News e Annunci Gothik Praha
Quest: Dietro un Sorriso
News di Gothik Praha del 25/09/2016
Partecipanti protagonisti: Hari, Zayne, Nilesh
Chat: Klub Ruze, Suite
Inizio: 22:00
Fine: 02:40
Resoconto:
Ci troviamo al Klub Ruze, immerso nei suoi maestosi tesori. Gli accompagnatori, compreso Nilesh, sono già all’opera ad animare e rendere quanto mai lieta e seducente un’altra serata al Klub. Scendono fiumi di alcool e oppio, il benessere e l’eleganza con il benestare l’una dell’altra preannunciano un’altra fruttuosa serata a Lamour ed i suoi. Vecchi e nuovi clienti si attardano sull’uscio, Zayne e Hari, e gentilmente vengono accolti e fatti entrare. Mentre stanno parlando, chi per una cosa, chi per un’altra, noteranno qualcosa di particolare, ognuno individualmente rispetto agli altri e che attirerebbe la loro attenzione totalmente: una figura, che siede da sola, su una poltroncina più distaccata dalle altre. I tratti orientaleggianti, come il vestiario tipico, ricordano una tipica ma estremamente bella donna giapponese intenta a bere un semplicissimo tè. Ma quello che attira la vista è piuttosto la bizzarra maschera che le copre la metà inferiore del viso, dal ghigno macabro che mal combacia con la dolcezza di quegli occhi grigi e rarissimi, altro tratto atipico e meraviglioso nella giapponese che già per le forme pare molto più bella di qualunque altra donna in sala. A quella vista tutto quanto li circonda sembra passare in secondo piano, come se nulla avesse importanza e lei avesse preso il centro di tutto: come una calamita silenziosamente li attrae e persino i contorni della realtà sembrano sfocarsi in confronto a lei, come se nulla avesse alcuna importanza…eccetto lei. Così Nilesh, Hari, e Zayne (che sembrano gli unici ad averla notata) si muoverebbero per raggiungerla…senza tuttavia notare che ognuno di loro si muove verso una direzione diversa da quella degli altri, come se la visione creata dalla donna imprimesse una diversa volontà per ognuno di loro, attirandoli lentamente nella sua trappola. Così fa, dal momento che nei loro movimenti nessuno sembra raggiungerla per la di lei volontà, ella si sposta verso i piani superiori verso la suite, venendo seguita da tutti e tre. I tre ancora non si rendono conto che in realtà non sono affatto soli con lei in quella suite, bensì presi ancora da quella visione che lei dona con le sue sembianze attraenti si disporranno autonomamente ed ordinatamente intorno a lei come in un semicerchio, lasciando lei al centro come fulcro di tutto. Ella dunque pone la propria domanda, a tutti e tre allo stesso modo ma per ognuno di loro in maniera differente: difatti, mentre per uno il suono della di lei voce fa ulteriormente cadere la vittima nel baratro (Zayne), decretando dunque la scelta dello spirito della giapponese e l’accoglienza da parte del nefilim che la brama anche più di prima; per gli altri (Hari e Nilesh) quel medesimo suono risuona nelle loro menti e delinea l’approssimarsi della fine di quel meraviglioso incanto, come se quella dolce voce li stesse riscuotendo dal sonno, rendendosi così conto di trovarsi in compagnia degli altri due in quel medesimo luogo e mettendo a fuoco il fatto che ella non sia propriamente un sogno tanto atteso…ma piuttosto un’altra tipologia di sogno. Uno di quelli in cui la persona che ne è soggetta è costretta a svegliarsi bruscamente. Quando ella si toglierà la maschera, ponendo una nuova domanda a tutti loro, mostrerà il suo viso: completamente deturpato, con un taglio netto da un orecchio all’altro che le taglia a metà la bocca e ne lascia intravedere la carne e le ossa al di sotto di questa, in un putridume decisamente non proprio recente. E mentre lentamente dalla mano della donna si materializza dal nulla una lama che pare parte integrante della stessa, ella resta lì a sondare le loro reazioni: Hari ne resta impietrito, Nilesh non si fa di certo scoraggiare dal viso di lei ma piuttosto ne ricerca l’artefice così come cerca una via diplomatica nell’attimo in cui scorge il palesarsi dell’arma…ma è la reazione di Zayne nei suoi riguardi, quella che lo fa scattare. Pur essendo ancora immerso nella sua visione (differentemente dagli altri), egli ricaccia quel sogno cercando di ritrarsi, disgustato. Così la visione tenta di scagliarsi contro Zayne per cercare di ferirlo gravemente al viso, sfregiarlo o ucciderlo, ma mentre ciò avviene Hari cerca di intervenire prendendosi lui il colpo al suo posto venendo così colpito al viso dallo zigomo destro fino al centro del mento. Nilesh ci prova ancora, a distoglierla dagli intenti: a quel modo riesce a tenere salva la propria di vita, evitando un’amputazione e riesce solo a rallentare il vero spirito dall’attaccare realmente la sua vittima, Zayne. Il figlio di Malik, ancora faccia a faccia con lei ed ancora sotto l’effetto della fumi della visione tramutatesi in incubo, sembrerà rallentato, come se non riuscisse a credere affatto ai suoi occhi, ed incapace ancora di realizzare che quella non sia la vera lei…così, quando ella attraverso il suo riflesso cerca nuovamente di colpirlo, il nefilim non schiva, ma bensì cerca di bloccarla e parare il colpo, sotto gli occhi indignati dell’umano e dello Han-yo che ancora inutilmente tentano di dissuaderla.
Contemporaneamente la donna, che si era momentaneamente distratta con loro due, d’un tratto svanisce, prendendo il posto della visione ancor meno corporea di se stessa, andando ad ultimarne il colpo… quel medesimo colpo che Zayne invero tenta di parare. Lei glielo lascia credere, un momento, indugiando e lasciandogli pensare che quella presa sia reale, che abbia consistenza (così come l’abbraccio iniziale)… ma un attimo dopo egli si trova a stringere tra le dita solo aria, attraversando il braccio immateriale di lei che, con quella lama spirituale, perseguirebbe nella corsa verso il collo di lui, perforandolo dal gozzo e oltre quello, lacerando quanto dalla lama viene colpito.
Mileena si tira indietro, sospesa stavolta, si mostra umana ma non del tutto, avendo svelato di essere solo e soltanto quello che è, ultraterrena, uno spirito dalle fattezze umane e guarda il nefilim agonizzante, perdere sangue e sussurrandogli “Vedrai…è più facile che respirare…” mentre Nilesh si appresta a produrre le sue Catene e colpire lo spirito per ricacciarlo nell’aldilà.
C’è Zayne che viene meno in quella casa di piaceri, lì dove non dovrebbe essere, più carico di vizi che di virtù com’è da sempre. E mentre Hari cerca, inutilmente, di rianimare Zayne, Ci pensa Nilesh, finalmente, a mostrarsi per ciò che è realmente: le catene si stringono intorno allo spirito che ha il tempo solo di dire un “grazie” prima di svanire nel nulla. Di lei, resta solo la maschera.
Interazione: Il Ritorno 14/09/2016
News di Gothik Praha del 15/09/2016
Partecipanti: Grzegorz, Anika, Azaret, Bard, Ines
Chat: Ponte Carlo
Orario: 22:00 circa - 0:30 Circa
Resoconto:
Ponte carlo, in una serata di fine estate in cui il freddo ha imperato ma nonostante ciò, il tempo si è mantenuto stabile per tutta la durata della sera. Ha visto come protagonista un gruppo di esploratori dell'armata divina, soldati di razza umana, che hanno preso in custodia e ricondotto in territorio del Principato Grzegorz Jodorowsky, che è stato a sua volta affidato alle cure della Recluta Azaret e all'ambasciatrice Ines de Suarez. L'unica cosa che sembra essere diverso dal consueto, a parte il rapimento, sembra esser stato una piccola missiva che è stata affidata ad Azaret stesso, in quanto recluta dell'armata divina. Una volta fatto questo, il gruppo di soldati si è ritirato dal luogo da cui erano giunti.
Quest: Epidemia - Il Rito 10/07/2016
News di Gothik Praha del 14/07/2016
Chat: Riva
Orario: 21:27 - 00:42
Partecipanti: Ines, Hari, Zayne, Adelheide, Bard
Sottile la falce di nuova luna che illumina un cielo attraversato da sparse nubi. Il tempo è scaduto, il momento è giunto e, mentre diverse persone si incamminano verso un preciso luogo ai confini della foresta, una figura di nero vestita è già li presente. Ines, infatti, memore di quanto letto nelle sue ricerche adorna di rossi fili di lana il giovane e rigoglioso pino che le è giunto in visione e, così come a lei, a tanti altri che verso di esso convergono alla spicciolata. Adelheide, Hari, Zayne e Bard fanno parte di questo eterogeneo gruppo che tenta di avvicinarsi al pino trovando, però, una barriera di pura e neutra energia a bloccare loro il passo. La voce della Dea torna a farsi sentire da ognuno nella lingua che è loro natia chiedendo cosa offrissero e sacrificassero in suo onore per ripagare l'antico danno subito e interrompere il morbo che affligge la città. Ad uno ad uno i presenti fanno le loro offerte: Adelheide il proprio cuore di drago, simbolo di appartenenza e coraggio, Ines il suo flauto di Pan dopo aver deliziato i presenti e la Magna Mater con il suo suono. L'eroe del branco Bard porta un dono da parte di terzi, ma non solo questo vien visto da Cibele che può scorgere ben oltre il semplice gesto del licantropo e così molti altri. Ad ogni offerta accettata un varco veniva aperto nella barriere d'energia per far passare l'offerente e poter deporre l'oggetto richiamato anche dal movimento di un singolo filo di rossa lana. Fili che, attorcigliatisi attorno al prescelto oggetto, si ritraevano verso i rami così che, alla fine, il pino sembrasse un grande carillon a vento diffondendo una armoniosa melodia. Non tutte le offerte sono state accettate, però, e alcuni, tra i quali Zayne e Hari si sono ritrovati la mente inondata di immagini e suoni degli orrori che l'epidemia stava creando e diffodendo in tutta la città. Zayne riesce comunque a trovare qualcosa che soddisfa la dea mentre Hari vien meno a quanto essa l'aveva indirizzato con molte visioni.
Il difetto di alcuni non sembra, però, inficiare sul successo degli altri. Gli oggetti donati spariscono e gocce dai fili cadono sul fertile terreno ai piedi del pino che viene adornato dalla nascita di delicate viole così come sembra sia accaduto alla morte di Attis. Una brezza tiepida e rasserenante soffia sui presenti alleviando le loro sofferenze e infondendo pace e benessere, prima di spingersi verso la città stessa percorrendola via dopo via, palazzo dopo palazzo, portando la salvezza a lungo cercata e invocata.
" E' finita, è finita!" sono le parole che per prime abbandonano le labbra dell'Ambasciatrice e che trovano eco in tutta la città che man mano torna alla vita.
Al mattino gli oggetti donati saranno nuovamente al loro posto come se nulla fosse accaduto.
Quest: A Cry in the Forest 07/07/2016
News di Gothik Praha del 10/07/2016
Partecipanti protagonisti: Hari, Zayne, Ines
Chat: Foresta Nera
Inizio: 22:00
Fine: 01:40
Resoconto
Ci troviamo nella Foresta, che pare essere deserta, abbandonata a se stessa. Tetra più del solito, avvolta da un inspiegabile sensazione, come se fosse restia a fidarsi, guarda con malignità gli avventori notturni che lì si appropinquano. Lo spicchio di Luna nel cielo appare e sparisce subito dopo, giocando a nascondino dietro le nubi che, rapide, solcano il cielo, essendo le loro vele gonfiate dalla brezza leggera proveniente da sud, riscaldando la zona, che delicata le sospinge in avanti, ancora ed ancora. Benevola. No, non c’è aria di tempesta. O non ancora…Si sa che il tempo a Praga è mutevole…E non solo quello.
Hari si trova presso la Riva, in modo che possa essere guidato da questa alla scoperta di foresta e dintorni, ora che il clima lo permette; viceversa Zayne si è addentrato più a fondo abbandonando la via principale per addentrarsi in un ambiente più silvano e meno controllato dalle regole dell’uomo. Mentre i due avanzano sotto i sempre verdi alberi, qualcosa muta. Rompe il silenzio un eco lontano: un ululato, che raggela il sangue. Che sia un avvertimento? Un invito da parte dei Guardiani della Foresta a stare in attenti? Oppure una belva che raduna il suo branco, pronta a piantare i denti nella carne fresca di uno dei due…oppure di entrambi…? Zayne e Hari hanno due modi di reagire diversi: il primo, razionale, assottiglia gli occhi e abbassa la portata della fiammella della lanterna che reca con se, il secondo invece si blocca, punta la torcia e in silenzio ed allerta resta sul posto, tenendo quel che lo circonda sotto controllo.
Quando quell’ululato viene meno, e torna il silenzio, entrambi si aspettano qualcosa…che tuttavia non arriva. Passano i secondi e nulla pare cambiare. Uno…due…tre… semplicemente quel Qualcosa tarda ad arrivare. Il pianto di un neonato, d’un tratto, rompe nuovamente il silenzio: perché si trova lì? Cosa è accaduto…? E da dove viene? L’istinto impellente di ritrovare il bambino ed avere delle risposte si insinua, piano piano, nei cuori dei due che, inevitabilmente, avranno la necessità di vedere con i loro occhi.
Hari prende a muoversi, senza andare in una direzione precisa: inizia a camminare nel bosco, abbandonando la strada maestra, e ritrovandosi a incrociare la strada di Zayne, rischiando di finirgli addosso. Zayne, dal canto suo, nemmeno lo sente arrivare, intento com’è a cercare di capire da dove proviene quel pianto e dove possa essere il bebè. Riconosce un passaggio, fuori sentiero, ben più dentro il fitto della foresta, quasi come se gli alberi costruissero un’arcata ben precisa, ma del tutto naturale, che è possibile attraversare, una sorta di corridoio nella foresta. Ma non sono gli unici che sentono il pianto nella foresta: da poco anche una Sacerdotessa della Madre, Ines, incamminatesi nella foresta nonostante la salute cagionevole, sente quel lamento, con l’essenza già estesa la Apprendista percepisce chiara la presenza dell’umano e di un nefilim, tuttavia la malattia ovatta le sue capacità, impedendole di arrivare a conclusione dell’atto di percezione, nonostante questo, in un secondo tentativo, anche lei riesce a trovare la via e a imboccarla per prima.
Ed è la prima che raggiunge la radura, sondando con la propria essenza la zona circostante. Il Corridoio si apre su una radura, pulita e fertile, al centro della quale c’è posato un fagotto abbandonato. Continua a piangere il bambino, nella sua sofferenza, una sofferenza inspiegabile che ben si delinea ora nel suo modo di percepire…come nell’empatica capacità del mezzosangue di avvertire i sentimenti altrui. Non è di certo quello che lo fa scattare. E’ la fretta. La voglia di togliersi Hari di torno, e correre lui per primo a prestare soccorso al bambino: per questo Zayne tenta di sferrare un colpo contro il viso di Hari, un colpo estremamente fiacco, oltre che completamente mal direzionato, che fende l’aria a vuoto, un fallimento ulteriormente sottolineato da quella schivata da fuoriclasse di Hari che, all’ultimo minuto, discosta il viso. E Zayne scappa via, verso la radura. Trova Ines accanto al fagotto, lì dove egli si avvicina. Ella nel frattempo lo vedrà chiaramente il bambino: due occhioni castano chiari, ambrati, che osservano la luna e la riflettono, arrossati per il pianto, il visino tondeggiante dai tratti orientali, pelle olivastra, bagnata dalle lacrime e da un piccolo moccolo che scivola già dal nasino verso le labbra carnose e rosee. Mentre ancora si dibatte, allunga una manina per poter essere afferrato. Ci penserebbe Zayne a farlo, sfilandolo da Ines e prendendolo per primo, saggiando la leggerezza naturale di quel fagotto. Ines avverte un anima avvicinarsi, un lupo. Che però non si avvicina. Ulula di nuovo, e fugge via.
Il bambino, rincuorato, ed in salvo, si rilassa: tocca il viso del mezz’angelo, lo accarezza con delicatezza. Gli sorride. Si allunga con il proprio di visino, lo poggia vicino al collo…e morde alla gola il nostro malcapitato nefilim. Con due zanne bianche, degne dell’Anziano dei vampiri…Inizia a succhiargli sangue e vita.
La cena è servita. Il Tyanak aveva fame, ed ha attirato le prede come il migliore dei cacciatori, ed ora eccola lì la sua preda. Si avvinghia con le mani a quel collo, in una presa notevole, decisamente innaturale per un bambino normale, così come tutti si sono accorti senza avere anche quella evidenza. La presa forte è una morsa difficile da levare via. E mentre Zayne bofonchia, senza provare piacere ma solo ed unicamente dolore da quella suzione, Ines urla mettendo insieme le informazioni che le sue conoscenze arcane le forniscono, finendo per allontanarsi alla ricerca di un paletto di frassino da usare contro l’immonda creatura. Hari resta interdetto, al principio, poi con la sua torcia cerca di dare il suo contributo, spaventando il neonato, mentre Zayne lo strappa via da se con successo, finendo per far zampillare più sangue del dovuto visto la mancanza di rimarginamento tramite salivazione, cosa di cui i Tyanak sono sprovvisti.
Nonostante lo zampillio scarlatto proveniente dal collo, e mentre la creatura tenta di dirigersi verso Hari e la sua torcia per azzannare lui, Zayne carica un dardo celeste, senza riuscirci, accasciandosi al suolo per il troppo sangue perduto dalla ferita. Individuato l’anello debole, il bambino carica nuovamente su Zayne, giusto il tempo in cui Ines fa ritorno nella radura impugnando un ramo di frassino appuntito…e giusto il tempo in cui il lupo, che inizialmente li aveva messi in guardia, ritorni sui suoi passi, intervenendo ed azzannando mortalmente la creatura, mettendo fine alla sua vita. Con lui l’Armata Divina interviene, mettendo fine alle pene di quell’essere, prestando soccorso a Zayne e all’Ambasciatrice, scortandoli in città non prima di aver bruciato il cadavere e aver ringraziato il Guardiano del Branco, Vìk.
Quest : Epidemia - I giorni di sangue 22/06/2016
News di Gothik Praha del 23/06/2016
Chat: Cimitero cittadino
Orario: 21:30 - 01:30
Partecipanti: Ines, Lilli, Hari.
Una piacevole serata estiva è quella che avvolge Praga che, se non fosse piegata sotto il giogo dell'epidemia, del sospetto e della paura potrebbe gioirne. Invece non è per una passeggiata al chiaro della calante luna e al fresco serale che alcune figure si dirigono al centro dell'antico cimitero cittadino. Essi sono stati chiamati da sogni, visioni, da un'antica forza sconosciuta ma incontrastabile o, più semplicemente, da un criptico messaggio vergato da stanche mani. E' così che Ines, Lilli e Hari si ritrovano insieme ad altri a volgere verso l'ala più antica del cimitero ove un solitario e maestoso pino svetta tra le lapidi e le cappellette mostrandosi in un inquietante scenario. Dall'albero, difatti, sgorga sangue che scende dai rami fino ad agglomerarsi lungo il tronco vicino alle radici stesse e dando forma ad una figura femminile assisa in trono e fiancheggiata da due fieri leoni. Essa si rivela essere la Dea Cibele, divinità potente e antica come possono ben percepire Ines e Lilli quando sospingono le loro rispettive aure ad indagare quel sovrannaturale fenomeno. Divinità offesa da un uomo, un rappresentante di quella che al tempo romano era poco più che una nascente religione, che ha per ben due volte interrotto o ostacolato le festività in suo nome. Uomo il cui nome è stato dalla dea stessa maledetto dando vita ad una serie di fenomeni che nei secoli si sono succeduti legati alle reliquie del quarto papa e a tutto ciò che ad esso fosse legato. Interrogata, la Magna Mater ha espresso la volontà che questo torto sia ripagato con l'offerta di doni e di un sacrificio per concludere ciò che un tempo fu interrotto. Le energie arcane che vivide scorrono a Praga permettono che la sua voce e il suo volere siano meglio percepiti, ma sta ai cittadini ascoltare ed adoprarsi perchè questa piaga venga, finalmente, interrotta e la città stessa possa tornare alla vita entro la nuova luna. Altrimenti solo un destino di morte l'attenderà.
To be continued ..
Quest: Catene nella notte 03/06/2016
News di Gothik Praha del 05/06/2016
Orario: 22:00
Presenti: Katerina, Lilli, Nilesh, Shelly.
Nella notte di Venerdì, all’apparenza tranquilla, gli Han’yo si sono tutti diretti presso l’Ateneo Oscuro. Non vi era una ragione ben specifica, fatto sta che Katerina, Lilli, Shelly e Nilesh si sono ritrovati lì, chi prima chi entrato dopo qualche secondo. Una stretta aura attorno a loro si è subito avvertita, e subito la Thaumiel ha fatto sì di espandere le sue percezioni, assieme a Nilesh e a Lilli. A loro si è unita anche Shelly poco dopo. Nel frattempo che questo accadeva l’Eggregora, sia perché individuata, sia perché pregna della superbia di colei che l’ha generata si è rivelata in tutto e per tutto. Una forma umana, fisica, di un adulto vestito come un aristocratico e con un aura che, questa notte, ricordava quella percepita in presenza del demone Belial. Tuttavia questa volta gli Han’yo non si sono mostrati impreparati, e la loro unione ha permesso alle catene di intrappolare l’entità per poi essere distrutta definitivamente.
Il tutto si è concluso con la voce di Belial che si è congratulato circa l’unione di tutti, ma che ha al tempo stesso annunciato che questo non è che l’inizio e che probabilmente quello non sarà l’ultima volta che sentiranno parlare di uno dei più potenti Re dell’inferno, di cui la Thaumiel è diretta discendente, per stessa ammissione del Demone.
Quest: Una danza all'ombra degli specchi
News di Gothik Praha del 18/05/2016
Luogo: Sala degli Specchi
Ora: 22:00-2:00
Presenti: Katerina, Nilesh, Lilli
Sembrava essere una serata come tutte le altre all’interno della villa, tuttavia la Thaumiel era di tutt’altro avviso, poiché la sua decisione e la sua veemenza l’hanno portata presso la Sala degli Specchi, laddove si sono uniti a lei poco dopo Lilli e Nilesh. Katerina ha cercato alcune tracce, anche guidata da una voce all’interno di se stessa che l’ha istigata ancora di più, ed è lì che i tre hanno trovato una grande sfida: una delle più pericolose che si sono trovati ad affrontare. Infatti, osservati dai quindici specchi e sfidandone i riflessi, soprattutto Nilesh e le seduzioni fatte di prismi di cristallo che ne richiamavano l’attenzione, ecco che l’Eggregora, dopo tanto cercare, si è mostrata. Una forma del tutto umana, intelligente, potente e pericolosa, la quale ha affrontato e messo in ginocchio i tre in pochi attacchi. Solo Nilesh è riuscito a resistere, ed ha eroicamente tentato di distrarre l’entità, forgiando le catene d’ombra e tentando di catturarla con esse. Ci è riuscito, o almeno in parte, poichè non ha resistito ad un secondo attacco, visto che solo e ciò ha fatto crollare anche lui in ginocchio, assieme alla Thaumiel e a Lilli. Quando la creatura si stava preparando a dare un colpo più duro al trio, ecco che però accade qualcosa di inaspettato: Belial, Re dell’inferno, ha fermato la mano della creatura incatenandola al polso con un aura di fuoco, concedendo agli Han’yo di vivere, ma donandogli solamente sette giorni per prepararsi e stare uniti. Ammaccati e sconfitti, gli Han’yo dovranno recuperare le forze, in attesa di un pericolo ben più grande.
Quest: The box 08/04/2016
News di Gothik Praha del 09/04/2016
Ore: 22:00 alle 02:00 circa
Chat: Angolo degli Artisti
Partecipanti protagonisti: Lilli, James, Nilesh, Zayne
Resoconto:
All’Angolo degli Artisti, in quella che è una piazzetta minore, si evidenzia quella bizzarra vitalità che non si lascia scoraggiare dall’epidemia in atto: una gitana dalla pelle dorata si esibisce al centro della piazza, ballando e mostrando involontariamente (o volontariamente, chissà ) parte delle sue grazie, nel suo abito rosso ed arancio a più balze, a piedi nudi, in movimenti degni dei migliori baccanali, con urla e canti di gioia,; accompagnata musicalmente nelle sue movenze da un artista di strada dalla pelle d’ebano, che batte il tempo con il suo bonghetto in pelle d’asino e intrecci con tessuti sgargianti. Richiamano entrambi l’attenzione dei passanti, che vanno a circondare inevitabilmente l’esuberante duo. Qualcuno ride, qualcuno indica, qualcuno sbraita, qualcuno si spinge avanti per vedere meglio la bella donna, qualcun altro stringe ancor più un panno al viso, coprendo le vie respiratorie, ed evitare eventuali contagi da sconosciuti. Tra tutti costoro ci sono Lilli, James, Nilesh e Zayne.
Ma d’un tratto qualcosa cambia: qualcuno corre. Un uomo, che arranca con movimenti strascicati, ma che sembrano essere l’unica via di salvezza che gli è concessa, ansima in modo evidente e con ferite ancora più evidenti. Perde sangue, molto sangue, nel mentre che fugge via da qualcosa o qualcuno. Si fionda sul gruppo di persone, dietro ai due artisti: tutti urlano, si spostano, lo schivano, formando un corridoio adatto a farlo passare e vacillare infine, ai piedi della gitana alla cui gonna si aggrappa strappandola nella caduta, riversandosi poi al suolo di petto; e chi non era già corso via, in quell’attimo, realizza e fugge, temendo che sia un infetto dal modo con cui caccia sangue dalle labbra.
Solo in quattro sono rimasti attorno all’uomo in fin di vita: egli si rigira di schiena ed un fil di voce gli esce dalle labbra, un’unica parola si comprende tra i suoi rantoli di dolore “Distrug…getelo…” e con essa esala l’ultimo respiro. La mano si apre, il braccio perde pressione e si distende al suolo, lasciando che quel cubo, che precedentemente stringeva al petto, fuoriesca e rotolando giù e fissandosi al suolo stabilizzato su una delle sue facce piatte. Alla sola vista James, Nilesh, Zayne e Lilli vengono sopraffatti da un’improvvisa necessità, attrazione per quel medesimo cubo, desiderio di toccarlo, di aprirlo, che spinge tutti i presenti a impossessarsene. Lilli è troppo immersa nei suoi pensieri per agire, e pertanto le mani rapide del mezz’angelo James si intrufolano sulla scena, arraffando l’oggetto; Zayne cerca di impossessarsene persuadendo il parirazza, ma in quel preciso momento Nilesh si frappone tra loro per prendere la scatola con la forza. In tutto quel trambusto qualcosa scatta, qualcuno attiva il meccanismo ed una nebbia nera inizia a sgorgare dal cubo circondando i presenti, avvolgendo ognuno di loro, o quasi poiché solo James non viene circondato. L’apertura della scatola instaura un ponte tra il Mondo Terreno ed un altro Mondo Parallelo; la coltre di fumo nero che li circonda, li separa gli uni dagli altri, da quel momento in poi ognuno sarà solo e protagonista della propria storia. Quanto a James rimasto nel mondo Terreno sente quel desiderio precedente estinguersi ritornando lucido pian piano.
Nella loro oscurità, chi è approdato nell’Altro Mondo vede arrivare quattro figure: saranno i Cenobiti stessi che, una volta apparsi, condurranno gli (s)fortunati approdati lì mostrando loro i piaceri della loro vita masochista, attraversando il loro mondo, conducendoli ed invitandoli ad intraprendere la loro stessa via... Non prima di aver appurato che lo Spirito delle Vittima sia degno. Tra di loro solo Nilesh e Lilli sono davvero degni mentre Zayne viene immediatamente scartato: difatti il giovane mezz’angelo indegno viene all’istante rigettato nelle tenebre e nel dolore che dietro queste si celano, venendo arpionato da ogni parte da uncini che si conficcano in ogni parte del corpo e strappano pelle, muscoli e carne, morendo agonizzante non senza aver rigettato il suo odio su suoi assassini; quanto Lilli e Nilesh, a loro viene concessa la possibilità di unirsi a loro immediatamente o marchiarsi la carne in modo da poter essere reclamati dai Cenobiti al momento della loro morte e “salvati”. James nel mondo reale nel frattempo ricorda le parole del morente e decide di distruggere il cubo con un Dardo Celeste, tuttavia, in quello stesso istante, ecco che compare qualcuno: il cenobita da cui l’uomo deceduto stava fuggendo, nel vedere l’oggetto in pericolo, carica la falce e lancia, tranciando di netto la mano destra al nefilim che così perde non solo l’arto ma anche la possibilità di distruggere il ponte tra realtà e l’illusione in cui sono immersi i suoi compagni. Il Mostro rientra così in possesso nel cubo svanendo nel nulla nell’attimo in cui Zayne e i due han-yo (che nel frattempo si erano marchiati a fuoco) ritornano alla realtà.
Inquietudini in Villa Dolezal 01/04/2016
News di Gothik Praha del 03/04/2016
Ore: 22:00 alle 02:00 circa
Chat: Sala degli Specchi
Partecipanti protagonisti: Lilli, Nilesh, Hyeronimous
Resoconto:
La sera del primo Aprile del 1852 stava procedendo in maniera relativamente tranquilla. C'era una brezza tesa che sferzava lungo la notte, spazzando le strade oramai vuote data la tarda ora, eppure qualcuno di ancora sveglio c’era, e più precisamente in villa Dolezal, luogo di ritrovo della comunità Han’yo di Praga, e più precisamente all’interno della sala degli specchi in cui Lilli il membro più giovane d’età dei figli dei demoni si era recata proprio in quella sala, nonostante sia da giorno sofferente a causa di un conflitto interiore. È un qualcosa che ogni Han’yo affronta, divisi tra il loro lato umano e quello demoniaco, pur tuttavia quella sera qualcosa è cambiato, forse a causa di qualcosa che nessuno poteva prevedere. A lei, in quel salone si sono aggiunti successivamente Nilesh e Hyeronimous, quest’ultimo aveva anche un buon motivo a causa della fontana del giardino wallenstein di trovarsi lì. I due comunque, oltre a Lilli hanno più volte avuto l’impressione che negli specchi si intravedesse un qualcosa, di quelle ombre che si intravedono con la coda dell’occhio e che sfuggono sempre quando si cerca di focalizzarsi su di loro. Anzi, uno dei due, Nilesh ha cercato di individuarla, l’ha sentita infatti, ma le sue percezioni non sono state sufficienti per trovarla e Hyeronimous era del tutto impegnato a cercare di recare conforto alla sua giovane parirazza, anche se inutilmente. Infatti tormentata da quella lotta interna è arrivata a subire un forte crollo, emotivo e psichico, come se una barriera di cristallo si fosse frantumata, con i suoi cocci taglienti che le son caduti sin dentro l’anima, ferendola e dividendola. Due sono i lati che da essa sono derivati, ma solo uno dei due si è manifestato poco dopo: La superbia, la parte demoniaca. E così, mentre Lilli era desiderosa di schiacciare persino i suoi parirazza ritenendoli inferiori, quei due hanno avvertito una voce, che li ringraziava schernendoli prima di lasciarli soli ad affrontare la loro sorella. E così si è conclusa la serata, in uno scontro fratricida senza vittime, se non l’animo della povera Han’yo che risulterà deriso. I due, potranno comunque chiedersi: A chi apparteneva quella voce? Ma sarà una domanda senza risposta, che solo il futuro potrà rivelare.
Quest: Sogno di Primavera 29/03/2016
News di Gothik Praha del 31/03/2016
Ore: 22:00 alle 01:30 circa
Chat: Giardino Wallenstein
Partecipanti protagonisti: Hyeronimus, Ines, Zayne, Nicholas
Resoconto:
E’ una strana giornata per la città di Praga, la nevicata del pomeriggio sembra aver lasciato quell'ultimo gelo primaverile imbiancando ogni angolo delle strade, delle case, dentro e fuori le mura; eppure a poco a poco qualcosa si risveglia: ogni anfratto della terra sembra carico di energia, persino piccoli e minuti steli d'erba si ribellano al vecchio legame con l'inverno, cercando di aprirsi un varco al di sotto della patina di nevischio. Ogni particella viene convogliata verso la natura, particella di vita palpabile e rinascente. E’ la Natura stessa che genera energia. Carica di essenza vitale, rifiorente, per la rinascita imminente. Chiunque si trovi nei pressi o all'interno del Giardino medesimo si accorgerebbe che questa energia si muova verso questo o dentro questo seguendo un moto ben preciso. INES più di tutte si vede strettamente coinvolta, toccata, da quel flusso di energie, che, buffo a dirsi, vanno concentrandosi tutte intorno alla Fontana su cui siede. Quelle sensazioni decisamente stonano con il contesto che in quel periodo Pasquale si è andato delineando intorno ai Cittadini di Praga: la malattia che sta diramandosi dai quartieri più poveri fino al centro città è una Realtà, eppure non sembra altro che un antico e Remoto Ricordo in confronto a quanto i fortunati avventori riescono ad avvertire in quel momento. L’energia forma una vera e propria scia dorata, luccicante, che fa da "corrimano", disegnando un percorso preciso, guidando ZAYNE, NICHOLAS alla Fontana. HYERONIMUS è il primo che raggiunge la fonte e chi già si trova sul posto ed entrambi iniziano a muoversi lentamente intorno alla struttura, curiosi e molto nei riguardi di quelle energie che si vanno lì concentrando. Il Mezzodemone difatti non esita ad usare il Sussurro dell’Anima ed indagare nell’immediato, per comprendere al meglio la natura di quelle energie benefiche, traendone anche maggiore appagamento. L’ampia struttura, circondata dalla natura e dalle siepi curate sembra trarre beneficio da quella medesima energia che arriva e si accumula, invisibile o quasi, sul marmo e nelle dolci acque gelide, al punto che persino queste rilucono di luce trasmessa, e lo zampillare di quell’acqua, non più congelata, della fontana, attirerebbe per forza di cose l'attenzione, invitando indirettamente tutti ad avvicinarsi per controllare meglio; INES coglie l’invito, cogliendo così il movimento preciso di quella scia dorata e brillante, a tenui lucine che si alternano e si muovono graziose, si avvicinano; e più le distanze con la fontana di queste medesime luci si riducono e più diventano molteplici: non più semplice oro, ma ad esso si distinguono altri colori: si mescolano l’argento ed i colori della primavera, dal rosa, al giallo, all’azzurro al verde e così via, e non si muovono con moti casuali, danzano, intorno alla fontana, in volo, attorno alle acque, sul marmo, e nell'aria circostante, anche tra i due più prossimi. C’è qualcosa di strano, è certo. Persino l'aria intorno a loro si fa gradevole e mite, ed i colori più chiari come se vi sia una luce soffusa ad illuminare il tutto ai presenti, alimentata dalla Lune splendente nel cielo pulito. Qualcosa che le essenze di tutti avvertiranno come qualcosa di più, ma toccherà affinare lo sguardo, per Guardare meglio.
Le luci danzano, in una festa solenne, e i fortunati avventori saranno gli unici Testimoni di quanto effettivamente si sta verificando in quella perfetta notte Praghese: ZAYNE è arrivato alla fontana, seguito da Nicholas, e anche a loro sarà chiaro che non si tratti di semplici luci, ma che pulsino di vita propria, come un battito di vita soffuso.
Hyeronimus, nonostante le sensazioni non l’abbiano affatto ingannato e che sia stato effettivamente il primo a cogliere la Vita di quelle luci pulsanti, pare esser più attratto dalla marmorea struttura e da Giasone al centro di questa, piuttosto che canalizzare le attenzioni su quanto ormai è ovvio a tutti.. Questo invece non avviene per Ines, Nicholas e Zayne che piuttosto riescono ad aguzzare la vista, ampliando il loro campo visivo meglio del mezzosangue, Osservando e riuscendo finalmente a Vedere: tra quelle luci distinguono degli arti minuti, dei visi piccini, delle ali delicate, danzanti soavi; si avvedono del fatto che ci sia una coppia principale, intorno alla quale le altre danzano festanti, a coppie di due, o in singolo, o in gruppo, muovendosi ad intrecciarsi nello zampillare dell'acqua della fonte, o tra le siepi d'intorno, o frusciando tra i manti, il crine e gli abiti appartengono ai presenti. Sono fate, a danzare in allegria, indisturbate ed imperturbabili, davanti a tutti coloro che sono in grado di vederle. La coppia centrale corrisponde al Re ed alla Regina delle Fate, ma non interromperanno ancora le loro Danze per loro, proseguendo nella loro celebrazione, perfettamente indisturbate. Ad ognuno di loro si avvicinerà una fata diversa, che porgerà un minuto bocciolo appena schiuso: volando nei pressi delle loro mani o dei visi protendono in avanti a loro volta le manine, attendendo che ne prendano uno a testa, invitandoli poi a bere il Nettare dorato inodore che i petali appena dischiusi conservano al loro interno.
Nonostante i tentennamenti evidenti tutti, chi prima e chi poi, prendono coraggio: chi per il silenzioso Richiamo della Madre, chi per malinconia, chi per pura curiosità, accettano il dono, avvicinandolo alle labbra e... il Dolcissimo nettare fruttato fa il suo effetto. Il Nettare difatti garantisce l'Effetto allucinogeno, visivo ed olfattivo, aumentando le sensazioni di Benessere e lo Stato Onirico di chi lo assume, convogliando il tutto nel magico risultato di tramutare i Coraggiosi: le loro forme si adeguano a quelle delle Fate. Il Nettare ha anche l’effetto di consentire loro di avvertire la musica prodotta dalle fate e di comprenderne il linguaggio e tutti ben presto scoprono che quei balli, quelle luci, quelle musiche e quella sensazione di benessere sono frutto della Celebrazione in nome della Magia che avanza e circonda la fontana, e dell’Incanto Primaverile della Fonte che, con il Solstizio di Primavera, va attivandosi per la prima volta dopo anni di nulla. finalmente, il Re e la Regina interrompono il corso delle loro danze: le musiche e i canti diventano un eco lontano, percepibile ma che non turba, bensì rende ancor più veritiera l'idea che si tratti di un sogno, seppur Sogno non è. Tutte le fate si inchinano al loro passaggio, un inchino profondo, disegnano un corridoio di luci, che dalla Fonte medesima si protendono verso quel gruppo che si fa sempre più numeroso. Il Re delle Fate da loro il Benvenuto, spiegando finalmente quanto davvero stia accadendo alla fonte e la natura dell’incanto: la Rinascita della Fontana di Wallenstein che da quel momento fino al dì del Solstizio d'Estate concederà ad ogni Cittadino di Praga di esprimere Cinque Desideri. Per esprimere un desiderio e per far si che questo venga avverato dalla Fonte, occorre un sacrificio: ad ogni desiderio espresso si necessita di un sacrificio da parte di chi lo esprime, e più il legame con l'oggetto sacrificato è forte, più si ha la possibilità che questo si realizzi. Li avverte che non Sempre la Fonte accetta i desideri e che possa decidere di fare qualche Dispetto, rendendo il sacrificio e la Richiesta del tutto vana. Dopodiché invita i presenti a provare la Magia della Fonte: Zayne e Hyeronimus esprimono il loro primi desideri che vengono esauditi. Chissà se la Fontana sarà sempre così Benevola.
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