sesso in chat
10/05/2015 21:17:49 e modificato da strangefolk il 10/05/2015 21:18:35
Lo so che la domanda era un'altra, chiedo scusa, facevo una riflessione offtopic en passant.
pretoria_staff ha scritto: credi che non verrebbe messo in cattiva luce come "unico st*** che non mi lascia fare una cosa che tra l'altro è giusta?".
Ovvio. Ma essere adolescenti e trovarsi nella condizione di scoprire qualcosa di nuovo è almeno difficile quanto essere genitore, e questo nessun genitore dovrebbe dimenticarlo. La differenza, nel ventunesimo secolo, sta nel fatto che il genitore non ha più il monopolio delle informazioni scioccanti e delle tristi verità, non dopo che accetta consapevolmente di fornire l'accesso ad internet a suo figlio. I genitori della scorsa generazione (quelli che vogliono "installare internet" sul computer e usano settanta punti esclamativi su whatsapp) molto spesso sono stati colti di sorpresa dalla comparsa del web, e ne hanno scoperto rischi e potenzialità accanto ai propri figli. Il fatto che qualcuno si sia inventato cose discutibili come il parental control e il safesearch è il risultato della paura di alcuni di questi genitori di vedere il proprio figlio venire a sapere da google (nel migliore dei casi) quello che loro non hanno avuto il coraggio, l'occasione o la buona fede di spiegargli prima.
Ma era, toh, il duemila. I bambini dell'ultimo decennio hanno profili su facebook, tablet e smartphone in media a nove/dieci anni. Se ci saranno problemi, da ora in poi, non saranno di certo undicenni traumatizzati. Piuttosto undicenni molto - o troppo consapevoli.
10/05/2015 21:31:38 e modificato da lom il 10/05/2015 21:31:51
nessuno ha ancora risposto alla domanda che ho posto, ovvero:
In generale per quanto riguarda i contenuti testuali non esiste alcuna forma di "censura" o limitazione che intervenga a tutela di un minore?
Sto parlando di codice civile e/o penale.
No, i codici civile e penale non contengono articoli che trattino espressamente di contenuti narrativi-testuali inadatti ai minori.
10/05/2015 21:43:25 e modificato da ghennadi72 il 10/05/2015 21:49:04
strangefolk ha scritto:
I bolli e i disclaimer non fermano i teenager, li rendono solo più curiosi e più furtivi nel fare quello che fanno fin dal paleolitico, cioè rovistare nel torbido prima che i genitori ne siano coscienti.
Credo sia l'assunto base dell'essere teenager.
Queste chiacchiere sul PEGI e sul simil-pegi puzzano di mamme apprensive che passano la giornata a ripetersi che i loro figli non si fanno le seghe e giocano solo a Handshake Simulator e Global Peace Tycoon. Fantascienza.
Se vogliamo fare un discorso sociologico e filosofico e radicalchic siamo assolutamente d'accordo. Ma mi pare che la domanda di chi ha aperto il thread fosse su un piano meno salottiero.
Se vogliamo farne un discorso di responsabilità a cui si espone un gestore, specie in Italia, le cose cambiano e prendere certe precauzioni è fondamentale. Per il gestore più che per il supposto teenager.
Fantascienza? No.
Questo è il paese delle operazioni Fidobust 1 e 2
Questo è il paese della crociata contro una BBS amatoriale, Peacelink
Questo è il paese delle persecuzioni a siti come ECN.org e Indymedia
Questo è il paese in cui si stava cercando di parificare un blog a un quotidiano (per la responsabilità editoriale)
Non sai di cosa sto parlando? Google. Funziona.
Ti suggerisco di cominciare con "Capitano Cazzato", "Guardia di Finanza" e "Peacelink". Buona lettura.
La volta che ci vai di mezzo perchè un imbecille ti denuncia o attiri l'attenzione del giornalista in cerca di visibilità a tutti i costi (magari il Gabibbo) passi le giornate a dare le capocciate al muro e ripetere 1000 volte al giorno "ah, se l'avessi messo quel disclaimer!".
10/05/2015 22:10:10 e modificato da ghennadi72 il 10/05/2015 22:22:14
lom ha scritto: [quote]nessuno ha ancora risposto alla domanda che ho posto, ovvero:
In generale per quanto riguarda i contenuti testuali non esiste alcuna forma di "censura" o limitazione che intervenga a tutela di un minore?
Sto parlando di codice civile e/o penale.
No, i codici civile e penale non contengono articoli che trattino espressamente di contenuti narrativi-testuali inadatti ai minori.[/quote]
Come detto sopra, non confondiamo le prescrizioni del PEL con gli obblighi di legge. Peraltro, ribadisco che alcune delle prescrizioni del PEL hanno ben poca efficacia nell'impedire a un minore di accedere a contenuti ai quali sarebbe preferibile non accedesse, ma hanno un ruolo chiave nell'autotutela del gestore da conseguenze spiacevoli per NON aver informato i suoi utenti prima della registrazione e dell'accesso ai contenuti del proprio gioco.
Infine: non esiste solo l'Italia ma anche la CE, quando alcuni questo concetto lo capiranno, non sarà mai troppo presto. Benchè il PEGI sia una certificazione riservata ai videogiochi, essa si ispira a direttive precise della Commissione Europea per i media e va a soppiantare e integrare le legislazioni delle singole nazioni.
Il PEGI e PEGI Online per inciso non coprono solo i VG per PC e Consolle, ma anche i browsergame. Dal momento che non c'è una categoria separata per i PbC/PbF, essi per analogia sono asimilabili ai browsergame.
E' abbastanza evidente quindi che un gestore che ci tenga a ridurre la quantità di anseolitici da assumere di notte per riuscire a dormire farebbe bene ad adeguare le informative che sottopone agli utenti alle indicazioni e classificazioni di cui il PEGI è una traduzione commerciale.
10/05/2015 22:26:47
mrpanda ha scritto:
Siccome però credo che nessuno abbia chiesto una consulenza legale per far scrivere il testo d'iscrizione, ad ogni buon conto, tagliare le gambe a prescinedere è il modo migliore per dormire sonni tranquilli.
Non so altri. Noi l'abbiamo fatto =)
Per il resto, molti hanno già detto quello che avrei risposto io.
Disclaimer e dichiarazione maggiore età alla registrazione.
Finisce lì qualsiasi problema.
Se si potessero muovere denunce sulla base di testi scritti di questo tipo, gente come Pinketts od Anne Rice sarebbero già a corto di avvocati da un pezzo. Un GdR by chat è fondamentalmente equiparabile ad un libro e non esistono restrizioni alla lettura (viva dio) a meno che non si inciti a qualcosa di illegale.
Sulle giocate di sesso poi... a mio avviso - ed andando pure off topic - è un tipo di gioco facilmente tendente al triste, ma si tratta di un'opinione, quindi del tutto personale.
10/05/2015 23:47:20
strangefolk ha scritto:
A me questa storia della tutela dei minori sembra una barzelletta. Quando dai a tuo figlio la connessione (se pensi sia ancora un bambino compragli un superliquidator, non la fibra ottica), si suppone che sia in grado di leggere, vedere e sopportare qualsiasi cosa senza farsi venire gli scompensi. Anche perchè leggerà, vedrà e sopporterà comunque quello che gli pare, alla faccia tua.
I bolli e i disclaimer non fermano i teenager, li rendono solo più curiosi e più furtivi nel fare quello che fanno fin dal paleolitico, cioè rovistare nel torbido prima che i genitori ne siano coscienti. Credo sia l'assunto base dell'essere teenager.
Queste chiacchiere sul PEGI e sul simil-pegi puzzano di mamme apprensive che passano la giornata a ripetersi che i loro figli non si fanno le seghe e giocano solo a Handshake Simulator e Global Peace Tycoon. Fantascienza.
sposami.
11/05/2015 09:08:24
pretoria_staff ha scritto:
In generale per quanto riguarda i contenuti testuali non esiste alcuna forma di "censura" o limitazione che intervenga a tutela di un minore?
Sto parlando di codice civile e/o penale. Di articoli scritti nero su bianco [...]
No, non esiste.
Infatti, un minore può tranquillamente entrare in una libreria, comprarsi Lolita e leggerselo in allegria. Non c'è differenza fra un romanzo erotico ed una giocata erotica, piattaforme di scrittura a parte.
E trovo opinabile che la censura venga pensata come una cosa che "tuteli". La realtà non va censurata, ma spiegata e contestualizzata. E quello è obbligo dei genitori.
Una volta che un gestore ha messo una bella informativa chiara e dettagliata sul contenuto del suo gioco, può starsene più che tranquillo. Che poi, diciamolo: non è che se uno denuncia, immediatamente parte un procedimento penale, eh. Grazie a Dio esistono dei filtri.
11/05/2015 09:41:35
In realtà che non esista nulla riguardo ai testi è errata come affermazione, l'articolo 528 del codice penale che assieme al 529 sono quelli che più regolano la materia cita:
Art. 528 Pubblicazioni e spettacoli osceni
Chiunque, allo scopo di farne commercio o distribuzione ovvero di esporli pubblicamente, fabbrica, introduce nel territorio dello Stato, acquista, detiene, esporta, ovvero mette in circolazione scritti, disegni, immagini od altri atti osceni di qualsiasi specie[...]
Riguardo alla vendita ed esposizioni di pubblicazioni erotiche il tutto è regolato poi dall'art.725 sempre del codice penale e dalla legge 17 luglio 1975, n. 355. - Articolo unico
che citano:
Art. 725 Commercio di scritti, disegni o altri oggetti contrari alla pubblica decenza
Chiunque espone alla pubblica vista o, in luogo pubblico o aperto al pubblico, offre in vendita o distribuisce scritti, disegni o qualsiasi altro oggetto figurato, che offende la pubblica decenza, è punito con l'ammenda da lire ventimila a due milioni.
e
Legge 17 luglio 1975, n. 355. - Articolo unico - Esclusione dei rivenditori professionali della stampa periodica e dei librai dalla responsabilità derivante dagli articoli 528 e 725 del codice penale e dagli articoli 14 e 15 della legge 8 febbraio 1948, n. 47. Non sono punibili per i reati previsti dagli articoli 528 e 725 del codice penale e dagli articoli 14 e 15 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, i titolari e gli addetti a rivendita di giornali e di riviste per il solo fatto di detenere, rivendere, o esporre, nell'esercizio normale della loro attività, pubblicazioni ricevute dagli editori e distributori autorizzati ai sensi delle vigenti disposizioni.
[...]Le disposizioni di esonero di responsabilità di cui ai commi precedenti non si applicano quando siano esposte, in modo da renderle immediatamente visibili al pubblico, parti palesemente oscene delle pubblicazioni o quando dette pubblicazioni siano vendute ai minori di anni sedici[...]
Quindi una normativa relativa a censura e tutale del minore esiste.
Tralasciando la parta riguardo al fatto del perchè appunto si trovino vista la legge libri erotici vietati ai minori esposti in librerie, che ho postato solo a titolo informativo, resta chiaro che comunque anche i testi sono equiparati ad immafini o altro materiale ai fini della legge.
11/05/2015 12:49:33 e modificato da lom il 11/05/2015 12:53:52
Dyrr, tecnicamente le eventuali descrizioni "hot" non sono un contenuto che viene venduto, né che viene esposto pubblicamente (in quanto trattasi di ambiti online raggiungibili solo tramite registrazione e successivo login.
Quindi, per intenderci, nella normale navigazione su google non puoi imbatterti in un link "pubblico" che contiene quelle eventuali scritte oscene.
Certo, sebbene non sia un sillogismo così immediato, rimane la possibilità che qualche sede legale possa considerare un gioco via chat alla stregua di uno scritto pubblico osceno... a quel punto resta da vedere se si può considerare o meno "osceno" quello che viene scritto in chat.
E se ti eri premurato di vietare l'accesso ai minori.
Insomma, la legge non è così "bianco o nero" come spesso si pensa...
11/05/2015 14:54:08
Dyrr, tecnicamente le eventuali descrizioni "hot" non sono un contenuto che viene venduto, né che viene esposto pubblicamente
La mia precisazione era rivolta ad un altro fine.
Se passa la malinformazione che non c'è nessuna normativa riguardo ai testi per la pornografia, per assurdo (preferisco immaginarmi il caso peggiore in questi casi)qualcuno potrebbe pensare che non ci sia nessun rischio anche omettendo l'accettazione del disclaimer di maggiore età o se cose succedono in land senza questo disclaimer.
Il mio scopo era voler rafforzare il concetto di tutelarsi con un disclaimer dove si conferma di essere maggiorenni o dove si certifica la data di nascita.
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