Pensieri nelle azioni
07/08/2014 13:53:59
Resta che sempre di tecnica narrativa trattasi, lo "show don't tell".
Per chi legge e interagisce, lo show passa attraverso la lettura: non c'è distinzione, dal punto di vista del lettore/giocatore tra quello che il personaggio dice, quello che il personaggio fa/mostra fisicamente e quello che l'altro giocatore/scrittore comunica dell'emotività del personaggio. Tutto fa parte dello "show", per il giocatore/lettore/scrittore.
E' poi il giocatore/lettore (se é un lettore attento) che incasella da solo ciò che è azione puramente fisica, ciò che è parlato vocale e ciò che é introspezione di contorno.
Ma tutti e tre gli elementi fanno parte dello "show", sia dal punto di vista di chi ha scritto che dal punto di vista di chi ha letto (entrambi i giocatori).
E' per il personaggio che lo "show" si ferma a ciò che l'altro pg ha detto/fatto.
Se qualcosa che non viene mostrato (detto/fatto) al personaggio finisce accidentalmente tra le consapevolezze del personaggio, la colpa è sempre del giocatore/lettore che gliele trasmette.
Esattamente quando legge un pezzo di BG scritto su una scheda avatar, o chiacchiera allegramente su skype a margine di una giocata, e poi dà per scontato che il suo PG ne sia a conoscenza. Sbaglia, ma è sempre lui a sbagliare e fare un uso improprio di cose che apprende da giocatore e trasmette indebitamente al proprio personaggio.
Il fuoco é là: sta a te decidere se starne alla larga, metterci la mano sopra e bruciarti o usarlo utilmente per farti un caffè. Ma non è che il fuoco è cattivo, nè si può sempre dare per scontato che i giocatori siano deficienti, che appena vedono il fuoco ci mettono la mano sopra = aboliamo il fuoco.
Comunque ribadisco l'impressione che stiamo davvero facendo una questione di lana caprina, da un pezzo. Non ho visto nessuno in questo thread difendere come valide alcune azioni pacchiane portate ad esempio di "pensiero in azione" (esempio, il tizio che pensa ai consigli della mamma su come si stirano le camicie).
Si viaggia molto sulle sfumature, anche nell'azione di esempio che hai quotato prima e definito come 'non problematica' secondo i tuoi criteri.
Grosso modo è di quel tipo di stringhe che si parla e che ha parlato chi rigetta l'idea che lo "show" (ossia l'intera stringa inviata in chat) debba necessariamente coincidere con quello che l'altro pg vede.
E' una scuola di pensiero. Legittima e che rispetto. E che, per inciso, crea anche meno problemi (tranne quando per l'ansia di non sfiorare neanche da lontano una introspezione ci si attarda in 8 righe di descrittivo minuzioso in circostanze nelle quali "ha una strizza blu e si vede" sarebbe mille volte più funzionale per il ritmo della giocata e per il poveraccio che deve masterizzare).
Ma sempre di scuola di pensiero (tecnica narrativa) trattasi, non di regola di buon gioco e tantomeno di unica tecnica narrativa accettabile ed esclusiva delle altre.
Sarebbe carino (ovvio non dico a te) che lo stesso genere di rispetto venisse mostrato a chi ha un approccio più elastico e sfumato, ugualmente ascrivibile allo "show don't tell", senza agitargli contro come spauracchio dialettico il randello del tizio che pensa alle camicie della mamma.
Che è un po' come andare ad agitare lo spettro di Stalin davanti a Renzi, o lo spettro di Hitler davanti ad Alfano. E' chi agita il randello dialettico a non fare bella figura. perché se non sai rispondere a Renzi senza agitargli contro Stalin, se non sai rispondere ad Alfano senza agitargli contro Hitler, beh sei messo male.
07/08/2014 14:08:44
C) Tizio entra in taverna, ritrovandosi ad osservare gli stivali di Caio, arricciando il naso in un moto di altolocato disprezzo, come se la vista degli stessi lo infastidisse. Al chè tenta di guadagnare il bancone evitando lo sguardo del compaesano, forse sperando di non essere notato.
Riporto quest'esempio dell'amica più in alto e lo riformulo
Tizio entra in taverna, ritrovandosi ad osservare gli stivali di Caio. Gli ricordano quando era in galera, e dalla fessura che si apriva nel lato inferiore della porta, poteva vedere solo gli stivali del carceriere. E' probabile che quell'uomo li indossi simili solo casualmente, ma non può fare a meno di pensare al tempo trascorso in detenzione e di associarlo al suo aguzzino. Sceglie così di evitare il suo sguardo cercando di guadagnare il bancone, forse sperando di non essere notato.
Vi chiedo cortesemente, giusto per avere un'idea delle linee di pensiero. Come la giudicate?
A me pare che il pensiero o il ricordo, altro non facciano che giustificare una determinata azione. E' poi ovvio che se l'altro pg si alza e urla <avanzo di galera!!> allora non è chi ha messo i pensieri in torto.
07/08/2014 14:19:03
twpstaff ha scritto: Tizio entra in taverna, ritrovandosi ad osservare gli stivali di Caio. Gli ricordano quando era in galera, e dalla fessura che si apriva nel lato inferiore della porta, poteva vedere solo gli stivali del carceriere. E' probabile che quell'uomo li indossi simili solo casualmente, ma non può fare a meno di pensare al tempo trascorso in detenzione e di associarlo al suo aguzzino. Sceglie così di evitare il suo sguardo cercando di guadagnare il bancone, forse sperando di non essere notato.
In realtà non mi piacerebbe saperlo (il pg potrebbe avere qualcosa contro e pro i criminali), perché dovrei saperlo OFF e fare lo sforzo di non giocarmelo ON?
Non che sia difficile ma prima o poi a forza di queste informazioni qua, la ecc ecc un errore scappa e rovina il gioco ... è un dato di fatto.
Sull'estetica non mi esprimo, ma non è il mio parametro principale.
07/08/2014 14:48:48
henne ha scritto:
E' fondamentale ESSERE il vostro PG e non QUALCUNO CHE LO DESCRIVE.
love and quote.
07/08/2014 14:54:22
Mhe, ogni volta che mi trovo a seguire un po' i topic in questo forum, finisce sempre che mi domando quand'è che siamo passati dal
"Dialoghiamo delle nostre idee diverse!
al
"Devi diventare della mia idea, se no mi stai mancando di rispetto"
Facciamo che ci metto qua in cima un bel
IMHO
che riguarda tutto quel che segue da questo punto in poi, così nessuno si sente messo in croce, eh?
Proseguiamo.
twpstaff ha scritto:
Tizio entra in taverna, ritrovandosi ad osservare gli stivali di Caio. Gli ricordano quando era in galera, e dalla fessura che si apriva nel lato inferiore della porta, poteva vedere solo gli stivali del carceriere. E' probabile che quell'uomo li indossi simili solo casualmente, ma non può fare a meno di pensare al tempo trascorso in detenzione e di associarlo al suo aguzzino. Sceglie così di evitare il suo sguardo cercando di guadagnare il bancone, forse sperando di non essere notato.
Vi chiedo cortesemente, giusto per avere un'idea delle linee di pensiero. Come la giudicate?
Sbagliata, fondamentalmente inutile e fuorviante.
Inutile, perché tutta quella parte su galera, carceriere e stivali, io che interagisco non posso "usarla" quindi possiamo considerare l'averla scritta e averla letta come una sorta di perdita di tempo.
Fuorviante, perché se l'azione la correggiamo così (per dire):
Tizio entra in taverna, si guarda intorno e quando lo sguardo su posa sugli stivali di Caio ci resta per diversi secondi. Per un attimo trattiene il fiato, poi fa una smorfia nervosa e distoglie lo sguardo raddrizzando la schiena in una postura rigida, per poi accelerare il passo verso il bancone, nel tentativo di non essere notato.
Bhe in questo caso Caio dall'altro lato può interpretare quell'occhiata in un milione di modi diversi, arrabbiarsi, offendersi, incuriosirsi.
Voi dite "ma Caio-giocatore non deve farsi traviare dal pensiero!", ma Caio è un essere umano e lo siamo tutti noi, è fastidioso sapere delle cose e poi fare finta di non saperle, perché me lo devi dire se poi non posso giocarmelo?
Inoltre... Diciamocelo, è difficile a volte non farsi fuorviare del tutto da queste informazioni. E' difficile perché una volta che lo so, devo pensare "ma se non lo sapessi, cosa avrei fatto?"
A reagire bene all'occhiata storta, sto realmente seguendo la natura del pg, o mi sono fatto fuorviare?
Insomma, riassumendo, tutta quella parte di pensiero, non serve all'interazione e rischia di far cadere l'altro giocatore in difficoltà, quindi... Perché metterla?
Non è "Il fuoco brucia, basta che non ci metti la mano che io devo cucinare" perché io la tua azione la devo leggere.
E' un: "il fuoco brucia, io te lo metto qua eh, senza motivo perché non sto cucinando, davanti al tuo naso, lo agito pure, tu però non metterci la mano!"
E non me lo mettere sto fuoco, è tanto più semplice!
07/08/2014 14:54:50 e modificato da ghennadi72 il 07/08/2014 15:52:44
twpstaff ha scritto:
Tizio entra in taverna, ritrovandosi ad osservare gli stivali di Caio. Gli ricordano quando era in galera, e dalla fessura che si apriva nel lato inferiore della porta, poteva vedere solo gli stivali del carceriere. E' probabile che quell'uomo li indossi simili solo casualmente, ma non può fare a meno di pensare al tempo trascorso in detenzione e di associarlo al suo aguzzino. Sceglie così di evitare il suo sguardo cercando di guadagnare il bancone, forse sperando di non essere notato.
Hai dato a Caio un aggancio 'fisico' per interagire con te (se vuole)? Si.
Hai trasmesso in modo fisico l'atteggiamento di nervosismo e disagio? Sì.
Hai chiarito che fisicamente cerchi di non attirare lo sguardo di Caio evitando di guardarlo fisso? Sì.
Per me tanto basta.
Per i miei gusti, po' ridondante la seconda parte ("e' probabile che..."), ma fondamentalmente l'introspezione é innocua.
Il "forse sperando di non essere notato" potrebbe essere letto come un tentativo di:
a) condizionarmi a non notarti
b) attirarmi a notarti proprio perchè dimostri un atteggiamento schivo e defilato.
Ma in fondo come hai detto il 'boccino' su come reagire al tuo ingresso ce l'ha il mio pg. Che, se sta guardando verso l'ingresso, vede un tizio apparentemente nervoso e a disagio e che si muove in modo schivo.
A seconda del tipo di giannizzero che interpreto potrei scegliere di ignorarti e rimettermi ad adocchiare la cameriera, di apostrofarti con un "ehi, guarda che da queste parti le guardie mica mangiano la gente!" e offrirti una birra perchè so che i forestieri di solito sono intimiditi dai rappresentanti dell'ordine, oppure seguirti con sospetto, se sono un tipo di giannizzero molto sospettoso e sulla difensiva.
In ogni caso la mia reazione è motivata dal tipo di giannizzero che interpreto non certo dall'introspezione che ci hai messo dentro. Che a me personalmente non condiziona affatto il seguito.
Tanto per fare accademia, io una tipica azione di questo tipo l'avrei scritta così.
+ Tizio entra in taverna, ritrovandosi ad osservare gli stivali di Caio. La sola vista lo spinge ad incassare la testa fra le spalle e stringere i pugni senza neanche rendersene conto. Troppe volte ha visto stivali come quelli andare avanti e indietro sul piazzale, attraverso la finestrella di una cella sotterranea. Distoglie lo sguardo, innervosito, cercando di raggiungere un tavolo defilato senza attirare l'attenzione di Caio.
Ugualmente innocua, come la tua (innocua se Caio non fa metagame), ma per il mio personalissimo gusto, meno sovrabbondante di particolari su una cosa che fondamentalmente serve più a me per la caratterizzazione che a Caio per decidere come comportarsi.
In ogni caso hai dato a Caio tutti gli elementi per decidere cosa fare e la libertà di agire in un modo o nell'altro ce l'ha; l'aggancio "fisico" per notarti (se vuole interagire) gliel'hai dato quindi per quanto mi riguarda sei a posto :-P
NB: ho sottolineato le parti 'introspettive' e non immediatamente fisiche. L'azione "depurata" da introspezioni, scorciatoie non puramente fisiche/fisiognomiche e quelle che altri un po' (IMHO) fissati considerano indebite dichiarazioni d'intento, risulterebbe così:
+ Tizio entra in taverna, ritrovandosi ad osservare gli stivali di Caio. Incassa la testa fra le spalle e stringe i pugni. Dopo un po' distoglie lo sguardo, e si sposta cercando di raggiungere un tavolo defilato.
Ugualmente corretta. A me piacciono più le altre, ma de gustibus....
07/08/2014 15:53:12
twpstaff ha scritto:
Tizio entra in taverna, ritrovandosi ad osservare gli stivali di Caio. Gli ricordano quando era in galera, e dalla fessura che si apriva nel lato inferiore della porta, poteva vedere solo gli stivali del carceriere. E' probabile che quell'uomo li indossi simili solo casualmente, ma non può fare a meno di pensare al tempo trascorso in detenzione e di associarlo al suo aguzzino. Sceglie così di evitare il suo sguardo cercando di guadagnare il bancone, forse sperando di non essere notato.
Vi chiedo cortesemente, giusto per avere un'idea delle linee di pensiero. Come la giudicate?
Il flashback di Tizio, che costituisce 3/4 dell'azione, non contiene assolutamente niente che possa fornire spunti di interazione per altri pg.
Se fosse stato omesso, riducendo l'azione a poco più di due righe, non sarebbe cambiato nulla per gli altri giocatori, che anzi avrebbero forse apprezzato di più per la rapidità dell'azione stessa; poi ci sarebbe anche chi la potrebbe criticare per l'eccessiva brevità, ma a conti fatti è il minore dei mali per quanto concerne la discussione attuale.
Non posso certo dire che "è un'azione sbagliata", perché quello in definitiva dipende dal regolamento della land, ma se io fossi il giocatore di Caio o di un altro pg che assiste all'ingresso di Tizio vedrei solo qualcuno che...entra nella locanda e va al bancone.
Stop.
Ora, se invece del flashback ci fosse stato qualche genere di gesto di Tizio quando vede gli stivali di Caio - aggrotta la fronte, storce la bocca, sospira, ecc. - senza spiegare il perché ma solo il come gli stivali di Caio gli ricordano qualcosa (senza dire però COSA), sarebbe stata tutt'altra storia, perché magari sarei stato incuriosito da quel comportamento e la cosa mi potrebbe spingere ad interagire con Tizio.
Ma l'azione così com'è relega Tizio a "persona qualunque che è appena entrata nella mia stessa locanda".
E, anzi, forse mi verrebbe anche da pensare "tutto sto tempo per dire che entra e va al bancone E BASTA?" xD
07/08/2014 16:05:26 e modificato da ghennadi72 il 07/08/2014 16:37:00
henne ha scritto:
Voi dite "ma Caio-giocatore non deve farsi traviare dal pensiero!", ma Caio è un essere umano e lo siamo tutti noi, è fastidioso sapere delle cose e poi fare finta di non saperle, perché me lo devi dire se poi non posso giocarmelo?
1) Perchè mi aspetto che se giochi con me leggi quello che scrivo in chat con la stessa identica attenzione e concentrazione che dedichi alla scrittura delle tue azioni e alla descrizione minuziosa di ogni aspetto fisico/fisiognomico del modo di muoversi del tuo pg.
2) Perchè, nell'esempio di prima, non ti ho dato nulla su cui tu puoi sbagliarti, a meno che tu mentre giochi stia anche giocando a candy-crush, parlando al telefono con la zia, taggando foto su facebook, guardando CSI Miami e cambiando la sabbietta al gatto (al che torniamo al punto 1)
3) Per lo stesso motivo per cui mi aspetto che non spiattelli in chat attraverso il personaggio una cosa che hai letto sulla mia scheda avatar o di cui hai sentito parlare mentre parlavamo su skype di quanto sono brutti e cattivi i nostri pg
4) Per lo stesso motivo per cui mi aspetto che se non hai mai incontrato il mio PG non lo chiami per nome solo perchè hai letto il suo nome anteposto all'azione in chat.
A reagire bene all'occhiata storta, sto realmente seguendo la natura del pg, o mi sono fatto fuorviare?
Questo puoi saperlo solo tu che muovi quel pg. In ogni caso a meno che nella stessa taverna non ci siano altri 800 pg, si presume che l'occhiata sia il suggerimento a cui agganciarsi per iniziare una giocata, di qualunque stampo venga fuori. E magari ti risparmi pure di perdere tre turni di nulla (15-40 minuti di gioco) con ciascuno che sta sulle sue, col terrore di fare metagame se guarda troppo a lungo l'altro o prende parola per primo troppo presto -___-
07/08/2014 17:55:00
Intanto grazie a tutti coloro che hanno detto la propria opinione. Adesso ho un'idea un po' più chiara di quelli che sono i "pensieri" di chi ha voluto intervenire a proposito.
Alcune osservazioni che ho letto mi sembrano assolutamente degne di riflessione, soprattutto l'aver idea di come possa apparire un'azione agli altrui occhi, fuori di dubbio, ma in me resta la ferma ipotesi, come qualcuno di voi fa più o meno velatamente notare, che si sia più portati a temere "l'umana possibilità di errore di chi interagisce con te" che un pensiero, a mio parere atto soprattutto a giustificare una determinata azione.
In ogni caso grazie ancora a tutti, è stato produttivo e interessante.
07/08/2014 20:00:01
Noto che la mia azione di esempio è stata sviscerata, modificata e rivista praticamente da chiunque XD
Gli stivali di Caio devono essere veramente brutti, poverino ç__ç
Tornando On Topic, penso che alla fin fine il problema sia anche e soprattutto, un pò come in tanti ambiti, il modo di reagire off game di alcune persone.
C'è chi davanti ad un'azione non proprio di suo gusto o non in linea con la sua scuola di pensiero si limita a stringere le spalle, optare per il Vivi e lascia vivere, e continua a ruolare...cosi come invece c'è chi schiuma dalla bocca come Cujo ed abbandona la role/la land e tanti saluti.
Nessuno è perfetto, tutti possiamo fare qualche castroneria e magari inserire un pensiero di troppo, anche senza farci caso.
Per quanto possa o non possa garbare, non è certo un dramma, suvvia.
O lo è? ;-P
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