Anche se domani venissero trasferiti su un hosting a pagamento, non è detto che il problema sparirebbe. Anzi, in alcuni casi potrebbero emergere responsabilità ancora più evidenti, perché il progetto sarebbe comunque pubblico, raggiungibile, indicizzato, frequentato da utenti e potenzialmente soggetto a obblighi specifici.
Se un PbC vuole davvero restare un progetto puramente hobbistico e privato, allora dovrebbe comportarsi come tale: accesso ristretto, nessuna registrazione aperta, nessuna raccolta inutile di dati personali, nessuna indicizzazione pubblica, nessuna monetizzazione, nessuna pretesa di essere una piattaforma aperta a chiunque. In altre parole: qualcosa di più vicino a un server privato tra conoscenti, dove l'accesso viene gestito manualmente e con il minimo trattamento possibile di dati sensibili o personali.
Il problema nasce quando un progetto viene definito "amatoriale", ma poi viene aperto al pubblico, raccoglie iscritti, conserva dati, genera traffico, viene indicizzato dai motori di ricerca, pubblica contenuti accessibili a chiunque e magari monetizza anche tramite pubblicità. A quel punto non basta più dire "è solo un hobby". Rimane magari un'attività non professionale, ma non per questo è automaticamente fuori dal perimetro di regole, obblighi e responsabilità.
E se c'è anche una monetizzazione, persino minima, il discorso diventa ancora più delicato. Anche pochi euro l'anno possono avere rilevanza se derivano da pubblicità, sponsorizzazioni o altre forme di ricavo. Non è tanto una questione di importo, ma di principio: se generi entrate, tratti utenti e rendi pubblico un servizio, devi chiederti quali obblighi stai assumendo.
Quindi il punto non è demonizzare i PbC, dire che chi li gestisce o chi ha fatto le segnalazioni sia automaticamente in torto. Il punto è smettere di usare la parola "amatoriale" come scudo assoluto. Un progetto può nascere per passione, ma nel momento in cui viene aperto al pubblico deve essere gestito con consapevolezza, perché la passione non cancella le responsabilità.
Le ragioni sono le stesse che riguardano lo sviluppo e la gestione dei PbC in generale: mancanza di budget, mancanza di tempo e poca disponibilità a investire in modo concreto sul progetto.
E alla fine il discorso torna sempre lì: "Per me è un hobby".
Il problema è che questa frase viene spesso usata come giustificazione per non affrontare gli aspetti più scomodi della gestione di un progetto pubblico: costi, responsabilità, manutenzione, regole, sicurezza, dati, diritti e possibili conseguenze.
Secondo me le cose inizieranno a muoversi solo quando le persone si scontreranno davvero con la realtà. Cioè quando eventuali segnalazioni andranno a toccare argomenti più delicati e qualcuno dovrà prendere atto che anche un hobby, se gestito male, può costare molto caro, più di quello che era mettersi in regola e sentire le figure preposte per mettersi in sicurezza e tutelare se stessi e i propri (anche se pochi) utenti.
Non lo dico per fare terrorismo o per augurarmi che succeda. Lo dico perché continuare a ripetere "è solo un hobby" non elimina i problemi: li rimanda soltanto. E più li rimandi, più rischiano di diventare seri.
18/05/2026 17:40:06 e modificato da moderazione il 18/05/2026 17:41:34
Si, tutto vero e molto attuale.
Ma non ho capito quale direzione stai suggerendo.
Essere meno amatoriali? Chiudersi in "server dedicati"? Fare investimenti?
Perché, per quanto di fondo sia giusto "ricordare le responsabilità", trovo ancora parecchia complessità nella sua applicazione. Non ne giustifico la mancanza, ne vedo solo una ulteriore difficoltà da aggiungere ad una situazione non proprio facile.
Kasa.
18/05/2026 17:54:20
Immagino che tutti siamo interessati a discuterne della cosa.
Da quello che mi è parso di capire forse la soluzione sarebbe fare, come fanno molti, di tenere a numero chiuso le iscrizioni, limitare al minimo i dati da ricevere e giocare solo tra noi, come un server discord privato in pratica.
Ma a questo punto mi chiedo...sarebbe fattibile per la natura stessa del gioco e del concetto di pbc?
Ci sono molte land che qui mettono solo gli aggiornamenti del progetto, ma mai condividono il link di iscrizione, raccolgono iscritti solo quando ne hanno "bisogno".
È davvero questa la soluzione? O una delle tante...rendere il pbc elitario?
18/05/2026 17:54:33
Trovo che fare questo discorso adesso, in un momento che possiamo definire crisi attiva, sia non solo deleterio ma anche non recepibile, almeno non nella sua totalità che comporta una non poca complessità definita da conoscenze e strumenti che sono (di media) a disposizione solo di chi è professionista nel settore.
Il fatto che ci sia questo problema con Altervista non significa che per osmosi tutti gli altri servizi hosting (gratuiti o meno) possano aderire alla stessa normativa contrattuale.
Nei fatti ciò che emerge è:
1. un abuso riscontrabile del sistema segnalazioni di Altervista;
2. la mancanza di buona fede che è la base di ogni contratto [ leggi modello di risposta di @quartz che è molto attendibile in merito ];
3. una lacuna riscontrabile nella chiara localizzazione di gestione privacy e cookie;
4. il diritto d'autore.
Di tutte le land segnalate, probabilmente nemmeno mezza risponde davvero alle segnalazioni ricevute, per esempio le tematiche affrontate in violazione come droga, sesso e satanismo (??) sono tutte riconducibili per esempio a un'ambientazione urban fantasy / low magic / fantasy. È come dire che un libro che parla di un romanzo di stregoni induce il satanismo, follia.
Il pbc è un hobby, non lo facciamo in maniera professionale e rimane nella sfera amatoriale. Questo non è un pararsi il sedere, è una realtà oggettiva riscontrabile.
Al netto di tutto ciò che dici tu e di ciò che sono state 14 pagine di thread che hanno cercato di guidare le gestioni a fare fronte unito e aiutarsi, che cosa suggerisci?
Qual è lo scopo del tuo thread? Qual è il punto e la soluzione a cui vuoi arrivare?
Perché su questo mi sento come @kasa e sinceramente in una dimensione di giochi che riunisce gli appassionati che ha sempre più bisogno di community e rete di supporto, vedo solo l'ennesimo macigno lanciato senza una vera soluzione da proporre.
E non mi sembra proprio il caso di farlo adesso dove tante piccole realtà nate con fatica e impegno stanno rischiando di chiudere. Dietro ai pc ci sono persone, ricordiamocelo.
18/05/2026 17:55:56
Secondo me sta suggerendo appunto di essere piu professionali nell'aprire gdr, anche a discapito dei numeri. Insomma meglio che aprano pochi ma buoni( nel senso con le carte in regola) che un libera tutti di messa con molta immondizia, sempre inteso come siti che violano gran parte delle convenzioni
18/05/2026 18:03:40
soizora ha scritto: Secondo me sta suggerendo appunto di essere piu professionali nell'aprire gdr, anche a discapito dei numeri. Insomma meglio che aprano pochi ma buoni( nel senso con le carte in regola) che un libera tutti di messa con molta immondizia, sempre inteso come siti che violano gran parte delle convenzioni
E l'abbiamo capito.
Oggettivamente quante land mi puoi citare che non abbiano le carte in regola e non parlo di codice performante professionale, parlo delle basilari regole come eliminazioni dati raccolti alla cancellazione del pg, indicazione responsabilità legale in homepage, cookie e privacy in home, normativa all'atto della registrazione?
18/05/2026 18:07:46
Personalmente non ho mai creduto al "E' solo un hobby" come panacea di ogni problema.
Per me, che come gestore ho impiegato e impiego molto tempo nella creazione del progetto ludico e poi nel suo sostentamento quotidiano, dire "è solo un hobby" non ha molto senso. Certo, non è il mio lavoro, nella vita faccio altro. E' un hobby. Ma non è SOLO un hobby, con il sottinteso messaggio che allora mi ci dedico a buffo, quando mi va, quando mi gira bene e se non ho di meglio da vedere in TV.
Tempo, per me, è impegno significativo. Anche più del denaro.
Tempo mio ma anche degli utenti che si iscrivono, iniziano a giocare, e magari vorrebbero proseguire a giocare con altrettanto impegno di tempo, senza pensare che domani, se mi gira male, chiudo la land e tanti saluti.
Senza la premessa di tempo, impegno e continuità, che senso ha aprire al pubblico?
In questo, concordo pienamente con Geko: aprire land così a muzzo e chiuderle perchè dopo 15 giorni mi sono già stufato, è deleterio per tutta la community e per i players che percepiscono un sempre più diffuso disimpegno, finendo per portare altro disimpegno.
Per quanto concerne gli aspetti normativi, sono stati una delle mie prime preoccupazioni, ed è pur vero che una chiarezza fino in fondo, dal punto di vista legale, non è facile da ottenere nella fumosità della legge italiana e del diritto d'autore.
La formula magica "senza scopo di lucro" è quella che mi è sembrata la ciambella di salvataggio da numerose rogne. Chiedere il permesso di usare immagini e testi altrui, un'altra. La terza: limitarsi a conservare indirizzi email e indirizzi IP di login, e niente di più.
E' sufficiente? Probabilmente, se a qualcuno venisse voglia di scavare a fondo, no.
Diciamo che possiamo accettarlo come situazione di equilibrio tra l'insussistenza di interessi in gioco contro lo status quo e il rispetto delle normative di base.
18/05/2026 18:10:43
crossfire ha scritto:
E l'abbiamo capito.
Oggettivamente quante land mi puoi citare che non abbiano le carte in regola e non parlo di codice performante professionale, parlo delle basilari regole come eliminazioni dati raccolti alla cancellazione del pg, indicazione responsabilità legale in homepage, cookie e privacy in home, normativa all'atto della registrazione?
non penso tante forse solo i "criticatissimi"(concedetemi il termine please) in passato lom elot e qualche altro.
Ma effettivamente, il fatto che si sia sempre fatto in un modo non vuole dire che non sia ora di iniziare a mutare verso. Perchè il problema è che il mondo cambia e va avanti e 25 anni di esistenza per un media sono tanti.
18/05/2026 18:15:55
soizora ha scritto:
non penso tante forse solo i "criticatissimi"(concedetemi il termine please) in passato lom elot e qualche altro.
Ma effettivamente, il fatto che si sia sempre fatto in un modo non vuole dire che non sia ora di iniziare a mutare verso. Perchè il problema è che il mondo cambia e va avanti e 25 anni di esistenza per un media sono tanti.
Non è rimanere ancorati a 25 anni fa, è far notare che a livello normativo una volta indicati chiaramente in homepage i PEGI, condizioni e termini di utilizzo, disposizioni di legge e banner per cookie e privacy, oltre che flag ulteriore per la maggiore età, aggiungi la totale cancellazione dei dati dal database al momento di ban / cancellazione, non si può fare altro.
Se il gioco non è monetizzato, non è a scopo di lucro, dal lato Gestione cosa altro puoi fare? Legalmente parlato penso ben poco.
18/05/2026 18:18:15
però permettetemi un secondo un appunto. O almeno una riflessione.
Quanto un PBC è diverso (legalmente parlando eh) da una Fanfiction?
Mi pare che in italia non sia illegale scrivere FF di questo o quello. Diventa illegale nel momento ci guadagni sopra. E se vuoi guadagnarci devi cambiare tutto e fare in modo che niente di quello che tu monetizzi sia sotto diritto d'autore altrui.
Pertanto, fatta eccezione per quanto riguarda privacy e cookie, tutti i temi e la questione diritto d'autore come li si risolve?
Ci si può davvero appellare a questo?
18/05/2026 18:20:18
criptazione password(già e insita in gdrcd), archiviazione dati personali in tabelle apposite del db per 90 giorni almeno se un utente si cancella dal sito, non uso di immagini e temi coperti da copyright e citare le fonti in ogni caso...un bel po' di roba si può fare
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