Sono i giocatori di ruolo ad auto-ghettizzarsi?
26/05/2017 11:25:06 e modificato da musicamusa il 26/05/2017 11:25:53
dottore ha scritto: preferire un videogame ad un pbc non implica l'essere cerebrolesi
In generale hai ragione, ma dipende anche dalle motivazioni per cui hai una preferenza di un certo tipo.
Se preferisci un videogioco perché ha delle dinamiche più tecnologiche, perché ti piacciono le storie che hanno un arco narrativo rapido e così via, ha senso preferire un mezzo all'altro.
Ma se la motivazione è, cito, "almeno vedo il personaggio muoversi", "il pbc è da sfigati", beh, allora sì, sei un cerebroleso.
Concordo assolutamente con lom nel dire che i due mondi non sono reciprocamente escludenti in alcun modo.
12/06/2017 19:49:01
musicamusa ha scritto: [quote]dottore ha scritto: "Eh ma che palle devo stare li a scrivere,gioco a Skyrim almeno vedo il personaggio muoversi"
Ecco, se potessimo evitare di dare per scontato che il mondo sia composto di cerebrolesi incapaci di fare altro che guardare le figure...
[/quote]
Questa invece era un'ottima osservazione.
Scusate, quanti di voi sono arrivati al mondo del pbc attraverso pubblicità sponsorizzata?
QUANTI?
Scommetto che il 95% di voi ci è entrata attraverso il passaparola.
Musa, non insultare in questo modo ciò che non capisci.
Per molti il tempo libero è limitato a determinate ore del gioco, il pbc impiega PARECCHIO TEMPO.
La maggior parte dei nuovi che entra in una land si ritrova sperduto, con meccaniche sociali che poco lo aggradano, dove per fare azioni banali deve perdere 30 minuti almeno, e per qualcosa all'interno della land mesi se non anni.
In un qualunque altro gioco (alcuni mmorpg hanno anche server gdr, non so se esistano ancora e quanto siano gettonati) basta poco per aver riscontro, svagarsi/divertirsi e ottenere qualcosa di gratificante all'interno di un gioco, che sia una storia avvincente in un singleplayer o sfide competitive, nuove conoscenze ecc ecc, in multiplayer.
All'epoca, quando voi siete entrati nel mondo pbc, cosa c'era a competere?
Ultima online? Shadowbane?
Un gioco testuale poteva essere altrettanto appagante.
Non solo, all'epoca non si facevano azioni da 2000caratteri, questa moda è venuta dopo, un'evoluzione che ha scoraggiato i più tra i papabili neofiti.
12/06/2017 20:43:58
urf ha scritto:
All'epoca, quando voi siete entrati nel mondo pbc, cosa c'era a competere?
Oltre Ultima Online?
Everquest, Diablo II, Deus ex, i vari FIFA, i vari Final Fantasy, Command&Conquer, Lineage, Baldur's Gate 2... robetta, insomma
12/06/2017 21:11:41
lom ha scritto:
Oltre Ultima Online?
Everquest, Diablo II, Deus ex, i vari FIFA, i vari Final Fantasy, Command&Conquer, Lineage, Baldur's Gate 2... robetta, insomma
Bg2 era prettamente testuale, ciò era in qualche modo in linea con l'eventualità di un gioco testuale, certo diverso, ma in qualche modo poteva predisporre ad un pbc.
Immagino che comunque sia stato un amico/conoscente ad "iniziarti" ai pbc, no?
Su msn/icq, "guarda che ficata che è questa cosa..."
Adesso che stai fluidamente su chat vocale a pianificare cose o ad addirittura interpretare personaggi su piattaforme un po' più ricche... diventa difficile avvicinare qualche neofito ai pbc.
12/06/2017 22:05:56 e modificato da lom il 12/06/2017 22:06:13
urf ha scritto:
Immagino che comunque sia stato un amico/conoscente ad "iniziarti" ai pbc, no?
Su msn/icq, "guarda che ficata che è questa cosa..."
Ehm, coff... io son capitato la prima volta su un play by chat cercando su altavista (qualcuno se lo ricorda?) qualcosa tipo "gioco fantasy online"
owli1 ha scritto: LoM, sbagli principalmente su una cosa, credi che chi gioca ai PbC non giochi a quelle cose.
Quando mai ho detto una cosa simile?
Io, anzi, sono fermamente convinto che chi gioca ai PbC giochi anche ai videogiochi su console e magari agli MMORPG dal pc.
Sono stato fra quelli che ha affermato, mi pare, che una cosa non escluda l'altra. Leggimi con più attenzione, magari potresti scoprire ti sto simpatico!
12/06/2017 22:22:08
Guarda che io ho detto banalmente che è più difficile rispetto ad un tempo che nuova utenza si avvicini rispetto ad un tempo.
Anzi, una volta le land prendevano utenza soprattutto dai 13/16enni.
12/06/2017 23:13:13
Capisco cosa vuoi dire e, in parte, condivido.
Proprio per questo difficoltà di turn-over generazionale, alla luce del nuovo modo di "vivere" internet (veloce, multi-pagina e con pochi secondi da dedicare a un contenuto prima di skippare oltre), vado predicando da qualche anno che dobbiamo trovare unità e modo per proporre in modo accattivante questo nostro hobby al "grande pubblico" (centinaia di migliaia di persone), così da pescare nella massa quel 3% (la butto lì, fa pure citazione-netflix) che possa essere intrigato da un gioco di ruolo via chat.
Ci sono riusciti i giochi da tavolo dopo un periodo con vendite quasi zero, ci sono riusciti i libri-game dopo essere stati praticamente tumulati nel cimitero dei giochi andati, non vedo perché non dovremmo riuscirci noi. Ludicamente e culturalmente non abbiamo nulla di meno, come fenomeno sociale che si protrae da decenni, nonostante l'avanzata tecnologica a passi da gigante.
La passione per la scrittura di fantasia, così come quella per il gioco di ruolo, non possono venire inficiate da nuovi videogiochi, si tratta di stimoli e gratifiche appartenenti a circuiti differenti.
13/06/2017 00:27:40
Si, ma se si vuole pescare da un utenza più giovane, bisogna anche pensare a come si ruolava quando si era g-g-giovani.
Le azioni erano da max 300/500 caratteri in media, e ciò dava più immediatezza al tutto.
Penso che se si voglia attirare nuovi giocatori bisogna pensare ad uno stile di gioco diverso da quello che viene prevalentemente usato da una community così insulare che fatica pure a comprendere cosa possa o non possa piacere ad un esterno.
13/06/2017 00:36:33 e modificato da lom il 13/06/2017 00:37:26
Hai ragione, la penso come te.
E bisogna rischiare di scontentare un pò di utenza...
... nella mia personale esperienza, anni fa ho deciso di inserire come regola che, in assenza di master, quando è il turno di scrivere di un giocatore, se costui non lo fa entro 5 minuti, l'utente successivo può mandare in chat la propria azione senza attenderlo oltre.
E poi ho limitato i post in chat a max 1 invio per turno (caratteri limitati a 1500).
Se consideri che prima di questa modifica, nella mia e nelle altre land fantasy principali, vigeva l'abitudine delle azioni infinite, spezzate in 2-3 post scritti in un tempo inaccettabilmente lungo, immaginerai l'impatto ben poco morbido che la novità ha avuto sull'utenza generale.
Però, da allora, almeno si gioca più velocemente e non si rischia in qualche giocata troppo prolissa di crollare sui tasti del portatile con la guancia sbavocchiosa.
13/06/2017 02:40:50 e modificato da ilgrandeinverno il 13/06/2017 02:43:21
urf ha scritto: Si, ma se si vuole pescare da un utenza più giovane, bisogna anche pensare a come si ruolava quando si era g-g-giovani.
Le azioni erano da max 300/500 caratteri in media, e ciò dava più immediatezza al tutto.
Ma anche no.
Quando ero giovane mi incantavo a leggere quelli che scrivevano azioni migliori delle mie: non più lunghe o più corte, ma adatte al contesto, al ritmo della giocata, al senso e anche al livello medio di chi ci partecipava. E quelli li aspettavo anche dieci minuti.
Non è mai stato e non è neanche oggi un problema di lunghezze, se mai di tempi: esistevano, allora come oggi, quelli che amano scrivere stringato e quelli che amano scrivere articolato.
Ognuno sceglieva lo stile che gli ispirava un'interazione nelle sue corde e si sceglieva, questo è il problema, gli interattori preferiti in un parco utenza esteso.
Ed è uguale adesso.
Abbiamo castrato anni il gdr online con diecimila regolette sull'onda del gusto e della convinzione personale e invece di dare una sterzata verso un gioco che permetta davvero alla gente di entrare comprendendo il sistema con una lettura breve (noi per primi) e un sistema elementare continuiamo a pensare a orpelli come la lunghezza, come se questo fosse mai stato il problema.
Magari quello che sarebbe auspicabile, invece, è non pensare che una regola sulla lunghezza (l'ennesima) faccia la differenza, ma un approccio paziente coi nuovi e anche coi ragazzi, perchè per anni il 17enne che bussava alle land era equivalenza di bimbominkia e certo non ce le siamo poi così coltivate le giovani generazioni.
Tornando all'annosa questione, anche adesso: molte community perseguono il mito de "lo stile non conta, meglio brevi e meglio clic". Sarà, non mi pare che ci sia questo grosso risultato di utenza e la scelta c'è.
Forse, dico forse, magari, il problema è nell'orientarsi per queste scelte? O forse che se anche un niubbo si incuriosisce e vuole provare il 70% delle volte che entra in un contesto lo trova vuoto o non seguito e quindi, una seconda volta, non torna?
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