Articolo, controverso, sui Play by Chat
Articolo, controverso, sui Play by Chat postato il 21/04/2017 17:34:06 nel forum giochi e dintorni e modificato da gdr-online.com il 30/09/2020 11:50:51

Il servizio Google Alert mi ha appena segnato che la rivista qdss.it ha pubblicato un articolo sul play by chat dal titolo GDR play-by-chat: che fine hanno fatto?
L'articolo, a cura di Chiara Rotolo, e pubblicato la settimana scorsa dalla rivista online parla in generale della situazione dei PBC citando anche alcuni dati estrapolati GDR-online.
Link all'articolo: http://www.qdss.it/gdr-play-by-chat-fine-5675752 ↗
Visto che l'articolo è stato rimosso lo riproponiamo qui: https://www.gdr-online.com/articoli-gdr-play-by-chat-che-fine-hanno-fatto.asp ↗
Sicuramente molti di voi avranno interesse a leggerlo e magari dare la loro opinione in merito.
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21/04/2017 17:50:51 e modificato da gdr-online.com il 21/04/2017 17:56:57
Sinceramente non conoscevo quel portale. Appositamente non ho fatto valutazioni lasciando a voi la parola su un articolo che parla del nostro hobby comune in modo controverso.
Qualche visualizzazione in più non gli cambierà la vita di certo :)
Quello che trovo più interessante è la reazione dei giocatori a quanto scritto ;)
21/04/2017 19:52:09
Bhe, dire che il PBC è morto, come nell'articolo, mi sembra un'esagerazione.
Però ritengo affascinante che, rivolgendosi ad un pubblico prettamente giovane, se non giovanissimo, riporti come "contro" la lentezza presunta, le attese e la mancanza di grafica.
Si nota lo stacco generazionale fra chi è cresciuto con la playstation e chi con i MUD.
Attualmente la nuova generazione non ha la pazienza di attendere (non tutti, ovviamente), la pazienza che richiede.
Però d'altro canto uno svecchiarsi dal punto di vista grafico non sarebbe male, anche se non riesco ad immaginarmi un PBC con modalità grafiche da game.
21/04/2017 20:01:33
Non è una novità e ci sarebbe da fare una lunga riflessione nel merito. Ma non su quel sito in sè, anche perchè più che il contenuto dell'articolo (abbastanza superficiale) è interessante il fatto che si dedichi all'argomento su uno spazio al di fuori dei soliti circuiti.
E' mancata, senza ombra di dubbio, una strategia culturale nelle sedi giuste.
La natura del gioco in quanto tale, si basa su tradizione, passaparola, esempio: nessun bambino oggi giocherebbe a campana se qualche maestra non si sognasse di farli giocare a campana a ricreazione. E così, se negli ambienti in cui c'è maggior tempo da dedicare al gioco, non viene trasferito questo tipo di attività... è inevitabile che il ricambio non ci sia. Tutti noi o quasi abbiamo conosciuto il gioco da ragazzini: online ci sono stati anni in cui il minore era, letteralmente, trattato come il bimbominkia per definizione. Non ho mai trovato particolarmente felice neanche la scelta di vietare ai minori l'accesso alle land, anche quando non hanno nulla di erotico o pornografico: sono scelte che non tengono conto delle generazioni di adolescenti odierne, della testa di ragazzini che iniziano ad essere autonomi alle medie e che anche a scuola, già a 16 anni, sono spinti a "crescere" e a confrontarsi con una marea di attività: basti pensare all'alternanza scuola lavoro. Insomma: un conto è un bambino, un conto un quattordicenne. In questo ambiente se ne sono accorti pochi.
Gli utenti sono diminuiti anche e soprattutto, secondo me, perchè il pbc non ha guadagnato uno spazio nei circuiti di distribuzione del gioco, ordinari: questo avviene anche grazie al fatto che oggi quei circuiti di distribuzione sono legati a un mercato.
Le ragioni sono diverse, la prima è che il PBC nasce da appassionati e non da investimenti: si radica su ispirazioni protette da copyright, ad esempio e questo inevitabilmente non permette alcuni aspetti di merchandising che generalmente sono parte integrande della dinamica di fidelizzazione ai giochi di successo.
Vuoi perchè la maggioranza di chi si dedica al PBC non è un professionista della comunicazione, ma un dilettante appassionato,vuoi perchè il prodotto è poco rispondente alla generale concezione degli aspetti ludici su internet attuali (brevità, connessione leggera, esito certo), vuoi perchè anche il rapporto con l'informatica è cambiato: il web nasce da condivisione, sperimentazione, libertà di frontiere: oggi, il web ha i suoi monopoli. L'apparente *democraticità* dei servizi online come wordpress, che consentono a chiunque, apparentemente di farsi un sito ma in realtà appiattiscono la creatività in schemi strutturali imposti e sono sempre più chiusi all'interazione con chi un tempo studiava per modificarli: questo scoraggia la natura sperimentale di internet e quel tipo di "laborialità" che da sempre ha contraddistinto milioni di appassionati e che li ha portati a fare di internet una professione creativa e critica.
Abbiamo pochi inventori anche in questo ambito: che non osano, non tentano mediazioni tra sistemi. E non è colpa di nessuno: probabilmente abbiamo le nostre colpe noi. Forse una maggiore coesione, l'impegnarsi in una rete con obiettivi in comune, avrebbe potuto e potrebbe dare di più.
21/04/2017 21:33:01
L'articolo mi sembra davvero superficiale e, a parte essere d'accordo con quanto detto da IGI, mi chiedo se non sia un modo per pubblicizzare un po' il gioco su Telegram.
Magari, in futuro, il portale dovrà aggiungere una nuova tipologia di giochi online. ^^
21/04/2017 23:39:24
Concordo sul considerare interessante che si sia parlato (superficialmente) di gdr via chat su un sito esterno alla solita cerchia.
Al tempo stesso vorrei spendere due parole sul "contro" dei tempi lunghi che spesso vedo accostato ai nostri gdr come segno di arretratezza.
Eppure il tempo medio di una partita ai giochi da tavolo più venduti negli ultimi Comics (pandemia,battlestar galactica,time stories) è di circa 2-3 ore.
E la durata media di un evento pre-release di Magic è 4 ore.
O, ancora, un gioco di miniature prende un pomeriggio intero.
È fuorviante paragonare tutto alle tempistiche punta e clicca dei facebook Games o dei browser game.
Sono giochi diversi i gdr, una forma di intrattenimento "intelligente", per chi ha più dei 10 minuti da trascorrere sul wc giocando una sessione di forge of empires.
21/04/2017 23:51:26
Tutto quello che vuoi, ma sulla lentezza esagerata che c'è spesso forse concorderei un bel po'.
Spesso gli eventi, quest o come li vuoi chiamare o anche le giocate libere su un gdr sono anche troppo lente.
Perni 4 giocatori, 10,15 minuti a post, che è quello che in un'altra discussione qui sul forum molti considerano normali come tempi in una land,
40 minuti a turno, 50 se ci aggiungiamo anche magari un master.
Quanto si arriva effettivamente a giocare in una quest in land con queste tempistiche?
5 turni diventano 250 minuti, 4 ore, quanto gioco riesci a far ein 5 post
22/04/2017 06:20:15 e modificato da ghennadi72 il 22/04/2017 06:41:54
dyrr ha scritto: 4 giocatori, 10,15 minuti a post, che è quello che in un'altra discussione qui sul forum molti considerano normali come tempi in una land,
40 minuti a turno, 50 se ci aggiungiamo anche magari un master.
Il PbC può vivere di tempi diversi, che si possono modulare in base alle esigenze. I tempi di una quest non sono i tempi di una freerole, e in genre i giocatori tendono a condizionarsi a vicenda anche nella scrittura, o meglio ad adattarsi.
Va anche detto che un'altra forte influenza ce l'hanno le regole di turnazione. Se vige la turnazione rigida anche in free role, il risultato è quello che dici.
Se non è fondamentale (come lo è invece in quest o in interazioni di scontro) che tutti aspettino il turno anche se stanno solo commmentando la qualità del vino servito quella sera in taverna, o aspettare il turno di chi sta interagendo anche nella stessa chat ma su tutt'altra linea di interazione, i tempi non sono più la sommatoria dei tempi di ogni singola azione.
Detto questo. Da questo punto di vista gli usi e costumi dei pbc variano da land a land, farne un discorso generalizzato mi sembra un po' superficiale. E anche fosse, continuo a pensare che sia un'idiozia propinare un livellamento di tempi e stile di scrittura sui tempi e lo stile di una chattina da smartphone o della chattina di FB come se questo fosse il salvagente per il pbc.
Anche perchè in genere gli stessi che propinano questa tesi sono anche quelli che dicono peste e corna delle land in cui questo stile rapido viene applicato. Mi risulta sia anche spregiativamente definito "stile trek". Eppure non riscontro segnali di migrazione di massa verso le land trek. Neanche da parte di quelli che spacciano una radicale velocizzazione dei ritmi del pbc come soluzione di tutti i mali.
Che poi il "male", continuo a dirlo, per me è principalmente uno: la gente è sempre meno abituata a usare la scrittura come mezzo espressivo e la rete, di conseguenza è un luogo di "scrittori" molto meno di quanto lo fosse negli anni in cui il pbc è nato ed è esploso come "fenomeno" (le virgolette sono d'obbligo perchè sempre di fenomeni di nicchia parliamo).
Il resto, la mancata capacità di autopromozione, la preferenza di troppi di concentrarsi sul puntare l'indice su quanto fanno gli altri anzichè proporre alcunchè in prima persona, è importante, ma secondario. Diciamo che rappresenta il non aver fatto nulla per conservarsela, almeno, quella nicchia, se non provare ad estenderla. Occasioni perse.
Comunque PbC è un cappello che copre qualunque gioco di ruolo giocato usando una chat come interfaccia di gioco, quindi chi pensa che questa sia La Via, può sempre rimboccarsi le maniche, fare il salto della quaglia e passare nell'orrido mondo dei gestori fetenti che odiano gli utenti, e aprire una land in cui si interagisce con convenzioni di questo tipo.
22/04/2017 10:28:30
Il milionesimo articolo che annuncia la fine dei play by chat. Esilarante, che novità.
I passaggi più divertenti sono i seguenti:
- I PbC prevedevano che il giocatore descrivesse minuziosamente l’aspetto fisico e le azioni del proprio personaggio
Non so cosa l'autrice esattamente intenda per "minuzioso", ma già dall'inizio sembra proprio che voglia mettere i pbc in una pessima luce, facendo pensare che siano noiosi e unicamente incentrati sulle abilità narrative dei giocatori. Forse avrebbe dovuto farsi un giro nei giochi dove si scrivono due righe (come non ricordare Bbn) e comunque ci si diverte.
- Non esisteva una storia fissa, ma soltanto delle linee guida: tutto veniva deciso dai giocatori
Davvero? E la storyline? Le quest e le successive conseguenze? L'ambientazione (che non definirei una semplice "linea guida")? Sono davvero curioso di sapere che posti abbia frequentato oltre a Lot.
- La colpa è senz’altro da ricondursi alla lingua inglese, certamente più diffusa ma meno articolata di quella italiana, che vanta un vocabolario articolato e complesso quindi più adatto al tipo di gioco.
Abbiamo capito che hai appena scoperto la parola "articolato". E il cinese? ? Lo spagnolo? L'indiano? Sono tutte lingue molto più diffuse dell'italiano. E comunque mi risulta che l'inglese sia la lingua con il vocabolario più ampio. In un vecchio articolo, forse un po' entusiasticamente, mi ero soffermato sulle cause che hanno decretato il successo dei pbc in Italia senza prendere in considerazione unicamente la componente linguistica, che mi sembra decisamente limitativo come argomento. Ma andiamo avanti.
- Oggi quelli che sopravvivono si chiudono nelle dita di una, forse due mani, e probabilmente sono anche considerati anacronistici dai più, ormai troppo abituati ad avere il piatto pronto a tavola.
- Ah davvero? Basta dare un'occhiata al Gdr Rank per scoprire che sorprendentemente ne sopravvivono un pelino di più. E sarei curioso di sapere cosa lei intenda per anacronistico, dottoressa. I pbc non sono "avulsi dal proprio contesto temporale". Considerato che molto spesso fioccano sempre nuovi pbc che si basano sul telefilm o sulla saga letteraria più in voga, direi che hai preso l'ennesimo abbaglio.
- Sebbene i PbC siano morti, il fascino dei GDR non è mai passato e sopravvive nei CRPG, acronimo di Computer Role Playing Game, e nei MMORPG
- E dove li metti i gdr cartacei? E i larp? Fatti un giretto al Modena Play e poi ne riparliamo.
In conclusione non posso che concordare con quanto espresso più dettagliatamente da voi tutti: articolo superficiale e privo di metodo analitico.
22/04/2017 10:32:07
L'articolo è chiaramente scritto da una persona che ha giocato solo a Lot nel suo periodo di massimo successo e per trarre le sue deduzioni sulla situazione attuale è venuta qui su gdr-online a vedere se qualcosa è cambiato.
L'effetto? Ha visto una vetrina che da 13 anni non viene mai rinnovata perché si pensa sia bella così com'è e ha dedotto che la merce in vendita sia obsoleta e fuori mercato aka morta.
Poi possiamo pure starci a tirarci i capelli a vicenda parlando delle meccaniche dei giochi e dei problemi insiti nei giochi, ma questa qui non ci è entrata manco nelle home dei singoli giochi, è bastata la vetrina del negozio a farla scappare.
22/04/2017 11:45:59 e modificato da staff em il 22/04/2017 12:59:59
Quoto quanto è stato scritto!
Articolo superficiale, senza un criterio corretto di valutazione, non esiste un riferimento ai vari sistemi di gioco in uso sui PbC, che, se pur rimasti in pochi, sono diversi e variegati (dado e non).
E non si può fare neanche un paragone bilanciato sulla presunta 'lentezza' tra lo scrivere in chat con il clicare un mouse, o guardare un'animazione grafica piuttosto che descriverla e leggerla.
Insomma...suona molto, ma davvero, come a voler reclamizzare altro a discapito di altri (cosa che viene cmq fatta e neanche velatamente) Non è un modo corretto di reclamizzare qualcosa... e a me non piace per nulla!
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