News e Annunci Abakara e le Sette Chiavi del Tempo
Phenax e sussurratori, da oggi razze speciali
News di Abakara e le Sette Chiavi del Tempo del 31/08/2022
I Phenax


Vuole la leggenda che alcuni umani della prima era, costretti a scappare dalle bestie ora dimensionali, si rifugiarono nell'Isola di Vulcania. L'isola, priva di qualsiasi tipologia di vegetazione, non era dimora della normale fauna; per questo gli sfortunati stanziali dovettero industriarsi per cacciare i grossi animali marini di cui erano provviste le acque circostanti, le cui carni grasse, ricche di proteine e di sali minerali, potevano assicurare loro l'indispensabile fonte di nutrimento. Questo tipo di alimentazione, priva di qualsiasi genere di carboidrati, condusse le generazioni successive verso un metabolismo tale da modificarne completamente la biochimica corporea. Molti furono i fenomeni che interessarono tale trasformazione e che li condusse irreversibilmente a una forma di autocombustione. Nel corso dei secoli tali creature umanoidi, svilupparono quindi capacità fisiche fuori dal comune, traendo vantaggio dallo stato di chetosi dal quale ha origine il metabolismo dell'acetone, un composto volatile e altamente infiammabile a contatto con l'aria, che porta all'innesco della combustione, imparando a dominarlo. Oggi i Phenax sono degli umanoidi evoluti e dalle capacità fisiche straordinarie, come quella di risorgere dalle proprie ceneri e librarsi nell'aria come grossi uccelli di fuoco, per poi tornare alla forma umanoide nell'integrità assoluta del proprio corpo.
I Sussurratori


L’aspetto considerevole di questo particolare mostro è che ha vissuto a fianco della razza umana per migliaia di anni e ha la capacità agghiacciante di essere ricordato solo nel momento in cui lo si vede. Ciò significa che, non appena si guarda da un’altra parte o gli si volta le spalle, ogni conoscenza della sua esistenza viene dimenticata, se non tracciata da qualcosa di tangibile che lo riporti alla memoria, come segni, simboli, oggetti e trascrizioni. La sua comunicazione è completamente affidata alla telepatia che riesce a convogliare pensieri e concetti attraverso la trasmissione di parole ma anche di sensazioni, sentimenti e immagini che facciano vivere in chi li riceve, situazioni passate, presenti e future, talvolta magnificamente oppure orribilmente indimenticabili.

Una felicità da Rigor Mortis
News di Abakara e le Sette Chiavi del Tempo del 30/08/2022
Antefatto
Dopo il superamento del secondo varco dimensionale che imprigiona Immanuel Thunderwolf per un anno nella seconda dimensione, questi riesce a tornare nel presente ma con sè, suo malgrado, si riversa anche il suo alter ego, un elfo delle stelle da lunghi capelli pallidi, Araton Alcarohtar conosciuto come Managerace. Il doppio se stesso stringe una relazione con Caleidos Agarwaen. Talvolta le menti dei due Thunderwolf confluiscono, altre comunicano, ma il sogno del principe resta lo stesso, guadagnare l'immortalità e dare al regno un erede mortale. Il suo disegno politico prende forma, quando la sua seconda identità, identità elfica, genera una figlia con la Custode, a sua volta di razza elfica. Ma la nascita della bambina svelerà una realtà ben diversa, la sua razza non è infatti quella auspicata, bensì mezzelfica. Caleidos ingannata, non si spiega l'arcano, il principe comprende che il suo doppio elfico ha nel presente in cui si è travasato, la sua natura umana e l'epilogo drammatico sembra inevitabile, sebbene dell'intera faccenda sia al corrente l'Aran degli elfi Lhien Fahliell, che resta ancora una volta a fianco del principe e per questo la loro relazione non sembra compromessa.
Diane Agarwaen Alcarohtar?
NO
Diane Agarwaen Thunderwolf
NO
Diane Agarwaen Thunderwolf

Il giorno successivo la nascita della piccola Diane, il principe quale dono per il lieto evento, proprone all'elfa Caleidos di ristrutturare completamente la sua dimora, il civico 3 di Contrada civetta, per rendere agevole la sua vita e quella della neonata, ma anche per averle entrambe a 400 metri dal castello. L'elfa però, continua a non spiegarsi la natura della figlia dalle belle orecchie rotonde, così Immanuel decide di svelare le carte promettendole in giornata il certificato di nascita della bambina. Il cognome apparentemente legittimo "Alcarohtar" è però sfacciatamente sostituito da quello mai sospettato "Thunderwolf". In serata Caleidos prende sua figlia è irrompe nella biblioteca di Castel Thunderwolf, dove incontra l'Aran. Lo scontro verbale tra le due donne non ammette repliche, al punto che l'Aran chiede l'aiuto delle guardie. Chiamato il principe ad intervenire ormai a notte fonda, la situazione non migliora, mettendo sotto pressione Caleidos con la sua flemma urticante. L'elfa infatti non ha più freni ed è egli stesso a condannarla a morte per decapitazione in pubblica piazza.
Rigor Mortis
Caleidos viene buttata in cella nei sotterranei di Castel Thunderwolf e la figlia sottratta alle sue cure. Tutto volge al peggio e il dramma rischia di virare in tragedia. Nel pomeriggio del giorno successivo, l'Aran degli elfi conduce la bambina nelle prigioni, ordinando alle guardie di aprirle la cella, perchè l'elfa la potesse allattare, ma una volta entrata propone a Caleidos una scappatoia per aver salva la vita. Le lega una corda al collo per crearle segni evidenti, poi le fa ingerire una delle pozioni più potenti del regno la "Rigor Mortis" quindi scappa con la piccola. Il corpo dell'elfa sembra esanime, riverso sul fianco sinistro. Il respiro è così debole da non essere percepito sulla pelle e il sangue fluisce così lentamente da ammutolire la frequenza cardiaca. Tutto è pronto per l'evasione che non può superare l'effetto della pozione, ovvero le quarantotto ore.
Magro pasto

A ora di cena le guardie aprono le celle per consegnare le ciotole ai detenuti, ma in quella di Caleidos il magro pasto era stato già servito. L'allarme si propaga in pochi minuti e i reali vengono chiamati a verificare i fatti. Il principe scaglia la sua ira funesta sulle guardie, perchè l'onta subita dall'Aran in biblioteca non è certamente grave come quella che precipiterebbe addosso all'intera istituzione, se il popolo sapesse che la sorveglianza del castello è fallimentare. Andate via le guardie s'inginocchia accanto all'elfa, la osserva bene, le controlla le funzioni vitali che appaiono come assenti, poi programma con l'Aran cosa affermare all'esterno perchè Caleidos al suo risveglio sia nascosta a Castalia, e abbia con sè sua figlia. Concordano insieme la "scusa". Così il "Cadavere" della custode, viaggia a notte fonda, adagiato in un carro e la bambinaia a seguito, in carrozza, con la piccola Diane tra le braccia, "solo" perchè il latte elfico di Castalia è certamente più salutare di quello umano per il suo svezzamento.

Castel Thunderwolf, un mucchio di macerie
News di Abakara e le Sette Chiavi del Tempo del 27/08/2022
Giorno 25 Mese 08 Anno 1422
Diario dell'Aran degli Elfi, Lhien Fahliell

Non so perché i miei passi mi abbiano condotto al Tempio di Buzadara due notti fa. In questo equilibrio precario che tutti stiamo vivendo, sapere disperso il Drago d'Oro era motivo di ulteriore preoccupazione e angoscia. Eravamo consapevoli che Mohebius sarebbe giunto, ma l'idea assomigliava solo a un vento lontano e ancora indistinguibile. Al cospetto del pronao, ho avuto la fortuna di incontrare Celebrian, una Druida giunta da terre lontane e insieme a lei percorrere la cella centrale del luogo per portarci alla volta della statua del Drago prima che tutto precipitasse.
Il ruggito di Mohebius è giunto come un monito, pronto a riportarci alla realtà mentre le finestre esplodevano e il rumore dei primi crolli si faceva chiaro nelle nostre menti. Correre all'esterno è servito solo a guardare dall'alto la distruzione portata dal Drago di Bronzo e il Mastio Thunderwolf cadere sotto la sua furia. Davanti alla fine di ogni cosa, l'unica speranza era riposta nel Drago d'Oro. L'ho visto rispondere al mio richiamo crepando il tetto del Tempio per librarsi in volo, volando verso il cielo nero e illuminandolo a giorno mentre sotto il suo comando il tempo si riavvolgeva. Ho visto il Mastio tornare al proprio posto e il Regno venire liberato dalla morsa delle fiamme mentre ogni vita tornava al suo posto sebbene Mohebius fosse ancora lì.
Correre a valle è stata l'unica cosa che entrambe potevamo fare in quel momento, andare incontro alle guardie mentre abbandonavano il Castello insieme al Principe e ai bambini. Le lanterne di Mabon si sono levate alte nel cielo mentre Mohebius dirottava la sua furia su Buzadara e il cielo danzava, libero dal riflesso delle fiamme. Ho stretto i miei figli al petto mentre il Principe con il suo popolo cercavano di convincere il Drago di Bronzo della festa in atto fino a riuscirvi, permettendoci di vivere un altro giorno.
Giorno 26 Mese 08 Anno 1422 Castel Thunderwolf
Diario del Principe Immanuel Thunderwolf

Adesso comprendo la profezia della Dama del Lago...
"Cadranno i secoli, gli dei e le dee, cadranno torri, cadranno regni
e resteranno di uomini e di idee, polvere e segni,
ma ora capisco il mio non capire, che una risposta non ci sarà,
che la risposta sull' avvenire è in una voce che si ripeterà."
Diario del Principe Immanuel Thunderwolf

Adesso comprendo la profezia della Dama del Lago...
"Cadranno i secoli, gli dei e le dee, cadranno torri, cadranno regni
e resteranno di uomini e di idee, polvere e segni,
ma ora capisco il mio non capire, che una risposta non ci sarà,
che la risposta sull' avvenire è in una voce che si ripeterà."
Come tutti temevamo dopo l'apparizione di Buzadara, Mohebius è venuto a cercarlo, ma stavolta non si è limitato a ruggire infestando i cieli del principato, bensì l'ha raso al suolo spingendosi fin dove non s'era mai spinto. La sua furia assassina si è manifestata con violenza contro Castel Thunderwolf, facendolo crollare. Ero nelle mie stanze con i bambini, a rimettere insieme i pezzi del gioco delle noci, con noi la bambinaia e Miele, il coniglio di Malbeth. Abbiamo legato la piccola catapulta con uno spago, poi... l'inferno. Un frastuono assordante ci ha colti e le mura hanno cominciato a tremare, poi a crollare. Ho ordinato ai bambini di correre al di sotto del letto e mentre lo facevano, una fiammata ha distrutto i vetri investendoli completamente. Li ho visti morire davanti ai miei occhi e sono morto anch'io, ancor prima che toccasse a me. Sono trasalito, poi mi sono spento. Quando ho riaperto gli occhi mi sono sentito sollevare da una forza arcana. Le mie parole si sono ripetute al contrario, mentre venivo trascinato verso la trifora e poi rimesso in ginocchio sul tappeto a legare i pezzi del giocattolo. Ho visto Miele correre al contrario e i bambini tornare da me con le loro risate roverse. Quando tutto si è placato sono corso fuori dalle stanze e poi per i corridoi seguito dalle guardie, fino al piazzale. Alcune si stavano ancora rialzando come pali imbrigliati, levati dal suolo. Ci abbiamo messo diversi minuti per comprendere l'accaduto, ma poi abbiamo visto Buzadara issarsi in volo e picchiare verso il mare seguito da Mohebius. Buzadara ha riavvolto il tempo riportando l'apocalisse allo stato di quiete. E' occorsa da subito un'idea perchè l'irrimediabile non si compisse. L'unico giorno in cui Mohebius l'aguzzino, cessa le ostilità con Buzadara è il giorno di Mabon, in cui insieme, in onore dei loro avi Cronos e Thalassa, si fanno cavalcare dai bambini. La decisione è presto giunta, simulare quel giorno. Ho ordinato alle guardie di raggiungere il centro abitato prima che la gente fuggisse e comandare loro di far volare nel cielo, come d'usanza a Mabon, le lanterne, poi presi i bambini sono sceso per la murata, fino alla valle del tempio. L'abbiamo fatto in quattro, io, i miei figli e Managerace, l'altro me. La concentrazione di noi due ha funzionato e sono riuscito a comunicare telepaticamente con Mohebius e a convincerlo di essere in errore, perchè non in un giorno normale, ma in quello di Mabon. Riemerso poco dopo, Mohebius sembrava attonito ma le lanterne che si sono levate a centinaia dal principato, l'hanno convinto, così si è steso al suolo per essere cavalcato. La gente scortata dalle guardie è lentamente giunta e i bambini sono saliti sui draghi con la loro innocenza disarmante. Ho stretto Lhien, i nostri figli, in un abbraccio disperato, poi siamo tornati alla nostra vita. Il tragico teatro è così virato in un cielo magnifico, carico di stelle. Spero solo che Mohebius non rinsavisca troppo in fretta.

Vàllalkozò e la prigione svelata
News di Abakara e le Sette Chiavi del Tempo del 24/08/2022
Vállalkozó! Vállalkozó! Vállalkozó!
Veritas Filia Temporis, Principe Immanuel Thunderwolf
Mi premeva scrivervi per ringraziarvi. La cortesia, prima, e la premura in seguito, che avete avuto in riguardo alla mia persona, sono cose che non dimenticherò e, ve lo assicuro, nella mia ritrosia non v'era volontà di recarvi offesa. Non ci conosciamo a fondo perchè voi possiate comprendere il mio essere, lo capisco, per questo mi preme sottolineare, forse, l'ovvio. Quantunque a seguire, come mio compito richiede, vi invio quanto nel mio diario ho vergato su ciò che i miei occhi hanno visto, la sera precedente a ieri e ieri stesso, per quanto voi siate stato spettatore quanto me. Altresì, in merito alla creatura dell'acqua...se avrete modo di vederla ancora vi prego di avvisarmi, ho bisogno di parlarle ancora e, per quel viaggio di cui avete accennato prima di andar via, considerate il mio interesse ad esserne partecipe, stante la vostra volontà a far si che questo accada, ovviamente.
Caleidos Thènidiel Agarwaen
Anno MCDXII - Mese VIII - Giorno XXIV
Lago Soulshine

Lago Soulshine

Due sere fa mi sono recata di nuovo presso le rive del Lago Soulshine. La sua bellezza è così disarmante da lasciarmi inebetita ad osservarlo, seppur consapevole delle angosce che ogni volta riversa nel mio animo e, beffardo il destino, non ha mancato nemmeno questa sera. Altre presenze erano lì con me, un'umana, una druida che si è presentata a me con il nome di Celebrian. E' giunta da poco in queste Terre, le osserva con occhi incantati e meravigliati, occhi che rifuggono ogni sorta di oscurità o mistero, come se tutto fosse un paradiso incantato. Nemmeno quel che è successo di lì a pochi istanti, interrompendo la nostra conversazione superficiale e di pura conoscenza, è riuscito a smuovere quella stasi di innocenza e disincanto che pare avvolgerla. Il lago ha di nuovo perso la sua stasi, si è di nuovo aperto nell'esatto centro del suo specchio d'acqua e da quel vortice è sorto un Cavaliere in armatura di bronzo, sporca di terra e sangue. Ha spronato il suo cavallo, superando le acque e proseguendo oltre la murata. La celata oscurava il volto, ma dall'elmo sfuggiva la chioma pallida come i raggi della luna, scomposta, e di quella che di certo era una treccia, sul finire della lunghezza, restava solo l'idea. Al termine della murata il ponte di Castel Thunderwolf ha ceduto al rumore degli zoccoli del suo cavallo che ne annunciavano l'arrivo, abbassandosi e consentendogli l'ingresso nel piazzale. Non ne ho visto il volto, ma quell'armatura di bronzo, quei capelli pallidi, semi intrecciati, non mentono ai miei occhi e, seppur possa sbagliare o volerlo, credo che si trattasse di Araton Alcarohtar: forse una visione, un presagio o...non so! La Druida che ha visto, o voluto credere, che in questa visione si celasse un semplice "saluto", ha la possibilità di richiamare le acque e guardare attraverso esse. L'ho invitata a calarsi nei suoi studi e a far si che si possa, quanto prima, tentare di sondare lo specchio del Lago tramite i suoi poteri. L'ho accompagnata fino alla Locanda del Cervo, l'ho invitata a risiedere lì.
Nella serata di ieri, nonostante, forse, sia necessario che io riposi e stia tranquilla essendo la mia gravidanza al termine, mi sono nuovamente riavvicinata al Lago. Ho spinto i miei passi fino alle Cascate, volevo solo riposare, seguire l'ordine dei pensieri e farli miei. Qualcosa è sorto di nuovo tra le acque, questa volta però niente di sinistro avvolgeva la sua visione. Una creatura si è palesata tra gli scrosci delle cascate: non so il suo nome, non si è presentata a me, e non so cosa sia. Un'entità senza una vera corporalità, eterea e impalpabile, acqua nell'acqua, così appariva la sua figura ai miei occhi: e i suoi, come specchi di un mare dalle sfumature azzurre ed agitate, mi hanno osservato a lungo, in silenzio, sorridendo. Ma più che la mia intera persona, ciò che pareva muovere quello sguardo e quel sorriso, era il mio ventre, e lo ha confermato rispondendo alle mie domande. Anche il Principe Immamnuel Thunderwolf ha disceso la murata giungendo al lago insieme al suo piccolo cane, Semola, una creaturina che esprime appieno la voglia di vivere. Il Principe stesso ha posto domande alla creatura acquatica, chi fosse, cosa fosse, sovrapponendosi e aggiungendosi alle mie. La creatura ha espresso pochi pensieri, definendosi un qualcosa che non è nato ma che è! Volevo carpire il più possibile di costei che in quelle acque, insalubri e nocive per il più delle genti, si muoveva come se ne fosse piena parte, ma una nenia ha squarciato il silenzio, preannunciata dall'agitazione del cane del Principe: sembrava preda di una frenesia innaturale per un essere così piccolo. La nenia ha rapito la mia mente, i pensieri, e più il suo incessante cantilenio aumentava e più sentivo una morsa al ventre, ma non sono riuscita a distogliere lo sguardo da quel che si è mostrato in seguito. Un nuovo mostro dimensionale è apparso dinanzi a noi, mostruoso nella sua apparenza. "Vàllalkozò" questo grido riversava nell'aria, che sia il suo nome o il macabro inno che ne preannuncia l'arrivo, atterrendo e stringendo nella sua morsa le sue prede. Dalla testa si levavano, come indipendenti dalla sua stessa corporatura, dei tentacoli orribili e tra essi una testa umana penzolava, orribile e agghiacciante. Il Principe ha ordinato che ci allontanassimo dal luogo e a quel punto la creatura d'acqua, a cui ho chiesto più volte se avesse scorto il fondale del lago, mi ha proposto di condurmi lì, sul fondo. Non so cosa mi sia preso, ma se non ci fosse stato il Principe avrei accettato il suo invito: le sue mani tese, i suoi occhi che quasi esprimevano apprensione per me, per ciò che porto in grembo, erano come una tentazione a lasciarmi portare via con lei. Ma sono stata strappata via da quella riva, dalle sue mani e da quella tentazione. La creatura si muoveva verso di noi e Semola è sfuggito dalla braccia del Principe, correndo verso la radura, ed egli ha rivolto a lui parole sconosciute, in un linguaggio antico "Chan e, na losgadh! fuirich femo! na loisg! Gabh air do shocair!". Per due volte la sua voce ha intonato quel richiamo, quell'avvertimento, quella che era quasi una preghiera, mentre la creatura si avvicinava e quella presenza etera d'acqua e scandiva una preghiera, tutta sua, verso le acque del lago, pregandole di risponderle, pregandole di salvarci e di non far scendere la morte su quel luogo.
E' successo tutto in pochi istanti, l'abbaiare frenetico del piccolo cane è divenuto un ruggito sordo, profondo che ha fermato quasi il tempo e i respiri. Il suo corpo è mutato e la figura che siè plasmata al posto di quella del piccolo canide era quella di Buzadara, il Drago d'Oro che secondo la Leggenda era stato imprigionato dal Principe chissà dove. Egli, in tutta la sua possenza, si è innalzato dal terreno per prendere quota e poi discendere in picchiata sul mostro, squarciando ancora l'aria con il suo ruggito, costringendo a rifugiarsi in mare. Buzadara, raggiunta la quota esatta, è calato in tutta la sua possenza, sparendo a sua volta nelle acque del mare. Poi tutto è divenuto stasi, quiete, improvvisa e inattesa mentre l'altra creatura d'acqua svaniva nel lago, a sua volta, e la sua sola voce risuonava ancora a fendere l'aria, in una arcana ammonizione. Le sue ultime parole "Lei ti cerca...Lei non sa cosa sei, ma ti ha cercato ed ha creduto che il lago potesse salvarla", per lei stessa o per me? Non c'è stato tempo di capire. Ci siamo lasciati alle spalle le cascate, mentre Buzadara, liberato ormai dalla sua forma "mortale"è tornato ad essere uno dei due Guardiani del regno.
Qualcosa sta mutando, qualcosa sta definendo il corso di questa storia, di queste terre e in un modo che ancora appare ignoto ma che non tarderà a mostrarsi in tutta la sua mostruosa o magnifica realtà.
Caleidos Thènidiel Agarwaen
Guardiano della Conoscenza
Custode delle Leggende
Vállalkozó - divinità della II° dimensione


Vállalkozó divinità della seconda dimensione. La sua struttura organica è umanoide, sebbene le sue dimensioni superino di gran lunga quelle umane. E' una creatura mortale di circa tre metri d'altezza. Le sue carni appaiono grigiastre per via della composizione chimica poco ossigenata. Il vertice della testa è costituito da un sistema muscolare e venoso scoperto e indipendente dal corpo principale. Sono tentacoli che la creatura usa per attaccare le prede e nutrirsi. A causa della scarsa presenza di forforo, predilige cibarsi di cervelli e per questo la sua propensione alla decapitazione è ferale e naturale. Il centro energetico che muove il suo organismo è la testa. Privato di questa, passerebbe in uno stato di quiescenza che lo renderebbe vulnerabile, nell'attesa della sua riformazione. La sua tecnica di caccia è una nenia spettrale che terrorizza le vittime e per questo usa un'esca che completi l'effetto, spesso una testa umana. Approfittando dello sconcerto e del terrore che incute nelle vittime, allunga i tentacoli per strappargli letteralente la testa. E' però, in quanto creatura organica, suscettibile al fuoco e ai soffi acidi dei draghi, di contro quelli gassosi, per lui non sono pericolosi. Se colpito da un cono di fuoco potrebbe soccombere senza repliche ma è molto abile nel fuggire, scivolando sulle superfici come il sapone su di uno specchio.

Apertura della Nocturnal Abduction - La Rosa Blu
News di Abakara e le Sette Chiavi del Tempo del 21/08/2022
Apre nel Principato Thunderwolf di Buzadara, in Contrada Civetta N.4 la bottega con certificati più grande del regno, la Nocturnal Abduction - La Rosa Blu, nata dal gemellaggio delle due botteghe che ne compongono il nome e da sempre distinte per il gusto eccelso degli articoli.





Incursione al Castello dell'Aran
News di Abakara e le Sette Chiavi del Tempo del 08/08/2022
Antefatto
Il ritrovamento delle due chiavi del tempo, diviene ben presto oggetto degli studi del Principe, per comprenderne gli effetti e i limiti più disparati, testandoli su sè stesso. Verga interi tomi riportando tutte le leggende conosciute, i luoghi in cui si sono aperte le brecce, le testimonianze. Raccolto e assimilato ogni concetto, nel primo giorno utile di buio globale, usa la seconda chiave del tempo e si risveglia in una dimensione parallela completamente sconosciuta, dalla quale non riesce a fare ritorno per un lungo anno, vivendo nelle sembianze di un elfo delle stelle Araton Alcarohtar, conosciuto come Managerace. La sua mente è confusa e l'uso della chiave insufficiente a riportarlo indietro. Quando vi riesce, fa ritorno nel regno ma il suo corpo e la sua anima si sdoppiano in due esseri apparentemente differenti. Araton Alcarohtar e Immanuel Thunderwolf. Realizza così il suo sogno, quello di essere immortale e mette al mondo il terzo erede, erede immortale al suo pari, intessendo un'intensa relazione con l'elfa Caleidos e confessando però i suoi intenti politici e la sua duplice identità, all'Aran degli elfi Lhien Fahliell già madre dei suoi figli. La reazione dell'elfa è drammatica e non accetta il suo disegno costringendolo ad una scelta. Il dissidio privato si trasforma dopo solo un giorno, in una faida senza esclusione di colpi.

Capeggiando un intero esercito di cloni, Immanuel Thunderwolf irrompe a Castalia violando le difese del Castello dell'Aran. Gli scontri tra gli elfi e i suoi cavalieri, non ammettono esclusioni, al punto che solo con l'ausilio della magia Lhien Fahliell riesce faticosamente ad arginarli. Il Principe ferito, si disarma e così il suo esercito, riuscendo a muovere il passo in quello che gli umani chiamano mastio. Viene condotto dai suoi figli, che riabbraccia dolorosamente, imponendo all'Aran di portarli con sè, corroso dai suoi ricatti. La concessione gli viene elargita ma ad un patto, trascorrere a Castalia la notte più lunga della sua vita. Accetta, ordinando il ritiro delle sue truppe ma cosa ne sia stato di lui e dei suoi figli, non è ancora scritto.

Avviso all'utenza interna e vacanze
News di Abakara e le Sette Chiavi del Tempo del 14/07/2022

L'estate per fortuna è arrivata e con essa le sospirate ferie che spero lavino via l'inverno difficile che abbiamo affrontato, più che vissuto. Questa gestione è in ferie a partire da oggi giovedi 14/7 fino al 30/7, ma non vi abbandonerà per quanto possibile, collegandosi tutti i giorni per rispondere alle vostre domande, sostenervi, e per i compiti ordinari e improrogabili. Potrebbero esservi però, ritardi nelle risposte e poca presenza in gioco e generale. La land è quindi anche nelle vostre buone mani, per l'accoglienza e l'affiancamento dei nuovi iscritti, ma anche per l'evoluzione delle trame e di voi, lo sapete bene, quanto mi fidi. Quindi buone vacanze a tutti, e solo cose belle.
Immanuel/Dario

Insediamento dell'Aran degli Elfi
News di Abakara e le Sette Chiavi del Tempo del 10/07/2022


kepesk Ulhar in pasto ai pesci a cannonate
News di Abakara e le Sette Chiavi del Tempo del 29/06/2022
kepesk Ulhar in pasto ai pesci a suon di cannonate

Quel mostro gigantesco aveva reso il mare di Buzadara una cloaca a cielo aperto, non ho mai sentito un fetore simile in tutta la mia vita!
Siamo salpati con il Black Embrace e ci siamo avvicinati a circa trenta metri dalla "cosa" fermandoci alla fonda. Scendere in mare con le scialuppe è stata un'impresa perchè la sua melma viscida era cosparsa ovunque, grigia e violacea sul pelo dell'acqua. Bruce e Angelique hanno caricato le reti e sono partiti per primi, poi io e Alchemia li abbiamo seguiti aggirando la massa putrida verso Ovest, mentre altre reti venivano sparate munite di arpioni, direttamente dal ponte! Abbiamo lanciato le reti anche noi ed è stato un gran remare ma a un certo punto e dopo tutta quella fatica, abbiamo realizzato che da soli non ce l'avremmo mai fatta, così una delle scialuppe con a bordo Elisabeth e il Figlio Unico, rimasti a bordo per dirigere le operazioni, ha raggiunto il vicino Bella Dama anch'esso alla fonda, mentre il Black Embrace ha sparato le tre cannonate in aria di segnalazione. La richiesta di rinforzi è stata così accorata che Il Capitano del mercantile ha accettato! Undici scialuppe e ben due galeoni per quello schifo immondo che alla fine siamo riusciti ad imbrigliare. Stretto il malloppo e legato ad entrambe le navi, l'abbiamo trascinato verso Est. Mai a memoria la poppa si è lasciata dietro una scia così ributtante. Dopo circa tre ore di navigazione abbiamo tagliato le cime e il Bella Dama ha aggirato la carcassa posizionandosi a Nord Est, noi invece a Nord e ci siamo sfiancati a caricare i cannoni, ma alla fine siamo riusciti a farla a pezzi. Adesso è rimasto ben poco a testimonianza della sua esistenza e i pesci completeranno l'opera. Per tutti i marosi putridi, che merda di esperienza!
Danaton Moleskin
Filibustiere
Ciurma del Black Embrace
Fratello delle Ombre

La Madre
News di Abakara e le Sette Chiavi del Tempo del 27/06/2022

Veritas filia temporis
Il Buio Globale ha di nuovo inghiottito le Terre del Regno.
Il Buio Globale ha di nuovo squarciato il suo velo rivelando strani e arcani misteri.
Perchè il destino muova i miei passi, ancora non mi è noto, ma è pur vero che lo fa.
Ma ha poca importanza il perchè, e il come, io arrivai al centro della piazza sita nella Contrada del Lupo, lì dove sorge il luogo oggi chiamato "Campo dei Morti", lì dov'ero attesa da quella Custode che incontrai già alla Conca d'Oro: Isobel Crochane.
Una creatura che par prediligere il tetro, l'occulto e il macabro, se dovessi soltanto fermarmi alle apparenze: ma non è questo il luogo.
Dinanzi al cuore imputridito del kepesk Ulhar, raccolto da quell'insolita umana, mi attendevano nuovi mutamenti e nuove parole incomprensibili o, forse, fin troppo interpretabili, a seconda dell'orecchio che le udiva.
Un monito, un invito e un'indicazione.
La voce che, ridondante, calcava su un solo nome "La Madre".
Un nome e troppe sfaccettature: troppe immagini, di troppe vite fa, si avvicendavano nella mente.
Quando le parole trovarono il silenzio, risaltò agli occhi quella statua marmorea di donna, una madre, di una drammacità che appariva così straziante ai miei occhi, in ogni sfaccetttaure della pietra, quella posa così disperata e così angosciante.
Ma non v'era spazio per i pensieri, perchè v'era chi imprimeva azione e reclamava conoscenza.
Sul collo della donna v'erano delle scanalature, come dita impresse nella durezza del materiale, come dita che avrebbero potuto essere i segni di una mano pronta ad uccidere.
Se io osservavo, v'era chi voleva agire e lasciai fare.
La mano di Isobel si posò sulle scanalature e il capo della statua, fino a quel momento piegato, ponendosi ora dritto, consentiva lo smuoversi del basamento rivelando, ai nostri occhi, un cunicolo.
L'impeto umano è un gran pregio, in alcuni contesti, come la fame di conoscenza, la loro capacità di bruciar con foga ogni emozione...in questo caso avrebbe potuto condurre un'anima a trovar posto tra le altre tombe del Campo dei Morti.
Forse un giorno quello sarà il suo posto, ma non era ieri sera quel momento.
Discendemmo il ripido lastricato illuminato da una miriade di ceri. Sul fondo della sala un altare, sull'altare, ben visibile, un tomo aperto.
Il lastricato della sala incrinato e distrutto, l'aria densa dell'odore acre della cenere che pareva capace di non consumarsi mai.
Ma non v'era alcuna spettralità in quel luogo, v'era silenzio, pace, raccoglimento e un senso di antico.
Ma se io mi curavo di osservare ogni dettaglio, Isobel, invece, correva verso quell'altare per recuperare il tomo.
Abbandonammo quel luogo dopo poco.
Quel tomo è conservato, adesso, in un luogo inaccessibile, dove verrà studiato e compreso, forse, divulgato.
Chiunque sapesse altro su quella cripta, ne parli con i Custodi, con i Guardiani.
Che conoscenza non conosca sosta e non conosca sventatezza.
Caleidos Thènidiel Agarwaen
Guardiamo della Conoscenza
Custode delle Leggende
Guardiamo della Conoscenza
Custode delle Leggende

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