Articolo, controverso, sui Play by Chat
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22/04/2017 12:15:25
...ma tipo fare un articolo di contro-risposta? Così, la butto lì...:ninja:
22/04/2017 12:21:53
Non li conosco, ma se sono gente di questa risma, allora sì... meglio non perdere tempo.
Se invece fossero stati qualche realtà seria, si poteva andare a spiegare un attimo meglio la cosa e rettificare seriamente... ma se non c'è margine, ovviamente non conviene imbarcarsi in qualcosa di simile :)
22/04/2017 12:35:31
L'articolo è incorretto ma sui tempi .... "ha mediamente ragione".
E' vero, ci sono giochi ed eventi che durano di più, ma sono eventi autoconclusivi o comunque che "danno un risultato" mentre nel PbC medio si chiede (quasi) quotidianamente la stessa quantità di tempo per qualcosa che potrebbe avere risolvolti blandi.
Di questo bisognerebbe tenerne conto.
23/04/2017 05:27:23 e modificato da ilgrandeinverno il 23/04/2017 05:31:17
E siccome sono di coccio e oggi ci ripensavo decisamente incavolata e io mi ci metto, pezzo pezzo, a smontare sta qua.
C’è stato un tempo in cui i computer non permettevano di renderizzare milioni di poligoni in tempo reale. Siamo alla fine degli anni ’90 e, un po’ come evoluzione delle avventure testuali, nacquero i primi GDR online play-by-chat.
1 imprecisione. I primi GDR online play by chat sono nati su mirc. Erano tentativi coadiuvati dal mitico ICQ di masterizzare gruppi di gioco online.
Questi GDR non erano nient’altro che giochi di ruolo cartacei a tema, ma senza dadi e giocati in delle vere e proprie “chatroom” – da qui la dicitura play-by-chat – anziché nel salotto di casa. I
2 imprecisione. I dadi c'erano e da subito. Sono nati proprio nell'intento, inizialmente molto sperimentale e affastellato, di avere un ambiente virtuale con esiti masterizzabili con lo stesso criterio dei giochi da tavolo.
Poi: se prima mi si scrive che parliamo di *avventure testuali*, poi mi si scrive di cartacei, chi scrive non ha ben chiaro di cosa sta parlando e fa un mischione.
PbC prevedevano che il giocatore descrivesse minuziosamente l’aspetto fisico e le azioni del proprio personaggio.
Dopo, molto dopo. Almeno fino al 2003 c'erano certi smile in chat inframezzati a mezze righe senza senso che non ti dico.
Non esisteva alcun tipo di grafica, se non l’avatar del proprio PG o l’icona per la posta, e le ambientazioni andavano immaginate sulla base di un “tema”. Per esempio, il famoso eXtremelot, uno dei primi PbC in Italia, è ambientato in un mondo fantasy medievale inventato, ma ne esistono tanti altri ispirati all’antica Roma, ai film di Star Trek o agli anime.
Ancora un'imprecisione. Extremelot non era inventato: era la confluenza di decine di ispirazioni diverse in un sistema di chat. C'erano elfi tolkeniani, insieme a elfi di Shannara, insieme a nani di D&d e via dicendo.
Non esisteva una storia fissa, ma soltanto delle linee guida: tutto veniva deciso dai giocatori. Ovviamente esistevano le figure dei moderatori, che si preoccupavano di mantenere una certa decenza all’interno della land, specie in quelle dove la partecipazione era sconsigliata ai minori di 14 anni.
Ahem... taccio.
Il boom dei GDR PbC si è avuto tra il 2005 e il 2008. Uno dei meriti va sicuramente a GDRCD, un pacchetto di codice open source che permetteva a chiunque (anche a chi si intendeva davvero poco di programmazione) di creare il proprio GDR personalizzato. Oltre a questo, i giochi erano completamente gratuiti e per usufruirne bastava un qualunque browser, e questo garantiva un gran numero di partecipanti.
Ma anche no!!!!!
Il BOOM si è avuto tra il 2001 e il 2004 a Extremelot (2000 connessi) e grazie al signore degli anelli: ora, con tutto il rispetto del GDR CD... non lo metterei sul piano di un cult cinematografico.
Strano ma vero, all’estero i play-by-chat non hanno avuto lo stesso seguito che hanno avuto in Italia.La colpa è senz’altro da ricondursi alla lingua inglese, certamente più diffusa ma meno articolata di quella italiana, che vanta un vocabolario articolato e complesso quindi più adatto al tipo di gioco.
Ecco: io in questo momento mi sento così:
Giocare ad un play-by-chat richiedeva però molto tempo e dedizione. Non si poteva mettere in pausa, non esistevano check-point e portare a termine una “partita” poteva richiedere anche molte ore. D’altronde per attaccare il nemico cliccando una X sul joypad basta un attimo, mentre descrivere chi si sta attaccando, con quale arma e in che modo impegna tempo e mente. Nel caso di GDR online via forum o via mail, le cose potevano addirittura protrarsi addirittura per giorni o settimane, a vantaggio di uno stile narrativo comunque più elegante e dettagliato.
Scusate: i tempi? Madechestamoaparla'?
La signorina inizia facendo un confronto coi videogiochi: per inciso esistevano anche ai tempi del boom e i PBC hanno retto benissimo. Poi mischia una dinamica di gioco come i PBM e i PBF che hanno tutta un'altra concezione dell'interazione e che sono oggettivamente studiati per poter giocare in tempi dilatati. Il punto è che scrivere, se ti piace scrivere, richiede comunque tempo, a prescindere. tutti questi giochi sono basati sulla scrittura, di conseguenza non possono essere, a meno di non imparare a giocare in una condizione di dettatura telepatica (magari Google ci arriverà) giochi basati su un click. Sono semplicemente giochi diversi: è come se confrontassi il calcio e il tennis lamentandomi dei tempi che sono una parte intrinseca dell'essenza stessa di quei due sport. Sono diversi e se pure uno scrive in cinque minuti a turno, comunque già quando si gioca in quattro, partono venti minuti. E allora?
Possiamo riassumere i pro e i contro dei PbC come segue:
PRO:
Giocare a distanza, con persone che vivono in tutta Italia e, potenzialmente, tolto l’ostacolo della lingua, in tutto il mondo e comodamente da casa;
Gli orari sono completamente flessibili, visto che i server sono attivi praticamente 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, e si trova sempre qualcuno con cui giocare anche nelle ore più scomode;
Sono un ottimo allenamento per la creatività e la scrittura;
Ma prima hai scritto che non c'è un attimo di pausa e non si può mai mettere in stand by. mH.
CONTRO
Il ritmo di gioco è molto lento, visto che scrivere richiede tempo;
Nella maggior parte dei casi, l’esito delle azioni non è affidato ai dadi, come avviene nei GDR “carta e penna”, ma va concordato tra i giocatori col rischio di dare luogo a inutili discussioni;
L’assenza quasi totale di grafica può dar vita a cattive interpretazioni e quindi incomprensioni;
L'assenza quasi totale di grafica. Mh. Ma questa c'è più entrata in un PBC dal 2001?
Nonostante l’enorme fascino di questo tipo di intrattenimento, nel corso degli anni gli utenti dei GDR play-by-chat sono diminuiti drasticamente. Un’indagine condotta dal sito GRD-online.com ha rivelato che dal 2008 (anno in cui si è registrato il maggior numero di GDR online attivi) al 2014 più del 62% dei siti PbC sono stati chiusi per inattività. Oggi quelli che sopravvivono si chiudono nelle dita di una, forse due mani, e probabilmente sono anche considerati anacronistici dai più, ormai troppo abituati ad avere il piatto pronto a tavola.
Cioè.
Della serie.
Quando si commenta un dato, si commenta sulla base di un riscontro specifico qualitativo del dato. Non si butta il numero così, senza analizzare cosa c'è in quel 62%.
Perchè dovremmo analizzare quante land in quel 62% siano mai state effettivamente attive, quante fossero tentativi su spazi improbabili, smozzicati, messi su così, senza manco un fondamento di ambientazione.
Sebbene i PbC siano morti, il fascino dei GDR non è mai passato e sopravvive nei CRPG, acronimo di Computer Role Playing Game, e nei MMORPG. Questi prendono in prestito la struttura narrativa dei PbC ma ne sacrificano completamente la componente recitativa, nonchè il gusto personale che, invece, era il loro punto di forza.Per fortuna, per i nostalgici, esistono i Game Bot di Telegram. In mezzo ai numerosi casual games in HTML5, esistono anche delle avventure testuali. E’ il caso di citare Loot, creato dal programmatore italiano Edoardo Cortese, che permette di esplorare dungeon, creare e collezionare oggetti e sconfiggere boss. Per giocarlo è sufficiente cercare @lootgamebot su Telegram.
Concludo con un che tristezza. Notevole tristezza.
23/04/2017 05:39:55 e modificato da ghennadi72 il 23/04/2017 05:46:00
ilgrandeinverno ha scritto:
...
Più rileggo l'articolo è più mi viene in mente l'icona del giornalismo fantasy:

E in certe cose (non tanto per gli accenti apocalittici che ovviamente mancano, ma per l'ignoranza dimostrata) mi ricorda anche l'immortale saggio del prof. Tarcisio Mezzetti sui giochi di ruolo.
O i primi servizi "giornalistici" su quel mostro oscuro e ignoto che era Internet, in cui giornalisti CAPRE con tanto di tesserino da professionisti in tasca e in cerca di facile sensazionalismo (pedofili, terrorismo, spionaggio, entreranno nei vostri computer, pirati) cercavano di "spiegare" cosa fosse internet a chi internet l'aveva scoperta anni prima di loro.
23/04/2017 09:46:12
Secondo me però il declino è innegabile, non coi toni catastrofistici dell'articolo, nè per i motivi eletti da un'analisi tanto mediocre, ma il declino è innegabile. Anzi forse più che declino, proprio mancanza di rinnovo della classe di giocatori di play by chat.
Ma invece di soffermarmi su questo, lancio l'interrogativo del secolo ai più esperti, sperando di non andare off topic... ovvero, esistono soluzioni?
23/04/2017 10:04:10
Domandone del secolo in effetti
23/04/2017 14:25:02
Secondo me però il declino è innegabile[cut] ovvero, esistono soluzioni?
Sai cosa: è innegabile, se parliamo di rinnovo, anche per d&d. E' certamente il tipo di gioco che si evidenzia come di nicchia.
Io ho la fortuna di lavorare coi giovani: i 15enni di un tempo potevano giocare e non giocare a d&d. Ma sapevano cos'era.
Oggi, se ti fai un giro nelle scuole e chiedi, ti guardano come si guarderebbe un curioso animaletto.
Però sanno tutti cos'è il Fantasy e di rado non ho trovato ragazzi innamorati di Harry Potter o del Signore degli Anelli.
O fissati con Star Wars.
Purtroppo, se noti, non tutti ci arrivano dai libri: la metà passa dalla TV.
Io credo che la prima soluzione sarebbe la rete tra noi.
Magari un incontro, ad esempio: nell'organizzare questo genere di cose LOM è un maestro e io chiederei a lui. Il tempo è poco, ma si può studiare qualcosa insieme.
Però occorre vedersi in faccia, secondo me. Qui, diciamolo, spesso i toni, i film sulla gente sono all'ennesima potenza. Io credo che vedersi, magari un week end, rilassati in qualche agriturismo, a due lire, davanti a un bicchierozzo di vino e un piatto di fettuccine, conoscersi un po' sarebbe una base. TRA land, non sempre nello stesso piccolo orto.
Tu parli di esperienza: ma io qui vedo gestori che si misurano ex novo col gioco, o giocatori che collaborano a staff, che sono teste in gamba, pieni di idee e passione. E anche di esperienza diversa di internet. Perchè conta anche quello: la conoscenza e l'uso dello strumento in modo diverso.
Noi vecchi, talvolta, ci arrocchiamo nelle nostre convinzioni: in parte c'è il vantaggio dell'esperienza, ma spesso c'è anche l'incapacità di adattamento e di saper cogliere sfumature che chi approccia lo strumento in modo nuovo, vede.
Il bello del PBC è sempre stato quello di mettere insieme mentalità e età diverse, annullandone completamente le differenze, in una dimensione collettiva.
Almeno, questo è quello che hanno fatto soggetti intelligenti e realmente interessati al gioco e allo sviluppo in sè di questo modo ludico.
Proviamoci, io dico. Confrontiamoci. Non abbiamo bisogno dei massimi sistemi: ci serve semplicemente iniziare.
23/04/2017 14:38:57
Io non so dove vivevi te ma veramente manco un tempo lo sapevano.
Secondo me lo sanno molto più di prima.
Una volta tutto quello che era giocare di ruolo e non solo D&D era di nicchia, da nerd ed eri quasi visto come uno sfigato.
Adesso con tutta la pubblicizzazione e il marketing, internet, è molto più conosciuta la cosa
23/04/2017 16:14:33 e modificato da ilgrandeinverno il 23/04/2017 16:16:44
dyrr ha scritto:
Adesso con tutta la pubblicizzazione e il marketing, internet, è molto più conosciuta la cosa
Dall'esperienza che ho io in molte di classi di quell'età (lavoro sul biennio), a me non risulta proprio:-)
Prescindendo dall'esperienza diretta, sono dati oggettivi, almeno a livello europeo. IL gdr inteso come metodologia è diffuso (in forme adattate e su cui ci sarebbe da discutere quanto a sistema formativo), il gdr inteso come sistemi da tavolo e cartacei, no. Ha meno mercato e meno approccio, per lo meno nelle nuove generazioni.
Non credere che oggi il concetto di sfiga sia meno sentito.
Vivo a Roma Owli, quindi, non è esattamente una piazza priva di stimoli o di circuiti.
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