Calo interesse
13/11/2009 23:07:31 e modificato da enelya il 13/11/2009 23:10:52
Playmaker è un termine utilizzato da anni in diverse comunità oltre che un termine utilizzato in diversi ambienti di gioco e sportivi
Ti ho ripetuto diverse volte cosa sia un playmaker: almeno in un forum lo sforzo di lettura andrebbe fatto.
Tant'è, inutile andare avanti: il confronto non porta nulla e francamente perdo interesse a discutere con chi, piuttosto che argomentare, liquida le mie argomentazioni bollandole con atteggiamenti di figaggine.
Concorderai con me che abbiamo già divagato abbastanza dallo scopo della discussione inutile tediare ulteriormente gli altri.
14/11/2009 01:25:33 e modificato da nite il 14/11/2009 01:32:11
Nah.
Secondo me l'analisi di Ghennadi pecca in un punto: uno non arriva la prima volta su 'sto sito con l'intento di imparare a giocare di ruolo, ma cercando un gioco (eventualmente di ruolo) su una tematica precisa.
La maggior parte dei nuovi giocatori (e per nuovi intendo nuovi, senza alcuna esperienza di gioco) sono dodici-tredicenni che arrivano spaesati su qualche land manga (schifate dai "bravi giocatori" quasi a vista).
Morale, che gente che non ha proprio presente come si gioca di ruolo impara così cosà come si gioca (non in tutte le land gli accademici/guide/chiamateli-come-volete sono ben preparati).
E così, le nuove generazioni, prive di una formazione sui cartacei, approdano al pbc proprio con un'ottica PPstico MMorpghista (neologismi aPPalla), una mentalità che viene solo moderatamente annacquata da un'infarinatura sulle basi di gioco, trascurando ahimè spesso e volentieri l'interpretazione; anche perchè spesso il problema di queste land "giovani" risiede proprio nell'ECCESSO di utenza e nella conseguente difficoltà a mantenere un livello medio di gioco paragonabile ad altre categorie.
Questo fenomeno non si limita ahimè alle sole land manga/potteriane/modaiole ma in generale a tutte le land, laddove si sa bene che:
Una mela marcia fa marcire il cesto, una mela buona, non lo fa diventare buono.
Io identifico la causa del calo utenza di molte land come sintomo di un effettivo calo qualitativo con le nuove generazioni, il quale è il reale problema allo stato attuale del pbc.
Io, che ho venti anni e vidi il mio primo manuale di D&D sei anni fa, fatico spesso a trovare miei coetanei davvero bravi a giocare, mentre fra chi è più piccolo, davvero ormai la capacità di interpretare in maniera originale pg poco scontati in situazioni che vanno oltre il combatti/allenati/uccidi/rimorchia tizia è più un'eccezione che la regola.
La cosa penso si estenda a ogni tipo di land, pressappoco, e questa "decadenza" del gioco interpretativo è secondo me la causa che porta sempre più utenti invece capaci di un gioco più "profondo" ad allontanarsi dal pbc, per semplice mancanza di spunti, di interazioni interessanti, di situazioni di gioco originali e alternative, o per banale penuria di compagni di gioco al loro stesso livello.
Uno dei modi di affrontare la questione è il classico "gioca col nabbo", per esempio, ma spesso i nuovi arrivati son più oggetto di scherno che visti come risorse per il futuro del gdr. Inoltre, il giocatore PP diventa facilmente l'idolo di questi ultimi, abituati al sistema dei mmorpg dove skill, statistiche e inventario fan la differenza, e lo scopo del gioco non è l'interpretare adeguatamente, ma si riduce a un banale pomparsi il pg fine a sè stesso (con l'unica differenza di una maggiore libertà d'azione e di personalizzazione del pg, che quindi ne esce ancora più "figo"). Ciò porta i ragazzi appena arrivati a intraprendere da subito la strada del PP, strada che poi, con l'andazzo che tira avanti e con le metodologie che vigono, non abbandonano più, in quanto i meccanismi di premio esistenti in ogni land funzionano perlopiù "all'italiana": amici, parenti, zii, cugine, nonni (???), son tutti master, capogilda, capiclan e chi più ne ha più ne metta, anziché essere uno stimolo allo sviluppo di un buon gioco come dovrebbero proporsi.
Manca l'educazione al buon gioco, e se manca quella, manca alla lunga il buon gioco stesso.
E dove manca il buon gioco, il buon player, scappa. E siccome se nessuno interpreta e le situazioni di gioco son sempre le stesse, alla lunga anche il cattivo player, smarrona, o va a fare il PP da un'altra parte, o meglio ancora smette di giocare.
Fine considerazioni personali sull'argomento, scusate il papiro!
14/11/2009 15:52:07
Vedrete che entro 1 anno almeno il 30% delle land attualmente aperte chiuderanno o si lasceranno lentamente morire, il che è anche peggio.
Non concordo con Mr Faber: il mercato è saturo. Ci sono migliaia di giocatori di ruolo in italia? Si, ci sono, ma una considerevole parte di questi non gradisce l'online e preferisce il gioco dal vivo o da tavolo con gli amici.
Il famoso bacino idealmente raggiungibile di 50-100 giocatori è fantascienza pura. Se persino le ambinetazioni di nicchia presentano 4-5 doppioni, questi 50-100 vengono divisi tra le land esistenti.
14/11/2009 17:40:15
Quello che dice rehomani non è sbagliato secondo me.
Senza dubbio io gioco a d&d e non ci giocherei on line.
Ma lot quindi come la spieghi?
15/11/2009 14:21:13
aceboy ha scritto:
La prima verità è che pur potendoci giocare qualcosa li tiene lontani,bisogna capire come mai restano lontani e non attivi.
di certo la confusione non aiuta , di certo il presentare generici contenitori di varie forme di gdr by chat non aiuta anche se per alcuna utenza, penso alla maggioranza di quella attualmente attiva, inveece è soddisfacente.
Che un mercato si fermi stagnadosi non vuol dire che non ha margini di crescita ma forse è la meccanica di offerta che ormai ha raggiunto dei limiti...
Posso, di massima, concordare con te, ma trovo del tutto inutile ragionare dicendo che ci vorrebbe un "altro tipo di mercato" o una differente tipologia di offerta, quando il problema è proprio quello.
Il mercato è questo ora, e difficilmente cambiera in quello che offre. Prima cambierà la quantita di quanto offre. Solo dopo avverrà un eventuale cambiamento. Mancando lo scopo di lucro, e mancando anche il puro e semplice lavoro dietro a un gdr, che una persona spesso si trova bello che pronto, la spinta innovativa latita.
Quando il numero si dimezzerà allora si che vedremo un poco piu di inventiva.
18/11/2009 18:25:34
rehromani ha scritto:
2)Tecnologia. Il PBC è superato. E' come le chat IRC, neanche i maniaci sessuali le usano più. Se prima il PBC era l'unico modo per aprire a tutti i "tavoli" di giochi di ruolo. Adesso ci sono altre tecnologie dominanti: Browser games, Xbox Live, PSnetwork. Perchè giocare a un gioco con due immaginette e una cornice, quando posso fare una cosa identica con una simulazione reale in HD?
Questo mi pare il punto principale. Al'inizio il fatto di dover scrivere per giocare era un male necessario per poter interagire con i mezzi tecnologici presenti all'epoca. Adesso non è più così e il PBC rimane (o tende a rimanere) roba da chi lo fa da molti anni e ormai lo fa per abitudine o si è inserito in una comunità di persone che considera amici, oppure per persone a cui "piace scrivere".
Se notate l'azione "lunga" o il pensiero in azione che in passato erano considerate un'aberrazione del gdr adesso sono tollerate da una fetta sempre più alta di utenza e da un sondaggio che ho visto propro qui qualche tempo fa, alcuni le considerano addirittura segno di buon gioco il primo ed essenziali per giocare i secondi. Non voglio commentare questo adesso, se cioè sia bene o male, ma quello che conta per quel che si discute qui è che il pbc sta diventando "roba per chi vuol scrivere" e meno "roba per chi vuol giocare".
E cio è anche comprensibile, visto che il dover scrivere è comunque indubbiamente un ostacolo all'azione e sono disponibili soluzioni tecnologiche anche free che questo ostacolo non ce l'hanno. Per una grossa fetta di utenza, però quello non è un ostacolo, anzi è il fine.
19/11/2009 09:42:35
Io non sono molto d'accordo sul fatto che il PBC non appassioni più.
Lot sarebbe chiusa da un pezzo.
Io credo che continui a piacere e che il problema sia sempre lo stesso: se entro in una land con dieci utenti a sera, dopo 15 giorni non ho più sorprese, niente da conoscere. Peggio mi sento se 15 di quei 5 sono fati sempre in backchat e con *quest* inesistenti, che appaiono in chat per *commentare* il tempo fuori dalla taverna o il fuoco che riscalda.
Ma anche se appaiono in continuazione impedendo un'integrazione tra personaggi e gruppi che avviene in chat non su un forum.
Riguardo alle descrizioni, Faber, è anche un problema di impostazione della gestione: se un niubbo entra in una land assorbe quello che fanno gli altri.
Girando per tutte le land di gente che scrive chiaramente che un'azione non va scritta in barocco e in 5000 orpelli ridicoli non funzionali a un'azione, nei regolamenti e nelle istruzioni ce ne sta poca, pochissima.
Credo che ci sia dispersione eccessiva: che se sono un niubbo e entro in una land sbagliata, imparo male o semplicemente ho un'idea non appassionante del pbc perchè molte land non sono appassionanti e sono gestite con concetti quanto meno discutibili sia sul piano del rispetto dell'utenza (che non è presentarsi in posta con 10.000 sorrisoni e benvenuti appena loggano e non è neanche fare sì sì a ogni capriccetto in liberi) sia sul piano della loro stessa concezione del gdr.
19/11/2009 11:45:54
enelya ha scritto: Io non sono molto d'accordo sul fatto che il PBC non appassioni più.
Lot sarebbe chiusa da un pezzo.
Io credo che continui a piacere e che il problema sia sempre lo stesso: se entro in una land con dieci utenti a sera, dopo 15 giorni non ho più sorprese, niente da conoscere. Peggio mi sento se 15 di quei 5 sono fati sempre in backchat e con *quest* inesistenti, che appaiono in chat per *commentare* il tempo fuori dalla taverna o il fuoco che riscalda.
Ma anche se appaiono in continuazione impedendo un'integrazione tra personaggi e gruppi che avviene in chat non su un forum.
Riguardo alle descrizioni, Faber, è anche un problema di impostazione della gestione: se un niubbo entra in una land assorbe quello che fanno gli altri.
Girando per tutte le land di gente che scrive chiaramente che un'azione non va scritta in barocco e in 5000 orpelli ridicoli non funzionali a un'azione, nei regolamenti e nelle istruzioni ce ne sta poca, pochissima.
Credo che ci sia dispersione eccessiva: che se sono un niubbo e entro in una land sbagliata, imparo male o semplicemente ho un'idea non appassionante del pbc perchè molte land non sono appassionanti e sono gestite con concetti quanto meno discutibili sia sul piano del rispetto dell'utenza (che non è presentarsi in posta con 10.000 sorrisoni e benvenuti appena loggano e non è neanche fare sì sì a ogni capriccetto in liberi) sia sul piano della loro stessa concezione del gdr.
Lo so che la risposta non era per me, ma faccio come se lo fosse :P
Secondo me non è vero che non appassiona più, ma che appassiona (e direi anche molto) una quantità minore di persone che non necessariamente è un sotto insieme di quelli che giocavano prima. Il gioco ha due componenti che sono l'interazione e la scrittura. Mentre almeno all'inizio prevaleva la prima negli interessi di chi giocava, adesso c'è una maggiore attenzione alla seconda componente e chi fa PBC non vive più il fatto di dover scrivere come un limite. Mentre, dall'altra parte, chi continua a vivere la scrittura come un male da sopportare.. ora non lo sopporta più perchè ha alternative.
Non dico se sia un bene o un male: mi basta qui come considerazione per affermare che sia semplicemente cambiato il target del giocatore medio.
Quello che non mi convince nel tuo ragionamento, in particolare nella parte riguardante l'eccessiva dispersione e qualità delle quest è che
1) è raro che un nuovo utente inizi da una land sfigata come utenza. 99 su 100 si inizia non dico da una lot, ma almeno da una land con un'utenza discreta, altrimenti non si capisce come ci sia arrivato uno lì.
2) Le land con utenza più grande fanno (mediamente) quest più appassionanti della semplice descrizione del tempo che cambia, ma è anche vero che le chat in cui agisce un master e il numero di giocate di questo genere sono una percentuale misera rispetto al totale.
22/11/2009 13:24:30 e modificato da enelya il 22/11/2009 13:25:16
golosauro ha scritto:
Lo so che la risposta non era per me, ma faccio come se lo fosse :P
Era anche a te, ma sai che io e i quoting siamo una realtà moooolto difficile.
:P
Secondo me non è vero che non appassiona più, ma che appassiona (e direi anche molto) una quantità minore di persone che non necessariamente è un sotto insieme di quelli che giocavano prima. Il gioco ha due componenti che sono l'interazione e la scrittura. Mentre almeno all'inizio prevaleva la prima negli interessi di chi giocava, adesso c'è una maggiore attenzione alla seconda componente e chi fa PBC non vive più il fatto di dover scrivere come un limite. Mentre, dall'altra parte, chi continua a vivere la scrittura come un male da sopportare.. ora non lo sopporta più perchè ha alternative.
E io torno alle gestioni.
Perchè se la gestione batte sull'interazione la gente impara il concetto e forse trova anche un senso in tre ore in chat.
Tanto per farti un esempio: quando imponi una turnazione rigida anche in chat di 5 interagenti, l'interazione è impossibile. Quando sei costretto a una media di 5 azioni in una giocata è inevitabile che ti annoi e quando tocca a te sei costretto a 50 righe per riprendere le 50 degli altri che per fare in 5 turni qualcosa degno di note sono costretti ad allungarsi.
Conosciamo entrambi, credo, decine di giocatori non brevi e geniali nel concetto interattivo.
Nessuno ha mai fatto critiche sulla lunghezza: se un personaggio interagisce anche in una media di 7 righe ed è appassionante ci giochi e richiama giocanti come un pan di stelle richiama il cappuccino caldo.
1) è raro che un nuovo utente inizi da una land sfigata come utenza. 99 su 100 si inizia non dico da una lot, ma almeno da una land con un'utenza discreta, altrimenti non si capisce come ci sia arrivato uno lì.
Dipende.
Se è un vecchio giocatore secondo me inizia a partire da una media di 10 interagenti.
Preferibilmente senza 80 chat su cui spammarsi.
Se la land è buona, l'idea interessante quanto meno ci perde tempo più di una settimana.
Perchè il vecchio giocatore segue il panorama delle land e sa che non è, utenza o meno, granchè.
Sono altre le cose che scoraggiano i vecchi giocatori.
Se è un niubbo entra, impara male, oppure si annoia.
2) Le land con utenza più grande fanno (mediamente) quest più appassionanti della semplice descrizione del tempo che cambia, ma è anche vero che le chat in cui agisce un master e il numero di giocate di questo genere sono una percentuale misera rispetto al totale è
A parte dream e lot questo io non l'ho visto.
Ashmork ha buoni fati, anche se un'utenza più ristretta.
Personalmente ritengo essenziale il gioco in chat al di là dei fati.
Importanti ma non, come ho già scritto altrove, l'unico sale della land.
E soprattutto l'idea.
Credo che un pg debba sapere quello cui aspirare, come farlo, dove trovare il suo gioco.
Questo manca in moltissime land quasi tutte.
26/11/2009 04:54:27
rosanera ha scritto: Certo che l'interesse cala, il GDR pbc per bello che sia, a lungo andare annoia, anche i piu' fedeli, i piu' alti in rango, i piu' bravi.
L'errore primario che si e' sempre fatto e' di considerare un pbc un gioco perenne, sempreverde. A parer mio, come in qualsiasi altro gioco, il pbc dovrebeb avere un inizio ed una fine, o cosi' perlomeno le giocate dei players.
Un po come in un cane che si morde la coda poi, dopo esser stati tanti anni in un gdr, se si volesse cambaire aria, e' difficile farlo per aver preso abitudini con la land nella quale si gioca.
In un'altra non si conosce quasi nessuno, magari non si ha voglia di rincominciare una avventura da capo, dopo aver vissuto la fama e la celebrita' degli " alto rango" o dei " conosciuti" .
C'e' da aggiungere che la qualita' dei giochi nuovi degli ultimi mesi e' pessima, nei migliori casi minima.
Da aggiungere anche che di giochi ne sorgono troppi e tutti uguali, alcuni concettualmente sbagliati, alcuni non son nemmeno GDR o non dovrebbero esserlo.
C'e' da dire che (e si prendetevela ma mi pare cosi') la nuova generazione non e' portata a giocare sui pbc, il 75 % dei ragazzini che sento scrivere sul forum che voglion creare un gdr, o quelli che li appoggiano sono sgrammaticati, bimbiminkia, e similari che del GDR non hanno nemmeno l'idea di cosa sia.
Cosi' altri o altre che crean giochi, o li frequentano con la presunzione che stiano giocando di ruolo, mentre per chi lo fa veramente, legger quelle due idiozie sulla chat fa solo venire da ridere.
Il GDR pbc e' bello, ma andrebbe riscoperto con nuove proposte, nuovi giochi, con tecnologie nuove, miste tra un MMORPG e browser, e servirebbero giocatori piu' adulti di 13 anni, o perlomeno piu' intelligenti dei tredicenni che si leggon in giro al momento.
Del tutto d'accordo con Rosanera.
L'immortalità (di personaggi e gioco) è una delle cose che lo frena: voglio dire, pensiamo ai giochi in cui resusciti all'infinito. Arriva il momento in cui il tuo personaggio non ha più nulla da dire/fare. E allora via, si dovrebbe avere il coraggio di cambiare. Cosa frena?
Che c'hai speso tempo, che il tuo pg ha tot legami, che chi te li rida i punti esperienza con un pg nuovo non ho più quelle caratteristiche, che il mio pg ormai ha il simbolino massimo del carisma, etc etc etc
Una situazione che francamente esiste un pò ovunque (sono pochi i Gdr con la seria regola del "crepi - ciao pg").
Non continui a giocare Neverwinter con un pg all'infinito: arrivi al ventesimo livello, finisci il gioco, se lo vuoi rifare ti cambi il pg perchè tanto parti da zero.
Nel gdr online pbc no, perchè vige la nostalgia, il morboso attaccamento del simbolo di tutto il tempo speso.
Inoltre la creazione del gdr andrebbe affrontata con un'ottica totalmente diversa: spesso i gdr aprono, la gestione di dice pronta all'evoluzione, ma nel momento in cui si palesa il problema che necessità di un cambiamento ferma tutto perchè "all'inizio io l'avevo pensata così" "ma se abbiamo messo questa roba in questo modo ci sarà un perchè".
E stop, l'evoluzione del gdr si ferma lì. Si sguazza sempre nello stesso stagno, in giochi all'insegna della staticità: guai se una corporazione evolve!
E' nata così e piuttosto deve chiudere così!
Non ho MAI (ripeto: mai) visto un gioco così dinamico in cui le corporazioni non solo aprono e chiudono, ma in cui si fondono, si dividono, i pg possono essere in due corporazioni diverse (magari facendo il doppio gioco), perchè il complicarsi delle cose rende troppo difficile averle sotto controllo (e i gestori non hanno tempo e voglia. Vuoi far apparire un trollo? Va bene. Vuoi fare una giocata che porti a trovare i troll e annientarli? Cosa, ma sei pazzo? I troll sono d'ambientazione!!!).
I gdr pdc partono da un punto e muiono in quel punto, sono tutti fermi lì da anni, i giocatori vanno e vengono e dopo anni di gioco si ritrovano la stessa situazione lasciata.
E' desolante, la qualità dei nuovi pbc non è diversa da quella di 5 anni fa, le idee innovative non vanno messe solo nell'ambientazione ma anche nella modalità di gioco, bisogna avere il coraggio di fare esperimenti. Poi può anche fallire, ma finchè si resta ancorati al concetto che il gdr sia quello che abbiamo conosciuto e così deve rimanere vuol dire che non si è imparato niente, che in anni di storia del pbc la gente non ha maturato concetti propri, vivendo solo del riflesso dei progenitori.
Ecco cosa soffoca l'utenza, ecco cosa la spinge verso giochi di natura diversa che invece sì, in grafica, in tecnica, in storia evolvono.
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