PvP
01/03/2026 20:12:12
brom87 ha scritto: Non credo sia consentito fare questo tipo di pubblicità diretta in questo genere di post, e penso che questo tipo di pubblicità possa suscitare l'esatto opposto di quello che doveva essere lo scopo. Come sempre sta finendo tutto in caciara...
Per il resto si conocrod, sono due mondi differenti ma ricordiamo che il PBC è nato da persone che non avevano all'epoca gente con cui giocare i cartacei e quindi ha creato il metodo in chat con scrittura. Certo, da allora si è evoluto, questo non è da negare.
Chiedo scusa.. rimuovo subito le parti che direttamente si riferiscono al GDR. Mi spiace, non era mia intenzione.
Un saluto
01/03/2026 20:16:24 e modificato da brom87 il 01/03/2026 20:17:11
angelo_g88 ha scritto:
Chiedo scusa.. rimuovo subito le parti che direttamente si riferiscono al GDR. Mi spiace, non era mia intenzione.
Un saluto
Ritornando alla tua obbiezione, ne abbiamo già parlato nelle pagine precedenti di questa discussione. Chi è che decide il livello della role e quindi chi vince? Il gusto è soggettivo e spesso è dettato da simpatia e antipatie, e spesso, anche in land da te citate, è stato motivo di discussione con persone che hanno pilotato gli esiti per proprio tornaconto personale. "Chi controlla il controllore?"
Certo con le statistiche e i parametri è più regolamentato, ma significa quindi che uno nuovo non potrà MAI battere un veterano, quindi è nonnismo e diventa un videogame, non un GDR. Quindi se guardi i parametri salta l'idea di meritocrazia e di role, perchè anche se Caio ha fatto un azione migliore vincerà Tizio perchè gioca da 5 anni più di lui...
Ci sono sempre i pro e i contro di tutti i sistemi.
01/03/2026 20:29:33
brom87 ha scritto: [quote]angelo_g88 ha scritto:
Chiedo scusa.. rimuovo subito le parti che direttamente si riferiscono al GDR. Mi spiace, non era mia intenzione.
Un saluto
Ritornando alla tua obbiezione, ne abbiamo già parlato nelle pagine precedenti di questa discussione. Chi è che decide il livello della role e quindi chi vince? Il gusto è soggettivo e spesso è dettato da simpatia e antipatie, e spesso, anche in land da te citate, è stato motivo di discussione con persone che hanno pilotato gli esiti per proprio tornaconto personale. "Chi controlla il controllore?"
Certo con le statistiche e i parametri è più regolamentato, ma significa quindi che uno nuovo non potrà MAI battere un veterano, quindi è nonnismo e diventa un videogame, non un GDR. Quindi se guardi i parametri salta l'idea di meritocrazia e di role, perchè anche se Caio ha fatto un azione migliore vincerà Tizio perchè gioca da 5 anni più di lui...
Ci sono sempre i pro e i contro di tutti i sistemi.[/quote]
Sì sono d'accordo che ci possa essere un'apparente contraddizione nelle due visioni, ovvero sia quella meritocratica, legata alla qualità del gioco, e quella parametrica, legata alle statistiche dei personaggi dei giocatori. Quanto a questo credo che un Mix dei due sia più che comprensibile da aspettarsi in un gioco che ha il PvP poiché virare su uno solo di questi due fattori porterebbe ad una deriva piuttosto prevedibile: nel primo caso chi ruola da tanto tempo e bene non avrebbe alcun vantaggio (tanto o poco che sia, su questo al momento non mi soffermo), nel secondo caso il risultato è già scritto prima ancora di cominciare.
Quindi le stats credo sia corretto prenderle in considerazione così come, nel contempo, anche il "buon ruolare" ovvero sia - per provare a rispondere alla tua lecita domanda - ruolare in italiano, in maniera corretta (sì anche ortografica e di sintassi), chiara ed il più aderente possibile a quanto previsto dalla guida. Per fare un'iperbole.. se nella guida c'è scritto che bisogna ruolare al futuro ed uno NON ruola al futuro, quello non è "buon ruolare"; va da sé che casi assurdi come quello da me delineato al solo fine di chiarire estremizzando il concetto non esistono. Ma spero di essermi fatto capire.
Volendo invece soffermarmi sui favoritismi (in senso ampio) da te evidenziati, posso dire che, ovunque ci siano sono un errore, un qualche cosa da "punire" da parte della gestione. Essendo però previsto un Master/Fato una percentuali di favoritismi è, ahimé, lecito immaginarsi possa accadere, specie se un GDR ospita molte persone per lungo tempo. La cosa importante è estinguere il prima possibile tutto ciò affinché non si dilaghi rendendo l'ambiente davvero brutto per chi ci gioca. Mi sento inoltre di aggiungere che forse un elemento di casualità, in una percentuale da ben ponderare per non essere né troppo invadente né completamente irrilevante potrebbe quanto meno calmierare queste derive di favoritismo che con gli esseri umani possono accadere.
01/03/2026 20:41:02 e modificato da brom87 il 01/03/2026 20:42:22
angelo_g88 ha scritto:
Non è una questione di grammatica. Io e te possiamo fare azioni impeccabili ma il fato dichiara che la tua strategia non ha senso, e quindi vinco io perchè gli piace come scrivo. Se il fato fosse stato un altro invece magari il risultato sarebbe stato l'opposto. Una cosa che non ha senso per te sul momento magari lo ha senso per tutti gli altri. Quindi volente o nolente un favoritismo c'è ma come lo dimostri? Non puoi farlo con assoluta certezza perchè appunto questo tipo di arbitraggio è SOGGETTIVO e dovrebbe implicitamente dire che TUTTI i master sono i giocatori migliori in assoluto, laureati in lettere e strateghi della madonna...
La componente randomica esiste in tutti i giochi e anche in molti PBC e si chiama DADO. Tu hai il PG da anni e hai le statistiche alte che si sommano al tuo tiro di dado. Hai bonus più alti e nessuno può sindacare sul risultato mostrato a video. Però quello nuovo può mettere a segno magari qualche colpo in più perchè magari per fortuna tu un paio di tiri bassi li fai (e ricordiamo è statistica e matematica, più le statistiche salgono meno è probabile fare tiri bassi, se non contando il fallimento critico che si fa solo con 1 naturale, ovvero 1 sul dado).
Molti però non amano questo metodo perchè pensano di scrivere come Dante alighieri e quindi di meritare la vittoria sempre e comunque e quindi vedono il dado poco meritocratico. Ma la meritocrazia è SOGGETTIVA e non da a tutti i giocatori le stesse possibilità di divertirsi perchè mi stai dicendo che se sono straniero oppure ho qualche problema e magari non scrivo benissimo allora non merito di giocare...
Ma io sono libero di scegliere nella mia land il metodo, e tu iscrivendoti accetti in toto il regolamento. La cosa assurda è lamentarsene a posteriori.
01/03/2026 20:48:45
brom87 ha scritto: [quote]angelo_g88 ha scritto:
Non è una questione di grammatica. Io e te possiamo fare azioni impeccabili ma il fato dichiara che la tua strategia non ha senso, e quindi vinco io perchè gli piace come scrivo. Se il fato fosse stato un altro invece magari il risultato sarebbe stato l'opposto. Una cosa che non ha senso per te sul momento magari lo ha senso per tutti gli altri. Quindi volente o nolente un favoritismo c'è ma come lo dimostri? Non puoi farlo con assoluta certezza perchè appunto questo tipo di arbitraggio è SOGGETTIVO e dovrebbe implicitamente dire che TUTTI i master sono i giocatori migliori in assoluto, laureati in lettere e strateghi della madonna...
La componente randomica esiste in tutti i giochi e anche in molti PBC e si chiama DADO. Tu hai il PG da anni e hai le statistiche alte che si sommano al tuo tiro di dado. Hai bonus più alti e nessuno può sindacare sul risultato mostrato a video. Però quello nuovo può mettere a segno magari qualche colpo in più perchè magari per fortuna tu un paio di tiri bassi li fai (e ricordiamo è statistica e matematica, più le statistiche salgono meno è probabile fare tiri bassi, se non contando il fallimento critico che si fa solo con 1 naturale, ovvero 1 sul dado).
Molti però non amano questo metodo perchè pensano di scrivere come Dante alighieri e quindi di meritare la vittoria sempre e comunque e quindi vedono il dado poco meritocratico. Ma la meritocrazia è SOGGETTIVA e non da a tutti i giocatori le stesse possibilità di divertirsi perchè mi stai dicendo che se sono straniero oppure ho qualche problema e magari non scrivo benissimo allora non merito di giocare...
Ma io sono libero di scegliere nella mia land il metodo, e tu iscrivendoti accetti in toto il regolamento. La cosa assurda è lamentarsene a posteriori.[/quote]
Solo una precisazione. Sapevo che si chiamava DADO la componente randomica.. per il resto punti di vista, in alcuni passaggi, differenti. Ma ci sta.. siamo tutti diversi.
Un saluto
02/03/2026 08:44:28
angelo_g88 ha scritto...
brom87 ha scritto...
Il vostro ragionamento ha senz’altro senso, ma sembra lamentare di una situazione irrisolvibile, che quindi ci facciamo andare bene anche se non è il massimo…
Vorrei proporvi il modo nel quale io ho risolto questa problematica, non per fare una pubblicità alla mia land, ma perché penso possa essere un contributo alla discussione in quanto ragiono con un altro schema.
Ho già avuto modo di dire in altri post in questa bacheca, risalenti a un paio di anni fa (non so se nel frattempo è stato cancellato e quindi ripeto), che un primo punto sono regole costituzionali cioè regole per il progetto che prescindano da chi lo gestisce. In altre parole deve esserci pochissimo della “personalità” del gestore-creatore della land e quanta più oggettività possibile nella regolamentazione del gioco.
Più personalità del gestore è coinvolta, più c’è bisogno di lui per risolvere le questioni (e il PVP di solito è “la questione” per antonomasia), più si perdono quella oggettività e quindi prevedibilità che rendono possibile un approccio sereno e divertito anche alle giocate più complesse. Se non è così, il primo a “intossicare” il gioco con i propri difetti (desiderio di rivalsa sulla vita, di un palcoscenico, di generiche attenzioni), è proprio il gestore che lo ha creato, e se è così una bella grafica o funzionalità eccellenti non risolvono il problema.
Un secondo aspetto, forse sembra banale ma non lo è, è il tempo.
Più passa il tempo più il giocatore ha modo di conoscere l’ambientazione, le regole, il modo di agire del fato e della gestione. Pretendere di farsi una idea di tutte queste tematiche dedicando poco tempo a un gioco è una sopravvalutazione palese che non conduce a buoni risultati.
Ma il fattore tempo non deve essere impiegato solamente per la lettura della documentazione del gioco o vedere come finisce l’arco narrativo di una quest, aiuta anche in un altro senso, che è un po’ la cosa in più rispetto a post precedenti che ho appena “riassunto”.
Il fattore tempo è anche utile per aiutarmi a capire, a me giocatore, come gestire una situazione nella quale il mio pg si è infilato forse non del tutto consapevolmente.
Se parliamo di una scazzottata fra PG (anche con conseguenze molto gravi sulla vita dei personaggi), è chiaro che basta una sola giocata con un buon sistema di gioco combat.
Ma per quello che riguarda il PVP sociale non può essere così, non c’entra scrivere in italiano corretto, o avere stats più alte da mettere in campo in quella singola giocata.
Qui parlo della mia land (ma non vuole essere una pubblicità). È principalmente un PVE, ma non si può impedire ai personaggi di starsi antipatici per vari motivi, avere delle rivalità o meramente confliggere per impostazioni diverse del carattere del pg.
Lo risolviamo in quale modo? Avendo un regolamento che tiene conto del contesto di ambientazione nel quale ci muoviamo, nella corte di un Re, per quanto fantasy-medievale (GOT), non può esistere un personaggio con atteggiamento “spako botilia amazo familia”, semplicemente perché il suo casato di appartenenza lì non ce lo avrebbero mai mandato. I personaggi presenti alla corte rispettano il codice cavalleresco imposto ongame.
Il chè vuol dire che devono risolvere le loro controversie eventuali secondo regole ongame che si giocano tutti i giorni, non puoi pensare che sia coerente inchinarti a questo o quell’altro PG e poi volerci fare PVP perché a te player piace il PVP. Ci vuole una costruzione di gioco coerente che precede e da la possibilità di attuarlo, secondo le regole della corte che possono essere anche molto violente (“i demand a trial by combat” if you know what i mean).
A questo punto la gestione che avalla un PVP sociale, magari facendo interagire con la situazione anche dei PNG che vengano chiamati in causa dalle due parti, deve valutare da una parte il rispetto del regolamento (on e off), ma anche, e principalmente, l’impatto che quel PVP sociale ha sulla land: porta gioco/giocate? Consente sviluppo e crescita dei personaggi sia quelli direttamente sia quelli indirettamene coinvolti? È solo uno scazzo a pelle fra pg, spesso indistinguibile dallo scazzo off, che una volta risolta la cosa non avrà alcuna conseguenza? Porta qualcuno a perdere un pg perché lo vuole cambiare/è stufo/vuole andarsene?
Farsi queste domande da parte della gestione implica tempo, ma implica tempo anche da parte dei giocatori coinvolti. Tempo impiegato in chat a giocarsi lo spunto, secondo una equazione semplice, se io trovo che il mio spunto sia bello da giocare, vorrò estenderlo a quanti più pg sia coerente coinvolgere, sentire il loro parere ongame, capire se vogliono schierarsi con me o con l’altra parte…
Se do avvio a un pvp sociale, parlo con la gestione che magari mi da l’opportunità di una giocata risolutiva la settimana successiva, e nel frattempo sparisco…beh, è chiaro che il mio intento non era creare gioco divertente per me e per gli altri giocatori, ma era un altro obbiettivo.
In altre parole a vincere non deve essere soltanto PG A che vince contro PG B, ma deve essere il gioco, che viene prodotto grazie a quel pvp sociale.
A vincere, per lo meno nella mia land diventa quindi la “storia migliore” che viene prodotta da una delle due parti, secondo criteri quantitativi e qualitativi che valutano lo spunto nel suo complesso, dando una data di scadenza allo stesso, arrivati alla quale poi si guarda avanti, senza restare ancorati a quell’unica situazione di gioco.
Spero di esservi stato utile.
02/03/2026 09:34:24
Non esiste una soluzione, una formula magica. Ogni sistema è valido e funziona se viene giocato da persone proattive e collaborative.
Anche il sistema di Principe nero funziona fintanto che appunto c'è gente che accetta di giocare e di prendersi tempo per imparare le regole e soprattutto accettarle.
Non esiste quindi un giusto o sbagliato, ogni gioco funziona fintanto che hai la fortuna di trovare/attirare i giocatori giusti, il famoso TARGET. Il teen a molti su questo portale non piace ma ora va per la maggiore perchè appunto sono riusciti a trovare le persone a cui piace, al contrario avrebbero avuto lamentele e avrebbero chiuso. Per il PVP è la stessa identica cosa. Prima dei regolamenti, prima delle meccaniche, prima di "cosa succede se perdo", la variabile principale è il GUSTO! Mi piace cosa fanno e come viene fatto? Allora resto. Ma per quanto bene può essere fatta una cosa, se attiri solo gente a cui questo non piace non funzionerà mai. Se nella vostra land il PVP funziona non per forza il vostro metodo è migliore, semplicemente entrate nella vostra land e ringraziate i vostri giocatori. Lo dico in tutta onestà, sentitevi fortunati nell'aver trovato chi condivide il vostro pensiero. Questi post dimostrano appunto che ci sono molti approcci e idee di gioco differenti e che trovare chi le condivide tutte o quantomeno si adatti valutando un buon rapporto tra pro e contro non è così semplice.
Molti demonizzano le land di One Piece, ma intanto sono le più longeve non perchè siano migliori, sono quelle con più competitività tossica che io abbia mai giocato, ma attirano il target che questo cerca, dimostrare il proprio "valore" e la propria "bravura" quindi nonostante le bestemmie rimangono e le fanno crescere. Questo secondo me è il vero segreto.
02/03/2026 09:43:26 e modificato da sparhawack il 02/03/2026 09:44:33
principe nero ha scritto:
(cut)
Non voglio assolutamente sminuire quanto da te proposto, che non è affatto sbagliato, ma secondo me non tiene conto di alcuni fattori per cui il PVP è davvero complesso.
Il concetto del Gestore Superpartes (ma davvero, non a chiacchiere) possibilmente non giocante, possibilmente supportato da regole ben scritte non è la soluzione al PVP è semplicemente il campo di battaglia.
E' come dire: in un campo di calcio deve essere tutto pianeggiante, senza buche, l'erba tagliata a puntino e non fumata dagli arbitri, le righe dritte e le porte larghe uguali.
Perfetto.
Poi si passa a giocare, e se il gioco di per sè ha delle criticità, puoi avere il miglior campo del mondo, il più teso, con l'erba più bella e soffice e le righe più bianche, e gli arbitri migliori del mondo supportati dal VAR, ma resta un gioco con delle criticità.
Le criticità, alcune, possono essere risolte con un supporto tecnologico (per quanto auguri a creare in caso di un PVP fisico un supporto tecnologico che tenga conto di spazialità e azioni, senza trasformarlo in un videogioco intendo), altre sono insite nel concetto stesso di PVP che lo rendono infruibile se applicato ad un GDR.
Non devo per forza litigare con la gestione, avere una comunity tossica ed essere vittima di PKing o Meta per farmi smettere di giocare.
Perchè se il mio PG che ho da un anno, o sei mesi, bellissimo, con cui ho tirato su mille trame viene ucciso senza nemmeno violare una regola (che sia del regolamento, di buongusto o netiquette) io potrei smettere di giocare anche senza la polemica.
Perchè potrei non essere ispirato.
Perchè potrei non avere più tempo.
Perchè il nuovo PG potrebbe non essere bello come quello che avevo prima.
Perchè potrei non avere energie da dedicare al progetto.
Ripeto, senza polemica. Senza astio. Sorridendo e dicendo anche alla fine "che bella morte per un bel PG sono contento della giocata".
Ma tu gestore, in un mondo fatto da una manciata di Online, ti ritrovi con una fetta del tuo gioco distrutta, da ricostruire, e devi sperare di avere i giocatori per farlo e che i giocatori nel frattempo non si annoino nel periodo di ricostruzione decidendo di non loggare mai più.
02/03/2026 14:22:36
Comunque in queste pagine di thread penso che manchi un punto fondamentale: il PvP correttamente gestito porta alla morte del personaggio come ultima spiaggia.
Anche nelle UF dove esiste la resurgo, la morte resta una conseguenza drastica.
Il PvP si intende anche quello sociale, la contrapposizione di pg contro altri pg, non necessariamente duelli all’ultimo sangue.
Non si spiega come, per esempio, nemmeno questo tipo di PvP viene tollerato, quando poi dovrebbe essere alla base dei rapporti sociali che il pg intesse e costruisce perché, banalmente, nessuno è simpatico a chiunque.
Anche nella vita reale conosciamo una persona e quella ci sta sulle belotas a pelle, non per questo ci lanciamo in duelli con chiunque.
02/03/2026 14:30:28 e modificato da brom87 il 02/03/2026 14:38:09
crossfire ha scritto:
Non si spiega come, per esempio, nemmeno questo tipo di PvP viene tollerato, quando poi dovrebbe essere alla base dei rapporti sociali che il pg intesse e costruisce perché, banalmente, nessuno è simpatico a chiunque.
Anche nella vita reale conosciamo una persona e quella ci sta sulle belotas a pelle, non per questo ci lanciamo in duelli con chiunque.
Dipende sempre dalle persone che arrivano nel GDR, perchè anche le scaramucce più banali fine a sè stesse diventano poi motivo di conflitti OFF e lamentele varie perchè appunto i PBC sono l'unione delle storie di più personaggi "protagonisti" e spesso quello che manca è l'accordarsi tra i Player contendenti sugli eventuali esiti di questo scontro e su ciò che questo possa creare successivamente a livello di gioco. Quando hai persone mature questi scontri non creano alcun tipo di problemi, altre volte invece questi conflitti non sono sono più distinguibili dai PVP con PK. Nulla in contrario anche nel mio caso sulle scazzottate in bar e sugli allenamenti, ma la base è sempre che ci deve essere accordo tra i partecipanti e che, indipendentemente dalla modalità scelta dalla land (diced o diceless) il risultato deve essere accettato. Decidendo di partecipare a questo tipo di conflitto hai implicitamente accettato il metodo e le regole con cui questo viene gestito.
Il problema di base è che non sempre si riesce a distinguere i PVP sociali dalle altre categorie di PVP, specialmente in determinate ambientazioni come possono essere le manga, le crime, le urban, ecc...
In questa discussione è uscito che il vero problema non è la morte del PG, perchè i problemi ci sono spesso anche nei PVE, è proprio l'accettazione della sconfitta e delle conseguenze. La maggior parte dei player che affermano che le conseguenze negative fanno parte del gioco sono le prime che poi non le accettano volentieri.
tempesta ha scritto:
Ovunque vada, trovo solo player che si offendono se il loro PG si fa male e pvp solo verbali. <3
Riporto anche il primo post che cita proprio questa cosa confermata anche a più mandate nel corso della discussione
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