News e Annunci Les Ombres de Bruges
Il Verbo di Caim Associazione operatori esoterici
News di Les Ombres de Bruges del 26/11/2015
Ora è più semplice per le fazioni magiche e mistiche entrare in contatto con eventuali personaggi interessati a farne parte.
Lo statuto è stato pubblicato nella bacheca on game "Internet - Siti aziendali" sotto forma di sito ufficiale, dove i personaggi potranno reperire facilmente informazioni e contatti.
La scema del villaggio - Resoconto di Chanel
News di Les Ombres de Bruges del 23/11/2015
Luogo: Viale (negozio Le Chat Noir - Le Tilleul)
Presenti: Grace, Javrier
Master fato: Chanel
Ora inizio/fine: 9.45 - 11.56
Px distribuiti: 20 ad ognuno.
In sintesi:
Javrier si presenta al nuovo negozio di esoterismo per parlare di una collaborazione con Grace, la proprietaria che ha già scritto un articolo per il MetroBruges. Tra un consulto di cartomanzia che lascia Javrier senza parole ed una consegna straordinaria per il negozio, ecco che un urlo si interrompere la conversazione tra i due. Quella che la proprietaria di Le Tilleul chiama "la scema del villaggio", una clochard, sporca ed emaciata, scappa di corsa dall'erboristeria. Grace viene messa in guardia sulle abitudini della ragazza, che ha il vizio di entrare nei negozi ed infilarsi nei retrobottega. Javrier vuole capirne di più e chiede di vedere il retrobottega, dove trova solo un paio di grossi paioli con un liquido denso che bolle all'interno. A parte l'odore di idrato di sodio, non c'è nulla che giustifichi la reazione della clochard.
Resoconto completo e dettagliato disponibile all'interno della land, bacheca "Quest, eventi, giocate collettive".
Bacheca Manuale
News di Les Ombres de Bruges del 21/11/2015
Primo fra tutti, la bacheca "Manuale" è stata aggiornata.
I messaggi sono stati numerati (così da rendere più semplice la ricerca e la segnalazione agli utenti da parte delle guide) e messi in ordine per argomento rispecchiando l'elenco della sezione dedicata alla documentazione sia all'interno che all'esterno della land.
Inizio Beta Test Chiuso
News di Les Ombres de Bruges del 20/11/2015
I links alle pagine "Iscrizione" e "Login", presenti nel sito esterno sono stati disabilitati.
Eventuali richieste di iscrizione dovranno essere inoltrate all'indirizzo e-mail [email protected], complete di background del personaggio.
Sono benvenuti nuovi tester (come da ricerca staff su questo portale), purchè propositivi ed attivi.
Un passo indietro
News di Les Ombres de Bruges del 16/11/2015
Il provvedimento avrà inizio il 21 Novembre.
La land non sarà accessibile dal sito esterno (i links di iscrizione e login verranno disabilitati).
Essi verranno inviati ai giocatori attualmente attivi ed eventuali aspiranti beta tester.
Gli aspiranti Beta Tester dovranno inviare un background all'indirizzo e-mail indicato nella ricerca staff pubblicata su questo portale.
Altri giocatori che abbiano già un personaggio con scheda completa, potranno richiedere il link all'indirizzo e-mail dello staff.
Provvedimenti anti-plagio
News di Les Ombres de Bruges del 11/11/2015
Oltre a questo abbiamo cancellato la documentazione all'interno del gdr (sezione documentazione e bacheca).
Il manuale è comunque raggiungibile attraverso questi strumenti, in cui resta un elenco molto più funzionale del precedente, che rimanda alle pagine del sito esterno.
La bacheca "Manuale" è ancora in lavorazione.
Oltre a questo, ricordiamo che tutta la documentazione è stata pubblicata ed è coperta da copyright.
Nuova attività: Le Chat Noir
News di Les Ombres de Bruges del 09/11/2015
Il negozio offrirà anche vari servizi in collaborazione con il Fato come il consulto oracoli, tarocchi, rune e corsi di varie discipline magico-esoteriche in cui tutto potrà accadere.
La documentazione è stata aggiornata con l'aggiunta di descrizione del negozio e planimetria nella chat Viale.
Le Chat Noir si aggiunte alle altre attività aperte in mano a personaggi giocanti (La pasticceria Gourmandise di Aibel, il Coffee shop Amnesia di Aika, la palestra di Adam ed il Bed And Breakfast di Esther).
Always On My Mind #2 - Resoconto di Chanel
News di Les Ombres de Bruges del 08/11/2015
Data: 06.11.2015
Luogo: Cimitero
Presenti: Aika, Javrier
Master fato: Chanel
Ora inizio/fine: 14.30 - 19.23
Px distribuiti: 20 a Aika, 10 a Javrier (solo perchè è stato costretto ad interrompere per cause off... siete sempre impeccabili entrambi).
In sintesi:
Aika decide di recarsi in visita alla tomba di Joel, coinvolgendo Javrier. La passeggiata ha risvolti del tutto inaspettati che portano a galla una verità difficile da accettare.
Resoconto
Il tempo varia spesso in questa giornata a Bruges. Il sole riesce talvolta a filtrare tra le nuvole grigie e regalare alla terra raggi timidi, capaci di fare dimenticare talvolta che la città è attanagliata dalla morsa autunnale. Restano gli alberi con i loro colori caldi, le chiome tinte di tonalità di giallo e rosso che sfumano in arancio a marrone, a ricordare che l'estate è ormai ricordo passato, nonostante la temperatura sia tutto sommato gradevole. Sono tanti gli alberi che costeggiano il cimitero e con i loro colori rendono meno tetro quel luogo. L'area dove riposano le membra senza vita dei defunti, è circondata da una alta ringhiera in ferro battuto ed alte siepi che non permettono di vedere altro che i cipressi che circondano in parte la cappella interna. Sono due i cancelli che permettono ai visitatori l'accesso al cimitero, uno posto a nord ed uno a sud e da entrambi è visibile ad est la parte alta del tendone del Freak Show, che si è stanziato provvisoriamente nella zona. E' di un bianco sporco con un strisce nere ed una bandiera triangolare nera sulla sommità, che si agita nel vento.
Aika raggiunge l'ingresso del cimitero dove Javrier è in attesa, infreddolito nonostante stavolta indossi abiti adeguati. Sono poche oltre a loro le persone che in visita al cimitero monumentale ne percorrono i vialetti. Sono solo un paio, che scompaiono presto, le loro figure celate dai fusti degli alberi o dalle tombe più imponenti. Poco distante dai due ragazzi si trova il custode, impegnato a raccogliere con il rastrello alcune foglie attorno ad un albero, in uno dei tanti fazzoletti d'erba che circondano le lapidi. Alcuni rami degli alberi appaiono già spogliati delle foglie e si stagliano scheletrici contro il cielo che si fa più grigio quando uno spiraglio di sole viene coperto da alcune nuvole, che cambiando la loro forma lo richiudono. I raggi del sole non irradiano più il cimitero, restituendogli la sua atmosfera cupa e tristemente autunnale, ed offuscando le ombre gettate dalle statue di angeli e figure sacre che adornano le tombe più elaborate, prima nettamente impresse sul terreno.
I due ragazzi finalmente si incontrano e possono parlare liberamente di come procedere.
Il rumore delle auto di passaggio nelle strade adiacenti al cimitero e quello dei denti del rastrello che solca la terra e raccoglie le foglie secche che scricchiolano sotto di essi, sono gli unici suoni udibili al momento... almeno finchè un vicino campanile non annuncia le quindici e trenta con tre rintocchi cupi ed uno più acuto. Il rumore del rastrello non si sente più. Il custode si accovaccia, raccoglie aiutandosi con l'attrezzo da giardino quanto raccolto e lo deposita in una vicina carriola, ma il lavoro da fare sembra essere ancora tanto. Una donna anziana, curva vestita con abiti semplici e grigi ed un foulard nero sulla testa, varca il cancello e si avvicina alla fontana a destra dell'entrata. Prende con le dita rachitiche una bottiglia di plastica, messa a disposizione dei visitatori, ed apre la fontana. Il suono dell'acqua viene amplificato dal contenitore in cui ricade, riempiendolo poco a poco.
La vecchietta finisce di riempire la bottiglia e si muove con passi strusciati sul viale acciottolato subito dopo Aika e Javrier che dopo un rapido confronto su come procedere, decidono di chiedere informazioni al custode. La donna cammina a rilento. La vecchiaia l'ha visibilmente ingobbita, rendendola minuta e consumata sia negli arti magri che nel viso scavato. Il custode viene richiamato da Aika che chiede della tomba di Joel Ward... "Buongiorno a lei... Ward...". Si gratta il mento su cui spunta una barba brizzolata di qualche giorno. Scuote la testa ed infila la mano nella tasca interna della giacca da cui estrae un fascio di fogli ripiegati "Vediamo subito". Il custode apre i fogli e punta il dito su un elenco di nomi scritti a macchina "A quattro...", mormora l'uomo e stavolta si gratta la testa coperta da un basco grigio. Intanto la vecchina scompare dietro una delle curve della strada che procede verso destra infilandosi tra due file di cipressi. "Ah ecco...". L'uomo indica proprio la direzione presa dalla vecchina. "Seguite la strada andando verso destra e girate a sinistra al primo vialetto. E' la terza della terza fila di lapidi. Se non lo trovate, tornate e vi accompagno".
Il custode annuisce quando Aika ripete la strada e le sorride "Esattamente signora". Si toglie il cappello e si esibisce in un inchino d'altri tempi "Buona passeggiata", risponde al ringraziamento della ragazza e torna al suo lavoro non appena i due ragazzi si allontanano, in direzione della strada indicata loro. Per quanto la vecchietta si sia avviata prima dei due ragazzi, questa li precede ancora, svoltando al primo vialetto a sinistra. I due ragazzi la rivedranno poco dopo quando, seguite le indicazioni del custode, si trovano davanti un piccolo appezzamento d'erba con lapidi conficcate ordinatamente dal terreno. La vecchina è china davanti ad una lapide consumata dal tempo, con il braccio allungato a fare ricadere dell'acqua dalla bottiglia in un vaso di ottone annerito in cui sono infilati alcuni fiori... fiori secchi. Crisantemi di cui rimangono petali radi e rinsecchiti e rose che da rosse hanno preso uno spento color porpora. I petali sono arricciati e fissati nell'immobilità della loro morte, ma per la vecchietta sembra normale innaffiarli ancora. La tomba di Joel è di marmo di pessima qualità. Il suo nome è inciso in caratteri neri e la foto è la stessa pubblicata sul giornale che ne annunciava l'omicidio.
La vecchina si prende cura della tomba antica, sotto gli occhi di Aika e Javrier, visibilmente perplesso. Ha innaffiato i fiori secchi e ora spolvera la lapide di pietra consumata dal tempo e dalle intemperie. Non ci sono fotografie, nè scritte nitide che possano dire a chi quella tomba appartenga dalla distanza che separa Aika e Javrier da essa. La voce della giapponesina che parla di legami che superano la distanza del tempo e dello spazio, raggiunge la donna che si volta per un attimo, mostrando il sorriso che aggiunge nuove rughe alla sua pelle che ha già dovuto subire le offese inferte dagli anni, che hanno consumato il suo corpo come la lapide che accarezza con la mano ossuta. I suoi due occhi dovevano essere vivaci un tempo ed i suoi lineamenti gentili. Ora può mostrare solo un occhio grigio e stanco, mentre l'altra iride è appannata dalla cataratta. Non dice nulla, lasciando Aika a stringere la mano di Javrier e la ragazza a parlare con la lapide che spolvera "Ti avevo detto sarei venuta a trovarti...". Queste le parole della giapponesina. "Era ora che lo facessi"... è una voce ben udibile quella alle spalle della giapponesina e del giornalista che la accompagna in quella occasione. Non è nella mente di lei, nè proviene dal mondo dei morti, ma da un ragazzo che tiene la testa coperta dal cappuccio di una felpa grigia e che muove i suoi passi verso di loro, a capo chino.
I due ragazzi sussultano e si fanno seri al sentire una voce maschile rispondere alle parole di Aika, mentre la vecchina si dedica alla tomba che accudisce. Sì, sembra proprio pazza come ha osservato il giornalista, almeno da come si è dedicata all'innaffiatura dei fiori morti. Il ragazzo alle loro spalle si avvicina e solo quando si trova ad un paio di metri da loro alza la testa e mostra il suo viso... quello di Gregory, lo spasimante di Esther. "Sono vero. Sono io.", risponde alle domande di Aika che gli chiede se sia vero e se sia "lui", in rapida successione. Allarga le braccia ed il sorriso, mostrandosi in un abbigliamento semplice. Felpa grigia e jeans consumati e sporchi "Non sono al meglio, ma ti ho aspettato per tanto tempo... anche se in realtà non sono stato materialmente qui per molto". Intanto la pioggia inizia a cadere sul cimitero. E' leggera e rada, ma fredda e bagna la felpa del ragazzo che in alcuni punti appare più scura.
Aika è confusa e ha tante domande a rivolgere al ragazzo "Mi hai aspettato per tanto tempo? Eri tu a... a guidare quella sera... perché sei venuto al B&B? Dove sei stato?" e lui cerca di rispondere ma non ne ha materialmente il tempo. Javrier si avventa su di lui prendendolo di sorpresa. Cerca di placcarlo, cingendogli la vita con le braccia, urlando "BASTARDO! SE NON SEI MORTO LA PRIMA VOLTA TI AMMAZZO IO!". Il ragazzo incappucciato fa per schivarlo e riesce a sfuggirli, ma indietreggiando inciampa in una lapide e finisce a terra anche se non tra le braccia del giornalista che inveisce contro di lui. "NON GUIDAVO IO!" e alza le mani all'altezza del viso anche se rimane sdraiato a terra, inerme "NON SONO STATO IO!", ripete allarmato ed è con concitazione che risponde alle domande della nipponica. "Sono rimasto imprigionato nella stanza! Non riuscivo ad uscire dalla casa! Tu sai quale casa!", si rivolge a Javrier citando la casa "Ci sei stato anche tu! Io ho visto te e tu hai visto me! Non ricordi!?". Si rivolge ancora ad Aika stavolta "Non sono io quello che ha investito il tuo amico e non sono venuto io al B&B! E' stato l'altro... era ossessionato!", parla a raffica e cerca di rimettersi in piedi quando la concitazione passa, sempre guardingo all'indirizzo di Javrier "Sono stato nella casa... e al B&B... un po' in una, un po' nell'altro... poi questo stronzo si è schiantato contro la porta di casa così... ho preso in prestito... non volevo spiegartelo così... tieni fermo il tuo amico!".
Javrier sembra essere sotto shock alle rivelazioni del ragazzo che cita la casa in cui entrambi sono stati prigionieri, guardandosi l'un l'altro. Cosa sia successo al suo interno, è qualcosa che il giornalista inizia a ricordare. "La casa?". Il viso del giornalista sbianca e gli occhi si sbarrano, terrorizzati "No... quella casa non esiste... tu... no... non è vero... non sei vero... quell'incubo... No... quella casa non può esistere... non possiamo essere stati là insieme... sono solo cazzate, tutte cazzate. Non è vero... tu non sei Joel... tu sei la merda che mi ha investito... il resto era un incubo...". Joel guarda Javrier, subito soccorso da Aika che cerca di dargli conforto. "E' tutto vero. E' successo davvero. Rassegnati bello. Hai vissuto neppure la metà del mio incubo." e non lo guarda più, lasciandolo a fare i conti con quella nuova consapevolezza ed è a Aika che rivolge la sua attenzione. Si alza e si spolvera il retro dei vestiti, dando un'occhiata alla vecchina che invece pulisce la lapide consunta come se nulla di quello che accade possa interessarle. "Gregory. Era ossessionato da Esther. Io lo vedevo dalla stanza del B&B, quando passava in macchina o quando scavalcava il recinto per passeggiare in giardino. Era lui, non io... o forse ero io..." sospira affranto e si massaggia le tempie con le dita "E' tutto confuso... i suoi ricordi ed i miei. A volte non ricordo chi sono... Comunque..." alza il viso e cerca lo sguardo di Aika, "Non è stato Joel ad investire il tuo amico e schiantarsi contro la porta. E' stato Gregory. Joel era al piano di sopra. Vegliava su di te perchè era prigioniero. Non poteva fare altro. Poi l'altro ha lasciato libero il corpo e così Joel lo ha preso...". Parla di sè in terza persona, cercando di fare comprendere la situazione ad Aika, anche se lui stesso è confuso. Cerca di avvicinarsi alla giapponesina e prenderle le spalle con le mani "Sono tornato Aika. Io sono Joel, nel corpo di Gregory".
Entrambi i ragazzi appaiono confusi. Aika chiede di quale casa stiano parlando e prosegue verso Joel "Ma io ti ho sognato. Ho parlato con te altre volte... e... cristo, non eri umano". Javrier invita Aika a non ascoltarlo "Quella casa... è l'inferno Aika... non esiste. Non può esistere...". Non sono certo cose facili da accettare e Joel ci mette del suo per complicare le cose, intimando a Javrier di non parlare più della casa, nonostante lui per primo l'abbia nominata. Se Javrier sembra esserne terrorizzato, Joel sembra odiarla profondamente. Il ragazzo stringe delicatamente le spalle di Aika quando ne ha la possibilità e guarda Javrier che si allontana, in cerca della pace di una panchina di marmo che troverà poco distante da loro. Gli occhi azzurri di Gregory tornano sulla nipponica, che guarda intensamente. "Non erano sogni Aika. Era tutto vero. Ero io al telefono. Ero io che infestavo il B&B. Io ho cercato di fare dissanguare il tuo amico... ma era solo un avvertimento, perchè ti stava facendo soffrire...". L'ultima confessione la fa a bassa voce e con voce più alta si rivolge a Javrier. "Scusa eh... a proposito..." e guarda ancora Aika, di cui cerca perennemente lo sguardo con il proprio. "Fidati di me. Ora mi stanno cercando, ma non sono io ad avere fatto quelle cose orribili. Qualcuno in città sa cosa succede, ma non dice niente... io sono colpevole di non essere stato un bravo ragazzo in vita e di avere preso un corpo lasciato incustodito per un attimo... Probabilmente ora Gregory è... lì... ma se lo merita! Avrebbe ucciso Esther e tutti voi se non avessi preso il suo corpo... Capisci Aika? Mi capisci?" e cerca di scuoterla leggermente nell'enfasi del suo giustificarsi. "Io non posso restare a lungo in un posto...", aggiunge quando abbassa le mani lasciandola libera "Mi cercano... devi aiutarmi".
"E per avvertimento lo fai dissanguare. Cristo, Joel.. so badare a me stessa", queste le parole di Aika verso Joel, confusa ed arrabbiata. "Sì... beh... non ero in una situazione comoda... non avevo totalmente il controllo...", balbetta il ragazzo quando Aika gli rimprovera di aver quasi fatto morire Javrier per avvertimento. "Avrei voluto fermarmi prima...". Aika è confusa ed incredula. Si perde nei suoi pensieri ed il contatto con la realtà. E' grazie al leggero scuotimento da parte di Joel che torna a parlare, offrendosi di trovargli un posto dove stare, in cambio di informazioni. Aika vuole sapere. Il ragazzo abbassa le mani e da un'altra occhiata a Javrier, escluso da quella conversazione che tra di loro si fa più fitta. "Ti dirò tutto quello che so, te lo prometto... appena avremo tempo... Andrà bene qualunque cosa e farò qualunque cosa. Hai la mia parola Dove e quando possiamo rivederci?".
Aika prende accordi con Joel per un futuro incontro e la giapponesina prende dalla borsa un foglietto su cui scrive il suo numero di telefono, raccomandandosi di non usare il suo nome. Glielo porge, ma Javrier interviene, alzandosi di scatto ed intercettando il foglietto prima che Joel possa prenderlo. Il foglietto con il numero di telefono di Aika finisce nelle mani del giornalista che si offre di ospitarlo per avere le risposte che entrambi cercano, sapendo che la polizia non cercherà un uomo accusato di tentato omicidio a casa della sua vittima, ma Joel non sembra essere sollevato. Guarda Javrier con astio. Si accordano per ritrovarsi al cimitero qualche ora dopo. Il tempo sufficiente perchè Javrier possa accompagnare Aika al B&B e tornare a prenderlo. Joel troverà rifugio nell'appartamento di Javrier per il tempo concesso al giornalista ed alla giapponesina per avere le risposte che cercano.
Esercizi convenzionati
News di Les Ombres de Bruges del 06/11/2015
L'Amministrazione offre loro (attraverso la Politie a fronte di regolari denunce) un "pacchetto" che comprende un contributo di 200 Euro in contanti e buoni da spendere in esercizi convenzionati (alloggi e generi di prima necessità).
Gli esercizi convenzionati attualmente sono:
- The Nightingale's Nest (B&B);
- La Gourmandise (Bar Pasticceria);
- Amnesia (Coffee Shop);
- Le Tilleul (Erboristeria);
- De Halve Maan (Brasserie);
- Du Phare (Pub).
Altri esercizi interessati ad aderire all'iniziativa, possono contattare l'Amministrazione Comunale.
Inaugurazione coffee shop - Resoconto di Chanel
News di Les Ombres de Bruges del 05/11/2015
Luogo: Coffee Shop
Presenti: Aika, Aibel, Javrier, Micheal, Grace
Master fato: Chanel
Ora inizio/fine: 21.40 - 1.14
Px distribuiti: 30 ad ognuno dei partecipanti
In sintesi:
La serata inaugurale prosegue tranquilla tra i dolcetti preparati dalla pasticceria Gourmandise e le chiacchiere dei clienti mascherati, fino all'arrivo di una inquietante figura, con un annuncio... il Freak Show è in città.
Il premio di 500 Euro per il miglior costume è stato assegnato a Micheal (Fantasma dell'opera), votato dalla maggioranza dei presenti all'evento.
Resoconto
Non sono poche le persone richiamate dalle locandine che annunciano l'inaugurazione in onore della nuova gestione del locale. In fondo è anche un pretesto per sfruttare per un giorno in più il travestimento utilizzato un paio di giorni prima per Halloween. Le maschere che vanno per la maggiore per le donne sembrano essere quelle di donne demoni e vampire tentatrici, che mostrano generosamente curve ed ampie porzioni di pelle abbronzata in netto contrasto con i visi truccati con sfondo bianco su cui risaltano labbra rosse e occhi cerchiati di nero, talvolta accompagnati con intricati arabeschi o ragnatele su guance o fronte. Anche per gli uomini il costume da vampiro sembra essere il più apprezzato ed ostentato, tra abiti eleganti, denti finti e menti solcati da rivoli di sangue che scendono dagli angoli della bocca. Qualcuno invece mostra trucchi e maschere molto più elaborate, sull'onda della moda di The Walking Dead. Qualcuno si attarda all'esterno, concedendosi una sigaretta che si disperde nella nebbia che in questi giorni autunnali è tornata prepotentemente ad attanagliare la città e rendere densa anche l'aria del viottolo su cui si affaccia il locale. Da dietro la porta chiusa si sente il vociare dei clienti all'interno, che sono stati accolta dalla consueta atmosfera esotica, arricchita da decorazioni di Halloween come ragnatele finte e pipistrelli che girano in tondo appesi al soffitto ed una bara posta a lato della porta dell'infermeria. Le decorazioni sono piuttosto grottesche, come la musica che fa da sottofondo alla serata ed al vociare dei clienti.
Colonna sonora: https://www.youtube.com/watch?v=-EZ517Ls_FE
Sul bancone è stato allestito un ricco buffet di dolci, preparati dalla pasticceria La Gourmandise. Tra coloratissimi muffins decorati con cappelli da strega di pan di zucchero, piccole bare ricoperte di cioccolato o anche leggerissime mousse in piccoli bicchierini accompagnate da biscotti che vogliono rappresentare lapidi con la scritta "R.I.P." scritta con gelatina alimentare al cioccolato, ma tanti altri sono i dolciumi messi a disposizione dei clienti che possono dissetarsi con un punch... analcolico, come la maggior parte delle bevande servite, ad eccezione della birra.
Aika è impegnata ad accogliere i clienti, nel suo elaborato costume. L'abito scelto dalla padrona di casa è quello da sposa. Una sposa particolare però, che in pieno stile halloween richiama alla morte: un cadavere sia per il trucco sia per l'intenzione rispetto alla serata a tema. I lunghi capelli neri sono intrecciati a dei gambi di rose senza il fiore, così da formare diverse ciocche piccole che le cadono sul davanti a rendere il viso smunto e allungato, viso coperto dal cerone bianco come tutta la parte del corpo che resta scoperta: gambe, braccia, decolté. Il vestito scivola morbido ad accentuare la forma del corpo, interrompendosi bruscamente all'altezza delle ginocchia "sbucciate" (per effetto del trucco) e segnate da diverse cicatrici. Il sangue è stato ottenuto con succo di mirtillo, mentre i lividi e le colorazioni violacee, sparse un po' ovunque, con ombretti e prodotti di cosmesi dal viola al rosso tenue al marrone scuro. Gli occhi si confondono con il nero della matita, ombre che sfumano fino agli zigomi, dando un'aria ancora più pallida alla ragazza e sull'acconciatura una sorta di velo. Un copricapo in pizzo bianco ricamato con perline chiare disseminate nelle trame di maglia folte e spesse. In una mano tiene un boccale di birra, nell'altra un bouquet di rose appassite e crisantemi freschi, che richiamano il colore del "sangue" pitturato sotto la gola e sul decolleté.
Javrier fa il suo ingresso esordendo con un "Che freddo boia...". Se non avesse scelto un costume acrilico e troppo grande per essere coperto con un cappotto, forse non avrebbe le mani gelate e non sarebbe costretto a sfregarsele sul tessuto argentato del suo travestimento per scaldarle, provocando pure piccole scosse di corrente statica dopo tanti sfregamenti. Ha scelto un costume che rappresenta l'uomo di latta del mago di Oz, lungo, largo e informe, con tanto di orologio da taschino sul pettorale sinistro che con il ticchettio simula il rumore dell'organo mancante al personaggio della favola. Almeno ha un imbuto di alluminio a tenere coperta la testa e coprire i capelli, colorati con uno spray argentato, passato anche su ogni parte del corpo lasciata scoperta dal costume: faccia, collo, mani... Ha attraversato la città in quello stato, nonostante sia passato il tempo di fare "dolcetto o scherzetto" ed è così conciato che procede a zig zag tra le persone che sostano davanti all'ingresso e raggiunge l'entrata. Entra all'interno del coffee shop dove da subito viene catturato dalle decorazioni di Halloween e dalla musichetta a tema, quindi cerca di farsi largo tra i clienti per raggiungere il bancone, guardando tutti e nessuno in particolare.
Anche Aibel si trova nei pressi del bancone dove ha allestito il buffet di dolci e come tutti i presenti alla festa anche lei si è abbigliata scegliendo il suo soggetto preferito, le streghe. Porta un abito nero e rosso con un profondo scollo a barca, colletto alto e maniche in pizzo nero. Al busto, poco sotto al seno, porta un corsetto nero decisamente stretto che sottolinea maggiormente la sua figura esile e le forme. "Strumento del demonio..." sussurra tra sé toccandosi un poco il bacino, dove il corsetto stringe maggiormente. A coprire le gambe c'è una gonna in cotone rosso coprente fin poco sopra le ginocchia e oltre, la gonna procede in pizzo nero. Pizzo anche nelle maniche lunghissime e molto ampie. Le labbra sono tinte da un rossetto rosso scuro. Gli occhi sono invece truccati in maniera semplice con un po' di kajal nero e del mascara nero per volumizzare le ciglia. E' accanto al buffet, ad incoraggiare gli ospiti ad assaggiare i dolci de La Gourmandise.
Grace invece è arrivata già da qualche tempo. Forse è un messaggio quello che vuole lanciare all'ex marito. E' arrivata presto e ha preso posto sul divanetto accanto al bancone, a breve distanza dalla bara che arreda l'ambiente in stile Halloween. Ha ripiegato il cappotto sullo schienale del divano e può mostrarsi con un abito nero ed aderente, lungo fino a qualche centimetro sopra il ginocchio con maniche corte, ma le braccia sono coperte da lunghi guanti neri. Un abbigliamento reso sobrio anche dal cappello ampio con veletta di pizzo che cela in parte il viso ed i capelli raccolti, mentre ai piedi porta un paio di decolletè nere con tacco alto. Il trucco sul viso è piuttosto pesante sulle palpebre, coperte con un ombretto nero, mentre gli occhi sono circondati da un eye-liner dello stesso colore. Sulle labbra, un rossetto rosso fuoco, toglie sobrietà al suo travestimento che vuole rappresentare una donna in lutto... una vedova per l'esattezza. Si è già servita di un po' di punch che ora rimane in un bicchiere di plastica abbandonato sul tavolino di vetro davanti a sé. Tiene le gambe accavallate e lo sguardo che vaga sulle varie maschere.
Arriva con calma Micheal, godendosi la serata nebbiosa che ai suoi occhi sembra aver dato quel tocco di atmosfera in più ad una festa dedicata alla notte di Samhain. L'americano per quanto già molto avvezzo alle tradizioni di Halloween d'oltreoceano, ha potuto gustare ormai da qualche giorno il sapore della tradizione del tutto diversa qui in Europa. Il taxi ha già condotto Micheal dinanzi al locale, non c'è voluto molto perchè chi intende partecipare si ripari al suo interno...un rapido sguardo tutt'intorno, e poi via a sparire tra le mura calde del coffee shop. Micheal sembra conoscere già il luogo quindi può gustarsi ancor più i cambiamenti fatti per l'occasione, divertendosi a scovare ogni minimo particolare che risalta al suo occhio attento...il vestito scelto dall'americano è palesemente ispirato al fantasma dell'opera, abiti classici di chiara ispirazione vittoriana con panciotto color ocra ricamato sull'addome a coprire una camicia bianca, un soprabito scuro più pesante a proteggerlo dal freddo, ed ovviamente l'immancabile maschera bianca che copre l'occhio destro, parte della guancia e della fronte, contornata da un trucco simil cicatrice. Il costume di Micheal è reso più particolare anche da una lentina totalmente bianca che rende vuoto l'occhio destro del fantasma, proprio per dargli un aspetto più spettrale...
A prima vista potrebbe sembrare una bambina quella che si aggira tra gli ospiti del coffee shop, ma i tatuaggi sugli avambracci e le forme sul seno tradiscono la raggiunta maturità di quel corpo minuto, strizzato in un corpetto ed in una gonna aderente che cela le corte gambe. I capelli sono tinti con tonalità dal verde al giallo, dall'azzurro al viola ed il trucco attorno agli occhi è piuttosto pesante, con cangianti colori pastello. Come tanti altri, si aggira per il coffee shop, ma con qualche difficoltà in più. Non riuscendo ad arrivare al buffet per servirsi da sola, lo aggira. Spesso è costretta a chiedere a qualcuno di prenderle qualcosa da mangiare in queste occasioni, come si può facilmente intuire ed è a Aibel che tira la gonna di pizzo. " Scusami, gambe lunghe non è che mi allunghi un muffin? Sto morendo di fame". Sbatacchia le ciglia la piccola donna, mostra un ampio sorriso all'indirizzo della pasticcera ed allunga la mano con il palmo rivolto verso l'alto, piegando le dita un paio di volte ad invitarla a fare in fretta.
Aibel saluta la ragazza che le ha chiesto un muffin, indugiando qualche istante per precisare che il buffet offre più che altro cupcakes, con meravigliose decorazioni "Purtroppo non abbiamo veri e propri muffin ma abbiamo un sacco di cupcake, ti vanno bene lo stesso? Alla crema, alla zucca o al cioccolato con sopra streghe, fantasmi, ragni... dimmi tu come lo preferisci e te lo allungo immediatamente", ma quello zelo da parte della professionale pasticcera non sembra essere gradito alla piccola ragazza che solo dopo si ricorda di salutare ed aggrotta le sopracciglia alla sua precisazione "Quello che è... ma... mi hai preso per una bambina forse? Pensi che mi importi se sul cupcoso c'è una zucca, un ragno o un fantasma?". Tiene la mano rivolta verso l'alto ed ancora muove le dita, impaziente. Inspira profondamente e sbuffa. Chiude gli occhi e dopo l'attimo di ostilità aperta verso Aibel, le mostra un sorriso quando le palpebre si sollevano nuovamente. "Scusa... Ho sentito che i dolcetti della nuova pasticceria sono buonissimi, quindi dammi tu quello che preferisci.". I lineamenti sono leggermente più distesi quando si rivolge a lei, ma qualcuno la chiama. "Miriam? Allora? Ci muoviamo?" è un'altra ragazza di bassissima statura, avvolta in un lungo mantello bianco che la copre fino alle caviglie a richiamare l'attenzione della cangiante cacciatrice di dolci "Vabbè... devo andare... Come si dice? Dolcetto o scherzetto? Ti devo uno scherzetto!". Sbuffa la ragazza e senza attendere repliche da parte di Aibel, aggira il bancone ed inizia a muoversi verso l'amica, facendosi largo anche mulinando le braccia, rischiando di colpire Micheal lungo il percorso.
Sia il fantasma dell'opera che la ex moglie, Grace, vestita da vedova, sono costretti a fermarsi e lasciare passare la ragazza.
La serata procede tranquilla, tra battute provocatorie degli astanti che si sono radunati al buffet. Qualcuno commenta la piccola ragazza ed i suoi modi un po' strani oltre che arroganti, finchè qualcosa non cambia, senza un motivo apparente... all'inizio è solo la musica. Non è più quella piuttosto allegra che ha accompagnato la serata fino ad allora, in un sottofondo non invadente che lasciasse a tutti la possibilità di parlare tranquillamente. E' la melodia di un carillon quello che risuona come amplificato da casse di risonanza celate chissà dove e sulla sala principale cala lentamente il silenzio.
Carillon https://www.youtube.com/watch?v=B39S3vUmalA
La musica è troppo alta per parlare senza dover urlare per sovrastarla. Dalla strada si sentono chiare e forti le risate di un gruppetto di ragazzi che si può notare avvolto nella nebbia dalle finestre che danno sul viottolo, poi il silenzio anche da lì. Tutte le sagome che si possono vedere all'esterno sono di persone ormai immobili e silenziose, rivolte verso la porta di ingresso del coffee shop che ad un tratto si apre lentamente. La nebbia sembra riuscire ad insinuarsi nella grande sala dalla fessura che si apre insieme all'uscio, ed una piccola figura avvolta in un mantello bianco ed incappucciata fa il suo ingresso insieme ad essa, a capo chino. Le punte dei piccoli piedi che sembrano nudi, spuntano da sotto il mantello ad ogni passo. A giudicare dall'altezza e dall'abbigliamento, potrebbe essere l'amica della nanetta con disturbi della personalità, che dopo aver alternato gentilezza ed arroganza se n'è andata promettendo uno scherzetto ad Aibel. E' proprio verso il buffet che cammina, con le mani strette su un carillon, con il coperchio aperto da cui sembra provenire quella musica capace di zittire gran parte degli ospiti.
Javrier non scambia più battute al vetriolo con Aibel e Grace, Aika si irrigisce alla vista della piccola figura ed anche Micheal rivolge lo sguardo verso di lei, con curiosità.
Pare che la piccola figura ammantata catalizzi su di sè lo sguardo di tutti i presenti. La donnina raggiunge il bancone, dove ferma il suo passo ed alza il viso verso i presenti. Tutti potranno vedere che si tratta semplicemente dell'amica della nanetta arrogante, tornata per chissà quale motivo, ma solo Grace [grazie ad un tiro di dado fortunato, mentre gli altri hanno fatto pena] potrà vedere dalle sue labbra minuscole, il respiro condensarsi in un soffio di volute bianche, simili a nebbia, come se la donna si trovasse in realtà all'esterno e non nel confortevole tepore della sala principale del coffee shop. La ragazza a tutti potrebbe sembrare molto più pallida rispetto a qualche tempo prima ed i suoi occhi vivaci apparire spenti, vuoti, fissati in particolare su Grace. Non c'è nessuna traccia invece di Miriam, la nanetta con i capelli variopinti tanto simpatica ad Aibel... La ragazza lascia il carrillon, che regge solo nella mano sinistra mentre infila la destra sotto il mantello, alla ricerca di qualcosa all'altezza del petto. Estrae la mano stretta attorno a dei depliant in bianco e nero che annunciano un nuovo evento... "Il Freak Show è in città... venite a trovarci...". Detto questo la ragazza si alza sulla punta dei piedi e si allunga per quanto può, fino a lasciare i depliant sul bancone, quindi si gira e fa per allontanarsi da dove è venuta e se non sarà fermata da nessuno, lascerà la sala insieme a quella musica inquietante.
Tutti si rilassano dopo quella breve incursione promozionale. Per un attimo qualcuno è impallidito, ma quando se ne va, in molti si ripromettono di andare a vedere il freak show, che presto aprirà i battenti nella capitale delle Fiandre.
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