Quando -è solo un hobby- non basta più: responsabilità e regole - Pagina 7
20/05/2026 15:38:59
Come qualunque altra cosa protetta da copyright, se il proprietario ne richiede l'eliminazione lo fai, ma in questo caso sei perseguibile solo se ti rifiuti. Ti arriva l'avviso e cancelli l'url, finisce li. Diverso è se l'immagine è fisicamente presente sul tuo server, li le beghe legali si aggravano.La moderazione della gestione sui contenuti è fondamentale, ma questo molti utenti non lo comprendono.
20/05/2026 15:43:15
pauraditutto ha scritto:
Il problema è che stai prendendo norme reali e le stai presentando come se portassero automaticamente alla conclusione “allora quasi tutte le land sono illegali”.No. Non funziona così.Hai scritto un post molto dettagliato per arrivare a una conclusione che in realtà quasi tutti condividono già:• sì, avatar VIP e IP protetti possono avere implicazioni di copyright/diritto d’immagine;• sì, una piattaforma deve intervenire su segnalazioni credibili;• no, questo non rende automaticamente una land GDR amatoriale assimilabile ai casi RTI vs Yahoo o Vimeo.Stai citando giurisprudenza nata per piattaforme commerciali enormi per parlare di community testuali amatoriali con avatar e prestavolti (su cui la stragrande maggioranza non ci guadagna nulla, ma anzi ci investe soldi tra programmatore e mantenimento del sito). Il contesto conta, purtroppo.Esiste un rischio teorico/giuridico, ma questo non equivale a dire che il panorama GDR sia una bomba legale pronta a esplodere.
20/05/2026 15:54:13
Bisogna però ricordare che se utilizzi foto di un VIP tecnicamente il copyright è del fotografo che le scatta non dei VIP ritratto. Quelli sono diritti di immagine, semmai. Fintanto che non ci sono monetizzazioni, merchandising, pubblicità, branding, prodotti, campagne, siamo in una zona molto comune del fandom creativo online. Come per dire gli edit che vengono caricati su Deviantart, la quasi totalità passa inosservata perche: - non c’è un uso commerciale;- la diffusione resta limitata;- nessuno ha interesse a fare takedown perché questi usi alimentano i fandom e le fanbase (basti pensare a Harry Potter).Parliamo di un rischio basso, non nullo. Lo stesso rischio che si incorrerebbe usando immagini di avatar disegnati (autori spesso defraudati di crediti a cui vengono rubati i lavori senza essere pagati, il che lo trovo ben peggiore rispetto a prendere una foto da Pinterest di X attore/ Y attrice).Possiamo anche magari rimanere nella zona di consapevolezza, applicare clausole di buona condotta e salvaguardia, sempre rimanendo però realisti.
20/05/2026 15:57:17
nyx insight ha scritto: Il problema è che stai prendendo norme reali e le stai presentando come se portassero automaticamente alla conclusione “allora quasi tutte le land sono illegali”.No. Non funziona così.Hai scritto un post molto dettagliato per arrivare a una conclusione che in realtà quasi tutti condividono già:• sì, avatar VIP e IP protetti possono avere implicazioni di copyright/diritto d’immagine;• sì, una piattaforma deve intervenire su segnalazioni credibili;• no, questo non rende automaticamente una land GDR amatoriale assimilabile ai casi RTI vs Yahoo o Vimeo.Stai citando giurisprudenza nata per piattaforme commerciali enormi per parlare di community testuali amatoriali con avatar e prestavolti (su cui la stragrande maggioranza non ci guadagna nulla, ma anzi ci investe soldi tra programmatore e mantenimento del sito). Il contesto conta, purtroppo.Esiste un rischio teorico/giuridico, ma questo non equivale a dire che il panorama GDR sia una bomba legale pronta a esplodere.
Aggiungo: Yahoo e Vimeo facevano vero e proprio sfruttamento di diritti di immagine con annessa monetizzazione, profilazione attiva e passiva. Due casi ben più complessi di una semplice immagine ritagliata con due texture sopra e messa come avatar all’interno di un ambiente ludico e privo di fini commerciali/ di lucro.
20/05/2026 16:01:02
C'è da prendere in considerazione anche una cosa:Può presentare istanza solo il titolare dell'opera.Quindi banalmente, se io presento istanza perché tu usi immagini protette non ha nessun valore, se io presento segnalazione al proprietario e lui presenta istanza allora lì si, l'istanza è valida e ci sono delle conseguenze.Poi se è un link che prende una risorsa esterna la responsabilità è di chi ospita la risorsa, se viene rimossa all'origine, viene rimossa anche dal profilo e quindi tu sei una terza parte che non ha nessuna conseguenza.Se invece il link punta a una risorsa ufficiale allora lì cambia leggermente la cosa.
Modificato da geko il 20/05/2026 16:03:12
20/05/2026 16:06:14
geko ha scritto: C'è da prendere in considerazione anche una cosa:Può presentare istanza solo il titolare dell'opera.Quindi banalmente, se io presento istanza perché tu usi immagini protette non ha nessun valore, se io presento segnalazione al proprietario e lui presenta istanza allora lì si, l'istanza è valida e ci sono delle conseguenze.
Ottimo e qui vi volevo. Concordi con me che quindi tale persona che ha segnalato (abusando del sistema segnalazioni di Altervista) citando il punto Violazione del Diritto d'Autore e Proprietà Intellettuale (Art. 4.1, 4.5 e 5.7) abbia totalmente fatto un abuso di cui non aveva titolarità di esercizio? Capisci perché parlavamo del fatto che non avesse ragione a segnalare? Eppure Altervista tradendo qualsiasi principio di buona condotta e verifica, ha deciso di agire autonomamente e unilateralmente.
20/05/2026 16:20:51
crossfire ha scritto:
Concordo con te, in parte e mai ti sono andato contro a prescindere.In quel caso non è un abuso, lui ha segnalato la mancanza del rispetto di alcune normative interne che regolarizzano l'uso di una piattaforma, un hosting condiviso.Non ha presentato istanza, come ben saprai, l'istanza è una denuncia formale alle autorità e nel caso specifico all'AGCOM.Il fatto che il suddetto, o suddetta, abbia segnalato un abuso nell'utilizzo di materiale protetto all'interno del sistema di AlterVista è in realtà una segnalazione, informale, finalizzata alla presa di posizione da parte di un'azienda privata allo scopo di preservarsi e tutelarsi.Passatemi il termine sicuramente è stata un'azione piuttosto stronz@, però senza fare terrorismo, se un domani dovessero spuntare "land" sospese non era insensata come azione di mettere sotto il riflettore alcune inadempienze.Non di tutti, senza dubbio ci sono gestori consapevoli, che vogliono vivere il loro hobby in maniera tranquilla e duratura e quindi si informano.Come dico sempre, chi è interessato dovrebbe farsi delle domande e controllare, se la lista di domande ha delle risposte tutte positive si deve rilassare, in caso contrario dovrà porre rimedio o come è stato fatto da qualcuno passare a un altro servizio.Per quello io sostengo che lui/lei non ha torto, ma non ha neanche ragione è una situazione borderline, sul filo del rasoio.Modificato da geko il 20/05/2026 16:27:50
21/05/2026 10:34:10
Un utente che vuole e ci tiene a mantenere l'anonimato mi ha chiesto di postare la seguente, che secondo me non è del tutto sbagliata come possibilità:
Vorrei intervenire per analizzare una questione che a quanto pare non è stata considerata finora, visto che (giustamente) in questo momento siamo tutti concentrati sulla tutela dei rispettivi GDR e in generale sul creare un "vademecum" di responsabilità e regole.. ma non sul "come" tutta questa situazione abbia potuto scatenarsi.A quanto mi sembra di capire, questa persona ha potuto effettuare la segnalazione di massa rimanendo sostanzialmente nell'anonimato, sfruttando una carenza nel form di segnalazione di Altervista (che non richiede alcuna verifica dell'identità, correggetemi se sbaglio). Chiedo scusa, non sono un giurista e mi rivolgo a chi ne sa più di me (o ha agganci legali in materia), ma quello che mi chiedo è: tutto questo è avvenuto a norma di legge?Mi pare che qualcuno abbia già accennato al fatto che non lo sia, ma devo essermelo perso nella marea di messaggi pubblicati sia qui che nel post parallelo (che ho preferito non "sporcare").Tornando al segnalatore: se i dati comparsi nella segnalazione collettiva fossero falsi o appartenenti a una persona del tutto estranea ai fatti, non si profilerebbe un vero e proprio caso di sostituzione di persona o furto d'identità? Se il segnalatore avesse usato dati falsi o di terzi, si configurerebbe il reato penale di Sostituzione di Persona (Art. 494 C.P.). E quello sì che sarebbe un reato grave, ben più serio di un presunto illecito civile. Credo che questo sia fuori discussione.Tutto questo per dire.. possibile che non ci sia una maniera, a prescindere da come andrà la vicenda dei GDR, per avviare un'azione legale congiunta (stile class action o qualcosa del genere), magari con il supporto di un legale, per far accertare la reale identità del segnalatore e poter così far valere il proprio diritto di rivalsa su questa persona? Al momento trovo assurdo non avere nemmeno la possibilità di muovere accuse (per diffamazione o danno ingiusto) verso questo soggetto solo perché -come già ribadito da altri- la pagina di segnalazione di Altervista è obsoleta (come mi pare di aver capito, di nuovo correggetemi se sbaglio). Intendiamoci: va bene il diritto altrui di segnalare i contenuti, ma dov'è finito il nostro diritto di difenderci? E non parlo delle e-mail inviate al Team Abuse, quella è la nostra difesa verso l'hosting. Io parlo del diritto di tutelarci direttamente dalla persona che ha abusato dello strumento, cosa che al momento sembra precluso data l'assenza di verifiche sull'identità digitale di chi compila il form.Anche se questa segnalazione odierna cadesse nel vuoto e finisse tutto a "tarallucci e vino", il vero problema rimarrebbe il form stesso. Finché la struttura resta questa, chiunque abbia un dente avvelenato si sentirà in diritto di inviare segnalazioni a raffica ogni mese. Se invece il form obbligasse a "metterci la faccia" con una verifica reale, nessuno si azzarderebbe a farlo senza cognizione di causa, per il rischio concreto di ricevere una denuncia.In definitiva, vorrei capire se le piattaforme di hosting siano obbligate per legge (ad esempio secondo le nuove direttive europee come il Digital Services Act) ad avere un form di segnalazione che tracci l'identità digitale del segnalatore, o se ciò sia facoltativo, esponendo gli utenti a qualsiasi ritorsione anonima senza poter esercitare il diritto di rivalsa se non contro ignoti (dato che, senza verifiche, si possono inserire le generalità di chiunque).Potrei aver detto delle inesattezze, non avendo competenze legali, ma ci tenevo a lasciare questo spunto di riflessione. A causa della gravità della situazione, ho l'impressione che si stia guardando al dito anziché alla luna. Chi ne sa più di me è liberissimo di smontare punto per punto le mie considerazioni: non ho presunzioni, è solo un appello verso chi è ferrato in materia. Grazie.
21/05/2026 12:32:07
soizora ha scritto:
Sì: le piattaforme di hosting devono avere un meccanismo elettronico di segnalazione, ma il DSA non impone, in generale, un'identificazione digitale forte o verificata del segnalatore.L’art. 16 DSA impone ai prestatori di servizi di hosting di predisporre meccanismi facili da usare per permettere a chiunque di notificare contenuti ritenuti illegali. Il form deve facilitare l’invio di segnalazioni sufficientemente precise e motivate.Quindi AlterVista è nelle regole, ha una form estremamente facile da usare per avanzare una segnalazione.L'art. 16(2)(c) dice che il meccanismo deve consentire/facilitare l'inserimento di "nome e indirizzo email" del segnalante, salvo eccezioni per reati legati ad abuso/sfruttamento sessuale di minori.Questo però non significa obbligo di SPID, eIDAS, documento, firma digitale o verifica forte dell’identità. In pratica, una piattaforma può chiedere nome ed email senza verificare che siano veri.In pratica la piattaforma per una segnalazione della maggior parte degli abusi non è tenuta a chiedere i miei dati personali e io ho il diritto di non darli.A patto che non si tratta di reati gravi e penalmente perseguibili, ma lì non ti rivolgi alla piattaforma, lì è sempre senso morale e civico rivolgersi alle autorità competenti e poi saranno loro a comunicare con l'azienda ospitate e successivamente con i diretti interessatiQuindi il DSA cerca di evitare abusi chiedendo che il segnalante dichiari in buona fede che le informazioni siano accurate e complete. Tuttavia, se il form non verifica l'identità, una persona può tecnicamente inserire dati falsi o di terzi. Il DSA non risolve del tutto questo problema.L'art. 23 DSA prevede che le piattaforme possano sospendere, dopo avviso e per un periodo ragionevole, il trattamento di segnalazioni provenienti da soggetti che presentano frequentemente segnalazioni manifestamente infondate.Questo però non è la stessa cosa di darti automaticamente i dati del segnalante per agire civilmente o penalmente.Anche il Garante della Privacy per le segnalazioni non richiede nessun dato specifico della persona ma solo la correttezza del caso e alcune informazioni che possano aiutarlo a investigare meglio sulla segnalazione che stai facendo.Diversamente è se presenti istanza, una denuncia, in quel caso entrano in atto le autorità giudiziarie che valutano il caso con tutte le parti in causa e allora lì, si, dichiarare una falsa identità diventa un reato.Il discorso di procedere con una denuncia è sempre una cosa de evitare a meno che non ci sia l'assoluta certezza di aver ragione, nel caso specifico al momento non sono stati segnalati danni subiti dai gestori dei pbc, quindi finché AlterVista non da risposte non si sa nemmeno cosa stia succedendo.Se consideriamo che su questo portale ci sono circa 1.800 schede di Play By Chat, facendo dei numeri ipotetici 1.000 sono su AlterVista e questo monellino li abbia segnalati tutti, ora che AlterVista darà una risposta passerà un po' di tempo.Ritorno a marcare che la denuncia è da evitare anche perché comporta dei costi legali e la parte che perde la causa poi deve saldare il proprio conto sia quello della parte citata in causa, sempre tenendo conto che potrebbe derivare un rischio di querela.Il miglior modo per evitare questo genere di situazioni è sempre quello di mettersi in regola, così da tutelarsi e tutelare la propria community da segnalazioni indesiderate.Qui si possono trovare risposte se si fanno le domande, come qui, anche nella community di GDRCD, sul loro server discord o, ancora più competenti, una consulenza legale vera e propria.Modificato da geko il 21/05/2026 12:36:39
21/05/2026 13:43:25
blancks ha scritto:Quella parte di regolamento si riferisce ad un periodo in cui gli utenti usavano AlterVista come cloud storage personale e creavano paginette con basic auth per proteggerne l'accesso, rendendo di fatto totalmente inaccessibili tali contenuti dal pubblico dominio per un navigatore casuale, rendendo di fatto lo spazio "fermo" limitandone enormemente il traffico.
Questa tua affermazione mi ha fatto venire un grosso punto esclamativo sulla testa, in stile nemici di Metal Gear Solid.Per questo motivo ho voluto confrontarmi con una persona competente in ambito legale/aziendale, non tanto per avere una risposta "legale" in senso stretto, ma per provare a costruire un ragionamento sensato sulla questione.Il primo punto che è emerso è questo: nell'articolo del regolamento non sembra esserci un riferimento esplicito a un periodo "storico" preciso della piattaforma. La regola, almeno per come è formulata, appare piuttosto generale. Questo significa che noi possiamo interpretarla in un certo modo, ma AlterVista potrebbe interpretarla e applicarla diversamente, soprattutto se ritiene necessario tutelare il proprio modello di servizio o la propria linea aziendale.Un altro aspetto che mi è stato fatto notare, e che avevo già evidenziato anch'io in un'altra risposta, è che AlterVista fa spesso riferimento ai contenuti editoriali. Questo può far pensare che il tipo di contenuto più coerente con la piattaforma sia quello tipico di blog, forum, siti informativi o comunque contenuti consultabili pubblicamente.Inoltre, la piattaforma stessa promuove attivamente l'utilizzo di WordPress. Come sappiamo, WordPress nasce principalmente per pubblicare contenuti visibili e raggiungibili: articoli, pagine, commenti, categorie, archivi e così via. L’area privata, di norma, è quella amministrativa e redazionale, pensata per permettere agli autori di creare, modificare e gestire i contenuti prima della pubblicazione.A quel punto la domanda che mi è stata posta è stata: ma questi "PbC", di fatto, cosa espongono pubblicamente?La risposta è che un PbC espone relativamente poco. In genere le parti visibili sono quelle documentali: ambientazione, storia, regolamento e, a discrezione del creatore, qualche altra sezione informativa. Tuttavia, il cuore del gioco, interazioni, contenuti prodotti dagli utenti, dinamiche interne e attività effettiva della community, rimane accessibile solo previa registrazione e all'interno di un'area privata.Da qui nasce il dubbio: se il regolamento richiede che i contenuti siano esposti, accessibili e verificabili, un PbC potrebbe non rispettare pienamente questo principio, perché una parte rilevante del contenuto viene di fatto privatizzata. Non sto dicendo che sia certamente così, ma è un'interpretazione possibile e, proprio per questo, non la liquiderei troppo in fretta.Ripeto: questa non è una certezza, ma un ragionamento fatto insieme a una persona competente.Invece di metterci automaticamente dalla parte dei PbC, abbiamo provato a guardare la questione dal punto di vista del servizio che li ospita. E da quella prospettiva le domande diventano altre:- un'azienda potrebbe continuare a tollerare senza problemi questo tipo di utilizzo?- i PbC potrebbero diventare un costo o un rischio per il servizio, soprattutto se richiedono verifiche continue a seguito di segnalazioni?- AlterVista potrebbe ritenere questi progetti poco coerenti con il tipo di contenuto che intende ospitare?Non lo dico per fare terrorismo o per creare allarmismo. Lo dico perché, secondo me, vale la pena ragionarci con lucidità.Io mi sono fatto le mie domande e mi sono dato alcune risposte. Le condivido qui non come verità assolute, ma come spunto di riflessione, così che chi vuole possa ragionarci a sua volta.Modificato da geko il 21/05/2026 14:31:46
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