News e Annunci Les Ombres de Bruges
Riepilogo interventi fato, mese di Ottobre 2015
News di Les Ombres de Bruges del 04/11/2015
La prigione di Javrier #4, Master Chanel (03.10.2015)
Johan e i Mecenati, Master Chanel (03.10.2015)
La prigione di Javrier #5, Master Chanel (05.10.2015)
Aibel rileva La Gourmandise, Master Esther (06.10.2015)
Corso di pronto soccorso, Master Esther (07.10.2015)
La improvvisata cartomante, Master Destino (13.10.2015)
Un nuovo incarico per Aika, Master Chanel (19.10.2015)
Esther
Totale masterate: n. 2
Totale da inizio incarico Master: n. 16
Chanel
Totale masterate = n. 5
Totale da inizio incarico Master: n. 49
Destino (fatini)
Totale masterate = n. 1
Precisazione sulla documentazione
News di Les Ombres de Bruges del 03/11/2015
Non è quindi possibile la riproduzione (neppure parziale) di testi ed immagini senza il nostro consenso, che può essere richiesto esclusivamente contattando la gestione all'indirizzo e-mail collegato al gioco: [email protected]
Inaugurazione coffee shop
News di Les Ombres de Bruges del 01/11/2015
L'evento, in collaborazione con La Gourmandise, prevede un ricco buffet a tema Halloween ed un premio alla maschera più bella, ma non solo... in perfetto stile Bruges.
Halloween... lo facciamo fuori
News di Les Ombres de Bruges del 30/10/2015
I festeggiamenti in land sono rimandati a Lunedì 2 Novembre, giorno dei morti.
Il coffee shop festeggia la nuova gestione, in collaborazione con la pasticceria La Gourmandise, che offrirà un ricco buffet a tema.
E' previsto un concorso per la maschera più bella, con in palio 500 Euro al vincitore, ma non solo...
Come recita lo slogan "Occhi storti, denti marci, vestitevi e venite a trovarci".
Nuove opportunità a Bruges
News di Les Ombres de Bruges del 26/10/2015
Il Coffee Shop Amnesia è ormai una realtà, come riportato nell'intervista alla nuova proprietaria, Aika Haruko, del neo promosso redattore del MetroBruges, Javrier Dukas. La Gourmandise ha riaperto sotto la guida di Aibel.
Il MetroBruges è alla ricerca di giornalisti, a cui vengono offerti svariati spunti di gioco.
Chi verrà scelto per questo incarico avrà il compito di investigare sulle notizie d'agenzia per approfondirle, riportare i fatti salienti che si verificano in città, raccogliere pareri e testimonianze dei cittadini che ricoprono cariche all'interno di essa o meno (tramite interviste o sondaggi), cercare inserzionisti tra le attività commerciali ed esercizi, ed in ultimo scrivere o cercare articoli di vario tipo (cronaca, salute, benessere, cucina, ecc.).
Il MetroBruges esce una volta ogni due settimane in versione cartacea (bacheca on game) e web (sito esterno http://metrobruges.altervista.org) e raccoglie articoli di vario tipo, anche in collaborazione con i cittadini.
Anche la Politie Brugge e l'Hospitaal cercano agenti, investigatori, personale medico ed infermieristico.
La Mano Nera intanto continua a muoversi, allungando le sue dita su alcune attività aperte ed ampliando il proprio giro di artefatti.
I tre rubati in casa di un noto collezionista, potrebbero essere messi presto all'asta.
Anche le fazioni sono pronte a darsi battaglia.
Non mancano poi attività in cerca di qualcuno che possa gestirle (casinò, night club, brasserie e locali di vario genere).
Grimorio
News di Les Ombres de Bruges del 22/10/2015
I rituali hanno lo scopo di richiamare le Ombre che popolano la dimensione onirica, indurre un sonno cosciente in qualsiasi individuo perchè possa riferire in tempo reale visioni o sogni, effettuare scambi di coscienza tra individui (consenzienti o meno) ed un'Ombra che prenderà il controllo del corpo lasciato "libero", viaggiare nel tempo.
Nuova licenza: Coffee Shop
News di Les Ombres de Bruges del 20/10/2015
D'ora in poi sarà possibile acquistare da Aika (esclusivamente on game, giocando nella chat preposta) droghe leggere in dosi da uno o cinque grammi, da consumare in loco o nella propria abitazione (seguendo il regolamento droghe presente nel manuale).
La ManoNera si allunga sul Coffee Shop - Resoconto
News di Les Ombres de Bruges del 19/10/2015
Luogo: Bettola
Presenti: Aika
Master fato: Chanel
Ora inizio/fine: 1.20 - 12.28
Px distribuiti: 15
In sintesi:
Aika riceve da Robert l'incarico di gestire il coffee shop, nonostante i tanti dubbi del Vice della Mano Nera nei confronti della ragazza.
Resoconto estemporanea
La nebbia è tornata a farla da padrone nella capitale delle Fiandre entrata in pieno autunno, che la vede svuotata di turisti e restituita ai suoi cittadini. Pochi di questi si aggirano nel quartiere in cui si trova la bettola, quello dove la delinquenza si muove indisturbata confondendosi tra i pacifici abitanti e dove ha il suo quartier generale, un bar fatiscente e sudicio, la cui entrata è sovrastata da un cartello con il nome del locale annerito dal legno dell'insegna, accuratamente nascosto con una bruciatura. Il segnale è chiaro: lì non c'è più alcun esercizio e se c'è, gli avventori non abituali non sono i benvenuti. Dall'entrata che si affaccia su uno dei vicoli, tanto bassa tanto da costringere a chinarsi per percorrerne i primi gradini, una scala di pietra porta coloro che la scendono in una cantina antica, umida, con volte di pietra a sorreggere ed adornare il soffitto. L'arredamento è di legno. Sui tavoli e sul bancone sono spesso visibili i cerchi lasciati dai bicchieri che quasi brillano quando colpiti dalla luce soffusa... cerchi sul cui la pelle ed i vestiti si attaccano per via dello zucchero contenuto nelle bevande contenute nei recipienti di vetro, opachi e sporchi anch'essi. Nascosto tra oggetti ornamentali antichi come paioli o attrezzi da lavoro in ferro battuto, si può scorgere il lampeggiare dei led rossi di alcune telecamere, puntate verso l'entrata, il bancone ed alcuni tavoli. Sulla porta del bagno, un foglio di carta, anch'esso macchiato e sporco, avvisa i clienti che la direzione non si assume responsabilità per eventuali malattie contratte a causa dell'uso dei servizi igienici a loro disposizione. Uno dei tavoli è occupato da Red, un ragazzo rosso che al momento ha i piedi incrociati sul tavolo e si dondola sulla sedia, giochicchiando con un coltello a scatto che si diverte ad aprire e richiudere. La porta del magazzino si apre e compare Robert, vestito di un completo grigio elegante con tanto di cravatta di seta scura e camicia bianca. Ha l'indice infilato in nell'anello che tiene unito un mazzo di chiavi, che fa ruotare all'altezza del viso. Si richiude la porta alle spalle e si dirige verso il bancone, dove va a prendere posto.
Aika è già nel locale. A tempo perso e per mantenere i contatti con Robert, la giapponesina si ritrova spesso dietro il bancone della Bettola, con lo scopo di servire i pochissimi clienti presenti. Trattandosi di un postaccio, generalmente non c'è grande affluenza, vuoi perché i cittadini per bene di Bruges non lo frequentano, vuoi perché non è semplice averci accesso senza che ci siano degli "interessi" di fondo dietro ogni frequentazione presente. Per quanto il posto sia sudicio lei all'igiene ci tiene e si tiene occupata lavando accuratamente un paio di bicchieri, di quelli piccoli usati per liquori o altri distillati. Sospira vistosamente, i tratti del viso non sono affatto rilassati e si mordicchia con costanza il labbro inferiore. Nel momento in cui Robert fa la sua comparsa dal magazzino, si limita a fissarlo, stando in assoluto silenzio fino a quando lui non prenderà posto in uno sgabello del bancone. "Mi dispiace". Il riferimento è ovvio.
Robert si è seduto sul suo sgabello, distante qualche metro da Aika, senza dire una parola, neppure quando la giapponesina gli parla, esprimendo il suo dispiacere per quanto successo durante il loro ultimo incontro. Deve inspirare profondamente prima di riuscire a modulare la voce per rispondere. "Ho ricevuto una telefonata dai Sapienti. Quel coglione dell'Usciere ha detto che NOI vogliamo rivedere gli accordi. Anche lui non ha capito un cazzo. Ha pensato che non lo volessimo tra i piedi e di non dover fare il colpo con te... oppure ha provato a cambiare le carte in tavola per conto suo, come hai fatto tu. ". Robert fa ruotare ancora un paio di volte le chiavi prima di afferrarle, chiudendole nel pugno. "Fatto sta che c'è mancato poco che finissimo nei casini veri. Adesso invece nei casini ci siete solo voi due". Appoggia le chiavi sul bancone e le spinge verso la ragazza, in modo che scivolino di fronte a lei. "Come promesso. Le chiavi del Coffee Shop. Se fai un'altra cazzata sei fuori... e fuori, non significa... " e per la prima volta da quando è arrivato, guarda Aika negli occhi, riservandole uno sguardo duro ed apertamente ostile "arrivederci e grazie".
Le parole di Robert non sono rincuoranti per Aika, sia dal punto di vista della sorte della giapponesina in caso di ulteriori errori, sia perché l'uomo con cui ha avuto l'incontro, l'Usciere, ha capito praticamente nulla. Abbassa lo sguardo subito dopo, andando poi a chiudere il rubinetto per appoggiare i bicchieri sul ripiano e farli sgocciolare. "Credevo di essere stata chiara su quel punto e sulla sua presenza, hai sentito anche tu le istruzioni", certo, oltre le telecamere c'erano anche gli auricolari che permettevano alla ragazza di sentire la voce di Robert per seguire possibili istruzioni. Gli occhi si spostano sul mazzo di chiavi e timidamente allunga la mano per prenderle e metterle in tasca. "Ieri sono passata all'erboristeria. Ho dato un'occhiata veloce perché qui a Bruges vogliono tutti socializzare e non volevo destare sospetti.. Non mi pare di aver visto sistemi di sicurezza simili alla Villa del Vecchio.. Ma non ne sono sicura, dovrò riandarci a breve... Quindi, l'Usciere verrà con me? E riguardo al locale? Cosa vuoi che faccia?".
Lo sguardo di Robert si fa ancora più severo se possibile quando Aika ribatte a proposito della sua chiarezza sul fatto che l'Usciere avrebbe dovuto andare con lei. "Se avessi fatto tutto come ti era stato detto, ora sarebbe nei guai solo lui." L'irritazione del Vice della Mano Nera si sfoga nella voce e con la mano aperta battuta sulla superficie del bancone. Il "click" ritmico fino ad allora della apertura del coltello a scatto di Red si ferma. Il rosso guarda verso Robert e Aika, puntando lo sguardo prima allarmato e poi beffardo sulla giapponesina. "Non cercare giustificazioni", aggiunge Robert con voce più bassa, poi ascolta quanto ha da dire la ragazza sul luogo del prossimo colpo, apparentemente disinteressato, ma rispondendo a tono "Ovvio che non ci siano telecamere. E' una stupida erboristeria.". Si appoggia con il braccio sinistro piegato sul bancone e la mano destra sfrega contro la coscia destra. Lo sguardo che rivolge a Aika quando gli chiede se l'Usciere andrà con lei a fare il colpo, è incredulo... "Ancora me lo chiedi? Parliamo la stessa lingua noi due?" e scuote la testa. La tensione è sempre più visibile sul volto del Vice. La mascella pulsa ritmicamente e gli occhi sono stretti su di lei. "GLI..." pronuncia ogni parola a seguire con voce alta ed una pausa tra l'una e l'altra "ACCORDI... NON... SI... CAMBIANO" e sono due stavolta le mani che battono sul bancone. Si alza e si mette di fronte alla ragazza così da essere certo di avere la sua attenzione e che le sue parole risultino chiare. "Per il locale, secondo te cosa vuoi che faccia? Gestiscilo. Accogli i clienti, tienilo pulito, fai scorte di magazzino, fai pubblicità... fallo rendere."
"Ok", è l'unica parola pronunciata da Aika con tono sommesso e con essa risponde a tutto quello che Robert enuncia. "Gli accordi non si cambiano", ripete come a volerselo fissare nella mente. L'atteggiamento dell'uomo non l'aiuta a rilassarsi, la mano stropiccia nervosamente il tessuto dei jeans e per tutto il tempo evita il suo sguardo. Un atteggiamento decisamente di "sottomissione", di conoscenza del proprio ruolo e di quello di Robert. Segnali che si intuiscono con il linguaggio del corpo. Sobbalza per ben due volte alle mani sbattute sul banco. "Si potrebbe inaugurare... Non so, una festa, una cazzata mondana per attirare clientela. C'è di buono che è tutto in regola, probabilmente la polizia lascerà perdere controlli approfonditi, se mi muovo bene...". Lo mette al corrente, ma ragiona ancora una volta a voce alta proprio per riordinare le idee.
Il discorso su quanto accaduto con i Sapienti viene archiviato da Aika ed anche Robert che non vede l'ora di chiuderlo. E' fonte di dubbi e di irritazione profonda nell'uomo che per tutto il tempo di quella conversazione ha guardato la giapponesina con ostilità. Si è alzato, l'ha fronteggiata e quando lei parla di una inaugurazione, lui annuisce. "Sono d'accordo. Fallo. Fai andare bene gli affari lì, porta a termine il colpo con i Sapienti e forse dimenticherò quella schifosa sera, ma non ti illudere. Se i poliziotti non sono deficienti, ti faranno domande sulla provenienza della droga. Faremo in modo di fare sembrare tutto regolare... ". E' pronto al congedo quando Ike spunta dal magazzino, richiamando la sua attenzione ed invitandolo a seguirlo. "Ho lasciato a metà una partita a poker e sto anche perdendo. Vai al coffee shop oggi e guardati in giro. E' ancora aperto con i dipendenti del comune. Fossi in te non li licenzierei così da dare una parvenza di legalità alla cosa, ma li terrei lontani dagli affari veri...". Dopo quel suggerimento si congeda, senza salutare nè Aika nè Red e tornando al suo svago nel retro della bettola, lasciando Aika a sbrigare le sue piccole faccende, al termine delle quali la giapponesina si recherà al coffee shop, non come cliente.
Cartomante improvvisata - Resoconto Estemporanea
News di Les Ombres de Bruges del 18/10/2015
Luogo: Viale - Gioielleria
Presenti: Erin, Esther
Master fato: Destino
Ora inizio/fine: 15.57 - 19.20
Px distribuiti: 15
In sintesi:
Erin e Esther vengono trascinate all’interno di una gioielleria da una strana donna che finisce per leggergli le carte e regalargli degli amuleti
Siamo nel cuore della città, il Viale. La giornata è particolarmente uggiosa, nebbiosa, buia. Ma i cittadini sembrano abituati a questo genere di clima, tant'è che questo centro commerciale all’aperto è decisamente caotico nonostante tutto. Si possono incontrare gruppi di turisti fermi in qualche negozio che vende prodotti caratteristici e gente del posto apprestarsi a fare spese di ogni genere. Lungo di esso, è possibile anche imbattersi in ragazzini di all’incirca diciotto, vent' anni intenti a distribuire volantini per uno o più degli esercizi commerciali, invitando - a volte anche insistentemente - i malcapitati ad avvicinarsi alle vetrine se non addirittura convincerli ad entrare. La giornata sta scorrendo nella norma, tranquilla e senza particolari turbamenti.
Erin e Esther passeggiano tranquille, una facendo lo slalom tra quei ragazzi che la importunano con i volantini, l’altra facendo spesse e assecondando quest’ ultimi, prendendo ogni singolo pezzetto di carta che le porgono.
Ogni tanto il sole riesce a fare capolino tra le nuvole. Ma è solo per qualche istante e comunque non riesce a scaldare la giornata, che resta per l’appunto particolarmente buia e fredda, visto che la temperatura si aggira attorno ai cinque gradi. Le nuvole tra l’altro sembrano particolarmente minacciose - senza ancora però neanche una goccia di pioggia - ma alcuni turisti sembrano intenzionati a battere in ritirata.
Entrambe le donne si trovano a camminare lungo lo stesso tratto di strada, seguendo lo stesso tragitto, nella stessa direzione. Tra i negozi lungo il Viale c’è anche una piccola Gioielleria, che ha pensato di attrarre i suoi clienti con una donna particolarmente ‘’vistosa’’. Occhi segnati da un trucco pesante, labbra piene e carnose che sembrano rifatte. Cicciottella, col volto tirato e uno strano turbante in testa. Lunghe unghie smaltate di nero, sopracciglia tatuate e un vestiario che di certo non passa inosservato: dei pantaloni neri, scarpe con la zeppa e maglietta nera con sopra un copri spalle leopardato. Anelli, collane, bracciali e orecchini decisamente vistosi appesantiscono ancor di più quella figura.
E’ proprio alle due donne, che cercherà di convincere ad entrare nella sua Gioielleria. Le avvicinerà, per l’appunto. E, sempre a loro, chiederà di entrare a dare un’occhiata.
La Gioielliera è entusiasta di essere riuscita a fermare entrambe. E di certo mantiene viva la loro attenzione, dispensando consigli e appunti decisamente non richiesti. Ad Erin, ad esempio, suggerisce di mettersi dei gioielli poiché impreziosiscono la figura, donano quel tocco di luce che attira l’attenzione degli uomini. Oltretutto starebbero benissimo col suo bel visino.
La donna tocca la guancia di Erin, colta alla sprovvista da quella carezza con quelle unghie decisamente affilate e - addirittura - terrificanti. Consiglia alle ragazze di entrare per dare un’occhiata all’interno, con gesti plateali che riprendono esattamente l’estrosità del suo abbigliamento e della sua figura in sé. Come incentivo, alle due dice che per loro avrà un occhio di riguardo. Spiega inoltre alle due che quella è la sua Gioielleria e anche di suo figlio. All’interno, la Gioielleria appare come un luogo altrettanto estroso, con vetrine che espongono gioielli, mobili in legno che si direbbero antichi, affiancati ad altri estremamente moderni, laccati e di colore rosso. Un pungo nell’occhio insomma. Il figlio della donna è impacciato e decisamente meno estroverso della madre.
Entrambe le donne non sembrano avere l’intenzione di acquistare qualcosa e non riescono a non far caso al cattivo gusto nell’arredamento del locale commerciale.
Il povero figlio, sembra imbarazzato dalla figura ingombrante della madre. Tanto che tenterebbe quasi di sgattaiolare sul retro, ma viene immediatamente fermato dalla donna che gli intima di rimanere e di mostrare alle povere malcapitate, i pezzi forti della Gioielleria. In quest’ultima, il pezzo forte non sarebbero propriamente i gioielli, ma il dolce odore di quello che sembrerebbe incenso. Una fragranza gradevole e rilassante, che farebbe tornare la voglia di rimanere là dentro. Il vero colpo di ‘’fortuna’’, se così può definirsi, le due donne ce l’hanno grazie a Erin che se ne esce fuori con un’idea di compra-vendita di gioielli, sostenendo di avere un sacco di gingilli da poterle portare.
La donna cicciottella, dapprima prende male quella strana proposta, per poi gioire definendola un’idea incredibile. Tanto che allarga le braccia e le corre incontro, travolgendola totalmente con la sua ‘’fisicità’’ pronunciata. Rischierebbe quasi di soffocarla, ma fortunatamente, si stacca proprio nel momento giusto per farle riprendere il respiro. Anche ad Esther rivolgerebbe un ampio sorriso, quasi di ringraziamento.
Intanto, il povero figliolo, mette sul bancone una serie di orecchini e bracciali; al contrario della madre che probabilmente avrebbe mostrato altro, lui mette in mostra gioielli decisamente fini e delicati, particolarmente femminili e graziosi. Nahila - questo il nome della Gioielliera - nel frattempo si allontana, raggiungendo il bancone, andando a prendere una scatola di pelle.
Esther viene completamente rapita dall’odore che emana l’incenso nel negozio, e addirittura chiede cosa sia al figlio che risponde balbettando - visibilmente imbarazzato - che si tratta di un incenso particolare usato dalla madre.
La scatola che apre la donna, contiene degli strani amuleti e un paio di carte. Carte di quelle che solitamente si vedono dalle cartomanti intente a leggere il presente e a predire il futuro. Accanto alle carte per l’appunto vi sono degli strani amuleti, gioielli decisamente poco ‘’noti’’ e dalle forme più variegate. La donna, tratta questa scatola con estrema delicatezza, lasciando intuire che quest’ultima sia dannatamente preziosa per lei. Scaccia con un gesto il figlio, che si dirige alla cassa rassegnato, sedendosi sullo sgabello e standosene zitto senza emettere un fiato. La cassa si trova poco distante dal bancone dove la donna espone i gioielli. Dopo che la donna ha rivelato il suo nome alle due, infila le mani cicciottelle nella scatola di pelle, mentre - vista l’iniziale diffidenza di Erin - la incita ad avvicinarsi e a non avere paura.
L'idea di Erin, accolta con entusiasmo dalla Gioielliera che sostiene che ciò le darà la possibilità di far aumentare le vendite e quindi incrementare i profitti, fa si che quest’ultima decida di fare un regalo alle due.
Nahila comincia a mischiare le carte comunicando alle ragazze che dovranno scegliere una dal mazzo e in base a questa, regalerà loro un amuleto sostenendo che: ''il male è ovunque. E voi due povere ragazze indifese, dovete avere gli strumenti giusti per difendervi dalle insidie dei nostri giorni.’'
Le carte vengono sparse sul bancone, e le donna vengono invitate a scegliere ognuno la propria.. L’odore di incenso ora sembra farsi addirittura più forte, intenso, tanto da inondare completamente le due ragazze, che avranno l’impulso - almeno all’inizio - di sottostare al gioco di Nahila.
Malgrado la diffidenza iniziale, Erin viene convinta sia da Esther che dalla donna ad avvicinarsi. Alla fine è proprio lei, la meno superstiziosa, a pescare la carta per prima [Tiro del dado: 18:28 A Erin esce 1 su 22 ; carta = il Matto].
Esther addirittura si presenta, nonostante le parole sul male di Nahila la facciano rabbrividire. Poi, anche lei estrae la sua carta [Tiro del dado: 18:35 A Esther esce 15 su 22 : carta = L'Angelo].
La Gioielliera si fa dare le carte prima che queste possano osservarne la figura disegnata sopra. E comunica, prima ad Erin, l’esito espresso da essa, con l’espressione seria e decisamente più professionale di quanto potesse sembrare come semplice Gioielliera.
‘' Il Matto invita le persone ad affrontare la vita con leggerezza, ad essere spontanee e ad affrontare le cose così come vengono, senza paura di quello che accadrà. Se una persona è animata dalle giuste intenzioni allora non potrà fallire e non le potrà accadere nulla in male. È un invito a non curarsi di ciò che pensa la gente a fare quello che si vuole senza avere paura del giudizio degli altri. Ma ha anche un significato negativo.. Il matto potrebbe anche indicare un momento di insicurezza, depressione ad una vera e propria crisi esistenziale che non porterà a risultati buoni ma solo ad incertezze.’'
‘' L'angelo rappresenta una riflessione che può portare ad avere prudenza. Rappresentare la dolcezza, che è indispensabile per affrontare le sfide della vita. La forza brutale non è necessaria, anzi può essere di ostacolo. Ma può significare anche una mancanza di armonia ed equilibro, necessarie per affrontare la vita e tutte le sfide che essa ci propone.’'
Nahima ripone entrambe le carte nel mazzo, andando successivamente a cercare nella scatola entrambi gli amuleti da consegnare alle due. Non sembra particolarmente efferata su questo però, dimostrandosi quasi goffa.
Intanto, le donne concordano sul fatto che le carte ci abbiano effettivamente azzeccato con loro, scambiandosi previ sussurri sull’argomento.
La Gioielliera invece è quasi sul punto di perdere la calma, nella disperata ricerca degli amuleti giusti. Si ferma soltanto di tanto in tanto, giusto per fare poca confusione e origliare quanto le due donne si sussurrano. Alla fine, si decide estraendo due piccoli braccialetti. Porge un braccialetto a Erin, con un piccolo pendente a forma di Gatto. Verso entrambe si raccomanda di portarli sempre con sé e di custodirli come un prezioso regalo. E poi porge uno stesso braccialetto a Esther con un diverso pendente. Il suo raffigura l’occhio di Horus. Subito dopo decide di congedarsi, afferrando quella scatola e portandola con sé nel retro bottega. Ovviamente, prima, si congeda verso le due. Il figlio, visibilmente in imbarazzo, rimarrebbe immobile al di la del bancone. Quello che le donne non sanno è che gli amuleti consegnategli dalla donna, non hanno nessun effetto rispetto alle carte pescate. Il loro significato è infatti completamente diverso. Il gatto, è lo spirito protettore della casa e della famiglia. L’occhio di Horus, è un potente amuleto contro l’invidia, la sfortuna.. Di certo, le due donne non risolveranno i loro problemi con l’amuleto ma saranno tranquille per un po’ almeno in un altro ambito.
Licenza La Gourmandise - Resoconto di Esther
News di Les Ombres de Bruges del 14/10/2015
Chat : Viale
Master Fato: Esther
Punti esperienza distribuiti: 20 px
Ora inizio: 21.50
Ora fine: 00.47
Partecipanti:
Aibel
In sintesi:
Un’impiegata comunale porta Aibel a vedere i locali de La Gourmandise e le fa firmare i documenti per ottenerne la licenza. C’è qualche inquietante momento, che si rivelerà in tutta la sua natura solo nelle giornate successive.
È stata una giornata uggiosa, anche se non particolarmente fredda, a Bruges quest'oggi. La Steenstraat è animata e vivace come sempre grazie alle numerose attività commerciali e ai locali che spesso organizzano eventi. Ci troviamo proprio all'imbocco della via, il numero due si trova a pochi metri dalla piazza del Markt e per questo si trova spesso al centro della confusione. Confusione che, in questo esatto momento, sta andando a scemare, vista l'ora. Una piccola donna sta attendendo paziente fuori dalle porte chiuse de La Gourmandise. Piccola in tutti i sensi, ha un musetto da topo con un sorriso gentile, montato su un corpicino rotondetto, ma ben fatto. Indossa un tailleur dal taglio classico, forse anche troppo classico vista l'età non avanzata della donna, color ciliegia, con le scarpe in tinta. I capelli lunghi, biondo ramato, sono raccolti in uno chignon sulla cima della nuca e il trucco è presente, anche se non eccessivo. Una borsetta di pelle lucida nera le penzola dalla spalla e in mano porta una grossa cartella di plastica da ufficio. Si guarda attorno ad intervalli regolari. È l'impiegata del comune che ha un appuntamento con Aibel per quella sera.
La passeggiata dell'irlandese per la Steenstraat potrebbe sembrare semplice e tranquilla ad un occhio esterno ma almeno per stasera invece ha un vero e proprio obiettivo. La donna si dirige verso la Gourmandise, ormai a pochi passi da lei, per firmare il contratto per poter finalmente prendere possesso di quell'attività. Ne aveva parlato con Esther, che le aveva messo la pulce nell'orecchio e dopo aver preso le dovute informazioni finalmente ha ottenuto l'appuntamento per firmare le carte. Chissà che finalmente non possa iniziare a sentirsi veramente parte della città, prima con l'entrata nel B&B e poi dopo aver trovato un lavoro in città. Sta di fatto che si sta dirigendo proprio lì vestita di tutto punto. A grandi passi si dirige verso la Gourmandise ma ne rimane fuori, attendendo la persona che dovrebbe aiutarla in questo caso.
La piccola donna, nel via vai, non nota subito la splendida figura di Aibel che si staglia poco lontano dal punto in cui lei si trova, pensando sia diretta da qualche altra parte. Continua a guardarsi attorno per qualche secondo fino a quando non si rende conto che l'irlandese è ferma pochi passi davanti a lei e attende qualcuno. Ed è in quel momento che capisce. > Mi perdoni... Aibel Collins? < chiede avvicinandosi accompagnata dal ticchettio sonoro dei tacchi che risuona ad ogni suo piccolo passo. In caso la risposta dell'irlandese sia positiva, l'impiegata comunale continuerà. > Buonasera, sono Helse Graaf, abbiamo un appuntamento per il passaggio della licenza di questa pasticceria, ricorda? < domanda retorica la belga con un sorriso affettuoso, da mamma. > Mi perdoni per l'ora, ma per farle vedere gli ambienti abbiamo dovuto aspettare che il negozio fosse chiuso. Coloro che aprono la pasticceria da quando la proprietaria se ne è andata ci stanno facendo un enorme favore, sono felicissimi di sapere che lei è interessata... E così anche noi, "ogni nuova attività accresce la bellezza della nostra città". < cita parola per parola una delle frasi riportate su dei volantini che Aibel può aver visto in comune all'ufficio che si occupa delle licenze. > Vogliamo entrare, così da avere più tranquillità? < chiede con gli occhi puntati sulla ragazza. Aibel nota subito la presenza della signora fuori dalla Gourmandise e il suono della sua voce non le lascia dubbio alcuno, è la donna con cui si è accordata qualche giorno prima. > Sì sono io < Abbozza un sorriso educato, ascoltando poi il restante discorso della donna. > Finalmente ci conosciamo signora Graaf, è un piacere e sì che mi ricordo altrimenti non sarei da queste parti a quest'ora ma al pub < Ammicca con fare amichevole quasi, è meglio cancellare da subito eventuali formalità di troppo. > Non è assolutamente un problema, mi piace girare per la città a quest'ora e nonostante l'ora è più caldo del solito quindi stasera è particolarmente piacevole diciamo < Allarga appena il sorriso, annuendo appena quando la donna cita a memoria lo slogan sui volantini. > Beh così entrerò definitivamente a far parte della città, dopo il mio trasferimento qui a Bruges non avevo ancora idea di quello che intendevo fare la prendere in custodia la Gourmandise, per il mio fare, mi è sembrata la cosa più adatta < Le fa cenno poi allungando la man dritta verso l'ingresso, un po' lo conosce già essendoci già stata una volta. > Prego mi faccia strada, la seguo < Le dice con voce educata. >
Aibel pronuncia esattamente le parole che Helse voleva sentire, fa un piccolo saltello sul posto, palesemente involontario > Ottimo ottimo! < la voce è acuta e parla un francese, influenzato dal fiammingo, molto veloce. > La nostra città è meravigliosa, sono sicura che si troverà bene tra di noi. L'associazione commercianti sta crescendo ogni giorno di più! < spiega tutto d'un fiato da piccola donna, trotterellando verso la porta. > Vedrà a natale con la neve, Bruges diventa il paese delle fate di zucchero. Ha presente quelle dello Schiaccianoci? Quelle! < commenta entusiasta, mentre cerca con una mano le chiavi nella borsetta, mentre con l'altra regge la cartella. > Da dove viene lei, se posso domandare? < chiede con un ampio sorriso la donna. Sotto la luce delle vetrine il viso si distingue meglio ed è chiaro che non può assolutamente avere più di quarant'anni. > Ah-ah! < esclama quando finalmente riesce ad estrarre le chiavi. Dopo aver un po' trafficato con la porta ecco che questa si apre e mostra l'interno della pasticceria. L'arredo è molto classico e dalle linee pulite. Appena entrati vi è il bancone con annesso espositore di paste, mezzo vuoto per il momento, i quattro tavolini sono proprio in linea con la porta e di fronte alle vetrine in cui sono esposti esempi elaborati di torte e pasticcini. La donna si avvicina ad il pi vicino dei tavolini, lasciando Aibel libera di guardarsi attorno. > Ovviamente quando sarà suo potrà arredarlo come meglio crede. < spiega la donna con un sorriso una volta raggiunto il primo tavolino e avendoci sbattuto sopra, forse con un po' troppa violenza, la pesante cartellina.
Aibel sorride al dire della donna, solitamente è meno affabile come carattere e le altre persone che la conoscono ben lo sanno, però in questo caso non si parla di una cavolata qualunque bensì di lavoro. > Sono contenta che l'associazione cresca e di poter dare a modo mio una mano, non nego di farlo per volere un lavoro, davvero, ma queste cose fanno anche decisamente piacere se hanno un risvolto positivo anche per altri < Pacato ed educato il suo tono, le risponde alla domanda seguente guardando la donna mentre cerca le chiavi del locale. > Vengo dall'Irlanda, sono nata e cresciuta a Dublino < Le dice entrando finalmente a seguito della donna dopo che lei apre la porta. E' così che il locale le viene nuovamente posto innanzi, esattamente come l'ultima volta che lo ha visto. Guarda il bancone delle paste, i tavoli e le finestre e sì, il posto è decisamente carino. > Beh in effetti l'arredamento forse è un po' troppo classico per i miei gusti, potrei modernizzarlo appena senza snaturarlo, però. < Mentre risponde alla donna si guarda intorno con attenzione, cercando poi la sua figura con gli occhi verde chiaro e avvicinandosi piano al tavolino, con calma. Arrivata abbastanza vicino si toglierebbe il cappello, appoggiandolo sulla tavola insieme alla pochette. >
Helse non commenta la prima frase pronunciata da Aibel, l'amministrazione comunale segue le direttive del sindaco e il sindaco non ama ascoltare ciò che non vuole sentire, perciò generalmente tutti fanno finta di nulla esibendo un gran sorriso. > Oh l'Irlanda, che bellissimo paese! < commenta quando lei risponde alla sua domanda. La donna freme dalla voglia di chiederle maggiori dettagli sul trasferimento della ragazza, ma la priorità è farle firmare i documenti, cosa per cui sono venute in quel luogo questa sera. > Potrà fare ciò che desidera cara, ovviamente accordando i suoi cambiamenti con il proprietario di tutto l'immobile. È un anziano signore molto ammodo, sono sicura che le piacerà! < le spiega invitandola con un gesto della mano ad unirsi a lei al tavolino, cosa che Aibel fa di sua spontanea iniziativa, anticipandola. Una volta al tavolino, li estrae con abilità dalla cartellina da ufficio e tirando fuori dal taschino della giacca del tailleur una biro nera. > Ecco qui, affitto dei locali e licenza. Le firme sono segnalate con delle freccette adesive colorate. Li legga pure con comodo, se vuole. < dice porgendole biro e un paio di brevi plichi di fogli. con svariati pezzetti colorati che spuntano in mezzo. Vicino al tavolino una corrente fredda improvvisa sfiora la figura dell'irlandese, avvolgendola per qualche istante. Probabilmente proveniente dalla porta d'ingresso rimasta socchiusa.
Aibel sorride al commento della donna. > Sì è un paese molto bello...pieno di verde e di birra < Sogghigna divertita parlando del proprio paese con due semplici termini che però sembrano descriverlo già così molto in profondità. > Non ne dubito < Risponde poi al dire successivo della donna, osservandola mentre tira fuori una cartellina nera e una penna, su cui gli occhi dell'irlandese si vanno a posare con grande, grandissima attenzione. > Perfetto, grazie mille < Le dice prendendo nella man dritta la penna, facendo con il pollice il classico clic per aprirla. Si porta con la mancina invece sotto agli occhi i plichi, prendendone per primo uno e sedendosi con eleganza sul tavolo su cui sono posata così da far meno fatica a firmare. Appone le prime firme dove sono posti i segnalini colorati come le è stato detto dalla donna e con lentezza, termina di firmare entrambi i plichi. Chiude la penna e la appoggia sulla tavola mettendola più vicina alla donna, insieme ai fogli di carta.
L’impiegata risponde educata la donna e, mentre Aibel legge tranquilla, si mette a riordinare le altre carte contenute nella cartellina, anche se sono già ordinate, per lasciare all'irlandese la sua privacy e la sua tranquillità. Nel silenzio che cala nel locale risuona all'improvviso un forte rumore. Uno schiocco. La porta, lasciata socchiusa si è chiusa di scatto, malgrado non ci sia vento, se non il refolo che prima ha investito Aibel. L'impiegata si porta le mani al cuore, sussultando. > Oddio santissimo! < esclama nel mentre. > Che spavento... Devono esserci degli strani giri d'aria qui dentro... < commenta la donna con un sorriso tirato, mentre va a chiudere bene la porta. Una figura sfocata, scura, passerà attraverso Helse, diretta a tutta velocità nella direzione opposta, per sparire come è comparsa. Tutto appare congelato per un momento. > Ecco fatto. < rimbomba di nuovo la voce della donna nel locale. > Grazie cara... < dice prendendo i fogli che Aibel le porge con un sorriso, ignara di tutto. > Fa freschetto, qui non le pare? Devono essere i muri spessi... < commenta subito dopo passandosi le mani sul petto, nel punto dove l'ombra le è passata attraverso.
L'irlandese guarda con attenzione la donna ma il rumore della porta e il lieve sentore di fresco che la investono all'improvviso la distraggono, facendola sussultare. La porta si chiude e gli occhi verdi della donna si concentrano in quella direzione. > Cavoli che rumore...e che freddo... < Sussurra tornando poi con gli occhi a studiare la donna e cercando di distrarsi abbozzando nuovamente un sorriso leggero. > Sì a quanto pare c'è corrente < E' una risposta che si sta cercando di dare, che sia per tranquillizzarsi o meno non è dato sapere. La visione però di quanto segue la spaventa alquanto e infatti, non appena lo sguardo incrocia la figura sfocata dell'ombra che trapassa la donna da parte a parte lei si irrigidisce sulla sedia tenendosi con la man dritta alla sedia su cui è seduta e con la mancina al tavolo, ben tese e con una buona presa. Deglutisce piano e gli occhi sono letteralmente a palla. Da quando ha avuto il piacere di vedere il fantasma di Joel non è più troppo scettica in merito al tema dei fantasmi. Ascolta le parole della donna e cerca di ricomporsi tornando comoda sulla sedia. > Sì...fa decisamente fresco < Mormora guardandola e facendo un sorriso piuttosto tirato.
L'impiegata comunale nota l'irrigidirsi di Aibel sulla sedia. > Va tutto bene, cara? < chiede affettuosa, con ancora in mano i plichi di fogli firmati. Helse si volta persino a guardarsi intorno, ma non trovando nulla di strano ritorna a posare lo sguardo sull'irlandese che ora le fa un sorriso tirato, commentando la temperatura. > Allora muoviamoci, così possiamo tornare a casa al calduccio... < commenta allegra, mentre sfoglia i due plichi, controllando che ci siano tutte le firme e mano a mano toglie i post-it a forma di freccia. Una volta concluso si volge verso la ragazza. > Ottimo, allora questo locale da domani è suo... Se ha bisogno di un affiancamento iniziale, i gestori che se ne sono occupati fino ad oggi mi hanno dato disponibilità per un'altra settimana. Per farla ambientare, sa... Domani in ogni caso uno di loro verrà qui così potrete mettervi d'accordo su tutto. < la spiegazione è puntuale. > Per qualsiasi cosa non esiti a chiamare il mio ufficio, la aiuterò volentieri cara. < aggiunge con un sorriso materno e un po' impiccione, raccogliendo le sue cose e avvicinandosi alla porta per aprirla nuovamente. > Dopo di lei Mademoiselle Collins. < la invita con un sorriso.
Aibel scuote appena la testa. > Tutto a posto signora, non si preoccupi < le risponde sorridendole e andando a grattarsi la nuca in un gesto di imbarazzo con la man dritta. Ascolta con attenzione le sue dritte e le informazioni a proposito della ex gestione, annuisce con decisione. > D'accordo, grazie mille, agli inizi avrò di certo bisogno di una mano...anche se già da domani mi metterò alla ricerca di un nuovo pasticciere < Le dice facendo spallucce. > Se avrò bisogno di una mano non mancherò di cercarla, assolutamente < Che sia la verità o meno lo sembra, dato il sorriso affabile che le rivolge. Si alza poi dalla seduta prendendo con la man dritta il cappello e portandoselo sulla testa e andando a stringere nella mancina la pochette nera. Piega la testa cortesemente verso la donna, anticipandola e dirigendosi verso l’uscita.
Helse annuisce quando Aibel la rassicura. > Molto bene, allora. < commenta tutta allegra, portandosi a piccoli passi, come detto, verso l'uscita, il corpo morbido stretto nel tailleur a tubino. > Può provare sulle bacheche comunali, si sono rivelate efficaci! < le suggerisce prontissima l'impiegata, sempre zelante nel sottolineare quanto il suo comune sia perfetto. Anche Aibel si dirige verso l'uscita, seguita subito dopo dalla donna, che poi traffica nuovamente un po' alla porta. > Queste... Maledette... Chiavi... < borbotta tra sé, mentre combatte con la serratura che sembra non volersi chiudere. Finalmente ce la fa e si gira sorridente verso l'irlandese. Solo Aibel potrà sentire in questo lasso di tempo un rumore flebile, simile ad un sordo stridio, proveniente da una delle vetrine. Come se un dito umido passasse sopra il vetro bene asciutto, incollandosi e di tanto intanto bloccandosi in un piccolo salto dovuto all'attrito. L'interno del locale appare più buio che mai dall'esterno e può sembrarle di vedere un movimento lento e scuro suo vetro, più scuro del buio stesso. Sta scrivendo. > Allora, lei da che parte va? < chiede allegra la dona, interrompendo di nuovo il momento, se Aibel ha deciso di dar bado al rumore. > Potremmo fare un pezzo insieme se andiamo nella stessa direzione... Sa che ho un figlio che dovrebbe avere circa la sua età? < ciarla allegra e, se Aibel accetterà la sua offerta, continuerà così fino a quando non si separeranno.
Aibel annuisce al dire della donna, aprendo la porta che poco prima si era chiusa ed uscendo all'esterno. Ancora si sta piuttosto bene con la temperatura quindi lascia aperta la giacca sempre sul davanti. > Magari metterò un annuncio domani, grazie mille...spero di trovarne uno al più presto così dalla prossima settimana potrò cominciare l'attività in maniera indipendente < Le dice, osservandola ancora una volta mentre scartabella con le chiavi. Viene distratta però dalla sua osservazione e ode un rumore strano venire da una delle vetrine. Gli occhi verdi si spostano su questa, cercando un'eventuale fonte del rumore che alla lunga risulta anche fastidioso alle sue orecchie. > Vogliono farsi notare da queste parti... < Commenta a voce bassa, cercando di non farsi sentire dalla donna. Non sfugge agli occhi attenti dell'irlandese un movimento dall'interno buio ed oscuro del locale e lei sussulta di nuovo. Viene distratta però dalle parole della donna e deve nuovamente cercare di cambiare argomento per seguire quello della donna che sembra non accorgersi di niente. Di certo avrà di che pensare stanotte. > Vado verso il Nightingale's Nest, è lì che alloggio da qualche giorno < Le risponde cortese. > Certo un po' di strada la faccio volentieri < Le dice cominciando a camminare al fianco della donna e allontanandosi per tornare al B&B.
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