Calo interesse
29/11/2009 19:27:23
himbro ha scritto:
Perfettamente d'accordo, l'unica aporia del discorso è rappresentata forse dalla mia esperienza personale.
Crimestone city nasceva dal bisogno di avere appunto delle associazioni dinamiche puramente on, risulatato, i 3/4 dei giocatori ci pigliavano letteralmente a parole perchè non era democratico (secondo loro) che quando proponevano una corporazione noi dicevamo "ok, l'idea non è il massimo, ma se riesci a creartela in gioco.."
molti si disinteressavano completamente delle cose che succedevano e dato che il gioco aveva un tasso abbastanza buono di mortalità/giocata avventurosa non programmata rimanevano solo appesi.
Curioso il caso che più o meno tutti con solo qualche eccezione si lamentavano dell'ambientazione troppo strana, sol perchè ci eravamo imposti l'oriente attuale e di non banalizzare nulla.
Il restante 1/4 dei giocatori se ne sono andati perchè non c'era gioco, l'altro 3/4 era emigrato.
Ora, io penso che gli esperimenti esistano, io nella mia breve carriera ne ho visti parecchi,
Ma giocare in una land di questo tipo è difficile, ho il sospetto i giocatori (parlo in generale) non vogliano veramente giocare con la possibilità di perdere, ne vogliano dover essere costretti a pensare.
I giocatori sono il primo cancro dei giochi di ruolo, essendone i fautori è una logica conseguenza. Detto ciò ovviamente io c'ero ai tempi del Beta su Crimestone, entrando nel dettaglio - anche se non è la sede giusta - potrei dire di aver ravvisato anche altri problemi. Ma c'ero solo davvero all'inizio, quindi probabilmente poi si erano risolti.
Al di là di quello Crimestone aveva un'ambientazione "innovativa" (anche un pò troppo vaga, secondo me) ma come funzionalità era un gioco di ruolo nella media, non ricordo nessuno spicco di iniziativa sperimentale (bacheche, messaggi, quest programmate, bla bla), perciò non lo annovero propriamente tra gli "esperimenti".
Ovvio che poi molti esperimenti (o presunti tali) falliranno, ma meglio provare che aprire un gdr fotocopia che arriverà a rubacchiare quei 10 utenti scarsi e poco presenti.
30/11/2009 12:44:36
himbro ha scritto:
[quote]golosauro ha scritto:
a me pare fuorviante questa frase che quoti, però. Nel senso che se si gioca pensando che vincere sia un fine, allora è ovvio che nessuno voglia perdere. Io ho sempre pensato al pbc come un gioco in cui si vince se si gioca bene - un pò come quel gioco che dalle mie parti si chiama "patroni" ma credo sia un pò diffuso ovunque, che si basa sull'offrire bicchieri di vino secondo una certa politica di gioco. In pratica il fine del gioco - secondo me - dovrebbe essere una corretta e coerente interpretazione.
Già l'idea di considerare il fatto di "perdere" vuol dire entrare nella stessa ottica di chi vuol sempre "vincere". Non so se mi son spiegato.
Da questo punto di vista il dado non è altro che una ulteriore struttura a supporto di chi vede il gioco come competitivo.
Il gioco prevede una competizione, una situazione di vittoria e una situazione di sconfitta, altrimenti non è un gioco è uno scritto a più mani.
Il dado non è un'ulteriore struttura, è una struttura, il senza dado (ancora più difficile se giocato bene, ripeto bene) è un'altra struttura, non eisiste un gioco di gruppo privo di strutture, noi non siamo bambini che giocano alla famiglia, siamo persone adulte (in genere) che esercitano un'attività ricreativa seria, come gli scacchi.[/quote]
E' un'interpretazione condivisibile (non dico da me, ma che trovo accettabile); ma allora non bisogna lamentarsi che la gente provi vincere e abbia il vincere come fine. O il gioco è competitivo, e allora è normale che la gente non voglia perdere, oppure non è competitivo e allora il voler vincere per forza è una aberrazione. Io ho sempre pensato che "perdere" giocando bene avesse lo stesso valore che "vincere" giocando bene; ma è una interpretazione che mi rendo conto essere quanto meno discutibile
30/11/2009 14:47:14
raizingher ha scritto: ci tengo a segnalare che tra il concetto di vincere/perdere e il concetto di totale apatia nei confronti delle trame c'è differenza. [..]
beh, si, un minimo di elasticità deve esserci proprio nell'ottica da te esposta. E' anche vero che nel caso che tu citavi il problema sta anche nella scelta del pg. Se uno si crea un pg scarsamente giocabile poi non si deve lamentare se ha pochi spunti
01/12/2009 00:47:01
Non è il male assoluto, ma ci sono gdr in cui un combattimento dura ore e ore e non ha fine semplicemente perchè nessuno dei due contendenti ha la reale misura del fatto che subentrano fattori come la stanchezza, il dolore, le conseguenze delle ferite...
il diceless non sarebbe il male, se i giocatori fossero onesti.
E qua, ci si scava sempre la fossa da soli.
I dadi sono un male aleatorio, ma per Giuda, un male necessario u.u
02/12/2009 01:24:42 e modificato da enelya il 02/12/2009 01:26:01
raizingher ha scritto: Ci terrei a segnalarvi come questo topic, in 14 lunghe ed interessanti pagine, sia spaziato un po da tutte le parti, toccando via via quelle che consideriamo, chi più chi meno, problematiche che hanno un peso nella situazione di disinnamoramento attuale. E a ben vedere, queste problematiche sono veramente tante, il che mi lascia fortemente perplesso, e mi viene di dare ragione ad Ace che dice che forse è il caso di mettere veramente nero su bianco cosa sia pbc e cosa non lo sia.
Difficile, se non impossibile.
Non esiste una sola e unica visione dei play by chat: il solo fatto che si possa fondare su regole e dinamiche interattive diverse,come sottolineato anche da Ramsay, dimostra che ne esistono diversi generi.
E dico generi nell'accezione letteraria del termine: categorie di gioco attraverso la chat distinte per scopi e modi interattivi.
E non esiste neanche un'auctority istituzionale che possa sancire, in questa realtà cosa sia un play by chat in senso generale e cosa no.
02/12/2009 09:35:40
Mi perplimo, e mi perplimo molto.
Che cosa vogliamo definire? Cosa sia un pbc? E questo in che modo aiuterebbe a farci capire perché avviene il calo dell’utenza?
Sembra una barzelletta davvero: lo sfigatello intellettuale ma brutto viene tradito dalla moglie con un buzzurro ignorante, ma alto/biondo/strafigo e superdotato. Lui si mette a pensare dove ha sbagliato e cerca di definirsi per capire in cosa ha fallito. Deve capire cosa è!
Ciccio, sei cornuto? Prima di farti 10 anni di autoanalisi capacitati di quello che NON sei…non sei alto, non sei biondo, non sei strafigo e soprattutto non sei superdotato!
Il Pbc ha prosperato non tanto grazie ai ruolisti, ma grazie ai giocatori occasionali. Con i giocatori occasionali il PBC ha toccato vette di utenza altissime, che sono andate molto oltre la reale portata del GDR in italia.
Ma adesso questi ruolisti occasionali hanno delle alternative migliori.
Mentre leggevo questo topic, a fianco, sopra e sotto c’erano banner di browser games, gdr in 3d eccetera, tutti belli scintillanti con l’elfa dalla scollatura vertiginosa e la giovane chierica con lo spacco inguinale e infine il muscoloso e tenebroso cavaliere con lo spadone più lungo di lui, che sfidando ogni legge della fisica viene brandito e issato in aria.
Rassegniamoci, siamo come il giradischi e la macchina da scrivere. Continuiamo ad esistere per una sparuta minoranza di amatori che per ragioni varie non vogliono passare al nuovo che avanza.
Siamo fuori dalle logiche di massa, siamo ritornati alla realtà di nicchia che il ruolismo puro ha sempre rappresentato.
Vogliamo definire cosa sia il PBC? Contribuisco anche io:
Il play by chat è un modo di giocare di ruolo che ha avuto, ma non ha più, appeal sulle masse.
02/12/2009 10:05:17
Brutto da pensare, ma rehromani ha -quasi- ragione ç_ç Io gioco sia nei PbC (un paio, al momento) sia nei browsergame (uno, occasionalmente) sia nei mmog (uno, grosso, ma a giorni alterni), tuttavia, diciamocelo, si tende ad essere attirati più da due ore a scrivere in chat o da due ore a picchiare dei pixel animati su uno schermo? Dipende da persona a persona e non sempre l'alternativa "facile" è quella più divertente.
02/12/2009 11:09:44
Mhmmm... vincere o perdere?
In molti gdr by chat non ha senso questa definizione.
Che cosa vuol dire vincere? Trovare la soluzione che il master ha in testa quando presenta una quest oppure trovare una soluzione alternativa?
Sinceramente non lo so, ma in alcuni post sono poste delle soluzioni che, se attuate, rischierebbero di far bannare il giocatore causa PP.
Il giocatore dovrebbe sempre tenere presente le caratteristiche del personaggio che si è scelto; una debole fatina non può di certo spostare una frana solo perché il master non ha altre idee per poter far proseguire la quest. Inoltre le caratteristiche dei vari punti di forza, magia, mana, intelligenza e quant'altro di valore numerico, vanno confrontati con ciò che è la storia del pg (se il pg è stato accecato non ha senso che usi la vista dell'aquila per poter colpire la corda per aprire il portone con il suo arco di corno di bisonte), altrimenti giochiamo a Diablo (che adoro, ma non necessita di una crescita di spessore, ma solo di punti e di armi sempre più potenti).
I dadi, o altri sistemi automatici di validazione delle azioni sono utili se si basa il proprio gdr sui combattimenti, in Italia il gdr ha preso una piega più narrativa che numerica, anche per il genere di cultura che abbiamo. Probabilmente la sempre più popolarita dei vari giochi di carte tipo yo ghi ho, porterà ad un interesse, tipicamente anglosassone, per le statistiche rinnovando il sistema di gioco, introducendo un vero senso di gara, con un vincitore ed un vinto.
Forse :-D
05/12/2009 01:27:25
ehm primissima cosa, qualcuno esperto del forum sa come si disabilita l'opzione di ricevere un msg per ogni risposta al topic? XD
Dopo tante risposte anche troppo lontane dall'argomento, qualcuno si muove verso una direzione rispondendo di fatto alla domanda del topic che chiedeva COSA e QUALE direzione di sviluppo prendere, eventualmente motivando anche il perchè del calo se riscontrato.
Tuttavia credo che nessuno abbia voglia di perder il tempo, a prescinder se si tratta di un secondo o di due mesi.
Pertanto aceboy, ammesso che tu riclassifichi tutti i gdr (cosa che trovo utile non fraintendere, ma anche insufficiente) poi che ci fai?
Poichè penso in tutta onestà che sposteresti il problema soltanto a più in là nel tempo; perchè non esponi, tu o chiunque abbia un'idea a riguardo un sistematico piano d'azione a più tappe?
Che poi si possa approvare o meno, ma che almeno sia completo e chiaro per scopo/obiettivo finale.
05/12/2009 02:13:33
Un'idea ce l'ho, ma non vorrei essere quello più copiato. :P
Quindi... tempo al tempo e sarà presto attuato.
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