L'importanza di provare affetto verso il proprio PG
25/02/2019 09:31:50 e modificato da gdr-online.com il 27/02/2019 09:56:22
aeigdrpbc ha scritto: Credo bisogni anche distinguere tra l'affezionarsi al pg e l'affezionarsi al gioco.
26/02/2019 23:08:52 e modificato da quod il 26/02/2019 23:09:25
jelly ha scritto: La coerenza tra quello che si dice e quello che si fa è alla base dell'attaccamento ad un pg.
Beh, idealmente sì... nella pratica, ho visto sia giocatori bravissimi che pur cambiando pg a ripetizione li giocavano tutti in modo coerente, sia giocatori pessimi che si lamentavano di ogni torto subito dal pg pur giocandoselo in modo indegno con azioni a malapena leggibili.
Il tizio che vuole giocare solo e sempre il suo pg preferito (e se gli muore se ne va indignato) è capitato anche a noi, ma l'attaccamento al pg inteso in senso negativo credo sia più correlato al modo di porsi del giocatore... per dire, l'ho osservato anche in giocatori che il pg ogni tanto lo cambiavano.
Comunque io sono più dell'idea di leoken, dal punto di vista della gestione è molto meglio che i giocatori si affezionino alla land in sè piuttosto che al proprio personaggio. Poi è chiaro che se hai speso molto tempo a perfezionare il carattere del pg ti dispiace vederlo sparire, ma credo che sia più salutare se i giocatori sono continuamente stuzzicati dai mille altri possibili pg che potrebbero fare.
26/02/2019 23:12:27 e modificato da urf il 26/02/2019 23:13:11
leoken87 ha scritto: [quote]...
Ragionamento sbagliatissimo a mio avviso.
Uno deve affezionarsi alla land non al pg, perchè quando ci si affeziona al pg, e non all'ambiente di gioco, in caso di morte, si va via piangendo e insultando tutti.
Se ci si affeziona all'ambiente, morto un pg se ne fa un altro[/quote]
Questo.
L'eccessivo attaccamento al pg è tossico per una land, anzi è il motivo per cui molte land chiudono o non si rinnovano internamente.
27/02/2019 01:33:38 e modificato da ghennadi72 il 27/02/2019 02:06:53
Quoto gianluca, al solito basterebbe un po' del famigerato buonsenso. Termine tanto deprecato forse perchè c'è in circolazione troppa gente che si è scordata cosa significa. Ragionare per estremi non aiuta mai.
Sì, è bene che ci si affezioni al proprio personaggio.
E' anche bene ricordarsi che il personaggio non è nè una creazione esclusiva nè una proprietà esclusiva del giocatore che lo muove. Può esserlo fintanto che resat un background scritto a tavolino prima di entrare in gioco, ma da 1 nanosecondo dopo che ha fatto il suo ingresso in una chat e ha interagito con altri pg e con l'ambientazione il pg cessa di essere una proprietà e una creazione esclusiva del giocatore, per diventare, nella sua evoluzione e nelle vicende che lo coinvolgono, un lavoro a più mani risultante dalle interazioni con gli altri personaggi e l'ambientazione.
Dal momento in cui inizia a interagire smette di essere una proprietà i cui destini sono determinati dalle scelte del "giocatore scrittore" e, per citare Forrest Gump, "shit happens". E quando capita, capita.
L'affezione eccessiva, quella che porta il giocatore a non accettare gli esiti o abbandonare il gioco se al pg succede qualcosa di imprevisto dal "copione" che il giocatore si è prefigurato è una deviazione "patologica".
L'affetto per una propria creazione (anche se non è una creazione esclusiva ma collettiva), cosiccome il proiettare qualcosa di sè nel gioco del proprio pg, senza per questo cadere nel "ommiodddddioooofaiconsusionetraoneoff!!!", non ha assolutamente nulla di patologico e non va nè disincentivata nè guardata con sospetto.
E per inciso non è assolutamente alternativa o esclusiva rispetto all'attaccamento al gioco, anzi spesso è proprio la molla che fa attaccare al gioco.
La gente si incazza a morte anche quando perde una partita a Risiko, ma non è che confonde On e OFF per questo e quando esce di casa va a sfondare la macchina di quello che ha vinto la partita. Non confondiamo la patologia con la fisiologica e naturale componente di soddisfazione emotiva del gioco o proiezione di parti di sè (anche sotto forma di fantasie e opposti) che nel gioco di ruolo è una dinamica naturale.
Perchè sono, scusate la citazione fantozziana, cagate pazzesche anche cose che qui si sono lette spesso, tipo costringere i giocatori ad abbandonare il PG "stagionato" per proteggerlo dall'affezionarsi troppo. Costringere?
Ok, hai un pg in gioco da molto tempo. Hai esautirto tutte le possibilità? Sei talmente ingombrante da ammazzare il gioco agli altri?
Ci sediamo e vediamo come uscirne, perchè forse se sei diventato tanto ingombrante da ammazzare il gioco degli altri c'è qualcosa che non va nel mio (mio di gestore) sistema di gioco, e forse, dico forse, prima di chiedere a te di accantonare un PG se a te quel PG può ancora "dare qualcosa", tocca a me gestore pensare a che tipo di gioco ho costruito se ho messo in circolazione PG tanto ingombranti da impedire agli altri di giocare.
Magari perchè ho costruito un sistema di progressione copiandolo pari pari da questo o quel manuale di cartaceo perchè mi sono fidato di qualche genio del pensiero ruolistico contemporaneo che m'ha detto che ispirarsi al cartaceo nel PbC è la soluzione migliore e tutto il resto è caccapupù da dilettanti allo sbaraglio.
Ma chi ca--ppero sono io per venirti a fare la morale sul non affezionarti, per pensare di doverti educare al distacco o per costringerti a mollare il PG perchè se no ti affezioni troppo?!
Poi parliamo di patologie, e di "parafilia" come nell'altro thread eh? A mio parere chi batte tanto sul tasto del proteggere i giocatori dall'affezionarsi al loro pg mette in atto una sua personale forma di parafilia da psicologo, da pedagogo o da educatore mancato (per fortuna, altrimenti sai i danni), quindi siccome non si può infierire su pazienti o allievi, si infierisce accanendosi sui giocatori andando a rompere loro le palle su uno dei risvolti più soddisfacenti del gioco di ruolo anche quando non assume alcuna sfumatura patologica.
27/02/2019 11:30:12
ghennadi72 ha scritto: E' anche bene ricordarsi che il personaggio non è nè una creazione esclusiva nè una proprietà esclusiva del giocatore che lo muove. Può esserlo fintanto che resat un background scritto a tavolino prima di entrare in gioco, ma da 1 nanosecondo dopo che ha fatto il suo ingresso in una chat e ha interagito con altri pg e con l'ambientazione il pg cessa di essere una proprietà e una creazione esclusiva del giocatore, per diventare, nella sua evoluzione e nelle vicende che lo coinvolgono, un lavoro a più mani risultante dalle interazioni con gli altri personaggi e l'ambientazione.
Ok, ma dipende sempre da circostanza e circostanza. Ogni personaggio è un investimento di tempo e creatività, ogni Land si basa sulla presenza di personaggi diversi tra loro che insieme formano il mondo all'interno del GDR in questione.
Dipende da cosa si vuole intendere come "PG ingombrante".
Se un giocatore ha speso tot tempo per raggiungere un obbiettivo come il raggiungimento di un ruolo di spicco o potere, sicuramente non avrà tanta voglia di essere costretto a resettare tutto da capo e quindi ricominciare da capo solo per dare l'opportunità ad un altro di raggiungere a sua volta lo stesso rango.
Se poi è ingombrante per più di un motivo, allora è più che legittimo fermare il player e sedersi ad un tavolo per discuterne
28/02/2019 09:26:42
Sono d'accordo in parte con i vostri pensieri, io sono uno di quei giocatori che tende ad affezionarsi ai propri pg, proprio perchè ci spendo tempo ed energie per crearli come vorrei che fossero. Ora quando un pg muore, è giusto cercare di farsene una ragione, ma nei vostri ragionamenti colgo un problema di fondo.
Ossia la netta convinzione che sia strettamente necessario che a un certo punto tutti i pg muoiano e se ne debba fare un altro.
Credo che anche questo sia un punto di vista un po' estremo e non del tutto corretto, prima di tutto un pg può benissimo morire per molte cause anche senza necessariamente forzare la cosa, sempre che il player stesso non si stufi del pg e decida di cambiarlo. Statisticamente è difficile che i players giochino per sempre allo stesso gdr, ci vorranno pure degli anni, ma prima o poi per un motivo o per l'altro avverrà anche un ricambio e se cambia il player cambia anche il pg.
Ma poi è un concetto che ritengo sbagliato perchè inficia alla base il concetto di affezione al pg: che mi ci affeziono a fare, se tanto so già che è destinato a morire?
E se so già che morirà, allora perchè perdere anche tempo e spenderci energie, se tanto poi dovrò ricominciare da zero?
Senza contare che non è molto simpatico uccidere un pg a caso di qualcun altro, perchè si è univocamente deciso che quel pg esiste da troppo tempo o ha finito di "dare" il suo contributo, se il pg è mio, sarò io a decidere se posso svilupparlo ancora, avrà pure tutte le abilità di questo mondo, ma siamo in un gdr, non in un mmo, quindi magari dal punto di vista della mera interazione anche solo sociale, il pg può ancora dire la sua. Capisco però che per chi non è particolarmente legato ai propri pg questo sia già un concetto difficile da digerire.
Gli insulti non sono mai corretti ovviamente, ma credo che la questione della morte di un pg sia una questione un po' più delicata di come alcuni l'hanno descritta e credo che vada presa con le pinze e sia giusto darle la giusta importanza.
Anche perchè bisogna ricordare che non tutti abbiamo una fantasia infinita e ammazza oggi ammazza domani, può anche essere che qualcuno non sappia più che pesci prendere per farsi un nuovo pg che possa piacere come quello precedente o quasi.
Non dico che la morte del pg debba essere necessariamente concordata, ma neppure forzata, deve essere un percorso il più possibile naturale o che avvenga comunque in un modo che il giocatore si aspetti e accetti e non deve assolutamente mai avvenire in modalità random.
28/02/2019 10:14:15
Affezionarsi a un ambiente di gioco, per quel che mi riguarda, è quello che tiene in piedi land storiche, dove si parcheggia per *sentire* chi c'è, ma non si gioca da anni.
Io credo che un personaggio a un certo punto arriva a non essere più giocabile. Quando accade, l'avverti da solo la necessità di fartene uno nuovo.
E non è facile se si parla di personaggi che ti accompagnano da anni, ma se non lo fai, comunque hai sempre meno voglia di entrare in chat e il principio è lo stesso.
L'affezione c'entra poco, in generale: puoi apprezzare una gestione, volere bene a compagni di gioco che diventano amici, ma il personaggio, secondo me, è un fatto personale e di stimolo, su cui non c'è una regola e non può imporla a una gestione, anche perchè, diciamolo, quando i personaggi iniziano ad essere di spessore, non poche volte noti una sorta di ghettizzazione da parte dei players che guardano simbolo ed esperienza e vanno a evitare certi giganti: competizione, confronto, fastidio per quella che in chat è la dinamica normale di crescita di un pg che matura dalla chat e in chat, così come finisce di avere spunti, naturalmente, a un certo momento.
Sintetizzando credo di averli amati tutti e non sono mai stata obbligata a chiuderli nel cassetto.
Lo faccio perchè sono *finiti* naturalmente quando sono finiti e di ognuno di loro resta la nostalgia.
Ma i nuovi mi hanno innamorato, chi più o chi meno, allo stesso modo.
01/03/2019 09:43:04
ilgrandeinverno ha scritto:
Io credo che un personaggio a un certo punto arriva a non essere più giocabile. Quando accade, l'avverti da solo la necessità di fartene uno nuovo.
E non è facile se si parla di personaggi che ti accompagnano da anni, ma se non lo
Verissimo... se sei un buon player .... che sa esattamente come interpretare il gioco di ruolo. Ma .... a molti piacere vincere facile quindi mollare un pg magari ben skillato con ruoli importanti a livelli altissimi non lo farebbero mai, anzi... e di solito l trovi a vessare i pg più "giovani".
Affezionarsi troppo a un pg per me è tossico, perché appunto ti porta a reagire in maniera assurda quando questo viene a mancare per causa di forza maggiore o per esiti nefasti di qualche nostra giocata.
E' il gioco quello a cui affezionarsi, che sia come ambiente o che sia come struttura o come trame o come compagni di gioco è irrilevante, ma non il pg, o meglio affezionarsi ok ma senza diventare morbosi e mantenere lucidità sia per eventuali esiti negativi sia nel valutare appunto quando un pg ha finito il suo corso.
01/03/2019 18:23:55
owli1 ha scritto: Ora scrivo io va: diritto sacrosanto di ogni giocatori, la morte di un personaggio non dovrebbe mai essere presa alla leggera se non quando il giocatore di fatto non fa nulla per evitarla (tipo se si butta da un dirupo).
È un diritto soprattutto in quella massa di giochi dove per avere un minimo di capacità utili per ammazzare il primo coboldino in quest devi aspettare mesi, mesi e mesi di lezioni e giocate inutili, è ovvio che in quel caso io giocatore, dopo sei mesi per poter entrare in una gildina e avere la mia prima magia che spara una pallina da tennis sgonfia, mi arrabbio se muoio facilmente in quest per problemi vari, mi ritrovo a dover rifare il pg ed ecco che devo aspettare di nuovo sei mesi per avere la magia della pallina sgonfia.
Affezionarsi ad un PG dovrebbe essere come affezionarsi ad un PG di una serie tv. Lo si ama finché dura.
Dopo questa premessa però, appunto, bisognerebbe anche dare la possibilità ad un player di raggiungere certi livelli all'interno di una Land e non ostacolarlo perché il suo rango possa ostacolare qualcun altro all'ascesa.
Più il livello aumenta di esperienza più dovrebbe diventare un valore aggiunto alla land, essere un aiuto anche per i nuovi iscritti
03/03/2019 09:13:01
Per me non c'è nulla di male affezionarsi ad un PG. Del resto, è una 'propria' creazione. Lo si pensa, lo si sviluppa, lo si fa crescere lo si migliora o lo si peggiora, ma resta sempre qualcosa che si è creato... e quindi che male c'è affezionarsi ad una propria creazione?!?!
Sarebbe preoccupante il contrario!
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