News e Annunci Les Ombres de Bruges
Nuovo riepilogo Fato
News di Les Ombres de Bruges del 31/03/2015
Operazione Recupero: Quest dedicata alla Mano Nera. Avvicinamento all'obiettivo con rapporto al Vice della Mano Nera, sopralluogo. N. 2 Sessioni di gioco masterate. (Marzo 2015)
St. Patrick's day: n. 1 sessione di gioco. Gara di freccette al pub, in occasione della festa di San Patrizio. (Marzo 2015)
La casa degli specchi: n. 2 sessioni di gioco masterate. Durante la prima sessione, nella casa degli specchi, ogni personaggio partecipante si è trovato di fronte ad un labirinto (diverso da quello assegnato agli altri) e messo di fronte a vari ostacoli da superare attraverso la risoluzione di enigmi. La coscienza di Esther viene imprigionata in uno specchio e durante la seconda sessione si trova persa nella dimensione onirica, dove viene aiutata da Eu. (Marzo 2015)
Fammi entrare (secondo capitolo) n. 1 sessione di gioco masterata. La coscienza di Esther ancora imprigionata incontra quella di Thomas, Lysandros e Philippe Durke (PNG), caduti in uno stato di incoscienza. Thomas e Philippe intuiscono la condizione di Esther grazie ad uno specchio d'acqua che mostra i loro corpi dei due ragazzi addormentati, a differenza di quello di Esther, vigile. Lysandros nello stesso specchio d'acqua vede un ladro sottrargli il portafoglio da una tasca. Un'altra coscienza si unisce al gruppo. Si tratta di una donna dai capelli rossi con due serpenti disegnati sulle braccia, che alle accuse di Philippe di avere creato la situazione che vede Esther coinvolta, risponde dicendo che un uomo ha fatto fuggire un demone che avevano imprigionato, quindi lo avvisa dell'imminente arrivo di un pericolo. Le coscienze degli uomini tornano ai loro corpi, mentre quella di Esther rimane imprigionata nella dimensione onirica fino al mattino successivo, quando Philippe e Thomas si incontrano per svolgere un rituale che riporta la ragazza alla sua condizione ordinaria. (Marzo 2015)
Arresto di Red, Thomas e i Detentori del Tempo. N. 1 sessione di gioco estemporanea. In seguito all'avvicinamento di Thomas a Philippe Durke (PNG) e dopo essersi dimostrato meritevole, il ragazzo viene invitato ad entrare nella fazione dei Detentori del Tempo. All'ingresso di Lysandros è stato introdotto Red (PNG), responsabile del furto ai suoi danni che il ragazzo, in seguito alla visione avuta nella dimensione onirica, ricorda come in un sogno. Lysandros chiede aiuto, a cui risponde prontamente Philippe (Vice Questore oltre che Redentore del Tempo) e dopo un inseguimento, Red, esponente della Mano Nera viene arrestato. (Marzo 2015)
Il pianista del bar lounge. N. 1 sessione di gioco estemporanea. Camiel ed Aileen sono in compagnia al bar lounge quando la luce nel locale si spegne. Nell'oscurità quasi totale, il piano inizia a suonare tre note, ripetitive e qualcosa sfiora le gambe di Aileen sotto il tavolo. Quando la luce si riaccende, da un tavolo vicino si alza l'urlo di una donna che chiama il figlio, scomparso. Un cameriere inciampa sul corpo del bambino che si è nascosto a terra ma è illeso. Quando la famiglia si allontana, Aileen e Camiel notano che il coperchio del pianoforte è abbassato ed una strana condensa copre sia la finestra che il loro tavolo, su cui è presente anche l'impronta di una mano. (Marzo 2015)
Il pianista al bar lounge - Resoconto estemporanea
News di Les Ombres de Bruges del 30/03/2015
Luogo: Bar Lounge - Hotel
Ora inizio: 23.29
Ora fine: 1.24
Partecipanti: Camiel, Aileen
Master fato: Esther
Punti distribuiti: 20 ad entrambi i partecipanti
Il tutto parte nel bel mezzo della conversazione tra Camiel e Aileen. Sembra un'uggiosa e pacifica serata di inizio primavera, ma come ormai sa chi vive a Bruges da un poco, nulla è come appare. Sempre le ombre si muovono, nel buio in special modo. All'improvviso la luce elettrica sfarfalla tre o quattro volte, apparentemente senza motivo. Dopo pochi secondi sparisce definitivamente lasciando l'intero piano terra dell'hotel al buio. Le uniche fioche luci che illuminano la sala provengono dalle braci del camino, quasi spento ormai, e dal riflesso delle luci stradali.
Malgrado il buio sia Camiel che Aileen continuano a conversare come niente fosse, per nulla preoccupati, come anche il resto della sala. Si avverte una leggerissima tensione crescente nell'aria. Tutti si aspettano in ogni momento che la luce ricompaia, ma questo non sembra voler accadere mai. Poche persone riescono a sopportare bene il buio e infatti il rumoreggiare continua a calare, fino a creare un silenzio ovattato e piatto. Entrambi i camerieri se ne vanno, uno dopo l'altro, per cercare di porre rimedio alla situazione creatasi. Non ci sono rumori nell'aria, neppure una macchina che passa sulla strada poco lontana. Persino la numerosa famiglia, seduta nell'angolo più lontano della sala, che aveva tenuto banco fino a quel momento, tace. Nell'assenza di rumori, si sentono chiaramente tre note in successione provenire dal pianoforte a parete, tre note che si ripetono per un paio di volte, seguendo quella che sembra una melodia incredibilmente semplice e grezza, per poi tacere nel buio (https://www.youtube.com/watch?v=BjzKNqeT4pE le prime note ripetute per un paio di volte). Aileen e Camiel siedono al tavolo più vicino al pianoforte ed entrambi quando sentono la musica rimbombare nel silenzio della sala si voltano verso il pianoforte per vederne il pianista. Ma nel buio quasi totale in cui si trovano immersi, né Camiel, né Aileen, riusciranno a vedere una figura seduta sullo sgabello del pianista. Anzi, gli pare proprio di non vedere nessuna figura, come se il pianoforte stesse suonando da solo. Ai loro piedi cominciano a sentirsi piccoli tonfi sordi che si muovono senza una traiettoria ben precisa. Aileen sente qualcosa sfiorarle le gambe, facendo muovere l'abito di seta che indossa. La luce non accenna a tornare e il silenzio carico di tensione è chiaramente presente nella stanza, simile ad un ospite non invitato. Camiel cerca, stringendo gli occhi, di individuare la figura del pianista, ma non vede nulla, se non il pianoforte ancora chiuso. Borbotta ad Aileen qualcosa riguardo alla possibilità di essere finiti in una candid, anche se non ne ha l'aspetto. Cerca di ostentare sicurezza, anche se la situazione irreale gli fa correre un brivido freddo lungo la schiena. Aileen ipotizza che sia uno di quei pianoforti automatici e poi prova ad illuminare con il cellulare il pianoforte, per svelare il mistero, senza successo, però. Quando sente qualcosa sfiorarle le gambe sì scusa con Camiel, sicura che fosse stato lui. I piccoli tonfi si fermano, quasi ad essersi resi conto di aver sfiorato Aileen. Dopo una trentina di secondi, però, ricominciano, più leggeri, allontanandosi dal loro tavolino e dirigendosi verso il pianoforte. Dal piano escono all'improvviso dei suoni sgraziati, molto forti, di tasti suonati alla rinfusa, come se qualcuno avesse appoggiato entrambe le mani con violenza sui delicati tasti bianchi e neri. La luce ricompare, forte ed improvvisa, sfarfallando ancora un poco, prima di stabilizzarsi. Dopo pochi secondi si sente un urlo provenire dalla madre della famiglia nell'angolo della sala. > Uwe! Uwe! Dove sei? < urla con un forte accento tedesco in preda al panico guardandosi attorno, facendo scattare gli occhi da un lato all'altro della sala. Camiel appare stupito dalle scuse di Aileen e la guarda confuso. Dopo che la luce è ricomparsa e i loro occhi si sono abituati al cambio di luce, Camiel cerca la persona citata dalla donna tedesca, mentre Aileen beve il suo drink apparentemente indifferente, dopo aver spiegato a Camiel di aver avuto l'impressione che si fossero toccati accidentalmente sotto il tavolo.
La corpulenta signora esce dal suo tavolo e comincia a girare tra gli altri tavoli, insieme ai camerieri ritornati pochi istanti prima. Proprio uno di loro inciampa dentro qualcosa, la sua esclamazione attira l'attenzione della Mutter tedesca, che si precipita sul posto e si china, come se sapesse già perfettamente cosa cercare. Riemerge tenendo dalle ascelle un bambino dai capelli lisci, castano scuro, appiccicati sul piccolo volto paffuto. Il bambino avrà sì e no tre anni. > Uwe! Mi hai proprio stufato con queste tue fughe... < esclama la madre con tono autoritario, chiaramente furiosa. > In camera! Subito! < Lo poggia a terra e lo trascina senza troppa grazia verso l'uscita della sala, seguita dal resto della famiglia. Il padre allunga una lauta mancia al cameriere e gli sussurra qualche parola di scuse, con aria contrita. Il pianoforte, ora ben visibile, è chiuso ed è piuttosto palese che lo sia stato per tutta la durata del black-out. Sul piano del tavolo di Camiel e Aileen e sulla finestra accanto a loro, sono visibili una forte condensa, malgrado non sia presente in nessun altro punto della sala e su nessuna altra finestra. Sul tavolino, proprio accanto ai loro drink, in mezzo alla condensa, c'è un impronta di mano. Una mano grande, a prima vista maschile.
Camiel nega di aver toccato Aileen e la ragazza non dà seguito alla questione. Camiel appare più rilassato nel vedere la scena con il bimbo tedesco. Ma la tensione riappare nell'istante in cui nota la condensa e la mano. Cerca una giustificazione opinabile ma non la trova per il momento. Gli occhi di Aileen cercano il bimbo con ansia, anche se cerca di darsi un'aria tranquilla. Rimane basita nel vedere che il coperchio del pianoforte è abbassato e lo è stato per tutta la durata dell'episodio, ma prima che possa dire qualcosa nota l'impronta della mano, credendo in un primo momento che fosse opera di Camiel. Non vi sono altri indizi che possano aiutare i due a capire da dove provenga quella mano, che rimane inalterata sul tavolo, disegnata chiaramente sulla condensa. Il trambusto che era stato interrotto dall'inquietante melodia riprende, anche se un po' a rilento. Quasi ogni persona presente ha già rilegato il fatto come risultato del comportamento capriccioso e maleducato di un bambino, sfuggito al controllo dei genitori, melodia compresa. Forse solo il dottore e la modella si sono resi conto, per via della vicinanza, che il suono prodotto dal pianoforte non è stata opera del bambino, visto il coperchio chiuso e troppo pesante per le sue manine. Il capo cameriere passa per i tavoli, comunicando con aria untuosa che le bevande in quel momento sul tavolo sono offerte dall'hotel come scusa per i disguidi della serata.
Camiel nega di aver toccato il tavolo e lasciato un'impronta del genere ed è palesemente teso nel pensare a come si sia potuta creare tale impronta. Anche Aileen è agitata e leggermente impaurita. Decidono insieme di finire i loro drink e di distrarsi continuando la serata. Una serata che dopo questo episodio proseguirà tranquilla.
Arresto di Red, Thomas e i Detentori del tempo
News di Les Ombres de Bruges del 29/03/2015
Luogo: Beguinage
Ora inizio: 11.40
Partecipanti: Thomas, Lysandros
Master fato: Chanel
Punti distribuiti: 20 ad entrambi i partecipanti
Eventi salienti: estemporanea allo scopo di fare entrare in contatto in on Thomas e i Detentori del Tempo (Philippe Durke, png). Alla giocata si unisce Lysander che riconosce l'uomo che ha visto in sogno rubargli il portafoglio. Con il suo aiuto il png del Vice Questore riuscirà ad arrestarlo.
Il Beguinage è uno dei luoghi turisticamente più attraenti di Bruges, ma al tempo stesso uno dei più tranquilli. Al suo interno i visitatori sono invitati a mantenere un atteggiamento rispettoso ed il canto degli uccelli dalle fronde degli alberi è l'unico suono che si può udire distintamente nella quiete del luogo. In molti vengono tra queste mura a cercare il silenzio necessario alla meditazione sotto un albero, nel prato centrale o compiere una breve passeggiata nel percorso ad anello costeggiato dai bianchi caseggiati delle beghine. Anche quest'oggi questo luogo richiama i turisti che si fanno sempre più numerosi con l'arrivo della bella stagione e gli abitanti della città, che spesso si possono notare in gruppetti che parlano a bassa voce, nel pieno rispetto del luogo di preghiera che li accoglie.
Tra coloro che parcheggiano si trova anche Thomas, mentre Lysandros fuma, appoggiato ad un muro vicino all'ingresso nord, in una parte del percorso che si prossima alla strada. Le nuvole già presenti nel cielo cittadino si infittiscono ed una lieve pioggerella inizia a cadere e bagnare, goccia dopo goccia la pavimentazione del percorso ad anello. Seppur la pioggia sia lieve, gran parte dei visitatori opta per entrare nella chiesa dove si sta celebrando una funzione, mentre altri decidono di abbandonare il posto ed infilarsi in uno dei cafè all'esterno. Restano in pochi a camminare senza preoccuparsi della pioggerella e tra questi, Philippe Durke, il Vice Questore che cammina qualche passo dietro Thomas. E' in borghese, vestito di un completo grigio formato da pantaloni, giacca e cravatta grigie con camicia azzurrina, sotto un cappotto nero come le scarpe lucide e che battono ritmicamente sulla pavimentazione.
Il Vice Questore segue da vicino Thomas e quando il professore universitario si ferma, anche lui arresta il passo dove si trova. Ha le mani nelle tasche ed un sorriso che si fa più ampio quando il professore universitario gli rivolge la parola. Thomas è compiaciuto del fatto di avere beccato l'uomo impegnato a seguirlo, tuttavia Philippe sembra non essere amareggiato, al contrario. Lo saluta usando il nome di Cheveyo, appreso durante il viaggio in direzione onirica e si esibisce in un inchino d'altri tempi, canzonatorio. "Mi chiedevo se avessi già scoperto il potere del cristallo che ti ho regalato", pronuncia verso l'uomo e così dicendo estrae dalla tasca la mano chiusa a pugno su un cristallo trasparente, simile a quello che lui ed altri hanno ricevuto nella dimensione onirica. Il Vice Questore lo lancia verso di lui, facendogli compiere una dolce parabola nell'aria, che si arresta tra le mani di Thomas. Intanto qualcuno tiene un'andatura più sostenuta in quel luogo. In questo caso, un ragazzo dai capelli rossi, vestito con un giaccone sportivo nero chiuso sul busto, un paio di jeans e snickers nere. Entra dall'ingresso sud e taglia il Beguinage in verticale, diretto verso l'ingresso nord, dove si trova Lysandros. Il suo fischiettare è in contrasto con la quiete che si respira nel Beguinage ed attira l'attenzione di Lysandros che riconosce in lui l'uomo che nel suo sogno, gli ha sottratto il portafoglio.
Thomas non perde occasione per esprimere la sua filosofia di vita ed i suoi pensieri, strappando anche una risata al Vice Questore, che gli si avvicina di qualche passo, colmando la distanza tra loro, restando fermo di fronte a lui mentre gli spiega di essere tornato a cercarlo dopo che insieme si sono trovati nella dimensione onirica e liberato la coscienza di Esther attraverso un antico rituale. "Ho bisogno di una risposta da te e la devo avere subito. Fingi di essere Neo di fronte a Morpheus, in Matrix... Pillola azzurra, fine della storia. Pillola rossa, resti nel paese delle meraviglie e vedrai quant'è profonda la tana del bianconiglio" e così dicendo il Redentore dei Detentori del Tempo estrae dalla tasca un biglietto che porge a Thomas. Su di esso c'è il disegno grifo che scuote le colonne della terra. Il rosso intanto raggiunge Lysandros, che cerca di persuaderlo a ridargli il portafogli, provocando le ire del rosso che gli chiede come si permetta di dargli del ladro e cerca di dargli una spallata nel riprendere il suo cammino, tentando di superarlo.
Philippe intanto lascia il biglietto nelle mani di Thomas, che ha accettato di conoscere i segreti che i Detentori potranno rivelargli e sul retro l'uomo troverà semplicemente le istruzioni per rintracciare il Vice Questore che sorride dandogli il benvenuto tra i Detentori del Tempo... ma non fa in tempo a terminare la frase di rito che una voce si leva alta nel Beguinage e lo sguardo del Vice Questore va subito su Lysandros che urla che il rosso gli ha rubato il portafoglio. Red, viene colto alla sprovvista dalle grida del greco e ci mette qualche secondo a realizzare ed accorgersi del poliziotto che lancia un'imprecazione e lascia Thomas sul posto per correre verso il rosso che prosegue la sua corsa fuori dal Beguinage.
Il rosso verrà catturato all'esterno e portato in questura, accusato di furto.
Addosso aveva ancora il portafoglio ed i documenti di Lysandros.
Resoconto II Capitolo quest Fammi Entrare
News di Les Ombres de Bruges del 28/03/2015
Esther
Lysander
Thomas
Ora inizio: 21.41
Ora fine: 01.33
Master fato: Chanel
Punti esperienza distribuiti: 30 ad ognuno dei partecipanti.
Oggetti quest distribuiti: cristalli con bonus +5 sull'abilità Occulto.
La vita di Bruges prosegue, nonostante tutto. La maggior parte dei cittadini conduce la sua esistenza totalmente ignara di cosa il capoluogo delle Fiandre nasconda. Per gran parte dell'anno, il lavoro si alterna con le serate al pub o in brasserie, le passeggiate nei parchi della città o lungo i canali della Venezia del Nord... poi, ci sono le nottate come questa, in cui aleggia una strana inquietudine tra le strade di Bruges, amplificata dai rintocchi cupi del campanile del Belfort che si diffondono nella piccola cittadina. Nove rintocchi a cadenza regolare più bassi, una pausa più lunga ed infine un suono più acuto... e qualcuno, proprio in corrispondenza di quell'ultimo rintocco, cadrà tra le braccia di Morfeo, con un'immagine sfocata del Minnewaterpark, il "Lago dell'Amore" di Bruges, come ultimo appiglio alla realtà, prima che il corpo si abbandoni al meritato riposo e la coscienza si ritrovi libera dalla sua zavorra materiale. Questo accade a Thomas, chino sulla sua scrivania su cui si trovano i questionari di storia dei suoi studenti.
Il Minnewaterpark. Un angolo della città ricco di fascino e di mistero. Forse all'arrivo a Bruges, Thomas ha sentito la leggenda che narra della dolce Minne, del suo sfortunato amore e del suo amante giunto da lei nel momento in cui esalava il suo ultimo respiro proprio su quelle sponde. Lì il suo corpo giace, sotto il corso d'acqua deviato dal suo amante addolorato... entrando in contatto con questo luogo nella dimensione onirica, la sua coscienza, come quella di altri ne sfiora l'essenza e ne percepisce l'energia fatta dei baci che gli amanti si sono scambiati su quelle panchine, carezze sui corpi adagiati sull'erba sotto il sole primaverile, risate di bambini ma anche le lacrime di quegli stessi amanti quando si sono ritrovati con il cuore spezzato a ricordare i tempi felici, la disperazione di bambini che per un attimo si sono trovati soli, persi tra la gente, il dolore di chi vive ai margini della società ed infine l'energia più forte ed opprimente... quella di chi indisturbato osserva tutto questo, attendendo il momento giusto per agire e derubare gli ignari avventori dei loro averi, della loro serenità o della loro vita. Il parco che Thomas si trova davanti è ben diverso da quello che forse avrà potuto ammirare negli ultimi giorni. Nella realtà, le gemme iniziano a spuntare sugli alberi prossimi al risveglio dopo il sonno invernale ed i fiori puntellano di colori vivaci il manto erboso. Nella dimensione onirica i colori appaiono pallidi e smorzati anche da una fitta foschia. Tutto appare grigio ed asettico. Non si percepisce alcun rumore o movimento. Persino l'acqua appare immobile, stagnante. Una sagoma grigia prende forma accanto a lui, divenendo sempre più nitida, così come anche la coscienza di Thomas sta facendo agli occhi di chi si trova già nella dimensione onirica, come Esther, sottratta al suo corpo fisico e che ora è seduta su una panchina, con lo sguardo sulle acqua del lago.
Thomas appare completamente, sdraiato nell'erba, seminudo e con disegni rituali tracciati sulla pelle e da subito appare confuso. Anche l'altra a sagoma grigia appare e si mostra invece molto più a suo agio in quel luogo. Solo la vista di Thomas lo destabilizza. L'uomo accanto a Thomas appare in pantaloni grigi e la giacca blu, con le mostrine ed il simbolo della Politie Brugge. Ha capelli brizzolati, occhi azzurri e gli occhiali sul naso, che si aggiusta, appoggiando l'indice sulla montatura tra le sopracciglia e spingendola verso la fronte. Esther è spaventata. Si alza ed indietreggia mentre l'uomo cerca di rassicurarla dicendole di non avere paura, che si tratta solo di un sogno.
Un'altra sagoma compare poco distante dal gruppetto. Si tratta di Lysandros, che prima di essere trasportato nella dimensione onirica, stava passeggiando in un vicolo della città. Il nuovo arrivato appare il più confuso tra tutti coloro che si sono ritrovati nella dimensione onirica.
Il gruppetto inizia a conoscersi e fare congetture sui motivi che li hanno portati in quel luogo, pensando ad uno strano disegno del Destino ed uno scopo ben preciso.
Esther indugia a lungo e solo essere stata incoraggiata da Thomas, racconta ciò che ricorda di quanto avvenuto nella casa degli specchi . Philippe Durke, il Vice Questore e Redentore dei Detentori del Tempo, intuisce facilmente la condizione della ragazza ed invita tutti a seguirlo sulla riva del Minnewaterpark e guardare nello specchio d'acqua. Il gruppetto si avvicina alla riva e tutti tranne Philippe, guarderanno nell'acqua la loro immagine riflessa. Thomas è a casa, lì dove era l'ultima volta da sveglio, con la testa abbandonata sul tavolo dove sono rimasti sparpagliati i compiti dei suoi allievi. Lysandros si vede in un vicolo, con la schiena appoggiata ad un muro, placidamente addormentato. Un ragazzo con i capelli rossi ed il pizzetto, gli sta passando vicino e si ferma. Gli appoggia indice e medio sul lato del collo, probabilmente controllando il battito, poi si guarda attorno, circospetto, gli infila la mano destra nella tasca da dove sottrae il portafoglio, poi si mette a correre e sparisce dalla visione. Quando Esther si guarda, anche Philippe e Thomas si sporgono per osservare la sua visione, dove Esther si sta guardando nello specchio e si sta pettinando. E' l'unica dei tre sveglia. La ragazza nel B&B ammira la sua immagine nello specchio con espressione serena, finchè il viso non viene trasfigurato in un'espressione maligna. Un ghigno ed uno sguardo ostili verso la sua immagine oltre lo specchio, poi la ragazza che si sta specchiando diventa una sagoma nera ed indistinta... un ombra. La coscienza di Esther, ancora una volta si trova confusa e spaventata a farsi domande a cui Philippe risponde. Thomas dimostra di conoscere bene il mondo delle ombre, grazie alle sue esperienze ed alla sua preparazione di sciamano, guadagnandosi l'ammirazione di Philippe che poi cerca di rassicurare Lysandros sul fatto che il suo portafoglio verrà ritrovato, ma si interrompe bruscamente a metà di una frase. L'ombra nell'acqua svanisce dallo specchio ed una nuova figura appare nella foschia, sospesa sulle acque del lago. Un'altra sagoma, ma stavolta in essa vorticano volute di fumo di nero, come impazzite e sospinte da venti invisibili. Anche i contorni di questa sono inizialmente indistinti, come lo erano quelle dei tre uomini arrivati nella dimensione onirica dopo Esther. A quella vista, il Vice Questore si irrigidisce visibilmente e compie mezzo passo indietro. Il poliziotto, che fino ad allora si era comportato come se tutto rientrasse nella normalità, sembra nervoso, infila una mano nella tasca e questa si gonfia, come se il pugno si fosse chiuso attorno a qualcosa. Thomas intanto rassicura Esther, dicendole che troveranno un modo per riportarla indietro, ma la reazione di Philippe che fino ad allora sembrava padrone della situazione, mette in allarme tutto il gruppo che lo imita, arretrando. L'inquietudine è palpabile sul volto di Philippe, almeno finchè la sagoma nera prende forma, apparendo come una donna dai capelli rossi, vestita con un tunica blu con orlo ricamato in oro. Le braccia sono nude e su di esse sono disegnati due serpenti che si inerpicano dai polsi fino ai gomiti. La donna ha le palpebre abbassate e quando le alza, fissa occhi bianchi e privi di iridi sui presenti. Ha le dita delle mani intrecciate, appoggiate sul ventre. "Chi siete?", chiede muovendo la testa in semicerchio così da poter osservare ognuno dei presenti, soffermandosi su Philippe Durke. "Tu... sei uno di quegli...", si interrompe, mordendosi il labbro inferiore e socchiudendo le palpebre. I suoi lineamenti sono induriti da un'espressione di pura rabbia che però non viene riflessa dai suoi occhi vuoti ed appannati. La donna tace per qualche secondo in cui pare valutare la situazione in cui si viene a trovare, soffermandosi con lo sguardo su Esther, ma non sembra darle alcuna importanza. Philippe la guarda e sembra rilassarsi. Anche la mano dalla tasca viene estratta, vuota "Tu... che ci fai qui?", mormora astioso nei confronti della donna rossa.
Philippe torna a parlare e lo fa con rinnovata rabbia nei confronti della rossa "Avete fatto scappare un'altra ombra? Tutto questo è colpa vostra?" e così dicendo alza la mano destra, portandola dietro i lombari di Esther, che appare sempre più smarrita, senza però neppure sfiorarla. Quel gesto sta solo ad indicare la ragazza e la situazione in cui versa. Come tutti hanno percepito, da come si guardano, pare proprio che Philippe e la rossa si conoscano e che non abbiano stima reciproca. La donna scuote la testa lentamente "No. Un idiota ha fatto scappare uno spettro che avevamo imprigionato. Ora stiamo cercando di rimettere le cose a posto. A nulla sono valsi i miei avvertimenti... e ora sono venuta ad avvertire voi. Uscite. Sta arrivando". Lysandros cerca di percepire le intenzioni della donna, intuendo che esse sono benigne, come la sincerità dell'avvertimento, ma poco dopo quelle parole la donna scompare così come era apparsa in volute di fumo nero. Nel silenzio si alza un urlo. Proviene da nord e l'onda sonora è così potente che la foschia pare diradarsi al passaggio di un vento gelido che sferza il viso di tutti i presenti. Philippe sgrana gli occhi e si rivolge a Lysandros e Thomas per primi, invitandoli a prendere alcuni cristalli che estrae dalla tasca ed a pensare al loro per tornate indietro. Anche ad Esther viene consegnato un cristallo, con la raccomandazione di pensare ad un luogo qualsiasi che non sia il parco, cercando di rassicurarla che la avrebbero trovata e riportata al suo corpo. Philippe invita i tre a non parlare con nessuno di quanto accaduto, ad eccezione di lui. ed attende che tutti siano svaniti prima di stringere il suo cristallo e tornare anche lui al proprio corpo, mentre nel parco un altro urlo squarcia il silenzio, che poi verrà sostituito da altri rintocchi della campana del Belfort, gli stessi che risuoneranno a Bruges quando i due ragazzi si sveglieranno nei loro corpi. Di tutto questo, Lysndros ricorderà un sogno in cui un uomo dai capelli e pizzetto rosso gli ruba il portafoglio, che non troverà più nella tasca. Non gli sarà difficile riconoscerlo nel caso se lo dovesse trovare davanti. Il viso di Esther e Thomas, gli sembreranno familiari. Thomas, ricorderà chiaramente il nome ed il viso di Philippe, oltre al viso di Esther e Lysandros, mentre Esther, quando tornerà al suo corpo, non ricorderà nulla di quanto accaduto nella dimensione onirica. Tutti al ritorno si sono trovati stretto nella mano il cristallo consegnato da Philippe, ma non sanno come ne sono entrati in possesso.
Stasera, "Fammi entrare" 2° Capitolo
News di Les Ombres de Bruges del 26/03/2015
Si torna nel territorio delle ombre, dopo che queste si sono insinuate prepotentemente nella vita di alcuni cittadini di Bruges.
Durante il primo capitolo un'ombra si è impadronita di Nicolas portandolo all'oblio.
Dopo la quest nella casa degli specchi, la coscienza di Esther è rimasta imprigionata in questo luogo ed il suo corpo portato lontano da lei.
Chi è "la vipera", nominata più volte dallo spirito che si è impadronito del corpo di Nicolas, additata come la responsabile della sua condizione?
Riuscirà Esther a tornare alla normalità o anche lei si perderà tra le ombre di Bruges?
Forse questi interrogativi avranno una risposta o forse il destino ha in serbo nuove inquietanti sorprese...
Lista Personaggi Non Giocanti
News di Les Ombres de Bruges del 24/03/2015
La coscienza di Esther - Estemporanea
News di Les Ombres de Bruges del 23/03/2015
Data: 22.03.2015
Luogo: Dimensione Onirica
Partecipanti: Esther
Master Fato: Chanel, in chat dalle 15.25 alle 19.17
Punti esperienza distribuiti: 20.
La dimensione onirica, il territorio delle ombre, ombre come Esther dopo che il suo corpo è stato posseduto, separato dalla sua coscienza e portato lontano, mentre la sua anima restava intrappolata nello specchio. La sua unica colpa, avere appoggiato le mani su di esso, dimora di uno spettro. Le due anime sono entrate in contatto, si sono sfiorate per un breve attimo ed in quell'istante si sono conosciute. Ora la coscienza di Esther è imprigionata nell'oscurità. Quanto tempo sia passato da quella sera nella casa degli specchi, non può saperlo. Solo il buio ed il silenzio la circondano in quel luogo dove ha portato con sè anche i ricordi dell'Ombra. Quello che può ricordare è che si trattava di una donna ed ancora ne sente la rabbia e la voglia di rivalsa dopo essere stata a sua volta per lungo tempo imprigionata o forse era già perfida in vita. Oscura, manipolatrice, opportunista... questo quello che Esther sa di quella creatura, ora libera di usare ed abusare del suo corpo.
Nell'oscurità Esther è seduta a terra con le ginocchia al petto e le braccia che cingono le gambe, sola, disperata e chissà che altro in quella prigione sconfinata eppure così opprimente, separata dalla propria vita e da quello che è il bene più prezioso di ogni essere vivente: il proprio corpo, privata della possibilità di vivere se non attraverso i propri pensieri e la propria angoscia.
Lì, nel buio, compare un rettangolo di luce opaca alla destra della ragazza che si fa via via sempre più grande. Lo specchio nero, quello che l'ha inghiottita nel momento in cui lo ha toccato torna visibile. Su di esso un alone opaco di condensa a coprirlo ed il silenzio viene rotto da un rumore strisciante, prodotto da una goccia d'acqua che scivola sulla superficie liscia. Un rumore stridente, incredibilmente amplificato.
La goccia scivolando verso il basso lascia una scia limpida che attraversa lo specchio in verticale e si perde nel nulla ed un'altra goccia prende il suo posto. Lo specchio si fa via via sempre più limpido, ma oltre di esso non c'è la stanza della casa degli specchi, l'ultimo luogo reale visitato da Esther, che confusa, osserva quanto accade attorno a sè. Quello che compare è un paesaggio avvolto nella nebbia. Nel grigiore si stagliano gli scheletri di piante nere, con i rami che si innalzano verso il cielo e su di esse le sagome scure di alcuni volatili appollaiati. Altri uccelli volano in circolo attorno ad esse, perdendosi tra la nebbia e poi tornando indietro, in una danza silenziosa di spettri oscuri.
La perplessità di Esther di fronte allo specchio è più che comprensibile. Tutto in quel luogo è solo una parvenza di realtà, che sembra tanto distante. La sua coscienza rimane aggrappata a quanto conosce. L'intorpidimento dei muscoli di un corpo che non ha più, sensazioni di fame e di freddo, tutti sintomi del disagio della sua anima prigioniera. Come ha potuto constatare lei stessa, tutto in un attimo può cambiare e dall'oscurità trovarsi di fronte ad uno specchio nel nulla ed oltre esso un paesaggio nella nebbia e le sagome di corvi neri in volo. Aria gelida a sferzarle il viso, è questa la sensazione che la investe, quando il rettangolo di luce si allarga lentamente, inghiottendo l'oscurità e poco alla volta facendo trovare Esther in quel paesaggio che fino a poco prima osservava dall'esterno, come un quadro che può essere ammirato ma non toccato. Le urla stridenti dei corvi si innalzano nel silenzio, vorticando sopra gli alberi... poi uno di essi cambia direzione e scende in picchiata, seguito da altri, diretto verso la ragazza.
Nel silenzio anche i battiti di ali dei corvi si sentono distintamente, insieme alle loro grida in avvicinamento. Esther si accuccia a terra, confusa e terrorizzata, portando le mani a coprire la testa, alla ricerca di protezione da quelle creature che stanno per abbattersi su di lei, quando un altro grido si unisce a quello dei corvi, più basso e profondo, una voce tenebrosa come la creatura a cui appartiene. Un gargoyle che scende dal cielo in un tonfo quando le grandi zampe artigliate impattano con il terreno gelido. Rimane anche lui accovacciato, frapponendosi tra Esther ed i corvi che si sono fatti sempre più grandi. Le ali del gargoyle restano aperte in tutta la loro possenza quando lancia un nuovo grido verso i volatili che a distanza ravvicinata appaiono come animali putrescenti, con le orbite vuote in cui si annidano vermi bianchi e le ossa che si intravedono sotto il piumaggio rado del busto.
Le ali del gargoyle proteggono Esther che si trova dietro la creatura. Quando alcuni corvi impattano contro di esse, le i volatili urlano e si dissolvono in una nuvola di fumo nero, mentre altri si ritirano, alzandosi in volo sopra la creatura mostruosa e tornando a volare verso gli alberi. Il gargoyle emette un basso ringhio poi si volta verso Esther, mostrando il viso mostruoso sotto le corna, orecchie punta, due nasi, quattro occhi e le fauci appuntite visibili dalla bocca aperta. "Tu...", pronuncia con la sua voce cavernosa, prima che lentamente prenda un'altra forma. E' quella di un uomo anziano, con il viso segnato dalle rughe ed una folta barba bianca. "Bambina... ti sei persa?", chiede con voce più gentile ed un sorriso amorevole.
Esther è in preda ad emozioni contrastanti. Terrore, perplessità, smarrimento. Sono emozioni che il gargoyle può vedere distintamente sul volto della ragazza che indietreggia, sola in un luogo sconosciuto. Forse le può anche avvertire oltre a vederle nei suoi occhi che si riempiono di lacrime. L'uomo nel trasformarsi, appare coperto di abiti consunti, strappati in più punti a mostrare la pelle. Si siede a terra, incrociando le gambe ed incurvando la schiena quando incrocia le braccia ed appoggia i gomiti sulle ginocchia. Si presenta alla ragazza dicendo di chiamarsi Haheuiah e segue un dialogo tra i due, sul luogo in cui si trovano, che il gargoyle chiama "Regno di Manannan" o "Limbo", per rendere il concetto comprensibile all'umana.
La conversazione tra i due prosegue in tranquillità con il gargoyle che pur parlando in maniera criptica, si guadagna la fiducia di Esther sollevata quando l'uomo le comunica di non essere morta e pronta a darle la sua mano quando la invita ad andare a "cercarla".
Esther su invito del gargoyle, chiude gli occhi e pensa a dove vorrebbe essere o dove potrebbe trovare aiuto. La nebbia attorno ai due cresce di intensità, come se una luce la illuminasse e questa venisse riflessa dalle particelle d'acqua nell'aria, poi si dissolve quasi completamente. Quando la ragazza riapre gli occhi si ritrova in mezzo ad una foschia argentea che si sta diradando, nel parco della città, su una panchina accanto alle calme acque del lago.
Fammi entrare - Nuovo capitolo
News di Les Ombres de Bruges del 22/03/2015
Data: 26 Marzo 2015
Ora inizio: 21.30
Luogo: Dimensione Onirica
Rischio perdita personaggio: Basso
Resoconto quest, la casa degli specchi.
News di Les Ombres de Bruges del 20/03/2015
Partecipanti:
Esther
Iris
Jack
Raphael
Chat: Fuori città (il circo errante)
Ora inizio: 21.40
Ora fine: 1.30
Master fato: Chanel
Punti esperienza distribuiti: 30 a tutti i partecipanti.
Precisazioni:
Prima dell'inizio della quest è stato chiesto un lancio di dadi, per stabilire il labirinto percorso dal proprio personaggio.
Resoconto:
L'apertura della casa degli specchi è l'evento in programma questa sera e tanto pubblicizzato per le strade della città. Il tendone del circo è chiuso per dare maggiore risalto a questa attrattiva unica, ispirata al labirinto degli specchi di Praga, di cui è una fedele riproduzione almeno all'interno, come mostrano le locandine ed i volantini promozionali. Specchi a formare le pareti interne e condurre i visitatori attraverso un intricato quanto misterioso labirinto. Un banditore invita gli interessati a mettersi in coda ed attendere il proprio turno per fare il proprio ingresso, uno alla volta. Una delle particolarità dell'attrazione sono le pareti mobili che vengono spostate dopo l'entrata di ogni visitatore, così ognuno potrà entrare in un labirinto ogni volta diverso. All'ingresso un cartello invita a prestare attenzione ai bottoni rossi, gialli e verdi posti su un pannello presente in tutte le stanze del labirinto e di tanto in tanto nei corridoi, spiegandone il significato. ROSSO: il visitatore richiede l'apertura di una porta segreta che lo condurrà direttamente all'uscita. GIALLO: Richiede un indizio per superare un ostacolo o un enigma lungo il percorso. VERDE: Per richiedere il passaggio alla stanza successiva in caso di difficoltà nel risolvere l'enigma. Chi accederà al labirinto potrà notare per prima cosa le telecamere di sicurezza che lo seguiranno nella sua impresa e piccoli schermi posti sopra alcuni specchi, dove appariranno gli indizi quando richiesti dal visitatore.
Raphael ed Esther arrivano in macchina e percorrono il viale d'entrata della villa Voorjaar, che ospita il circo errante, mentre Jack e Iris si trovano già in fila, in attesa di entrare all'interno dell'attrazione.
Il primo ad entrare nella casa degli specchi è Jack. Per lui la sorte, ha voluto che percorresse il labirinto numero 2. Una volta dentro, la porta si chiude alle sue spalle ed il ragazzo può scegliere di imboccare uno dei due corridoi che si diramano in trasversale rispetto all'entrata, uno a destra e l'altro a sinistra. Il lancio della monetina da parte del ragazzo gli indica di proseguire verso sinistra e così fa. Lui non lo sa, ma la sorte gli è stata molto favorevole... percorre il corridoio di sinistra ed il labirinto lo porta ad una stanza quadrata, tappezzata di specchi e su ognuno di essi è disegnato un cerchio circa all'altezza del viso dell'uomo. Una scritta sullo specchio posto sul soffitto della stanza, recita: "Tu... anima mia - Rapita nello specchio dei tuoi occhi, respiro il tuo respiro. E vivo... (Saffo)". Inizialmente Jack appare confuso, poi si avvicina alle pareti con i cerchi all'altezza del suo volto ed alita all'interno di essi. Uno per volta. Rimane in attesa di un qualche responso dalla stanza. Se non dovesse succedere nulla, ricorrerà all'aiuto. Espirando su uno degli specchi, questo si appanna ed all'interno del cerchio compare una freccia che indica un bottone marrone ben mimetizzato tra gli intarsi della cornice di legno dello specchio. Ha colto subito la soluzione dell'indovinello ed una volta premuto il bottone, si apre una porta segreta che lo conduce attraverso un lungo corridoio attraverso un dedalo. Un percorso obbligato fino al raggiungimento di una stanza rotonda, con pareti a specchio, piuttosto ampia e con una stella a cinque punte disegnata sul pavimento. Ogni punta della stella termina a ridosso delle pareti, in corrispondenza di una porta contrassegnata con un simbolo: un triangolo rosso con il vertice verso l'alto, un triangolo blu con il vertice verso il basso, un cerchio suddiviso da raggi che ricorda una ruota, un triangolo giallo con il vertice verso l'alto ed una riga orizzontale a separare la punta dalla parte inferiore ed infine un triangolo verde con il vertice rivolto verso il basso ed una linea orizzontale a separare la punta dalla parte superiore. Jack è indeciso davanti a quei simboli di cui non conosce il significato. Alla fine opta per la porta con il simbolo dell'elemento Terra, il triangolo verde, che lo conduce lungo un labirinto di corridoi che percorrono la casa fino all'uscita. Il bravo e fortunato e bravo Jack viene fermato all'esterno da un giostraio che gli porge un biglietto per un ingresso omaggio per il labirinto numero 6 della casa degli specchi, prima di lasciarlo andare.
A Iris è toccato invece il labirinto numero cinque. Viene fermata per qualche secondo dall'addetto, poi anche lei può entrare e si trova a dover scegliere se proseguire dritto o lungo un corridoio che si snoda alla sua sinistra. E' per quest'ultima via che la poliziotta decide di proseguire. Solo il suono dei passi di Iris la accompagnano lungo il corridoio di sinistra ed arriva ad una piccola stanza ben illuminata, che contiene una specchiera con un ripiano su cui sono appoggiati vari oggetti. La specchiera rimanda la sua immagine insieme a quella degli oggetti posti sul ripiano antistante. Controllando meglio gli oggetti Iris si rende conto che lo specchio di destra rimanda l'immagine di solo uno dei due spazzolini riposti nel bicchiere. Iris intanto si rende facilmente conto che in realtà lo specchio di destra non era altro che un vetro, oltre il quale c'erano oggetti uguali a quelli che ha di fronte, posti in modo che sembrassero riflessi. Estraendo lo spazzolino che non si riflette nello specchio, la parete su cui è fissata la specchiera si muove. Si apre così una porta segreta su un nuovo ed inesplorato corridoio. Prosegue lungo di esso finchè non si trova in una stanza quadrata, su cui si aprono tre porte ed accanto ad ognuna di esse di trova un piedistallo con una statua, che raffigura vari soggetti. Il soggetto accanto alla prima è un gargoyle, con le fauci e le ali spalancate, la seconda statua è una figura antropomorfa coperta da un mantello con cappuccio, con la mano ossuta stretta attorno ad un remo e la terza è un uccello con il viso ed il busto di donna. Iris è attratta dal gargoyle, ma non si azzarda ad aprire la porta. La seconda figura le ricorda Caronte, il traghettatore del fiume Stige e per il suo abbinamento con l'Oltretomba, decide di non percorrere quella via, ma di cercare indizi nella stanza. Nel cercare, il suo sguardo finisce sul piedistallo del gargoyle, che riporta una piccola freccia incisa nella pietra, che indica chiaramente la maniglia della porta accanto ad essa. Un invito forse ad aprirla e così fa, trovandosi di fronte uno schermo che rimanda l'immagine di uno specchio d'acqua, insieme al suo riflesso in trasparenza. E' acqua limpida con pietre arrotondate sul fondo, che si fa via via sempre meno trasparente, come se in esso aleggiasse la stessa nebbia che circonda la città questa sera. Quando l'acqua è totalmente grigia, appare l'immagine della statua che rappresenta l'uccello con busto da donna che si anima. Tiene gli artigli stretti attorno da un uomo che si divincola, prima di essere sbranato dalla mostruosa creatura. L'immagine si dissolve e compare la statua antropomorfa che si toglie il cappuccio, rivelando un teschio con gli occhi fiammeggianti. Lo scheletro fa un cenno alla ragazza, invitandola a seguirlo, quindi si volta ed inizia a camminare, scomparendo nella nebbia e di fronte a Iris, torna lo specchio di acqua limpida. Il gargoyle, posto sulle chiese gotiche a protezione dell'edificio, ha indicato la strada, come in un sogno o in una premonizione. La poliziotta apri la porta dietro al traghettatore di anime, Caronte, e questo la porta attraverso un labirinto di corridoi direttamente all'uscita.
Raphael entra poco dopo Iris. A lui è toccato il labirinto numero 3 ed alla chiusura della porta d'entrata alle sue spalle, Raphael può scegliere il suo percorso proseguendo lungo un corridoio proprio di fronte a sè o imboccandone uno verso destra. Sceglie il corridoio che si snoda in curve ad angoli, verso destra e sinistra. Più di una volta arriva con il viso di fronte alla sua immagine, prima di accorgersi che il corridoio prosegue in altre direzioni. Alla fine dell'intricato percorso si trova in una stanza totalmente buia, ad esclusione di un leggio su cui è appoggiato un libro illuminato da un fascio di luce che proviene dall'alto. Sul leggio sono appoggiati anche una candela nera ed un accendino. Raphael osserva il libro che riporta in bella mostra sulla pagina aperta un'antica credenza secondo la quale guardare in uno specchio di notte al lume di candela attirerebbe i fantasmi e spesso, il diavolo in persona. Un'illustrazione mostra una donna in camicia da notte con una candela in mano ed un braccio con una mano artigliata che esce dallo specchio di fronte a lei, che cerca di ghermirla. Non fa in tempo però ad osservare i particolari dell'immagine che la luce sopra di lui si spegne, lasciandolo nella totale oscurità. Nel silenzio totale, che lo circonda riesce a trovare l'accendino ed accovacciarsi dietro al leggio, quando si sente il suono strisciante di un pannello del labirinto che viene spostato. Il questore traffica con l'accendino e la sua fiamma si innalza ed appare riflessa da uno specchio che si trova proprio di fronte a lui, dove prima c'era solo oscurità. I suoi sensi gli fanno percepire un movimento oltre lo specchio, che rimanda la sua immagine che dopo poco scompare quando una luce fioca si accende sia nella stanza in cui si trova il questore che in una analoga, oltre lo specchio. In realtà si tratta di finto specchio e dietro il vetro si trova un altro visitatore, che nel momento dell'accensione della luce è impegnato a fare boccacce alla propria immagine riflessa. E' un ragazzo dai capelli rossi, con barba ed occhi verdi, con la candela nera accesa nella mano destra e vestito in maniera casual con jeans, scarpe da ginnastica ed un giubbotto di pelle nera aperto su una maglietta con il logo della Guinness. Il ragazzo rimane perplesso per un secondo e fissa. Il ragazzo canzona il questore da dove si trova. Per quanto stia urlando, la sua voce è poco più di un sussurro a causa dello spesso vetro che separa i due. Il Rosso appoggia la mano sinistra sullo specchio. Ha la candela nera stretta nell'altra, ma ad un tratto il suo viso viene trasfigurato in un'espressione di dolore, urla e la candela gli cade di mano, prima che lo specchio si oscuri nuovamente, separandoli. Raphael riconosce nel rosso un ricercato della polizia, ma a poco vale la sua richiesta di aprire le porte. Torna il silenzio rotto da uno scatto che proviene dal pavimento ed un tremolio che percepisce sotto i suoi piedi. Pochi istanti e lo specchio scorre lasciandogli la possibilità di proseguire il tuo percorso di corsa, ma dietro di esso non trova il ragazzo, nè la stanza in cui si trovava ma un anonimo corridoio. La casa è cambiata e dopo essersi visti per un breve istante, i due sono stati separati. Il Questore prosegue il suo cammino fino ad una stanza con specchi deformanti. In uno appare piccolo e tozzo, in un altro la sua immagine è oblunga ed un terzo, rimanda la sua immagine completamente immobile. Raphael si avvicina allo specchio e la sua immagine appare ancora immobile... gli basta osservarlo meglio per rendersi conto che non si tratta davvero di uno specchio ma di uno schermo, che rimanda la sua immagine nel momento in cui si è guardato nel primo specchio. Una scritta compare sotto il suo viso immobile. "Guardami". Nel momento in cui guarda il suo viso da vicino, un altro viso mostruoso si sovrappone ad esso per un solo secondo ed in quel momento il silenzio viene squarciato da un urlo agghiacciante... poi una botola si apre sotto i piedi di Raphael, facendolo cadere in un lungo scivolo che si snoda sotto la casa degli specchi. Lo scivolo si ferma proprio all'uscita, dove sei arrivato sano e salvo.
Esther, entra per ultima ed a lei è toccato il labirinto numero 1. La strada è sbarrata dalla sua immagine riflessa, mentre due corridoi di specchi si aprono, uno alla sua destra ed uno alla sua sinistra. Percorre il corridoio di destra fino a trovarsi in una piccola stanza dove la consueta cornice di legno intarsiata non circonda gli specchi, ma tre drappi neri, forse messi a copertura degli stessi. Sulla trave superiore della cornice è inciso un numero da uno a tre. Nella stanza è anche presente un leggio su cui è posto un libro aperto. Esther si avvicina al libro e può osservare le illustrazioni di una tavola in bianco e nero che ritraggono una donna che tocca uno specchio. Nelle tavole successivamente la donna viene avvolta da una luce che proviene dallo specchio. La didascalia spiega la credenza secondo la quale le anime dei vivi e dei morti vengano assorbite ed imprigionate all'interno degli specchi. La ragazza cerca qualcosa con lo sguardo, senza trovare nulla inizialmente. Nessun indizio. Davanti a sè ha solo il libro con l'illustrazione, poi i drappi che, per quanto lei possa sapere senza scostarli, coprono gli specchi o forse delle porte. Eppure la sua abilità la induce ad osservare bene i drappi. Quello sotto il numero uno è totalmente immobile. L'orlo di quello sotto il numero due sembra muoversi per una frazione di secondo mentre da quello sotto il numero tre, si nota un lieve filo di fumo, dissolversi subito dopo essere uscito da sotto la stoffa. Scosta il drappo posto sotto la trave su cui è inciso il numero tre e trova un piccolo spazio quadrato delimitato da tre specchi. Il pavimento è coperto da una coltre di denso fumo nero. Lo specchio di fronte a lei appare vecchio, forse annerito proprio da quel fumo che si innalza dal pavimento, coprendo i due angoli dove gli specchi si intersecano. Esther può scegliere di entrare e cercare qui un'uscita o scostare gli altri drappi. Dopo qualche attimo di riflessione, opta per scostare anche il drappo sotto la porta contrassegnata con il numero due. Sotto la trave su cui è inciso il numero due non trovi uno specchio, bensì un corridoio. La ragazza è decisamente soddisfatta per esser riuscita a trovare la via d'uscita, che la conduce ad un labirinto di corridoi. Un percorso obbligato che però la riporta alla stanza precedente. Esther torna al drappo posto sotto il numero tre che viene nuovamente scostato. Lì trova la sua immagine riflessa e lo spazio angusto le permette di osservarsi da distanza ravvicinata, circondata dal fumo ma lo specchio rimanda anche un'altra immagine. Un'ombra che si staglia per un solo secondo alle sue spalle. La ragazza lancia un grido acuto, spaventata a morte, portandosi entrambe le mani a coprire il viso e la testa, ma tutto sembra essere tornato alla normalità dietro di lei. E' stato solo un attimo fugace in cui ha visto l'ombra apparire e svanire alle sue spalle o forse era nello specchio? In quella piccola stanza ha a malapena lo spazio per girarsi e può osservare da vicino la tua immagine riflessa dai tre specchi... "Signorina? Signorina, tutto bene?" chiede una voce metallica da un altoparlante. Le telecamere poste ovunque la stanno riprendendo e gli addetti alla sicurezza la osservano. Questo non impedisce all'attrazione di proseguire. La sua presenza prolungata in quel piccolo pertugio, fa scattare un meccanismo sotto i suoi piedi ed all'improvviso si ode un sibilo dal soffitto e dal pavimento, quando al fumo nero si sostituisce un fumo bianco impalpabile, simile a vapore ma con un odore pungente che la circonda. Esther è resistente ed il vapore le provoca solo un capogiro. Il respiro è affannoso, ansimante, ha il coraggio di togliersi il braccio da davanti agli occhi solo quando sente una voce dall'altoparlante che le chiede come sta, ma non risponde. Abbassa lentamente le braccia guardandosi attorno circospetta. Gli occhi completamente sgranati sembrano sproporzionatamente grandi rispetto al resto del viso. Si gira di scatto, in quel piccolo spazio, per assicurarsi che dietro di lei non ci sia nessuno. Il cuore le batte all'impazzata, ma sta lentamente rallentando. Non è stata un'illusione è sicura di aver visto qualcuno dietro di lei, un'ombra scura. L'odore pungente è talmente forte che la testa comincia a girarle lentamente e le sembra che le manchi l'aria in quella specie di bara di specchi. Appoggia entrambe le mani sugli specchi aspettando che il capogiro passi... questa è l'unica cosa che la donna non avrebbe dovuto fare. Come descritto nel libro, ha stabilito una connessione con l'ombra che abita quello specchio nero. Quello che la donna può vedere è l'espressione del suo volto riflesso che cambia. Un ghigno perfido compare su di esso insieme ad uno sguardo ostile e dopo qualche secondo la coscienza di Esther si ritrova circondata dall'oscurità e di fronte a sè, vede sè stessa, nel piccolo pertugio dove si trovava poco prima. Quella che dovrebbe essere lei sta ridendo e preme il bottone rosso, indicato all'entrata come la via d'uscita istantanea. La porta nascosta si apre. Mentre il suo corpo se ne va, Esther resta imprigionata, in uno spazio angusto dietro lo specchio, finchè anche quel luogo non diventa del tutto oscuro. Grazie alla resistenza del suo corpo, all'altra basterà l'aria fresca a farla riprendere completamente e potrà tornare a casa insieme a Raphael, mentre il buio si impadronisce della sua coscienza, imprigionata nella dimensione onirica.
Epilogo: Tutti sono tornati a casa, ad eccezione della coscienza di Esther, imprigionata nella dimensione onirica, in cui dovrà svolgere una ricerca insieme al fato. L'ombra si è impadronita del suo corpo nel momento in cui si è stabilita la connessione attraverso lo specchio e ne ha colto i pensieri ed i ricordi. Esther potrà giocare all'interno della città il proprio corpo posseduto dall'ombra, che potrebbe portarla a comportarsi diversamente da come farebbe il suo personaggio. Al termine di questa esperienza, tutto ciò che l'ombra avrà vissuto nel mondo reale e quanto vissuto da Esther nella dimensione onirica sarà totalmente dimenticato.
Evento al pub e la casa degli specchi
News di Les Ombres de Bruges del 17/03/2015
Quindi a inizio quest si raccomanda ai partecipanti di aumentare attraverso i punti disponibili le abilità che ritengono essere utili.
Prima dell'ingresso nella casa degli specchi la gestione effettuerà stamp delle schede dei giocatori (non vogliamo che arriviate davanti al pericolo e da zero un'abilità salga miracolosamente, magari in modo incoerente con quelle che sono le caratteristiche del personaggio)... inoltre non è detto che a fine evento tutti i personaggi saranno usciti da lì...
I giocatori con pochi punti abilità da spendere possono giocare, giocare, giocare, anche approfittando della serata al pub, che avrà inizio stasera alle 21.00.
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