News e Annunci Gothik Praha
Quest Le Reliquie di San Clemente | The Sickness
News di Gothik Praha del 20/03/2016
Ora 22.10 – 00.55
Chat: Giardini Wallenstein
Tipologia: Mista
Partecipanti: Ines, Julian, Lilli
RIASSUNTO
È una serata tranquilla ai Giardini Wallenstein, ma si sa che a Praga basta pronunciare sottovoce la parola “tranquillo” affinché accada come al solito l'inevitabile. Ines, Julian e Lilli, che si trovano a passare per i Giardini per differenti motivi, potranno avvedersi che questa sera la Natura fa un po' quel che le pare: la temperatura è molto bassa ma il vento sulla loro pelle provoca loro una sensazione di innaturale caldo, e nell'aria è presente un pesantissimo e oltremodo fastidioso odore di zolfo. Non mancherà molto prima che una voce roca, maschile, accompagnata da una serie di colpi di tosse quantomeno preoccupanti, si faccia sentire dal Viale Principale, diretta verso la Fontana. Questa voce dice che... “la Malattia è arrivata”. Julian e Ines, temendo le avvisaglie di qualche catastrofe imminente, mandano avanti le proprie aure alla ricerca di elementi che possano tornare loro utili. Ines riesce a captare delle informazioni preziose, che la riconducono a quella sera in cui le fu mozzata e poi rimessa a posto la testa, mentre il Sussurro di Julian finisce per ritorcersi contro lui stesso, indebolendolo per qualche minuto. Ines e Julian si avvicinano a quella voce che infonde loro sensazioni tutt'altro che positive, e non avranno il tempo materiale di riconoscere che si tratta del nostro caro amico metropolita Vasilij Michailovic Drozdov, protagonista indiscusso del filone, poiché egli si fionderà d'improvviso sulla figura di Lilli, già provata da alcuni avvenimenti personali avvenuti nei giorni precedenti. Il metropolita è visibilmente dimagrito dall'ultima volta e si presenta alla stregua di un malato terminale, con una cera pessima: ciononostante tenterà di mordere Lilli al collo raggiungendola nel giro di un secondo. Ines prova a convincerlo a desistere, ma non c'è tempo: Julian gli lancia un Incubo Oscuro, che lo costringe inevitabilmente ad accasciarsi a terra. Non solo: l'Incubo di Julian ha anche l'effetto di costringere Drozdov a espellere dal cavo orale, dopo alcuni spasmi gastrici, una miriade di moscerini che si disperderanno misteriosamente nell'aria. Lilli, in tutto ciò, si sarà accasciata per la paura e sarà inerme a terra, mentre Ines sarà la prima a capire che la miglior cosa da fare sia chiamare alcune guardie per prelevare Drozdov e sbatterlo al fresco. Con lui in cella si riuscirà a capire qualcosa su queste misteriose reliquie? E soprattutto, che cos'è questa Malattia di cui parla?
Quest: Il Campione di Praga - Finale 15-16/03/2016
News di Gothik Praha del 17/03/2016
Ore: 22:00 alle 00:30 circa + 22:00 alle 00:30 circa
Chat: Castello di Praga
Partecipanti protagonisti: Malachia vs. Zayne
Spettatori: (Coloro che potranno giocarsi di aver assistito allo scontro - da bg - ): Isabelle, Simon, Katerina
Resoconto:
Si facciano avanti, gli spettatori dell’ultimo evento, in pompa magna e ancor più sontuoso, pare, dei precedenti. Tutto è pronto, anche l’Arena appositamente costruita nei giardini del Castello, e tutti, ma proprio tutti, nobili e non, attendono frementi che si avvii l’evento tanto atteso e che sta facendo parlare di se da giorni in città.
Il primo ad entrare è Malachia, che come al solito viene scortato da una guardia, piazzata al suo fianco destro, verso il punto in cui si è collocato Joshua. Lo stesso accade a Zayne che entra per secondo, anch’egli scortato; il solito controllo di routine si consuma in tempi brevissimi, limitando l’attesa e smorzando la tensione tra i due partecipanti. Stavolta non è la Principessa a sollevarsi, non è lei a dare il buona fortuna ad entrambi. E’ piuttosto il Duca, con la sua faccia volpina e quel sorrisetto malandrino ad iniziare, dando agli spettatori il benvenuto e augurando onore e gloria ai due sfidanti, nel suo altisonante discorso che rende la tensione solo più palpabile. “Questa notte avremo un solo vincitore” dice “il quale vestirà i Panni del Campione, potendo scegliere di assumersi il compito e l’onore di Affiancare le Guardie dell’Armata nel proteggere ogni giorno d’ora in avanti la Principessa. Così è deciso.” Questo dice, concludendo il suo discorso e lasciando il posto all’usuale orchestra che, con un rumore sordo e seguitando con le basse e truci noti solenni, dà inizio ai giochi.
Joshua prende le distanze, invitando entrambi a prendere posizione: Malachia indietreggia, frontalmente rispetto a Zayne, prendendo le distanze, ponendosi a 5m dal Chesed. La tensione nell’aria in breve si riempie con la pulsione adrenalinica di fondo che va a nutrire lo spirito dell’uno e dell’altro, gonfiando le loro essenze, nel mentre che le loro menti sembrano rimanere piuttosto vigili e reattive. Così il Monaco comincia: espande l’essenza che, accumulata e tenuta a bada a stento, esplode, argentea in tutto il suo splendore, tutta intorno a se, trasmettendo la propria energia angelica, in un raggio di 9 metri, inglobando automaticamente Zayne e toccando Joshua, arrivando a stento sugli spalti. Si solleva con essa una melodia soave, ultraterrena, pura e celestiale, che getta chi toccato in uno stato confusionario: il Canto Celestiale. Il Figlio di Malik ne subisce inevitabilmente gli effetti: perché è il più vicino, e perché le barriere di Volontà che solleva sono praticamente nulle, o almeno non sono abbastanza forti da resistere alla Fortezza del Chokhmah, suo vecchio insegnante; entra così n uno stato confusionale, intontito dalle voci celestiali nella sua mente, che lo invitano alla Grazia celeste che su di esso preme ed agisce.
E di questo il Figlio di Uriel approfitta: si lancia riducendo con pochissime falcate la distanza scarsa che li separa. Il Birraio sembra ancora troppo intorpidito per rendersene conto, seppur guardi il Monaco con convinzione, quasi come se riuscisse a vederlo, più chiaro, anche a rallentatore. Il nefilim albino nella sua carica allarga il braccio sinistro, con uno scatto voluto, che proietta ed intenderebbe far impattare contro la gola di Zayne, facendolo indietreggiare, togliendogli il fiato, e magari anche l’equilibrio. Ma la prontezza di riflessi è del giovane mezzosangue angelico che, nonostante l’intontimento, e nonostante le celesti voci continuino ad assuefare le sue volontà, non si lascia sorprendere: si piega in avanti e schiva. Quello che Malachia afferra è solo aria, pesante e ancor più gravata dalla tensione e dalle loro energie.
D’altra parte la posizione di Malachia già c’è: lui non è flesso, ha preso l’aria, ma avuto la prontezza di voltarsi e di avere così la schiena piegata dell’altro frontalmente a se; gli basta semplicemente darsi lo slancio della gamba destra e allungare il collo piede in avanti per prenderlo lì, sui gioielli di famiglia, sfruttando le gambe divaricate dell’altro che non si aspetterebbe di certo un tiro mancino di questa portata da un monaco. L’ignaro Chesed abbandona per un momento la naturale voce mascolina, sostituita da una degna voce bianca, che urla e geme di dolore, cadendo al suolo, piegato a metà, reggendosi le parti lese.
Caduto in avanti, il Chesed è alla mercé del Chokhmah che, come un rapace, non aspetta e cala sulla preda, ponendosi a cavalcioni sulla sua schiena, per bloccarlo con il suo peso al suolo, sfruttando appieno quel momento di totale abbandono da parte del nefilim ex allievo. Il colosso Albino gli prende un braccio, a forza, distendendoglielo. Una pressione applicata dalle mani larghe, pesanti e forti. Una pressione. Non occorre altro a Malachia. Stringe le mani e pigia con forza. Scricchiolii impercettibili delle ossa. Una botta. Secca, che rimbomba nell’assordante silenzio di suspance che si era protratto. Osso rotto, l’ignaro spettatore solo questo capisce. E il dolore che arriva, in confronto a quello inguinale, non ha eguali.
La voce della coscienza, Malachia si insinua nella mente di Zayne: gli suggerisce quella che sembra ed effettivamente sarebbe anche la via più facile ed indolore, ossia la resa. Arrendersi, vorrebbe dire non rischiare altre ossa. Non rischiare altri danni. Ma cos’è per un Forte la resa? Il giovane Nephilim nonostante il dolore, nonostante un osso fuori posto, nonostante l’inguine pulsante (e non per desiderio), ha la faccia tosta di ridere. Si fa beffe del Maestro. Lui, da Forte che è, non rinuncerebbe. Così come non lo farebbe Malachia, un Forte a sua volta, sia pure che continuerebbero per ragioni differenti, o magari son proprio le medesime, in fondo. Non si discute. La virtù è di entrambi, nei suoi pro e nei suoi contro. Il giovane mezzosangue accumula le energie, e le rigetta fuori in uno scatenarsi di energia, composta da vibrazioni intense e scariche elettriche, moti delle particelle scatenate che rendono più difficoltoso l’agire del Monaco che nel frattempo tenta di scagliare l’altrui testa contro lo strato di terra sottostante, causando pochi danni. Ma chissà per quanto il Figlio di Malik reggerà ancora.
Una lotta fino all’ultimo respiro, fino all’ultimo spasmo di dolore, almeno nei confronti di chi, il dolore lo sta provando realmente, ed in più punti. Malachia sa cosa l’altro sta cercando di fare: è stato lui ad insegnarglielo tempo prima, nel suo ruolo di Maestro. Sa quale sia il suo scopo. E quando vede il palmo di Zayne allargarsi e porsi nei pressi della gamba che stretta è intorno al busto di lui, il Monaco reagisce: abbandona del tutto le attenzioni sul braccio leso, abbandona persino la testa del giovane nephilim, dedicando una presa salda alla mano del giovane nefilim per spostargli il braccio lì dove, un eventuale colpo, non possa colpirlo; ma piuttosto fa sì che il medesimo colpo si ritorca contro il suo creatore. Inutile resistere. In quei pochi secondi in cui la mano viene spostata, contemporaneamente Stewart sgancia il suo Dardo celeste, troppo tardi o forse troppo presto. Il dardo parte, rosso scarlatto. E penetra. Dall’esterno spalla sinistra. Non è molto forte, non arriva a trapassarlo in profondità, ma recide ugualmente in modo potenzialmente letale al che quell’aura scarlatta, che a poco a poco si affievolisce, si mescola al sangue purpureo che sgorga dalla ferita, copiosamente. E’ grave. Molto. L’arbitro Joshua interviene immediatamente. Corre verso i due. Urlando a tutti che i giochi siano ufficialmente interrotti.
Il Sangue risveglia la coscienza del figlio di Uriel: aspettare potrebbe significare il sopraggiungere dell’inevitabile baratro della morte dell’ex allievo. Così Interviene, così come imparò a suo tempo, così come ha insegnato a colei che, incurante delle guardie che le dicono di non avvicinarsi, ugualmente si avvicina come una figura fin troppo lontana ed irraggiungibile. Il Monaco trasmette le energie all’altro, energie che passano, si concentrano, infondendo di nuovo consapevolezza e vita nel Chesed e riallacciando il vaso sanguigno, arterioso e fondamentale per la vita, che era stato reciso, e ripristinando a poco a poco quel battito che si stava affievolendo. E mentre i Medici si occupano di prelevare lo sconfitto e portarlo all’Ospedale, viste le gravi ferite, al Duca spetta il compito di fare i dovuti annunci. Praga ha il suo Pericoloso Campione.
Caccia Notturna - 04/03/2016
News di Gothik Praha del 05/03/2016
Ora inizio: 22:30 – Ora fine: 2:00
Chat: Salotto dei Vizi
Partecipanti: Katerina, Julian, Lilli, Hyeronimus, Nilesh
Riassunto: Una fredda notte, come ve ne possono essere state come tante altre, tuttavia nell’aria brezza della sera che si intrufolava tra le finestre della Villa della comunità Han’yo, si è avvertito un qualcosa di diverso. Un qualcosa che è andato a ledere dapprima la negatività di cui è pregna quell’abitazione, e poi addirittura gli Han’yo stessi, i quali guidati da una forza misteriosa e dalle percezioni della loro aurasi sono ritrovati a dover affrontare il sotterraneo della Villa. Guidati da Katerina, sotto stretta osservazione, tormentata da una voce interna alla sua mente, si sono immersi tra quelle ombre che da sempre celano insidie e fauci. Subito il pericolo si è palesato, un pericolo che è stato affrontato da tutti ed in quella prima ondata solo Julian è rimasto vittima di quelle misteriose forze. Ghermito, spogliato quasi del suo potere è arrivato a finire in ginocchio tremante, mentre la Thaumiel, forte nel suo potere ha forgiato il primo paio di catene. Un guizzo dalle sue mani, e la prima creatura è presa. Un urlo da parte sua: “Fame!” poi il silenzio da parte sua. Tuttavia quell’entità non era sola. Lilli, la Han’yo nel fiore dei suoi anni grazie alle sue percezioni riesce a cogliere, e ad avvertire gli altri del pericolo: un’entità alle sue spalle, dalla quale riesce a resistere senza problemi al suo assalto, anzi, arrivando persino a disorientare quel loro nemico ed una alle spalle di Katerina. Coraggiosamente anche la piccola, seguendo l’esempio e l’egida di Katerina forgia nel fuoco e nel sangue del suo animo le catene. Un’altra creatura ghermita, un’altra vita terminata. Rimaneva l’ultima, che dopo l’assalto fallito ai danni della piccola si è andata a scagliare contro il membro più debole, ovvero Julian ancor scosso da prima. Tentativi di rivelare la sua esatta ubicazione ancora una volta, un tentativo di resistere ed uno da parte di Katerina di salvare il suo galab, ma un altro colpo è andato a segno, ed ancora una volta Julian trema. Persino Nilesh, dopo aver affrontato una morsa di gelo ha richiamato le sue catene, le quali formando una sorta di ragnatela assieme a quelle della Thaumiel riescono a porre fine all’ultima di quelle tre entità. La serata si è conclusa, una caccia fruttuosa, dubbi e domande nel cuore e nella mente della Thaumiel, ed un benvenuto a mo’ di battesimo per il nuovo Han’yo Hyeronimus. Così si conclude questo capitolo senza danni eccessivi.
Quest: Il Campione di Praga "Nicholas vs Mala
News di Gothik Praha del 24/02/2016
Ore: 22:00 alle 1:00 circa + 22:00 alle 23:20 circa
Chat: Arena sobborghi Vicolo D’Oro
Partecipanti protagonisti: Malachia vs. Nicholas
Spettatori: (Coloro che potranno giocarsi di aver assistito allo scontro - da bg - ): Katerina, Zayne, Isabelle, Simon
Il giorno del secondo duello giunge, ed a giudicare dall’allestimento e dalle musiche si tratterà di un nuovo evento non minore in bellezza al primo: tutto è stato allestito, tutto è pronto, mancano solo i partecipanti che, come la prima volta, non tardano ad entrare, sfoggiando le loro figure, così diverse agli occhi di tutti come alla percezione di pochi. Squilli di trombe si elevano dagli spalti, segnalano ai partecipanti al duello che è giunto il momento di entrare in scena.
Il primo a fare il suo ingresso è Malachia, rivestito della sua purezza, scortato al fianco da una delle Guardie dell’Armata, che l’accompagna al centro dall’arbitro Joshua. Il secondo ad entrare è Nicholas, anche lui accompagnato. Joshua poi prosegue con i soliti ed usuali controlli, assicurandosi che nessuno rechi con se qualcosa di illegale alle regole del Torneo; subito dopo la Principessa augura ad entrambi buona fortuna, prima di dare inizio, con le parole e con i gesti, al combattimento.
Il Monaco di Casa Andel indietreggia, padrone di se stesso ed anche della sabbia, prende le misure in maniera quasi corretta, mettendo tra loro le giuste distanze, necessarie. Nicholas fa lo stesso, non arretrando particolarmente tanto dal momento che ci pensa il mezzosangue a distaccarsi da lui: e poi ha davvero tutto inizio. Il Forte Nefilim si concentra e produce un degno Specchio Celeste, rilucente della sua energia e delle sue intenzioni, che va a piazzarsi immediatamente davanti agli occhi di Nicholas che, per tutta risposta, va raccogliendo le forze e le energie, spingendole attorno a se, per racchiudersi in quella che è una bolla salda, una barriera di Volontà, che possa eventualmente contrastare quell’attacco mentale. Inutilmente: in breve egli verrebbe colto dall’improvviso da un buio assoluto, che attanaglia la sua mente, facendola perdere nella parte più nera di quella Rimembranza che, seppur minima, ancora l’Anziano possiede, infliggendogli lo stesso dolore che egli ha fatto patire agli altri.
Il Figlio di Uriel, gonfio e pieno di quell’Angelus che può solo godere della sofferenza dell’impuro senz’anima che ha d’innanzi, va raccogliendo le energie, facendo svanire, a poco a poco quello Specchio, ritirandolo a se, nel raccogliere nuove energie che donano barlumi argentei alla sua figura, agli occhi in primis, andando poi discendendo nell’arto, con le particelle d’aria che per quell’energia si scostano e si smuovono, facilitando a quel modo il passaggio delle cariche; la conducibilità elettrica che di lì a qualche attimo si addensa intorno al braccio del nefilim, condensandosi nel palmo aperto verso l’esterno della propria mano destra, rimandando piccole saette che impattano persino contro la sabbia, accumulandosi e rendendo l’aria in qualche modo satura di quell’energia positiva, che va a infastidire in automatico quella del Vampiro. L’essenza Forte in un Dardo Celeste pronto per essere scagliato si palesa davanti agli occhi di tutti, ben nota e conosciuta e visibile poi anche agli occhi dell’Eterno che, a poco a poco, sembra riprendere conoscenza.
Così Malachia scaglia quel Dardo argenteo sull’Eterno, mirando per ferirlo alla coscia destra, e rendergli ostico qualsiasi altro movimento da lì in avanti. Nicholas, si riprende, lentamente riemerge dalla sua foschia nonostante l’aria frizzante, resa così elettrica e ostica, gli si attacca addosso comprimendolo e rendendo difficile buona parte dei movimenti, ed il risollevarsi da quella situazione persino. Mette a fuoco, e lo vede tutto il movimento di Malachia, a rallentatore, e rapido, per quella Velocità che la natura razziale gli ha concesso, cerca di sfilare via, Schivare il suo attacco, scartando verso destro; ma il Dardo arriva, e rapido gli attraversa la coscia Destra, trapassandola da parte a parte, come se nulla fosse, recidendo quanto incontrato e bruciando appena con le sue scariche di energia leggermente gli intorni, facendogli perdere l’equilibrio e ricadere al suolo.
L’Angelus sembra avanzare ancor prima del Monaco ad esigere il colpo di grazia: un calcio in pieno viso, per mettere fine a quel gioco che si è protratto anche fin troppo a lungo. Ma il Giornalista Nicholas, ferito, non vuole proprio rimanere lì ad attendere l’inevitabile. Piuttosto richiama a se le ombre, la sua casa, il suo manto protettivo, lasciandosi avvolgere dolcemente e caldamente da quel tocco che è rassicurante, e quelle egli cerca, così come nel primo combattimento, di formare e fortificare un Tentacolo fatto di pure tenebre che, lentamente, scivola per la sabbia cercando di raggiungere colui che lo sta andando a colpire. Ma troppo tardi. Il colpo al viso dell’Eterno, da parte del mezzosangue, arriva con le sue conseguenze, che no, ancora non gli fanno perdere i sensi, ma manca davvero molto poco, e il sangue comincia a scarseggiare. Difatti il Vampiro sventa una prima crisi di frenesia imminente, resistendo, a modo suo, senza riuscire a darsi per vinto.
Nel mentre però il Tentacolo d’ombra ben formato, attende: aspetta che il suo padrone si decida a scagliarlo, ovviamente al momento opportuno, che ben presto arriva. Il Chokmah, a quel mancato svenimento, reagisce cercando di colpirlo nuovamente, ma stavolta andrebbe con il collo piede a mirare verso la nuca. Ed in quel momento l’Anziano reagisce: scaglia il suo tentacolo verso Malachia, pur non sapendo esattamente come mirare, dal momento che il colpo precedente gli ha rigirato la faccia dall’altra parte, eppure, per un puro Colpo di Fortuna, l’Ombra tentacolare si scaglia contro la gamba di Malachia, seppur quella sbagliata. Il secondo calcio di Malachia, caricato all’indietro, viene proiettato in avanti, e colpisce, seppur non con la massima forza, la Nuca del Vampiro che, a sua volta ferisce la coscia sinistra del nefilim, perforandola da parte a parte, costringendolo a ricadere su quella medesima coscia, per la prima volta in ginocchio davanti a tutti.
Joshua sembra quasi stesse aspettando quel momento per intervenire, quell’attimo esatto: schiocca le dita il Forte, richiamando a se gli uomini più vicini e facendo segno agli altri agli estremi di chiamare le barelle ed i medici appositamente. Avanza, rapido, non verso Malachia…Ma verso Nicholas per accertarsi delle sue condizioni… Ma il Vampiro è ormai andato, si è lasciato andare a quel principio di Frenesia dovuta alla mancanza di sangue necessario. L’arbitro farebbe segno immediatamente alle guardie di fermarlo, allontanando a sua volta i medici in avvicinamento. Le guardie dell’armata riescono a bloccarlo, con i loro corpi, e scortarlo fuori con una notevole forza fisica e di volontà, finché il vampiro medesimo non si ritroverà troppo privo di forze ed incapace di compiere alcunché; mentre Joshua poi si avvicina a Malachia, ad accertarsi delle altrui condizioni, per poi sollevarsi proclamandolo come vincitore, nel mentre che il monaco verrebbe trasportato fuori in barella.
Malachia si candida per il Terzo Girone del Torneo.
Quest: Le R. di San Clemente - Il rito di Drozdov
News di Gothik Praha del 28/01/2016
Ora 22.15 – 01.00
Chat: Ponte Carlo
Tipologia: Mista
Partecipanti: Ines, Isabelle, Julian, Lilli, Malachia
RIASSUNTO
Siamo sul Ponte Carlo. L'ora è già tarda, mentre pochi passanti attraversano il ponte. Il freddo impera come suo solito nel lungo inverno praghese, mentre per motivi diversi Malachia, Ines, Isabelle, Julian e Lilli si trovano sul luogo, ognuno con direzioni differenti e diversi propositi. Non passerà molto tempo prima che si accorgano che dal centro del ponte proviene un'energia di stampo negativo, la cui potenza è in aumento con il passare dei secondi. Il primo a mandare avanti l'aura per capirci qualcosa in più è Malachia, mentre Ines, impaurita dagli eventi dei giorni scorsi e avvertendo quell'energia come un senso di oppressione, consiglia caldamente a qualche passante di non avvicinarsi a causa della presunta pericolosità, ricevendo però in cambio solo sguardi perplessi. Anche Julian, nel frattempo, manda avanti la sua aura demoniaca per indagare, mentre dopo pochi secondi, proprio al centro del ponte, apparirà il Metropolita di Mosca Drozdov, che Isabelle e Malachia hanno già incontrato in Biblioteca Nazionale. Egli si annuncerà al monaco Malachia, rivelandogli che è proprio lui che stava attendendo. Il monaco gli fa presente il contrario, cioè che è lui ad aver atteso inutilmente un suo cenno di vita, mentre gli altri, a parte Isabelle, non possono riconoscerlo per ovvi motivi. Il Metropolita, alle parole di Malachia, inizierà a sogghignare sinistramente, e gli basterà sollevare la mano sinistra per trasportare tutti in una sorta di buco nero, senza pareti né tempo. Drozdov, in questo non-luogo, è circondato da cinque grandi candele circolari, accese, disposte in posizione pentagonale. Egli annuncia ai presenti che il momento tanto atteso, quello di compiere il rito, è arrivato. Il monaco Malachia non si lascia intimorire dalle parole del Metropolita e gli lancia uno Specchio Divino, giusto per gradire; Isabelle tenta di avere qualche informazione in più col Sussurro Celeste, ma tutto ciò che ottiene è la costrizione a resistere contro la sua stessa aura angelica, che le si ritorce contro. Nel frattempo Ines tenta di avvicinarsi alla candela a lei più vicina, quella del vertice inferiore, e prova a spostarla, nella speranza che in questo modo il rito non possa essere attuato: non riesce però a farlo, a causa dei crampi della dissenteria che la terranno ferma per qualche minuto. Julian sfrutta le Conoscenze Arcane per indagare sulla tipologia di rito che sta per essere eseguito, mentre intima a Lilli di allontanarsi per non correre pericolo. Drozdov resta per il momento fuori uso a causa dello Specchio di Malachia, mentre Julian riesce a capire che per evitare che il rito parta, bisogna spostare almeno una delle candele, come aveva già intuito Ines. Malachia infierisce su Drozdov, questa volta con un calcio in faccia; Isabelle ci riprova, con il Sussurro Celeste che questa volta va a segno, e la Principessa viene informata tramite i suoi poteri che quel rito potrebbe costituire una chiave di volta per il ritrovamento delle reliquie. Prova ad avvisare gli altri di fermarsi, ma è troppo tardi: Ines riprova ancora, questa volta con una gamba dato che è costretta a terra dai crampi, a spostare la candela, ma il suo sforzo purtroppo le lascerà un ricordino piuttosto... maleodorante. Julian finisce il Metropolita con un Incubo Oscuro, che va perfettamente a segno, mentre Lilli, su invito del Galab, riesce finalmente a spostare la candela. Nel momento in cui la cera viene spostata, tutto ritorna nella Praga di prima: al posto del Metropolita, nell'esatto centro del Ponte, vi sarà però un libro: è il manoscritto che era scomparso dopo le prime ricerche sulle reliquie. Ovviamente, è Malachia ad appropriarsene subito, mentre gli altri fanno ritorno alle proprie dimore, con la testa piena di dubbi.
Quest: Il Campione di Praga, Quinto duello
News di Gothik Praha del 24/01/2016
Ore: 21.50/00.30
Chat: Centro Addestramento della Caserma dell'Armata Divina
Partecipanti protagonisti: Damek vs. Azaret
Spettatori (Coloro che potranno giocarsi di aver assistito allo scontro da bg): Zayne, Isabelle, Simon
| RIASSUNTO |
Nell'ultimo duello del primo girone de "Il Campione di Praga" vanno a scontrarsi Damek e Azaret, cittadini di Praga da relativamente poco tempo e entrati recentemente a far parte del Branco. L'arena adibita nel Centro Addestramento dell'Armata divina è come al solito pienissima. Spettatori d'onore sono la Principessa Isabelle e il Generale Simon come loro solito. Anche Zayne è presente sugli spalti come spettatore ormai abituale degli scontri del torneo. Dopo che le guardie si sono assicurate che i partecipanti non indossino oggetti estranei al regolamento, l'arbitro Joshua fa partire il combattimento. I due Licantropi, come prima mossa, richiedono alla Madre Luna la sua protezione: Damek tramite la Luce di Luna, mentre Azaret preferisce richiamare a sé la Potenza Leggendaria dei suoi avi. Il primo ad attaccare è Damek, che prova ad artigliare il fianco destro del suo avversario; Azaret, di tutta risposta, contrattacca con un pugno alla mascella. Damek riesce a centrare il bersaglio, mentre Azaret riesce a colpire l'avversario solo di striscio e in maniera non molto convincente. Mentre Azaret inizia a perdere copiosamente sangue dal fianco destro, Damek prova ad attaccarlo nuovamente, questa volta al fianco sano. L'avversario, però, ferma la mossa con un calcio ben piazzato al fianco sinistro di Damek. Costui, però, non si perde d'animo e riprova a colpire Azaret, questa volta alla gamba destra. L'artigliata colpisce una seconda volta, portando i PF di Azaret al di sotto della soglia prevista dal duello (Luce di Luna raddoppia i danni inferti, quindi ogni artigliata sottrae 30 PF). Damek, conseguentemente, risulta il vincitore dell'ultimo incontro del girone, mentre Azaret, ormai privo di sensi a terra per le ferite e la perdita di sangue, viene portato via con una barella.
Quest - Freak Circus ep.4 - L'Ultimo Atto 18
News di Gothik Praha del 19/01/2016
Ore: 22:00 - 02:30
Chat: Alloggio Pubblico - In una terra fuori territorio Praghese
Partecipanti: Katerina, Aysha, Simon, Nilesh, Lilli, Grzegorz
Resoconto: Finalmente si giunge al capolinea: il viaggio è stato lungo, a piedi o a cavallo che sia, ed ha un unico proposito: la salvezza della Consigliera della Corona e Thaumiel Katerina Vladimirovna. E’ rimasta fin troppo a lungo nelle grinfie di una mante malata, una mente che sembra non aver avuto alcuna esitazione nel mozzare la lingua a colei che gli era più fedele, pur di far sì che non rivelasse alcunché. Mapetit però è provvista di una forza d’animo degna dei Forti che si professano tali, ed in compenso possiede persino un cuore gentile, anche fin troppo, nonostante sia stato infranto da Lambert con quell’ultimo e conclusivo atto tra di loro: non ha avuto esitazione a collaborare con coloro che si sono rivelati essere, ai suoi piccoli occhi, uomini e donne d’arme. Mapetit è stata incapace però di spiegare dalle mappe la collocazione della Preda e del Predatore, ma volontariamente si è offerta di condurre i coraggiosi uomini d’arme e no al luogo in cui altre volte Gerard ha massacrato le sue vittime; Fuori dai confini praghesi, ma ancora nel dominio Asburgico, nei boschi di un villaggio di campagna distante, è nascosta la tenda di Lambert…circondata da altre tende più piccole e dalla fitta boscaglia di contorno. Non è solo: un uomo solo non può aspirare ad atti simili senza temere la ripercussione di qualcuno, ed è per questo che ha pagato abbondantemente i suoi Uomini Forzuti e mercenari a lavorare con lui, qualcuno ha accettato di lavorare semplicemente per denaro, altri, già fedeli partecipi dei diletti del signorotto francese, avrebbero soddisfatto i loro appetiti una volta che Gerard avesse finito con Lei.
L’Armata si è mossa tutta, per mettere insieme i tasselli di quello che sembra essere un quadro fin troppo macabro e che si ripete nel tempo… e tutte le volte con un esito comune: la morte della vittima. Tra i documenti prelevati nella sua tenda al Circo, molti riportano descrizioni di trucchi illusionistici, certo, mentre altri riportano per filo e per segno gli atti indegni (che non verranno qui riportati) da lui praticati, e non solo per piacere carnale. Sarebbe una scommessa certa, il puntare sul fatto che Lambert si stia preparando proprio in quell’esatto momento a mettere ad agire in quel modo,, descrivendo così la fine di uno schema di routine che va avanti da anni nella sua mente malata e nella pratica.
Uno schema che non ha nulla di piacevole: specie per chi lo sta provando sulla propria pelle giorno dopo giorno. Katerina è lì, in questo momento pronta anche lei, al limite, disposta a lasciarsi andare del tutto per non risentirne più: irriconoscibile dall’aspetto e dagli abiti ormai ridotti a pochi brandelli malmessi che a stento le coprono le intimità come dovrebbero, è appesa a delle travi a mezzo metro dal suolo, penzolante, ancora obbligata da quegli oggetti che sembrano averle risucchiato la vita dal corpo, le braccia intrecciate attaccate alla trave orizzontale superiore sostenuta da altre due travi lignee portanti. Le labbra sono screpolate, disidratate, ancora rinchiuse da quella morsa che le impedisce di parlare, ma non di gemere ed urlare ad ogni trattamento. Le ferite sul corpo sono numerose, alcune più infette di altre: lividure violacee e rosse sparse sulle braccia, sul ventre, sul viso tumefatto; all’altezza delle caviglie e dei polsi nudi le manette hanno scavato solchi notevoli, compromettendo la pelle, la carne sottostante, ed ogni movimento anche piccolo le provoca sanguinolente reazioni, difatti da quelle ferite esce sangue e pus in un miscuglio che non ha nulla di rassicurante. Tagli di coltello tra le cosce dal momento in cui egli si è divertito a tenerla sulla ruota lignea riservata all’esterno della tenda, tirandole contro le proprie armi, errando appositamente, per il solo piacere di vederla sanguinare. Gerard, nel suo carro nascosto dietro il tendone, affila le armi. I chiodi uncinati per lo straziatoio, pera dell’angoscia, e la sega. Nulla che lasci presagire un epilogo positivo, anche se la controparte “buona” continua a ribattere contro i brutti propositi della faccia posteriore per i sentimenti contrastanti che prova nei confronti della vittima. I 10 uomini-guardia di Gerard sono disposti rispettivamente a controllare il perimetro in ogni sua sfaccettatura, rispettivamente sette sorvegliano il perimetro e gli altri tre la tenda principale.
Nel frattempo il gruppo guidato da Simon ed Aysha si avvicina, seguendo le indicazioni di Mapetit al loro fianco, seguiti dai volenterosi civili Lilli,Nilesh, Grzegorz. Sono vicinissimi alla ronda, e basterebbe un nulla per farsi scoprire: ci pensa Nilesh a lanciarsi avanti in un moto adrenalinico, desideroso solo di riportare l’adorata Katerina a casa al sicuro, superando il capo gruppo e spostandosi a destra dello stesso, mettendo a rischio ogni tentativo di “effetto sorpresa”; è seguito a sua volta dalla cauta Poliziotta che voleva semplicemente riportarlo nel gruppo. In breve entrambi si ritrovano attaccati da due degli uomini di guardia al perimetro esterno, che urlando e sbraitando segnalano agli altri compagni la presenza degli intrusi, contemporaneamente caricandoli come fossero tori. Entrambi schivano egregiamente, tuttavia Aysha riesce ad essere più veloce e sgozzare il suo aggressore, mentre Nilesh subisce uno scorretto colpo alla schiena, che lo atterra inevitabilmente, facendogli subire subito dopo i pugni dell’aggressore alla nuca e lateralmente al cranio, colpi che lo tramortiscono causandone lo svenimento.
Al sentire le urla anche le guardie più distratte si riscattano, venendo tuttavia sorpresi da un Simon che furtivo si è avvicinato fin troppo, tagliando la testa prima ad uno, ed infilzando il secondo a fil di Rebellion. Il Capo gruppo nemico accorre, muovendosi verso Grzegorz e la bambina che non vede l’ora di afferrare e prendere per se, con i pugni già pronti a scagliare tutta la sua forza contro l'uomo apparentemente indifeso accanto a lei…Ma ben si sa che Greg è un umano pieno di sorprese: difatti si tramuta in una bufera di neve, facendo bloccare l’altro per l'incredulità e la paura. Ci pensa Lilli a fargliene provare una più tangibile, di paura, insinuando in lui il suo Incubo oscuro, nel mentre che Grzegorz, in Simbiosi con la neve della mattina, si muove rapido cercando di raggiungere colei che ha sentito essere in fin di vita. La sente debole, e quel poco di essenza vitale che le è rimasta sembra voler scivolare via da lei a breve, eppure Katerina si aggrappa alla sua esistenza e a quelle urla che ovattate sopraggiungono alle sue orecchie. Ci pensa una guardia vicina alla tenda ad informare Lambert dell’imminente attacco, il quale, già fremente, vince del tutto sulla Parte Buona che gli sta solo facendo perdere tempo, e procede più rapidamente nei suoi piani, piantando un uncino nel petto di Katerina, pronta a scuoiarle la pelle o almeno l’intento è quello…
Nel frattempo le altre due guardie del perimetro, disposte più lontane, accorrono immantinente: e mentre una carica Aysha con la sua mazza chiodata, l’altro vedendo l’uomo prendere sembianze nevose ed allontanarsi fluttuando con una velocità inaudita, indietreggia incespicando spaventato e corre via, disperato, urlando ai quattro venti che c’è uno stregone nei boschi. E chissà se qualcuno mai gli crederà.
Aysha uccide il suo secondo aggressore, e provvede a prestare il suo soccorso ad un Nilesh che, tra le dovute sofferenze, resiste egregiamente alla compressione delle tempie dell’omone che si è accomodato sulla sua schiena; trapassa anche quest’ultimo con la sua spada lunga e liberando così il fratello.
Grzegorz nella sua furiosa bufera di neve si fa avanti, rapido ed inafferrabile si spinge oltre le tre guardie esterne alla tenda, entrando nella stessa proprio nell’attimo in cui Gerard sta per affondare l’uncino più in profondità e strappare da lei il tutto. E nel suo gelido intento, lo Stregone spazza via ogni cosa incontri sul suo passaggio e, soprattutto, scaglia lontano lo psicopatico signorotto francese, facendolo inevitabilmente impattare contro la superficie lignea del tavolo su cui riserva alcuni dei suoi strumenti di tortura, che si conficcano incidentalmente nelle carni di Lambert. Ma il doppia faccia resiste: lui vuole Katerina e se non può avere ogni singolo pezzo di lei per se, tanto vale che muoia...! Così afferra una delle sue seghe più affilate e si avvicina alla schiena di lei, mentre le tre guardie inutilmente cercano di far breccia nell’Ambasciatore di Neve a pugni e calci, come a volergli causare qualche danno, constatando così la sua immaterialità e finendo per fuggire anche loro spaventati, inneggiando alla magia.
Gerard è pronto per tagliare Katerina, ma Greg è più veloce e, facendo vorticare uno dei coltelli che aveva ferito l’Illusionista poc'anzi, glielo scaglia contro, colpendolo alla carotide, facendolo morire in un bagno di sangue.
All’esterno Lilli invece si fa avanti, nei confronti di quello che, sotto effetto dell’Incubo si è inginocchiato ai suoi piedi, è pronta a sgozzarlo, tuttavia non è abbastanza rapida. L’altro si scosta dalla traiettoria e con il suo grosso capoccione tira un brutto colpo alla fronte della rossa han-yo. Ci pensa Simon a soccorrerla, facendo cadere il Capo degli Omoni nell’ennesimo Incubo precedente solo più forte, e Lilli di conseguenza, incitata dalle parole del Generale, scatena la sua forza e potenza Akuma su di lui.
Chi prima e chi dopo, l’intero gruppo si fa avanti nella tenda, ritrovando una Katerina ancora legata ed uno Stregone che ha ripreso sembianze umane: cercano la chiave, necessaria per togliere le manette alla Consigliera e liberarla una volta per tutte. A poco a poco Katerina liberata, fortemente provata dalle ferite, recupera buona parte della sua essenza vitale. Però, quello di cui tutti si rendono conto, è che in lei non c'è più alcun accenno del suo essere una han-yo.
Usando la carrozza di Lambert, riportano la Thaumiel a Praga, in Ospedale.
Quest - Il Campione di Praga Lumir Vs Zayne
News di Gothik Praha del 18/01/2016
Ore: 22:00 alle 2:30 + 22:00 alle 23:00
Chat: Centro Addestramento della Caserma dell'Armata Divina
Partecipanti protagonisti: Lumir vs. Zayne
Spettatori (Coloro che potranno giocarsi di aver assistito allo scontro - da bg - ): Malachia, Julian, Lilli, Isabelle, Simon
Riassunto: Lo scontro tra titani è finalmente giunto. Angeli contro demoni, uno scontro epocale tra luci ed ombre che ha inizio dalla notte dei tempi, prende vita davanti agli occhi dei cittadini Praghesi che non mancano di assistervi con il più attento trasporto. Il numero degli scontri del primo girone si è quasi ridotto al minimo, e quello che viene consumato quella notte è il penultimo della prima serie. L'Arena è pronta, a folla trepidante, la tensione palpabile. Le guardie sono molte, numerose, sempre per una questione irrisolta e che tutti sperano abbia ben presto un risvolto consistente, e lieto. Ma, così come la volta precedente, le danze non vengono interrotte.
L’ingresso dei due aspiranti campioni richiama gli occhi di tutti i presenti: il primo ad entrare è Lumir, e a seguire Zayne fa il suo ingresso. Effettuati i consueti controlli, la palla viene passata alla Principessa che augura ai partecipanti buona fortuna, prima di dare inizio ai combattimenti.
L’Orafo della Confederazione attacca per primo, richiamando a se buona parte del controllo dell’essenza e sfoderandolo contro il suo avversario, con lo scopo di insinuare nella mente altrui un Incubo Oscuro tale da gettarlo nella pura e nel buio assoluto: inutile il tentativo di Zayne di sollevare un muro intorno a se stesso, e proteggere la propria mente dall’evidente attacco, nulla possono le sue difese virtuose rispetto all’attacco dell’altro carico di vizio, che lo ghermisce mettendolo in uno stato di totale sottomissione per lunghi attimi, quasi come se da quell’incubo non si potesse svegliare. Ma si risveglia a poco a poco, in modo davvero lento, fin troppo, il mezz’angelo, troppo sconvolto dalle visioni che l’Incubo gli ha trasmesso da non accorgersi che i suoi incubi stanno diventando reali.
Il mezzodemone infatti cambia forma, sotto gli occhi dei Cittadini spettatori, abbandonando ogni inibizione pur sempre mantenendo il controllo delle proprie azioni, lasciando l’aspetto umano per quello della forma Akuma. Un Demonio in carne ed ossa che approfitta dello smarrimento altrui per ridurre pericolosamente le distanze e attaccare, colpendolo alla testa senza ricevere nemmeno un misero tentativo di difesa da parte dell’altro che piuttosto subisce il colpo, arretrando.
Lo Han-yo in forma Akuma invece avanza, nuovamente pericolosamente pronto a colpire nuovamente il Nephilim, questa volta in modo decisivo sfruttando quelle grosse escrescenze che sono spuntate sulle tempie: corna lunghe e tali da trapassarlo da parte a parte, specie viste le intenzioni chiare che ha di afferrarlo e dargli una testata con le stesse: il mezzosangue angelico tuttavia, recuperato un minimo di lucidità, rendendosi conto dell’evidente pericolo dell’Akuma, rigira l’attacco in suo favore esplodendo in bagliori luminosi trasformandosi a sua volta nella visione androgina celestiale che è l’Angelus, ed assestando un colpo deciso alla trachea dell’altro per farlo retrocedere.
Si ristabiliscono le distanze di sicurezza, e questa volta Lumir, leggermente dolorante, non attacca, piuttosto attende di capire quali effettivamente siano le pericolosità e le intenzioni del suo rivale: Zayne avanza rapido nella sua nuova forma, che sembra fluttuare nell’aria con una velocità ed agilità nuova, scartando ed abbassandosi fino ad arrivare a colpire il mento del Gioielliere con un montante tale da farlo rimanere stordito facendogli perdere l’equilibrio. Inutile il tentativo dell’altro di schivare il colpo che arriva a segno forte e chiaro come un treno merci e non sembra finire lì; difatti Zayne, vedendo l’altro perdere l’equilibrio lo costringe a terra piazzandoglisi addosso, bloccandogli il corpo e buona parte dei movimenti con la sua forma potenziata, cercando di afferrargli il collo con una mano in un semi strangolamento, caricando un nuovo pugno all’altro, alle tempie…scioccamente anche, visto che manca di prendere bene le misure del mezzo demone che è ben munito ancora di un paio di corna, che finiscono per ferire l’altro strappandogli lembi di pelle dalle nocche candide e luminose.
Nell’ultimo momento di controllo di quella forma Akuma, Lumir scaglia verso l’altro la propria essenza demoniaca, circondandolo e cercando nuovamente di stordirlo con tutta la negatività ed il vizio d’ira di cui è carico, colpendolo così con Aura Demoniaca: e l’Angelus incassa in modo pessimo, finendo nuovamente per far crollare le barriere in quel nuovo attacco che non ha nulla di fisico ma che finisce nuovamente per stordirlo ed impedirgli la normale lucidità e consapevolezza d’azione. E’ un attimo di tentennamento che basta eccome a Lumir, nuovamente umano, per cercare di togliersi di dosso il Gigante angelico, ma non riesce...la mole altrui è troppo per un semplice han-yo ancora fin troppo risentito da quella stretta al collo che non sembra demordere nemmeno un po’ e che continua a togliergli fiato. Zayne cala un nuovo pugno, che l'artigiano tenta di parare inutilmente, e questa volta non ci sono nemmeno le corna di mezzo che impediscano la sua discesa sanguinolenta, colpendolo dritto al naso che inizia a sua volta a sanguinare per il duro macigno che gli si è scagliato contro. Tossisce l’Orafo che non si da per vinto fino all’ultimo, tentando il tutto per tutto, colpendo Zayne al viso e agli occhi, costringendolo a mollare la presa dal suo collo ed accecandolo. Cieco sì, ed anche umano visto che ormai anche il nephilim, a poco a poco, recupera le sue fattezze umane. Ma è l’essenza che ora gli permette di vedere e di sentirlo chiaramente: un essenza angelica che viene plasmata e frapposta tra di loro, sottoforma di Specchio Divino in cui lo Han-yo inevitabilmente si specchia, troppo preso dal cercare di togliersi di dosso il mezzangelo da rendersi contro di quel che gli si prospetta.
Il cerchio si chiude: così come Zayne al primo colpo è sprofondato nei suoi peggiori incubi, così Lumir viene imprigionato da tutti i suoi peccati e messo a confronto con gli stessi, in una sofferenza tale che lo rende inerme e alla mercé del tipharet che non indugia oltre, scagliando un ultimo ma esile pugno sul viso di Lumir, decretando così la fine del combattimento con l’intervento di Joshua, che si assicura delle condizioni dell’artigiano, annunciando in seguito il nome di Zayne come vincitore della sfida.
Freak Circus Interazione pre-parte 4 - 13/01/2016
News di Gothik Praha del 15/01/2016
Ore: 22:00 - 01:00
Chat: Alloggio Pubblico - In una terra fuori territorio Praghese
Partecipanti: Katerina
Resoconto: Katerina è prigioniera, rinchiusa in una tenda disposta all'esterno di un villaggio campagnolo in territorio asburgico ma fuori dai confini praghesi; ancora perfettamente ammanettata ed incapace di reagire come vorrebbe dal momento che, dal giorno dello spettacolo, sembra aver perso tutti i suoi poteri. Ella stessa è riuscita a constatare il fatto di essere diventata irrimediabilmente umana, o almeno così sembrerebbe. Dal momento del insediamento in quella zona, ogni notte da quella parte, il Signorotto Francese, Illusionista, Mostro da più punti di vista, va a farle visita, e quella notte non è da meno. Reca con se pessima pietanza composta unicamente da pane raffermo, misto alle sue ben chiare cattive intenzioni. Inizia a torturarla con il bastone che solitamente stringe nel muoversi, pigiando sulle caviglie scoperte e che già mostravano ferite sporche di pus e sangue rappreso, godendosi la scena mentre l'altra faccia resterò stante continua a ghignare piacevolmente soddisfatta nel sentire i gemiti di dolore altrui; e nel mentre che la guarda soffrire, prende nuovamente il sopravvento la parte buona di Gerard, innamorato, che si allontana dalla donna per evitare di farle male, implorandole perdono per il dolore che le ha causato e continuerà a causarle. Ma l'altra faccia di Gerard non si fa di certo mettere da parte così facilmente e, anzi, riprende il controllo del corpo non appena coglie gli occhi di Katerina chiedere di essere liberata. L'ira si scatena e con essa la sua voglia di vederla soffrire ai suoi piedi: la trascina sul terreno della tenda, senza preoccuparsi dei gemiti di dolore che l'altra si lascia uscire per le ferite che il terreno impervio allo stato naturale le provoca, e preparandosi piuttosto ad usare altri metodi di tortura più invasivi e dolorose, riprendendo le pinze da tortura che ha intenzione di usare per scomporre parti del corpo di lei. E' il modo di lei di richiudersi a riccio e di proteggersi che riportano di nuovo la parte buona a combattere e vincere sulle volontà sadiche dell'assassino, ritornando padrone di se. Nel vederla così inerme, getta da una parte le "armi", allontanandosi a prenderle una coperta calda che la possa coprire dal gelo di quella notte. Quella notte la lascerà in pace ma non senza un avvertimento: la sera seguente, nulla le avrebbe impedito di soffrire per mano del Gerard Sadico. Nulla. E più avrebbe urlato di dolore, più avrebbe implorato di fermarsi, e più a Lambert sarebbe piaciuto.
Quest-Il Campione di Praga, Terzo Duello
News di Gothik Praha del 12/01/2016
Ore: 17:00/20:30
Chat: Centro Addestramento della Caserma dell'Armata Divina
Partecipanti protagonisti: Adelheide vs. Nicholas
Spettatori (Coloro che potranno giocarsi di aver assistito allo scontro - da bg - ): Ines, Zayne, Damek, Isabelle, Simon
Riassunto: E giunge finalmente il giorno del terzo e, tanto atteso, incontro. Non c’è confronto con la storia oggi, non ci saranno nuovamente la Chiesa con il suo Servo di Dio e l’eterna rivale Stregoneria da sempre condannata al rogo. No: questa notte si sfidano le leggende, miti sussurrati nelle leggente popolari. Questa notte tocca ad una Figlia della Luna e ad un Eterno sfidarsi per la vittoria ed il proseguimento di un sogno. L'Arena è pronta, a folla trepidante, la tensione palpabile. Le guardie sono molte, numerose, anche più del primo incontro, perché aleggia sulle teste nobiliari la ghigliottina di un recente ed imperdonabile rapimento: quello della Consigliera. Ma le danze non vengono interrotte, anzi: ora più che mai si sente la necessità di un campione. L'arbitro stesso dimostra maggiore apprensione nel rivolgere gli occhi alla Principessa, essendo anche sua prima guardia e costretto a fare da giudice piuttosto che stare al suo fianco a salvarle la vita nel momento del bisogno. Eppur non si scoraggia e che con il suo occhio vigile scruta l'ingresso da dove, di lì a poco si palesano i due aspiranti "Campioni".
Nicholas è il primo, Adelheide subito dopo. Gli occhi dei presenti, alcuni più attenti di altri, si spostano dalla Principessa ai rivali nell’arena nel momento in cui ella recita l’usuale benvenuto e “buona fortuna” dando il via ai giochi.
Il Giornalista non esita, con il favore della Luna Nera e delle nubi così come delle ombre da esse derivanti, e richiama a se le tenebre andando a condensare un effettivo Tentacolo che si avvita intorno alla mano pronto per essere utilizzato. La Poliziotta reagisce in maniera opposta, convogliando le energie della Madre nel palmo destro nel tentativo di formare una palla di fuoco che rischiari le tenebre con cui egli vorrebbe colpirla: che sia la distrazione o la fretta, ella non riesce a produrre alcunché, finendo piuttosto per ringhiare di dolore quando l’altro la colpisce al braccio destro sollevato, con un colpo di frusta del Tentacolo di Tenebre.
Non si scoraggia l’Apprendista e Sciamana, che piuttosto invoca una silenziosa preghiera alla madre, richiamando a se le energie e la benevolenza di quella, che la bagna con silenziosi raggi lunari scuri, che le vanno ad indurire la pelle come protezione naturale dai colpi eventuali, e a render più letali le armi naturali che ella ha ereditato diventando Licantropo: artigli e zanne, così come lo sguardo rifulgono di luce lunare, brillando vistosamente; quand’ecco che l’altro risponde prendendo automaticamente le distanze, perdendo il controllo sulla sua frusta d’ombra nel cercare di fortificare la pelle vampirica e prepararsi all’imminente attacco dell’altra.
Difatti ella rapidamente avanza, tagliando l’aria e (purtroppo per lei) solo quella, nel tentativo di colpirlo con un colpo d’artigli ben assestato dal petto al torace, per sancire così un nuovo vantaggio. Così però non avviene: l’Anziano da prova di evidente agilità, schivando il colpo con maestria, e preparandosi a cercare di fare andare nell’altra in Confusione con le sue naturali doti vampiriche, senza riuscirci, mentre l’altra già si appresta a volerlo colpire nuovamente, e questa volta cercando di afferrargli il collo con i suoi artigli bagnati dal potere della luna.
Il tempo rallenta quando il Vampiro schiva nuovamente il colpo, sfuggente e incredibilmente irritante per chi è lì per vedere l’effettivo sviluppo di un combattimento che vuol vedere l’elezione di un Campione che ci si aspetterebbe essere “fisico”, e decide prontamente di sollevare la folla cercando di infervorare gli antichi istinti della Licantropa. Anche loro però non riescono…piuttosto il tempo si ferma nell’attimo in cui Stoker, pur non avendo alcun simpatizzante ma perfettamente eccitato all’idea di tirare all’altra un tiro mancino e rimanere tutti di stucco, usa poche parole, pochissime, per assoggettare e rivoltare come un calzino la Volontà della Muller…obbligandole a sollevare una mano e richiamare a se l’Arbitro, per arrendersi pubblicamente.
Di certo una lupa non si arrende così. E pur quando l’arbitro e collega di lavoro si piazza accanto a lei, lei lo ricaccia indietro, sollevando una nuova barriera di volontà e resistere a quel colpo basso che, però, non è contro le regole…
Ancora benedetta dalla Luce della Madre, Adelheide riduce ancora una volta a zero le distanze, questa volta con l’intento di sfregiargli la faccia con i suoi artigli: ma Nicholas si dimostra furbo, e per quello che è, schivando ancora una volta e sferrando un colpo Psichico e tale da mettere definitivamente Adelheide al tappeto.
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