Quando -è solo un hobby- non basta più: responsabilità e regole
19/05/2026 13:17:49
sparhawack ha scritto:
Fermo restando che hai ragione su quasi tutto, il problema è che l'amatorialità (e la gratuità anche) non sono motivi sufficienti se qualcuno decide di rompere le scatole.
A fronte di segnalazioni fatte a braccio e un tanto al chilo, ci sono delle criticità vere e reali che vanno affrontate o almeno conosciute per decidere che livello di rischio assumersi.
E non dico le fesserie del satanismo, dello spaccio e del materiale pornografico, quelle sono chiaramente dei tentativi di appigliarsi al nulla mischiato con il niente.
Però ci sono altre cose su cui è giusto sapere.
Tipo la pubblicità dell'AIDS di qualche anno fa: se la conosci la eviti, se non la conosci ti uccide.
Mi sono permessa di intervenire perché io con un legale ci ho parlato proprio in merito alla questione.
Certo era un pour parler fra amici, certo stavamo parlando della nostra situazione come gruppo dnd ma su alcuni punti la questione è molto chiara e ho già detto più e più volte ciò che a me è stato spiegato da persone ben più competenti di me in materia (io con l’aspetto legale ci ho a che fare ma in ambito fiscale, ndr).
Detto questo la segnalazione io l’ho letta e nessuno dei punti in oggetto erano applicabili alla land di cui parlo.
È arrivata comunque? Sì.
Perché? Perché c’è un abuso del sistema segnalazioni e Altervista piuttosto che impiegare risorse per utenti non paganti, preferisce la risoluzione del contratto.
È giusto? No. Ma here we are.
Trovo di molto poco rispetto adesso accollare altre problematiche e allarmare ulteriormente le gestioni che offrono qualcosa gratuitamente e non hanno tutti risorse e conoscenze per poter pagare un legale per un progetto amatoriale.
Piuttosto diamo una mano in concreto.
Es. Manca la policy sulla privacy e cookie? Come posso fare?
Toh Gianmarco, falla qui e piazzala qui.
Esempio stupido e banale ma di cui non vedo traccia qui dentro
(E qui mi fermo perché penso sia sterile combattere contro i mulini a vento).
19/05/2026 14:10:06 e modificato da geko il 19/05/2026 14:10:44
enor_staff ha scritto:
Perdonami, non è quel che vedo proposto qui dall'autore del post, da cui l'intervento :)
Credo che il riferimento sia a una delle risposte emerse nel thread sulle segnalazioni ricevute da AlterVista.
Per il resto, come ho già scritto in una risposta precedente, oggi esistono risorse e portali online che offrono assistenza, sia gratuita sia a pagamento, per affrontare almeno le basi di questi temi.
Esistono modelli da compilare per creare privacy policy, cookie policy, termini d'uso e documenti collegati al GDPR. Iubenda è uno degli esempi più noti, ma non è l’unico:
https://www.iubenda.com/it/gdpr/ ↗
Per quanto riguarda invece diritto d'autore, utilizzo delle immagini, responsabilità dei contenuti e altri aspetti simili, possiamo provare ad affrontarli qui in modo ordinato. Se nella community ci sono utenti con competenze legali o giuridiche sul tema, credo sarebbe utile che intervenissero per correggere, integrare o precisare quanto detto da me e dagli altri.
Detto questo, è vero che rivolgersi a un professionista ha un costo. Una consulenza con un legale può aggirarsi anche intorno ai 50 euro, così come può accadere con un commercialista, anche se in alcuni casi la prima consulenza può essere gratuita. Naturalmente non tutti possono permetterselo, e non tutti hanno quella disponibilità economica, per motivi diversi e legittimi.
Però il punto è un altro: un "progetto legalità" rischia di restare poco efficace se si limita a pubblicare un documento o un thread informativo senza poi applicare criteri concreti. Sappiamo già che una buona parte degli utenti non legge regolamenti, ambientazioni o documentazioni interne dei PbC; figuriamoci testi percepiti come tecnici, noiosi o marginali.
E qui torna il problema principale: troppo spesso ci si nasconde dietro lo scudo del "amatoriale", come se bastasse dire "non ci guadagno nulla" o "non è un’attività professionale" per essere automaticamente fuori da qualsiasi obbligo.
Secondo me, invece, la consapevolezza cambia quando la questione tocca direttamente il singolo progetto.
Faccio un esempio: un gestore crea un PbC, ci investe tempo, sviluppa una buona programmazione, costruisce una grafica curata usando però immagini trovate online senza verificarne licenze, diritti o autorizzazioni. Poi pubblica il progetto su vari portali per attirare utenza.
A quel punto, prima della pubblicazione, il portale potrebbe fare una verifica minima e rispondere:
"Non possiamo pubblicare il tuo PbC perché risultano criticità sui seguenti punti: A, B, C. Sistemali, mettiti in regola, e poi potremo pubblicarlo, sponsorizzarlo e aiutarti anche a renderlo più visibile."
Secondo me questa sarebbe una doppia tutela: per il gestore, che viene aiutato a correggere problemi prima che diventino seri; e per il portale, che evita di promuovere o censire progetti privi di requisiti minimi. In più, aiuterebbe a dare maggiore valore ai PbC davvero curati e gestiti con consapevolezza.
Sul lato economico, credo che investire o meno nel proprio progetto resti una scelta personale, e non voglio giudicare le difficoltà di nessuno. È vero che non tutti hanno la stessa disponibilità economica. Però è anche vero che, se si vuole portare avanti un progetto pubblico e duraturo, qualche investimento minimo può diventare necessario.
Non è obbligatorio farlo, ma se credi davvero in ciò che stai costruendo, sei anche il primo a dovergli attribuire un valore proporzionato alle tue possibilità.
Aggiungo una cosa: portando avanti il mio progetto ho parlato con diversi gestori e potenziali gestori, e più volte mi sono sentito dire frasi come: "Io un hosting a pagamento mai". Poi, dopo quanto accaduto su AlterVista, alcune di quelle stesse persone hanno rivalutato la questione e sono passate dal dire "non ho 20 euro per un hosting" al decidere di spenderne anche 50 per migliorare stabilità, sicurezza e affidabilità del servizio.
Questo dimostra una cosa interessante: spesso il problema non è solo economico, ma di percezione del rischio e del valore. Finché tutto sembra gratuito e senza conseguenze, ogni costo viene visto come inutile. Quando invece emergono problemi concreti, improvvisamente quello stesso costo diventa un investimento sensato.
19/05/2026 14:36:28
geko ha scritto:
Esistono modelli da compilare per creare privacy policy, cookie policy, termini d'uso e documenti collegati al GDPR. Iubenda è uno degli esempi più noti, ma non è l’unico:
https://www.iubenda.com/it/gdpr/ ↗
Aprendo il link si capisce subito il perché un progetto legalità (parliamo di qualcosa che esisteva già nella comunità 10+ anni fa, quindi niente di impossibile o mai fatto) è diverso dal link che hai passato: subito la pagina ti indirizza a tre opzioni, sito, sito in costruzione o app. Una land in questo ambito come si inserisce?
Le land sono piattaforme particolari, diverse dal semplice sito (come Altervista ha dimostrato? Se fossero solo siti sarebbe diverso) ed inquadrarle da un punto di vista legale per un non addetto ai lavori non è una passeggiata. Da qui l'idea di creare una guida pratica agli steps per i gestori per essere GDPR friendly (oltre alle implementazioni tecniche dove, ripeto, il team di GDRCD si è già prodigato).
Sinceramente la vedo in maniera opposta alla tua: avere un aiuto ad essere a norma per il GDPR è qualcosa che la community può fare per tutti, essendo che queste regole valgono più o meno allo stesso modo per tutte le land.
Lo stesso non si può dire della sezione copyright: qui ogni land ha le sue necessità e regole e le land variano molto, si possono stilare linee guida piuttosto generiche.
Un piccolo appunto per concludere: la mia land non contiene assolutamente alcun materiale coperto da copyright, dato che lo scheletro della grafica è creato da un grafico professionista, le immagini sono generate con l'intelligenza artificiale, non ci sono prestavolti reali e l'ambientazione è un'opera di fantasia originale. Per essere sicura di essere del tutto a norma, ho anche eliminato l'uso della musica in scheda per mezzo dei link con mp3 diretto, inserendo invece link di YouTube. Eppure ho ricevuto lo stesso la segnalazione, con accuse per cose che nella mia land neanche esistono (droghe, gioco erotico, uso di materiale sotto copyright).
Ok fare una discussione seria sulla legalità dei progetti, ma occhio a non mischiare capre e cavoli. E soprattutto, ha senso farlo con uno spirito propositivo.
19/05/2026 15:17:09
enor_staff ha scritto: Un piccolo appunto per concludere: la mia land non contiene assolutamente alcun materiale coperto da copyright, dato che lo scheletro della grafica è creato da un grafico professionista, le immagini sono generate con l'intelligenza artificiale, non ci sono prestavolti reali e l'ambientazione è un'opera di fantasia originale. Per essere sicura di essere del tutto a norma, ho anche eliminato l'uso della musica in scheda per mezzo dei link con mp3 diretto, inserendo invece link di YouTube. Eppure ho ricevuto lo stesso la segnalazione, con accuse per cose che nella mia land neanche esistono (droghe, gioco erotico, uso di materiale sotto copyright).
Ok fare una discussione seria sulla legalità dei progetti, ma occhio a non mischiare capre e cavoli. E soprattutto, ha senso farlo con uno spirito propositivo.
Enor, io credo che molte persone (e me lo stai dimostrando anche tu) stiano vivendo la segnalazione da un punto di vista personale e non collettivo.
Non è stata segnalata la tua land, è stato accusato l'interno settore del PbC. Non ho letto la segnalazione, ma a quanto ho capito le accuse sono molto generiche, perché è stato genericamente segnalato tutto il PbC. Qui non si tratta più de "la mia land", qui si tratta di tirar via da un luogo ostile un intero panorama che fino ad ora è stato tollerato, anche perché, secondo il regolamento di Altervista...
4.12 Non è consentito abusare del Servizio di restrizione aree tramite password, creando archivi, database o siti il cui contenuto più significativo non sia liberamente accessibile al pubblico.
Già solo questo, automaticamente, rende tutte le land in violazione del regolamento di Altervista (che non a caso insiste sul punto 4 del suo regolamento). Ribadisco: a me l'account è stato sospeso già tre anni fa quando ho fatto presente la situazione nell'ex forum dei gestori, ho già parlato con Altervista e ho già ricevuto le stesse risposte. Qui non c'entrano i segnalatori con le cattive intenzioni né i gestori che invece ne hanno di buone. Qui c'è un regolamento di Altervista che da anni viene tranquillamente ignorato e Altervista che, dopo aver ricevuto la segnalazione, chiede di rispettarlo, adesso in modo "globale" rispetto a prima.
19/05/2026 15:22:08 e modificato da enor_staff il 19/05/2026 15:25:43
butadon ha scritto:
Non è stata segnalata la tua land, è stato accusato l'interno settore del PbC. Non ho letto la segnalazione, ma a quanto ho capito le accuse sono molto generiche, perché è stato genericamente segnalato tutto il PbC. Qui non si tratta più de "la mia land", qui si tratta di tirar via da un luogo ostile un intero panorama che fino ad ora è stato tollerato, anche perché, secondo il regolamento di Altervista...
Mi sa che mi sono espressa male, non sto parlando della mia land (che poi io ho fatto il passaggio ad altro host e pace in serenità), ma proprio di questo: mescolare il discorso della segnalazione di Altervista, che è basato su questioni specifiche su come l'hosting di altervista funziona, con la legalità dei PbC in sé per sé è mischiare capre e cavoli.
Una è una questione legata ai termini d'uso vaghi di altervista e sì, anche ad una segnalazione gestita in maniera superficiale probabilmente tramite segnalazioni automatiche.
L'altra invece è una questione decisamente più seria (ossia la compliance delle land alla legge europea) che esula dalle accuse inviate (che, come già ampiamente discusso altrove, sono piene di tutto e di più e non sono il punto vero della questione).
Quel che volevo intendere col mio esempio (ho preso la mia land perché io posso garantire per me, non per altri) era proprio questo: non importa i contenuti che ci sono dentro, la questione altervista è altro.
Cerchiamo di restare sul discorso di come allinearsi alla legge, invece di continuare a prendere la questione Altervista ad esempio di come le land non siano a norma di legge (perché non è un esempio calzante)
19/05/2026 15:26:33 e modificato da nyx insight il 19/05/2026 15:27:20
butadon ha scritto:
Non è stata segnalata la tua land, è stato accusato l'interno settore del PbC. Non ho letto la segnalazione, ma a quanto ho capito le accuse sono molto generiche, perché è stato genericamente segnalato tutto il PbC. Qui non si tratta più de "la mia land", qui si tratta di tirar via da un luogo ostile un intero panorama che fino ad ora è stato tollerato, anche perché, secondo il regolamento di Altervista...
io credo che questo sia il punto su cui bisogna fare una riflessione. Al di là di quelle già fatte su AlterVista e i propri giochi.
Possiamo pensare di tutto di quello che è stato segnalato e del perché siamo stati segnalati - noi ad esempio con quest* "soggett*" abbiamo interagito pacificamente per due MP in land, quindi è palese che sia la riflessione giusta quella di butadon sul fatto che non è stata una segnalazione di tot land specifiche che son andate nel dente a questa persona, ma che volesse fare un dispetto ai pbc su AlterVista in quanto tali.
Io non posso giocare sui PBC, allora cerco di demolirli.
19/05/2026 15:29:02
butadon ha scritto:
Già solo questo, automaticamente, rende tutte le land in violazione del regolamento di Altervista
Capisco il discorso, e sono d'accordo vada fatto qualcosa.
Ma credo che questo qualcosa sia un dialogo con Altervista in qualche modo, magari tramite le risposte alle varie segnalazioni del team abusi, invitando a chiarire meglio un regolamento scritto 20 anni fa per risolvere altri tipi di abusi: https://web.archive.org/web/20070807140438/https://it.altervista.org/regolamento.php ↗
La clausola che citi è un esempio dell'ambiguità dei termini di servizio, perché serve a regolamentare del contenuto non accessibile pubblicamente. Salvo alcuni casi, l'iscrizione alle land e l'ottenimento di queste credenziali è pubblicamente ottenibile.
Quella parte di regolamento si riferisce ad un periodo in cui gli utenti usavano altervista come cloud storage personale e creavano paginette con basic auth per proteggerne l'accesso, rendendo di fatto totalmente inaccessibili tali contenuti dal pubblico dominio per un navigatore casuale, rendendo di fatto lo spazio "fermo" limitandone enormemente il traffico.
Tante parti di quel regolamento vivono di interpretazioni perché datate e mai adeguate nel corso degli anni all'evolversi del web.
19/05/2026 15:31:57
nyx insight ha scritto: ma che volesse fare un dispetto ai pbc su AlterVista in quanto tali.
Io non posso giocare sui PBC, allora cerco di demolirli.
Magari molto semplicemente gli altri provider hanno ignorato le segnalazioni perchè nelle loro policy non c'è scritto che non si può fare nulla tranne pubblicare la ricetta del tortello di patate :D
Magari ha scritto a register, aruba, tophost ecc. ecc. ma semplicemente sono state archiviate come, diciamoci la verità, avrebbe fatto il 99,9999% degli hosting a pagamento. IMHO
19/05/2026 15:33:55 e modificato da geko il 19/05/2026 15:39:03
enor_staff ha scritto:
Infatti lo spirito propositivo si vede, e credo che in questo thread si stia cercando proprio di raccogliere e divulgare informazioni concrete.
Poi è chiaro che non tutto può essere ridotto a dati tecnici o normativi. Anche le opinioni, quando sono ragionate e basate sull’esperienza diretta, hanno un valore: servono a far riflettere, a porsi domande e a guardare il problema da prospettive diverse.
Il link che ho condiviso voleva semplicemente mettere in evidenza una delle tante possibilità presenti sul mercato. Non l'ho portato come unica soluzione, ma come esempio di servizio che può aiutare a gestire alcuni aspetti legati a privacy policy, cookie policy, termini d'uso e GDPR.
Per rispondere alla tua domanda, una "land" (ed è curioso che si usi ancora un termine nato alla fine degli anni '90) oggi può essere considerata a tutti gli effetti una web application. Non è un'app mobile, certo, ma resta un applicativo web: raccoglie dati, gestisce account, permette interazioni tra utenti, pubblica contenuti e fornisce servizi accessibili online.
Per quanto riguarda il tuo caso specifico, non posso dare un'opinione certa. Posso solo ipotizzare che tu, come altri, sia finita nel gruppo delle segnalazioni di massa. Però c'è un dettaglio che secondo me merita attenzione: hai detto che alcune immagini sono state generate con AI.
Su questo preferisco essere prudente: devo verificare meglio prima di dare una risposta precisa. In linea generale, però, se un progetto monetizza o usa contenuti generati con AI in modo pubblico, potrebbe essere opportuno (e in alcuni contesti richiesto dalle policy delle piattaforme o dalle normative applicabili) dichiarare chiaramente quali contenuti sono stati generati o assistiti da strumenti di intelligenza artificiale.
Non lo dico come certezza assoluta valida per ogni caso, ma come tema da approfondire. Nel mondo videoludico, ad esempio, alcuni sviluppatori indipendenti hanno già dovuto confrontarsi con la necessità di dichiarare l'uso di contenuti generati con AI, soprattutto quando pubblicano su piattaforme che lo richiedono espressamente. Quindi è un aspetto che non ignorerei.
Per quanto riguarda il "progetto legalità", sono d'accordo: può essere molto utile per offrire una traccia prima e durante lo sviluppo di un applicativo. Però, secondo me, non basta che esista un articolo informativo o una guida se poi nessuno la legge o se non c'è alcun controllo successivo.
Una risorsa informativa è importante, ma rischia di restare inefficace se non viene collegata anche a una verifica concreta al momento della pubblicazione. Altrimenti chi vuole ignorarla può semplicemente farlo.
Per questo dicevo che sarebbe utile avere un passaggio del tipo:
"Il tuo progetto presenta criticità sui seguenti punti: C, H, Z. Prima di pubblicarlo o promuoverlo, ti invitiamo a leggere la documentazione del progetto legalità e ad adeguarti almeno sugli aspetti fondamentali."
Non sarebbe un modo per bloccare arbitrariamente i progetti, ma per tutelare sia chi li crea sia i portali che li raccolgono, li censiscono e li promuovono.
Naturalmente ogni PbC deve costruire le proprie policy in base a ciò che fa concretamente: quali dati raccoglie, quali cookie utilizza, se monetizza, quali contenuti pubblica, quali strumenti di terze parti integra, come gestisce gli account e così via.
Ci sono PbC con codice proprietario, e in quel caso la responsabilità tecnica e documentale è interamente nelle mani dei gestori. Ci sono poi PbC sviluppati con GDRCD, dove sarebbe utile avere già una base chiara su come l'applicativo gestisce i dati, quali trattamenti prevede e quali accorgimenti minimi dovrebbero essere adottati dai gestori per rispettare il GDPR.
Nella versione attualmente pubblicata sul portale mi sembra ci siano ancora alcuni punti scoperti, o comunque aspetti che meriterebbero una revisione più approfondita. La questione diventa ancora più delicata se consideriamo che alcuni PbC usano versioni molto vecchie di GDRCD, come la 5.1 o la 5.4, che potrebbero non essere più adeguate rispetto alle esigenze attuali di sicurezza, privacy e gestione dei dati.
Potrei anche provare a esporre un'analisi delle criticità che ho individuato, ma a questo punto ti pongo due domande:
- sarebbe utile farlo adesso, anche in vista dell'uscita della nuova versione?
- avrebbe senso che sia io a presentare pubblicamente un'analisi delle criticità su cui porre attenzione per chi sviluppa con GDRCD, oppure sarebbe più corretto che questo lavoro venisse fatto direttamente dal team che mantiene il progetto?
Secondo me la seconda strada sarebbe la più solida, perché darebbe indicazioni ufficiali e aiuterebbe tutti gli utilizzatori ad avere una base comune da cui partire. Però, se può essere utile alla discussione, posso comunque contribuire segnalando i punti che secondo me meritano attenzione.
19/05/2026 15:34:18
oscar ha scritto:
Magari molto semplicemente gli altri provider hanno ignorato le segnalazioni perchè nelle loro policy non c'è scritto che non si può fare nulla tranne pubblicare la ricetta del tortello di patate :D
Magari ha scritto a register, aruba, tophost ecc. ecc. ma semplicemente sono state archiviate come, diciamoci la verità, avrebbe fatto il 99,9999% degli hosting a pagamento. IMHO
allora direi buon per noi che abbiamo cambiato hosting che ci tutelerà da certe segnalazioni :)
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