Un futuro Incerto
Un futuro Incerto postato il 13/09/2012 20:08:12 nel forum giochi e dintorni e modificato da agnor il 13/09/2012 20:10:05
Qual'è il futuro per i GDR ed in particolare per i PBC?Ad oggi le tecnologie permettono esperienze di gioco che erano impensabili anche solo 5/6 anni fa. Nuovi videogame che per Grafica e Giocabilità si avvicinano sempre più ad una realtà virtuale quasi totale.Pensate solo al nuovo sparatutto Battlefield 3, è stato pensato un ambiente circoscritto da ampi schermi che danno una visuale a 360°, sul terreno tappeti mobili e rulli consentono al giocatore di muoversi in totale liberta mentre armi e tute ricoperte di sensori permettono al giocatore di muovere il proprio alterego con il proprio corpo e non più con le sole mani, inoltre quando si subisce un danno, fucili ad aria compressa sparano piccoli pallini di plastico o gomma così da far percepire al giocatore la sensazione di un colpo inferto dal nemico (tali tecnologie erano già presenti nei campi d'addestramento dei maggiori eserciti mondiali tuttavia, ad oggi, queste tecnologie stanno prendendo piede anche tra privati e sale giochi specializzate).è a questo avanzamento tecnologico che mi riferisco ed è da qui che avanzo la mia domanda.Quale futuro attende i GDR ai quali siamo abituati? vi sarà ancora spazio per i PBC, PBF e PBM? siamo destinati all'estinzione o questa nostra unicità, che da sempre ci contraddistingue da un comune videogame, ci permetterà di aggiudicarci la nostra "fetta di Torta"?
13/09/2012 20:49:40
sammael ha scritto: Sarebbe un discorso molto ampio, che coinvolgerebbe molti altri aspetti della vita oltre ai gdr. Mi limito a considerare che un videogioco è, infine, ripetitivo. Un gdr tendenzialmente non lo è, poichè nasce dall'interazione continua con altre persone. In altre parole, il videogioco, anche quelli on line o che permettono la partecipazione di più giocatori, sono confinati da quanto il programma è stato programmato di creare. Ovvero, se il gioco ha 100000 stanze diverse e 1 milione di creature diverse da sconfiggere, per quanto siano numeri immensi, quelli sono. Le persone che giocano a un gdr possono creare 100000 + n. luoghi diversi in cui giocare, un milione + n. di creature, ecc. Un videogioco è frutto di fantasia, ma è una fantasia statica, nel senso che una volta che la fantasia, l'idea, prende corpo, ovvero il gioco, quel corpo non potrà più cambiare. Il gdr in quanto tale (non una singola land, non si parla di singole land o singoli videogiochi) nasce da una fantasia in perenne fase di creazione, anche perché il numero di persone in grado di realizzare un gdr è notevolmente maggiore del numero di persone in grado di realizzare un videogioco.Quindi, quanto a potenzialità, ritengo che il gdr sia nettamente superiore e che riuscirà a sopravvivere. Non saranno giochi di massa come i videogiochi, perché più complessi e impegnativi, e perché la nostra società lascia sempre meno tempo per la persona. Come i libri che sono poco letti e surclassati dalla televisione per la persona media.
Mi piace molto questa tua visione e devo ammettere che si avvicina molto al mio pensiero, tuttavia nei nuovi videogame ogni mese circa compaiono nuovi aggiornamenti, nuovi mostri, nuovi nemici, nuove missioni e nuove esperienze di gioco che lasciano sempre più spazio al giocatore, i videogiochi stanno lentamente il "gioco su Binari" proponendo fiunali diversi e sempre più diversi fra loro a seconda delle scelte fatte durante la partita... e se i videogame diventassero l'evoluzione dei GDR? ovvero master capaci di creare mob, tute virtuali che facciano muovere il nostro pg con i gesti e non più con le lettere, non potrebbe essere questa l'evoluzione naturade del GDR che conosciamo?
13/09/2012 21:49:12
Le possibilità di cambiamento ed evoluzione in itinere di un qualsiasi gdr non videogioco, intendendo quindi i cartacei così come i PbC e derivati vari, ritengo siano assolutamente inarrivabili per un qualsiasi videogioco di stampo normale. I MMORPG ci si avvicinano, e sono forse l'unica vera "minaccia" allo spazio dei PbC, ma in quegli ambiti sorgono problematiche di stampo tecnico (connessioni, avere un computer per lo meno decente, bug) e/o economico (alcuni MMORPG richiedono abbonamenti...non tutti, ma alcuni sì), problematiche inesistenti nei PbC.
13/09/2012 21:51:05
In un certo senso, il gioco di ruolo come noi lo intendiamo è una forma di scrittura creativa: il giocatore è continuamente portato a pensare, riflettere e scrivere... in modo comprensibile.Se consideriamo che il livello di istruzione è in costante calo, che sempre meno giovani sanno scrivere e ancora meno amano la lettura, già questo va ad assottigliare le fila dei possibili giocatori di ruolo del futuro.Se aggiungiamo che questo tipo di gioco costringe ad uno sforzo mentale, per quanto piccolo (almeno per chi vi è abituato), soggetti sempre più pigri, più stanchi, più stressati, la prospettiva del videogioco è sempre più ammaliante.Aggiungiamo che il numero delle land è sempre in aumento, un aumento più lento rispetto al passato, ma comunque la frammentazione dell'utenza continua; se da un lato questa molteplicità è buona perché, almeno in teoria, spinge al miglioramento per accaparrarsi nuovi utenti, dall'altro il trovarsi in sempre meno in chat fa lentamente morire il gioco, portando i giocatori ad uno stato di sempre maggiore disillusione verso il fantastico mondo del gioco.Quindi penso che... questa tipologia di gioco durerà ancora, almeno per qualche anno, forse anche più di qualcuno, grazie a vecchi giocatori che ci si divertono ancora e nuovi che scoprono un mondo diverso, ma diventeranno sempre più giochi di nicchia, a meno che non troviamo un modo per evolverci e renderci interessanti per un'utenza sempre più pigra.
13/09/2012 21:56:55
akajia_cain ha scritto: In un certo senso, il gioco di ruolo come noi lo intendiamo è una forma di scrittura creativa: il giocatore è continuamente portato a pensare, riflettere e scrivere... in modo comprensibile.Se consideriamo che il livello di istruzione è in costante calo, che sempre meno giovani sanno scrivere e ancora meno amano la lettura, già questo va ad assottigliare le fila dei possibili giocatori di ruolo del futuro.Se aggiungiamo che questo tipo di gioco costringe ad uno sforzo mentale, per quanto piccolo (almeno per chi vi è abituato), soggetti sempre più pigri, più stanchi, più stressati, la prospettiva del videogioco è sempre più ammaliante.Aggiungiamo che il numero delle land è sempre in aumento, un aumento più lento rispetto al passato, ma comunque la frammentazione dell'utenza continua; se da un lato questa molteplicità è buona perché, almeno in teoria, spinge al miglioramento per accaparrarsi nuovi utenti, dall'altro il trovarsi in sempre meno in chat fa lentamente morire il gioco, portando i giocatori ad uno stato di sempre maggiore disillusione verso il fantastico mondo del gioco.Quindi penso che... questa tipologia di gioco durerà ancora, almeno per qualche anno, forse anche più di qualcuno, grazie a vecchi giocatori che ci si divertono ancora e nuovi che scoprono un mondo diverso, ma diventeranno sempre più giochi di nicchia, a meno che non troviamo un modo per evolverci e renderci interessanti per un'utenza sempre più pigra.
Credi che nuove grafiche, più elaborate, e nuovi sistemi di gioco talvolta "automatizzati" che stanno sorgendo e una velocità di gioco maggiore, con azioni più riassuntive e meno interpretative possa essere il futuro di questo "nostro mondo"?mi piace molto la tua riflessione sulla nascita di sempre più land, credi davvero che questo possa portare ad una sorta di "autodistruzione"?
13/09/2012 22:47:51
agnor ha scritto: Credi che nuove grafiche, più elaborate, e nuovi sistemi di gioco talvolta "automatizzati" che stanno sorgendo e una velocità di gioco maggiore, con azioni più riassuntive e meno interpretative possa essere il futuro di questo "nostro mondo"?mi piace molto la tua riflessione sulla nascita di sempre più land, credi davvero che questo possa portare ad una sorta di "autodistruzione"?
Sicuramente l'occhio vuole la sua parte, e sicuramente certi automatismi aiutano, ma se andiamo a ledere la parte testuale, che è la cosa più importante del gioco in chat/forum/mail, andiamo a perdere la nostra stessa natura, quindi no, l'evoluzione deve andare verso qualcosa di diverso, che non ci tolga la nostra identità.A rendere più complicata la situazione è l'eccezionalità della nostra forma di gioco: all'estero mi pare sia stato detto in altri topic che non esistano "land", ma al massimo forum e mail, quindi è un problema solo nostro, per cui forse finiremo per cedere ad altre tipologie di gioco, col tempo. O diventeremo brontoloni insoddisfatti che si rammaricano per i tempi passati.Per quando riguarda il numero di land... forse, con un numero sempre minore di giocatori, arriverà il giorno in cui ci si arrenderà a giocare solo in alcune, abbandonando le altre al loro destino.Rialzando il numero dei giocatori, magari, si tornerà a un gioco più vario e dinamico, che dovrebbe essere quello che cattura l'interesse dei nuovi. Se siamo fortunati avremo una specie di effetto fisarmonica: ci riuniremo e poi ci riallargheremo per colonizzare nuove terre fantastiche. Spero che arrivi prima l'estinzione della razza che la morte della fantasia. Il mondo sarebbe terribilmente triste altrimenti :)
14/09/2012 02:02:18
Non credo che l'aumento dei gdr sia un problema, anche se molti lo pensano. In fondo, l'idea della fisarmonica rende bene l'idea: si è allargata l'offerta e la domanda, tendenzialmente stabile, si è "spalmata" su più GDR. Ci sarà, probabilmente, il reflusso dell'onda con gdr che, poco popolati, chiuderanno e altri che ne acquisiranno l'utenza e se ne gioveranno.Poi il GDR by chat sta prendendo una strada strana: sempre più spesso vedo un gioco automatizzato in molte parti che, invece, a me piaceva ruolare e quindi immagino un futuro un po' più Travian e un po' meno bacheca. Poi, pare brutto a dirsi, ma tra un po' saranno le nuove generazioni a portare avanti il gdr, quindi saranno loro a dover rispondere a queste domande
14/09/2012 09:12:54
akajia_cain ha scritto: In un certo senso, il gioco di ruolo come noi lo intendiamo è una forma di scrittura creativa: il giocatore è continuamente portato a pensare, riflettere e scrivere... in modo comprensibile.Se consideriamo che il livello di istruzione è in costante calo, che sempre meno giovani sanno scrivere e ancora meno amano la lettura, già questo va ad assottigliare le fila dei possibili giocatori di ruolo del futuro.Se aggiungiamo che questo tipo di gioco costringe ad uno sforzo mentale, per quanto piccolo (almeno per chi vi è abituato), soggetti sempre più pigri, più stanchi, più stressati, la prospettiva del videogioco è sempre più ammaliante.Aggiungiamo che il numero delle land è sempre in aumento, un aumento più lento rispetto al passato, ma comunque la frammentazione dell'utenza continua; se da un lato questa molteplicità è buona perché, almeno in teoria, spinge al miglioramento per accaparrarsi nuovi utenti, dall'altro il trovarsi in sempre meno in chat fa lentamente morire il gioco, portando i giocatori ad uno stato di sempre maggiore disillusione verso il fantastico mondo del gioco.Quindi penso che... questa tipologia di gioco durerà ancora, almeno per qualche anno, forse anche più di qualcuno, grazie a vecchi giocatori che ci si divertono ancora e nuovi che scoprono un mondo diverso, ma diventeranno sempre più giochi di nicchia, a meno che non troviamo un modo per evolverci e renderci interessanti per un'utenza sempre più pigra.
Straquotiamo.
14/09/2012 15:50:30 e modificato da ghennadi72 il 14/09/2012 16:21:01
Quindi penso che... questa tipologia di gioco durerà ancora, almeno per qualche anno, forse anche più di qualcuno, grazie a vecchi giocatori che ci si divertono ancora e nuovi che scoprono un mondo diverso, ma diventeranno sempre più giochi di nicchia, a meno che non troviamo un modo per evolverci e renderci interessanti per un'utenza sempre più pigra.
E' l'unica parte che non condivido del tutto. Siamo sempre stati un gioco di nicchia. La "minaccia" al PbC per come la vedo io non é la pigrizia dell'utenza nè la capacità di essere attrattivi.... capacità che può tradursi in abbellimenti ed adeguamenti tecnici che stiano al passo coi tempi e che non diano all'aspirante giocatore l'impressione di entrare in un museo dedicato alla preistoria della telematica quando fa il login.Ma in ultima analisi, come dici, l'essenza del PbC e quello che lo distingue da altri giochi online (di ruolo e non) é che al giocatore é richiesta tanta voglia di scrivere e leggere. Poi puoi mettergli a disposizione tutte le ultime novità disponibili in termini di attrattiva grafica e tecnica, ma se non riesci a fargli venire la voglia di scrivere e leggere puoimetterti anche in verticale cercando di ridisegnare l'interfaccia di gioco ogni volta che escono strumenti come jquery, scriptacolous o ogni volta che viene incrementato di un'unità il numero che segue le sigle HTML e CSS e quello tanto resterà un utente potenziale che preferirà sempre altro genere di giochi perchè gli manca l'attrattiva verso il cuore del PbC. E una volta scoperto che la fichissima applicazione in ajax per spogliare e rivestire il PG col drag&drop non é il nucleo del gioco, una volta scoperto che il nucleo del gioco non é la fichissima App in flash che gli permette di coltivare più campi di rape del vicino tornerà a giocare su virtualdolls.com o a Farmville.La minaccia alla sopravvivenza del PbC non é la mancanza di innovazione, é la progressiva erosione dell'abitudine a usare la lingua come si deve (senza doppi sensi hard, eh?), a scrivere e a leggere. Ossia: il PbC si trova a remare contro una tendenza epocale, incoraggiata consapevolmente (e inconsapevolmente agevolata dal pubblico) e volta a trasformare sempre più i cittadini in consumatori, e il magnifico strumento che Dio (o Madre Natura) ci ha dato, il cervello, da strumento di elaborazione di pensiero in ricettacolo impotente ed inerme esposto alla penetrazione di qualunque messaggio pubblicitario (commerciale o politico non importa) in cui la lingua é usata per veicolare menzogne verosimili che "suonano" (grazie alla riduzione della proprietà di linguaggio) credibili.a: I treni fischianob: A Ghennadi72 piace fischiarea + b: Ghennadi72 é un treno Il fatto che gran parte delle persone oggi abbia qualche difficoltà a capire cosa c'è che non quadra nel ragionamento di cui sopra (che è la struttura paralogica fondamentale di qualunque messaggio pubblicitario volto a far venire la voglia di comprare qualcosa), se non fosse che a guardarmi in faccia non somiglio molto alla locomotrice di un eurostar, la dice tutta.Cosa che non sostiene (da tempo) quel parruccone cervellotico di Ghennadi72, ma anche soggetti vagamente più qualificati come l'OCSE, per non parlare della visione profetica di Orwell in '1984' quando parla dell'uso del linguaggio e del rapporto che c'è tra proprietà di utilizzo del linguaggio, semplificazione del linguaggio, e capacità di leggere la realtà.Tendenza epocale che presuppone la riduzione e l'atrofizzazione della capacità di utilizzo del linguaggio (e quindi di articolazione del pensiero); non é un caso che lettura e scrittura siano strumenti formidabili per tenere 'allenato' il cervello. Non é un caso, che essendo il PbC un genere massicciamente rivolto ad un pubblico giovane, la riduzione/atrofizzazione sistematica della capacità di utilizzo del linguaggio e dell'abitudine a leggere e scrivere, rappresentino ad oggi la peggiore ed endemica minaccia alla sopravvivenza stessa del PbC.ps: qui lo dico qui lo nego; la minaccia al PbC viene *anche* - a mio modesto parere - proprio dalla scuola di pensiero che predica il verbo della mancata innovazione o mancanza di attrattiva tecnico/grafica. Mi ricorda molto il comandante di transatlantico che anzichè pensare alle basi di quello che serve per tenere a galla una nave (tipo che sia in grado di galleggiare e non abbia buche nello scafo o tenerla lontana dagli scogli sommersi) si convince che l'essenza dell'arte marinara sia di abbellire il ponte coi coriandoli e i festoni, e anzichè preoccuparsi di fare il suo mestiere (tenere a galla la nave nel suo ambiente naturale, il mare) inizia a preoccuparsi più di abbellire i ponti, dare festini sottocoperta e fare "l'inchino" all'isola, disinteressandosi della rotta della nave e di quello che le permette di restare a galla e navigare. Ossia scambiando la pubblicità per i potenziali clienti a caccia di crociere esaltanti con la gestione corretta della rotta di una nave.
14/09/2012 16:16:57
ghennadi72 ha scritto: La minaccia alla sopravvivenza del PbC non é la mancanza di innovazione, é la progressiva erosione dell'abitudine a usare la lingua come si deve (senza doppi sensi hard, eh?), a scrivere e a leggere. Cosa che non sostiene (da tempo) quel parruccone cervellotico di Ghennadi72, ma anche soggetti vagamente più qualificati come l'OCSE,
Questo è fuori di dubbio! Se hai letto anche il mio secondo intervento ho scritto:Sicuramente l'occhio vuole la sua parte, e sicuramente certi automatismi aiutano, ma se andiamo a ledere la parte testuale, che è la cosa più importante del gioco in chat/forum/mail, andiamo a perdere la nostra stessa natura, quindi no, l'evoluzione deve andare verso qualcosa di diverso, che non ci tolga la nostra identità.
Tuttavia è innegabile che prima o poi dovremo trovare un diverso modo di approcciarci alle nuove generazioni, un po' come i libri pieni di disegni colorati per i bambini. Il nostro modo di giocare ha il fascino della buona vecchia carta stampata in un mondo in cui anche le scuole stanno iniziando a usare i libri in CD.
14/09/2012 16:19:53
akajia_cain ha scritto: [quote]ghennadi72 ha scritto: La minaccia alla sopravvivenza del PbC non é la mancanza di innovazione, é la progressiva erosione dell'abitudine a usare la lingua come si deve (senza doppi sensi hard, eh?), a scrivere e a leggere. Cosa che non sostiene (da tempo) quel parruccone cervellotico di Ghennadi72, ma anche soggetti vagamente più qualificati come l'OCSE,
Questo è fuori di dubbio! Se hai letto anche il mio secondo intervento ho scritto:Sicuramente l'occhio vuole la sua parte, e sicuramente certi automatismi aiutano, ma se andiamo a ledere la parte testuale, che è la cosa più importante del gioco in chat/forum/mail, andiamo a perdere la nostra stessa natura, quindi no, l'evoluzione deve andare verso qualcosa di diverso, che non ci tolga la nostra identità.
Tuttavia è innegabile che prima o poi dovremo trovare un diverso modo di approcciarci alle nuove generazioni, un po' come i libri pieni di disegni colorati per i bambini. Il nostro modo di giocare ha il fascino della buona vecchia carta stampata in un mondo in cui anche le scuole stanno iniziando a usare i libri in CD.[/quote]Esatto, nella quotidianitá la tecnologia sta conquistando ogni cosa, era proprio questo il punto a cui volevo arrivare :D
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